Different Tales
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi click o accedi per continuare.
Ultimi argomenti attivi
» Banco
Florilegium EmptyOggi alle 4:41 pm Da tommybe

» Per Tommy
Florilegium EmptyOggi alle 9:51 am Da Arunachala

» PROROGA
Florilegium EmptyIeri alle 4:22 pm Da Susanna

» Different Rooms 10 - La Cucina - Parametri e Paletti
Florilegium EmptyIeri alle 8:31 am Da Susanna

» Like a rolling stone for Tommasino
Florilegium EmptyLun Nov 28, 2022 12:46 pm Da Arunachala

» Petit Curie
Florilegium EmptyLun Nov 28, 2022 7:39 am Da Petunia

» Le AI del 100x100
Florilegium EmptyLun Nov 28, 2022 7:36 am Da Danilo Nucci

» La 25esima ora - Belleville Scuola di Scrittura
Florilegium EmptyGio Nov 24, 2022 6:53 pm Da Arianna 2016

» auguri Migdar
Florilegium EmptyMer Nov 23, 2022 10:10 pm Da paluca66

EVENTI DT
COMING SOON

I Parametri del decimo step... e ce ne saranno delle belle!

Florilegium

+21
Asbottino
Achillu
Mac
FedericoChiesa
Susanna
SCM
M. Mark o'Knee
paluca66
Resdei
tommybe
CharAznable
ImaGiraffe
Arianna 2016
Fante Scelto
Antonio Borghesi
Byron.RN
Danilo Nucci
Akimizu
Petunia
Molli Redigano
Different Staff
25 partecipanti

