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1Level One Empty Level One Gio Giu 30, 2022 12:37 pm

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Ma perché ogni volta che vado in missione devo stare sempre dalla parte buoni? Non potrei anch’io ogni tanto entrare in una banda di ribelli, violenti, disumani, brutali e partecipare a queste stupide guerre senza regole, senza freni, concedendomi le peggiori malefatte? Almeno una volta!
E invece sono qui, con il coltello in mano, a incidere questi due pezzi di legno, io che per i lavori manuali sono negato. La battaglia inizierà a breve e io dovrò essere pronto.
Jan e Judita non si sono ancora visti. Staranno intagliando le loro croci nascosti tra le spighe, o forse saranno ancora in giro a cercare qualche ramo di betulla o di abete.
Non è facile trovarne di adatti, in questa zona. Di alberi ce ne sono ben pochi; questa maledetta collina si trova nel mezzo del nulla, tra campi di grano e di barbabietole. Eppure, costruire una croce, una bella, una grossa, e piantarla tra le altre centinaia sulla Kryžių Kalnas è la prima prova da superare, il primo passo necessario per avere in dotazione un’arma degna di tale nome. Non posso accontentarmi di questo coltello e di un’accetta: sarei spacciato al primo scontro.
Mi volto di scatto, balzando in piedi con il coltello stretto nella mano destra, pronto a difendermi, o magari ad attaccare.
«Judita, mi hai fatto prendere un colpo.»
È vestita come Lara Croft: svestita, dovrei dire. Non me la ricordavo così carina.
«Guarda qua» mi dice orgogliosa. In effetti, la grossa radice che trascina dietro di sé sembra perfetta per trasformarsi in un Cristo crocefisso. «Non ci devo fare neanche troppo lavoro».
«Con una scultura così, di sicuro Aksel ti assegna un bel fucile da assalto, e magari ti aggiunge qualche altro pezzo.»
«Oh sì! Quattro o cinque granate ci sarebbero utili.»
L’occhio le cade sulla mia croce, solamente abbozzata, e nasconde il disgusto.
«Posso anche impegnarmi, ma con questi due legnetti non riuscirò ad avere più di una Glock 17. Odio quel cazzo di pistola austriaca; potessi almeno avere una Beretta.»
Ci rimettiamo a lavorare, ognuno ai suoi legni, ognuno cercando di trasformare il proprio lavoro in un capolavoro.
Dopotutto il tempo inizia a scarseggiare.
È andata come doveva andare. Quando abbiamo piantato i nostri crocifissi, in mezzo a migliaia di altri, tutti lavorati a mano, è comparso Aksel, quasi dal nulla, e ci ha consegnato le armi.
Mi tocca la Glock. Sono deluso e lui se ne accorge.
«Jona, cosa puoi pretendere di più?» mi dice volgendosi verso la mia croce, infilzata nel terreno, come fosse in un puntaspilli. «Comunque vi ho lasciato munizioni a volontà: almeno per quelle non avrete problemi».
Impietosito, mi allunga anche una fionda da caccia.
«Mi prendi anche per il culo? Quando avevo dodici anni centravo una lattina a più di cento metri… ma qui non stiamo facendo la guerra con i fucili ad elastico.»
Gliel’ho strappata di mano, comunque non si sa mai.
«Questo è quello che posso fare: le regole sono regole.»
Judita sorride, per stemperare la tensione: «Hai visto Jan?»
«Quella è la sua croce.»
Invidia, ammirazione: è degna di una scultura moderna! L’ha costruita con il telaio di una bici: chissà dov’è riuscito a recuperarla. Le maglie della catena trasformate in una corona di spine, una ruota al centro gira pigra mossa dal vento.
«Vi aspetta al filare di alberi lungo la strada, prima di entrare in città.»
«Diamoci una mossa. Ci aspetta camminando nervosamente avanti e indietro, come una tigre in gabbia. Dallo zaino spuntano due Heckler & Koch G36, segno che la croce è stata apprezzata. Se almeno potesse prestarmene uno! Ma le regole non lo consentono.
«Non possiamo difendere qui la collina: il terreno è troppo pianeggiante, non ci sono protezioni. Dobbiamo anticipare il nemico e spostare lo scontro sul loro terreno, tra alberi e rocce. Là possiamo nasconderci e sorvegliarli, e cercare noi di conquistare la loro Collina della Streghe. Dobbiamo tenerli lontani dal nostro sacrario: se cadesse in mano loro sarebbe la fine dei nostri valori, dei nostri ideali.»
«Jan, tranquillo! Siamo d’accordo anche noi, ma dobbiamo stare uniti e ragionare. Altrimenti siamo spacciati.»
«Non sono tranquillo». Guarda Judita con occhi spiritati: «Tu non eri qui nell’’85 quando i russi sono venuti, con le ruspe, a spianare tutto e a bruciare quello che ancora spuntava dal terreno. Così, solo per mortificare il nostro nazionalismo, la nostra religione, le nostre tradizioni. Cosa facevi? Le elementari? Ma io c’ero, e non era la prima volta».
Tocca a me questa volta stemperare la tensione.
«Beh, vedo che ti sei portato avanti. A chi hai fottuto l’auto?»
«Non ho fottuto niente! Siamo i buoni noi! Non te lo ricordi? L’ho chiesta in prestito, forse non in maniera troppo educata, ma mi sono fatto dare anche il cellulare per dire dove la lasciamo alla fine della missione. Speriamo non lasciargliela tutta bucherellata», ridacchia. È un buon segno, si sta riprendendo.
