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Messaggio Da Different Staff Lun Ott 03, 2022 11:11 am

Scese in cantina alle ventidue in punto, come faceva ogni sera. Vestiva col solito accappatoio di seta verde, che non chiudeva mai davanti, perché apprezzava il fatto che scorresse aria là sotto. Mentre era ancora a metà della scalinata, si accese la pipa: René Blend n.71, il suo tabacco preferito. I francesi non erano capaci d fare niente, ma quel tabacco, ragazzi…
A passi molto lenti arrivò agli scaffali e prese a passare in rassegna tutta l’esposizione di teste umane, immerse in cilindri di vetro ripieni di formaldeide, come fosse stato un appassionato di vini al cospetto della sua collezione di bottiglie. Quante erano? Trecento-ventitré? Gli pareva di ricordare quel numero esatto, ed era tutta opera sua. Un giorno avrebbe fatto un censimento, avrebbe scritto le biografie di quei criminali. Ricordava ogni sentenza che aveva preceduto ogni singola esecuzione; ricordava ogni singola parola che gli avevano rivolto, prima che la sua scure fosse calata sul loro collo. Già, i colli. Non erano tutti uguali. Avrebbe potuto scrivere un trattato solo sui colli: consistenza, durezza o mollezza, fragilità della colonna vertebrale, modo di schizzare sangue a colpo avvenuto; per non parlare della reazione del cranio, dal tonfo al modo di roteare gli occhi nella cesta. Dopo aver commemorato velocemente una decina di esecuzioni, si soffermò davanti a una testa in particolare, molto recente, la cui etichetta riportava nome, cognome, date di nascita e morte e professione: Oliver Salus, 3591-3643, truffatore.
Lo ricordava con particolare orrore perché, prima che la sua scure separasse la testa dal resto del corpo, aveva tuonato contro i giudici che lo avevano condannato a morte delle minacce davvero originali. Non si era pisciato addosso come quasi tutti gli altri, e soprattutto non aveva pregato. Odiava la gente che pregava, la trovava insopportabile, e ancora di più odiava la gente che chiedeva la grazia al boia: ridicoli. Oliver Salus, che dignità! Era salito con passo deciso sul patibolo, aveva preteso che gli fosse tolta la benda. Aveva guardato con odio i giudici, seduti ai posti d’onore, e aveva urlato loro con sommo disprezzo:
Lo ribadisco, sono innocente. Dopo la mia morte vi porterò tutti nella tomba, in modi che nemmeno immaginate.” Dopodiché, dopo aver sputato nella loro direzione, in tutta autonomia si era inginocchiato e aveva posato la testa sul ceppo, come avesse voluto sbrigare in fretta la faccenda. Le sue ultime parole furono rivolte proprio a lui, al boia: “Un colpo secco, per favore, e vedi di non sbagliare, altrimenti dovrei farla pagare cara anche a te.” E lui si era sbagliato, che figuraccia! La sua peggiore performance. Un colpo maldestro, manco fosse stato fatto con un bastone e non un’ascia affilatissima. Il primo colpo gli aveva preso un terzo del collo, e Oliver agonizzava agitandosi su ceppo, rendendo impossibile un secondo colpo preciso. Ce ne vollero altri tre. Un autentico disastro. La stampa ne aveva parlato per giorni, denigrandolo per la sua mano malferma, e lo aveva designato come “il boia col parkinson”. Pensò: “Ah, Oliver, quanto mi disp…”
Driiin” suonò il campanello. Chi poteva essere a quell’ora? Su quella maledetta isola – l’isola dei Fagiani nel fiume Bidasoa – c’erano soltanto lui e quel rompicoglioni di Julio Akinova. Cosa aveva in sospeso con quell’inetto? Aveva finito lo zucchero? Ah, già, il tosaerba. Ma gli sembrava l’ora di chiedere indietro il tosaerba? Sperò per lui che stesse bruciando l’isola, l’unico motivo che avrebbe perdonato a quell’insolenza, a quell’ora. Risalì le scale sospinto dal suono ripetuto del campanello, e ciò aumentò notevolmente la sua rabbia. “Vengo, vengo, attimo.” Aprì la porta con un colpo secco: “Che ti venisse un fulmine, Julio. Se è per il tosaerba io…” si interruppe, in quanto aveva scoperto che era iniziato a piovere di brutto e che non era Julio a scampanellare in modo forsennato, ma una donna protetta da un campantigranpio (Campo antigravitazionale antipioggia). Lei lo guardò con due occhi maligni, rossi e luminosi, nei quali sarebbe detto galleggiasse la chiatta di Caronte nelle acque infernali dell’Acheronte. Le gocce di pioggia esplodevano sull’ombrello invisibile del campantigrampio come centinaia di popocorn.
Sei tu Angel Salinas, detto il boia dei Fagiani?” domandò quella. Angel si mise sull’attenti, portando la mano dentro l’accappatoio, dove teneva sempre una nano-pistola protonica a raggi Mazem nel taschino interno.
Chi lo vuole sapere?”
Mi manda Oliver Salus” disse la donna estraendo un pesantissimo fucile a raggi Klua. Ma prima che potesse dire “bah”, Angel aveva esploso un colpo di nano-pistola, e mezza faccia della donna aveva preso il largo sottoforma di coriandoli, in barba al campo antigravitazionale antipioggia. Ma a differenza di quanto s’aspettava il boia dei Fagiani, la donna non era caduta, anzi, si era appena appena scomposta. Nella metà della testa rimasta attaccata al corpo, infatti, si vedevano circuiti di un cervello robotico, scossi da scintille, piccoli botti e scariche elettriche. La vide riassestare l’occhio rimastole e sollevare l’arma. Angel non perse tempo. Chiuse la porta blindata con varie mandate e si affrettò a ripararsi in cantina, dove poté frapporre altre pareti e porte tra lui e il suo nemico metallico. In cantina, tra le teste di Hugo Varales (stupratore) e Katia Loré (terrorista) aprì un piccolo cassetto e ne estrasse un caricatore Mazem, un coltello Caligiuri e due piccole bombe domestiche della pregiata ditta Olimpio & Caroto. Infine si sedette ad aspettare in un angolo, fumando forse la sua ultima dose di René Blend n.71. Lì, in quell’angolo, sarebbe stato ragionevolmente sicuro di non ricevere attacchi alle spalle.
