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Dix jours à Ronchecourt - 5

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1Dix jours à Ronchecourt  - 5 Empty Dix jours à Ronchecourt - 5 Mar Gen 26, 2021 2:07 pm

Petunia

Petunia
Padawan
Padawan
16 settembre 1954, giovedì 
La mattina successiva fu tutto più semplice. Petunia ormai conosceva a menadito tutte le procedure e anche suor Claire la lasciò più libera di muoversi.
L’ala dove alloggiavano le signore benestanti era molto curata. I pavimenti erano lucidati a specchio e riflettevano preziosi ricami di luce filtrati dalle tendine in finissimo lino
. Sembrava quasi un albergo e non una casa di riposo. 
Quando Petunia entrò nella stanza di Lily Grognard fu investita da un odore dolciastro che, sulle prime, non riconobbe. La donna si avvicinò per salutarla e tutto le fu chiaro. Lily era una vecchia attrice di teatro e aveva la faccia truccata con uno spesso strato di cerone e cipria. Le zampe di gallina ne risultavano accentuate e gli occhi, contornati di bistro nero, le facevano assumere un aspetto bizzarro da pagliaccio soprattutto se abbinati alla bocca impastata di rossetto fino ai denti. Lily indossava una vestaglia rosa acceso con un colletto in piume di struzzo della stessa tonalità. Era immersa in una nuvola di profumo, che mescolato ad altri odori del corpo, costituiva una mistura nauseante.
«Mia cara, che delizioso foulard a fiori!  È il dono di un ammiratore?»
«Oh, no, no. L’ho
 acquistato in un mercatino a Crétonne, un po’ di tempo fa.» 
«Una volta ne ricevetti uno simile in regalo, alla fine di uno spettacolo, insieme a uno splendido mazzo di rose rosse. Erano ventitré, come i miei anni», sospirò con nostalgia.
La camera era un reliquiario. Le suore le avevano permesso, a malincuore, di addobbarla con foto a volte un po’ discinte dei suoi spettacoli. 
Sul comodino non dovevano mai mancare fiori freschi. Infatti, di lì a poco, sarebbe entrato uno dei pochi personaggi maschili che frequentavano la struttura: un fattorino del fioraio. Era un ragazzetto imberbe con la faccia butterata e una leggera balbuzie.
«Bbuongiorno ssssignorina Lily, oggi lle porto delle splendide rose bbianche».
Petunia non si fece scappare l’occasione e lo interrogò: 
«Così, lei viene tutti i giorni a portare i fiori a Mademoiselle Lily?»
«Ssi, signora, tuutti i giorni, ssssolo per Lily». Poi, proseguì: «a volte vvengo aaanche per i ffunerali.»
«Era qui anche l’altro ieri, dunque?»
«Ccertamente, ppuntuale come ssempre.»
«E ha notato qualcosa di diverso dal solito?»
«No, no sssignora. A parte che quando sssono eentrato ho incontrato uu-un uomo con graaandi b-baffi neri nel corridoio. Ssembrava avesse fretta, mi ha quasi fat-to cadere.»
«E non le ha chiesto scusa?»
«Nnno ssignorina, ha imprecato qualcosa e sse n’è andaato.»
Petunia annotò con diligenza questo particolare nel quaderno che le aveva fornito Leroux per prendere appunti. Il garzone intascò la mancia dalla signora Grognard e se ne andò.
Petunia si intrattenne a parlare con Lily dei tempi andati e non mancò di chiedere notizie del Dottor Delacourt.        
«Hanno già trovato un sostituto per il dottore che... insomma, è tragicamente scomparso? Sa, i giornali non fanno altro che parlare di questa cosa e sono un po’ curiosa», disse Petunia. 
Lily, senza scomporsi, rispose: «Se è per quello io ero già in cura dal sostituto, il dottor Edmond Peyrac, un così bel giovane… ed è anche molto competente. Lui dice sempre che dovrebbero dare più fiducia ai giovani. I vecchi medici hanno metodi superati mentre Edmond ha studiato molto anche all’estero. Penso che tutte noi dovremmo essere curate dal dottor Peyrac e non da quel  vecchio parruccone di Delacourt.»

