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Messaggio Da Different Staff Lun Ott 03, 2022 12:01 pm

Il treno si muove nel buio che aspetta l’alba.
Gentili ospiti, benvenuti a bordo del Treno per le nuvole.
Il cicaleccio eccitato si smorza, le mani corrono a sfogliare il depliant illustrativo.
Il Treno per le nuvole, ‒ prosegue l’altoparlante ‒ un nome antico di duemila anni, che risale alla prima realizzazione della linea ferroviaria. Secondo una leggenda, intermediario tra la terra e i sogni, fusione tra terra e cielo. La tradizione trova nella realtà di oggi il suo pieno compimento. Le pareti e il tetto del vagone passeggeri, realizzati in materiale trasparente, offrono allo spettatore un’esperienza immersiva ed appagante.
Rumore di argani. Decine di occhi si alzano. Seguono il dispiegarsi dell’apparato dell’esecuzione. Appare infine la forca, al limitare della passerella che si protende nel vuoto.
Il condannato viene impiccato in modo tale che il soffocamento sia lento e duri diversi minuti, così da permettere a tutti gli spettatori di godere delle varie fasi. Durante l’esecuzione, l’argano fa scorrere il corpo accanto a tutti i finestrini del vagone passeggeri. Potrete toccarlo sia intanto che ancora si dibatte sia dopo, perché saranno fatti fare alcuni giri anche post mortem, mentre passeremo sul Viadotto della Polvere. L’esecuzione diventa così per il condannato un vero viaggio per le nuvole e verso la polvere. Uno spettacolo unico.
Uomini armati si arrampicano sul tetto tramite le scalette agli angoli del vagone passeggeri.
Ultimo appare il Boia.
Incede sulle passerelle trasparenti che portano alla forca. Si ferma. Si gira. Attende i tre ora apparsi sul tetto del vagone cella.
Due guardie tengono saldamente per le braccia una ragazza, le mani legate dietro la schiena. Arrivano di fronte al Boia.
Il treno procede a passo d’uomo. All’orizzonte il viadotto e il primo chiarore dell’alba.
Luz Escondida…
La voce del Boia, amplificata dall’altoparlante, risuona fuori e dentro il treno.
‒ … sei condannata a morte perché colpevole di avere violato le leggi dell’Immagine dello Stato. Hai coltivato fiori ornamentali. Hai sparso semi di fiori. Hai lasciato piante fiorite in aree pubbliche. Hai portato piante fiorite sulle fosse comuni dei nemici dello Stato.
Il Boia passa il corto cappio attorno al collo di Luz.
Sostituisce le manette che stringono le mani con il laccio sottile ideato perché il condannato provi a liberarsi dibattendosi mentre è appeso.
Afferra le braccia della ragazza.
Le guardie la lasciano.
Il Boia sfila l’arma dalla fondina di una delle guardie e spara.
Due colpi. Le teste dei due uomini esplodono.
Con una mano, il Boia spezza il laccio che lega Luz. Con l’altra, spara in rapida successione ai soldati sul tetto. Schiva i loro colpi.
Un soldato precipita. Tre si accasciano feriti.
Luz si sfila il cappio. Gli occhi sbarrati, fissa il Boia.
La scaletta! Corri! ‒ ordina l’uomo. La spinge verso l’estremità del tetto.
Luz si aggrappa alla scaletta. Inizia a scendere.
Nuove guardie salgono dal vagone cella. Sparano al Boia, che risponde al fuoco.
I soldati si abbassano. L’uomo si aggrappa alla scaletta e scende dietro a Luz.
Un’altra guardia corre lungo il corridoio della carrozza passeggeri.
Si fa largo a spintoni attraverso la calca degli spettatori che gridano.
Si sporge da un finestrino con l’arma spianata. Non fa in tempo a sparare, il Boia lo centra per primo.
Giù! ‒ grida l’uomo.
Luz salta sulla stretta pensilina che passa tra i binari e l’abisso di centinaia di metri sotto il Viadotto della Polvere. Corre via.
Il treno si ferma.
Anche i soldati saltano sulla pensilina. Raggiungono Luz. La buttano a terra. Due la immobilizzano e la tramortiscono a botte. Gli altri sparano al Boia che sta tentando di raggiungerli.
Il Boia risale sul tetto del treno.
Le guardie lo inseguono. Lo spingono verso la passerella della forca, che sporge dal viadotto.
In bilico, il Boia tenta di schivare i colpi. Uno lo centra al fianco.
L’uomo perde l’equilibrio.
Precipita nel vuoto.
Sente il vento.
Vede il viadotto allontanarsi in alto.
Rotola giù dalle scale.
Avverte la violenza degli urti contro tutti i gradini.
Atterra su un pavimento di pietra.
Dolore. Dolore reale.
Non è un sogno.
Sbatte gli occhi nella penombra.
Un posto grande, sembra. Fresco, umido.
Una luce si accende. Un uomo ha la mano sull’interruttore, in cima alle scale.
Mi era sembrato di sentire un bel fracasso. Tutto intero? È un po’ che non vedo qualcuno atterrare in cantina. In modo abbastanza brusco, direi.
Il Boia balza in piedi. O almeno ci prova, piegato in due dal male per la ferita e gli urti.
Cerca d’istinto la sua arma.
Perduta.
L’uomo sulle scale coglie il gesto: ‒ Ti manca qualcosa?
Lasciami uscire.
Non sei in pericolo e nessuno ti trattiene. Sei stato tu a voler venire. E credo sia la prima volta.
Dove?
Questo è un luogo all’incrocio tra i mondi e le dimensioni della realtà. Non tutti possono arrivarci. Molti ci riescono con facilità, altri no. La prima volta, spesso, avviene all’improvviso, in situazione di necessità. E mi sembra sia questo il tuo caso. Hai bisogno di aiuto?
In una cantina?
Il Boia gira lo sguardo sulle basse volte di mattoni a vista, sugli angoli bui dove la fioca luce della lampadina non arriva.
Di solito si entra da altre parti, più accoglienti e luminose, a volte perfino dalle porte. Ma tu sei piombato in cantina, uno dei punti più profondi e oscuri. C’è un motivo, anche se non so ancora quale sia. Dimmi qualcosa di te. Il tuo nome, ad esempio.
