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La variante inglese

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1La variante inglese - Pagina 2 Empty La variante inglese Sab Feb 27, 2021 5:45 pm

Different Staff

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Admin
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Promemoria primo messaggio :

A quanto pare, Vida si sposa, nella Chiesa Piccola.
Le ho strappato la promessa che non avrebbe  più preso sul serio il lavoro che faceva.
Lei mi ha strappato la promessa  che l’avrei sposata.
Nel  senso che sarei stato il prete del suo matrimonio.
Lo sposo, il regalo lo ha fatto di nascosto: un bel giradischi, un bel disco e un bel divano.
 
Sei  del mattino, dopo un muffin e un caffè caldo la Portineria non mi appare più come un buco maleodorante. Osservo il pezzetto  del  porto commerciale sul Tamigi, ancora scuro di alba, per riuscire a vederci qualcosa. Qui si scazzottano e accoltellano spesso  di prima mattina senza perdere tempo a  camuffare  le loro sbronze.
Mi  sposto, pure nel  retro della Portineria c’è puzza di urina e cicche, che quella è la variante inglese del nostro oratorio, e andrebbe tenuta più pulita. La Chiesa Piccola accanto è piccola davvero,  bastiamo io e don Marco a tenerla in piedi. Non è nemmeno servito farla bella, ci passa poca gente appassionata di Dio.
La Portineria  è l’unica forma di affetto che qualcun altro ha scelto per me, e i suoi frequentatori sgangherati  sono  il mio orgoglio.
Circondo con il braccio la spalla dell’uomo in preda a colpi di tosse su una panchina accanto alla Portineria, è Fabian, un profugo polacco che conosco bene, un perditempo alto e forte che mi aiuta nei lavori pesanti  del giardino.
Siamo in pieno 1965, in piena  guerra con l’alcol, con le sostanze, con autodistruzioni varie, e questa zona di Londra è un laboratorio di sbandati.  Asciugo la fronte di Fabian con il fazzoletto, ha la febbre, io non posso fare più di tanto.  Qui ci sono pochi dottori, è difficile contattarli,  come è difficile avere soldi e bel tempo. Lo farò stare nella Portineria qualche ora, gli darò caffè caldo e aspirina, non conosco altri modi per curarlo. Lui è sospettoso, ha timore che chiami l’ospedale o la polizia. Gli accendo la tv.  Lo faccio sdraiare sull’unico divano disponibile e immediatamente si addormenta. E’solo sbronzo.
 Fa freddo per niente. Mi avevano dipinto Londra come una città umida e fredda. Ma i giudizi sono sempre contaminati da sensazione soggettive, specialmente sotto Natale. Qui sono i vecchi quelli che aspettano il Natale, mica i bambini. Per gli inglesi l’infanzia è solo un pezzetto della loro esistenza, per nulla importante. Aspettano solo di diventare grandi. E questa cosa è angosciante per un sacerdote come me che  invece di trattare con i bambini si trova a rivolgersi a degli uomini in attesa di diventare uomini.
 Me ne devo andare se non voglio addormentarmi vicino a Fabian che russa come un tricheco. 
Mi infilo una Kent in bocca, mi godo i rimasugli dell’alba su un Tamigi sempre più silenzioso, e penso che  questo posto farà pure schifo, ma per chi ci vive è impossibile avere una vita mediocre.
Resterò tutta la vita sotto il bagliore di questa storia, rispettandola, anche se non mi fa impazzire.
- Don Mario?
- Sì?
- Buongiorno, -quanto ti ho cercato ieri, Don Mario.
- Mi sono toccate due estreme unzioni.
- Come faccio a sapere quando non ci sei?
Solo rispondendo in modo più brusco di quanto richiesto dalla conversazione riuscirò a metterla a tacere.
- Non essere sciocca, quello è un momento particolare, non potevo sottrarmi.
- Va bene, scusami, Don Mario. - Non ti vedo da due giorni, tre ore,ventiquattro minuti, e mi rimproveri?    
- Stai esagerando, Vida, devi trovarti un compagno, se non vuoi stare sola. Io sono un povero prete.