Andare in basso

Florilegium Empty Florilegium

Messaggio Da Different Staff Lun Ott 03, 2022 11:39 am

«Ho visto qualcosa nell’erba.» disse Aroa figlia di Ibai.
Erano sull’isola al centro del fiume, nel punto più vicino alla riva opposta. Sapevano entrambi che, in quel periodo, era proibito per loro mettere piede lì. Fin dagli albori della civiltà quell’oasi era stata la linea di confine del loro territorio. Il capo tribù sosteneva che Ehsir avesse il domino sull’isola solo per una parte dell’anno mentre i suoi arcani fratelli controllavano quel luogo per il resto dell’anno.
Era così da sempre.
Un fruscio. Uno spostamento.
«Padre, c’è qualcuno al di là del fiume. Dobbiamo andare via. Subito.»
«Aroa, sei troppo agitata. Finisco con questi fiori e poi andiamo. Che Ehsir mi fulmini se non dico il vero.»
Continuò così a cogliere la pianta, stando attento a non rovinare le radici; ma, quando posò lo sguardo sulla figlia e la vide pietrificata dal terrore, si voltò: questa volta lo vide anche lui.
«Aroa, non ti muovere. Al mio grido, corri verso l’ara grande e nasconditi dietro il masso. Non temere. Una volta raggiunta la zattera l’isola ci farà da protezione. Chiaro?»
«E… E gli arbusti?»
«Non temere. Li lasceremo alla pietra. Tornerò io a prenderli questa notte. Fidati di me.»
Aroa non era più convinta di nulla. Seguiva Ibai ovunque andasse da quando erano rimasti soli. Amava i fiori e le piante tanto quanto lui, ma era sempre stata lei la più accorta.
Ibai invece, avventato e irresponsabile, era ben accetto dalla tribù solo perché aveva l’abilità di far crescere piante e fiori. Le offerte di Ibai non mancavano mai di appagare l’entità suprema Ehsir. L’uomo, però, era tutt’altro che devoto.
Quella mattina aveva trascinato la povera Aroa lì sull’isola contesa: aveva notato che crescevano degli arbusti con dei fiori mai visti nel periodo dell’anno in cui la loro tribù aveva accesso all’isola per i riti.
La ragazza cercava di riprendere il controllo, quando vide Ibai sorriderle per l’ultima volta prima di accasciarsi a terra.
Sulla schiena, all’altezza del collo, c’era qualcosa che assomigliava all’ago di un pino, ma più duro e lucente; era attaccato a una piuma e dalla ferita scorreva una goccia di sangue.
Aroa impallidì. Provò a strattonare il padre, ma il suo corpo era rigido. Stava per inginocchiarsi, quando sentì un sibilo poco distante. Un altro di quegli aghi.
Senza pensarci, iniziò a correre verso la zattera. Attraversò l’ara grande e, quando vide il grande masso spoglio, il suo cuore andò in pezzi. Nessuno avrebbe più riempito quel grande masso di fiori.
Raggiunse la zattera e vi si gettò sopra.
Riprese fiato e, solo in quel momento, udì le grida venire dalla sponda dove aveva visto quella figura.
Continuava a piangere, ma era decisa a lasciare l’isola e chiedere aiuto; si rese conto però di non saper manovrare la zattera.
Il fiume placido non sembrava una minaccia, ma aveva scoperto sulla sua pelle quanto i mulinelli e il fondale fangoso fossero difficili da gestire. Più di una persona era stata trovata morta sulle rive del fiume, nel pantano.
Solo pochi uomini esperti erano in grado di governare le zattere servendosi di lunghe aste.
Aroa l’afferrò. Pesava tantissimo, ma riuscì a infilarla nell’acqua. Con tutte le sue forze, provò a spostare la zattera dalla riva, ma l’asta scivolava sul fondale fangoso facendole perdere l’equilibrio.
A fatica la riportò sulla zattera, determinata a conficcarla meglio nel fango; ma, con il secondo tentativo, le sfuggì dalle mani. La vide affondare nel fango in fretta.
Si voltò alla ricerca della seconda asta, ma non la trovò. Ibai, incosciente come al solito, non ne portava mai un’altra.
Aroa maledisse il padre e poi, esausta e sopraffatta, si afflosciò sui tronchi in attesa del suo destino. Si rannicchiò e pianse fino ad addormentarsi.
A risvegliarla fu un rumore proveniente dal fiume. Si sollevò, ma non vide nulla dalla sponda in cui si trovava il suo villaggio.
Come uno strano presagio di sventura, sentì una folata di vento ululare in direzione dell’ara grande. Volse le orecchie in quella direzione e udì, distintamente, delle voci estranee. Gli altri erano arrivati sull’isola a festeggiare e reclamare il loro trofeo: il corpo di Ibai.
Mossa da una furia irrefrenabile, scese dalla zattera e corse a perdifiato lungo la riva. Se fosse riuscita a rubare la loro imbarcazione avrebbe avuto una possibilità di salvezza.
L’isola era piccola e raggiunse la meta in pochissimo tempo. Sentiva ancora quelle voci che sembravano sbeffeggiarla. Avrebbe voluto battersi, per vendicare il padre, ma il ricordo degli strani aghi piumati la fece desistere.
La canoa galleggiava a poca distanza dalla riva.
«Sia lodato Ehsir!» bisbigliò, mentre si affrettava a entrare nel fiume.
L’acqua era gelata, ma in quel momento il corpo di Aroa sembrava insensibile, come protetto da una misteriosa forza.
Raggiunse la canoa che l’acqua le arrivava ormai all’ombelico. Tentò di sollevarsi per entrare, ma la sacca la zavorrava tanto era piena di arbusti, fiori e terra. Ibai sosteneva che raccogliere, insieme ai fiori, la terra in cui erano cresciuti, fosse il suo segreto per riuscire a coltivarli. Anche se l’istinto le suggeriva di lasciarla lì, Aroa non se la sentì di abbandonarla; era l’ultimo ricordo del padre: non se ne sarebbe separata così facilmente.
Decise all’istante di rimanere aggrappata alla canoa e lasciarla andare nel fiume. Avrebbe corso il rischio di rimanere impantanata, ma in quella situazione sembrava la scelta migliore. Strattonò con forza la canoa. Non si mosse. Una liana manteneva l’imbarcazione ben salda alla riva.
Un solo istante di incertezza e paura, poi la sua mente tornò alla sacca. Quella mattina, prima di partire, il padre le aveva dato una delle sue pietre aguzze per lavorare.
In fretta affondò la mano nella sacca e la trovò sul fondo. Era il pezzo preferito di Ibai. Aveva perso molte giornate di lavoro per renderla affilata, colpendola con un’altra pietra.
Aroa sfregò finché il braccio non le fece male e alla fine, con una grande spinta, riuscì a liberare la canoa.
«Grazie Ehsir.» sussurrò mentre si allontanava dalla riva trascinata dalla forza del fiume.
Aveva appena superato la punta dell’isola, diretta verso la sua sponda, quando percepì la volontà del fiume di respingerla verso la riva opposta. Più tentava di raggiungere la meta, più la canoa la riportava verso la riva da cui si voleva allontanare.
Ormai senza fiato e con le gambe indolenzite si lasciò trascinare fino a incagliarsi tra i rami di un albero che toccavano l’acqua.
Si era appena arenata in territorio nemico.
Non sapeva nulla di quella gente. Il capo tribù diceva solo che erano protetti da molteplici entità che, durante la notte, si manifestavano sotto forma di luci e suoni spaventosi.
Doveva fuggire da quel luogo e nascondersi.
Si riposò il tempo di riprendere fiato, poi iniziò a correre.
Costeggiava il fiume nella speranza di trovare un punto in cui attraversare ma, pur essendo vigile e svelta, non riuscì ad avvistare in tempo il ragazzo acquattato nell’erba alta.
Caddero rovinosamente l’uno sull’altro. Ebbero il tempo di guardarsi un solo istante, poi lui urlò a pieni polmoni nella lingua sconosciuta. Aroa gli si lanciò contro per tentare di zittirlo, ma il ragazzo era più forte. Pensò di usare il coltello di pietra, ma vide con terrore che la sua sacca, nello scontro, si era rotta e giaceva poco più in là.
Il ragazzo approfittò di quella distrazione e le bloccò le gambe, mentre con un braccio tentava di afferrare un lungo oggetto che portava attaccato alla schiena. Fu in quel momento che Aroa vide alla sua cintura appesi gli aghi piumati.
Era lui che aveva ucciso suo padre.
Spinta da una forza inaudita, si divincolò dalla presa, nello stesso modo in cui il padre le aveva insegnato, e gli assestò un calcio; poi si allontanò verso gli alberi.
Se fosse rimasta lungo il fiume sarebbe stata troppo esposta.
Non sapeva dove andare e a ogni albero svoltava di qua o di là come un animale braccato.
Per sua fortuna scorse una capanna e, svelta, si nascose dietro un albero.
Pregò intensamente Ehsir con gli occhi fissi su quella strana costruzione.
Ben piantata sul terreno, non svettava su dei pali come quelle del suo villaggio. Anzi, la base della capanna era stabile e ricoperta di solide pietre, mentre la parte superiore, in legno, svettava verso l’alto per terminare con un tetto a punta.
Aroa non poteva rischiare di farsi trovare lì fuori allo scoperto; dunque, senza aspettare ulteriormente, si avvicinò.
L’entrata non era aperta: delle assi la proteggevano dalle incursioni esterne. Provò a spingerle con forza, ma non successe nulla. Allora afferrò quella strana mela di legno e la tirò a sé; niente, quelle assi erano maledette.
«Ehsir, aiutami.» disse, cercando di controllare il respiro.
Prese nuovamente la mela di legno e questa volta scoprì che, ruotandola, le assi si aprivano verso l’interno.
Entrò nella capanna e riportò le assi al loro posto. Afferrò i sacchi poco distanti, bloccò l’ingresso e poi, esausta, ci si lasciò cadere sopra.
L’ambiente era asciutto e ordinato, pieno di cose che conosceva, mentre altre le mettevano i brividi tanto erano strane. Solo il soffitto le ricordava qualcosa di familiare perché, appese, c’erano piante e frutta a essiccare.
Aroa si accorse di essere affamata. Afferrò e divorò delle bacche, che sapeva essere commestibili.
Mentre era intenta a mangiare, un bagliore e un ronzio si diffusero nella stanza. Provenivano da un’apertura al centro della capanna. Il bagliore non era così intenso da illuminare come un fuoco, ma donava all’ambiente un’aria spaventosa.
Scossa dai brividi, rimase a guardare in quella direzione fino a quando sentì delle voci in lontananza.
L’avevano già trovata.
Senza pensarci, si precipitò nell’apertura del terreno.
Invece di sprofondare nelle viscere della terra al cospetto di qualche entità misteriosa, come credeva, si ritrovò su dei gradini che scendevano verso il basso.
Il locale era fresco e pieno di oggetti misteriosi.
Aroa sobbalzò alla vista di un serpente che si allungava sulla parete. Indietreggiò, scoprendo di essere circondata. Nessuno però era intenzionato a morderla. In realtà, si accorse che non erano serpenti, ma delle specie di liane colorate che formavano un intreccio magico. Seguì il loro corso e notò che si arrampicavano fino al soffitto, per poi penzolare dall’alto con frutti trasparenti e duri.
Il ronzio lì sotto era più intenso e il bagliore che aveva destato il suo interesse proveniva da pietre piatte e lucenti. Alcune erano grandi e stavano dritte sulle pareti mentre altre, più piccole, erano disseminate ovunque.
Quelle cose non la spaventarono; anzi, il suo respiro si fece più regolare e la sua mente si rilassò. Come la grotta in cui il padre stipava semi e fiori, anche quel luogo emanava la stessa energia.
Girò per quella stanza piena di misteri e la sua fiducia crebbe. Sentì la protezione di Ehsir su di sé e iniziò a toccare gli oggetti. Alcuni erano freddi e duri, mentre altri erano caldi. Quelli che però le piacquero maggiormente erano quelli che non brillavano.
Una volta aperti davano l’impressione di essere come le foglie cadute quando vengono ricoperte dalle formiche. Quelle foglie non erano sparse in giro ma erano unite insieme, e le formiche erano immobili. Aroa, affascinata, sentiva che quei simboli significavano qualcosa. Rapita dalle loro forme, voltò con cura le foglie fino a scorgere un’immagine.
Proprio come faceva la sua tribù, anche i nemici avevano trovato il modo per tramandare le loro storie.
Quel disegno raffigurava un fungo di fumo circondato da persone che scappavano mentre la terra si spaccava.
Curiosa, trovò altre immagini, ma quella che la colpì maggiormente fu quella che raffigurava delle poche persone tristi e con macchie sulla pelle, sotto un cielo tempestoso.
I colpi al piano di sopra la sorpresero così: rapita da quegli oggetti, illuminata dal bagliore e cullata dal ronzio.
Ritornata alla realtà decise di raccomandarsi a Ehsir.
«Ehsir.»
La luce aumentò per un istante.
«Ti prego Ehsir. Mandali via.»
Il bagliore si fece più intenso e un rumore alto e stridulo risuonò ovunque.
«Ehsir! Lo so che mi senti.»
Anche se i colpi e le urla erano ormai assordanti, Aroa era fiduciosa. Si gettò al suolo e invocò il suo dio con maggior intensità.
«Ehsir, io ho bisogno di te! Ehsir, io? Ehsir, io? Ehsirio… Ehsiri…o»
Un trillo.
«Ehi. Ciao. Come posso aiutarti?»
Different Staff
Different Staff
Admin
Admin