Io sono il Boia.
Va bene, niente nomi, per ora. Tu puoi chiamarmi il Viaggiatore. Sono un frequentatore abbastanza assiduo di questo posto.
Io non ho nome. Il Boia non ha nome. È chi sono e quello che sono. Da dove vengo io, certi mestieri si ereditano, di padre in figlio. E non ci si può rifiutare.
Anche se riluttanti.
Mi ci sono abituato. Non è un problema. Io sono il Boia, e la morte accompagna i miei passi.
Sì, può essere, ma non ne sarei così sicuro. In fondo, sei arrivato qui, e qui arriva chi sa vedere oltre e spezzare catene. Chi cerca la vita.
Devo tornare da dove sono venuto. Subito.
Ci vorrai tornare vivo, immagino. Aspetta.
Il Viaggiatore se ne va e ricompare dopo pochi minuti con bende e disinfettante.
Racconta, mentre ti impedisco di morire dissanguato.
Gli tampona il sangue, lo fascia. Ascolta.
Potrebbero averla già uccisa?
Non subito. Spero. Gli spettatori hanno pagato, e caro. Vogliono un’esecuzione e un’esecuzione devono avere. Sul Treno per le nuvole. Non è previsto che il Boia scompaia durante lo spettacolo. Devono fare arrivare un sostituto, e ci vuole un po’.
Un altro boia?
Non sono l’unico. Ma occorre portarlo. Forse in elicottero. Devo andare. Dimmi come si fa.
Il passaggio è una combinazione di energia, necessità e desiderio, unica per ognuno, unica ogni volta. Se sei arrivato, sei anche in grado di tornare… Oltre a quello che mi hai raccontato, c’è qualcos’altro che ti potrebbe guidare? Un desiderio… Un legame…
Potrebbe… forse…
Il Boia fissa il muro.
Il muro non c’è più.
C’è uno dei piloni a graticcio che reggono il viadotto. Il Boia ci si aggrappa. Sotto di lui, l’abisso. Sopra, a pochi metri, la ferrovia.
Il Treno è fermo.
Il Boia si arrampica. Si sporge sulla pensilina, di fianco al vagone cella. Nessuno all’esterno.
Attraverso le pareti trasparenti della carrozza passeggeri, vede decine di teste che guardano in su, concentrate sul nuovo spettacolo.
È il tramonto.
Avrebbe potuto essere troppo tardi, ma devono avere aspettato un nuovo momento suggestivo. Il Boia tira un sospiro di sollievo.
Spinge lo sguardo fino alla piazzola di sosta in cui, anticamente, gli abitanti del luogo vendevano le loro merci a turisti di altro tipo.
C’è l’elicottero che ha portato il suo sostituto.
Si arrampica sul vagone.
L’esecuzione è in pieno svolgimento.
Luz è sostenuta di peso dalle due guardie. Due guardie non armate, che devono reggerla anche mentre il nuovo boia le infila la testa nel cappio, per evitare che soffochi subito.
I soldati sul tetto hanno le armi spianate. Metà sono puntate sul nuovo boia.
Gli occhi di tutti sono su di lui e su Luz.
Il Boia sta per lanciarsi sul soldato più vicino.
Un rombo lo trattiene.
L’elicottero si alza dalla piazzola e si lancia verso il treno. Gli uomini sul tetto si abbassano. Sparano all’elicottero.
Il Boia si getta sulle guardie che tengono Luz. Le colpisce e le atterra. Sorregge Luz e la porta alla più vicina scaletta. Saltano sulla pensilina. Corrono verso la piazzola, dove ora anche l’elicottero si dirige.
Il portellone si apre mentre ancora non è a terra.
Dentro, forza! ‒ grida il Viaggiatore per sovrastare il frastuono.
Il Boia spinge Luz all’interno, poi si aggrappa al carrello di atterraggio. L’elicottero riprende rapido quota per evitare le pallottole dei soldati che li hanno raggiunti.
Il Boia si tira su ed entra nella cabina.
Il Viaggiatore si volta: ‒ Ho pensato che potessi avere bisogno di una mano.
Ma come hai fatto…?
Il Viaggiatore tira fuori una benda sporca: ‒ Il tuo sangue ha funzionato bene.
Il Boia scuote la testa e sorride, poi spezza il laccio che ancora stringe le mani di Luz.
La ragazza passa lo sguardo da un uomo all’altro.
Grazie. Ma non capisco… perché…
Il Boia abbassa gli occhi: ‒ Non importa. Non è importante…
Dopo mezz’ora, il Viaggiatore fa atterrare l’elicottero.
Fine di questa parte del viaggio. Fuori. Ci saranno addosso in poco tempo, se restiamo qui. Dobbiamo andare. Tutti e tre.
Guarda il Boia accennando a Luz: ‒ Credo che anche lei possa farcela. Se ho visto giusto, ci deve essere qualcosa di te, in lei.
Non capisco… ‒ sussurra Luz.
Diglielo, può aiutare. E forse è arrivato il momento.
Il Boia fissa la ragazza, poi si decide: ‒ Sei mia figlia, Luz. Ho abbandonato tua madre quando ho saputo che ti aspettava. Le ho chiesto di non raccontare che eri mia figlia.
Perché…?
Il mestiere di Boia è ereditario. Non volevo per te il mio destino di morte.
Vedi, ‒ ammicca il Viaggiatore ‒ hai spezzato la catena. E Luz ha scelto la vita.
Io sono stato il Boia…
Sua figlia gli prende le mani e gliele stringe: ‒ Non lo sei più. Quella di prima è stata la tua notte. Questa attorno a noi è ancora la notte. Ma nulla potrà la notte contro di me e contro di te… se tu non lo vuoi. Ora potrai avere un nome. Vivi per scoprirlo.
C’è qualcosa, nel vostro esservi ritrovati qui, oggi, insieme, in questo intreccio tra morte e vita… ‒ mormora il Viaggiatore ‒ qualcosa che non mi è ancora chiaro… ma non è questo il luogo e il tempo. Pronti al passaggio?
Afferra la mano a entrambi.
Luz, ‒ le chiede suo padre ‒ ti fidi di me? Non ho le parole giuste per spiegartelo, ma tienimi stretto, tieni gli occhi su di me, dimentica il male e la notte…
Le dà un bacio in fronte.
E le tenebre scompaiono.
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Messaggio Da Petunia Lun Ott 03, 2022 7:53 pm

