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1Victory hand - Pagina 2 Empty Victory hand Sab Feb 27, 2021 4:32 pm

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Promemoria primo messaggio :

L’odore rancido del grasso cotto e quasi bruciato si mischiava all’aria d’umido e muffa che impregnava i muri, le scale e il corrimano. Le luci soffuse delle lampadine opache e il freddo creavano una specie di condensa nebbiosa degna di una brughiera.
“Alza il tuo culo dal letto, fannullone!” gridò la signora Eileen all’uomo che dormiva nel letto non molto distante dal piano cottura. L’uomo, suo figlio, le rispose con qualche mugugno soffocato e puzzolente di birra.
Il grasso del bacon nella padella bollente scoppiettava macchiando il vetro della finestra che dava sull’androne.
“Che c’è di buono per colazione, mamma?” disse James mollando un rutto alcoolico alla fine dell’ultima sillaba.
“Vacci piano con le pinte! Che giorno è oggi?” rispose sua madre senza distogliere lo sguardo dalle uova che si rapprendevano sopra al bacon ingrigito.
“Domenica” disse James.
“Non è mai domenica per noi, te lo sei dimenticato? Bacon e uova. Per partire con una marcia in più, tesoro!” esclamò Eileen, enfatizzando il suo tono sarcastico.
“Allora è come tutti gli altri giorni!” bofonchiò James.
In quel momento madre e figlio sentirono il portone chiudersi e, come gli accadeva ogni volta, si zittirono istantaneamente, tendendo le loro fini orecchie da portineria.
Davanti al vetro si fermò un uomo. Cappello nero, sciarpa che copriva il viso lasciando fuori solo gli occhi e cappotto lungo fin sotto le ginocchia.
“Buongiorno!” esclamò Eileen con padella e cucchiaio in mano.
“Quarto piano” sussurrò una voce che a Eileen parve anziana. La donna gli sorrise muovendo la padella in avanti in segno di benvenuto. Il losco figuro, senza pendere tempo, s’avviò verso le scale. Il rumore dei suoi passi scomparì salendo.
“Un buon inizio di giornata!” esclamò Eileen.
“Secondo me era un prete” disse James sputacchiando pezzi di uovo.
“Cosa te lo fa pensare?”
“Scarpe lucidissime!”
“Sei un buon osservatore per essere uno scaricatore di porto!”
“Il resto era una maschera nera! Sai una cosa, mamma?”
“No, cosa?”
“Si dice che Belinda sia…”
“Cosa!”
“Un uomo.”
“Troppe pinte ti fanno male ragazzo! Sbrigati o farai tardi! E non farti venire in mente strane idee!”
James si alzò da tavola, prese il cappotto, sciarpa e uscì. Eileen, ancora con la padella unta in mano, era immobile nella stessa posizione. Aveva fatto finta di non sapere con James, ma già le erano giunte voci simili sul conto di Belinda. Radio portinaia non mente quasi mai: “Uomo o donna, sempre puttana rimane” pensò.
 
Il cielo grigio londinese incombeva sulla grande casa di Hyde Park Gate. Una debole luce penetrava attraverso la grande finestra della camera da letto. C’erano molte persone all’interno della stanza. Si muovevano freneticamente tra gli arredi. Controllavano i cassetti, gli armadi, i plichi di carta appoggiati sui comodini. Uno di loro scorreva ciascuna pagina di ogni libro che trovava. In quel trambusto, un uomo giaceva immobile nel suo letto. Era morto.
Dopo poco tempo, quel nugolo di uomini abbandonò la stanza e scese le scale della villa. Uscirono dall’ingresso principale sussurrando ai due agenti della Metropolitan Police che piantonavano la porta un laconico “Noi abbiamo finito”.
L’auto del commissario Rosemberg giunse davanti alla villa lasciando una frenata sull’asfalto nello stesso momento in cui quegli uomini partivano sgommando sui loro mezzi. Avrebbe voluto arrivare soltanto due minuti prima. Imprecò a mezza voce.
“Servizi?” chiese agli agenti nonostante conoscesse già la risposta. Gli agenti alzarono le spalle. Rosemberg, accendendo una sigaretta, pensò a quanto quella giornata sarebbe stata diversa da tutte le altre.
Era pensieroso, il suo sguardo era fisso sui cerchi di fumo che cercava di fare con la bocca. Si destò sentendo la voce di uno degli agenti dire qualcosa, girandosi di scatto verso di loro. Li vide entrambi accennare un inchino all’uomo in pastrano nero che avevano davanti. Si avvicinò quattamente.
“Eminenza, siete voi. Vi vedo trafelato e affaticato” esclamò Rosemberg sorprendendo il prelato alle spalle e accennando a sua volta un inchino.
“Sono corso qui appena ho saputo. E ora, commissario, se volete scusarmi” rispose l’uomo sorpassando gli agenti verso la porta.
Rosemberg accese un’altra sigaretta e si rivolse ai colleghi in uniforme: “Ragazzi, non vi pare strano che il cardinale venga qui in abiti borghesi?” Gli uomini alzarono le spalle.
“Ah, Aberlain!” esclamò Rosemberg, sorpreso di vedere il collaboratore.
“Signore. Ero certo di trovarla qui” rispose il subalterno.
“Novità dal commissariato?”
“Un omicidio. A Whitechapel. Monza Street.”
“Andiamo! Ti vedo cupo, sergente” disse il commissario con tono indagatore.
“Le spiego strada facendo.”
Da quel momento in poi il via vai dalla villa fu continuo. La notizia si era sparsa in città. Anzi, nel mondo.
 
