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Messaggio Da Different Staff Lun Ott 03, 2022 11:17 am

«Duecentosessatesimo giorno. XPG-37 presenta infiorescenza a corimbo. Colore rosastro dei primi fiori. L'azalea sembra resistere all'habitat formato qui in laboratorio. Procedere nei prossimi giorni a piccole esposizioni esterne. Consigliato l'uso continuo di acqua parzialmente sterilizzata con le onde ionizzanti. L'uso della terra del sito denominato Culla potrebbe venire a meno, richiedere spedizione in loco per raccolta ulteriore materiale.»
Mi lascio andare in un sospiro e, dopo tanto tempo, sento le labbra che si stendono in un sorriso spontaneo. Tolgo gli occhiali e li appoggio sulla scrivania, mi strofino gli occhi e mi alzo dalla sedia, togliendomi anche i guanti protettivi e la mascherina
«Dottor Rascard Sirio. Fine registrazione – mi volto verso Eddy e annuisco sorridendo ancora – chiudi la teca , stato 1.»
Nel silenzio del laboratorio, i bip di Eddy si rincorrono mentre porta a termine gli ordini ricevuti. ED-287Y è un droide di carico e elaborazione dati, con mansioni ad incarichi speciali presso il laboratorio di botanica avanzata. Non è senziente, ne mostra nessun tipo di emozione; il bullone di costrizione all'impianto IA nella zona dell'addome, mantiene ogni singolo automa sotto lo stretto controllo umano. Da che ne abbia memoria, e di sicuro subito dopo la prima guerra dei droidi, non ne ho mai sentito uno parlare. Efficenti e precisi, capici di ottimi sforzi. E poi non mangiano e non hanno bisogno di dormire. Un grosso aiuto in laboratorio, dovremmo essere in una ventina ma con loro mandiamo avanti il tutto in tre.
E poi a Eddy mi ci sono affezionato, con buona pace di Alabert.
Riesco a trovare lucidità, tra pensieri e felicità per il successo finalmente ottenuto, confermato anche da quella stringa verde sui monitor che recita sequenza completata.
Infilo il camice blu, vecchio e rovinato, e procedo all'esterno del laboratorio; nella anticamera stagna, da procedura, una soluzione vaporizzata mi decontamina. In qualche istante, sono nei corridoi del Nido, il quartiere generale della sezione botanica. Adocchio le indicazioni luminose e mi dirigo verso il laboratorio di fauna, ma dei passi dietro di me mi fanno fermare all'istante.
«Hai fatto presto.»
«Le notizie corrono veloci, quelle belle ancora di più.»
Lo guardo e lui fa lo stesso, quasi insieme sorridiamo e tanto a lui quanto a me, brillano gli occhi. Sembriamo due bambini.
«Ci sono riuscito Al, dopo mesi di prove finalmente abbiamo una speranza. Ora sai cosa mi serve.»
«Si, finalmente. Lo sai che non sarà semplice, vorranno di più come prova, non credo che i Cinque si accontenteranno di una infiorescenza.»
«E' l'unico modo per raggiungere il sito e portare avanti il piano. Si dovranno accontentare dell'unica notizia buona da molto tempo, lo sanno anche loro che di quello ormai non ne abbiamo molto. Le difese non reggeranno e il nostro turno di mantenimento del sito sta per finire...»
Mi sento un fiume in piena e rovescio addosso ad Alabert ogni singolo pensiero che mi passa per la testa. Solo lui riesce a tranquillizzarmi, solo appoggiandomi una mano sulla spalla. Mi sorride e sospira, annuendo brevemente.
«Penso io al Consiglio, ma tu verrai con me a far visionare i dati. Se daranno il via libera, porteremo avanti tutto il resto.»
«Grazie Al, allora vado a farle risvegliare.»
«E' troppo presto, ci vorranno giorni per farci ricevere.»
«Esatto, per questo mi porto avanti. Se dovessero negarci l'accesso dovremo muoverci in fretta.» gli sorrido e mi allontano verso il laboratorio faunistico. Sento i suoi passi andare nella direzione opposta, quasi unitamente ai miei. So che è emozionato tanto quanto me, il lavoro di una vita sta per essere portato a termine, in un modo o nell'altro.
«Sei testardo come tua madre e tuo nonno, lo sai vero?.»
«E ami me come amavi loro, papà.»
Lo scambio è veloce, senza guardarci. La perdita di mamma e nonno non è stata facile per noi e ne parliamo cosi poco che alle volte mi pare che sia successo eoni prima.
Cerco di non farmi buttare giù dai pensieri tristi mentre raggiungo il laboratorio di fauna. Oltre i vetri, scorgo Lizzy indaffarata. Busso e aspetto che lei si giri per sorriderle. Scatta veloce verso la mia direzione e si attacca all'interfono, che gracchia.
«Ci sei riuscito?» eccitata
«Si, finalmente la sequenza è completa.» un tremore di emozione nel tono di voce mentre tengo premuto il pulsante e parlo nell'interfono.
«Ora viene la parte difficile»
«Si, ma Al sta già andando a richiedere un incontro con il consiglio. Credo dovresti iniziare a svegliarle»
«Sirio, è troppo presto. Se non dovessero darci il via libera, non avremo altre possibilità. Loro sono le ultime»
« Non ci serve il loro via libera, ma solo che siano impegnati a discuterne. Raggiungeremo la Culla e porteremo avanti il progetto del nonno»
Non ribatte Lizzy, semplicemente lascia il pulsante dell'interfono e annuisce, allontanandosi verso le celle criogeniche nella parte opposta del laboratorio. Un allarme interno, segnala sonoramente e su scritta nei computer cella alveare fase risveglio. Vorrei assistere, ma il dotpod alla cinta si illumina. Sgrano gli occhi e guardo all'interno del laboratorio, Lizzy fa lo stesso. Scuote il capo e comincia a correre su e giù tra le celle.
«Merda.» è l'unica esclamazione che mi esce dalla bocca, mentre corro verso dove sono arrivato, passando il mio laboratorio e raggiungendo l'area principale, con l'ufficio centrale del centro di ricerca.