Ciao autor@

Prima di tutto ti faccio i complimenti per il titolo. Mi ha attratta come una calamita, l’ho trovato subito potente e, dopo aver letto il racconto, particolarmente azzeccato.
Vengo al racconto per farti gli ulteriori complimenti. Hai portato la cantina nel futuro, in un tempo “appeso” tra la realtà e la fantasia e l’hai resa credibile e fondamentale per lo sviluppo della storia. 
Il futuro è distopico, il motivo della condanna a morte della ragazza è quanto di più distorto si possa immaginare. Se posso, trovo che il racconto sia un po’ breve e che i personaggi avrebbero giovato della ricerca di un maggior spessore. 
Certo sono stata tutto il tempo a cercare di capire come mai il boia decida di mettere a repentaglio la propria stessa vita per salvare Luz (altra cosa che mi è piaciuta molto. Il nome Luz è proprio bello) La rivelazione è demandata a un dialogo forse un po’ troppo affrettato. 
L’idea del mestiere del boia che si tramanda di padre in figlio mi è piaciuta. Avrei voluto che tu indagassi di più la psicologia dei personaggi. Penso che è un racconto che potrai ampliare agevolmente e ti invito a farlo. Lo leggerò molto volentieri.
Le scene di azione sono difficili da scrivere e credo anche da questo punto di vista il lavoro fatto sia ottimo. Nonostante non sia una fan dei film o racconti d’azione, preferisco scene più lente e di atmosfera, la tua storia mi è piaciuta molto e l’ho trovata originale.

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Messaggio Da caipiroska Mar Ott 04, 2022 12:25 am

Ciao Autore,
ho trovato il racconto ricco di spunti molto fantasiosi capaci in poche righe di tratteggiare questo futuro distopico/fantasy e renderlo funzionale ai paletti imposti. Il ritmo del racconto, in generale, è molto concitato: il genere scelto richiede scene d'azione e in effetti nel testo accadono davvero molte cose, alcune molto interessanti e originali (anche se poco approfondite).
Forse l'aspetto che non mi convince del tutto nel testo è appunto una certa frettolosità che ho percepito leggendo: i fatti si susseguono senza pause, lanciando la storia verso il finale che, a mio avviso, non soddisfa e lascia il lettore sospeso e titubante: non tanto per la sorte che attende i tre personaggi, quanto per le dinamiche che li hanno portati a fuggire insieme.
Il limite delle battute è un confine tiranno e ingiusto e senz'altro con uno spazio maggiore questa storia avrà molto più risalto, perchè, anche se c'è molta azione, mancano tutta una serie di cose in base alle quali un lettore si affeziona alla storia e ai personaggi che sta leggendo: mi è mancato un pò il pathos, l'atmosfera carica di tensione, i dilemmi interiori dei personaggi.
Mancano poi, sempre a mio avviso, tanti perchè su alcune scene che inserisci: Lux viene condannata perchè coltiva i fiori (non nego che due parole sul perchè questa pratica sia così pericolosa mi avrebbero fatto piacere...), il treno è diventato una meta turistica per assistere a delle spettacolari esecuzioni di morte (anche qui avrei gradito una nota su questa deriva morbosa dell'umanità), la rivelazione della genitorialità è un pò troppo repentina e la ragazza ( per nulla sconvolta dall'accaduto) l'accoglie con distacco e, anzi, conforta lo sconosciuto che dichiara di essere il padre.
In generale ho apprezzato la vena artistica e originale della trama, meno la struttura del racconto e le dinamiche dei fatti.
Forse sono stati usati troppo spesso i puntini di sospensione.
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Messaggio Da Molli Redigano Mar Ott 04, 2022 11:08 am