“Porca troia!” esclamò Rosemberg, “e chi l’avrebbe mai detto!”
Il sergente Aberlain abbassò lo sguardo e diventò rosso come un peperone.
Rosemberg lo fissò negli occhi: “Mi dispiace per te, vecchio mio!”
“Signore, vi prego di…”
“Stai tranquillo vecchio mio,” lo interruppe Rosemberg, “non sei né il primo né l’ultimo ad avere certi vizi.”
Il sergente, ancora visibilmente imbarazzato, disse: “La vittima si chiamava Jorge Contreras, nato a Recife, Brasile, il 15 marzo 1938. Ma tutti lo conoscevano,” ebbe un conato di vomito, “come Belinda.”
“Avanti!” esclamò Rosemberg.
Il sergente si asciugò un rivolo di vomito che non era riuscito a trattenere con il fazzoletto: “La vittima è stata strangolata, non ci sono segni di effrazione all’ingresso e dall’appartamento sembra non mancare nulla.”
Tossì e aggiunse, con sguardo assente: “Attendiamo il rapporto del coroner.”
“Sarà come cercare un ago in un pagliaio” sospirò il commissario sputando fumo dalla bocca.
L’appartamento era fatiscente. Rosemberg volle immaginarsi cliente di Belinda. Entrando si trovò subito nella stanza principale; quella venere mulatta lo attendeva distesa sul letto ornato da una miriade di piume colorate e foderato con lenzuola di seta morbida e profumata. Lo sguardo di Rosemberg si sciolse in quegli azzurri occhi esotici e, colando, percorse quelle curve sinuose fino al tacco dodici delle scarpe di paillettes. Sopra un comodino giaceva tutto l’occorrente per preparare un ottimo guaranà capace di ridestare gli umori sopiti dopo essere ascesi alle stelle. Sull’altro, alcuni arnesi del mestiere come frustino, maschera nera e manette. Rosemberg sorrise in silenzio. Ad ogni parete era affisso uno specchio, ciascuno posto in modo asimmetrico rispetto al proprio gemello. “Certo che questi specchi ne hanno viste” pensò il commissario tra sé.  Oltre quella stanza del paradiso, un cucinotto lurido con pentole e bicchieri sporchi, animato soltanto dal ticchettio delle zampette di uno scarafaggio su una mensola. La toeletta, celata dietro una tenda di lino sfilacciata, consisteva in un secchio sotto a un rubinetto e a una turca scura, maleodorante e scrostata.
Rosemberg ebbe un conato. Per un attimo si era lasciato trasportare dall’immaginazione, ne aveva goduto mentalmente, ma dopo la vista di quello schifo, ebbe il desiderio di uscire subito. Si fermò soltanto quando il suo sguardo incrociò la figura di Aberlain, immobile davanti al letto, che piangeva come un bambino.
 