Fisso i suoi occhi di cristallo. La nostra confidenza è molto stretta, l’odore del mio abito talare sporco si mischia all’odore dolce del suo abito colorato.
Qualcosa di metallico urta nel porto. Urta di nuovo,  tre,  quattro volte. Sembra una campana sfuggita al campanile, poi si capisce che  è un container che si acquieta con un tonfo.  Il cerchio enorme e muto che contiene la Portineria, ritorna enorme e muto.  Pure la stella frantumata sulla teca di vetro che conserva il presepe in miniatura smette di vibrare.
Vida,  non ha il fiato dei  soliti alcolizzati. Le punte dei suoi seni si accostano a me. Sono pesanti, nemmeno il suo affanno  riesce a sollevarli.  Mi bacia il palmo della mano sinistra con la bocca rossa, morbida e rugosa.  Non ha la solita aria sprezzante. Il mio sguardo  le inietta una luce più tenera e serena.
Ci parliamo a turno.
- Quelli del porto vogliono farmela pagare, se non mi prostituisco per loro, don Mario. - Proprio ora che volevo smettere.
Con finta  indifferenza,  le dico : ‘Su di me puoi sempre contare,  entriamo dentro e racconta.’
Vida,  sembra un dipinto di Pizarro, la luce bassa della stanza affidata a un’unica finestrella le garantisce pudore e anonimato.
- Ti libererò di loro, anche se mi ci vorrà la fiamma ossidrica per farlo. - Non sono stato sempre un prete, posso diventare consapevole e cattivo.
Vida, in coma morale, è ammutolita, ma si fida di me,  anche quando un po’ la spavento. L’ho seguita nelle cure cliniche durante la disintossicazione e  si vanta molto di questo.  Quando viveva ventiquattro ore su ventiquattro in crisi di astinenza, le sono stato vicino per aiutarla a togliere lo strofinaccio dell’LSD dal suo giovane cervello. Lei era un’anima pura da salvare. In quel periodo nessuno si sentiva in colpa nell’usare acidi e al porto te li servivano su un piatto d’argento.
- Don Mario, non voglio che tu faccia pazzie, hai già fatto tanto per me, non devi rischiare.
- Certo sarebbe più semplice rivolgersi alla polizia, ma tu non la vuoi nemmeno sentire nominare.
Usciamo dalla Portineria, l’aria è fredda, comincia a cadere qualche fiocco di neve.
 I gabbiani, sazi,  dormono accanto ai secchioni per tenere d’occhio la loro riserva di spazzatura.
Vida, ora è meno raggrinzita e quasi bella nella sua gonna corta arancione e il cappottino giallo.
Ogni volta che fisso la banchina il mio sguardo diventa feroce, come se quei  vigliacchi dovessero sbucare da sotto l’asfalto e mettermi un coltello alla gola. Un forte sentimento di compassione me la  fa stringere al petto. Ho la testa e lo sguardo immobile, come in una foto tessera. A un palmo dal mio naso le lentiggini la fanno sembrare più ragazzina.
Comincia a nevicare forte e la neve aggiusta  tutto il paesaggio, i magazzini decrepiti sembrano scatole per le scarpe, bianche. Rientriamo nella Portineria. Vida si allunga sul divano ancora caldo di Fabian, che se n’è andato senza salutare. Vida  conosce bene la storia di quel divano. Di quando l’ho trovato in mezzo alla stanza con un biglietto : Fai stare comoda la gente che ti ama.
La portineria è sempre aperta, ma rimasi comunque sorpreso per tanta generosità. Parlo lentamente, come se Vida fosse incapace di seguirmi , per la stanchezza. Le metto una coperta sulle gambe nude, accendo la stufetta elettrica, preparo il caffè. So come si sta a non dormire per niente. Il divano ora sta nella parete di fondo, la zona più calda della portineria.
- Non ho nulla da mangiare, ma ci sono i biscotti della signora Denver, quelli che prepara con le sue mani.
- Uhm…ti vuole bene la signora Denver, - dice improvvisamente presente.
- Vuole bene a Dio e pure a me, sì.
- Non me l’aspettavo il presepe. Bello, l’hai fatto tu?
- L’ha fatto la  signora Denver maneggiando con le pinzette nella teca di vetro, io non sarei stato capace.