Nel frattempo, al piano superiore udì un fracasso tremendo. La donna robot doveva aver demolito parte del muro della facciata principale. Angel distinse i suoi passi pesanti peregrinare per la casa con calma prudente; la sentì muoversi in cucina, poi in salotto. Infine i suoni si fecero più lontani, segno che cercava al piano di sopra. Capiva che avrebbe dovuto affrontarla: era impossibile scappare da un umanoide serie vindicta 060 della ditta Gagì, e avrebbe dovuto farlo fuori con pazienza e metodo, distruggendo tutti e cinque i suoi cervelli. Il più ostico era sempre quello nella natica sinistra. Lesse sul piccolo display della pistola il numero delle cariche Mazem che aveva a disposizione: nove. Forse sarebbero bastate. Udì i passi dell’umanoide ridiscendere le scale e percepì il suo arrestarsi al cospetto della porta in cima alle scale, poi il fragore di una esplosione, infine i passi pesanti che scendevano sottoterra. Angel attivò il circuito Mazem, che ronzò come un moscone.
Niente di personale, signor Salinas” disse l’umanoide con la voce disturbata dal fatto che parte della bocca era volata nel cielo sopra l’isola. “Il mio referente mi ha dato precise istruzioni di vendetta, e asserisce che l’esecuzione di Oliver Salus fu così maldestra che…”
Tutti possono sbagliare” gridò Angel verso la porta, stringendo con rabbia la pistola a raggi Mazem. “Il mio è un lavoro male interpretato. Io sono solo il braccio della legge, io non c’entro con la condanna a morte; io eseguo gli ordini. Pensate che sia facile fare tutto con un colpo solo? Ci vogliono anni di allenamento e anni di cocomeri e manichini: avete idea della spesa?”
Lo vede che ci capiamo, signor Salinas? Anch’io sono programmata per eseguire gli ordini. Non sentirà niente, glielo prometto. La mia precisione si aggira sul 99,8% per quanto concerne i bersagli mobili, ma se lei resta fermo, possiamo parlare di 100% e una frazione di secondo.”
Non hai capito, mostro. Sarai tu quella a non uscire da qui sulle sue gambe.”
Oh, signor Salinas. È la stessa cosa che hanno detto i giudici Molinì e Carenes. Ho dovuto fare fuori decine delle guardie di sicurezza prima di arrivare a loro: le garantisco che sono morti tra orrendi strazi. Ma per questa missione mi è stata disattivata la modalità ‘crudeltà’. Difatti non ho con me armi da taglio.”
Adesso sì che sono tranquillo.”
Ora faccio saltare la parete, non si agiti troppo.”
Aspetta.”
Sì?”
Se devo morire voglio sapere chi ti ha programmato. Oliver Salus no di certo, in quanto era in carcere da mesi prima che fosse condannato a morte: non avrebbe avuto modo di farlo.”
Di solito non faccio queste cose, signor Salinas, ma per lei farò una eccezione, dal momento che siamo ‘colleghi’: mi ha programmata Marcus Salus, il fratello di Oliver.”
Lo sapevo, maledetto.” Udì un sibilo, poi un botto formidabile. Parte degli scaffali si rovesciò e decine di teche con le teste si infransero sul pavimento. Ma quando l’umanoide entrò nella cantina, pestando cocci e crani, non trovò nemmeno l’ombra del suo obiettivo. Angel aveva infatti fatto costruire una porta segreta che lo portava all’esterno proprio per queste emergenze, quando si era trasferito sull’isola. Era frequente, quasi una consuetudine in quel secolo balordo, che i parenti delle persone che faceva fuori per lavoro gli mandassero dei vendicatori, come se fosse stato lui il responsabile del loro destino. La pioggia era fortissima e la visibilità scarsa, ma era nel suo territorio e nessun occhio cibernetico avrebbe potuto orientarsi meglio di lui.
Con l’accappatoio ormai zuppo, lacero e stracciato fece il giro della casa e rientrò attraverso il buco nella parete dell’ingresso principale, e una volta dentro, con cautela massima, ridiscese le scale mezze franate della cantina. Vide tra il fumo la sagoma dell’umanoide che rimestava tra i detriti in cerca di lui: senza esitare un istante in più, puntò il raggio mazem e con quattro rapidi colpi fece fuori le zone dove erano custoditi i cervelli: le natiche, il ventre e il polpaccio destro. Vide l’umanoide serie vindicta 060 della ditta Gagì, o quello che ne restava, ammucchiarsi a terra in un cumulo di resti. Si avvicinò, e con la ciabatta toccò il tronco del droide, animato ancora da una residua fonte di energia. I suoi occhi brillavano di una luce rossa fioca:
Ne torneranno altri, signor, Salinas” disse con un ronzio metallico, più che con un filo di voce.
Spaccherò il culo anche a loro, in tal caso” rispose Angel, raccattando la sua fida pipa da terra. La accese, contemplando il robot in tilt che si contorceva in piccoli spasmi e scariche. Lo finì con un colpo secco di raggio mazem, che lo squagliò del tutto. Un rumore di passi alle sue spalle lo fece trasalire, e puntò la pistola verso la loro direzione. Era Julio, il suo vicino:
Che disastro, Angel. Che cavolo è successo? Cos’è questo casino? E abbassa quella roba, cazzo.” Il boia abbassò l’arma.
Hanno tentato di nuovo di vendicarsi per il mio onesto lavoro.”
Non mi dire, è la sesta volta quest’anno. Angel…”
Sì?”
Ma non ti conviene cambiare lavoro? Tutti questi attentati, le case da rifare… ormai passi più tempo coi muratori in casa che a fare altro.” L’acqua iniziò a filtrare dalle pareti crollate della casa e a invadere la cantina. Angel Salinas fece un tiro di pipa:
Non cambierò mai lavoro, Julio.” Infilò la pistola nel taschino dell’accappatoio. “Credo che farò visita a Marcus Salus. Ho un po’ di danni da farmi risarcire.”
E chi sarebbe?”
Quello stronzo che ha mandato questo aggeggio infernale.”
E come pensi di trovarlo?” Angel si chinò sui resti dell’umanoide e con le dita pizzicò una micro-schedina HGGF. La guardò con un occhio solo.
Beh, questo è un ottimo inizio. Se non è troppo danneggiata mi porterà da Marcus.” Julio scrutava i resti del robot.
Che razza di spreco. Beh, io vado, ci sentiamo. Se ti serve qualcosa…” Fece qualche passo verso la parete crollata. “Ah, Angel…”
Sì?”
Il tosaerba… quando…?”
Ah, fottiti, Julio. È nel capanno, riprenditelo.”
O-ok. Allora , ci si vede in giro. Sempre che non t’accoppino, Angel.”
Questo lo vedremo” disse Angel infilandosi in tasca la micro-schedina HGGF. E dopo aver sospirato sul casino che era la sua vita, prese il telefono e chiamò l’assicuratore.