Eileen era scossa. La notizia della morte violenta di Belinda la sconvolgeva. Non aveva mai avuto una buona opinione di lei, ma non pensava di rimanere così colpita emotivamente. Poi, quelle dicerie. Si stava mordendo nervosamente il labbro quando Rosemberg e Aberlain le si pararono davanti dall’altra parte del vetro.
“Buongiorno, signora. Sono il commissario Rosemberg, lui è il sergente Aberlain. Vorremmo farle qualche domanda” esordì il poliziotto.
“Ma io non so niente!” tagliò corto Eileen, il cui nervosismo faceva vibrare l’aria rarefatta.
“Stia tranquilla, signora. Vorrei solo chiederle se ha notato qualcosa di strano, qualche movimento sospetto questa mattina” disse calmo Rosemberg.
“Mi scusi commissario, ma sono sconvolta. In tanti anni mai mi è capitata una cosa simile” disse a mezza voce Eileen. Stava per piangere. “Non ho notato nulla di strano o diverso questa mattina. O meglio, stamattina presto è venuto un signore tutto vestito di nero con le scarpe lucidissime” aggiunse.
“Gli ha guardato le scarpe?” disse sorpreso il commissario.
“No! Io no! Ma mio figlio sì!”
“Ha un figlio? Dove si trova adesso?”
“E’ al lavoro, fa lo scaricatore al Tobacco Dock. Era con me quando è passato quel signore. Scherzammo sulle scarpe lucidissime che riflettevano tutto il nero che aveva addosso” rispose Eileen.
“Lei pensa che andasse da Belinda?” la incalzò Rosemberg.
“Non sono sicura, anche perché era molto presto. Ma non vuol dire. Certo che è risaputo quanto Belinda fosse un’instancabile lavoratrice” rispose secca la portinaia.
“Altre persone sono passate di qui? Quando ha visto Belinda l’ultima volta?”
“Eccetto gli inquilini nessuno. O forse no, tra le undici e mezzogiorno, non ricordo più precisamente, mi sono assentata per stendere il bucato. Potrebbe essere passato chiunque. Belinda? No. Non l’ho vista oggi. Ieri sera, sì, ieri sera. Era andata a comprare una bottiglia di scotch nel pub di fronte, sa com’è, tra un cliente e l’altro. Doveva averlo finito” raccontò con calma Eileen.
“Per ora la ringraziamo, signora. Quando possiamo trovare suo figlio?” chiese infine Rosemberg.
“Rientra tardi la sera, poiché deve attendere l’ultima nave. Fate prima ad andare al porto. Si chiama James, James Spithill” rispose la donna. E aggiunse, prima che i due poliziotti si voltassero per andarsene: “Commissario! Ma è vero che Belinda era un uomo?”
Rosemberg sorrise: “Chi glielo ha detto, signora? Suo figlio, per caso?”
Fuori dal portone, il commissario si accese l’ennesima sigaretta. “Ho visto un uomo in nero oggi. E aveva le scarpe lucide!” pensò ad alta voce.
“Come dice, signore?” chiese Aberlain proferendo le sue prime parole da quando era uscito dalla stanza dove giaceva il corpo di Belinda.
“Ah! Fandonie! Nulla, vecchio mio!” rispose stizzito Rosemberg.
 
Il commissario fumava seduto alla sua scrivania. Sulla parete di fronte a lui, dentro una cornice dorata, una foto di Churchill sembrava fissarlo. Era ritratto con l’immancabile sigaro in bocca, mentre posava con il gesto della mano della vittoria. Seppur indirettamente, l’ombra dello statista sembrava aver oscurato anche il caso di omicidio a cui Rosemberg lavorava, anche se soltanto per una pura coincidenza temporale. Erano giorni di grande fermento, il grosso delle forze di polizia era impegnato a garantire la sicurezza della città per un evento che sarebbe stato imponente.
“Come on!” Rosemberg saltò sulla sedia. Rifocalizzò lo sguardo sulla foto e gli parve di vedere Winston sorridere. La stanza era vuota e silenziosa. Victory.
 