- Comincia a essermi antipatica questa signora tuttofare.
-  Ha l’età di mia nonna. Rido.
- Questo pavimento ha l’aria di non essere lavato da mesi, più tardi gli darò una bella spazzata.
- Ora dormirai qui?
- Sissignore, e tu mi terrai compagnia, sei avvinto o no dalle mie gambe nude?
Arrossisco e dico di no. Puerile, falso e tremolante, riempio le tazze di caffè.
Cosa c’entro io con una prostituta che ha passato metà della sua vita tra alcol, droga e brutte avventure?
E se entra qualcuno come farò a giustificare la sua presenza?
Più mi immalinconisco e più mi affeziono a lei, al suo cumulo di errori, al suo strambo eroismo di prostituirsi tutte le sere, senza paura, nella zona più malfamata di Londra.
- Se resti qui nessuno ti verrà a cercare, - dico mentre lei osserva la tela grezza e bianca della neve dalla finestrella.
Mi  fanno più paura le eventuali domande della signora Denver  che i brutti ceffi che vogliono farle del male. Ho l’abito talare che mi difende, e mi dà forza. La osservo da vicino, ha il respiro leggero e la riga le spacca il cranio in due,  come la rilegatura di un libro. Le voglio molto bene, anche se non conosco altro linguaggio per dimostrare amore che ingozzarla di caffè. La solitudine non mi ha mai spaventato, nemmeno in un paese straniero,  e poi non mi avanza mai troppo tempo per sentirmi solo con tutta la gente a cui devo badare. Pure chiusi,  i suoi occhi sembrano scintillare. Accosto due sedie per ricavarne una specie di  giaciglio e allungare le gambe.  La piccola asciugamano del bagno mi farà da coperta umida e improvvisata. Mentre ancora lavoro sul mio letto provvisorio  sento il suo richiamo melodioso.
- Mario, vieni  qui a riposarti, inutile che cerchi, non ci sono altri letti vuoti nella stanza.
La sparizione del  ‘don’ mi preoccupa un po’,  ma allento il colletto da prete, mi tolgo le scarpe scalcagnate.
Per la prima volta nella mia vita sono sdraiato accanto a una donna. La gonna le è salita sopra le ginocchia tonde. Mi giro dall’altra parte.A dieci centimetri da lei, la sento ridere. Rido pure io, sottovoce. Sono riguardoso, silenzioso, attento. Sembro un faraone egizio imbalsamato, con tutta la piramide addosso. Il suo corpo accanto a me è ‘significativo’. Ecco la parola giusta ‘significativo’. Siamo due soggetti che spesso faticano a stare insieme, ma che non possono fare a meno uno dell’altro.
- Che fai, non dormi?
- Non sono abituato a dormire di giorno e tu sei una categoria di essere umano per me nuova.
- Di che genere?
- Inquietante.
- Tutto l’amore che hai lo dispensi in giro, solo con me ti tiri indietro, faccio schifo?
- Non dirlo nemmeno per scherzo, sono due anni che ti seguo, devi  solo trovarti un bravo ragazzo, uno che ti meriti.
- Ma chi trovo, qualche derelitto come me.
- La tua storia e uguale alla storia di tante donne, questa è la peggiore periferia del mondo, anche se qualcosa sta cambiando.
- Mi piaci tanto quando fai il professore, ti intendi pure di Beatles e Rolling Stones?
- Be’ se vuoi ascoltare un bel disco, lo metto, è accanto al presepe, me lo ha regalato con tutto il giradischi il mecenate segreto. - L’ho trovato sopra il divano, deve essere lo stesso donatore. - Se non voglio regali dovrò cominciare a chiudere la Portineria a chiave.
- Povero don Mario, - non ti basta la signora Denver come mamma premurosa. - ora ti faranno addormentare le canzoncine dei  fedeli devoti.
- Non è una canzoncina.
- Dimmi il titolo del disco, avrà un titolo, o no?
- Unchained melody. - Ma è troppo triste la canzone, parla di catene non te lo faccio ascoltare.
- La conosco.
Si blocca, come uno spazzaneve contro un cumulo di neve.
Le scendono lacrime grosse, giganti. Tenute dentro, accumulate  e sigillate da una vita.
Pregare, per  Vida  non ha senso, ma io sono un prete. E lo farò.