Saltiamo su e parte sgommando. Il motore della povera Skoda ruggisce, contenendo a fatica i pistoni che vorrebbero sfondare il cofano.
«Mi sa che anche se non la restituiamo bucherellata…»
«Non distrarmi» mi dice Jan prima che possa terminare la frase e schiaccia ancora di più sull’acceleratore.
Abbiamo attraversato Klaipeda senza trovare resistenza; ci aspettano poco avanti, all’inizio della penisola, dove la lingua d’asfalto corre lasciando a destra le spiagge sul Baltico, affiancata sulla sinistra da boschi di abeti e faggi che si estendono fino alla laguna dei Curi.
Jan inchioda e mette la retro, allontanandosi fino a una distanza di sicurezza. Ci hanno visto ma non hanno reagito, non si sono scomposti. È questa la strategia che hanno programmato: ora spetta a noi decidere cosa fare. Da lontano osserviamo i sacchi di sabbia, impilati a ostruire la strada, dal mare fino al bosco. Solo una fenditura al centro, da cui spunta il tubo traforato di una mitragliatrice.
«Sapevo che Kamila era brava con le sculture, ma deve essersi superata per essersi aggiudicata una GPMG» dice Jan sempre nervoso.
«Che figli di puttana!». Judita mi passa il binocolo. Kestutis sta legando due prigionieri davanti alla trincea: «Ma come si fa a usare civili come scudi umani?»
«Loro sono i cattivi, loro possono, noi no!» taglio corto.
«Se a questo aggiungi l’influsso malvagio della collina di Raganų Kalnasuna…» Jan rincara la dose. «È un luogo da brividi quello, popolato da streghe e demoni, non solo dalle statue che li rappresentano».
«Uno di noi potrebbe raggiungere la collina dalla laguna e prenderli alle spalle, senza farsi vedere». Judita è preoccupata; non vuole mettere a repentaglio la vita dei due ostaggi.
«Ma sai che l’oblast' di Kaliningrad è solo a qualche centinaio di metri? Quello è confine russo; se sconfiniamo, di questi tempi rischiamo di dare a Putin l’occasione per invadere anche noi.»
«E sicuramente avranno lasciato Kornelija a proteggergli le spalle. Da qui non si è ancora vista» aggiungo allontanandomi verso il mare.
Devo riflettere, da solo, la tensione mi impedisce di essere lucido.
Le onde, quasi impercettibili, si infrangono a fatica sui ciottoli della riva. Ci venivo da bambino qui, sulla spiaggia di Lida e la močiutė, la nonna, mi raccontava la leggenda di Jūratė, la dea che viveva nelle profondità del mare, in uno splendido castello d'ambra. Un giorno, un giovane pescatore cercava di catturare un enorme pesce e Jūratė si vide costretta ad andare di persona a fermarlo. Fu così che i due si innamorarono a prima vista l'uno dell'altra. Ma Kunas, dio del tuono, non sopportava l'idea che una dea si innamorasse di un mortale e, incollerito, decise di scagliare una tempesta di fulmini sul castello d'ambra, che esplose in mille pezzi.
Mi siedo. Rifletto. Jūratė è buona, come noi, i Tre-J, Kunas malvagio come loro, i Tre-K… ma forse è solo un caso.
Lancio qualche sasso nelle acque scure. Alcuni riesco a farli saltare. Ancora uno poi torno da Jan e Judita. Lo cerco tra gli altri: è l’ultimo, deve essere speciale.
Un sassolino arancione spicca tra gli altri sulla sabbia grigia; è grosso come una noce, è liscio, levigato dal mare e dal vento. Lo raccolgo e lo sollevo verso il cielo: venature marroni compaiono in trasparenza. È ambra, ed è lì che mi viene l’idea.
«Se avessi un fucile di precisione non te lo permetterei», Jan è molto scettico, ma sono ore che ne discutiamo. Eppure gli ho fatto vedere come sono bravo. Cinque colpi, da quasi 200 metri: non ne ho sbagliato uno.
«Dai, potrebbe non essere un’idea malvagia, lasciamolo provare. Se ci avviciniamo sparando all’impazzata quei due poveretti non saranno altro che carne da macello.»
Judita mi si avvicina, prende il vasetto con la crema mimetica e me lo spalma sul viso, sulle braccia, sulle mani. È sexy, stretta in quella maglietta verde militare che le lascia scoperto l’ombelico.
Osservo col binocolo Kamila alla mitragliatrice, la sua mitragliatrice: è l’unica che la può usare, è a lei che è stata assegnata, non può prestarla ai suoi compagni.
«Avvicinati seguendo il bosco. Quando il sole è basso, alle tue spalle, faranno fatica a inquadrarti: quello è il momento giusto.»
E così faccio. A 150 metri, attendo appiattito dietro un tronco. Stringo stretta la fionda, infilo l’altra mano in tasca e prendo la noce d’ambra. Mi volto cercando il sostegno dei miei compagni in lontananza, ma il sole mi abbaglia e non riesco a distinguerli. È ora, è il momento! Corro al centro della strada, tendo l’elastico con tutta la forza: il bracciolo della fionda appoggia sull’avambraccio dandomi una sensazione di solidità e precisione. Poi il colpo parte, silenzioso, preciso; colpisce Kamila in fronte, tra le sopracciglia.
E la testa esplode, come fosse un fuoco d’artificio.
Poi tutto si ferma.
PAUSE – LEVEL ONE