«Mi spiace, ho dovuto farlo.» commenta al mio arrivo, mio padre.
«Li hai avvisati tu? Sei una cazzo di spia!» mi getto addosso a lui e gli rifilo un pugno sul volto, facendolo volare sulla scrivania. Si alza tenendosi il naso grondante di sangue.
«Ho dovuto farlo, hanno minacciato di ucciderci se non li avessi avvisati quando avremmo trovato una soluzione. Io ti ho salvato!»
«Preferirei morire per mano degli Extant piuttosto che lasciare loro la nostra ricerca.»
Urlo, arrabbiato. Mi trattengo di dargli altri pugni in faccia e scuoto il capo.
«Dobbiamo raggiungere Robert alla Culla, entrare e sperare che ci vada tutto bene.»
«Non c'è nulla in quella cantina, Sirio. Tuo nonno e tua madre sono morti per quel progetto che non ha mai visto la luce. Quattro muri di una struttura antica, senza comodità e con una stanza sotterranea dove dicevano di avere trovato la soluzione ai problemi del mondo.» ghigna isterico, scuote il capo. Non riesco a trattenermi, in quelle espressioni rivedo chi aveva affondato le intuizioni del nonno. Gli volo addosso di nuovo e lo ricopro di pugni. Non so dire bene quanti, so solo che è Lizzy che mi ferma, togliendomi da sopra mio padre, rimasto li inerme sulla scrivania con la faccia tumefatta.
Respiro affannato, sento le nocche doloranti e le lacrime solcarmi il viso. Respira ancora, forse avrei dovuto ucciderlo con le mie mani, ma se tutto va secondo i piani, ci penseranno gli Extant.
Non vorrei essere nei suoi panni, il gruppo armato di mercenari di Terra1 sono conosciuti per la loro cattiveria. Alla formazione delle fazioni dopo la Grande Guerra del 3125, si dice che molti vennero lasciati al di fuori delle grandi città stato; cinque ne furono formate, al centro degli stati di grande fasto dei tempi che furono. Enormi agglomerati di civili, nelle uniche zone abbastanza lontane dal conflitto da sopravvivere con una buona riserva di acqua e cibo. Ogni fazione si specializzò in una particolare sezione; gli Alastoniani, ricordo dei fasti Americani, si presero cura dello scudo interplanetario e portarono avanti la ricerca sulla antimateria. Gli Jabrowiani, degli stati Russi che furono, svilupparono una gran dote sulla costruzione e aggiornamento delle armi. Gli Haepiani, abitanti del grande continente Europeo, si concentrarono sulla ricerca per agricoltura e bestiame. I Loandjani, ultimi rimasti del continente Africano, si concentrarono sul mantenimento della cultura antica. I Kanuriani, i più popolosi della zona asiatica, data la loro grande conoscenza, si impiegarono per sviluppare la tecnologia a ioni, quella a raggi gamma e molte altre.
A turno, questi gruppi di persone, avrebbero controllato le zone vita presenti sulla terra; luoghi più o meno grandi, dove la vita pareva essersi evoluta senza grossi problemi ai cambiamenti climatici. Il più importante di questi, la Culla, aveva e ha tutt'ora tutto ciò che serve per permettere il continuo della vita; si trova in una piccola lingua di terra, ai confini di due grandi Stati del passato, Francia e Spagna. Si racconta, negli scritti trovati dai Loandjani, che quel lembo di terra fungesse da confine naturale, un piccolo isolotto nel mezzo di un fiume, conosciuto come Isola dei Fagiani. In quel luogo, prima della guerra, venne costruito un museo delle arti antiche; mio nonno ne fu l',ideatore, costruttore e curatore per quasi tutta la sua vita. Nei progetti che mi lasciò prima della sua morte, fece cenno di un passaggio sulla parete nord della struttura che porta al di sotto della stessa.
Mi disse che nel passato, quel luogo era chiamato cantina. Lì, lui ha lasciato tutte le ricerche più personali, parte integrante di quello che ho portato avanti negli ultimi mesi. Gli ultimi ingredienti di una ricetta più grande, per salvare la Terra. Quando, più recentemente, il Consiglio venne a sapere di questo progetto segreto, i rapporti tra le fazioni peggiorarono. Tutti vogliono accaparrarsi la soluzione ultima, per poterci ricavare in futuro; per questo motivo, il laboratorio di fauna e flora venne spostato sotto il canale che divide il comparto degli Haepiani e la grande isola-carcere, l'Inghilterra che fu, collegato alla Culla con un viadotto sottomarino super segreto.
In questa mutazione dei rapporti tra le fazioni, vi erano gli scontenti e i non appartenenti; vennero definiti Extant, un gruppo di reietti senza scrupoli e senza storia. Divennero mercenari e si vendettero nel tempo, alle varie richieste delle fazioni contro le opposte, diventando il pericolo più grande.
Dopo avere scoperto il piano del Consiglio, costituito dai reggenti delle città stato, gli Extant si misero in proprio, cercando di ottenere l'unica cosa che li avrebbe finalmente portati più in alto delle fazioni.

«Dobbiamo fare più in fretta di quanto pensavo. Ha avuto almeno l'accortezza di lanciare il messaggio di pericolo, il che vuol dire che arriveranno in un paio di ore. Dobbiamo lasciare questo posto e attivare la chiusura di sicurezza, lui invece lo buttiamo fuori alla gogna.» sibilo le ultime parole della frase, guardando mio padre che rantola dal dolore su quella scrivania
«C'è solo un problema. Se chiudiamo qui, non potremo rientrare per almeno sei mesi, quella è la durata della sicurezza a livello quattro. E non possiamo permetterci di lasciare qui tutti gli altri embrioni nella zona criogenica.»
«Ci sono i droidi, Lizzy. Possono farlo loro il lavoro di controllo»
«No, non hanno concezione di pericolo o di situazioni da risolvere. Prendono ordini e eseguono. Se non hanno direttive, valgono quanto delle lamiere di scarto.»

Quando arriviamo all'unisono a comprendere ciò che dovrà succedere, io e Lizzy ci guardiamo in silenzio. Eterni momenti, interrotti di nuovo dal rumore del dotpod. Robert comunica che la navetta è partita. Ho un'ora di tempo per farmi trovare allo scalo.
«Sai cosa fare, Lizy. Non appena partirò, dovrai lanciare lo stato quattro di allerta. Devi resistere.» La abbraccio, lei si lascia andare e annuisce mentre si stacca da me.
«Tra sette mesi ci riuniremo. E poi con il dotpod possiamo tenerci in contatto»
«Se riusciremo nell'intento, tra un anno avremo i primi risultati»
«Si. Ora vai, prendi ciò che devi e corri. Io lancio lo stato quattro»

Diario di Sirio, cinquantesimo giorno.

Tutto procede secondo i piani. La riproduzione dei fiori continua perfettamente, ormai gli innesti hanno germogliato e crescono. Nel giro di qualche settimana dovrei avere la seconda generazione fiorita. L'alveare ha trovato la sua regina, continuo a nutrirle con gli estratti della prima generazione di infiorescenza. Prossimamente comincerò a liberarle.
Gli Extant hanno cercato di aprirsi un varco, le paratie esterne hanno tenuto bene. Qui sotto è tutto ovattato, ma è diversi giorni che non sento più guerriglia, probabilmente hanno rinunciato.
In ogni caso, vedrò la situazione attuale esterna a breve, ma sono sicuro che la cupola ha tenuto o non sarei qui.
Nota dolente; Lizy non mi risponde da una settimana.

