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Come Pollicino

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1Come Pollicino - Pagina 2 Empty Come Pollicino Sab Feb 27, 2021 5:40 pm

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Promemoria primo messaggio :

Il cadavere fece un rumore secco quando lo posarono sul molo.
C’erano alcuni uomini, tutti col cappello calcato, un filo di fumo di sigaretta davanti agli occhi, in attesa che il fotografo finisse il suo lavoro.
L’ispettore Moore si fece strada tra loro, li salutò e si inginocchiò.
Il cadavere era bluastro, con un’espressione meditabonda, a petto nudo, scalzo, ma con addosso i pantaloni, un bel paio elegante, con la braghetta aperta e il pene esposto. Due ferite sul petto, nette, all’altezza del cuore. Alcune foglie tra i capelli, dei filamenti scuri attorcigliati alle dita serrate.
L’ispettore spostò la sigaretta dall’angolo destro della bocca al sinistro e cominciò a cercare nelle tasche del soprabito. Trovò i guanti e li indossò, quindi ispezionò il corpo. Estrasse il portafoglio da una tasca posteriore dei calzoni e lo scosse un poco per far sgocciolare l’acqua. Al suo interno trovò il passaporto.
«Kevin Grey…» lesse e si alzò, lamentandosi con l’umidità dei docks.
L’alba era lattea, ombre lunghissime e indefinite si allungavano dalle navi ormeggiate, una copertina di nebbia sulla superficie dell’acqua e silenzio.
«Silver» chiamò. Uno degli uomini si tolse il cappello e gli si avvicinò. «Ti do, diciamo…» l’ispettore Moore controllò l’orologio da tasca, «tre ore, alle dieci e trenta voglio sapere tutto su questo tizio.»
Porse il portafoglio all’uomo, che si allontanò di corsa, quindi percorse il molo e poi il canale.
Incrociò una sola nave che arrivava in senso contrario. Un tempo quei canali sarebbero stati trafficatissimi, ma ora era un lento morire, dei moli e delle persone. Poi le vide, appaiate: un paio di scarpe di vernice.
Si guardò indietro, a spanne calcolò la distanza con il capannello di persone intorno al cadavere. Con l’acqua così calma i conti tornavano. L’assassino aveva portato il corpo di Grey fin lì, gli aveva tolto le scarpe, lo aveva calato in acqua e se ne era andato. Il cadavere aveva galleggiato placido per sette, ottocento iarde fino al punto in cui lo avevano trovato.
Entrambi i tacchi delle scarpe erano sporchi di terra. Si sbracciò perché qualcuno venisse a recuperarle e diede un’occhiata in giro. C’erano due viottoli e alcune siepi mal potate ricoperte di polvere di carbone. Le superò e si ritrovò di fronte due palazzacci gemelli che si guardavano, divisi da un’ampia strada. Ispezionò con cura il terreno, fece il giro dei palazzi due volte, poi tornò in mezzo alla strada. Fece in tempo a fumare tre sigarette prima che Silver lo raggiungesse.
«Sono le undici e un quarto» si lamentò, sbattendo l’indice sul quadrante dell’orologio.
Silver alzò le spalle e gli porse un foglio carico di scrittura che Moore iniziò a leggere.
«Tutto qua?» disse. Silver sorrise e tirò fuori dal taschino una fotografia, con un gesto da prestigiatore consumato.
«L’avevamo in archivio per via dei precedenti?»
Silver annuì e indicò i palazzi.
«Le tracce di trascinamento conducono alla porta di servizio del palazzo a sinistra, quindi noi iniziamo da quello di destra» disse il commissario.
 