Messaggi : 441
Punti : 1272
Infamia o lode : 5
Data di iscrizione : 26.02.21

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Molli Redigano Mar Ott 04, 2022 10:41 am

Segnalo due stupidaggini:

"sosteneva che Ehsir avesse il domino"


credo fosse "dominio"




"e dalla ferita scorreva una goccia di sangue."


Una goccia che scorre? Allora non è più una goccia, ma un rivolo. L'Autore mi perdonerà la pignoleria.


Il racconto non è scritto male a mio avviso, manca forse di fluidità dovuta a un utilizzo eccessivo dei . e ; che spezzano la narrazione e gli eventi stessi come azioni o descrizioni di luoghi. Non so, forse è la mia impressione. 
I dialoghi sono ridotti al minimo, ma questo aspetto non stona in un testo di poco più di dodicimila battute. E poi, se l'Autore ha voluto così...


Nefaste conseguenze di una non precisata guerra nucleare che porta alla regressione della civiltà. Una sorta di ritorno alla preistoria ma nel futuro. Secondo me questo aspetto è ben chiaro, anche se il lettore lo comprende solo alla fine del racconto. Ora, non saprei come l'Autore avrebbe potuto fare secondo la sua idea, ma se avesse dato qualche imbeccata al lettore durante la narrazione, avrebbe reso la prima parte e la parte centrale un poco più avvincenti. Che so, il fioraio Ibai fa crescere fiori meravigliosi poiché riesce a riconoscere i terreni più contaminati dalle radiazioni. Un abominio a pensarci, lo so, ma mi sembra questo il leit motiv di ciò che ho letto.


In ultimis, quel trillo finale mi ha proprio fatto cascare le braccia. Sembra l'onnipresente Ehsir che chiama al telefono. Spero non sia davvero così.


Racconto perfettibile. Grazie

______________________________________________________
"La strada dell'eccesso porta al palazzo della saggezza." William Blake

Sensa cugnisiun Cool!
Molli Redigano
Molli Redigano
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 627
Punti : 672
Infamia o lode : 2
Data di iscrizione : 07.01.21
Età : 42
Località : Torino

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Petunia Mer Ott 05, 2022 11:24 am

Ciao autor@

Racconto fantasy. Potrebbe essere così il futuro? Chi lo sa. Quel riferimento a “Siri” mi porta subito nell’oggi e mi destabilizza. Perché quel finale? Non mi soddisfa affatto.
La cantina è marginale. I personaggi non mi sembrano indagati a sufficienza. C’è solo un buon lavoro per quanto riguarda le scene di azioni ma mi è mancato quasi del tutto il pathos. 
Il fatto di chiamare il padre a volte in modo quasi asettico utilizzando il nome e a volte chiamandolo padre mi ha confusa. 
Tutto sembra essere sommerso nella fantasia e poco emerge della situazione. Non sono riuscita a visualizzare adeguatamente il luogo, non nella parte iniziale conoscendo il posto, ma nel prosieguo.
Mi sfuggono le ragioni di tanta concitazione e la motivazione profonda per l’assassinio. 
Non ne faccio un problema di scrittura, in realtà il testo è scorrevole ma proprio non sono stata catturata dalla storia né mi sono sentita trasportata nel futuro come mi sarei aspettata.

______________________________________________________
“Sono le onde a impedire che i mari siano semplicemente delle enormi pozzanghere”


(Daniel Foster Wallace)
Petunia
Petunia
Moderatore
Moderatore

Messaggi : 1642
Punti : 1786
Infamia o lode : 20
Data di iscrizione : 07.01.21
Età : 59
Località : Prato

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Akimizu Mer Ott 05, 2022 7:40 pm

Ciao autore, grazie per la piacevole lettura. Sarò onesto, il genere è nelle mie corde, un bel post-apocalittico misterioso e oscuro, e quindi l'ho seguito con piacere, ma le ultime due righe proprio no, non te le perdono. All'inizio sono rimasto perplesso, ho riletto, cercato di capire, poi lo ammetto, ho dato una sbirciata ai commenti e Petunia mi ha chiarito che probabilmente si tratta di un gioco di parole con Siri. E quindi? Alla fine ci ho visto la fine di incubo, tipo, la protagonista delira, Siri la sente, si attiva e lei si sveglia. Ci sta, per carità, ma le premesse che hai costruito meritavano ben altro finale. Non so, non sapevi come concludere? Sembra veramente buttato là.
Ottima l'ambientazione, che mi ha ricordato il videogioco Orizon, così come il nome della protagonista Aroa ricorda quello di Aloy, la protagonista del suddetto videogioco. Citazione voluta o caso? Lo saprò a fine step. Curiosa e azzeccata la scelta di lasciare un residuo di tecnologia solo a una delle due popolazioni superstiti, avrebbe potuto aprire decine di vie di sviluppo interessanti, oltre a essere un ottimo espediente per non cadere in infodump e spiegoni, frequenti in questo genere di racconti. La scrittura e lo stile mi sono piaciuti, sicuri, corretti e con la gestione del ritmo perfetti.
Tirando le conclusioni quindi ti faccio i miei complimenti, ma non posso darti un voto pieno per via del finale completamente fuori dai miei gusti.
Un abbraccio, a rileggerci!
Akimizu
Akimizu
Padawan
Padawan

Messaggi : 496
Punti : 532
Infamia o lode : 3
Data di iscrizione : 10.01.21
Età : 42
Località : Barumini

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Danilo Nucci Ven Ott 07, 2022 11:30 am

Cantina, fioraio, genere direi senz’altro azione, Isola dei Fagiani. Per quanto riguarda il tempo, sono stato fino alla fine a pensare che non fossero né gli anni ’40, né il quarto millennio. Poi quelle immagini che ci portano improvvisamente nel futuro post apocalittico, anche se il quarto millennio si può solo intuire. In fondo, l’ultima parte, dopo la rivelazione temporale, mi è parsa del tutto superflua e avrei chiuso alle macchie sulla pelle e al cielo tempestoso. È stato quello il punto della mia sorpresa e per me il racconto era già bello su quella scoperta.
Comunque l’insieme mi è piaciuto molto, anche nella scrittura con cui hai saputo imprimere un certo ritmo come richiesto dal genere prescelto.
Insomma, per me una buona prova.