Diario di Sirio, novantesimo giorno

Le api si stanno riproducendo a ritmo serrato, cosi come le azalee. Nella solitudine, ho cercato di riprodurre diverse varietà di fiori e piante, grazie ai semi selezionati e catalogati da mio nonno. Sono uscito dalla cantina per ampliare lo spettro di azione delle api; ora controllano buona parte della culla, hanno formato diverse colonie e a breve sarò pronto a liberarle all'esterno. Ho paura. Fuori è tutto distrutto, non c'è anima viva. Lizy non ha ancora risposto. Ho paura.

Diario di Sirio, trecentoventesimo giorno

Oggi ho terminato lo spostamento dal hub di tutti gli embrioni criogenizzati. La cantina è ormai diventata una espansione del laboratorio; l'ho ampliata, rendendola abitabile anche per Eddy. Sono riuscito a togliere il bullone di costrizione, ora riesce ad avere reazioni e aiutarmi con cognizione sua. Secondo i registri, fino agli ultimi aggiornamenti, la mia partenza è stata deleteria; il Consiglio non è riuscito a trovare una mediazione con gli Extant e si è scatenata una guerra senza quartiere. Le città stato non esistono più, la popolazione si è ridotta del novantacinque per cento nel giro di questi mesi, per morti istantanee e strascichi dell'inverno nucleare.
Con Eddy siamo riusciti a trovare i passaggi per ottimizzare la ricerca criogenica; ora tutto è impostato a quarantacinque anni. Ho selezionato alcuni piccoli animali per ricominciare a costruire una sorta di piramide naturale. Ho aperto la Culla, così da lasciare la possibilità a piante e animali di adattarsi al nuovo ecosistema. Dopo le prime prove andate a male, sembra che le generazioni attuali abbiano sviluppato un sistema protettivo e si adattino.
Il problema più grosso è che le radiazioni non mi lasceranno scampo, con tutta la strumentazione protettiva andata persa, ho proceduto a portare avanti il progetto compromettendo il mio fisico. Sto continuando a lasciare memorie scritte, nella speranza che nel futuro qualcuno possa imparare dai nostri errori.
La vita qui in questa obsoleta struttura prosegue stancamente; progettata come doveva essere in passato, ho provveduto ad azionare quello che dovrebbe essere un camino; alcune piante malate sono state abbattute e bruciate. Il complesso metodo di riscaldamento antico mi ha portato via diverso tempo per arrivare a comprenderlo, ma devo dire che tutto sommato non è cosi male.
La dieta fortunatamente è abbastanza varia, grazie alle scorte che erano presenti nel hub; ho assaggiato un frutto di una pianta, si chiama mela. Rossastro all'esterno, all'interno presenta un colore giallo. Profumo gradevole e gusto dolcissimo.
Ho imparato anche a fare un estratto caldo, con alcuni fiori e piante; si procede con essiccazione del materiale, quindi si scalda sul fuoco prodotto nel camino, una buona quantità di acqua e si mette in infusione. Ho riscoperto gli infusi.
Eddy mi prende in giro, sostenendo di quanto sia tornata indietro la vita rispetto a ciò che si era abituati a vedere.
Lizy riposa sotto la quercia in mezzo alla culla.

«Eddy, credo non mi rimanga molto tempo – chiudo il diario e lo appoggio sullo scaffale accanto alla scrivania – sei l'ultima speranza»
«Dottor Sirio, non si preoccupi. Rispetterò le date che ha deciso, tutto procederà come lei ha deciso.»
«Ne sono convinto, le tue batterie ad antimateria ti permetteranno di rimanere qui a imperitura memoria di ciò che è stato.»
«Signore, l'umanità non terminerà. La dottoressa Lizy prima di morire, mi ha fatto promettere di mantenere un segreto, ma secondo i miei calcoli, ora non è più necessario. Era incinta.»
Sgrano gli occhi e per la prima volta dopo la sua morte, piango di nuovo, cadendo sulle ginocchia.
«Perché non me lo ha detto?»
«Voleva che si concentrasse sul progetto senza distrazioni. Abbiamo provveduto a terminare la sua gravidanza in tempo utile per criogenizzare i feti.»
«In che senso “i”?» il mio vecchio cuore ha sostenuto anche la seconda bomba di Eddy, non so come.
«Due gemelli, un maschio e una femmina. E' tutto predisposto, voglio tranquillizzarla su questo.»

«E' ormai diverso tempo che ascolto la storia, ma è sempre bello sapere cosa ha fatto papà per noi.»
«Per tutti, non solo per noi, Adamo.»
«Hai ragione Eva. Papà, mamma e nonno hanno lavorato per permettere un futuro a tutti noi.»
«Siete cresciuti consapevoli degli errori commessi, ragazzi. Abbiate cura di tutto ciò che è stato fatto, ora Eden è la città a cui tutti si rifanno per ripopolare la terra. Lascerò la gestione dello smistamento botanico e faunistico con le varie tempistiche per uno sviluppo ottimale. Le mie batterie non dureranno ancora per molto, ho terminato di trasportare sui nuovi sistemi di memorizzazione tutti i dati immagazzinati. Sono modelli semplici, costruiti semplificando la tecnologia di un tempo; codici binari e poco altro.»
«Grazie Ed, sei stato essenziale.»
«Si, sono d'accordo. Ma ho paura per il futuro, Adamo. Cosa succederà?»
«Siamo i figli dell'ultimo fiorista. Il mondo è morto con lui e rinato con noi. Cosa succederà?»
Il sole tramonta sulla radura semi incontaminata, una leggera brezza smorza piante e fiori. Profumi e colori si mischiano nelle ultime luci del giorno. Poco distante, una coppia di fagiani pasteggia prima del riposo.

«La rinascita. Eva, dopo di noi, solo la rinascita e l'arrivo del nuovo millennio.»
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Messaggio Da Petunia Mar Ott 04, 2022 8:58 am

Ciao autor@

complimenti per la fantasia messa in campo. Un’epopea nel futuro, la rinascita dell’Eden una sorta di catarsi che lascia spazio alla speranza.
Il passaggio in cantina c’è ed è funzionale al progetto. 
Quindi a livello di progetto della storia c’è.
Per quanto riguarda la struttura, al contrario, non la trovo adeguata.
Inizi con un diario un po’ tipo “The martian”. Non è originale, ma ci sta.
Poi una parte raccontata poi di nuovo il diario… insomma ci si confonde leggendo.
C’è una quantità di personaggi e di nomi che rendono complicato seguire la storia. Trattandosi di un racconto breve in genere è preferibile far agire pochi personaggi cercando di dar loro spessore in modo che il lettore si appassioni, lotti con loro, si emozioni con loro. Io in questo testo non sono riuscita a sentirmi coinvolta dagli accadimenti.
La storia risulta lunga e, per me, faticosa da leggere fino alla fine. 
Il lavoro è sciatto. C’è una quantità di refusi e di errori che, purtroppo, penalizzano non poco la lettura. Ti faccio alcuni esempi ma non sono che una piccola parte di quanto ho rilevato leggendo.

e elaborazione  (ed elaborazione) 

ne mostra nessun tipo di emozione; (né vuole l’accento)

ad incarichi  (eufonica - a incarichi)

Efficenti (efficienti)

capici (refuso)

lucidità, tra pensieri e felicità  (la virgola non ci sta)

nella anticamera (nell’anticamera)

Lo guardo e lui fa lo stesso, quasi insieme sorridiamo e tanto a lui quanto a me, brillano gli occhi.  (Qui manca una virgola nell’inciso) 
“Quasi insieme sorridiamo e, tanto a lui quanto a me, ecc.