Levo il visore e lo appoggio sul bracciolo della poltrona su cui sono stravaccato. Ci sono affezionato e ci sto comodo, ma a guardarla bene fa abbastanza schifo. Il velluto è liso qua e là: le coste, dove ancora ci sono, sono appiattite e lucide. Il cuscino ha preso la forma del mio culo, la seduta è mezza sfondata. C’è anche un buco bruciacchiato di una sigaretta.
Solo allora mi rendo conto di quanto fumo ci sia in quel salotto.
Aksel ci guarda, uno a uno: «Ragazzi, non ho voluto interrompere il gioco, ma dovrei dare una penalità a tutti per quanto avete fumato.»
«Non io», dice Judita con aria innocente.
La vedo, bruttina e grassottella, com’è veramente e ridacchio tra me pensando che qualche minuto prima ci stavo facendo un pensierino.
Le immagini dei visori sono ancora duplicate sullo schermo 4K da 85”, tre a sinistra le Tre-J e tre a destra, le Tre-K. È su quel megaschermo che Aksel può tenere sotto controllo lo svolgimento della partita, le azioni di ogni giocatore, e intervenire se qualcuno cerca di aggirare le regole.
«Ma come cazzo hai fatto a farmi saltare la testa con una fottutissima fionda?» mi dice Kamila gettando stizzita il joystick sul tappeto, liso da far concorrenza alla mia poltrona. «Secondo me c’è un baco nel programma».
«Beh, poi ci lavoriamo su, forse qualche baco c’è davvero», interviene Kornelija. «Ero ferma a Raganų e non riuscivo più a fare niente, anche se non avrei potuto far molto per cambiare il finale».
«Dopotutto è ancora una versione beta… già tanto che abbia funzionato senza troppi inghippi. Non sono stato neanche troppo impegnato, a parte nella scelta delle armi da dare a ciascuno. Dopotutto non si dice che l’arbitro migliore sia quello di cui non si nota la presenza in campo?»
Poi Aksel mi guarda sornione: «Quando ti ho dato la fionda ho pensato me l’avresti ficcata su per il culo, e invece… è stata l’arma vincente».
«Sono stato tentato… sono stato tentato.»
«Qualcosa da rivedere c’è, però. Non mi è andato giù che i “K” potessero commettere ogni genere di nefandezza e noi dovessimo chiedere per piacere per recuperare un’auto» aggiunge Judita stizzita. Poi, sghignazzando verso Jan: «A proposito, ricordati di chiamare quello sfigato a cui hai sequestrato la Skoda».
Jan attraversa la sala, per aprire la finestra e togliere l’odore di aria viziata e di fumo. Il sole è tramontato da qualche minuto, ma si intravede ancora l’ombra del capannone al di là del prato.
Lo raggiungo a respirare un po’ di fresco. Mi coglie una sensazione di malinconia nel vedere tutto chiuso e spento. Ci sono centinaia di elaboratori là dentro, pronti a macinare trilioni di algoritmi, basta attaccargli la corrente. Da quando è iniziata la guerra, con il prezzo dell’energia alle stelle e dei bitcoin in caduta libera, fare i minatori di criptovalute non rende più. Fortuna ci siamo riciclati a creare videogiochi; sui computer ci sappiamo smanettare bene tutti dopotutto.
Mi volto verso gli altri, stravaccati per terra e sul divano.
«Quanto abbiamo giocato? Un’oretta?»
«Un po' di meno mi sa. Nel mondo virtuale il tempo è come nella Play: una partita di 90 minuti la giochi in 6 minuti per tempo.»
Mi avvicino al mobile bar; ci frugo dentro ed estraggo una vodka, forse l’unica cosa interessante che i russi ci abbiano lasciato.
«Rivincita o accendiamo il camino e ci prendiamo una sbronza?»

