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Messaggio Da Flash Gordon Dom Feb 12, 2023 7:30 pm

https://www.differentales.org/t2148-mino#26106::


Kit Kat e Tek Willer

«Il primo bacio che detti fu all'alba d'un autunno di cobalto», almeno così dichiarò alla stampa Tek Willer detto Aquila della Botte di ferro.
Nell’autunno della società scritta le foglie, stanche di cadere per inerzia, si suicidarono in pompa magna sui rami con un bastoncino per le orecchie.
Il solco del solco morì nel solco e Flash Gordon passando sotto un albero cercò di distogliere la natura dall'intento ma lui era solo un flash che non avrebbe lasciato alcun ricordo.
Intanto pioveva a sacco e colui che passava, non avendo ombrello, passò in un bar dove era acceso solo un lume.
In un barlume si videro le miserie dell’alcol versate in un bicchiere e al bancone s’aggiunse pure un frequentatore di numeri porno in ambienti porno.
Fu riconosciuto subito come un ex disabilitato 899 degli anni 90.
In realtà era un esule, amico di Antenore, della città di Troila…

Troila, (Alcuni cenni stortici) era una città gemellata con Sodoma e Gomorra in cui il fornicare era praticato allevando formiche rosse del deserto che venivano spalmate, come terapia curativa della follia, su tutto il corpo nudo di chiunque amava stare nudo.
La città fu espugnata da un certo Ululisse, sotto pressione del sultano del Brunello che intendeva mettere mani su tutte le formiche per poter produrre vino formicolante bio.
Ululisse non contento mise a ferro e fuoco tutto usando un accendino elettrico prestatogli dal caro amico Achillulà, un emigrato campano sfuggito alla mala... sorte.

Tale Ululisse, appunto noto nocchiero meglio conosciuto come capitan bifidus attivo, non essendo stato invitato al barlume andò in fiamme per la rabbia e si scolò da solo nel Pelopeloso un apericavolo al rabarbaro zuccone al grido di: “Evviva l’accendino di Achillulà”.
Si venne poi a sapere, da una locandina appesa alla toilette, che al teatro Verdi si rappresentava “Il tempo del gambero è tornato”, con Burt Burp, John Sord e Vanessa Inchiodata.
Nell’Italica terra al contempo i pescatori di cozze di Chiloggetta, avuto via sms la notizia di Ululisse, lasciarono la laguna e manifestarono con i pescherecci in piazza delle erbe a suo sostegno immorale.
Il fumo delle erbe inondò le vie che furono ribattezzate in seguito Woodstock Avenues, qualcuno poi le ribattezzò ancora “Le vie delle polveri d’angelo”.
Nel frattempo, dalla val Badile, Kit Kat Carso, pard di Tek Willer in molti fumati cartacei, aveva lasciato le Alpi e s'era trasferito in una Dacia parcheggiata in divieto di sosta; ma questo non gli aveva impedito d'unirsi al vecchio amico Tek che lo attendeva leggendo il settimanale “Fiorina la vacca non era un manzo”.

E nel frattempo del frattempo, all’interno del teatro Verdi, gli operatori asociali, notata la calca, fecero irruzione nella sala e ordinarono a tutti gli astanti di astenersi dall'astenersi, che nell’astensione non si ostentava altro che il diniego della partecipazione sociale che era il vero fulcro dell’asocialità migliore.
Al barlume nessuno s’era accorto della calca e il conto di tutti fu eccezionalmente pagato da un benefattore che aveva organizzato il festival del fiorellino dove vinceva chi riusciva a brucare un pezzo di brughiera nel minor tempo.
Alla tv passavano gli episodi di Ospice ‘99 una serie cult degli anni 70 in cui una base di basisti alieni faceva il filo a una cassiera in noce del 1800 intagliata a mano.
La società non leggeva più i fumetti e fumava solo ma...