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Messaggio Da Danilo Nucci Lun Ott 03, 2022 10:51 pm

La lettura complessiva è stata molto gradevole. Ne ho apprezzato l’ironia e la tendenza all’assurdo che mi hanno fatto dimenticare il fatto che, di solito, non gradisco molto le storie proiettate in un futuro così lontano. Un plauso particolare anche per la fantasia nel descrivere fatti e situazioni. Cito la frase “Il più ostico era sempre quello nella natica sinistra” che come collocazione del cervello non è affatto male.
Gli elementi della prova ci sono tutti: la cantina, ben presente, così come il boia e il genere “azione” che è espresso in modo sufficientemente movimentato. L’Isola dei Fagiani c’è ma senza una funzione specifica: avrebbe potuto essere qualunque altro luogo nell’economia della storia.
All’inizio non avevo pensato a una storia del quarto millennio. L’atmosfera di quella cantina, le teste in formaldeide, il boia che decapitava i condannati con la scure, mi avevano fatto pensare che si trattasse di una vicenda di alcuni secoli fa e la scoperta che invece siamo fra il 3000 e il 4000 mi ha sconcertato.
Ti segnalo alcune piccolezze da correggere:
“capaci d fare niente”
“agitandosi su ceppo”
“… nei quali sarebbe detto” che immagino fosse “nei quali si sarebbe detto”
Ottima la frase finale sull’assicuratore!
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Messaggio Da FedericoChiesa Lun Ott 03, 2022 11:48 pm

Che dire, inizio con un racconto scoppiettante, pieno di ironia, horror, azione.
Alcuni colpi notevoli, come il boia con il Parkinson o l'assicuratore a chiudere.
Un appunto  sull'Isola, citata  ma che non evidenzia nessuna delle caratteristiche per cui è nota, tra le quali ora (2022) anche quella di essere disabitata.
Scorrevole e piacevole.
Complimenti
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Messaggio Da Petunia Mer Ott 05, 2022 12:06 pm