"‒ Il Treno per le nuvole, ‒ prosegue l’altoparlante ‒ un nome antico di duemila anni, che risale alla prima realizzazione della linea ferroviaria. Secondo una leggenda, intermediario tra la terra e i sogni, fusione tra terra e cielo. La tradizione trova nella realtà di oggi il suo pieno compimento. Le pareti e il tetto del vagone passeggeri, realizzati in materiale trasparente, offrono allo spettatore un’esperienza immersiva ed appagante."


Fantastico. Quanto sopra mi ha convinto subito ad andare sul "treno per le nuvole". 


Il testo è scritto bene, si legge altrettanto bene, senza intoppi. Ho letto i commenti di chi mi ha preceduto e sono andato a vedere la lunghezza del racconto: poco più di diecimila battute. Ebbene, senza voler ripetere quanto già detto, questa bella storia avrebbe meritato di più con altre ottomila battute a disposizione.


Detto questo, resta un bel racconto, con una serie di spunti di notevole fantasia, a cominciare proprio dal treno. Non mi aspettavo una così macabra attrazione, da come è stato presentato (vedi sopra) l'avevo percepita come un'attrazione per famiglie. Vabbè...


Notevole secondo me il personaggio del Viaggiatore. Che sta in cantina poi. Cioè tu passi da una dimensione futura e distopica ad un'altra altrettanto distopica. Che so, passo dal "mondo reale" al paradiso o all'inferno. No, finisco in cantina. Una roba bellissima.  
Non mi è chiaro, devo essere sincero, il passaggio in cui il Viaggiatore salva il Boia e Luz con l'elicottero. O forse l'azione è troppo repentina e non ho capito io. Lo rileggerò.


Luz, bellissimo nome. E infatti le tenebre scompaiono.


Grazie

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Messaggio Da SCM Mar Ott 04, 2022 6:47 pm

Ciao autore/autrice,

presentare il treno come un "circo massimo" per "divertire" persone senza scrupoli né etica è
stato, secondo me un bel coup de théâtre. Un futuro oscuro sovvertito dall'amore di un padre per la figlia, nonostante e, forse grazie, il suo passato.


Un futuro distopico e per niente augurabile alle future generazioni, contenente però ancora germogli di grazia e buoni sentimenti.


Forse il finale un po' troppo accelerato rispetto al ritmo del resto del racconto.

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Messaggio Da M. Mark o'Knee Mer Ott 05, 2022 2:49 pm

Racconto interessante, soprattutto per l'ambientazione - un po' fantasy, un po' cyberpunk - da "provincia dell'impero".
Da quello che si evince, quel periodo del IV millennio sembra governato da una tirannia simil-talebana, dove anche amare un fiore espone alla pena capitale. Pena che, in pieno stile "panem et circenses" viene eseguita su un treno che già di per sé è un'attrazione.
L'andamento è giustamente concitato, ricco di scene d'azione che il genere richiede; il tutto però a scapito di un maggior approfondimento dei temi (se ne toccano parecchi nel testo: antropologici, politici, sociali...) e di una maggiore caratterizzazione dei personaggi.
Il terzetto Boia / Viaggiatore / Luz (a proposito, bellissima scelta quella del nome della ragazza: Luz Escondita, i.e. Luce Nascosta), il terzetto, dicevo, avrebbe bisogno di qualche pennellata in più, di maggior respiro, e invece accade che le rivelazioni più importanti arrivano sull'onda di dialoghi piuttosto frettolosi, incalzanti, che non lasciano il tempo di assimilare le informazioni né ai personaggi né tantomeno al lettore.
Direi che è proprio una certa superficialità il limite di questo lavoro, altrimenti accattivante, coinvolgente e quasi privo di imperfezioni.
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Messaggio Da ImaGiraffe Gio Ott 06, 2022 12:01 pm

Un racconto che lascia senza fiato.
Sono due giorni che dico che un racconto d'azione deve essere dinamico. Beh! da questo punto di vista il tuo è iperattivo. È questo il suo peggior difetto. 
va tutto troppo veloce va bene l'azione ma potevi fare respirare il lettore e magari spiegare meglio alcune cose. 
Quando il racconto è ambientato in un futuro del genere mi piacerebbe che tutto fosse un pochino più comprensibile anche perché poi mi faccio mille domande. 
Quando mi faccio mille domande può essere un bene o un male. 
Nel tuo caso è un bene perché mi incuriosisci. Quello che scrivi mi interessa, stuzzica la mia fantasia ma alla fine mi trovo senza fiato e frastornato. 
la trama è molto valida e si percepisce un substrato molto fertile ma purtroppo in questa forma è uscito penalizzato. 
In conclusione apprezzo l'idea ti faccio i complimenti ma purtroppo il giudizio non può essere eccellente. 
Grazie.

