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Il marchio della prostituta

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1Il marchio della prostituta - Pagina 2 Empty Il marchio della prostituta Dom Feb 28, 2021 10:04 am

Different Staff

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Admin
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Promemoria primo messaggio :

Era una notte molto fredda per essere maggio. Tutto era immobile e placido intorno al Duomo di Milano, solo un grido squarciò il silenzio.
Quando Violante riuscì ad aprire gli occhi era stesa su di una branda, ammanettata ad un gancio. Un dolore lancinante al fianco le impediva di sollevarsi. Nella sua vita da prostituta si era trovata  spesso in situazioni di pericolo ma in quel momento era spaventata più che mai. Ancora stordita osservò l’ambiente spoglio in cui si trovava. La finestrella sopra al suo capo, un misero scrittoio, una stufa ed un piccolo baule. La stanza attigua era invece illuminata meglio per via di un’enorme vetrata. Un grande bancone occupava l’intero ambiente e sulla parete vide degli scomparti in legno distinti da targhette con delle chiavi appese.
Capì di trovarsi in una portineria, qualcuno stava bussando alla vetrata.
—Belotti. Sono io, il postino. Apra.—
Violante si mosse sulla branda, fece rumore ed urlò perché aveva appena visto due gambe sporgere da dietro il banco poi ancora debole perse i sensi.
L’uomo che la svegliò porgendole un bicchiere colmo d’acqua era basso, esile e si muoveva con movimenti fluidi, la guardò dritta negli occhi e le disse.
—Signorina sono l’ispettore Vallotta. Devo farle alcune domande. C’è scappato il morto qui.— La vittima era Carlo Belotti, 36 anni. Portinaio dello stabile, strangolato con una corda.
Violante si guardò intorno e alla luce del mattino vide attraverso la finestra le guglie del mastodontico duomo.
—Signorina, si ricorda com’è finita su questo letto? Cos’è successo?—
—Mi scusi. Ma io non ricordo nulla...—
Provò a sollevarsi ma il dolore al fianco le mozzò il fiato.
—È ferita?— Chiese Vallotta —Mi faccia dare un’occhiata.—
L’ispettore sollevò il corpetto delicatamente, attirando l’attenzione di tutti gli agenti presenti. La prostituta aveva una bruciatura indefinita, rossa e pulsante sul fianco. Vallotta prese il suo fazzoletto, lo bagnò e Violante se lo spinse sulla ferita.
—Sa come si è procurata quell’ustione?—
—La prego ispettore, io non ricordo nulla. Non dovrei neanche trovarmi qui. Questa zona così aristocratica è troppo per me. Io...— Si fermò solo un momento, lo guardò intensamente e abbassando il tono disse. —Io non pratico in questa parte della città.—
—Capisco. E mi dica, conosceva Belotti?—
—No.— disse decisa —Ricordo che ieri dovevo incontrare un uomo giù al naviglio. Si presentò come “Il Longobardo”. Era anziano e guidava un calessino. Mi ha offerto dei datteri poi non ricordo più nulla.—
—Quasi sicuramente è stata drogata. I consumatori, mescolano l’oppio con lo zucchero per contrastarne l’ammarezza. Mi dica, riuscirebbe... —
Dalla strada un grido lo interruppe ed un agente si precipitò nel retro.
—Ispettore. Una donna chiede di lei. È molto scossa, signore.— Giuditta Elli strillava e piangeva sorretta da un agente.
—Oh, Ispettore. Questa è una tragedia. Una vera tragedia. Un palazzo così rispettabile. Delle famiglie così rispettabili. Ispettore. Il buon Carlo. Una tragedia. Una tragedia.— Disse cercando di sbirciare all’interno.
Vallotta la spinse dolcemente su una sedia chiedendole.
—Signora, sa dirmi qualcosa in più sulla vittima?—
—Il signor Carlo era un ragazzo d’oro. Un padre amorevole e un marito esemplare. Una tragedia! La moglie è morta di parto due mesi or sono lasciandolo a crescere cinque figli. Era un lavoratore infaticabile. Dopo la grave perdita, per risparmiare, si è sposato nel retro mandando i piccoli in campagna da una sorella o cognata. Ora non ricordo. Lavorava per loro. Che immane tragedia!—