Molto, molto divertente! Mi è proprio piaciuto leggerlo. 
La prima parte, la migliore. Nella parte centrale ho faticato un po’ a seguire l’azione ma probabilmente non dipende dalla scrittura, solo dalla mia incapacità di mantenere la concentrazione di lettura durante le scene di azione.
La parte conclusiva non trovo che sia all’altezza di quella iniziale, un po’ come se la narrazione anziché crescere verso il climax si sgonfiasse e perdesse d’intensità, non so come dirti meglio. Forse perché nel testo dici che le vendette sono ricorrenti e che non è il primo droide col quale deve combattere. Tutto questo depotenzia la scena precedente.
Se ha combattuto e vinto anche con altri vendicatori cibernetici come fa ad avere ancora tutte le teste dei condannati al loro posto? Gli altri non hanno fatto così tanti danni? E, allora, perché non dare un valore speciale a questo vendicatore in particolare? E soprattutto al condannato a morte che, giustamente, reclama ve dett per aver sopportato un boia così maldestro. 
La parte finale rende il racconto troppo leggero, quasi fumettistico e avrei preferito fosse ancora sul registro iniziale che mi ha entusiasmata.

Le gocce di pioggia esplodevano sull’ombrello invisibile del campantigrampio come centinaia di popocorn.


Bella similitudine


lacero e stracciato 


(Sceglierei solo uno dei due aggettivi)

In alcuni passaggi ho notato la consecutio non sempre corretta (passi da trapassato p.  al p. remoto)

Ribadisco, lettura piacevolissima.

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Messaggio Da Fante Scelto Gio Ott 06, 2022 9:45 am

Molto interessante questo racconto, che alla scelta futuristica applica una patina di assurdo, di fumettistico, che da un lato gli toglie un po' di credibilità ma dall'altro gli danno un tono e una personalità tutti suoi.
Si percepisce un po' uno stacco tra la prima parte, dove l'apparizione dell'androide lascia di stucco, e la seconda, dove apprendiamo che in realtà la vita di Salinas è costellata di fatti di questo tipo. Si perde un po' di coerenza dell'atmosfera, ma niente di grave.
A proposito dell'androide, l'ho visto un po' troppo sicuro/a di sé e poco efficace, specie se è stato in grado di farsi strada agevolmente tra decine di guardie di sicurezza dei giudici. Però fa parte del "gioco" narrativo.

Buona la parte di azione, che visto il genere era la più importante. L'ho visualizzata abbastanza bene e si lascia leggere con piacere. Uniche note sono le tante ripetizioni di cui soffre e l'uso a volte eccessivo dei tecnicismi che, per quanto inventati di sana pianta, a volte suonano superflui.
Una piccola incoerenza tecnica, ma forse non è voluta, è il fatto che Angel abbia già bisogno di un nuovo caricatore per l'arma Mazem dopo aver sparato un singolo colpo.

Non riuscito, secondo me, il paletto dell'isola, che non ha una vera funzione nella storia a parte l'essere scenografia per i fatti.

Bene lo stile, leggibile, scorrevole, anche dotato di una certa, sottile vena ironica in alcuni passaggi. Ma ho apprezzato poco il narratore onnisciente, molto invadente: secondo me una narrazione più distaccata avrebbe favorito molto la percezione finale dello scritto, che comunque rimane buona.

Grazie della lettura.
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Messaggio Da Byron.RN Gio Ott 06, 2022 1:01 pm

Lettura piacevole e divertente.
Ti dirò che il tuo personaggio, per via dell'accappatoio in sete e la pipa mi ha ricordato lì per lì Hugh Hefner, il fondatore di playboy, ma veniamo al racconto.
La prima parte è quella che mi è piaciuta di più, ottima atmosfera, tutto molto credibile. 
Poi dopo, da metà in poi, tutto si affievolisce un pò. Non che non ci sia coerenza, ma il tuo personaggio comincia ad assumere un connotato diverso.
Soprattutto nel finale, quando si accenna ai sei attentati che Angel ha subito nell'anno, con sei case distrutte. Sì, perché lì Angel assume quasi le sembianze di un supereroe immortale, non un boia, una persona normale. Partendo da questa sensazione e ripercorrendo la storia a ritroso si ha il dubbio di aver letto un fumettone, un divertissement, un componimento giocoso che in un certo qual modo tende a intaccare quel patto di sospensione dell'incredulità che si crea tra lettore e scrittore.
Anche la domanda di Petunia è lecita, visto che anche a me il dubbio mentre leggevo è sorto: come mai la collezione di teste è ancora presente se quello è il sesto attacco subito da Angel e anche i precedenti sono risultati altrettanto disastrosi?
Purtroppo oramai, visto i commenti chirurgici che ognuno di noi si trova ad affrontare, viene naturale stare lì con la lente d'ingrandimento a portata di mano per scovare il pelo e vivisezionarlo.
Comunque, detto questo, la lettura nel complesso mi ha soddisfatto, l'ho trovata leggera e divertente.
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Messaggio Da Antonio Borghesi Gio Ott 06, 2022 4:15 pm

Complimenti. proprio una bella storia. all'inizio ero molto scettico sul fatto che il boia conservasse le teste poi con e date mi hai sistemato alla grande. Ci sono dei refusini ma niente di che. Non inficiano alla scorrevolezza del testo che ho gradito fino alla fine. Una sola domanda: prendi delle royalties su quel mazem ripetuto una mezza dozzina di volte?
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Messaggio Da caipiroska Gio Ott 06, 2022 11:21 pm