2Level One Empty Re: Level One Mar Lug 05, 2022 9:39 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Inizio la lettura dei racconti di questo step dal Level One!  Level One 1f602 
Il racconto scorre via abbastanza veloce senza particolari intoppi. L'unico punto in cui mi sono arenato è la leggenda di Jūratė. Capisco che serva per introdurre il proiettile ma smorza lo stesso la tensione che si era venuta a creare fino a quel momento. 
Il cambio del racconto non arriva del tutto inaspettato ma è comunque gestito bene. Quello che ho trovato sbilanciato nel testo è appunto la divisone delle due parti. Mi sarebbe piaciuto maggiormente assaporare quella tensione della prima parte del gioco ancora di più. Non so, magari con qualche perdita dalla parte dei buoni. Così sembra un pochino troppo affrettata. Mentre la seconda parte del racconto l'ho trovata troppo lunga e a volte superflua. Mi sarebbe piaciuto maggiormente dunque se ti fossi concentrato maggiormente sulla prima parte e molto meno sulla seconda. Anche perché, soprattutto con l'ultimo paragrafo sulle criptovalute, mi è sembrato di percepire un "non detto" tra le righe che mi incuriosisce ma di cui non vengo a sapere nulla. 
Per quanto riguarda i paletti ci sono tutti alcuni sono utilizzati molto bene altri come l'arbitro un pochino tirati per i capelli. 
Tutto sommato un racconto che non mi è dispiaciuto leggere ma che avrei preferito maggiormente se fosse stato reso più avvincente. 
Grazie.