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Un caloroso benvenuto alle persone giunte fino a noi dal futuro. 

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Messaggio Da Antonio Borghesi Gio Ott 06, 2022 4:35 pm

Per qualcuno come me che ha sempre usato la logica nel suo lavoro ho trovato abbastanza difficile il seguirti. Non è che non mi sia piaciuto. Questo non è vero però mi è sembrata quasi una favola (fantasy) nella quale tutto può accadere. Mi son chiesto: ma quanti ne uccide il Boia e nessuno che riesca a uccidere lui? Va bene che  sima ne iv millennio ma tutto sembra anche odierno (l'elicottero). Poi mi sono adattato e l'ho trovato simpatico, ben costruito, con la velocità giusta per l'azione dell'azione.
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Messaggio Da FedericoChiesa Gio Ott 06, 2022 7:09 pm

Non c’è dubbio che sia un racconto d’azione: di azione ce n’è.
Però questo non è il mio genere, sono troppo logico (e non è un pregio ma un mio limite) per cui faccio fatica ad apprezzare “un luogo all’incrocio tra i mondi e le dimensioni della realtà”. Oltretutto qualche indicazione in più sul contesto della storia, per capire come mai molte cose accadono, avrebbe aiutato e non poco a seguire il racconto.
Comunque ne riconosco i meriti: originale, sorprendente, incalzante e ben scritto.

P.S. Non amo i racconti nel futuro in cui ci sono navicelle gravitazionali o laser catodici, ma qui c’è un treno, un elicottero, una pistola. Fra duemila anni sarà ancora davvero così?
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Messaggio Da paluca66 Gio Ott 06, 2022 10:41 pm

Errori / refusi non ce ne sono, complimenti!
Proprio per fare il super pignolo ti segnalo solo una "d" eufonica all'inizio:
offrono allo spettatore un’esperienza immersiva ed appagante
Paletti: ci sono e sono ben inseriti nella trama anche se la cantina è un atto di fiducia e la figura della fioraia meritava senza dubbio qualche spiegazione in più (ma, comunque, c'era già il boia).
L'italiano è molto buono, quasi ottimo, si legge senza intoppi, con facilità, decisamente scorrevole nonostante la frenesia di alcuni passaggi funzionali al genere "azione".
L'idea è molto bella e proprio per questo, secondo me, avrebbe meritato più spazio, più respiro; forse l'idea è arrivata tardi r e non hai avuto molto tempo per metterla su "carta" ma tante cose sono accennate e abbandonate (la più importante sicuramente il perché questo accanimento contro i fiori), ci sono tra le righe tante metafore che vogliono dire qualcosa al lettore ma non riescono a raggiungerlo.
Mi verrebbe da dare un bel 10 alle intenzioni ma un 6 all'esecuzione.
Questo è uno di quei racconti che meriterebbero di essere ripresi e riscritti con maggiore calma sviluppandone le enormi potenzialità.

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Messaggio Da Byron.RN Sab Ott 08, 2022 11:48 am

Questo è uno di quei racconti dove l'idea non viene sostenuta dalla realizzazione.
L'idea che le esecuzioni capitali vengano eseguite a quel modo, con gli spettatori morbosi che possano assistere a quello che viene rappresentato come uno spettacolo, in quella location suggestiva, bé, è splendida.
Poi però la narrazione si fa troppo veloce e sincopata.
Non si ha il tempo per riflettere sugli eventi, per sviluppare una propria idea dell'universo che ci mostri, per dare una risposta a tutte le domande che inevitabilmente sorgono quando ci si confronta con un nuovo mondo.
Anche a fine lettura si è così frastornati che è difficile dipanare la matassa è dare un senso esaustivo a tutto quanto.
Il problema principale però a mio avviso sono i personaggi.
Sopraffatti dagli eventi devono agire e farlo in fretta, senza che riesca a scaturire la loro essenza più vera.
È come se restassero lì sullo sfondo, ma non rimangono impressi, non emergono, involontariamente assumono lo spessore di comprimari, di comparse, non di protagonisti. Rimane la sensazione che siano solo abbozzati.
Soprattutto il Viaggiatore, personaggio pieno di mistero, che fa sorgere troppe domande che rimangono inevase.
Chi è davvero? Qual è il suo compito?
Insomma, una grandissima idea che avrebbe avuto bisogno di uno svolgimento più armonioso e cerebrale, un pelo più rilassato.
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Messaggio Da Susanna Dom Ott 09, 2022 10:39 pm