Ciao Autore,
un bel racconto dinamico e originale!
Mi è piaciuto il modo che hai scelto per srotolare la storia davanti al lettore: durante la lettura sembrava che il testo aumentasse sempre di una marcia, fino ad arrivare a una velocità di crociera molto diversa da quella dell'inizio. Un cambiamento ben strutturato che mi ha convinta!
Credo davvero che il limite del racconto sia solo quello delle battute: si sente l'esigenza nel finale di condensare la storia e farla volgere verso un finale soddisfacente: finale che comunque rimane chiuso a metà ( non nego che le avventure del boia che deve difendersi da chi lo vuole uccidere potrebbero essere una buona idea per un testo più lungo e impegnativo...).
Ci sono delle piccole cose da aggiustare qua e là (A passi molto lenti arrivò agli scaffali e prese a passare in rassegna, semplificherei con un semplice passò...), ma il risultato finale mi ha convinta.
Anzi, a me questo boia sta pure un pò simpatico!
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Messaggio Da ImaGiraffe Lun Ott 10, 2022 11:50 am

Un racconto affasciante e ironico.
È tutto al posto giusto ma alla fine non mi ha colpito più di tanto. 
I motivi sono principalmente due.
il primo è il genere. Anche se è d'azione le continue incursioni del narratore rallentano il dinamismo che poi c'è solo nella parte centrale. 
Il secondo motivo è l'ironia. Quella è ottima ma allora avrei preferito che fosse di più. Cioè alla fine mi sembra ironico e surreale solo sul finale perché all'inizio è abbastanza inquietate. 
In pratica gli elementi per fare il botto c'erano tutti ma nessuno mi è sembrato spinto al massimo del suo potenziale. Rimane in ogni caso una prova più che sufficiente.
grazie.

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Un caloroso benvenuto alle persone giunte fino a noi dal futuro. 

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Messaggio Da Molli Redigano Mar Ott 11, 2022 10:20 am

A parte quanto già segnalato, io ho scovato anche queste due bazzecole:

“Vengo, vengo, attimo.”


 Credo fosse: "Vengo, vengo, un attimo."




"come centinaia di popocorn."

"come centinaia di popocorn"

Detto questo, la scrittura mi è piaciuta per lo stile leggero, un impronta che ho apprezzato particolarmente, soprattutto se plasmata a questo tipo di storia. E qui vengo al personaggio principale, al protagonista: anche lui "soffre" di questa leggerezza, perché me lo sono proprio immaginato così com'è, quasi una caricatura del boia spietato che mozza le teste con un colpo solo o quasi. Ho detto che "soffre" di questa leggerezza, ma è improprio poiché mi è piaciuto molto in realtà. Leggero ma risoluto, quasi scanzonato, distaccato, ma impavido. Non si lascia intimorire dall'umanoide mandato per ucciderlo. Ed effettivamente doveva essere abituato visti i precedenti. Chissà quanto gli costa il premio dell'assicurazione (trovata finale molto originale).

Insomma, un testo d'azione non troppo movimentato ma azzeccato, così come la collocazione temporale futura che possiamo soltanto immaginare.

Grazie

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Messaggio Da Asbottino Mar Ott 11, 2022 9:53 pm

Racconto strano. All'inizio lo avevo quasi preso sul serio, poi si lascia andare e diventa una specie di pulp fiction futuristico, pieno di invenzioni, tirato al massimo. Forse troppo al massimo. Verso la fine non ha più freni.
Azione ne ho trovata parecchia, ma comunque resta di un genere indefinibile, secondo me. Procede per accumulazione e il finale e in realtà un non-finale, quasi il prologo di una caccia, di una storia che non avrai mai fine.
La cantina c'è e indubbiamente funziona. Il resto dei paletti sono un po' forzati (soprattutto l'ambientazione), ma dopo tutto è il racconto in sé a essere forzato e sopra le righe. In modo piacevole, questo va detto. Perché non c'è un momento in cui non catturi l'attenzione e ogni situazione rilancia la successiva e vai avanti a leggere, chiedendoti quanto alzerà ancora il livello di follia.
Insomma resta un oggetto un po' strano, però a suo modo è godibile. E la libertà con cui affronta lo step è quasi invidiabile. Si diverte, si mette in gioco, da fondo a tutto un repertorio di trucchi e salti mortali. E, come detto, lo fa con un'abilità non da poco, senza essere pesante da leggere, senza mai lasciare indifferenti.
Un buon lavoro, molto ispirato.

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Messaggio Da tommybe Mer Ott 12, 2022 2:14 pm

Bravissimo autore, non fosse altro per come ci fai accettare la figura del boia, quasi simpatico e per la sottile ironia che farcisce tutto il racconto che dovrebbe essere tetro, ma tetro non è.
Ho una certa idea e credo di aver individuato chi sei, ma non serve a nulla individuare, apprezzare sì.
E io ti apprezzo. Molto.
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Messaggio Da SCM Gio Ott 13, 2022 5:17 pm

Ciao Autore/trice,
finalmente un racconto divertente, perfino sarcastico, ma sempre nei limiti.
Un bel racconto che si legge bene e fa bene.

