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Peccati capitali

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1Peccati capitali - Pagina 2 Empty Peccati capitali Sab Feb 27, 2021 5:36 pm

Different Staff

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Admin
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Promemoria primo messaggio :

Una camera male illuminata. Un letto matrimoniale mezzo disfatto. Un armadio a due ante, un telefono nero in bachelite appoggiato su un comodino, una libreria con qualche libro polveroso, quadri stinti appesi alle pareti, un paio di sedie e una vecchia credenza completavano l’arredo. Su una sedia era appoggiata una tunica da prelato, sull’altra un vestito da donna. Da una porta si intravedeva un altro locale.
Sul letto, in parte coperto dalle lenzuola, c’era un uomo nudo, Alfred Bishopper, sui cinquant’anni, molto in carne, capelli radi e occhi grigi e piccoli. Aveva la carnagione bianca, quasi lattea, punteggiata da nei di varie forme e dimensioni. Le guance erano attraversate da sottili capillari rotti.
Semisdraiata a fianco ad Alfred c’era Johanna Rosendoll, sui 25 anni, procace, molto truccata, molto bionda. Indossava solo della lingerie bianca ricamata di rosso.
- Non v'illudete, - leggeva concentrata la ragazza da un foglio che teneva in mano. - Né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. Dalla prima lettera ai Corinzi.
- No, no, no! – Disse Alfred, - Lascia stare i Corinzi. E leggi bene! Deve essere un monito, una terribile minaccia. Devi far sentire il peccato! La colpa! La dannazione!
- Ma, monsignore, io non so leggere bene – rispose Johanna.
- Imparalo a memoria allora. Devo tremare quando lo sento.
- Ok. Riprovo.
- Brava. Intanto accarezzami qui.
Johanna iniziò a muovere ritmicamente la mano sotto il lenzuolo. Rilesse brevemente il foglio, si schiarì la gola, assunse un’espressione arrabbiata e ricominciò: - Non v'illudete; fornicatori schifosi, idioti bavosi, puttanieri, ubriaconi e froci vari. Non andrete mai in paradiso zozzoni. Brucerete all’inferno per sempre cazzo.
- No, no, no! – Sbraitò ancora Alfred - Non devi cambiare le parole, altrimenti perde di forza. Continua ad accarezzarmi e intanto prova con un altro versetto, più breve magari. Mi raccomando, sii convincente. Devi farmi tremare. Tremare!
- Va bene, proviamo con questo. – Disse la ragazza. - Gli empi se ne andranno al soggiorno dei morti.
- Più forte! Più convinta! Immagina di essere il Savonarola. E continua a muovere così la mano.
- Gli empi se ne andranno al soggiorno dei morti!
- Ancora…
- Gli empi se ne andranno al soggiorno dei morti!
- …
- Gli empi!
- …
- Al soggiorno dei morti…
- Niente, qui non succede niente. – scosse la testa sconsolato Alfred. - Colpa tua, non sai trasmettermi il sacro terrore del peccato.
- Reverendo, io non ho ancora ben capito il perché di tutta questa pantomima. Non possiamo farlo normalmente? In quel campo sono molto più brava, giuro.
- Te l’ho detto. Senza il peso del peccato non mi eccito. Devo essere terrorizzato dalle fiamme dell’inferno. Devo sentire le punte del forcone di Satana sul sedere altrimenti non riesco a concludere niente.
- Glielo assicuro, sua santità: ne ho viste di cose strane in tanti anni di professione, ma questa le batte tutte.
- Riproviamo con un altro versetto, scegline uno a caso tra quelli che ti ho scritto lì.
- Ecco, questo mi piace. Spero funzioni. Pronto, eccellenza?
- Pronto. Mi raccomando la mano: a ritmo con le parole.
- Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio, soprattutto coloro che nelle loro impure passioni vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore.
- Niente. Riprova.
- No, sua eminenza, io non ce la faccio. E sono anche cattolica, lo sa? Non dovrei leggere le Sacre Scritture così. Secondo me è blasfemo.
- Non ti preoccupare, poi vieni da me in Chiesa che ti assolvo.
- Ma perché mai ho accettato questo lavoro?
- Comunque ti pago, eh.
- E ci mancherebbe, monsignore! È che è uno smacco per la mia professionalità. In ogni modo, per me è colpa di questo posto orribile se ancora non le è successo nulla. Sembra il soggiorno dei morti, sembra.
- Anche la scelta del luogo è importante per i miei sensi.
- Sì, ma me lo spiega perché dovevamo venire a farlo proprio qui, nel retro di questa portineria schifosa di questo palazzo decadente in questa zona di Londra così malfamata? Nessuno si può eccitare in un posto del genere.
- Questa casa ha un significato particolare. – disse Alfred. - In questa camera la colpa è più forte. Il peccato trasuda dai muri.
- Ok reverendo, ma proprio i docks? Qui i muri trasudano puzza di pesce marcio.
- Proviamo un’ultima volta?
- Va bene. Ma non è che può arrivare qualcuno?
- Ho chiuso la porta della portineria a chiave e messo un cartello non disturbare. Poi oggi tutta Londra è al funerale di Churchill.
- Ma il portinaio? – Chiese Johanna.
- Lui non c’è, di questo sono sicuro.
- Senta eminenza, mi è venuto freddo. Prima di riprovarci mi metto qualcosina addosso, ok?
Johanna si alzò per frugare tra le sue cose appoggiate a una sedia, intanto canticchiava: - It's been a hard day's night, and I've been working like a dog. It's been a hard day's night, I should be sleeping like a log.
- Cosa canti? – Chiese Alfred.
- Una canzoncina dei Beatles, le piace?
- Non ascolta quella robaccia empia e immorale.
- Da che pulpito… Comunque non ho niente di adatto e pesante da mettermi. Guardo cosa c’è in questo armadio. Chissà che ci trovi un vestito da Savonarola.