Parto come sempre dal titolo: incuriosisce ed è davvero indovinato
Personaggi e luogo ben delineati, così come la stanza ha un suo ruolo molto particolare: un luogo dove trovare l’appiglio per spezzare catene, immaginato tra il mistico e il molto umano.
Mi è piaciuto il richiamo al passato, non poi tanto passato purtroppo dati i tempi oscuri che stiamo attraversando, a quando le esecuzioni erano “spettacolo” per il popolo (oggi quasi on demand): la gente andava sulle piazze ad assistere alle esecuzioni, c’erano anche i palchi d’onore e i corpi erano sovente lasciati per giorni a monito. In questo racconto agli spettatori viene anche offerto un viaggio in un posto bellissimo, ultima visione del condannato, con la possibilità addirittura di toccarlo.
Anche il boia richiama quello del passato: rappresentati con un cappuccio che ne celasse l’identità, esercitavano una professione tramandata spesso in famiglia; di sicuro non una professione da sbandierare e che aveva i suoi lati oscuri, non ultimo – piccola digressione (ho fatto i compiti) - quello di non poter essere sepolti in terra consacrata in quanto, seppur per professione, erano considerati dalla Chiesa assassini.
Era un lavoro, sporco, ma come si dice: “Qualcuno deve pur farlo, il lavoro sporco.”
Il Boia non ha nome. È chi sono e quello che sono. Molto bella questa frase.
Del futuro in cui è ambientato poco viene detto, se non che c’è crudeltà, tanto che anche coltivare fiori è reato.
Il genere “azione” è centrato, pur se la capillare descrizione di ogni gesto compiuto dai protagonisti in alcuni punti mi ha fatto perdere la concentrazione, nonostante la buona tensione creata.
Essendo un racconto breve, il genere avrebbe funzionato anche lasciando al lettore qualcosa da immaginare.
Ma c’è una sorta di incompletezza: la mia impressione, anche a una seconda lettura più ponderata, è quella di essere andata che so, su un ottovolante ed essere arrivata al fine corsa all’improvviso, quando ancora mi aspettavo qualcosa di adrenalinico.
Il finale, coi personaggi che si scoprono, è quasi affrettato, mi sarei aspettata un minimo dei ragionamenti interiori del padre, affidati sinteticamente a poche frasi.
E qui il ruolo del Viaggiatore, come sostegno di un momento intenso, sarebbe stato davvero indovinato

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Messaggio Da Danilo Nucci Lun Ott 10, 2022 10:17 pm

Bel titolo, tanto per cominciare.
È un bel racconto, ricco di fantasia e colpi di scena, certamente d’azione. Stavolta il boia è un vero boia e non un titolo usurpato da un criminale nazista. Di solito non amo molto i racconti sul futuro così lontano ma in questo caso faccio un’eccezione. Oltre che essere scritto molto bene, la ragione del mio gradimento penso che sia dovuto anche al fatto che, a ben guardare, hai usato immagini tutto sommato molto contemporanee. A pensarci bene non riesco a immaginare un quarto millennio con il boia, il capestro, bende e disinfettanti, lampadine che illuminano la cantina, boia- sostituto che arriva in elicottero. Forse nemmeno tu ne eri pienamente convinto, visto che hai tenuto a precisare che sono passati circa 2000 anni dalla costruzione del treno. Senza quella precisazione non sarei mai riuscito a collocare il racconto nel tempo.
Ho storto un po’ il naso, sempre per gusti personali, su queste frasi che non sono certo di aver compreso bene:
‒ Questo è un luogo all’incrocio tra i mondi e le dimensioni della realtà. Non tutti possono arrivarci. Molti ci riescono con facilità, altri no. La prima volta, spesso, avviene all’improvviso, in situazione di necessità.
‒ Il passaggio è una combinazione di energia, necessità e desiderio, unica per ognuno, unica ogni volta. Se sei arrivato, sei anche in grado di tornare…
Queste poche osservazioni non mettono comunque in discussione le qualità del tuo racconto. Complimenti.

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Messaggio Da ceo Mar Ott 11, 2022 2:27 pm

L'incipit coinvolge fin dall'inizio, e cala senza fronzoli il lettore in una realtà brutale e molto fantasiosa. I periodi brevi e brevissimi, con la quasi assenza delle subordinate, conferiscono alla narrazione un ritmo serrato che ben si confà al mandato: azione, e ce n'è parecchia. Bello il colpo di scena che spiega le motivazioni del boia, non me l'aspettavo. La parte che ho gradito meno è stata quella della cantina, un po' ficcata dentro a forza. Comunque ci sta nel complesso dell'invenzione, del contesto fantastico.

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Messaggio Da Marcog Mer Ott 12, 2022 4:52 pm

Il mese scorso ho viaggiato sulle carrozze panoramiche del trenino rosso del Bernina, e l'inizio del tuo racconto me le ha ricordate, in una veste ben differente. Nel mio viaggio nella natura, di orribile, c'erano i ghiacciai, ormai ritirati sulle cime delle montagne. Nel tuo viaggio, la natura umana in preda ad istinti primordiali.
Premetto che il racconto mi è piaciuto e l'ho letto volentieri, ben scritto e con una bella idea di fondo. Forse non azzeccatissimo il riferimento ad oggetti attuali, senza accenni futuristici. Lo spazio "parallelo" della cantina col Viaggiatore è un pò forzato, strano. Come pure il salvataggio finale dovuto, intuisco, alla verifica del DNA (diremmo oggi) da parte del Viaggiatore, tra Boia e Luz. Giustiziere? Controllore? O alla fine si tratta di un videogioco? Complimenti e grazie!
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Messaggio Da Resdei Mer Ott 12, 2022 6:07 pm

Ciao.
già il titolo è fantastico. Proprio bello, come tutta la storia, del resto. 
Un racconto d’azione credo si debba leggere con il fiato sospeso 
ed effettivamente, per me, è stato così. 
Oltre al ritmo perfetto ho trovato la storia molto bella, con un messaggio forte, di rinascita 
Sono le nostre scelte che possono modificare il nostro destino. 

insomma mi ritengo più che soddisfatta e posso farti solo molti complimenti.