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Messaggio Da Arianna 2016 Gio Ott 13, 2022 11:07 pm

Originale e divertente! Credo l’unico racconto umoristico (anche se di un umorismo nero) dello step.
La prima parte è un po’ lenta, si legge comunque bene, ma è un po’ noiosa rispetto al resto.
Dallo squillo del campanello in poi, invece il racconto si anima e ha una struttura compatta, coesa, equilibrata. Anche i quattro generi presenti (fantascienza, umoristico, noir, e un pizzico d’azione) sono ben amalgamati.
Si arriva in fondo con scioltezza e dimenticando l’incipit un po’ fermo.
Sembra quasi che l’autore abbia acquisito sicurezza col procedere della storia.
Buono l'uso della cantina, invece l’isola dei Fagiani è lì proprio un po’ solo così come nome, ma comunque c’è.
La forma è buona e complessivamente corretta. Ho trovato solo qualche refuso e queste cose che ti segnalo:
- perdonato a quell’insolenza= senza “a”
- vengo, attimo= vengo, un attimo
- Trecento-ventitré= Trecentoventitré
- Sottoforma= sotto forma
Un buon lavoro!
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Messaggio Da paluca66 Dom Ott 16, 2022 7:11 pm

Errori / refusi non ce ne sono molti. Segnalo:
Trecento-ventitré?
Perché il trattino?
Ricordava ogni sentenza che aveva preceduto ogni singola esecuzione; ricordava ogni singola parola che gli avevano rivolto
In questo caso la ripetizione non la trovo funzionale al tipo di scrittura e di racconto.
Non si era pisciato addosso come quasi tutti gli altri, e 
Aveva guardato con odio i giudici, seduti ai posti d’onore, e 
e anche più avanti usi la virgola prima di una "e": non credo sia un vero e proprio errore ma a me non piace molto
Dopodiché, dopo aver sputato
Anche qui si poteva trovare qualcosa di meglio al posto della ripetizione "dopodiché, dopo"
come centinaia di popocorn
popcorn
nel complesso l'ho trovato scritto bene, di facile lettura, cosa che considero sempre un pregio più che un difetto.
Paletti non tutti presenti con naturalezza e soprattutto funzionali, in primis l'Isola dei Fagiani che non è caratterizzata per niente (l'azione potrebbe svolgersi ovunque).
Qualche dubbio anche sul genere azione laddove spesso il ritmo è molto rallentato.
La storia è piuttosto semplice e ha una svolgimento lineare, senza sussulti, al termine della lettura mi sono trovato a dire "E quindi?"
Buona l'idea di dare al racconto un tono ironico, umoristico, ma allora avrei spinto di più su questo aspetto che invece rimane un pochino a livello superficiale.

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Messaggio Da Mac Lun Ott 17, 2022 12:54 pm

Inizio con le poche note dolenti (che non hanno minimamente intaccato il mio giudizi)

d fare niente
Ma a differenza di quanto = toglierei il ma a inizio frase.


Premetto che non mi piacciono i racconti distopici, ma questo l'ho trovato divertente, ben costruito e ricco di immaginazione.
Mi hai fatto sorridere, e la lettura è andata veloce.
I paletti ci sono tutti e sono ben inseriti.
Bravo, un racconto diverso da quelli letti finora, oserei dire un racconto coraggioso.
Non è facile scrivere mantenendo questo humor anche nelle scene che dovrebbero apparire raccappricianti.
Bravo, bravo, bravo.
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Messaggio Da Resdei Lun Ott 17, 2022 2:53 pm

ciao.
racconto col botto! 
molto ben scritto, fantasioso e dinamico.
credo che una lettura più attenta avrebbe evitato gli errori grossolani ma, 
come anche per altri racconti, sembra che la fretta abbia giocato un ruolo non trascurabile.
rimane comunque un ottimo lavoro e una lettura assai piacevole.
complimenti!
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Messaggio Da M. Mark o'Knee Lun Ott 17, 2022 4:23 pm

Inizio da imperfezioni ed errori/refusi.
- "non erano capaci d fare niente": manca la i di di;
- "prese a passare in rassegna": "passò in rassegna", più semplice e diretto;
- "Trecento-ventitré": il trattino non serve;
- "vengo, attimo": "vengo, un attimo";
- "nei quali sarebbe detto": "nei quali si sarebbe detto";
- "popocorn": popcorn;
- "pregiata ditta": "premiata ditta" (non è un errore, ma mi sembra suoni meglio);
- "tutti e cinque i suoi cervelli": più oltre però si dice che "con quattro rapidi colpi fece fuori le zone dove erano custoditi i cervelli";
- "lacero e stracciato": uno dei due attributi è sufficiente (in pratica, sono sinonimi);
- del robot si dice che "lo squagliò del tutto": difficile (se non impossibile) reperire in un robot squagliato "una micro-schedina HGGF" ancora integra;
- "Beh": la grafia corretta è be'.
- "Allora , ci si vede": niente spazio fra allora e la virgola.