Danilo Nucci
Danilo Nucci
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 569
Punti : 590
Infamia o lode : 1
Data di iscrizione : 07.01.21
Età : 73
Località : Barberino di Mugello (FI)

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Byron.RN Ven Ott 07, 2022 1:11 pm

Anch'io come Akimizu sono un appassionato del genere post-apocalittico, adoro quelle atmosfere, mi affascinano. 
Qui però io quelle atmosfere non le ho percepite. Fino alla descrizione del disegno col fungo atomico non ci sono indizi per farci capire il contesto. Conoscendo i generi del concorso e andando per esclusione si è portati a pensare che debba trattarsi di un racconto ambientato nel futuro, però sino alla fine tutto mi sembra troppo celato.
La scrittura devo dire che è buona, però, venendo alla trama, mi sembra abbastanza statica, fintamente dinamica.
Voglio dire, il centro del racconto è imbastito tutto sulla fuga di Aroa, scappa da una parte all'altra, ma tutto è limitato lì, di cose ne succedonop poche.
Insomma, la storia non mi ha preso, l'ho sentita troppo distante, poca attrattiva.
Byron.RN
Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 670
Punti : 724
Infamia o lode : 3
Data di iscrizione : 07.01.21
Età : 48
Località : Rimini

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Antonio Borghesi Ven Ott 07, 2022 5:00 pm

Un fiume che descrivi tranquillo con dei mulinelli? e la forte corrente? Mi sembra abbastanza incongruo. Va bene che sei nel IV millennio d.c. ma... Per tutto il racconto mi son posto la domanda su quel nome Ehsir e alla fine tu l'hai svelato strappandomi un sorriso ma hai rovinato tutto facendo capire che fosse un sogno. Peccato.
Antonio Borghesi
Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Messaggi : 425
Punti : 465
Infamia o lode : 3
Data di iscrizione : 08.01.21
Età : 82
Località : Firenze

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Fante Scelto Lun Ott 10, 2022 2:02 pm

Racconto molto strano, con tante ambiguità e ammantato di una cappa di indeterminatezza: quest'ultima però non gli giova molto, a parer mio.
Parto dalle suggestioni: faccio mia quella di Aki, col personaggio di Aloy del gioco Horizon Zero Dawn (bellissimo), anche se Aloy è una che mena duro.
Ma ce ne sono tanti, in realtà, di futuri apocalittici in cui l'umanità regredisce a una sorta di preistoria.

Il finale.
Non sono convinto che la spiegazione del sogno sia corretta. Tra l'altro, se invece è davvero un sogno, mi ricorderebbe quel racconto lungo di Mark Twain in cui il protagonista torna indietro nel tempo fino al Medioevo (ma di fatto è una specie di sogno/coma).
Nel viaggio si fa persino una famiglia, con una figlia che sua moglie battezza "Pronto-Centralino", perché "pronto, centralino" era la frase che lui ripeteva spesso nel sonno.
Dicevo, secondo me qui non c'è sogno.
C'è invece una interessante (ma non riuscitissima, secondo me) spiegazione razionale di cosa sia il dio Ehsir: un residuo del mondo di prima, Siri probabilmente, scoperto per caso da qualche primitivo.
Vuoi mettere un dio che, se invocato, risponde davvero?

Parlando della trama, purtroppo è la parte che mi ha convinto meno, pur se ben confezionata con l'idea di fondo.
E' troppo fumosa, troppo vaga, non si capisce bene il contesto né la situazione.
Sappiamo che le due tribù hanno degli accordi per alternarsi nel controllo dell'isola ma non sappiamo perché gli "altri" improvvisamente rompano i patti e uccidano il padre della protagonista.
In realtà non sappiamo neppure se siano stati effettivamente gli "altri."
La fuga di Aroa è ben descritta, l'atmosfera impanicata ben resa, ma resta tutto indefinito, senza grandi indizi che aiutino a capire il senso di quello che succede.
Tra l'altro, difficile che una canoa venga lasciata ancorata in acqua: il vantaggio delle canoe, anche quelle lunghe e grandi, come quelle usate dai pellerossa delle tribù del Nord, è proprio quello di essere leggere, facili da tirare a riva e nascondere alla vista del nemico.
A meno che la canoa qui non sia una vera canoa, ma come detto è tutto molto fumoso.

Anche l'incontro col ragazzo sembra fine a se stesso.
Aroa vede i dardi piumati e capisce che è stato lui a uccidere suo padre, ma in realtà, al momento dell'aggressione, entrambi vedono cosa sta succedendo; dunque semmai Aroa avrebbe dovuto riconoscere l'aggressore, non capire che era stato lui.
Non mi è neanche chiaro perché al lettore viene negato di capire chi sta aggredendo i due personaggi mentre ciò avviene, né in realtà cosa siano i dardi.
Frecce è da escludersi; dardi di cerbottana? Non una gran tecnologia. Oltretutto, durante la colluttazione col ragazzo, questi cerca di estrarre un "lungo oggetto che portava attaccato alla schiena": un arco? Una cerbottana? Un fucile da caccia? In tutti i suddetti casi non ha molto senso cercare di estrarre quel tipo di arma durante uno scontro corpo a corpo.
E in nei primi due casi, difficile credere che la tribù di Aroa sia così primitiva da non avere i rudimenti per costruire qualcosa di simile a un arco o una cerbottana.

Insomma, resto col dubbio.

La scoperta della casa, con ancora elettricità attiva, aggiunge ulteriore fumo. Non ha l'aria devastata da relitto post-apocalisse, quindi forse è ancora abitata.
Alcune delle descrizioni di oggetti all'interno non le ho comprese.

