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Il re Terode Grande e la regina Meprude Hassai

5 partecipanti

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Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan
https://www.differentales.org/t274-la-sacralita-del-gatto#3564

Il re Terode Grande e la regina Meprude Hassai

«Nel tempo della roccia espansa un regno, nelle antiche terre delle Persiane e dei popoli Ittici, prosperava nella ricchezza e nel benessere grazie alla guida del suo re Terode Grande.
Un uomo dalle capacità indiscutibilmente volte alla pace sociale e alla concordia.
Tutti lo ritenevano, nella gestione della giustizia, un novello “salamone” per la sua innata indole buona e bonaria con tendenza volta tutta alla grande imbecillità.»

Egli era il terzo discendente maschio del re Merode Poco, figlio della regina Motescazzo.
Assunse il potere nel tempo delle bande larghe e dei 5giganti grazie alle frodi e agli intrighi di palazzo. Dopo aver ucciso i suoi due fratelli Prudino ed Eritema, il futuro re fece interrare in una cella segreta la madre e si auto incoronò nella notte delle sirene re di tutti i popoli Ittici e in seconda battuta di quelli delle Persiane.
Famosa fu la frase pronunciata dalla madre nel momento dell’arresto: “Si te pio te scazzo”.
Il suo fu un lungo regno, nel senso della lunghezza dei territori che erano a forma di salsicciotto essendo larghi a mala pena una spanna tanto che il suo palazzo constava di cinquecento camere tutte in fila.
Terode, allorquando raggiunse la serranda età di anni 25, decise che era giunto il tempo di dare una regina al suo popolo e per questo, consigliato dai suoi consiglieri di fiducia, si mise alla ricerca della più bella donna di quelle terre.
La ricerca fu lunga, tanto per essere ripetitivi… ma tanto lunga che gli emissari del re varcarono i confini delle terre conosciute fino ad arrivare al fantastico regno della famosa regina Meprude Hassai.
Nessuno aveva mai osato oltrepassare quei confini a causa d’una maledizione che scoraggiava chiunque nell’intento. Si diceva che ognuno che avesse messo il piede sinistro sulla terra della regina Meprude avrebbe finito i suoi giorni grattandosi convulsamente per tutto il corpo.
Eppure gli emissari, consci della delicata missione loro affidatagli dal sovrano amatissimo, sfidarono la sorte e si diressero dritti o perlomeno a zig zig, usando un cammello navigatore, verso il palazzo reginale.
E non poche furono le peripezie per arrivare a destinazione, vista anche una incredibile nevicata che in quell’anno del ‘56 s’era appena verificata, ma essendo loro degli amba-sciatori non ebbero poi così tanti problemi.
Giunti al cos petto della regina furono pervasi da strani pruriti intimi, essendo ella portatrice d’un balcone di settima taglia…
«Ordunque parlate, da dove venite voi»
«Oh tettonissima regina, noi siamo emissari amba-sciatori del regno di Terode Grande e veniamo per offrirti una proposta matrimoniale del nostro sovrano che è alla ricerca della sua regina»
«Uhm, come avete detto che si chiama il vostro re?»
«Terode, Terode Grande, tettonissima regina»
«Consigliere cosa ne pensi? Io Meprude, lui Terode… si pole fare!»
«Si mia regina, ma cosa ne sarà del nostro regno?»
«Ci fonderemo in un unico grande dominio chiamato il regno di Terode e Meprude»
«Ora andate amba-sciatori dal vostro re e ditegli che mi recherò al più presto da lui e che si organizzino le nozze per il mio arrivo.»
«Oh regina, putroppo siamo un po’ stanchi e la neve s’è pure sciolta, non potremmo partire domani?»
«No, vi fornirò dei tori da traino al quale vi legherete in cordata e sarete trascinati in un batter di coda al vostro regno»
«Allora va bene, tettonissima nostra futura regina di poppe»
E fu così che il nome degli emissari fu trasformato in amba-scia-tori.
Arrivati in un men che non si dica, ma noi lo diciamo al palazzo, di Terode la notizia riempì di prurito il re che non stette più nelle palle, pardon nella pelle, per una così inaspettata regina tettona in arrivo.
«Che si diano inizio ai grandi preparativi per le nozze e che nulla sia risparmiato affinché questo sia il matrimonio del secolo e che venga diffusa la notizia in tutti i regni e che si usi la rete per informare tutti i popoli ittici e che… insomma datevi da fare se no e vi faccio recidere i cosiddetti, maremma bucaiola»
Il gran ciambellone di corte predispose ogni cosa e incaricò il ciam-bell’-uomo personale del re di truccarlo, di tagliarli i capelli e di impapocchiarlo al meglio possibile per presentarlo degnamente a cotanta sua balconite di regina.
«Maestà, devo farle la barba con un preparato a base di olio di cervo cornuto e di erbe imbalsamate per la freschezza del viso»
«Fai pure ciam-bell’-uomo di corte, voglio essere il meglio assai presentabile quando arriverà la regina Meprude»
«Maestà le faccio notare che non si dice “il meglio assai” se no ci facciamo tutti una figura da peracottari ignoranti»
«Poche ciance servitore, fammi la barba e taci!»
E tutto s’organizzò per l’evento e perfino le partecipazioni nuziali furono stampate su carta pecora pitturata di giallo oro antichizzato e rilegate a manovella dai tornitori di palazzo.
Il gran ciambellone di corte ebbe poi la geniale trovata d’organizzare come evento straordinario per lo sposalizio un incontro di palla ovale da giocarsi contro i temibili rivali del regno di Pallastinta, che da sempre vincevano il campionato mondiale avendo tra le loro fila un pallettaro figlio di una certa Mara, che si dice avesse avuto il figlio in dono da un grande e unico Dio. Tale fanciullo era chiamato da tutti quindi col nome di Mara-dona ed egli dimostrava in campo di avere capacità divine nel colpire la palla tanto che gli avversari si dovevano inchinare alla sua celestiale bravura.
«Maestà ho organizzato un incontro di palla ovale con la squadra del regno di Pallastinta, così sarà un degno regalo per la futura regina tettona»
«Intanto fatti le tette tue granciambellone che alle mie future ci penso io, poi cosa t’è venuto in mente, non lo sai che quelli mettono in campo Mara-dona e non ci sono capperi da appendere per nessuno, che figura di escremento di zebù ci facciamo con i nostri tifosi?»
«Maestà, ho saputo che nel nostro regno una donna, anni fa, dette alla luce un bimbo atteso da tutti i nostri tifosi da lunghi anni. Pare che questo ragazzo abbia doti veramente non comuni e per ciò che rappresenta per tutti i profeti della palla ovale viene chiamato il Messi.»
«Quindi noi avevamo un Messi e non lo sapevamo! Orbene trovatemi questo Messi e ingaggiatelo per la nostra squadra e voglio vedere se finalmente non mettiamo fine alla spavalderia del regno di Pallastinta»
«Maestà abbiamo anche un altro tizio che potrebbe ulteriormente rinforzare le nostre fila, si ricorda di quel Buffon di corte che prendeva al volo tutte le pietanze senza lasciarsene scappare una?»
«Certamente, era un vero fenomeno, mai che gli fosse caduta ‘na mela.»
«Potremmo metterlo in porta maestà»
«Perfetto, granciambellone. Trovalo e organizza la nostra squadra»
Finalmente il gran giorno arrivò e la regina Meprude Hassai entrò nel palazzo reale di Terode Grande seguita dai suoi grattatori di fiducia e avvolta in un lunghissimo telo di Lino, un commerciante di stoffe molto noto nel suo regno.
La prima notte di nozze fu un grattatone unico e i due novelli sposi passarono bollenti ore a spulciarsi a vicenda e d’altronde con quei presupposti non poteva essere altrimenti, certo il re ebbe una certa difficoltà nell’approcciarsi alla regina avendo ella un bel pezzo di respingenti lì davanti…