 
Aprì il cancelletto una vecchia vestita di nero, con un fazzoletto sulla testa. Li fece accomodare in portineria e servì il the.
«Ecco cos’era la sirena che ho sentito poco fa» disse la signora. Mentre parlava sfregava le gengive e sgranava un rosario in madreperla.
«Magari ha visto quest’uomo, ieri» Moore mostrando la foto di Grey, «da questa grande vetrata vede tutta la strada.»
«È vero. Questo signore l’ho visto ieri.»
«La strada è poco illuminata, ne è sicura?»
«Non era ancora buio.»
«Era da solo?»
«Sì, è entrato nel palazzo di fronte.»
«Qualcun altro è entrato o uscito da quel palazzo?»
«La ragazzina che fa la portinaia, Lucy, è uscita poco prima che lui entrasse.»
«A che ora è rientrata?»
«Non l’ho vista.»
Moore annuì.
«Come può una ragazzina fare la portinaia?»
«È figlia di quella che c’era prima. Quando la madre è morta, per non perdere lavoro e alloggio ha preso in casa una signora… chiamiamola signora, una…» la vecchia abbassò la voce e sibilò: «una prostituta.»
«Ci abita molta gente, in questi condomini?»
«Direi di sì.»
«Anche nel palazzo di fronte?»
«Stessa storia, sono due palazzi uguali.»
«Posso fare un giro nel suo alloggio?» chiese Moore, che senza aspettare la risposta si era già alzato. La portineria vera e propria era un’ampia stanza, con un gabbiotto e una grande vetrata che dava sulla strada. Una stufa a legna spenta, visto che era fine estate, due poltrone, un pannello con le chiavi. Sul retro c’era la stanza da letto, un bagno, un cucinotto e un’uscita di servizio.
«Allora noi andiamo» salutò l’ispettore, toccandosi il cappello, «la ringrazio.»
Anche Silver si toccò il cappello.
 
 
Betsy allungò la mano a tastare il comodino. I rigidi fili della parrucca le si annodarono alle dita prima di tirarla a sé.
C’era odore di muffa e quello del caffè appena fatto. Aveva un bel mal di testa, si toccò la fronte e ammirò le lucciole che le svolazzarono davanti al naso quando si mise in piedi. Barcollò fino al cucinotto, sistemandosi la vestaglia.
«Devo aver esagerato, ieri notte, mi fa male tutto» disse, mettendosi in bocca un biscotto duro. Lo succhiò prima di morderlo, per ammorbidirlo, visto che i denti le dolevano e più d’uno aveva iniziato a ballare. Il porridge non lo guardò neppure, le dava la nausea.
Lucy entrò nel cucinotto con le tazze del caffè. Aveva la sciarpa, i capelli neri appiccicati alla fronte.
«Hai freddo?» le chiese Betsy. Indicò la sciarpa col mento e poi la stufa accesa nella portineria.
Lucy posò le tazze sul tavolino.
«Ho il torcicollo» bofonchiò.
Betsy stava per chiederle se avesse dormito quando suonò il campanello del palazzo.
Lucy si alzò e corse ad aprire, mentre Betsy andò in camera a vestirsi. Quando uscì anche lei in portineria si immobilizzò. Vide quattro uomini davanti al gabbiotto. Due erano agenti di polizia, gli altri erano in borghese: uno vestiva un enorme cappotto, aveva il naso aquilino, gli occhi chiarissimi, quasi grigi. L’altro era molto alto, magro, i capelli bianchissimi.
L’uomo con il cappotto si presentò come l’ispettore Moore.
 