Insomma, il racconto aveva certamente del potenziale, e il tema, l'atmosfera, mi è piaciuta molto.
Ma la realizzazione è troppo indeterminata, troppo vaga, per il mio gusto.
Fante Scelto
Fante Scelto
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 504
Punti : 622
Infamia o lode : 0
Data di iscrizione : 08.01.21
Località : Torino

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Arianna 2016 Mar Ott 11, 2022 12:17 am

Il pregio di questo racconto è che si legge bene, dall’inizio alla fine, e ha un buon ritmo. Ci sono anche diverse buone idee.
Lo percepisco però come incompleto, sia per diversi piccoli particolari interni, sia per la fine.
Ti elenco quelle che io ho percepito come illogicità interne alla narrazione:
- Suona strano che, a distanza di molto tempo (quanto poi non si sa, perché in effetti non c’è alcuna collocazione temporale; potremmo in effetti essere nel IV come nel X millennio) sia rimasta memoria del condominio dell’isola, un qualcosa che è legato agli stati nazionali. Comunque, siamo in un racconto fantastico, quindi sono lecite delle libertà inventive anche di questo tipo.
- Tutto quello che viene detto di Aroa e Ibai li fa percepire al lettore come parte di una tribù, quindi in che senso si intende “da quando erano rimasti soli”?
- Ibai, capiamo, è stato colpito da un dardo lanciato dalla sponda opposta del fiume. In effetti io non so quanto le sponde distino dall’isola, ma la percezione è che comunque la distanza sia abbastanza.
- Aroa si trova in una situazione che lei percepisce di pericolo mortale, sarà piena di adrenalina, ma si addormenta sulla zattera mentre sa che qualcuno la cerca per ucciderla.
- Quando si risveglia, sente i nemici, non li vede mai, non sa quanti sono, come sono armati, ma pensa di rubare la loro imbarcazione. Non li incrocia nemmeno quando va verso la canoa.
- Aroa vede gli aghi piumati alla cintura del ragazzo e “capisce” che è stato proprio lui a uccidere suo padre. Perché non qualcun altro, qualcuno di quelli poi arrivati sull’isola?
- Vede una costruzione di cui non sa nulla, non conosce nulla, nemmeno se ci sia dentro o no qualcuno, e invece di scappare via, decide di entrarci, mettendosi teoricamente in trappola.
- Sente che i nemici stanno arrivando a lei, ma lei si mette a sfogliare libri.
- Nei libri, trova subito le immagini che servono a spiegare al lettore che c’è stato un disastro nucleare.

Tutte queste illogicità sarebbero “condonate” se alla fine si capisse in modo chiaro che tutto quello che è successo è stato un sogno (ho dato una sbirciata agli altri commenti e ho visto che qualcuno ha fatto questa ipotesi), perché in un sogno non esiste la logica, ma così non è, non viene detto che questo sia un sogno e in effetti io non credo che lo sia.
Credo che sia una specie di “gioco” dell’autore, che io sinceramente non avrei capito se qualcun altro prima di me non avesse trovato la chiave di lettura. Non l’avrei capito perché io Sirio non ce l’ho (ricordo però una puntata di The Big Bang Theory in cui Raji ha delle fantasie sull’assistente vocale Siri, che ha una voce femminile). L’autore confida quindi nel fatto che tutti (o quasi tutti) i lettori sappiano di cosa si sta parlando.
Il che, in effetti, è poi il concetto alla base del suo gioco letterario: l’assistente vocale che è diventato un dio, a cui le persone si affidano come se fosse onnipotente. Oggi in senso più metaforico, nel futuro in senso letterale.
E questa, secondo me, è davvero una bella idea.
Il problema è che, per arrivare da “Ehsir” a “Sirio”, l’autore compie una forzatura, fa pronunciare ad Aroa una frase che non ha alcun senso, se non appunto far compiere al lettore il passaggio linguistico.
E qui arriviamo al finale, che è un vero finale del racconto solo nel caso in cui l’autore abbia raggiunto il suo scopo, arrivare a far capire al lettore il gioco di parole.
 
Quindi, luci e ombre in questo racconto. Però l’idea di Sirio è davvero simpatica.
Arianna 2016
Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 790
Punti : 832
Infamia o lode : 7
Data di iscrizione : 07.01.21
Età : 53

A Fante Scelto garba questo messaggio

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da ImaGiraffe Mar Ott 11, 2022 10:57 am

Un altro bel racconto d'azione in cui il futuro è il futuro meno convenzionale tra tutti. Il mondo sembra essersi resettato e l'uomo è tornato agli albori, o almeno una perte dell'umanità. 
È tutto lineare e di facile comprensione, anche le parti in cui la protagonista vede cose che non ha mai visto. 
Il ruolo di Ehsir è di certo quello che colpisce di più. Alla fine gli uomini si sono trovato a venerare una macchina come in molti casi succede anche oggi. 
Sul finale mi dispiace per la protagonista che continuerà a trovarsi di fronte solo un assistente virtuale quindi cosa le succederà?
Il titolo non l'ho capito.
Grazie.

______________________________________________________

Un caloroso benvenuto alle persone giunte fino a noi dal futuro. 

ImaGiraffe
ImaGiraffe
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 532
Punti : 574
Infamia o lode : 2
Data di iscrizione : 04.02.21
Età : 36

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da CharAznable Mer Ott 12, 2022 1:47 pm

Azione è azione, e su questo non ci piove. La scrittura moltro ritmata ne sottolinea bene diversi momenti.
Il resto è molto fumoso, almeno dal mio punto di vista. Punto di vista di uno che non ama particolarmente il genere.
Tanti paletti si intuiscono solamente (l'epoca, il luogo), ma un po' tutta la situazione è un intricato enigma. E al lettore non sono sempre forniti tutti gli indizi necessari per districare la matassa.
Il finale poi. Potrebbe essere un coup de theatre, che però rimane lì sospeso nel nulla...
Mi spiace ma non l'ho capito appieno.
Grazie.

______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

CharAznable
CharAznable
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 698
Punti : 789
Infamia o lode : 7
Data di iscrizione : 22.02.21
Età : 47
Località : Magenta

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da tommybe Mer Ott 12, 2022 4:12 pm

Per come è scritto, il tuo racconto sta facendo impallidire tutta la mia collezione di Urania. A dirla tutta... la raccolta è di papà e io avrò letto una decina di libri, colpevole la mia adolescenza se non ne ho letto di più. Ora sono nella libreria bianca IKEA e guai a chi li tocca.
Perdonami la divagazione, autore. Il tuo racconto l'ho divorato, anche se non ho capito tutto, secondo me non serve capire tutto, sia qui che nella vita di ogni giorno.
Per eventuali correzioni ti lascio alla penna di commentatori migliori di me. Sono una frana nei commenti. E poi succede che nel dirlo mi commuovo pure. E poi succede che ti abbraccio.
tommybe
tommybe
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 619
Punti : 639
Infamia o lode : 4
Data di iscrizione : 18.11.21
Età : 70
Località : Roma