- No, l’armadio no! – Gridò lui.
Johanna mentre apriva l’armadio si girò per domandare: - Perché l’armadio no?
Il cadavere di un uomo anziano con chiari i segni di colpi sul cranio scivolò dall’anta aperta e cadde addosso alla ragazza.
- Aaah. – Gridò lei facendo un balzo indietro.
- Aaah. – Rispose Alfred.
- Aaah aiuto! – Continuò Johanna.
- Vieni qui! – La esortò lui. - Sembra un cadavere.
Johanna tornò nel letto e si nascose sotto le lenzuola. - Sembra? – Disse. - È un cadavere! E cosa ci faceva un cadavere nell’armadio?
- Come faccio a saperlo io?
- Come come fa a saperlo? Mi ha detto lei di non aprire l’anta.
- Ma io non sapevo cosa ci fosse lì dentro.
- Monsignore, lei mi prende in giro. Io chiamo la polizia. – Disse Johanna e si allungò verso il telefono appoggiato al comodino.
- No, non lo fare!
- Lei mi sta dicendo di non fare troppe cose. Perché non dovrei chiamare Scotland yard? Le piace stare qui con questo cadavere?
- Ma sai lo scandalo che ne verrebbe fuori? – Disse Alfred. - I titoli dei giornali, le indagini della polizia e della curia, gli interrogatori. Lasciamo perdere. Ti pago il triplo se non dici niente a nessuno. Ricominciamo?
- Ma ricominciamo cosa? Lei sta scherzando reverendo. Con l’occhio vitreo di quel vecchio puntato addosso? E poi qui puzza tutto.
- Ancora ‘sto odore di pesce?
- No, tutta questa situazione puzza.
- Puzza? – Chiese lui.
- Io sono una gran lettrice di Sir Conan Doyle, sa. E qui ci sono tanti indizi interessanti.
- Interessanti?
- Che fa eccellenza, ripete quello che dico? Mi lasci finire.
- Scusa. Finisci poi facciamo un altro tentativo.
- Dicevo, gli indizi. – Continuò Johanna. - Primo: ho visto entrando in portineria la foto di questo vecchio vestito da cacciatore con una quaglia enorme in mano. Per me il nostro nuovo amico qui è il portinaio. Secondo indizio…
- Uff.
- Secondo indizio: lei reverendo diceva che questo posto ha un significato particolare per lei dunque deve conoscere bene queste stanze e chi ci abita, o ci abitava. Terzo indizio: sempre lei era sicuro che il portinaio non ci avrebbe disturbato.
- E allora? – Domandò spazientito Alfred.
- Quarto indizio: ancora lei mi intima di non aprire l’armadio. Quinto indizio: ora sta facendo finta di non capire quello che le dico.
- Non capisco dove vuoi arrivare. Ma fai in fretto che voglio ricominciare.
- Elementare Watson. – Dichiarò solenne Johanna. - Lei eccellenza sapeva che il corpo del portinaio era qui con noi nel guardaroba!
- Non sapevo niente io. – Rispose Alfred scuotendo la testa.
- Confessi! O chiamo la polizia.
- Non ci penso proprio.
- Confessi!
- Ma neanche…
Johanna abbassò la voce e insistette, più suadente: - Dai, se sua santità ammette in fretta di conoscere questo morto, poi possiamo ricominciare. Mi dia questa soddisfazione. Non dico nulla a nessuno.
- E va bene, sì, è il portinaio.
- Bravo! E come faceva a sapere che era nell’armadio con la testa fracassata?
- Uff.
- Ma come uff? Mi ha detto lei di non aprire l’armadio.
- E va bene, sì, sì, sì! – Quasi grida Alfred. - L’ho messo io nell’armadio. Non volevo che lo vedessi.
- Grazie per la cortesia, reverendo. L’ha trovato già così? Sembra morto da poco.
- ….
- Allora?
Alfred rispose con un sussurro - No, l’ho ucciso io.
- Come? Parli più forte, non bofonchi.
- L’ho ucciso io! L’ho ucciso io quel bastardo! Quel vizioso dissoluto maledetto corrotto immorale bastardo. Era ciò che si meritava dopo tutto quello che aveva fatto a me e a chissà quanti altri bambini.
- È stato lei?
- Io, io, io! Sono venuto qui questa mattina per affittare la camera per il nostro incontro. Poi però ho rivisto questo empio degenerato e mi è tornato su tutto l’orrore di quarant’anni fa! Da bambino vivevo in questo palazzo. Mia mamma andava a lavorare e a volte mi lasciava in portineria. E quando eravamo soli ‘sto dissoluto mi portava qui nel retro e… Se l’è meritato.
- Lei… Lei…
- Punizione severa per chi abbandona il retto sentiero. – Ammonì severo Alfred. - Chi odia la correzione morirà. 
- Assassino! Il peccatore è lei! – Esplose la ragazza. - Empio e assassino! Mi fa schifo! È un omicida schifoso. Dov’è il perdono? Lei è un prelato! Dov’è la misericordia e la comprensione? Il perdono, il perdono cazzo! È solo un verme! Assassino! Ora la sua colpa è troppo grande per qualsiasi assoluzione. La sua condanna sarà eterna! Il castigo terribile! Per lei sarà riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. E se lo merita tutto! Tutto! Dio non sopporta gli omicidi.
- Ancora, ancora!
- Lei è un maledetto assassino pervertito incapace di perdonare. La fornace eterna l’attende. Lurido empio omicida corrotto.
- Ancora ti prego. Sta funzionando.
- Cosa?
- Questa condanna. Sei bravissima.
- Sta funzionando?
- Sì, sei eccezionale.
- E lei è uno schifoso assassino, ma mi faccia vedere. Urca, è vero!
- Sei la migliore con cui sia mai stato. Sento finalmente tutta la colpa, tutto il peccato. Che eccitazione! Che eccitazione! Ricomincia.
- Ok, spero di ritrovare l’ispirazione. Una curiosità, con cosa l’ha ucciso?
- Un martello, è sotto il letto. Vai avanti, ti prego.
- Le dispiace se intanto guardo il cadavere così mi risale la furia?
- Va bene, basta che muovi la mano con un certo ritmo. Che brava che sei.
- Il mio peccato è l’orgoglio. Se mi dice che sono brava non capisco più nulla.
- Brava brava brava.
- Schifoso porco assassino. Soffrirai le pene infernali per l’eternità.
- Aahh.