______________________________________________________
Someone give that Wolf a Banana  Level One 1f34c 

3Level One Empty Re: Level One Mar Lug 05, 2022 1:49 pm

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Ci sono alcune sviste dovute sicuramente ad una rilettura veloce, o forse come capita a me, quando ormai conosci il racconto a memoria e non te ne accorgi più.
Te ne segnalo alcune:


«Diamoci una mossa  mancano le virgolette finali
della Streghe       delle



poi ci sono qualche virgolette in più, ma poca roba.
Passiamo al racconto. Piacevole, a tratti divertente, un'idea molto interessante.
Come ImaGiraffe trovo la leggenda di Jurate fuori contesto. Alla fine siamo in un videogioco.
Messa così sembra che lo scrittore voglia farci vedere che ha studiato, anche se non era necessario, visto la precisione di molti altri dettagli.
Mi sarebbe piaciuto ti dilungassi un po' di più sul finale, su chi sono veramente questa banda di ragazzi/uomini e come sono arrivati lì.
I paletti ci sono tutti, l'arbirtro un po' tirato ma c'è.
Mi sono divertita a leggerlo.
Un buon lavoro

4Level One Empty Re: Level One Mar Lug 05, 2022 3:19 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

L'idea del racconto è interessante, forse però poteva essere gestita meglio, tenuta più nascosta per valorizzarla di più nel finale.
Far pensare a una vera guerra, a una battaglia reale, per me avrebbe reso il tutto più interessane. Si tratta di una questione di gusto meramente personale, dato che io sono un amante dei plot twist e alcuni invece li odiano. Eppure già dal titolo si ha la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di finto. Sì, un videogioco, anche se poi nella lettura mi sono trovato a pensare a simulazioni di battaglie, paintball, giochi di ruolo o cose similari.
Questo perché la cosa di cui si sente più la mancanza è il pathos. Manca la tensione, tutto è troppo tranquillo, il lettore avverte di essere in una zona relax, di confort, dove nulla di totalmente drammatico può accadere.
Per il resto la lettura non mi è dispiaciuta, c'è qualche errore di battitura qua e là come già evidenziato da Mac, però non è niente di che.
Devo dire che non sono un appassionato di videogiochi, comunque la situazione mi ha incuriosito. Soprattutto il riferimento a una sorta di prova di abilità manuale dalla quale dipende poi la fornitura delle attrezzature di guerra. Non so se effettivamente la cosa sia plausibile o si possa ispirare a giochi famosi esistenti(ripeto, di videogiochi ne so zero) però ho trovato il passaggio interessante.

5Level One Empty Re: Level One Mar Lug 05, 2022 5:50 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Padawan
Padawan

Ho trovato diverse imprecisioni nel testo: d eufoniche di troppo e virgolette mancanti; alcune ripetizioni ("troppo", "tutto/i" "dopotutto", "Stringo stretta") ed errori di battitura ("Collina della Streghe"...); frasi un po' imprecise ("mi sono fatto dare anche il [numero di] cellulare" sennò sembra si sia fatto consegnare anche il telefono oltre all'auto, "spunta il tubo traforato [la canna traforata] di una mitragliatrice", "Lo raggiungo a [per] respirare un po’ di fresco"). Tanto da farmi sospettare che il racconto sia uno di quelli arrivati molto a ridosso del limite e che quindi l'autore non abbia avuto tempo per una (ri)lettura più approfondita.
Che tutta la prima parte si svolga all'interno di un videogioco è piuttosto lampante (il titolo stesso indirizza in tal senso) anche per me che di videogiochi non capisco un'acca. Ma, nonostante la mia ignoranza in materia, ho trovato un po' fuori contesto l'elargizione delle armi ai giocatori sulla base di un'abilità manuale, quasi una capacità da artigiano.
Come fuori contesto mi è sembrata la narrazione della leggenda di Jūratė, una bella storia, ma senza una vera influenza sulla trama.
Anche la trattazione delle due parti del racconto poteva essere gestita in modo migliore.
La prima parte è un po' povera d'azione per essere uno scenario - pur virtuale - di guerra. Mentre la seconda - buona come stile - semina qua e là alcuni indizi (tipo "minatori di criptovalute") che, se approfonditi, forse avrebbero caratterizzato meglio i personaggi.
In definitiva, un lavoro che non mi ha convinto.
M.