La camera successiva era occupata da una anziana professoressa che aveva insegnato alla Sorbonne.  La donna le confidò di essere vedova di un famoso architetto e che aveva scelto lei stessa di farsi internare in quell’istituto. I due figli maschi avevano seguito le orme del padre e lei non voleva recare disturbo. E poi con le nuore non andava assolutamente d’accordo.
La signora conservava intatto tutto il piglio e la lucidità che doveva aver avuto da giovane, segno di un cervello ben allenato da tanti anni di studio e insegnamento.
«Ai miei tempi non era così facile entrare a fare parte del collegio docenti di una università così prestigiosa. Non come oggi che la qualità lascia molto a desiderare», disse con orgoglio.
La signora insegnava fisica e matematica e sottolineò di essere stata a suo tempo allieva nientemeno che di Madame Curie!
Petunia ne restò affascinata; lei, che aveva velleità artistiche, non riusciva neppure a immaginare che una donna potesse essere tanto abile tra numeri e provette. La signora Michelle Gerval, così si chiamava la professoressa, le confermò che tra i due dottori, medico e giovane assistente, non correva buon sangue. 
«Una volta, la porta dell’ambulatorio era aperta e ho ascoltato un diverbio acceso tra i due», sottolineò, «pensi che non si trovavano d’accordo sulle dosi di un medicinale da somministrare alla defunta signora Laurent. Ricordo che il dottor Peyrac disse che una dose eccessiva di quel farmaco poteva avere effetti tossici e minacciò Delacourt di fare un esposto alla direzione dell’Istituto.»
«Signora, questa è una cosa davvero grave. Ne ha parlato con la madre superiora?» 
«Con quella? No davvero, signorina Petunia. La superiora stravedeva per quel vecchio gufo... Per fortuna io sono anziana ma non ammalata, perché non mi sarei mai fidata di farmi curare da questi medici da strapazzo.»
«E riuscì a sentire come finì la discussione tra i due medici?»
«Si confrontarono a lungo. Il dottor Delacourt a un certo punto disse che se Peyrac avesse dato corso alle sue minacce lui avrebbe raccontato… A questo punto chiusero la porta e non ho potuto sentire il seguito, ma mi sarebbe davvero piaciuto sapere di quali porcherie era capace quel dottore.»
Petunia azzardò: «Dunque signora Gerval, mi pare di capire che il dottor Delacourt non andasse proprio a genio a nessuna, qui dentro».
La signora scattò come una molla: «Non è del tutto vera questa affermazione; se dovessi quantificare, direi che è vera al novanta per cento. La signora Laurent, ad esempio, ci andava molto d'accordo. Pensi, che dopo aver assistito a quel litigio tra i due medici, io mi sentii in dovere di metterla in guardia.»
«Davvero?» Petunia annotava tutto con dovizia. Aveva la mano che già le faceva male per lo sforzo di scrivere. 
«Le dissi che avrei potuto farle ottenere una visita da parte del mio medico di fiducia, tramite i miei figli. Si tratta di un luminare al quale affiderei la vita stessa dei miei ragazzi. Ma non ci fu modo di convincerla. Si fidava solo di Delacourt. Povera donna, si era affezionata a lui, forse perché non aveva molti contatti umani: nessuno andava mai a trovarla. Solo di recente si è fatto vivo qualche volta un parente alla lontana, un tipo strano con dei baffi neri…»
È la seconda volta oggi che mi parlano di un uomo con i baffi, pensò Petunia.
Il quaderno di Petunia si stava riempiendo di notizie utili al caso e lei si sentiva veramente orgogliosa. La giornata stavolta aveva portato buoni frutti. Non vedeva l’ora di incontrare il commissario Leroux. 
Si era appena incamminata per il lungo corridoio verso l’uscita, quando ebbe l’impressione di essere osservata. Fu solo una sensazione che durò lo spazio di un secondo, ma la costrinse ad affrettare il passo. Forse le preoccupazioni di Gerard l’avevano un po’ condizionata.  
Di questa sensazione non avrebbe certo riferito al suo buon amico. Ormai voleva portare a compimento la sua indagine personale e sentiva di aver imboccato la strada giusta.