26La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Ven Mar 12, 2021 2:31 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan
Vida. A me ricorda gli Iron Butterfly. In a gadda da vida, the garden of life. Era una canzone d'amore ed era il 1968. Chissà se ci ha pensato anche tu, autore? infondo parlava di amore, di tentazione, di Adamo ed Eva nel giardino dell'Eden. Qui di tentazione, ma soprattutto di amore, il racconto ne è pieno. Tanti piccoli spazi vuoti tra le parole che creano un po' di difficoltà a leggere, ma anche, e di nuovo soprattutto, un'intensità che ti spacca in due, quello che ho sentito mancare un po' in altri racconti rosa o simil rosa, magari più precisi e reader-friendly (esiste sta parola? beh dovrebbe esistere, quello che ha detto Viv su muro di parole è la prima cosa che hanno detto a me quando sono arrivato qui, o dove eravamo prima, ed è la prima cosa che ho cambiato della mia scrittura), ma sicuramente meno intensi. Una lettura che ti lascia qualcosa addosso, un subbuglio che fai fatica a scrollarti via.

27La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Sab Mar 13, 2021 9:42 pm

Black Rose


Viandante
Viandante
Caro autore o cara autrice,
ci ho messo un po’ a decidermi a leggere il tuo testo perché devo ammettere che il titolo non mi ispirava particolarmente, e anche ora, che ho letto il racconto, non mi lascia molto convinta.
Detto questo, il titolo è l’unica cosa a non essermi piaciuta.
Hai ritagliato un piccolo pezzo di vita e l’hai incollato su un foglio. E l’hai fatto con uno stile straordinario. Frasi brevi, d’effetto, cariche, poetiche. Un racconto vivo, reale, umano. L’ambientazione è resa bene, i personaggi meglio. Il delicato rapporto tra il prelato e la ragazza è qualcosa che ti scalda il cuore. C’erano tanta dolcezza, tanta gentilezza, tanto posto per la speranza, per un futuro migliore, per i difetti e l’imperfezione umana.
Un racconto rosa rivisitato, fondato su un amore diverso da quello passionale, un amore più temperato, più affettuoso, più paterno.
Spero davvero di rileggerti presto. Intanto ti lascio con i miei complimenti più sinceri.

28La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Lun Mar 15, 2021 10:30 am

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Credo che il tutto sia molto bello, l'amore si può esprimere in diversi modi, non è perfettamente rosa, infatti potevi fare molto di più riguardo ciò, ma questo racconto tranquillizza, fa sorridere il cuore.
Il titolo incuriosisce tanto personalmente, poi una volta letto nel racconto scorre in maniera molto fluida e piace.
Ci sono alcuni errori, credo fatti per distrazione, esempio e invece di è; inoltre non capisco questa parte ancora scuro di alba, ma sorvoliamo.
Un'altra cosa che disturba un po' sono gli spazi, messi a caso, insomma da rivedere...

29La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Lun Mar 15, 2021 1:52 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Cara Autrice, caro Autore,

un bel racconto rosa, bellissimi personaggi, ben caratterizzati. La portineria trasformata in oratorio mi lascia un po' perplesso, ma la cosa che mi infastidisce maggiormente è l'editor molto (troppo) approssimativo. Mi ha dato la sensazione di vedere un bel film disturbato da una pellicola troppo rovinata per poter gustare appieno la storia.


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

30La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Lun Mar 15, 2021 5:34 pm

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao Aut-

Mi sono inceppato leggendo "sensazione soggettive" e un sacco di virgole tra soggetto e predicato, tra cui "Vida, non ha il fiato" e "Vida, sembra un dipinto", oltre che un uso poco chiaro dei separatori tra discorso diretto e narrazione.
Una piccola nota: "è un container che si acquieta con un tonfo"; purtroppo i Docks di Londra non erano pronti per ricevere i container, il motivo per cui sono stati abbandonati a favore del nuovo porto.
Hai scritto un "rosa alla rovescia", nel senso che hai iniziato con il lieto fine e poi sei partit- per la tangente. Però ci riveli solo una metà del rosa, ossia Vida; e non sappiamo niente delle sue pene d'amore per il promesso sposo, né viceversa, cosa che mi tormenterà fino alla fine per decidere se il tuo racconto rispetta o meno la consegna del genere. Se non troverai il mio voto, sappi che sarà solo per questo motivo.
Tra le tante frasi che mi sono piaciute cito: "questa zona di Londra è un laboratorio di sbandati". È la migliore che ho trovato tra le tante che usi per descrivere i Docks. Io posso anche non credere che don Mario e don Marco siano finiti lì probabilmente nell'unica chiesa cattolica dei Docks. Ma il modo in cui don Mario descrive i Docks, perfino nell'odore dell'urina, sembra che abbia davvero vissuto lì. Non c'è un racconto tra gli altri (in gara o non in gara) che sia riuscito a trasmetterne un'immagine realistica (non didascalica).
A parte il genere, il racconto rispetta le consegne: la portineria, Docks 1965, la prostituta. C'è un uomo di chiesa che però non è un prelato.