Non riuscì a fornire altri indizi quindi Vallotta la lasciò libera e tornando dentro si fermò ad osservare meglio il cadavere.
Era riverso a pancia in giù con la corda ancora tesa sul collo e vicino al viso rinvenne la maniglia di un cassetto. Il suo primo pensiero andò a qualche gioco amoroso finito male. Stava per ispezionare meglio il corpo quando un uomo distinto con cilindro e redingote gli si presentò davanti.
—Buongiorno ispettore. Sono il notaio Annoni, vivo nello stabile. Appena ho saputo dell’accaduto mi sono precipitato per dare il mio sostegno. A tal proposito le reco una testimonianza.—
Solo in quel momento l’ispettore vide alle spalle dell’imponente uomo una donnina con un viso mesto. Il notaio la spinse avanti invitandola a parlare.
—Sono Lia. La domestica di casa Annoni. Questa mattina prima dell’alba ero in cucina a lucidare l’argenteria, quando ho sentito l’urlo di una donna. Era ancora molto buio. Mi sono spaventata ma è stato un solo grido, non ci ho badato molto.—
—Grazie Lia.— disse il notaio spingendola via. —Senta, ispettore. Sarò franco. La puttana deve essere allontanata con discrezione. Il palazzo è altolocato e i tempi sono in fermento. L’incoronazione sarà tra una settimana. Il duomo è qui di fronte. Ci sono molti sacerdoti e guardie in giro. Noi non vogliamo fare una brutta figura con il re e la sua corte. Vediamo di non creare una scandalo. Il povero Belotti era molto utile ma rimaneva pur sempre un portinaio.—
A Vallotta ribollì il sangue. Erano ormai settimane che in città si faceva di tutto pur di mantenere un apparente normalità. Lui invece la pensava diversamente, voleva sfruttare quel cambio di poteri per fare le cose al meglio. Quindi disse adirato.
—Signor Annoni. È venuto a conoscenza di fatti che non dovrebbe sapere. Non vorrà che la ritenga un sospettato? —
Il notaio impallidì all’istante, balbettò qualche scusa incomprensibile, ma venne incalzato da Vallotta.
—Come sapeva che qui c’era una donna di strada? La signora è ancora nascosta nel retro. Dov’era la notte scorsa?—
Annoni impiegò del tempo per ritrovare colore, poi con voce più tranquilla disse.
—Ero a letto con mia moglie. Ispettore, la prego. Ho saputo della donna dalla signora Elli. Sa come sono le donne.— Provò a sorridere per stemperare la tensione, senza riuscirci.
—Dovremmo confermare la sua versione. Intanto mi dica. Conosce per caso un uomo che si fa chiamare “il longobardo”? —
—No. Suvvia, che appellativo bizzarro.—
Allora Lia timidamente si fece avanti e parlò all’orecchio del notaio. Annoni sgranò gli occhi, guardò prima la domestica e poi guardò l’ispettore che malizioso disse.
—C’è forse qualcosa che dovrei sapere? —
—La mia domestica dice che quello è il soprannome con cui uno stimabile abitante del palazzo viene chiamato dalla servitù. Il signor Ghisolfi.—
L’ispettore non perse tempo e mandò i suoi nell’appartamento del sospettato. Aveva trovato un collegamento tra Violante e il palazzo. Forse l’uomo dopo averla drogata l’aveva portata nel retro della portineria con la complicità di Belotti. Qualcosa iniziava a dipanarsi nella sua mente ma questo non spiegava né l’omicidio né il rapimento.
Gli agenti tornarono in breve, riferendo di aver trovato la casa in ordine ed il letto ancora fatto. L’ispettore andò da Violante che, visibilmente ripresasi, scalpitava per essere rilasciata. La fece sedere e l’aggiornò sui risvolti.
La donna sentendosi ormai al sicuro, riferì a Vallotta di essersi svegliata durante la notte e aver intravisto un uomo fuori dalla portineria.