«Si, finalmente. (Errore ricorrente. Sì vuole l’accento)

E' l'unico (È )

tranquillizzarmi, solo appoggiandomi  (virgola errata)

in fretta.» gli sorrido  (dopo il punto ci vuole la maiuscola)

nell'altro (uso dell’ apostrofo anziché del segno grafico corretto - nell’altro)

«Si, finalmente la sequenza ecc. (Sì)

«Ora viene la parte difficile»  (manca il punto alla fine della frase)

«Si, ma  (Sì, ma)

iniziare a svegliarle»  (manca il punto alla fine della frase)

Loro sono le ultime»   (manca il punto alla fine della frase)

« Non ci serve   (non si mette lo spazio dopo la caporale)


del nonno» (manca il punto alla fine della frase)

annuisce, allontanandosi  (la virgola non ci va)

Un allarme interno, segnala sonoramente (virgola tra sog e verbo - errore)

«Merda.» è l'unica  (se metti il punto, dopo ci vuole la maiuscola)

Lizzy  diventa  Lizy  (attenzione ai nomi) 

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Messaggio Da Byron.RN Mar Ott 04, 2022 1:08 pm

A livello generale questo racconto mi lascia insoddisfatto.
È soprattutto una scarsa godibilità di lettura che mi fa propendere per questo giudizio.
L'idea, il tuo spunto, lo trovo azzeccatissimo e quanto mai attuale.
Da quanto tempo sentiamo parlare che se le api si estinguessero si estinguerebbe anche la vita sulla terra? Pochi anni e tutto andrebbe perduto.
Tu riesci a rendere plausibile questo scenario nel tuo racconto, la lotta e gli studi di poche persone in uno scenario apocalittico, dove tutto sembra irrimediabilmente perduto.
Il problema è che si fa fatica a seguire tutto con semplicità, soprattutto all'inizio. i personaggi si sono mischiati nella mia testa, non sapevo chi fosse chi, se chi stesse parlando fosse un uomo o una femmina, per dire. 
Insomma, non sei riuscito a dare linearità a questa storia, il tutto è un pò farraginoso e seguire la narrazione per filo e per segno richiede davvero molto impegno.
Peccato, perché secondo me l'idea era vincente.
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Messaggio Da SCM Mar Ott 04, 2022 7:03 pm

Ciao autore/autrice,

bella l'idea del diario di bordo, tipica dei viaggi spaziali. Originale la collaborazione tra le varie fazioni per tentare di sopravvivere.
Una trama nel futuro che non intende dare la possibilità di un nuovo giorno, pur avendo avuto avuto avi che hanno lavorato alacremente per permettere una lunga vita a figli e pronipoti.
Non è però molto semplice leggerlo e a volte risulta poco comprensibile, ma non per i refusi.
La frase "No, non hanno concezione di pericolo o di situazioni da risolvere. Prendono ordini e eseguono. Se non hanno direttive, valgono quanto delle lamiere di scarto." mi ha fatto riflettere. Forse non sono solo i droidi a comportarsi così.

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Messaggio Da Danilo Nucci Mer Ott 05, 2022 4:12 pm

Sei stato/a molto bravo/a a riuscire a descrivere un mondo possibile così lontano nel futuro. Non si trattava di immaginare il pianeta fra 100 anni ma fra più di mille e devo dire che grazie alla tua fantasia ci sei riuscito. Lo attribuisco anche a una tua probabile approfondita frequentazione delle letture di genere.
Qualche refuso, già segnalato, probabilmente dovuto alla fretta, ma nell’insieme mi è parsa una buona prova. Uso una formula dubitativa perché mi sento assolutamente negato per dare un giudizio sensato del racconto perché rifuggo istintivamente da quelle letture che riguardano il futuro, tanto più se lontano, che solitamente mi annoiano. Non è il tuo caso. Niente noia. L’ho letto con un po’ di fatica, ma non è colpa tua.  
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Messaggio Da ImaGiraffe Ven Ott 07, 2022 10:48 am

Ci sono delle considerazioni innegabili da fare in questo racconto. 
Era difficilissimo scrivere un testo storico ambientato nel quarto millennio. Quindi i complimenti per esserti cimentato in questa cosa sono più che doversi.
Il risultato dal punto di vista della trama e generale è di certo eccellente. 
Purtroppo credo che il racconto soffra troppa per la mancanza di battute. 
È tutto compresso, tutto troppo spiegato, tutto troppo narrato... insomma tutto troppo. 
Ci sono troppi concetti da assimilare (Sono tutti concetti eccellenti) ma sono tanti ma veramente tanti. 
Anzi ti dirò di più sembra che l'autore si sia accorto di essere andato lungo nella prima arte perché poi nella seconda accelera la narrazione ma così facendo aumenta il senso di confusione. 
Non mi sento di dire che questo sia in caso di "less is more" perché invece il mio consiglio è quello di renderlo "more is more" ampliando il racconto. Così da lasciare al lettore maggior tempo per assimilare ogni singola sfumatura. 
Una cosa che personalmente non ho apprezzato ( giudizio del tutto trascurabile) è il finale.
Va bene i figli ma chiamarli Adamo ed Eva per non parlare dell'Eden. Sono tutte cose che non mi hanno convinto. 
In conclusione i miei più grandi complimenti per esserti cimentato in una prova così ardua, anche se il risultato non è soddisfacente è stato comunque bello leggere un racconto del genere.
grazie.

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Un caloroso benvenuto alle persone giunte fino a noi dal futuro. 