 
«Lucy mi ha accolto in casa quando sua madre è morta, sei mesi fa. Io sono molto malata. Ci aiutiamo a vicenda» disse Betsy. Si era presentata come la signora Thomson.
«Conosce quest’uomo?»
L’ispettore porse la foto di Grey e Betsy l’afferrò con la punta delle dita. Annuì.
«Sì, era un mio cliente.»
«È lui il morto.»
Betsy fece una smorfia.
«Non mi stupisce, era un usuraio, dei peggiori. Solo qua nel quartiere potrebbe trovare un centinaio di persone che lo volevano morto.»
«Oh, be’, sì… ma io mi accontento di meno. Mi piacerebbe scoprire chi lo voleva morto in questa stanza.»
«Non capisco…»
«Signora Thomson, venga con me, le faccio vedere una cosa.»
L’ispettore Moore fece segno agli agenti di aspettarlo e uscì. Fece il giro del palazzo e indicò la porta sul retro. Betsy rimase impassibile.
«E quindi?» chiese.
«Le tracce di trascinamento del cadavere partono da quella porta, passano attraverso quella siepe e finiscono nel canale.»
«Da quella porta?»
«Sì. Se si è trattato di legittima difesa, può parlarmene. Per ora, sono costretto a farmi seguire in commissariato.»
Tornarono verso la portineria in silenzio, Moore con le mani in tasca e Betsy con il viso corrucciato.
«Vado a prendere un cambio…» disse, appena entrarono.
Si girò e andò verso la camera da letto, ma sbatté con violenza la caviglia alla poltrona. Si bloccò e guardò Lucy. La ragazza trasalì e così facendo scostò un poco la sciarpa.
Betsy deglutì e corse in camera, seguita da un agente. Quando tornò vide l’ispettore che curiosava dentro la stufa. Estrasse qualcosa con le pinze, un pezzetto di stoffa e dei filamenti vegetali, li finì di spegnere e li consegnò a un agente.
«Va bene» annunciò Betsy, «sono stata io!»
«Sì, certo» disse l’ispettore e si mise a camminare a quattro zampe sul pavimento.
«Quell’uomo… avrebbe voluto avere un ultimo rapporto con me, io ho rifiutato, è diventato violento, ho dovuto difendermi.»
«Non ho dubbi» disse l’ispettore, mentre recuperava dal lavello due bicchieri, «portatela via, abbiamo finito.»
 
 
Lucy si accomodò nell’ufficio dell’ispettore Grey che ormai era mezzanotte. Teneva lo sguardo alle dita.
«La signorina Thomson ha confessato» disse Moore, «ecco cosa mi ha raccontato. Grey si presenta nel pomeriggio. Non vuole incontrare lei, ma te. Vuole riscuotere i soldi che tua madre ancora gli doveva. M tu sei uscita poco prima e lui, trovandosi solo con la signora, pensa di ingannare l’attesa. Bevono due bicchieri di whisky, ci prova, la signora rifiuta e lui l’aggredisce, lei si difende e lo accoltella. Quindi accende la stufa, brucia i vestiti sporchi di sangue, pulisce le macchie sul pavimento, non ci riesce e ci sposta sopra la poltrona. Trascina il cadavere tra le siepi, fino al canale, e lo getta in acqua. Fa lo stesso con il coltello e quindi torna a casa.»
Lucy non si mosse.
«Eppure…» mormorò Moore, «secondo me non è andata così. La prima cosa che mi ha messo in allarme è stata che l’assassino si stesse comportando come Pollicino. Tutta la strada piena di indizi, come molliche. Le foglie della siepe tra i capelli, i filamenti della parrucca tra le mani, le scarpe... Ora ti dico invece come penso siano andate in realtà le cose. Con la scusa di saldare i debiti di tua madre convochi Grey nel pomeriggio. Tu esci, fai il giro del palazzo e rientri dal retro, giusto in tempo per accoglierlo. Lo fai accomodare e gli inviti un whisky. Ho trovato due bicchieri nel lavello, entrambi contengono tracce di sonnifero. Le ferite infatti erano troppo precise per essere frutto di una colluttazione. L'altro bicchiere è quello che mi ha dato la certezza che la signora Thomson fosse stata incastrata. Prima di uscire le hai dato da bere, drogandola. Uccidi Grey, dissemini di indizi il suo cadavere e lo getti nel canale. Ma c’è un punto debole evidente in questo piano: la signora Thomson capisce che sei colpevole. A questo punto le fai credere di essere stata aggredita. Con un coup de theatre ti scopri il collo. È solo un attimo, ma lei vede dei lividi e ti copre. È malata, le resta poco da vivere, ti vuole bene, è una cosa normale. Quello che non sa è che quei segni te li sei fatti da sola. L'ho capito perché nella stufa, insieme ai brandelli di stoffa, ho trovato delle fibre di corda, la stessa che hai usato per strangolarti. Ora dimmi, perché?»
Lucy sbuffò e tirò su il mento, lo sguardo in ombra per via degli occhi socchiusi, d’azzurro incupito.
«È una bella storia la sua» disse, «ora senta questa. C'era una volta, non troppo tempo fa, una famiglia felice. Un papà, una mamma e una figlia. Un giorno il papà conosce una ragazza molto bella, ma anche di facili costumi, con cui tradisce la mamma, che lo caccia via di casa. La mamma soffre molto e decide di trasferirsi nello stesso palazzo della ragazza, perché vuole vendicarsi. Ne diventa, per un colpo di fortuna, addirittura la portinaia. Il tempo passa e lei non trova il coraggio di fare nulla, anzi, è costretta più volte al giorno ad aprire la porta alle decine di uomini della ragazza. Cade in depressione, inizia a bere, ad accumulare debiti con gli strozzini. Disperata, si uccide. Fine.»
«Ho capito, hai deciso di vendicarti di tutti e due nello stesso momento.»
Lucy alzò le spalle.
«È solo una storiella» disse, «come la sua. Tutte e due sono fantasia.»
Moore si alzò e uscì dall’ufficio. Silver era poggiato al muro, con le braccia conserte. Betsy era immobile di fronte a lui, gli occhi gonfi, il viso pallido, la parrucca un poco storta lasciava scoperto un orecchio.
«Ha sentito tutto?» le chiese Moore.
Lei annuì e si toccò la fronte col dorso della mano.
«Non ho intenzione di ritrattare, sono stata io a uccidere Gray» disse.
Moore cominciò a tastarsi le tasche alla ricerca dell’accendino, aveva già la sigaretta in bocca. Non disse nulla, fece un cenno a Silver e si allontanò.
Li vide sparire dietro l’angolo. Cercò ancora l’accendino per due minuti, quindi rinunciò e rimase così, con la sigaretta spenta che piano si bagnava e s’incurvava verso il basso.