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Resdei Mer Ott 12, 2022 5:40 pm

ciao
nooo, non è possibile, ci deve essere un seguito! E te lo dico perché l’avventura mi stava coinvolgendo.
Qualora non fosse previsto, un seguito, allora non ho capito niente.
La storia parte bene, le descrizioni sono minuziose e credibili. Come anche il rapporto tra Aroa e il padre. La scrittura non è piatta, anzi in alcuni punti la storia diventa avvincente.
Il finale sconcerta. Questo dio che arriva ad aiutarla (?) è il genio della lampada del 3.000? un’ Alexa del futuro, o un call center con tanto di abbonamento?
Se volevi sollecitare quesiti e curiosità ci sei riuscit@ e di questo bisogna dartene atto. Ma un po' ci sono rimasta male. Come quando ti svegliano sul più bello di un sogno.
Resdei
Resdei
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 624
Punti : 660
Infamia o lode : 1
Data di iscrizione : 07.01.21
Età : 59
Località : Roma

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da paluca66 Mer Ott 12, 2022 9:44 pm

Errori / refusi non ce ne sono a parte subito all'inizio un "dominio" che è diventato "domino".
Scritto bene, senza particolari guizzi e privilegiando il narrato al dialogato; d'altra parte era difficile fare altrimenti considerato che la protagonista è quasi sempre sola.
I paletti ci sono anche se la cantina entra nel racconto un po' di "sfroso" risultando tutto sommato abbastanza irrilevante ai fini della trama.
Il racconto per quanto scritto bene non è riuscito a trascinarmi, mi ha visto spettatore abbastanza disinteressato a quanto stava succedendo e anche alle sorti della povera Aroa.
Devo anche dire che se fossi un lettore esterno al concorso, per tutta la lettura penserei di trovarmi in una sorta di preistoria e solo l'immagine del fungo atomico a poche righe dalla fine mi farebbe venire il dubbio di trovarmi, invece in un futuro ritornato preistoria.
La fine, sono onesto, non l'ho proprio capita per cui aspetto il terzo tempo per la doverosa spiegazione.

______________________________________________________
Florilegium Badge-3
paluca66
paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 829
Punti : 853
Infamia o lode : 1
Data di iscrizione : 07.01.21
Età : 56
Località : Milano

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da M. Mark o'Knee Mer Ott 12, 2022 11:43 pm

"«Ho visto qualcosa nell’erba.» disse Aroa figlia di Ibai"... e la prima cosa che mi è venuta in mente è stata "Sono Pdor, figlio di Kmer", dal famoso sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Ma un po' tutto il racconto ha un'aria di comicità surreale, tanto che sembra di star dentro a uno di quegli show televisivi con tanto di risate e applausi a comando.
Prendiamo per esempio
"Un fruscio. Uno spostamento.
«Padre, c’è qualcuno al di là del fiume. Dobbiamo andare via. Subito.»
«Aroa, sei troppo agitata. Finisco con questi fiori e poi andiamo. Che Ehsir mi fulmini se non dico il vero.»"
e ditemi se, mutatis mutandis, non è uno scambio perfetto per un format tipo The Big Bang Theory.
E si va avanti così, fra strani aghi piumati, pesanti zattere arenate nel fango e canoe ingovernabili in balia della corrente; tentativi di fuga, goffi inseguimenti e ancor più goffe colluttazioni... finché improvvisamente lo show televisivo sfuma, in dissolvenza incrociata, verso uno spot pubblicitario per la Apple: "afferrò quella strana mela di legno", che quasi sicuramente aveva un morso su un lato, ed entra in una capanna misteriosa, la cui cantina altro non è che un Apple Store con Mac, iPad e iPhone - e, chissà, forse anche iBai - in mostra ("il bagliore che aveva destato il suo interesse proveniva da pietre piatte e lucenti. Alcune erano grandi e stavano dritte sulle pareti mentre altre, più piccole, erano disseminate ovunque").
Be', viste le premesse, chi può rispondere all'ennesima, finale, invocazione d'aiuto, se non la mitica Siri?
M.

P.S.: Spero che l'autore del racconto non si senta in qualche modo offeso dal mio commento. Nel caso, mi scuso fin d'ora, ma questo mi ha ispirato la lettura.
M. Mark o'Knee
M. Mark o'Knee
Padawan
Padawan

Messaggi : 337
Punti : 385
Infamia o lode : 0
Data di iscrizione : 27.01.22
Età : 66
Località : Prato

A Susanna e ImaGiraffe garba questo messaggio

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da SCM Gio Ott 13, 2022 4:52 pm

Ciao Autore/trice,
un bel racconto che si legge bene anche se non si capisce quando si svolgano le azioni dei personaggi fino alla fine del racconto. 
La prima parte sembra sospesa in un tempo e in un luogo non definiti.
Non sono riuscita a trovare facilmente gli agganci ai paletti imposti ma come storia mi è piaciuta, tranne il finale. Da dove spunta quel trillo? SE sono tornati ad uno stadio primitivo come fa a funzionare un telefono?
Il finale non si comprende, ma forse era proprio questo lo scopo: lasciare il lettore nel dubbio.

______________________________________________________
SCience and Math
SCM
SCM
Younglings
Younglings

Messaggi : 55
Punti : 61
Infamia o lode : 0
Data di iscrizione : 21.09.22

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Susanna Dom Ott 16, 2022 9:52 pm

Per una volta parto dalle mie note, piccole cose
il domino - il dominio
cogliere la pianta - una pianta: non c’è menzione di una determinata pianta prima
nella lingua sconosciuta - idem come prima, meglio “in quella lingua sconosciuta
afferrò quella strana mela - non c’è menzione di una mela prima: ci starebbe meglio se fosse “quella strana mela che fungeva da pomello”, ma parrebbe che il pomello non fosse conosciuto
i sacchi poco distanti - di nuovo; afferrò dei sacchi è sufficiente
Volse le orecchie in quella direzione - l’immagine che mi è arrivata è quella di orecchie tipo lince o altro animale che le può direzionare. Per un umano direi “Si girò in quella direzione”
delle voci estranee - penso tu con estranee intenda che parlano un idioma diverso
Costeggiava il fiume nella speranza - costeggiare significa navigare a breve distanza dalla costa o dalla riva qui siamo su un’isola
misteri e la sua fiducia crebbe. - è una frase che stona: in che cosa crebbe la sua fiducia? È in una stanza piena di misteri, forse dovrebbe sentirsi più impaurita da tutte quelle cose che non conosce.
 