Grazie e alla prossima.


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31La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Lun Mar 15, 2021 10:24 pm

SuperGric

SuperGric
Younglings
Younglings
“Per gli inglesi l’infanzia è solo un pezzetto della loro esistenza, per nulla importante. Aspettano solo di diventare grandi.” Chissà se è vero. Però sembra tanto vero, come tutto il racconto. Le Kent, Fabian il profugo polacco e lei, Vida, con le punte dei seni pesanti e con la bocca rossa, morbida e rugosa. Uno spaccato di quotidiano dramma londinese. Poi arriva forte la neve e aggiusta tutto, compreso, per un momento, la vita di Don Mario e di Vida che si trovano a condividere il giaciglio. Poi entrambi probabilmente torneranno alla loro vita di prima, ma per un attimo hanno vissuto la loro storia d’amore.

32La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Mer Mar 17, 2021 10:31 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Lo dicevo io che quel Vida lo avevo già incontrato... Tommaso, se ti va, ci racconterai cosa ti lega a quel nome...

33La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Mer Mar 17, 2021 11:26 pm

Ospite


Ospite
Vida è il nome della protagonista di 'Aborto', un racconto di Richard Brautigan, un autore che amo, morto suicida.
Per molti il vero rappresentante della beat generation.
Il libro non è un capolavoro, io non amo i capolavori, e mi ha impressionato a tal punto che lo porto sempre con me. Se uso il nome Vida è solo in suo onore.
Questo è. Amico mio.

34La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Gio Mar 18, 2021 12:50 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Ciao Tom,

spero che il mio giudizio non sia stato troppo severo.
Volevo sapere se la mia sensazione è giusta oppure no: può essere che quando i paletti del concorso obbligano a una ambientazione della storia fuori dall'Italia la tua scrittura perde un pò di sicurezza e di forza? Te lo chiedo perché avevo avuto questa sensazione anche per il racconto di TAS ambientato sempre in Inghilterra con la tua maratona. In Italia, nella tua Roma, quello che scrivi è tutto più saporito.

35La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Ven Mar 19, 2021 2:51 pm

Ospite


Ospite
Ma figurati, Byron. Anzi ti ringrazio e abbraccio. Non sono competitivo, almeno qui, e un paio di volte che ho vinto non ho voluto nemmeno i premi.
Mi infastidiscono e mortificato le ramanzine e ho deciso di allontanarmi per un po'. Ma questa è altra storia.
Ciao e grazie.

36La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Ven Mar 19, 2021 2:55 pm

Ospite


Ospite
mortificato, pardon

37La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Ven Mar 19, 2021 3:13 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Tom, le ramanzine?
Ma veramente?
Per quale motivo gonfiare e rigonfiare questioni ormai districate? Goditi i commenti positivi, valuta se c'è qualcosa di utile in quelli negativi, e preparati al prossimo step, che sta per essere reso noto.
Non ci voglio neanche pensare all'idea che ti allontani per un po'.
Questa è casa tua, lo hai detto tante volte: e che fai, ti allontani mentre ci sono eventi importanti?
Non lo farai, ne sono certo.
Ti abbraccio, fanculo il covid.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

38La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Ven Mar 19, 2021 3:36 pm

Ospite


Ospite
Ti abbraccio pur'io

39La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Ven Mar 19, 2021 3:44 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Tom tu sei l’autore più simile a Carver (che adoro) e lo sei non per emulazione ma perché ti viene naturale. Rientri sempre nelle mie preferenze non perché ti riconosco sistematicamente e ti voglio bene, ma perché mi piace da morire come scrivi per le atmosfere che sai creare. Dopo aver letto questo tuo racconto sono rimasta a rimuginarci sopra per un po’  per riassaporare tutti i passaggi. 
Questo per me non è saper scrivere, quella ė una roba che si può apprendere. Per come la vedo io è talento. Un talento che potresti massimizzare curando più certi aspetti formali che spesso, a ragione, ti vengono contestati. Comunque finché mi farai emozionare ti voterò errori o non errori.