***
                                                                                         
Leroux sentiva sopire quel senso di inquietudine che lo opprimeva per tutto il giorno, solo quando vedeva uscire Petunia da quel portone. Questo incontro, le raccomandazioni, i racconti di Petunia, quel caffè pomeridiano, stavano diventando un’abitudine. 
Ancora una volta aveva ascoltato le impressioni della donna. Il quadro era ancora molto confuso, ma emergeva qualcosa che doveva essere chiarito. Le ombre sull’attività del dottor Delacourt erano innegabili ed erano state confermate da più fonti e circostanze. In più era emerso il conflitto fra i due medici, il vecchio e il giovane sostituto, con queste minacce incrociate: era indispensabile riuscire a capire quale fosse la circostanza che aveva reso ricattabile il dottor Peyrac, da parte del dottor Delacourt: poteva emergere un movente possibile per un delitto. Poi, c’era questo strano rapporto fiduciario fra Delacourt e la defunta signora Laurent. Anche su questo era necessario far luce. 
Rientrato a casa chiamò al telefono Meunier, gli fece un resoconto di quello che aveva saputo e gli chiese di fare ricerche più approfondite sulla Signora Laurent e sul suo passato. Poi aggiunse: 
«Ho visto che il vecchio Bernard Cohen è ancora in servizio. Manda lui a indagare. Se non si è sciupato con gli anni è molto scrupoloso in questo tipo di indagini.»  
Meunier lo rassicurò: 
«Certo. Anch’io avevo pensato proprio a lui. Quando avrò novità ti riferirò.»
        



Ultima modifica di Petunia il Dom Gen 31, 2021 12:20 pm, modificato 1 volta

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2Dix jours à Ronchecourt  - 5 Empty Re: Dix jours à Ronchecourt - 5 Mar Gen 26, 2021 9:23 pm

paluca66

paluca66
Younglings
Younglings
Bene, niente da segnalare per questa quinta giornata, scorre via che è un piacere, senza refusi, senza una virgola fuori posto.
Concentriamoci sull'uomo con i baffi, se non è un vostro abile diversivo, potrebbe essere la chiave del mistero...  Dix jours à Ronchecourt  - 5 2802931698

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3Dix jours à Ronchecourt  - 5 Empty Re: Dix jours à Ronchecourt - 5 Mer Gen 27, 2021 10:16 am

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
In questo capitolo la brava Petunia tiene la scena tutta per sè e annota diligentemente sul taccuino le notizie che riferiva a Leroux. L'uomo è preoccupato dal pericolo che corre la donna in un luogo dove c'è un probabile assassino. 
Aspetto di scoprire nuove indagini.

4Dix jours à Ronchecourt  - 5 Empty Re: Dix jours à Ronchecourt - 5 Dom Gen 31, 2021 11:50 am

tontonlino

tontonlino
Viandante
Viandante
La professoressa non me la conta giusta... secondo me è lei l'assassina... o forse la madre superiora.
Segnalo una e maiuscola con l'accento acuto: É la seconda volta che...

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5Dix jours à Ronchecourt  - 5 Empty Re: Dix jours à Ronchecourt - 5 Gio Feb 04, 2021 10:47 pm

bucaneve88

bucaneve88
Younglings
Younglings
Sono venuta a leggere la quinta puntata pur avendo delle incombenze pressanti. Concordo con chi l’ha definita scorrevole, corretta e... gravida di indizi🤣. Bravi. Domani me la rileggo perché mi è sembrato di aver visto un particolare migliorabile, ma leggo e scrivo da Cell, mi sto cecando...😂Ciao


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Mai innamorarsi di un fiocco di neve...  Dix jours à Ronchecourt  - 5 3931930528

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