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Messaggio Da Arianna 2016 Dom Ott 16, 2022 5:24 pm

In questo racconto ci sono tematiche che sento mie e che quindi mi prendono: la crudeltà di tutte le epoche, coloro che – in modi diversi – a questa crudeltà resistono, l’idea della capacità – che non è di tutti – di viaggiare tra dimensioni diverse (che siano metaforiche o psichiche); infine, la speranza e il salvarsi reciproco.
Non mi appartiene invece il genere d’azione, sia nei film che nella narrativa, ma qui il genere era richiesto, e in effetti di azione ne hai messa, forse anche un po’ troppa, rispetto alla velocità di assorbimento delle informazioni dei lettori.
Ne terrai conto per un’altra volta.
Nel complesso il racconto mi piace e mi ha dato delle emozioni.
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Messaggio Da Midgardsormr Mar Ott 18, 2022 6:35 pm

Ciao autore.

Un ottimo racconto, che amalgama bene il genere azione.com qualche messaggio che dovrebbe fare pensare.
Mi ricorda i videogiochi di Hideo Kojima, dove ogni singola azione serve a ricordare qualcosa di più ampio.
Il timing del genere azione mi pare perfetto, non forzato. Tutto arriva alla conclusione con il giusto respiro, veloce ma non affannato.
Titolo perfetto.
Di refusi non ne ho trovati da segnalarti e la grammatica rasenta la perfezione.

Forse anche a te, come a molti, servirebbero un milione di caratteri per mettere giù la storia completa, ma in quelli che hai avuto a disposizione hai dato prova di avere il dono della brevità.

Complimenti e a rileggerci.

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Messaggio Da tommybe Mar Ott 18, 2022 11:03 pm

Sto pensando a una mia vecchia amica che faceva giardini in città. Sceglieva i tratti più sporchi e dimenticati e ci faceva crescere erba e fiori. Nel tuo racconto una donna simile la condanni a morte, poi con un gesto di generosità qualcuno le spara in testa. E la  violenza più forte è uccidere solo perché si amano i fiori. Pazzesco e reale, sono convinto che si arriverà pure a questo in un lontanissimo futuro. Per ora i cattivi si accontentano di uccidere chi ama e basta, non sono particolarmente selettivi.
Dovrò fare alzare qualcuno dalla sedia, il tuo racconto merita lo switch. Non so se l'ho scritto bene, ma ci siamo capiti.
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Messaggio Da Mac Mer Ott 19, 2022 7:57 am

Bella scrittura, bella storia, bella penna.
Egoisticamente avrei voluto che durasse di più. Sono un po’ arrabbiata con te, avevi ancora tanto spazio per deliziarmi con questa storia originale e ben costruita. Avrei voluto conoscere meglio questi personaggi, diventare loro amica.
Ecco questo ti rimprovero, per il resto bello tutto, azzeccato il titolo, i paletti ben inseriti.
Complimenti, ma facci sapere di più!
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Messaggio Da Fante Scelto Gio Ott 20, 2022 12:56 pm

Credo che, tra tutti i racconti letti finora, questo sia quello che dovrebbe essere di più nelle mie corde: per come è scritto, per le tematiche, per l'azione serrata.
Eppure non mi convince.
Ci sono aspetti in un po' tutti gli ambiti citati che mi lasciano insoddisfatto o non pienamente soddisfatto. Sono severo, lo so.

L'azione.
Hai reso bene la forma, con le frasi secche, al presente, cadenzate come proiettili. Occhio alle ripetizioni però, non tutte risultano funzionali. Hai reso meno bene il contenuto, cioè lo svolgimento dell'azione stessa.
Era difficile, va detto, perché una sparatoria con così tanti partecipanti è già complessa da matti; in più l'ambientazione, su un treno futuristico in mezzo alle nuvole. Difficile da immaginare, da visualizzare, tutto assieme. E visualizzare, per la scrittura d'azione, è fondamentale.
Nel leggere questa azione serrata, con annessi attori e treno, mi sono perso più volte.
Anche il realismo, per me fondamentale in ogni contesto, sfida la logica in più di un passaggio (ma qui è colpa dei film d'azione di Hollywood, che di questo in genere soffrono molto).
Ribadisco, era comunque difficilissimo fare bene un pezzo così complesso.

La trama.
Purtroppo mancano tante informazioni, tante contestualizzazioni di questo mondo distopico, anche solo accenni che aiutino a calarsi nell'immaginazione. Invece sappiamo poco o nulla, possiamo solo dedurre.
Ancora più dolente la parte fantasy, la dimensione alternativa, che entra nella storia come un corpo estraneo, funzionale ma assieme scollegato dal contesto. Grandi valori, temi emotivi, spezzare le catene, cambiare il corso delle cose: non riesco ad apprezzarli se non in contesti ad hoc.
Il Viaggiatore compare due volte come deus ex machina, provvidenziale e salvatore totale di una situazione altrimenti senza speranza. Un po' artificioso.

Lo hanno già rilevato altri, ma effettivamente i personaggi non emergono, non hanno spessore.
Ci può stare in un racconto breve ma, se davvero non hai usato che metà dei caratteri disponibili, allora aaaaargh, si poteva fare di più!