Quel sabato pomeriggio il lavoro nel dock sembrava diverso dalla solita routine. A breve i portuali avrebbero interrotto il turno poiché fu concessa loro la facoltà di raggiungere la riva del fiume per il passaggio del corteo funebre.
James, in mezzo a tutti i portuali, si alzò sulle punte per guardare verso Tower Pier e scorgere l’avanzare del corteo. Faceva fatica a focalizzare in mezzo a tutto quel muoversi di teste. Vide la prima barca in lontananza, mentre il vociare delle persone vicino a lui si faceva sempre più sonoro.
Quando le barche furono praticamente davanti al suo naso, uno scrosciante applauso squarciò l’aria. James si sentì stringere il gomito.
Si girò e vide un uomo davanti a lui, in impermeabile beige, con un poliziotto a fianco.
“James Spithill?” disse Rosemberg urlando.
“Sì?” rispose il giovane.
“Commissario Rosemberg, Metropolitan Police. La dichiaro in arresto per l’omicidio di Jorge Contreras!”
James si girò sbattendo contro un altro operaio, quasi a voler tentare una fuga disperata. Aveva già una mano ammanettata.
La barca con la bara di Winston Churchill risaliva lentamente il Tamigi davanti ai docks. Le sirene delle navi tuonarono e le gru del porto si abbassarono in segno di saluto.


26Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Gio Mar 11, 2021 2:09 pm

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao Aut-

Il punto più debole del racconto è il finale. Perché Rosemberg arriva alla conclusione che James Spithill ha ucciso Belinda? Inoltre chi è l'uomo morto nella seconda scena e perché la polizia ne ha perquisito la stanza? Aggiungo che mi sembra molto strano sentire il "ticchettio delle zampette di uno scarafaggio su una mensola".
Il tutto è ben raccontato, ma arrivo alla fine della lettura con alcune domande senza risposta. Per cui, questa volta, mi giro indietro e leggo i commenti degli altri. Non sono d'accordo con la ricostruzione di nessun@ di coloro che mi hanno preceduto, ogni ricostruzione secondo me ha uno o più punti deboli. Attenderò la tua spiegazione.
I vincoli ci sono: Docks 1965, portineria, prostituta e pure il prelato. E comunque la si voglia pensare si tratta di un giallo.

Grazie e alla prossima.


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27Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Sab Mar 13, 2021 4:54 pm

SuperGric

SuperGric
Younglings
Younglings
L’inizio è sicuramente molto ben scritto. Il grasso sfrigolante e i rutti alcolici sono schifosamente vividi.
Poi però mi sono un po’ perso. Colpa mia, ma non ho proprio capito. C’è un morto in Hyde Park Gate e la polizia indaga. Poi arriva il commissario Rosemberg che “Avrebbe voluto arrivare soltanto due minuti prima” ma non si sa perché. Controllo su wikipedia: ok è la casa di Churchill, dunque il morto sarà lui. C’è anche un prelato in abiti borghesi (strano?): sarà forse lo stesso che era andato da Belinda?
Poi il commissario e il sergente Aberlain vanno dall’altra parte della città in Monza Street dove è morta Belinda che casualmente era anche l’amante di Aberlain. Ma poprio loro devono andare? Non ci sono altri commissari e sergenti a Londra? E mentre esamina la scena del delitto, “Lo sguardo di Rosemberg si sciolse in quegli azzurri occhi esotici” si sciolse negli occhi di un morto? Necrofilo questo commissario Aberlain, schifato anche dal bagno e dalla cucina sporchi.
Poi dopo qualche parola con la Eileen Aberlain arresta James Spithill (nome scelto credo in onore di uno dei due timonieri di Luna Rossa). Fine.

Sinceramente, ho provato e riprovato ma non ho trovato i nessi che uniscono tutti gli avvenimenti e tutti i personaggi, sorry.
Non vedo l'ora di sentire le spiegazione dell'aut, perchè il racconto è anche scitto bene, ma tante descrizioni potevano essere sacrificate per recuperare caratteri e rendere più chiaro il giallo.

28Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Dom Mar 14, 2021 5:15 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Il commento che più mi trova in sintonia è quello di Super, anche io ho trovato delle incongruenze enormi, che volendo sono più gravi del buco finale. Sì, buco, perché anche fosse valida l'ipotesi di Viv (arrestare un innocente per coprire qualcuno, probabilmente il collega) il fatto che si debba procedere a tentoni è palese. Un giallo ha bisogno di una spiegazione il più chiara possibile, secondo me è quasi un requisito del genere. Probabilmente, aggiungo, l'autore dà per scontato qualcosa che invece tutti noi ignoriamo, qualcosa che magari riguarda Churchill, o gli assassinii scovati da Caipi. Ma anche in questo caso, appoggiare tutta la comprensione del testo su una tale presunzione sarebbe almeno un azzardo.
Sul resto niente da eccepire, grammaticalmente corretto, c'è qualche ingenuità stilistica, come tutti i "quei" "quel" superflui o alcuni passaggi migliorabili come qua:
"Alza il tuo culo dal letto, fannullone!” gridò la signora Eileen all’uomo che dormiva nel letto non molto distante dal piano cottura. Dove la ripetizione di letto era facilmente evitabile elidendo semplicemente il secondo.

29Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Lun Mar 15, 2021 10:52 am

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Mi piace molto, potevi lavorare più sul genere, ma credo che sia anche per il limite di battute.
Mi piace il figlio della portinaia, le descrizioni sono molto ricche, non credo ci siano errori, infatti il racconto secondo me scorre in maniera molto limpida.
Ci trasporta come fa il Tamigi, non so che aggiungere.
Magari se non ci fossero stati dei limiti da rispettare, avresti allungato il finale e perfezionare il giallo, ma davvero un bel racconto!

30Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Lun Mar 15, 2021 9:26 pm

Black Rose


Viandante
Viandante
Caro autore o cara autrice,
il tuo racconto mi ha lasciata spiazzata. 
Quando ho finito di leggerlo per la prima volta non mi aveva catturata e alla fine non riuscivo a capire come Rosemberg fosse arrivato alla conclusione che l’assassino era James Spithill. Così ho riletto tutto d’accapo, mi ha coinvolta un po’ di più, anche se non mi ha totalmente convinta, ma i dubbi mi sono rimasti tutti. C’è da considerare però che le mie capacità investigative sono rasenti allo zero assoluto, spesso mi perdo indizi per strada; quando ho visto che anche gli altri utenti erano abbastanza in crisi, però, un po’ mi sono rincuorata. Poi sono arrivati vivonic e caipiroska e mi hanno stravolto tutto di nuovo. 
Insomma, mi appello alla tua magnanimità e spero davvero tanto che, quando si potrà, mi spigherai cos’è successo realmente, perché la curiosità mi sta letteralmente divorando.
Tra i vari commenti, quindi, mi trovo molto d’accordo con quello di caipiroska sul fatto che il finale di un giallo dovrebbe essere illuminante anche per chi, come me, di doti investigative non ne ha nemmeno un briciolo. 
Per il resto nulla da dire. Forma impeccabile, descrizioni efficaci, ambientazione azzeccata, storicamente accurato. In particolare mi è piaciuto il modo in cui sei riuscito/a a incastrare il funerale di Churchill nel tuo racconto perché penso che gli abbia regalato quel giusto tocco in più. Complimenti e a rileggerti.

31Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Mar Mar 16, 2021 2:13 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Non ho mai sentito il ticchettio delle zampette di uno scarafaggio su di una mensola e sì che ho abitato isole tropicali in cui gli scarafaggi erano talmente grandi da aiutarti a portare le valigie! Anyway: un ottimo giallo scritto veramente con la penna del giallista. Ci sono tutti gli ingredienti per farlo diventare da premio ma (ebbene sì c'è quel guastafeste del ma) lo chiudi in breve dicendo che l'assassino è il figlio della portinaia: perchè? Non lo sapremo mai!

32Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Mer Mar 17, 2021 6:12 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] è un mese circa che non vedo l'ora che giunga questo momento!
Oltretutto c'è già un precedente allo scorso 100x100 di me che mi incapponisco con un tuo racconto  lol!
Vieni, dunque. Palesati e dicci un po' Very Happy


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Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

33Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Mer Mar 17, 2021 6:22 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], non posso risponderti superficialmente. Per cui ho bisogno del silenzio notturno.


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Branzagot senz'onma.

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34Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Mer Mar 17, 2021 7:06 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Ciao Molli ti scrivo qui direttamente per dirti che sono estremamente soddisfatta dalla tua vittoria. Del resto ti ho assegnato i miei 5 punti. Complimenti! Attendo anche io con trepidazione le spiegazioni... 
Ho voglia di bacon. Chissà perché...

Alla prossima!


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Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

35Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Mer Mar 17, 2021 8:06 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Sono la solita stordita... 😂😂😂😂 vi abbraccio tutti. È che questo racconto mi è piaciuto un sacco!