Ora veniamo al racconto, che con quello strano finale… il terzo tempo fugherà qualche dubbio. Ma parto come se il dubbio che mi è venuto alla fine non ci sia.
Il titolo: Florilegium. Di solito indica una raccolta di estratti da altri scritti, ma anche un’installazione artistica di fiori. Un titolo indovinato se immaginiamo l’Isola dei Fagiani come una sorta di vivaio o comunque di luogo in cui cogliere fiori e piantine. Il che fa entrare in gioco Ibai come “fiorista” ossia anche coltivatore di fiori. Non un personaggio molto portante per il racconto, a differenza della figlia che però è più un’apprendista. Ma va bene anche così.
Il tempo: siamo nel futuro, niente data di riferimento, in cui pare che l’umanità sia regredita, ma senza una spiegazione su cosa sia accaduto. Da un racconto così impostato me l’aspetto per comprendere le dinamiche della trama. Il che porta all’ultima nota sulla storia. C’è un accenno agli anni ’40, se a questi anni ti riferisci con le immagini purtroppo note a tutti dell’esplosione dell’atomica in Giappone.
Il genere: azione ce n’è.
L’isola dei fagiani: qui ho alcune perplessità. Siccome il luogo esiste veramente, a mio parere questa realtà deve essere riproposta per rispettare i paletti. L’isolotto - e lo si vede dalle foto che tutti avremo visionato - è davvero molto piccolo, anche la vegetazione è per forza di cose limitata, non si presta di sicuro alle fughe rocambolesche che hai descritto o a fornire nascondigli che tali si possano definire. Se per masso intendi la stele che è oggi presente sull’isola, c’è ben poco dietro cui nascondersi.
Certo, siamo nel futuro, l’isola potrebbe essersi ingrandita con i sedimenti portati dal fiume ma allora anche il fiume dovrebbe essersi allargato, viceversa, vista la larghezza del fiume ai giorni nostri, forse non servirebbero zattere o canoe.
Che poi su un isolotto così piccolo nel passato la Apple abbia voluto aprire un piccolo store…te lo concedo, da affezionata cliente Apple, ma forse nel futuro non avremo più bisogno di store,
La storia senza il dubbio: la vedrei molto bene come primo capitolo di un romanzo, soprattutto con quel finale a sorpresa, che ha sì spiazzato e complimenti per l’idea, ma da ai lettori l’aspettativa per sapere ad esempio in che epoca ci si trova, cosa è successo sulla Terra, come mai nel tempo si sia mantenuta l’amministrazione disgiunta dell’isola, e quindi che tipo di assetto politico c’è; prima dici che una tribù è rimasta sola, ma arrivano “altri”, mai peraltro visti dalla protagonista; come un luogo che necessita di energia sia sopravvissuto ma soprattutto chi se ne occupa, visto che c’è energia appunto e non pare invaso da polvere e detriti.
Anche la protagonista è delineata in modo ondivago: scappa, cerca di fuggire dall’isola ma si addormenta sul più bello; entra in una cantina senza porsi il problema che potrebbe essere una trappola, trova aggeggi misteriosi e anziché averne timore, si calma.
Non so, come primo capitolo proprio non avrei nulla da dire, ma così…Che possa essere un sogno, interrotto sul più bello? Si è agitata nel sonno e ha dato una gomitata a Siri? Se è questo… vado a dormire e metto dei cuscini a fianco del comodino.

______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"
Susanna
Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Messaggi : 1596
Punti : 1725
Infamia o lode : 14
Data di iscrizione : 03.02.21
Età : 65
Località : Rumo (TN)

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da FedericoChiesa Dom Ott 16, 2022 11:48 pm

Racconto che fatico ad apprezzare perchè fatico a capire.
Capisco il non dire, il lasciare che il lettore scopra le situazioni passo passo, ma qui mi sono a volte trovato in difficoltà, anche perchè alla fine non è che nulla sia stato chiarito.
Che siamo nel 4000 AD si intuisce solo dai paletti dello step, così come l'isola   dei Fagiani.
Il finale poi, non l'ho capito proprio: un risveglio? Un battuta finale a sconcertare il lettore?
Troppi dubbi e poche certezze, per quanto mi riguarda.
FedericoChiesa
FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Messaggi : 329
Punti : 372
Infamia o lode : 3
Data di iscrizione : 24.04.21
Età : 55
Località : Milano

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Mac Lun Ott 17, 2022 10:42 am

Sono in forte difficoltà, visto che mi trovo a commentare un racconto che non è assolutamente nelle mie corde.
La scrittura è buona forse un po' troppe "e" che la rendono troppo elencativa, ma niente di eclatante.
Per quanto riguarda la trama, non ho capito da subito che si trattava di un racconto distopico, pensavo ad un qualcosa di epico, poi mi sono ricordata i paletti, e il punto in cui si dice che da secoli l'isola era divisa tra due tribù. Però rimanevo sempre un po' nel dubbio.
Altro punto che mi risulta di difficile comprensione: "i bagliori" che vedevano dall'altra parte della riva. Questo mi fa supporre che la tribù ostile fosse in possesso di tecnologie più avanzate, ma non mi spiego come mai la tribù di Aroa che si trovava a distanza di un fiume (quindi un'inezia) non sapesse nemmeno di cosa si trattasse.
Inizialmente il racconto è immerso in un'atmosfera di altri tempi (divinità, pietre aguzze, zattere, ecc. ) poi nella seconda parte compaiono mele di legno, liane colorate, pietre lisce. Forse ti sei reso conto che non avevi lasciato indizi sufficienti ed hai caricato il finale.
Il finale: ho avuto l'impressione che non sapevi come finire il racconto ed hai scelto il risveglio. Non mi è piaciuto.

Non so cosa dire su questo racconto, apprezzo l'idea, ma ci sono troppi punti di domanda.
Mac
Mac
Padawan
Padawan

Messaggi : 369
Punti : 408
Infamia o lode : 1
Data di iscrizione : 09.11.21
Località : Verona

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Achillu Dom Ott 23, 2022 7:03 am

Ciao Aut-

Purtroppo ho dovuto leggere gli altri commenti per comprendere il finale e questo mi ha influenzato, anche se probabilmente non sono d'accordo con chi mi ha preceduto. In particolare se fosse un sogno non saremmo nel IV millennio. Inoltre secondo me la capanna non è un Apple store perché è isolata; è proprio una cantina dove sono raccolti iPhone e iPad in ricarica.
La trama è poco coerente in alcuni punti. Oltre a ciò che ti è stato fatto già notare, mi ha perplesso il fatto che la tribù di Aroa veneri il dio Ehsir senza però aver conservato la tecnologia per invocarlo.
Dal punto di vista linguistico non ho trovato inceppi, anche se ho scoperto che in realtà ce ne sono. C'è però bisogno di rivedere alcune parole, in particolare ho notato pure io la "goccia di sangue" dove anche secondo me ci sarebbe stato meglio un rivolo.
I paletti ci sono e in particolare mi ha colpito l'interpretazione del fioraio. Azione ce n'è, il IV millennio va intuito, l'Isola dei Fagiani è ben inserita, piaciuta molto la tradizione che prosegue senza senso, solo perché si è sempre fatto così.

Grazie e alla prossima.