—Provai a chiamarlo. Urlai. Ma sentivo solo dei lamenti. Come se l’uomo stesse pregando. Farfugliava a proposito di Dio. Di castighi e redenzione attraverso la morte. Ho perso i sensi poco dopo per il dolore.—
L’ispettore pensieroso si allontanò per controllare la stanza con cura. Quando capì che nessuno aveva esaminato l’interno della stufa si adirò parecchio, con un gesto stizzito aprì lo sportello e rovistò tra i tizzoni ormai spenti. Subito rinvenne un lungo oggetto di metallo completamente annerito e lo portò sotto la luce per ispezionarlo. Sembrava un attizzatoio ma l’estremità non era appuntita, aveva l’aspetto di un cuore circondato da spine o raggi. Se lo passò tra le mani e poi si voltò verso Violante chiedendole di mostrare la ferita. Anche se l’impronta sembrava fatta di fretta non c’erano dubbi, la donna era stata marchiata.
Il notaio che aveva visto l’intera scena, impallidì e venne avanti.
—Ispettore, devo rivelarle quello che so. Non voglio che dubitiate ancora di me.— l’ispettore non disse nulla ma guardò intensamente il notaio Annoni.
—Vedete. Il signor Ghisolfi era un fervente cattolico. Di quelli più duri. Più volte è stato visto lanciarsi in invettive contro le donne dissolute, portando imbarazzo nel palazzo. Non vedeva di buon occhio Napoleone perché riteneva che avrebbe distrutto tutti i valori cristiani. Forse…— L’ispettore sollevò il braccio e zittì l’uomo che fece un passo indietro chinando il capo.
Lo scenario iniziava ad essere sempre più chiaro, ma come si collocava Belotti? Era un complice connivente o una vittima sacrificabile?
Finalmente libero di esaminare con attenzione il cadavere, Vallotta lo girò e nel farlo notò delle macchie d’inchiostro sulla mano sinistra. Dunque era mancino. Perquisì le tasche e vi trovò una lettera.
La lesse con attenzione poi radunò tutti intorno al bancone della portineria.
—Ho trovato qui una lettera che fuga ogni dubbio. Il signor Belotti si è suicidato.— Disse scatenando un fastidioso brusio. Riportò il silenzio e proseguì.
—Nella lettera spiega che il Signor Ghisolfi lo pagava per marchiare le donne che gli portava. Ma era stanco di quell’orribile pratica. I sensi di colpa e la perdita della moglie dunque lo hanno portato ad impiccarsi alla maniglia di un cassetto che successivamente dev’essersi staccata sotto il suo peso.

In quel momento il notaio disinvolto prese da parte l’ispettore.
— Mio buon amico il caso è risolto. Si è trattato di un semplice incidente. La signorina è salva. Direi che possiamo accompagnarla fuori in maniera discreta. Per quanto riguarda il signor Ghisolfi mi incaricherò io stesso di consegnarlo alla giustizia non appena si farà vivo.— Disse allontanandosi tronfio.
L’ispettore disgustato dall’uomo si concentrò su Violante, smarrita ed irrequieta. Avrebbe mobilitato i suoi uomini nella ricerca di Ghisolfi ma al momento non aveva altra scelta, doveva archiviare il caso.
Alla donna fu chiesto di rendersi reperibile, firmò i documenti e sparì, coperta da un tabarro offerto da una guardia.
L’ispettore rimase solo nella stanza, si portò alla scrivania ed iniziò a fare ordine per impacchettare tutto. Quando prese tra le mani i fogli ebbe un sussulto.
Le pagine erano tutte macchiate. Vallotta ricordò allora che la sorella, anch’ella mancina come il Belotti, era solita sporcare i fogli scrivendo. Andò allora a prendere la lettera di commiato e la trovò immacolata.
La mente dell’ispettore si mese in moto, pensò che Belotti avrebbe presumibilmente usato l’attizzatoio con il braccio sinistro lasciando quindi l’impronta sul fianco destro. Ma Violante era stata marchiata sul fianco sinistro. Che la ferita fosse autoinflitta?


Corse ai documenti e confrontò la scrittura della lettera con quella di Violante. Erano pressoché identiche.
L’uomo era stato assassinato, la lettera era una messa in scena e Violante non era innocente. L’ispettore chiamò gli agenti e li inviò alla ricerca dalla donna.
Violante ormai lontana aveva trovato rifugio presso un’amica prostituita. Si era cambiata ed ora passeggiava tranquilla sorridendo al pensiero di averla fatta franca ancora una volta.
La notte prima però aveva rischiato troppo uccidendo due persone. Era stata impulsiva e frettolosa, il che l’aveva portata a commettere degli errori. Ma il fermento della rivoluzione femminile l’aveva galvanizzata. Il regno di Napoleone avrebbe segnato una svolta per tutte, com’era già successo alle donne di Francia durante la rivoluzione. Non sarebbero più state succubi ed avrebbero reagito proprio come lei. Le prostitute le offrivano indicazioni sugli uomini da colpire. Da quelli violenti a quelli come Belotti, che usavano le mogli solo per sfornare figli. Tutti sarebbero tornati nella melma, come il corpo di Ghisolfi che avrebbero trovato troppo tardi, quando ormai lei sarebbe stata lontana a continuare le sua missione.