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Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

36Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Mer Mar 17, 2021 11:00 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:L'autore o l'autrice di questo giallo si starà mangiando le mani per lo scivolone circa una delle mancanti caratteristiche principali che dovrebbero esserci nel genere scelto. E' evidente, per cui, da lettore, posso soltanto pensare che sia una scelta consapevole. Scelta che lascia, a chi si pone giuste domande, soltanto ipotesi. James uccide Belinda perché si rifiuta di pagarle una prestazione. Motivo banale. James uccide Belinda perché lo minaccia di rivelare i loro incontri alla madre. Futile. James la uccide perché scopre che è un uomo. E perché, poteva ricattarla. E magari la ricattava, lei si è rifiutata di pagare il silenzio di James e lui l'ha uccisa.

Per me il presunto prelato che va a puttane è lo stesso che Rosemberg incontra davanti a casa di Churchill. Anche lui poteva essere un assassino ideale. 

Insomma, uno dei racconti che forse ha più sofferto il limite di battute.

Eccomi qua, non potevo mancare. Qui sopra c'è il commento al mio racconto: certo, l'ho fatto per depistare il totoautore e infatti con l'amico  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ci sono riuscito. Ma c'è dell'altro. Ci ritorno tra poco.

Prima di Victory hand avevo in mente tutt'altro. A parte i nuovi autori che abbiamo trovato qui su DT, chi mi conosce da SPS sa bene quanto io sia legato al genere storico, per cui l'ambientazione Duomo di Milano anno 1805, mi pareva servita sul piatto d'argento. Anzi di ferro, perché quasi subito, cercando nel web, ho pescato la corona ferrea e, abbastanza prevedibilmente, il mio caro amico Napoleone, tra l'altro co-protagonista del mio ultimo racconto su SPS, ovvero L'ultimo ballo che magari posterò più avanti per chi vorrà leggerlo o rileggerlo. Insomma, mi era sembrato facile poter creare un giallo storico con portineria, Duomo, Milano (Milan l'è semper Milan), puttana e prelato. Ma la scrittura, almeno per me, non è un qualcosa che schiocchi le dita e viene. Puoi avere l'idea, ma hai voglia a sederti davanti al PC e dire: "Adesso scrivo!" Col cavolo. Per disperazione dunque, anche perché non mi piace giocare in trasferta, ho cercato qualcosa che fosse accaduto a Londra nel 1965. Ed è venuto fuori che domenica 24 gennaio 1965 Winston Churchill ha lasciato questo mondo. Nove giorni prima, giusto per la cronaca, aveva avuto un ictus, sei giorni dopo, sabato 30, ci fu un mega funerale di stato. Intorno a questo "evento", ho costruito il mio giallo. 

Ambientazione: il quartiere di Whitechapel è vicinissimo al Tobacco Dock. Monza Street esiste veramente. E poi Whitechapel lo conoscete tutti se avete visto il film "La vera storia di Jack lo squartatore" con Johnny Deep nei panni dell'ispettore Aberlain, a cui ho preso in prestito il nome per il mio sergente della metropolitan police. La casa di Churchill, ad Hyde Park Gate, oltre a essere decisamente in un quartiere più "in", è effettivamente lontana dal luogo dove c'è la mia portineria.

Personaggi: circa il nome di Aberlain ho già detto. Mi piaceva l'idea di un poliziotto, di fatto irreprensibile sul lavoro, che però ha i suoi vizi, diciamo, particolari e nascosti. Rosemberg l'ho volutamente stereotipato per renderlo, come dire, più stilizzato. Per spiegarmi meglio: tipo Zenigata del cartone Lupin. Esiste un Rosemberg nella mia vita, ma non vi posso dire di più. E' esistita una Eileen, mille anni fa, e non faceva la portiera. James Spithill, l'ha vista giusta  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] e qualcun altro, è il timoniere di Luna Rossa. Da stamattina sono definitivamente incazzato con lui.
Non mi piaceva una puttana "semplice", volevo emozioni forti. No, non ho nessuna Belinda sulla mia lista se state pensando questo. Un prelato che va a puttane? Non vi sarete scandalizzati spero.
E l'uomo morto nella villa di Hyde Park Gate? Mi sorprende che qualcuno non l'abbia capito. Era il buon Winston e tutt'intorno al suo cadavere bello duro, gli uomini del servizio segreto di sua maestà che cercavano non so cosa. Infatti è un'altra storia.

Stile: mi potete credere sulla parola. Ho riletto il racconto un milione di volte. Lo so a memoria. Perché? Per migliorarlo continuamente: lessico, sintassi, ortografia, persino i suoni. Mi fa piacere che questa mia "ricerca della perfezione" sia stata notata nei commenti, così come, per contro, alcune imprecisioni nella concordanza dei tempi verbali o nella costruzione dei dialoghi.