26Peccati capitali - Pagina 2 Empty Re: Peccati capitali Lun Mar 15, 2021 2:58 pm

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao Aut-

Un refuso mi ha dato particolare fastidio mentre leggevo: "Non ascolta" al posto di "Non ascoltare", mi ha inceppato la lettura. All'inizio non l'avevo interpretato come una scena comica, per cui solo rileggendo ho capito in che modo leggere il racconto. L'investigazione è lineare: non ci sono dubbi su dove si sarebbe andati a parare, però cosa si può pretendere in un racconto di 12 mila battute con almeno due generi letterari? C'è solo da capire se lo svolgimento è soddisfacente. La sottotrama del giallo si inserisce pienamente nella parte comica e quindi non è buttata lì solo per far rientrare il racconto nei requisiti per il concorso.
Per quanto mi riguarda la consegna è soddisfatta: portineria, Docks 1965 (anche se l'anno non è nominato, unico punto debole del racconto, anche se la prostituta canta una canzone dei Beatles), prostituta, giallo e c'è pure il prelato.

Grazie e alla prossima.


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27Peccati capitali - Pagina 2 Empty Re: Peccati capitali Gio Mar 18, 2021 7:46 am

SuperGric

SuperGric
Younglings
Younglings
Due parole sui miei peccati. Beh grazie a tutti per i commenti e a chi mi dato qualche inatteso punticino.
In effetti nasce come scena di teatro o di cabaret. Volevo cimentarmi anche con questo genere e infatti la prima versione era proprio quasi una sceneggiatura, ma il supremo staff me l’ha cassata così l’ho modificato raccontizzandolo un po’. Ma l’impostazione è rimasta.
Sul contenuto: mi piace giocare con i paradossi (qualcuno ricorderà forse una guerra ecologica di TASsiana memoria, o altri racconti dove il bene diventa male e viceversa). Possono le Sacre Scritture eccitare (sorry Arianna so che l’argomento poteva essere disturbante)? Può un giallo essere anche una scena di cabaret?
E così è venuta fuori sta roba.


Grazie allo staff! Siete preziosi. Non vedo l'ora di entrare nella prossima stanza.

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