______________________________________________________
Florilegium Badge-2
Achillu
Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 908
Punti : 1004
Infamia o lode : 11
Data di iscrizione : 07.01.21
Età : 54
Località : Polesine

https://linktr.ee/Achillu

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Asbottino Lun Ott 24, 2022 10:43 pm

A parte il finale che ti lascia un po' di stucco e sembra davvero tirato per i capelli (peccato) il racconto è scritto benissimo. Tra i pochi racconti di azione che ho letto spicca in modo indelebile.
Minimi dettagli disseminati qua e là suggeriscono un futuro post apocalisse, ma il tutto viene lasciato molto all'immaginazione del lettore, alla sua capacità di vedere cose che conosce con occhi nuovi, anche se ti chiedi se sia totalmente una scelta o la conseguenza del voler ridurre il tutto a pura azione, per non perdere mai il ritmo.
Ma voglio parlare della cantina. Intanto perché è l'unico racconto che non usa la parola "cantina". E questo è un dettaglio non da poco. Si può parlare di una stanza senza mai chiamarla per nome? Evidentemente si. E qui, un po' per necessità e un po' per scelta, c'è una delle cantine migliori del concorso. Forse. O forse no. Il punto è che ci devo pensare un po' su. Il fatto che arrivi così tardi nella narrazione (leggevo e mi domandavo: ma hai dimenticato di cosa si parla in questo concorso?) mi da l'idea che questa storia ce l'avessi in testa da prima e che la cantina, questo locale fresco a pieno di oggetti misteriosi a cui si accede scendendo degli scalini (sembra proprio una cantina!), tu l'abbia piazzata lì ad arte. Ma magari mi sbaglio. Magari ti darò il beneficio del dubbio e premierò il fatto che sei riuscito a farmi vedere una cantina con gli occhi di chi non sa nemmeno che si chiama così, qualcuno per cui una maniglia è una mela di legno. Che sia nata apposta o inserita a forza in una storia che avevi già in testa, come l'ultimo tassello di un idea che può finalmente diventare realtà, non mi è dato saperlo. Ma quel che so per certe è che il racconto è uno di quelli che vale la pena leggere e non mi spiacerebbe affatto vederlo arrivare fino in fondo. Peccato per quel finale tirato per i capelli...

______________________________________________________
Florilegium Senza_10
Asbottino
Asbottino
Padawan
Padawan

Messaggi : 387
Punti : 411
Infamia o lode : 0
Data di iscrizione : 07.01.21
Età : 47
Località : Torino

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da ceo Mar Ott 25, 2022 12:34 am

Parto dalla fine, che è la parte che sicuramente mi ha colpito di più, quando cioè si rivela il futuro post apocalittico dell'umanità che dà compiutezza alla storia. Si poteva lasciare qualche indizio prima, e ciò avrebbe tenuto più vivo l'interesse. Comunque, scrittura buona, con pochi refusi e un po' troppe congiunzioni che portano frammentarietà. La presenza della cantina, nel senso del mandato del concorso, è forzata: sembra quasi messa dentro per necessità e non viene esplicitata. Nel complesso una lettura che mi è piaciuta, nella quale l'interesse è stato tenuto vivo dalle molte domande che da lettore mi ponevo e che non trovavano risposta: chi sono questi indigeni? Che fanno? Chi sono le loro divinità? Sarebbe interessante sviluppare ulteriormente l'idea, probabilmente nel verrebbe fuori un buon fantasy post apocalittico.

ceo
Viandante
Viandante

Messaggi : 21
Punti : 25
Infamia o lode : 0
Data di iscrizione : 16.09.22

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Midgardsormr Mar Ott 25, 2022 7:06 pm

Ciao autore.

Devo ammettere che il titolo mi aveva attirato subito, ma per ordine arriva solo ora, come ultimo racconto. Ti dirò, ho cercato cosa volesse dire quella parola che hai usato come titolo e devo ammettere che in qualche modo, mi pare di aver ritrovato in parte la definizione. I mandati scritti di ciò che era stato, quelle "formiche ferme" sono parole, giusto?
La raccolta delle piante e dei frutti, gli scritti, fanno tutto parte della parola del titolo.

Mi è piaciuta la protagonista, la storia raccontata e il momento scelto. Coraggiosa la scelta di inserire della tecnologia "antica" per il tempo che hai scelto.

In buona sostanza, il racconto mi piace davvero. Godibile alla lettura, scorrevole e veloce.

Grazie e a rileggerci.

______________________________________________________
Valar Morghulis. Valar Dohaeris.

Tutti devono morire. Tutti devono servire.
Midgardsormr
Midgardsormr
Padawan
Padawan

Messaggi : 206
Punti : 220
Infamia o lode : 0
Data di iscrizione : 17.10.20
Età : 38
Località : Biella

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Marcog Mar Ott 25, 2022 8:26 pm

Il racconto mi ha colpito subito per lo stile di scrittura, che ho trovato molto sicuro, trascinante e senza refusi importanti (ho notato un feee, al posto di fece). L'azione si percepisce e si vive nella lettura, anche se non sempre le descrizioni riescono ad essere chiare e fotografiche. Interessante ma rischiosa l'idea di immaginare un mondo post atomico con pochi dettagli. Il trillante finale mi ha spiazzato, non positivamente, forse meritava più di 2 righe. Nel complesso un lavoro interessante, grazie.
Marcog
Marcog
Younglings
Younglings

Messaggi : 141
Punti : 151
Infamia o lode : 0
Data di iscrizione : 07.11.21

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da caipiroska Mar Ott 25, 2022 11:07 pm

Ciao Autore,
devo dire che a me questo finale è piaciuto, perchè in un paio di righe hai stravolto il racconto dandogli una nuova lettura e questo mi ha stupita ma convinta.
Molto, ma molto meno mi è piaciuto il modo in cui la protagonista arriva a ciò: quell'Ehsir invocato, la parola che si frantuma e si ricompone giusta al momento giusto. Questa soluzione non mi è piaciuta per niente.
Qualcuno ha criticato il fatto che la ragazza s'infili nella misteriosa capanna senza pensare di mettersi in pericolo: io invece critico il fatto che non l'avesse mai vista e che la scopra solo ora: l'Isola dei Fagiani è davvero minuscola e una capanna non passa inosservata...
Aroa ha senz'altro un qualche tipo di bipolarismo: ama il padre ma lo maledice, è in preda al panico ma si addormenta su una barca, invece di spaventarsi per le diavolerie che trova scendendo in cantina ne rimane ammirata.
Un racconto molto accattivante (potrebbe essere il seguito di Dopo di noi!) ben esposto e interessante. Ho apprezzato il fatto che molte cose non siano svelate, ma si riconoscano solo alla fine. Trovo però che sia frenato da qualcosa difficile da definire, forse una poca attenzione ai tempi e alle scene (per esempio la strampalata fuga della ragazza può essere tranquillamente sfoltita a favore della scena finale che rimane troppo vaga.
Mi piace il finale che hai scelto, ma lo avrei reso più incisivo.
caipiroska
caipiroska
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Messaggi : 571
Punti : 602
Infamia o lode : 7
Data di iscrizione : 07.01.21

Torna in alto Andare in basso

Florilegium Empty Re: Florilegium

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi in questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.