Ps non fare scherzi.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

40La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Ven Mar 19, 2021 3:58 pm

Ospite


Ospite
Sei bella e buona. Pet

41La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Ven Mar 19, 2021 4:02 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Sottoscrivo la notazione di Petunia sul talento. Personalmente vorrei non trovarmi a doverti votare per un posto nel podio, tutte le volte.  Nonostante tutti gli sforzi e la volontà di far spazio ad altri mi ritrovo immancabilmente a votarti. E' perfino monotono e noioso! In ogni caso... guai a te se salti anche un solo step!

42La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Ven Mar 19, 2021 5:03 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Per il prossimo step, non sono ammesse diserzioni. E' ammesso lo sciopero per convincere Tommybean a rimanere? Per quel che ho visto finora, il forum senza di lui non sarebbe lo stesso. Dico beneo dico sciocco?


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

43La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Ven Mar 19, 2021 5:09 pm

Ospite


Ospite
@Susanna ha scritto:Per il prossimo step, non sono ammesse diserzioni. E' ammesso lo sciopero per convincere Tommybean a rimanere? Per quel che ho visto finora, il forum senza di lui non sarebbe lo stesso. Dico beneo dico sciocco?
Dici bene, cara Susanna. Tommy, questo contest ha bisogno del tuo stile da eterno sognatore. 

44La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Ven Mar 19, 2021 5:48 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Hai visto in quanti siamo a volerti bene, vecchi e nuovi?
Come se questo, poi, tu non lo sapessi già.
E poi, porca miseria, il prossimo step per almeno un paio dei famosi "paletti" sembra fatto su misura per te! (ooops, spoiler???) 😂🤣


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

45La variante inglese - Pagina 2 Empty Re: La variante inglese Lun Ago 30, 2021 2:27 pm

Ospite


Ospite
@mirella ha scritto:Don Mario si racconta.  Parla della sua vita di prete italiano, derelitto tra derelitti, in una delle zone più degradate di Londra. Si descrive come un sacerdote buono che, prima di occuparsi della salvezza delle anime, si occupa delle persone, dei loro corpi.  Si occupa di Fabian e di Vida animato da un sentimento di compassione, di solidarietà umana.
A un certo punto pare che tra Don Mario e Vida stia nascendo un sentimento diverso, ma non è così, lui è un prete e si limiterà a pregare per lei.
Pure Vida sembra attratta dal sacerdote, ma forse è solo indispettita nel vedere che le sue provocazioni lo lasciano indifferente: “Tutto l’amore che hai lo dispensi in giro, solo con me ti tiri indietro, faccio schifo?” In realtà, la ragazza ricorre al sacerdote perché è spaventata dalle minacce di alcuni portuali: “Quelli del porto vogliono farmela pagare, se non mi prostituisco per loro, don Mario. - Proprio ora che volevo smettere.”
In effetti non è chiaro se Vida si sposa; nell’incipit  la cosa viene data per certa, allora non ha senso che Don Mario la esorti a trovarsi un compagno, ma forse la ragazza ha già abbandonato l’idea  dopo le minacce dei portuali. Incongruenze di senso ne ho viste altre, ma non mi dilungo.
Insomma  le indicazioni dello step sono rispettate, non tanto il genere.
Non mi soffermo sugli errori, lo ha già fatto Vivonic. Però ti do una notizia, autore. Asciugamano  è un sostantivo maschile. Un asciugamano piccolo, tra l’altro, potrebbe fare da coperta solo a Pollicino.
Concludo con uno spunto di riflessione, sperando che ti sia utile: certe similitudini, immagini, metafore  “paiono cantare, ma sono come un cigno che deraglia”.
Parola di Umberto Eco. Non è il Vangelo, ma c’è da fidarsi.

Mi era sfuggita la positività di questo commento.
Rileggendolo l'ho percepita.
Mirella, cerca di riapparire.
Mi sono affezionato alle tue correzioni.

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