Infine, vado controcorrente, ma a me il nome Luz proprio non piace, come qualsiasi cosa che includa la del tutto (per me) impronunciabile Z spagnola.
 lol!

Ah, no, aspetta, c'è un altro "infine": il titolo.
Bellissimo, evocativo, potente. Ma l'ho trovato del tutto slegato dal contenuto del racconto.

In definitiva, ti faccio i complimenti per esserti lanciato in una cosa così complessa e difficile, per l'idea di fondo, molto buona.
La realizzazione però non mi ha convinto del tutto.
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Messaggio Da Asbottino Dom Ott 23, 2022 11:26 am

Azione doveva essere e azione è. Solo quella però. Il difetto che vedo qui è che il paletto del genere al solito si è preso tutta l'attenzione dell'autore. La cantina non c'è. Quello che c'è è un luogo all'incrocio tra le dimensioni dei mondi e della realtà, o qualcosa del genere, travestito da cantina. E come luogo di passaggio viene usato per l'unico momento di stasi della tua storia, momento che forse potevi sfruttare meglio, dandogli più spazio. Era l'occasione per renderlo più stanza e meno una semplice spunta in una lista di paletti. Era l'occasione per dare più spessore ai tuoi personaggi: il Boia e il Viaggiatore. Due archetipi piuttosto che due persone. E Per Luz è forse lo stesso.
Di buono c'è che il racconto è scritto davvero bene. Azione doveva essere e azione è stata. gestita in modo secco, badando a ridurre tutto il resto ai minimi termini.
L'ambientazione è nel futuro, anche se certe scelte alla fine danno al lettore più l'idea di un luogo fuori dal tempo. Sospeso. Sicuramente è una cosa voluta. Il fatto che tu abbia scelto il treno delle nuvole non è causale. La storia poteva avere mille ambientazioni diverse, in fondo.
Nel complesso il giudizio è positivo, per quanto riguarda la qualità della scrittura e il ritmo dell'azione, ma per le scelte narrative e soprattutto per una cantina che non assomiglia nemmeno a una stanza, e che ha troppo poco spazio in un contest che dovrebbe metterla al centro della storia, no.

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Messaggio Da Akimizu Lun Ott 24, 2022 12:13 am

Ciao autore, discreta prova la tua, ma sinceramente non mi ha preso. Cioè, è scritta bene e tutto, anche se più aria, inserendo qualche passaggio in pianura, avrebbe giovato al ritmo del racconto, nel senso, se corri per tutto il tempo alla fine uno che legge si abitua , è assuefatto, e si perde di dinamicità.
Quello che mi ha lasciato un po' perplesso è però altro, ovvero alcune scelte d'intreccio. Insomma, quando il viaggiatore è cicciato fuori dal nulla in elicottero sono rimasto di sasso. Ma perché? Da dove? Come? Un Deus ex machina decisamente forzato. Insomma, capisco il fantastico, ma anche lui deve avere una logica. Per non parlare della cantina all'incrocio ect che di certo non è una cantina, insomma, chiamarla così non risolve il problema. Al "ti fidi di me" poi ho davvero storto la bocca, perché inserire citazioni ti teletrasporta immediatamente fuori dal racconto e in un nanosecondo mi sono ritrovato sul Titanic.
In conclusione quindi non posso certo bocciare il testo, che ha degli aspetti positivi evidenti, ma ci sono davvero troppe cose che non mi hanno convinto. A rileggerci!
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Messaggio Da CharAznable Lun Ott 24, 2022 9:34 am

Il titolo è fenomenale. Il migliore di questo step. Il racconto è interessante, ben scritto. L'idea molto particolare. La lettura piacevole. Azione ce n'è in abbondanza, però la storia mi lascia un che di strano. Ammetto che non è un genere che mastico molto, però ha dei passaggi abbozzati, molto veloci (il ruolo della cantina su tutto, che compare così dal nulla all'imporvviso) che mi spiazzano e mi lasciano un po' perplesso.
Nel complesso comunque un buon lavoro.
Complimenti.
Grazie

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Messaggio Da Achillu Mar Ott 25, 2022 4:18 pm

Ciao Aut-

Il treno è "a nuvole" (in contrasto a "treno a vapore") non "per le nuvole". Comunque interessante proposta, diversa da chi ha suggerito "delle nuvole".
Il genere è azione, ambientato in un futuro distopico ma anche fantasy, perché non so in che altro modo chiamare la dimensione alternativa.
Mi è piaciuto molto il modo in cui riesci a raccontare la distopia semplicemente raccontando la scena, senza necessità di spiegoni se non l'unico, indispensabile per inquadrare l'epoca nel IV millennio.
Più goffa invece l'introduzione della dimensione alternativa, dove c'è poco di mostrato ed è quasi tutto raccontato dal Viaggiatore.
Molto bene lo svolgimento della trama, soprattutto il punto con il Boia che prova e fallisce. Questa è una vera chicca, difficile trovarla in un racconto breve.
Il finale l'ho trovato un po' confuso, ho dovuto rileggere segnando attentamente chi dice cosa e a chi; solo così mi si è dipanato.
Il Boia è essenziale, il treno a nuvole è un patibolo piuttosto singolare, il IV millennio c'è ma non particolarmente essenziale, anzi a parte la forca tutto avviene con armi e strumenti simili al nostro secolo.

Grazie e alla prossima.


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