Racconto: cerco di rispondere alle vostre domande, prima di rispondere alla domanda. L'uomo in nero che entra nel palazzo di mattina presto per andare a trovare Belinda è il prelato che ritroviamo davanti alla casa di Hyde Park Gate. Che ci facevano tutti là? Cazzo, era morto Churchill, c'era un casino lì intorno tra sbirri, servizi, preti e chissà chi altro. Pure Rosemberg e poi Aberlain. Tutto questo voleva essere una mossa per depistarvi. E forse ci sono riuscito. E poi? Poi mi sono depistato da solo. Mi sono piaciute moltissimo tutte le interpretazioni che avete dato circa la soluzione della vicenda. Su tutte quella di  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] che ha quasi convinto anche me. E allora avrei potuto dire: sì, il povero Spithill è il capro espiatorio, la vittima sacrificale, la soluzione più facile per Rosemberg per coprire Aberlain, incapace di rinunciare ai piaceri ma stufo del ricatto di Belinda. Mi dispiace  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] se ti sto per deludere: nella mia testa l'assassino è veramente James, il perché potete leggerlo direttamente nel commento al mio racconto durante la gara, scegliete voi il movente che vi piace di più. Liquido le indagini "mancanti" attraverso l'argutezza e l'esperienza di Rosemberg che arriva a lui anche grazie a un suggerimento "magnetico" della foto di Churchill che ha in ufficio.

Insomma sono soddisfatto e felice per il risultato finale, ma come giallista ho toppato malamente. Ciò che mi sono ripromesso, più avanti, è d'inserire la parte mancante, per far diventare Victory hand un vero giallo. 

Ringrazio tutti i commentatori, in particolare chi mi ha votato. Special thanks to  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]. Ringrazio il CdL per la gradita selezione. Ho soltanto il rammarico per non aver potuto fare meglio circa il genere. Vabbé, domani sarà meglio, è sempre così. 

Ovviamente, potrei essermi dimenticato qualcosa, o non aver risposto a qualche domanda. Sono qua.

Arvedse nella prossima stanza!

Molli


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Branzagot senz'onma.

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37Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Mer Mar 17, 2021 11:09 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Tante volte non lo sappiamo nemmeno noi dove arrivano le nostre parole, le nostre note, i nostri versi...
Alle volte ci incazziamo come matti per come la nostra idea originale venga stravolta; altre restiamo sorpresi per i nuovi spunti che una interpretazione neanche pensata lontanamente ci offre.
Spero che i nostri commenti, tra cui il mio, rientrino in questa seconda casistica.
Io sono contento di come mi sia arrivata la tua storia, e adesso aspetterò con vero piacere che tu possa completarlo così come ce l'hai in testa, senza limiti di battute (o limiti di reinterpretazione).
Non aspettavo nulla con così tanto fermento da quando ho acquistato i biglietti in prima fila per il concerto di De Gregori e Venditti all'Olimpico; almeno questo è arrivato, per fortuna Very Happy


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Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

38Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Mer Mar 17, 2021 11:35 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Molli, spero che tu capisca che è un complimento, quello che ti sto per fare e che non ti arrabbi: c'è un abisso tra questo racconto e tutto quello che tu hai scritto prima.
Certo, sono d'accordo, hai "toppato" col genere giallo perché il salto che tu hai fatto alla fine "non ci sta", ma ti assicuro che, non fosse stato per quello, saresti finito nella mia cinquina; mi è mancato un pezzo fondamentale per... provo a spiegarmi... "concludere il mio ciclo di lettrice".
Lo stile che hai usato è inedito, nuovo. Ho usato il termine "abisso" proprio per marcare una frattura. Mi hai preso, coinvolto, trascinato in un modo che non mi era mai capitato prima con i tuoi racconti, e tu lo sai bene.

39Victory hand - Pagina 2 Empty Re: Victory hand Gio Mar 18, 2021 3:38 pm

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Mi accodo ad Arianna, senz'altro questo racconto è ai livelli di "Molli in Cina" che, come forse già sai, è il mio Molli preferito. Per il totoautore ho provato in tutti i modi a cercare la tua mano nei racconti ambientati al Duomo e non l'ho trovata (per forza). Felice davvero che tu ti sia lasciato trascinare fuori dalla tua "comfort zone".


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