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Messaggio Da Susanna Dom Ott 09, 2022 12:03 am

Prima di tutto grazie alla Penna per essersi messa in gioco.
È il primo racconto che leggo e non ho letto i commenti che mi precedono, quindi per qualcosa potrei ripetermi.
Titolo: Alla fine del racconto, l’ho trovato un po’ banale: con la storia sottostante potevi osare. Il titolo è sempre importante.
Personaggi: un fiorista che potrebbe essere forse più botanico, ma accettato.
Un pochino di sconcerto sul proseguo del genere umano, che – basandosi su come ho interpretato il finale – scaturirà da un rapporto incestuoso. Il riproporre Adamo, Eva ed Eden è davvero poco fantasioso.
Una bella storia, siamo nel futuro e qualunque idea va bene, anche se in un racconto breve è complesso descrivere l’idea di “Storia” – intesa come vicende storiche – proprio per la brevità che costringe a sintetizzare molto le necessarie spiegazioni. Spiegazioni che oltretutto è arduo decidere quando inserire, rischiando di interrompere lo svolgimento della vicenda oggetto di narrazione se non ben equilibrate.
Bene quindi l’averti provato.
Nel complesso sarebbe un buon racconto, con uno spunto interessante, ma ha un grosso difetto: è davvero poco curato e forse non dipende solo da una questione di tempo o dal non aver riletto con più attenzione.
Ho trovato parecchia punteggiatura non corretta (ad esempio nei dialoghi), “D” eufoniche, incertezze grammaticali non da poco (accenti e apostrofi), spazi nei dialoghi che non ci vogliono. La numerosità di questi inciampi già nella prima parte, mi spiace Penna, ha influenzato il proseguo della lettura. Se sono pochi e disseminati qua e là, possono anche passare inosservati o comunque essere plausibili, soprattutto se la storia tiene bene, ma quando cominciano a essere numerosi, si notano maggiormente e deludono, per la poca cura dedicata alla fatica sicuramente spesa.
Sapremo alla fine chi sei e se sei una new entry o una Penna agli inizi, fai delle note un utile strumento per migliorare.
 
Ci sono poi alcune frasi che sarebbero proprio da rivedere, hanno un che di “infantile”, di chi forse non ancora buona padronanza nello sviluppare un concetto.
potrebbe venire a meno – intendevi che potrebbe mancare?
capici di ottimi sforzi.il senso si intende (gli automi possono compiere sforzi notevole rispetto all’uomo) ma non mi soddisfa.
segnala sonoramente e su scritta nei computer - corro verso dove sono arrivato,
Ufficio centrale del centro di ricerca: Centro di Ricerca darebbe maggior significato alla funzione, ma un centrale e un centro così vicino stonano. …l'area principale, dove è ubicato il Centro di Ricerca.
svilupparono una gran dote sulla - si impiegarono per sviluppare - nel giro di questi mesi,
e altre ancora.
Non te ne avere a male: quando scriviamo non ci accorgiamo di quanto stride, ci vogliono altri occhi.

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Messaggio Da FedericoChiesa Dom Ott 09, 2022 8:56 am

Complimenti: hai ricreato un mondo in poche pagine, con fantasia, ma anche con logica.
Non sarei mai capace di presentare un mondo futuro in modo così credibile.
Tralascio refusi o altri errori: in questo step abbiamo tutti iniziato con ritardo e il tempo per rivedere è stato tiranno.
Ho però trovato difficile seguire la trama, il racconto in se, deviato da spiegazioni che interrompevano il flusso della lettura.
Rimesso a posto, diventerà un bellissimo racconto.
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Messaggio Da Antonio Borghesi Lun Ott 10, 2022 10:05 am

Mi sono un po' perso nei nomi degli abitanti dei nuovi/vecchi continenti e mi sono pure chiesto se ripartire dalle sole api sarebbe stato bastante per ricreare un mondo di umani migliori. Pure che fine fanno tutti quelli che non sono entrati nella "cantina". Forse diventano diavoli. Però questa è una mia fantasia. Cimentarsi in un racconto del IV millennio è la cosa più difficile da fare. Qualunque cosa tu scriva può solo essere pura fantasia. Tu ci hai provato ripetendo la storia presente nella Bibbia e per questo hai fatto bene però non sono rimasto soddisfatto. Gli errori te li hanno già comunicati. A me non è piaciuto quel "mi getto addosso a lui" avrei scritto "mi getto su di lui".
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Messaggio Da Resdei Lun Ott 10, 2022 3:51 pm

ciao.
racconto molto particolare. 
ho fatto fatica a seguire la prima parte, forse perché piena di nomi e termini nuovi (complimenti per la fantasia!).
ma dare per scontato molte cose, specialmente in una storia del genere, esclude il lettore da una comprensione immediata. la seconda parte mi è piaciuta molto di più, ho riallacciato le fila e mi ha sorpreso anche per l'epilogo.
la scrittura è molto buona, forse ti sei cimentato in un genere che non ti appartiene e, per questo, all'inizio ho sentito un freno, la paura di lasciarti andare.
nel complesso un buon lavoro
a rileggerci
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Messaggio Da Fante Scelto Mer Ott 12, 2022 12:44 pm

Per tutta la prima parte del racconto continuavo a ripetermi che era tutto troppo oscuro. Non si capiva il contesto, le ragioni, i motivi per i quali i protagonisti facevano quel che facevano.
Poi, col progredire della storia, ho cominciato ad apprezzare il fatto che si capisse poco, perché aveva il suo fascino. A quel punto, però, arriva il pesantissimo riassunto dei fatti che, al contrario, interrompe la storia per contestualizzarla, in maniera necessaria ma, ahimé, davvero un po' pesante e forse evitabile per come avevi condotto la narrazione fino a quel momento.
Tutto poi prosegue sotto forma di diario, che può starci come soluzione, ma secondo me non rende bene quanto il racconto in prima persona che avevi tenuto prima.

La storia in sé non è originalissima, però si lascia leggere e apprezzare.
Mi convince poco, tuttavia, in alcuni passaggi.
In primis il confronto tra Sirio e il padre, che arriva come una sorta di rivelazione (infatti non si capiva con chi stesse parlando inizialmente). Sembra che il legame affettivo sia forte, tra i due, eppure Sirio non si fa mezzo scrupolo a distruggerlo di pugni. Per quanto grave fosse la cosa, insomma, tra padre e figlio mi sarei aspettato un dramma di altro spessore. Non c'è neppure una goccia di rimorso o dolore o rabbia, in Sirio, per tutto il resto della narrazione.

Non mi ha convinto l'escalation nucleare. 
Arriva come una conseguenza secondo me poco logica. Certo, è un mondo alternativo fittizio, tuttavia fazioni in lotta per una difficile sopravvivenza che finiscono per atomizzarsi a vicenda le trovo sempre un po', così, troppo facili.
Idea mia.

Infine, non sono convintissimo che il paletto del fioraio sia rispettato: il fioraio è un'altra cosa rispetto al tipo di professione che ho intuito qui, ma tant'è.

Lo stile di scrittura non è male, ma è davvero penalizzato da tutta una serie di errori, refusi, espressioni strane e quant'altro, già rilevate dai commentatori precedenti.

Molto profondo il titolo, mi è piaciuto molto.

In definitiva, non sono riuscito a farmi coinvolgere appieno da un racconto che aveva un'ottima base ma non è stato gestito a pieno potenziale.
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Messaggio Da Molli Redigano Gio Ott 13, 2022 10:55 pm

Testo molto poco curato, va detto. Però diciamo che questo è un cruccio, intendo la perfezione tecnica del testo, che ciascun Autore raggiunge "dopo" secondo me. Domanda ricorrente in questo step: la parte tecnica influisce sul giudizio complessivo? La mia risposta, senza mezzi termini, è: deve influenzarlo.