Il racconto è comunque divertente e simpatico e per me, visto che è l'ultimo che commento, è stato davvero un dulcis in fundo. È ironico, a tratti surreale, e si legge volentieri, nonostante alcuni salti logici mettano a dura prova la sospensione dell'incredulità del lettore. Il più evidente è senza dubbio come possa avere tutti i trecento e passa reperti ancora intatti "in cilindri di vetro ripieni di formaldeide" dopo i ripetuti attacchi ("è la sesta volta quest’anno") che il boia e la sua casa subiscono.
Ma questa specie di crescendo rossiniano che si snoda lungo tutto il testo e che culmina nella telefonata all'assicuratore riesce a farsi perdonare buona parte delle dissonanze e imprecisioni presenti, regalandoci una gradita pausa di relax fra vendette, nazisti in fuga e visioni apocalittiche che hanno caratterizzato questo step.
Complimenti e grazie.
M.
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Messaggio Da CharAznable Mar Ott 18, 2022 8:34 am

Racconto sui generis molto particolare. Ironico, sarcastico, un fumettone che si prende gioco di logica e convenzioni. Durante la lettura mi sono chiesto perchè, in un futuro fatto di armi polverizzanti e aggeggi ipertecnologici, un boia operasse ancora con una vecchia e fallace ascia (tra l'altro ha parecchio lavoro il protagonista, dal numero dei trofei conservati in cantina), poi mi sono reso conto che la logica andava messa da parte limitandosi solamente a gustarsi il racconto.
Che c'è ed è interessante e simpatico. Con trovate tatt'altro che banali. I paletti ok con qualche forzatura.
Una piacevole lettura e un discreto lavoro.
Complimenti.
Grazie.

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Messaggio Da Susanna Mer Ott 19, 2022 6:06 pm

Il titolo: Oh diavolo, Penna, ma quanto di più potevi osare con un pezzo così!
Devo dire che con questo racconto mi sono divertita. Dopo tanti racconti crudi e tristi, ci voleva proprio. Non ho letto i commenti precedenti, lo farò dopo, ma credo di non essere l'unica.
Se lo fossi... guarda, mi perderò dei punti, nel caso ne avessi nella tua classifica sugli autori preferiti qui in DT, se volevi andare da tutt’altra parte, ma mi hai ricordato i film di “Arma letale” interpretati da Mel Gibson. Niente, quando una sensazione arriva alla prima lettura, non c’è niente che la faccia cambiare.
Non avertene quindi Penna se il tuo intento era per un racconto di azione e drammatico, ma già visivamente un accappatoio di seta verde - che chissà perché ho immaginato di quei verdi brillantissimi - aperto per far girare aria là sotto…,  poi col progetto di un libro sui colli (sarebbe di nicchia ma lettori perversi o anatomopatologi che necessitano di appunti ce n’è sempre) e poi soprattutto con la storia del tosaerba ho iniziato a ridacchiare e, sai com’è quando si comincia con un’impressione… si va avanti così. E il finale per me è stato col botto.
sul casino che era la sua vita, prese il telefono e chiamò l’assicuratore. Ragazzo/a è veramente una gran chiusura.
Arrabbiati pure, ma se poi ti ritrovi in cinquina… mi manderai una foto con l’accappatoio verde. Chiuso.
Un racconto scritto bene e con sicurezza, con invenzioni degne del futuro - ci si può inventare di tutto e niente deve essere considerato esagerato - e con un boia che può portarsi a casa un ricordino delle esecuzioni. Idee davvero originale. Su trama, scrittura, lessico e sviluppo niente da dire.
Ma… perché un ma c’è sempre… Troppi blocchi di testo, che di solito trattano “dello stesso argomento”:
Se tu fossi andato/a a capo di tanto in tanto, come lettrice avrei respirato un momento, ma soprattutto ne avrebbe giovato il ritmo: spezzettando ogni singolo momento, sarebbe emerso molto meglio proprio per lo spazio tutto suo che avrebbe avuto. E, non da ultimo, avresti creato più atmosfera e aspettative e anche schiacciato l’occhiolino al lettore con certe frasi che assomigliano a battute, sorprendendolo.
Inoltre - soprattutto nella prima parte, quando parli del suo fallimento, questa sua macabra raccolta associata alla sua professione  - avrebbe dato uno spessore più accentuato al personaggio.
Mi piacerebbe elencarteli tutti, ma sarebbero troppe righe di commento (disse quella che “sintesi” è il suo soprannome), però ne possiamo riparlare, magari in privato per provare a leggere  e confrontare le due versioni.
 
Le mie note
d fare niente
Trecento-ventitré? Perché staccato
ogni sentenza che aveva preceduto ogni le singole esecuzioni--due ogni ravvicinati suonano male
Era salito con passo deciso sul patibolo, aveva preteso che gli fosse tolta la benda. Aveva guardato con odio i giudici, seduti ai posti d’onore, e aveva urlato loro con sommo disprezzo---tutti questi aveva… vedi se ti piace così
 