26Come Pollicino - Pagina 2 Empty Re: Come Pollicino Sab Mar 13, 2021 7:46 pm

Black Rose


Viandante
Viandante
Caro autore o cara autrice,
il tuo racconto è davvero d’impatto. Tiene il ritmo dalla prima all’ultima riga. Un giallo con i controfiocchi. Sei stato/a in grado di delineare immagini nitide, mi sono un po’ persa solo all’inizio, non riuscivo a capire dove fossero le scarpe, ma per il resto ho visto tutto: il cadavere, il molo, i personaggi, le stanze, la città. Sei riuscito/a a coinvolgermi nel racconto e a farmi dimenticare tutto il resto. 
La trama regge, lo stile è impeccabile, l’ambientazione storica c’è tutta. 
Uno dei migliori racconti che abbia letto fin’ora, i miei complimenti.

27Come Pollicino - Pagina 2 Empty Re: Come Pollicino Dom Mar 14, 2021 4:45 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Riletto e riapprezzato. Più che altro ho cercato di capire quale fosse il riferimento alla data...
L’unica frase che ho trovato plausibile è questa: C’erano due viottoli e alcune siepi mal potate ricoperte di polvere di carbone.
Quella polvere di carbone può identificare il periodo storico. Ma il 1965 non lo trovo.
Dove avrà seminato l’indizio Pollicino?
Di nuovo complimenti all’autore per uno dei gialli meglio riusciti dello step. A mio parere, ovvio.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

28Come Pollicino - Pagina 2 Empty Re: Come Pollicino Lun Mar 15, 2021 8:37 am

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Uno dei pochi gialli letti finora, ti consiglio però di usare meglio la punteggiatura, soprattutto l'uso della virgola, inoltre credo che la parola the si possa perfettamente cambiare con tè (se non erro).
Da rivedere il testo perché ho notato un ma senza la a, non è errore, ma sempre meglio aggiustare.
Nonostante comunque la storia rispetta il genere, la trama è molto bella, manca la presenza dei personaggi richiesti, avrei puntato più sui veri e propri protagonisti.
Ma comunque un giallo davvero molto carino da leggere!