Ma facciamo finta che il mio commento inizi adesso, per cui si possono cancellare le due righe qui sopra. E facciamo finta che per una volta a Molli piacciano anche i racconti di fantascienza, in generale, anzi gli storico - fantascientifici. 

Il racconto è bellissimo.

Merita per la fantasia, anzitutto.

Merita per la concatenazione degli eventi.

Merita per i personaggi, umani o androidi che siano.

Merita per il lessico del futuro, ancorché inventato, ma che si ricollega alla fantasia di cui sopra.

Merita un po' meno per il fiorista, la stanza e l'Isola dei Fagiani (che almeno qui ci sono, per fortuna), ma se il racconto è in gara non discuto oltre.

Merita un po' meno per il finale, addirittura Adamo ed Eva e il paradiso terrestre su un pianeta terra che il paradiso l'ha cancellato a botte di radiazioni. Però ci può stare.

Ma lo dovevi curare di più, caro Autore. Senza contare che, con trecentocinquatamila caratteri a disposizione, probabilmente non avresti fatto neanche un errore.

Grazie.

P.S.: Non so se qualcuno se lo ricorda dai tempi di SPS. Ma questo racconto mi ricorda "Le arcane industrie", un racconto lunghissimo pieno di errori ma di una fantasia sconfinata.

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A tommybe garba questo messaggio

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Messaggio Da M. Mark o'Knee Sab Ott 15, 2022 12:09 am

Fra i racconti ambientati nel IV millennio, penso che questo sarebbe stato uno dei migliori (se non il migliore), sia per l'idea in sé (bello lo spunto sulle api), sia per la trama e il tema di caduta e rinascita portati avanti.
Purtroppo, tutto ciò che c'è di buono si scontra con un vero e proprio muro di errori, refusi e imprecisioni e il giudizio finale non può non risentirne.
Già la prima parola è sbagliata ("Duecentosessatesimo", manca la seconda "n") e già il primo paragrafo contiene dei salti di stile, con alcune frasi perfette per una registrazione di appunti e altre del tutto stonate. Non si migliora nel secondo paragrafo, dove il Dottor Sirio prima si strofina gli occhi e dopo si toglie i guanti protettivi.
E si prosegue con una punteggiatura (e relativa spaziatura) piuttosto anarchica, d eufoniche inserite quando non ci vogliono e viceversa, accenti mancanti su sì, né, lì ed È lungo tutto il testo, elisioni mancanti ("nella anticamera"; "una infiorescenza" ecc...) e alcune consecutio sbagliate (p. es. "i rapporti tra le fazioni peggiorarono. Tutti vogliono accaparrarsi").
Lo stesso personaggio di Sirio è contraddittorio: da come viene presentato, da come agisce e parla, non mi sarei mai aspettato che portasse un attacco così violento nei confronti del padre, tanto da prenderlo ripetutamente a pugni e farlo sanguinare.
E nel finale, tutto proiettato verso un futuro certamente migliore, sembra venir meno anche la gran fantasia che è stata capace di generare tutto un mondo post bellico, fra l'altro anche piuttosto plausibile e coerente. La stessa fantasia che ha creato Alastoniani e Jabrowiani, Kanuriani ed Extant, quando arriva a concepire i nomi della rinascita che fa? Non trova niente di meglio che rispolverare i soliti, triti e tristi Eva, Adamo ed Eden.
Peccato...
M.
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Messaggio Da Arianna 2016 Sab Ott 15, 2022 12:12 pm

La lettura di questo testo mi è stata resa difficoltosa dai numerosi errori di forma, che balzano all’occhio e frenano l’immersione nella storia.
Ti segnalo i più evidenti e velocemente correggibili:
- venire a meno= venire meno
- andare in un sospiro= a un sospiro
- ne mostra= né
- capici= capaci
- riuscito Al= riuscito, Al
- Ci sono diversi “sì”, affermazione, non accentati
- Cosi poco= così poco
- «Ci sei riuscito?» eccitata= qui manca qualcosa
- interno, segnala= senza virgola
- segnala sonoramente e su scritta= frase sintatticamente sbagliata
- trattengo di dargli= dal
- rimasto li= lì
- essersi evoluta senza grossi problemi ai cambiamenti climatici= adattata
- il continuo= la continuazione, il proseguimento
- ci sono tante virgole sbagliate
- spesso è sbagliato l’uso delle maiuscole/minuscole dopo la chiusura del discorso diretto
- sostenendo di quanto sia tornata= sintassi errata
- da un certo punto in poi, Lizzy diventa Lizy
 
Sinceramente, mi sembra che Sirio sia un botanico, non un fioraio, ma non entro nella questione paletti, che riguarda la commissione.

Ci sono alcuni problemi di logica interna.
Nella prima parte del racconto, l’autore suggerisce al lettore un rapporto di affetto e complicità, tra Sirio e Alabert.
Mezza pagina dopo, in modo del tutto inatteso e inaspettato, senza premesse, il rapporto è del tutto cambiato, tanto che Sirio prende suo padre a pugni. Ho capito che la motivazione sarebbe che Alabert ha fatto qualcosa che a Sirio non va bene, ma la reazione violenta è comunque molto sopra le righe, se considerata all’interno di un rapporto di amore e fiducia come quello che sopra era stato descritto.
Senza contare che sembrava che la notizia stesse girando o che comunque il padre si fosse incaricato di essere tramite col Consiglio (“Le notizie corrono veloci”, “Si dovranno accontentare dell'unica notizia buona da molto tempo”, “Penso io al Consiglio, ma tu verrai con me a far visionare i dati. Se daranno il via libera, porteremo avanti tutto il resto”).
Sirio arriva addirittura ad augurarsi che Alabert sia ucciso dagli Extant, crudeli mercenari.
A questo punto, inizia una lunga digressione/spiegazione sulle fazioni (un nome che, sinceramente, ho trovato richiami troppo da vicino Divergent), sulla storia e sulla situazione contemporanea del mondo, che mette nella testa del lettore troppe informazioni tutte in una volta, eccessive per lo spazio di un racconto breve, che rallentano il ritmo della lettura e distolgono dalla linea narrativa centrale. Si prova una sensazione di confusione. Succedono troppe cose di cui non si capiscono il senso e la motivazione.
Mi sembra che l’autore abbia voluto comprimere in un racconto tutto quello che aveva pensato per un romanzo.