Le mosche avevano compreso tutto e, dopo aver indossato una muta da sub, sottoscrissero esse pure l'accordo sul clima e sulla bio diversità dei climi entro certi crismi.
Il climatizzatore del padrone del “Verdi” improvvisamente si ruppe e la festa si spostò dal barlume in un caffè senza porte per consentire la purificazione dell'aria.
Un certo Pedro Ocios suonava in quel locale alcune canzoni stonate, intonate con il colore delle pareti: un rosa fottuto con tonalità arancio marcio.
Oltre a suonare, Pedro arrotondava il salario vendendo piantine di cocacola all’entrata di quel posto.
Anche Kit Kat e Tek s'erano uniti al party messo in scena all'ora di cena, non potendo più uscire in edicola col settimanale e avendo fumato tutto quello che fumava…
Tanto nel fumo qualsiasi cosa è reale e surreale al tempo stesso e persino un racconto può raccontare quello che cazzo gli pare o appare...
Al teatro Verdi, nel frattempo di ogni frattempo, erano finiti i gamberi sui gelati e i proprietari avevano fatto fuori le scorte di patatine al salmo referenziale cercando di convincere con le buone i gamberi a sloggiare dalle coppe, uno in particolare s’era innamorato delle zizze di una prosperosa attrice che indossava un abito succinto nel senso che si vedeva tutto dalla cintola in su.
Arrivò allora Omero, invocato dalla dea “Chissà” (una divinità di incerta provenienza) e volle officiare un requiem per una canaglia di gambero suonando l’organetto di un superdotato attore di films porcografici.
Un giornalista dei rappresentanti della lista ufficiale scrisse da gentiluomo un articolo su questo accaduto su “Oggi, Domani e Dopodomani”, l’indomani venturo lo avrebbe pubblicato proprio nella ricorrenza del quindicesimo anni-avversario della terza guerra Pubica tra mignottes e parainkulatis dalla società civile.
Il sindaco Azzannato Difresco, avvisato dal comandante della pulizia urbana, colonnello Castoatomizzato, offeso per non aver ricevuto in anteprima una copia del giornale, emise un'ordinanza in cui vietava la pazzia in pubblico se non dopo essersi denudati e tatuati con i disegni del noto stilista Pucci Pucci. (A parte vi era anche una minaccia scritta in cui si minacciava appunto l’uso dell’Armageddon se non ci si fosse adeguati a tale editto e se non si fossero lasciati in pace i gamberi, specie quelli amanti delle zizze).
L’editto inoltre conteneva una deroga all’articolo 41 bisunto d’olio in cui veniva abrogato l’illecito compiuto in casa propria con illecite pratiche auto erotizzanti senza prima aver pagato un superbollo per il mezzo posseduto per l’uso improprio del proprio, si poteva però giocare co sti cazzo di gamberi e non si sa bene a cosa.
Tale editto inoltre fu scritto in pergamena di acciaio ano-digitalizzato.
Lo ius del deretano fu convertito in una salsa cous cous (unico mezzo per digerirlo) tramite motu proprio dal Presidente della Res-Pubica che sottoscrisse ogni riga dell’editto che nessuno in verità aveva mai detto di conoscere o aver letto.
All’esterno del teatro e all’interno delle mura incinte della città (Parliamo della Troila ricostruita?) d’improvviso si scatenò l’assedio dei Ciocioni Incalliti che protestavano contro l’editto latore, secondo loro, di lesioni multiple alla libertà personale di copulare come ricci in ogni dove e in self-service prolungato in orario serale.
(A margine si verificò anche uno sciopero degli addetti alle pompe urbane in tangenziale).

La salvezza però arrivò dal Mar dei Tini di Vino, infatti un famoso contrabbandiere di bandiere usate valicò la incinta di mure con l’aiuto di un cammello full Hybrid e tramite un ritrovato chimico che, bevuto sotto forma di aranciata, riusci a duplicare i nomi dei popolani all’infinito nell’anagrafe comunale.
Fu così che i Ciocioni pene-sarono di essere in numero troppo esiguo per resistere alla controffensiva dei popolani e levarono l’assedio in seduta plenaria tenutasi presso i cessi pubici, dopo però aver fatto il pieno alle pompe che non si sa mai…
Infatti l’assedio cessò inesorabilmente a casa di una battona balena che si faceva pagare pure poco,
un biglietto gratis per la Boeme era più che sufficiente.

Era tempo di finire la storia e la storia finì allo stesso modo di come era iniziata.
«Il primo bacio che detti fu all'alba d'un autunno di cobalto».
Notizie a margine del racconto…

I due compari Kit Kat e Tek Willer, soddisfatti dello scritto decisero di ritornare nei propri fumetti e, dopo aver comprato due pacchi di sigari toscani, si ritirarono in una pubblicazione millenaria con uscite universali decise a tavolino dal capo redattore che era capo solo in determinate ore della vita.

«Spesso nelle notti di Casablanca in cielo si vede una cometa che annuncia il ritorno del Gringo ma Kit e Tek, dall’alto della loro fama, se ne fottono e imperterriti sodomizzano il disegnatore al loro volere facendogli disegnare e scrivere storie del Cactus come questa».

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A Flash Gordon ghe piase el scritton!

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