Era salito con passo deciso sul patibolo, aveva preteso che gli fosse tolta la benda, . Aveva guardato con odio i giudici, seduti ai posti d’onore, e aveva  poi urlato loro, con sommo grande disprezzo… una sequenza secca di azioni
E lui si era sbagliato! Che figuraccia! --- dividendo la frase dai enfasi all’occorso
sull’ombrello invisibile del campantigrampio c: toglierei quella parola lì, un po’ lunghetta, tanto ormai si sa che ombrello particolare è
al piano superiore udì un fracasso tremendo - detto così sembra che lui sia al piano superiore. Leggo meglio così: Dal piano superiore arrivò un fracasso tremendo
Niente di personale, signor Salinas -, prima gli aveva dato del tu, ora del lei  o è una svista oppure ora sta usando un tono sarcastico?
Io sono solo il braccio della legge, io non c’entro con la condanna a morte; io eseguo gli ordini. Pensate che sia facile fare tutto con un colpo solo? - questa parte la toglierei: il ruolo del boia è conosciuto
Con l’accappatoio, ormai zuppo, lacero e stracciato, - due virgole per aiutare la descrizione
con cautela massima - con massima cautela

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Messaggio Da ceo Mer Ott 19, 2022 10:04 pm

Un racconto molto divertente, dove il lettore si deve per forza arrendere, fin da subito, alle assurdità di tutta la narrazione. E' quasi un fumetto. Il paletto dell'isola è ficcato dentro un po' a forza, ma gli altri ci sono. Ci sono un po' troppi refusi, forse figli della fretta, ma comunque la lettura resta piacevole e dinamica. Sembra l'inizio di qualcosa di più ampio, più che un racconto finito: alla fine si resta sospesi con l'impressione di un nulla di fatto e l'impressione di un qualcosa appena iniziato. D'altra parte la lettura è anche intrattenimento, e questo "spaccato" di futuro strampalato è stato un intrattenimento divertente.

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Messaggio Da Achillu Dom Ott 23, 2022 7:07 am

Ciao Aut-

È quanto meno singolare che, in un futuro nel quale puoi trasformare mezza testa robotica in coriandoli con un'arma casalinga, le sentenze capitali vengano eseguite con l'ascia. Però tutto il resto ci sta, per cui alla fine si apprezza anche questa singolarità.
Quasi tutto il resto: ti assicuro che su un'isola fluviale di tipo sedimentale a pochi passi dall'oceano non puoi scavare una cantina. Poi, per carità, tra oltre mille anni potrebbero anche riuscirci, però davvero: ne varrà la pena?
Il raggio Mazem a un certo punto diventa mazem con l'iniziale minuscola.
Il personaggio di Angel è molto ben caratterizzato. Azzeccata la stramberia di conservare le teste, che apre tutto un mondo di ipotesi sul come sia possibile e che da brav* Aut- non sveli.
I paletti, a parte il boia, sono abbastanza marginali e questo forse è il vero punto debole del racconto. Comunque il IV millennio c'è, l'Isola dei Fagiani pure e azione ce n'è abbastanza.

Grazie e alla prossima.


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Messaggio Da Akimizu Mar Ott 25, 2022 11:03 am

Ciao autore, spassoso e originale il tuo racconto, ti devi essere divertito un sacco durante la scrittura, almeno quanto me durante la lettura. Mattacchione. Ho ben poco da segnalarti, a parte quanto già ti hanno fatto notare, ma via, sono peccatucci veniali, qua ci si trova davanti a una sospensione dell'incredulità a tutto tondo, è normale che qualcosa sia fuori posto. Sempre nel limite del credibile, e qua ci siamo, è tutto assurdo ma a suo modo credibile. Per dire, a ogni assalto si rompono le teche e cadono in terra tutte le teste mozzate? E lui le raccoglie o le fa raccogliere da qualche domestica robotica, e le rimette in altre teche. C'è solo una cosa che voglio rimproverarti, ovvero il fatto che dal punto di vista concorsuale hai preso una bella scorciatoia, non ti sei scervellato molto per far quadrare i paletti, diciamo così. Hai virato sull'assurdo e in questo ambito ci sta tutto. Sei stato furbo e hai fatto meno fatica degli altri. Ma questo non toglie nulla al tuo racconto, di alto livello, è solo una cosa tra noi.
A rileggerci!
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Messaggio Da Midgardsormr Mar Ott 25, 2022 11:51 am

Ciao autore.

Un pazzo racconto, non c'è che dire. Assurdo tanto quanto hanno fatto in Futurama, le teste mozzate conservate mi hanno ricordato quello.
Il boia c'è ed è particolare che utilizzi una arma antica come lascia in quel mondo futuristico
Gli altri paletti rimangono un po' al margine, ma ci sono quanto basta a mio avviso.
I personaggi sono molto divertenti, Angel soprattutto.
Ironia, fantasia e sarcasmo portano a leggere con estrema leggerezza e divertimento il testo, ma scusa se mi ripeto, mi è sembrato di vedere una nuova puntata di Futurama.

In finale, racconto buono, qualche refuso già segnalato, buona fantasia e un discreto modo di concatenare gli eventi.

Complimenti e a rileggerci.

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Messaggio Da Marcog Sab Ott 29, 2022 3:29 pm

Racconto scritto molto bene, piacevole e senza errori evidenti. Parti da una situazione che non ci fa capire bene in che epoca siamo. Poi la scena macabra delle teste nella formalina, oddio è un horror! Con sapienza ed ironia, al suono del campanello di casa, ci fai entrare nel tuo fantascientifico mondo. Piaciuto, molto, complimenti!
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