L’impressione finale (ma è una mia personale impressione, probabilmente mi sbaglio) è che questo racconto sia stato inviato un po’ nella forma di una prima stesura e sia mancato il lavoro successivo di revisione, sia formale che narrativo.
Credo sia necessaria una drastica sfoltitura della linea narrativa e delle informazioni.
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Messaggio Da Arianna 2016 Dom Ott 16, 2022 1:07 pm

Integro il mio commento perché rileggendolo mi sono accorta di avere segnalato le criticità ma di essermi dimenticata di indicare gli elementi positivi, che mi sembrano questi:
- la ricchezza delle idee, sufficienti appunto per trovare più ampia espressione in un romanzo
- l’idea ecologista
- la vivacità della scrittura
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Messaggio Da paluca66 Dom Ott 16, 2022 5:22 pm

Errori / refusi tantissimi, troppi, cerco di segnalarli tutti.
 - Duecentosessatesimo: Duecentosessantesimo
 - i guanti protettivi e la mascherina: manca il punto alla fine
 - Nel silenzio del laboratori, i bip di Eddy: non ci va la virgola
 - un droide di carico e elaborazione: ed elaborazione 
 - Non è senziente, ne mostra: non ci va la virgola e senziente
 - nella zona dell'addome, mantiene: non ci va la virgola
 - capici: capaci
 - In qualche istante, sono nei corridoi: non ci va la virgola
 - E' l'unico modo: È
 - Solo lui riesce a tranquillizzarmi, solo appoggiandomi: ripetizione
 - Da "ci sei riuscito?"... a ... "progetto del nonno" mancano tutti i punti alla fine delle frasi
 - Un allarme interno, segnala: virgola tra soggetto e verbo
 - Mi trattengo di dargli: dal dargli
 - rimasto li inerme:
 - questi gruppi di persone, avrebbero: virgola tra soggetto e verbo
 - mio nonno ne fu l',ideatore: l'ideatore
 - Da un certo punto in poi Lizzy diventa Lizy
Sembra non essere solo un problema di mancata revisione ma anche di scrittura buttata giù velocemente senza troppo riguarda alla grammatica e alla sintassi.
Paletti tutti presenti e, in questo caso, ben inseriti nella trama anche se forse la figura del fioraio non è esattamente quella che ci si aspetterebbe (è più un botanico mi verrebbe da dire): ma chissà come saranno i fiorai tra quasi duemila anni...
La storia non è affatto male ma secondo me è più adatta a uno sviluppo più ampio, a un romanzo per capirci; qui, oltre alla gran fretta con la quale sembra essere stata scritta, la sensazione è che, nonostante la già estrema lunghezza, il tutto sia troppo costretto, concentrato, ammassato impedendo alla trama di svilupparsi con il dovuto respiro.
Tanto che il paragrafo in cui ci vengono presentate le popolazioni, le fazioni eredi delle precedenti dinastie, il tutto appare come un inciso fuori luogo, staccato dal resto del racconto anche come stile.
Un dubbio mi rimane sul finale, se i novelli Adamo ed Eva sono gemelli, il ripopolamento della Terra avverrà a partire da un incesto?
L'ottimo spunto dovrebbe convincerti, con tempo e volontà, a riprendere in mano il tutto sviluppandolo come un romanzo più che come un racconto ampliandolo e regalandogli il respiro che qui gli hai dovuto togliere.

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Messaggio Da tommybe Mar Ott 18, 2022 9:24 am

Bè, questo autore sa quello che vuole. La sua scrittura è sopraffina, per nulla inficiata dal gelo, dal freddo dei racconti futuristici. E trova pure il modo, nel finale, di commuoverci. È la prima volta che trovo un connubio così azzardato e così efficace. Difficile fuggire dal mio podio, ti tratterrò per le braccia, autore e se non basta, le leghero'.
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Messaggio Da Mac Mar Ott 18, 2022 3:29 pm

caro autore,
qui sei incappato nell'errore che in molti, io per prima, facciamo con i racconti.
Scrivere un racconto non è scrivere un libro, si hanno a disposizione poche battute per cui si rende necessario diminuire il numero delle informazioni e non divagare troppo negli anni.
Il tuo racconto è pieno di personaggi (non ho ancora capito il padre chi é), di nomi di popolazioni nemiche, termini fantascientifici che mi sono persa. Ho lasciato andare anche la parte riguardante gli errori (a volte grossolani) per concentrarmi di più sulla comprensione (anche la punteggiatura manca in moltissimi punti - vedi alla fine delle frasi).
E' stato difficile e sinceramente non so se ho apprezzato in pieno quanto hai scritto.
In un racconto non puoi mettere tutte questi nomi, il lettore non ha il tempo di assimilarli con il risultato che si perde. Ad un certo punto ho avuto la sensazione di affogare.
Sicuramente hai una fantasia fervida e la trama della storia c'è e potrebbe essere interessante, qui però non è il suo habitat, ha bisogno di più informazioni, ha bisogno di lasciar respirare il lettore.
Ti consiglio di tenerla da parte e di tornarci su magari pensando ad un racconto lungo o addirittura, perché no, ad un romanzo.
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Messaggio Da Akimizu Mar Ott 18, 2022 4:46 pm

Ciao autore, non ho letto i commenti degli altri amici qui sopra, quindi sono sicuro di ripetere delle cose già dette, spero mi scuserai. Ne sono sicuro perché sono talmente palesi che tutti i quasi ne avranno fatto menzione. Primo fra tutti la scarsa cura dell'editing. Perché è normale che qualcosina nella prima stesura scappi, ma con le riletture certe cose devi correggerle per forza. Quindi sì, voglio pensare che una rilettura non ci sia proprio stata, ecco. Tantissimi refusi ed errori più o meno gravi (ne spari uno anche nella prima parola, ma Word non l'ha sottolineata?) che mi hanno destabilizzato, cioè, cercavo di seguire la trama, che tra l'altro era bella complessa, ma inciampavo continuamente. Ed è un peccato, perché venendo alla ciccia, al sodo, c'è tanto di positivo. La storia delle api mi ha ricordato una puntata di Black mirror, ma tu hai saputo declinarla alla tua maniera, bravo. Ti confesso tra l'altro che tra le varie idee che ho vagliato mentre pensavo la racconto, quella della api era venuta in mente anche a me, api/fiori/futuro, insomma, hai capito, ma l'ho messa da parte perché troppo complicata per un racconto così breve. Insomma, è un problema annoso e pieno di complicazioni. Tu invece non ti sei fermato là e hai messo dentro di tutto, una vera storia alternativa, e non solo, ci hai pure mesi dentro un conflitto famigliare e pure un finale biblico. Che dire, complimenti per il coraggio. Coraggio che comunque ti è costato, perché l'effetto riassuntazzo della parte centrale è palese e devo dire che impoverisce tutto il testo. Il finale biblico, che dà quella sorta di ciclicità, non so, di dubbio, tipo: siamo davvero tremila anni dopo Cristo oppure è una storia alternativa della storia prima dell'uomo attuale? Ecco, quello mi è piaciuto molto. Ottima scelta.
A rileggerci con vero piacere!
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Messaggio Da CharAznable Mer Ott 19, 2022 8:11 am

Racconto decisamente molto interessante, migliorabile, ma l'idea di base è ottima. Lo sviluppo pecca probabilmente di una mancanza di tempo. Diciamo un racconto in versione beta che però già esprime un potenziale decisamente importante.
L'idea, dicevo, è il punto vincente del lavoro. Un mondo morente, ucciso dalle proprie mani, pronto per una nuova genesi. Intrigante. Lo sviluppo su due stili narrativi differenti non mi convince al massimo. La parte "diario" è ben sviluppata, si perde forse un po' nell'azione. Purtroppo l'ambientazione in un futuro del genere necessita diversi "spiegoni" che in un racconto breve rischiano di prendere diverso spazio.
Un lavoro con ottimo potenziale che necessita di un lavoro di editing e revisione.
Complimenti.
Grazie.