26Il marchio della prostituta - Pagina 2 Empty Re: Il marchio della prostituta Lun Mar 15, 2021 10:44 am

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan
Difficile aggiungere qualcosa rispetto ai commenti precedenti. Direi che il punto su cui lavorare di più è l'inizio e l'approccio nei confronti di Violante che rende il rovesciamento finale troppo forzato e inverosimile. Non capisco se è una svista o è calcolato. Se hai deciso in corsa quel finale lì o se lo conoscevi fin dall'inizio. Per il resto è molto complesso, con tanti personaggi e una ricostruzione storica interessante. Si legge bene, nonostante le sviste che ti hanno fatto notare. Insomma è un racconto con un potenziale enorme, ma non del tutto sfruttato. Resta una lettura molto piacevole e un trama ambiziosa.

27Il marchio della prostituta - Pagina 2 Empty Re: Il marchio della prostituta Lun Mar 15, 2021 2:42 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Caro Autore, cara Autrice.

Il racconto ha una trama un po' intricata ma ci può stare, è un giallo anche se, come altri precedentemente letti, la soluzione arriva solo alla fine come deus ex machina e rischia di non soddisfare il lettore di genere. Il dettaglio che mi lascia più perplesso è l'ambientazione, di spazio e di tempo. Togliendo infatti la parola Duomo e il riferimento finale a Napoleone, la vicenda potrebbe essere ambientata in qualsiasi luogo e tempo.
Da rivedere un po' ma comunque un buon lavoro.
Grazie


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

28Il marchio della prostituta - Pagina 2 Empty Re: Il marchio della prostituta Gio Mar 18, 2021 9:42 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Buongiorno a tutt*

Ho pensato molto a cosa scrivere per provare a spiegare come mi sento.

Per primi voglio ringraziare tutti quelli che hanno lasciato commenti per quanto riguarda la grammatica, la sintassi e la formattazione del testo. Ho molto da lavorare e sono felice di recepire ogni consiglio.

Mi scuso con chi si è sentito "ingannato" dal cambiamento di Violante. Posso dire che non era assolutamente voluto. anzi appena me lo avete fatto notare mi sono maledetto per un paio d'ore.

Volevo dire inoltre che non è stato facile per me rimanere entro i limiti, perché nella mia testa si era creata una storia molto più ampia che non poteva essere ridotta a 12000 battute. ci ho provato ma senza successo. 
a tal proposito volevo spendere due parole su Violante. la mia prostituta aveva una storia, ma soprattutto un passato. 
nata nelle campagne milanesi si innamora di un compagno e ci fa sesso scoperta dal padre viene diseredata e costretta a prostituirsi per vivere. 
da qui inizia il suo viaggio nell'oscurità.

Noto che in moltissimi commenti (non solo al mio racconto) si parlava di quanto il Duomo fosse sullo sfondo. beh per me l'ambientazione andava oltre il semplice luogo. ho provato ad inserire nel testo il fermento intorno all'incoronazione di napoleone e tutte le sue conseguenze.

Il femminismo e la rivoluzione per me dovevano essere dei cardini. il femminismo o almeno quello che saprebbe stato definito tale solo dalla metà dell'800 prende origine anche da quelle donne francesi che si erano unite alla rivoluzione chiedendo di uscire dall'ombra. Mi piaceva che questo si rispecchiasse in Violante che di certo non è una femminista ma un mezzo per parlare di tematiche più ampie.

Per questo mi sento di ringraziare maggiormente le persone  che hanno colto questa sfumatura e che sono riuscite ad andare oltre le lacune del testo. 

vi saluto dopo questo lungo intervento (che non rileggerò, quindi potrebbe essere pieno di errori  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] )
augurandovi di fare come la giraffa e guardare oltre.

Buona giornata a tutti.

29Il marchio della prostituta - Pagina 2 Empty Re: Il marchio della prostituta Gio Mar 18, 2021 9:47 am

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Direi allora che devi andare nella direzione di un romanzo: la storia ce l'hai già tutta in testa. Tra l'altro, i romanzi storici che trattano figure femminili piacciono, adesso.

30Il marchio della prostituta - Pagina 2 Empty Re: Il marchio della prostituta Gio Mar 18, 2021 9:50 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Direi allora che devi andare nella direzione di un romanzo: la storia ce l'hai già tutta in testa. Tra l'altro, i romanzi storici che trattano figure femminili piacciono, adesso.
 
Decisamente! 
Di certo voglio sistemare il racconto con tutti i consigli ricevuti.
Violante mi è entrata in testa e crede che voglia che si parli ancora di lei. Very Happy

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