E la partita di palla ovale?

Nessuno aveva pensato che nel regno di Terode non v’erano campi di palla ovale adatti essendo gli stessi tutti stretti e lunghissimi per via della conformazione del territorio e quindi la partita s’era dovuta svolgere in campo neutro nel principato d’un monaco molto ricco che aveva fornito a gratis l’organizzazione dell’evento. Purtroppo la stessa era stata sospesa al tredicesimo minuto del primo tempo per scarso interesse dei tifosi che erano tutti intenti a guardare le tette della regina...


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Le domande non sono mai invadenti, a volte lo sono le risposte...

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Un classico Gravili che fa sorridere dal principio fino alla sorpresa finale. Magari una sorpresa solo per me che non ha neuroni a sufficienza per ricordarsi di quanto sia stretto un regno lungo ma anche lungo un regno stretto. Grazie per il momento di paralisi facciale per lo stiramento del sorriso.

Petunia

Petunia
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Te rode e Me prude... se pole fa! 
Che dire? Questo testo è da leggere con attenzione per cogliere ogni frizzo, ogni lazzo che hai disseminato. Neologismi, assonanze, doppi sensi e ricchi premi e cotillon. Uno stile personale ricco di fantasia che dimostra, quando si hanno le tue capacità, quanto la penna possa essere uno strumento mirabile capace di far provare le emozioni più disperate (disparate)... 
Un testo fuori testa che mi ha fatto anche commuovere per via di quel “cameo” su Mara-dona 
🙏🌸


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Divido tutti i lettori in due classi; coloro che leggono per ricordare e coloro che leggono per dimenticare.
(William Lyon Phelps)

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao Giancarlo. Molto, molto divertente questo tuo non sense. Giochi tantissimo con le parole e incastri doppi e tripli significati a molte situazioni. Mi hai un po' ricordato i testi teatrali di Bergonzoni. E nel mentre ti scrivo sono ancora qui a sorridere.

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan
Grazie della benevola lettura, un po' di sorriso non fa male!


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Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
Troppo forte!

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