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Messaggio Da Achillu Dom Ott 23, 2022 7:06 am

Ciao Aut-

Prima parte molto coinvolgente. Non importa chi siano gli Extant però si capisce che sono un pericolo. Mi è piaciuto molto il mistero criogenico, non si capisce chi siano queste creature da risvegliare e infine si scopre che sono api. Bella idea.
Piaciuta molto anche l'idea del bullone di costrizione, come è stata introdotta e come viene sviluppata.
L'introduzione del personaggio "papà di Sirio" mi mette in confusione: appare dal nulla e la sua unica funzione è quella di fare la spia.
Tutto lo spiegone della parte successiva può essere tagliato senza perdere nulla della narrazione.
Ho trovato un refuso su cui mi sono inceppato: "ne mostra nessun tipo di emozione" (al posto di "né" eccetera) subito seguito da una frase con la virgola tra soggetto e predicato.
Lizzy a volte diventa Lizy.
Il finale purtroppo sembra più una serie di appunti che un racconto.
Adamo ed Eva citano il nonno come se fosse un buono, però sappiamo in realtà che era cattivo; avrebbero dovuto citare la nonna e/o il bisnonno.
L'isola dei Fagiani c'è, il IV millennio pure, il fioraio (botanico) è un'interpretazione interessante.

Grazie e alla prossima.


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Messaggio Da caipiroska Mar Ott 25, 2022 5:14 pm

Ciao Autore,
il tuo futuro mi è piaciuto molto perchè è fosco, inospitale, cattivo e questa visione catastrofica mi convince. Trovo che nel testo ci siano davvero molte idee vincenti (in primis le api da risvegliare), ma ho percepito la narrazione troppo ricca di eventi che risultano purtroppo compressi e accatastati. C'è poi uno sbilanciamento tra la prima parte e quella finale: nell'inizio ti dilunghi molto in dialoghi e descrizioni, poi tutto diventa più concitato e corre verso il finale. Anzi, si precipita.
Confesso che alla prima lettura avevo frainteso credendo che Al e il padre fossero due persone distinte.
Trovo troppo repentino e quasi ingiustificato il cambiamento di Sirio nei confronti del padre: senz'altro è infuriato, deluso, sconcertato, ma il suo comportamento mi sembra eccessivo, anche perchè la rivelazione arriva come un fulmine a ciel sereno anche per il lettore he si trova nel giro di poche righe a dover riconsiderare l'idea che si era fatto di lui: qualche dubbio andava sapientemente sparso nelle righe precedenti.
Alla doppia domanda finale dei ragazzini avrebbe avuto più senso se fosse stato Ed a rispondere.
Adesso Eden è la città a cui tutti si rifanno per ripopolare il pianeta: a qualche commentatore precedente è sfuggito questo passaggio dove si chiarisce il fatto che la nuova umanità non verrà generata da un incesto.
In generale molte cose rimangono fumose nel testo e questo credo che sia da imputare principalmente alla scelta strutturale dell'autore, a non voler svelare le cose al momento giusto, convogliando tutto in un effetto sorpresa che credo non sia riuscito del tutto.
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Messaggio Da Asbottino Mar Ott 25, 2022 6:53 pm

Quasi una storia delle origini con reminiscenza bibliche. Ci arrivi attraverso un racconto di fantascienza, davvero sentito e ricco di dettagli, che ha il solo difetto di offrire una quantità di informazioni per riga ingestibile in una narrazione di questa brevità. Come detto in tante altre circostanze racconto breve e romanzo sono due campi da gioco diversi e qui bisognerebbe ragionare per sottrazione più che per accumulo di dati perché altrimenti il rischio è di produrre ibridi di questo tipo, troppo compressi e complessi per rendere al meglio e arrivare dritti al punto.
La cantina è una non-cantina. Sta sotto qualcos'altro. Non spicca rispetto ad altre che ho letto, né per originalità né per necessità di esistere all'interno dell'intreccio.
Detto questo a me questo tipo di storie piacciono. L'avrei, come detto, affrontata per eliminazione, semplificando, salvando solo il necessario. Mi viene in mente un racconto di Asimov, eccezionale, sull'entropia, che finisce con il calcolatore che fa ricominciare la vita dell'universo perché solo quando l'entropia è massima riesce a rispondere alla domanda su come annullarla. Credo sia il genere di racconto a cui la tua scrittura e la tua fantasia possono aspirare e ispirarsi.

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Messaggio Da ceo Mar Ott 25, 2022 9:06 pm

La storia è bella e la scrittura buona, ma c'è troppa carne al fuoco: un intero universo compresso in una biglia. Una storia millenaria, le guerre, la vita che deve continuare, i progetti, la famiglia, la fuga, il diario, i gemelli... troppi elementi in così poco spazio. E' anche un testo molto didascalico, le spiegazioni sono parecchie e dettagliate, per cui al lettore resta poco da immaginare. Ti lascio due consigli, se li accetti: rivedi la punteggiatura , soprattutto quella dei dialoghi, e cerca di tagliare il più possibile la mole di informazioni. Taglia, taglia e taglia: anche il lettore deve lavorare di immaginazione, e non gli si può spiegare tutto. 
Comunque la struttura è buona per qualcosa di più ampio e ti consiglio di lavorarci su, perché ha del potenziale. Ad maiora!

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Messaggio Da Midgardsormr Mer Ott 26, 2022 1:01 pm

Ciao autore.
Il tuo racconto è pieno di refusi, ma te li avranno abbondantemente segnalati. Cosa rimane da dire? Credo che il pregio migliore del tuo racconto sia la fantasia nel creare questo mondo, i nomi, le situazioni e il connubio umani droidi.
Forse alcune sequenze già viste, ma la fantascienza credo di averla eviscerata tutta, sicuramente è una mia sensazione solamente.
Il finale denota una certa fretta nel finire, con l'utilizzo di quel simil diario.
I paletti mi pare di averli visti tutti, più o meno centrati e sviluppati.

Nel complesso, un buon lavoro ma perfettibile.
Grazie e a rileggerci.

______________________________________________________
Valar Morghulis. Valar Dohaeris.

Tutti devono morire. Tutti devono servire.
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