29Come Pollicino - Pagina 2 Empty Re: Come Pollicino Mer Mar 17, 2021 7:02 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Allora, prima di tutto, ancora grazie. Ci tenevo solo a dare due precisazioni. Ho finito il racconto che era di 18000 caratteri, un altro po' e mi mettevo a piangere. Ho fatto una scelta, ho voluto tenere integra tutta la parte riguardante l'indagine, per rendere onore al genere. Ho quindi tagliato tutta la parte dell'ambientazione (penalizzando quindi la collocazione temporale di cui è rimasta solo una patina) e soprattutto, col cuore a pezzi, la caratterizzazione dei personaggi. Nel progetto iniziale la due donne avevano una dinamica di affetto molto marcato (c'era anche una gatta, Queen Mary) perché avevo intenzione, con lo svelamento della verità, rendere molto crudele la scelta di Lucy e molto dolorosa e piena d'amore quella di Betsy, che pur conoscendo la verità si prende comunque la colpa, grata degli unici sei mesi della sua vita in cui è stata amata (anche se per finta). Il più che ha sofferto dei tagli è Silver, che in effetti è muto, ma non dalla nascita, c'era una storia dietro, che accennavano alla vecchia portinaia (anche lei aveva tutta una serie di battute, ma vabbè). Comunque è il primo giallo che scrivo e probabilmente sarà anche l'ultimo 😁

30Come Pollicino - Pagina 2 Empty Re: Come Pollicino Mer Mar 17, 2021 7:10 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Invece direi che devi continuare, perché ti è riuscito proprio bene!
Poi, è vero che le 12.000 battute ti hanno costretto a tagli dolorosi, ma, almeno per quanto mi riguarda, ho il dubbio che abbiano fatto bene allo stile. Tu sai che, quando a volte ti critico qualcosa, critico proprio una certa sovrabbondanza a cui talvolta indulgi, in certi tipi di narrazione, mentre invece amo il tuo stile più asciutto che usi nelle narrazioni noir/horror.
Quindi, a questo punto, non ti resta che recuperare, se vuoi, qualche battuta che ritieni indispensabile, per una versione appena più lunga ma, mi viene da pensare, senza tornare a quella da 18.000 caratteri.

31Come Pollicino - Pagina 2 Empty Re: Come Pollicino Mer Mar 17, 2021 7:13 pm

Ospite


Ospite
Complimenti, Aki, perdona la mia disattenzione.

32Come Pollicino - Pagina 2 Empty Re: Come Pollicino Mer Mar 17, 2021 7:16 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Io - e chissà quanti altri - non vedo l'ora di leggere la versione lunga.
Perché la posti, vero? Smile


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

33Come Pollicino - Pagina 2 Empty Re: Come Pollicino Mer Mar 17, 2021 11:46 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Io - e chissà quanti altri - non vedo l'ora di leggere la versione lunga.
Perché la posti, vero? Smile
E certo, fammela riscrivere però visto che l'ho cancellata 🙄

34Come Pollicino - Pagina 2 Empty Re: Come Pollicino Gio Mar 18, 2021 12:00 am

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Io - e chissà quanti altri - non vedo l'ora di leggere la versione lunga.
Perché la posti, vero? Smile
E certo, fammela riscrivere però visto che l'ho cancellata 🙄

Ma stai scherzando?! Non si fanno queste cose! Si salva con nome diverso. Si tiene tutto. Come Pollicino - Pagina 2 636947383

35Come Pollicino - Pagina 2 Empty Re: Come Pollicino Gio Mar 18, 2021 12:13 am

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Complimenti Aki!!!
Ti svelo un segreto: leggendo il racconto mi sono mancate le tue vene poetiche nel descrivere ambientazioni e personaggi e in un primo momento non sapevo a chi attribuirlo, però c'era qualcosa che nella mia testa collegava questo racconto a te. E sai cos'è? Il titolo: diretto e con quel tocco di poesia che apre un mondo. 
Akimizu, insomma!

36Come Pollicino - Pagina 2 Empty Re: Come Pollicino Ven Mar 19, 2021 11:37 am

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Chi poteva scrivere un giallo coerente, calzante e credibile in solo 12000 battute? Chissà chi! Io infatti ho fatto un rapido calcolo battute/pagine e ho rinunciato subito. Ah, quella bambina/ragazzina, chissà quante altre cose ci racconterà attraversando le varie stanze del concorso.

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