A Mac garba questo messaggio

6Level One Empty Re: Level One Gio Lug 07, 2022 10:26 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Mah, io di videogiochi un pochino in più ne so, ma non dei multiplayer online: li odio e me ne tengo alla larga.
In effetti non ci vedo molto una meccanica del fare qualcosa di manuale per ottenere in premio le armi, o perlomeno non così, ma trattasi di videogioco in fase di sviluppo da parte dei protagonisti stessi, per cui potrebbe essere una sorta di "idea nuova".

In effetti il colpo di scena della realtà virtuale non giunge del tutto inaspettato. Non ci ero arrivato, e neanche mi ricordavo il titolo, ma sembrava davvero che ci fosse qualcosa di strano. Soprattutto nel fatto che i protagonisti conoscessero i loro "nemici".
E concordo con chi ha detto che c'è poca azione in quella parte: tendenzialmente, questo tipo di shooting games si basano molto sull'essere sempre in movimento per non dare riferimenti agli avversari.

L'idea in sé non era male, comunque. Un videogioco lituano potrebbe in effetti includere la famosa collina, altrimenti sconosciuta ai più.
La realizzazione però non mi convince del tutto. Come detto, non ha l'azione e l'adrenalina che questi giochi dovrebbero suscitare, il tutto appare un po' ovattato, come se la mano scrivente fosse attenta a coprire la realtà al lettore a scapito del coinvolgimento.

Stilisticamente nulla da dire, a parte qualche refuso di troppo.

7Level One Empty Re: Level One Gio Lug 07, 2022 11:01 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Più che un vero e proprio videogame, si è immersi in una realtà virtuale, in un mondo parallelo, in cui i personaggi si muovono con azioni ma anche con pensieri e sentimenti. Non sono un esperto, ma questa mi sembra la tendenza dei giochi di ruolo di oggi, o forse l’hai solo immaginata così.
In questo contesto non ho trovato fuori luogo il riferimento alla leggenda.
I personaggi mi sembrano ben caratterizzati e i paletti centrati con naturalezza.
Un buon lavoro che si lascia leggere volentieri.

8Level One Empty Re: Level One Ven Lug 08, 2022 3:22 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

E' la prima volta che gioco a un videogioco e l'ho fatto senza saperlo! Per la prima parte cercavo di capire dove diavolo volessi andare a parare con: quei buoni e cattivi, i "J" e i "K", le ricompense in armi per le croci che mi son trovato veramente spiazzato. Non pensavo nemmeno a quel titolo di Level one. Poi finalmente hai chiarito tutto e l'ho terminato senza pormi altre domande. La lettura è scorrevole e a parte quello che ti hanno già segnalato non ho trovato nessun inciampo. Dovrò adeguarmi alla realtà virtuale! C'est la vie. PS: e se trasformassimo DT in un NFT?

9Level One Empty Re: Level One Sab Lug 09, 2022 2:14 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Racconto originale, blasfemo e intelligente.
Mi intendo un po' di tiktoker, di videogame no.
Dovrei chiedere al nipotino omonimo al quale ho appena regalato nintendo switch.
Questo step ha sviluppato fantasie, ed è uno dei suoi pregi.
Vuoi vedere che dopo amare critiche risulterà il più bello?

10Level One Empty Re: Level One Dom Lug 10, 2022 6:30 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Non è il tipo di storia che riesce a prendermi, però riconosco che l’idea di fondo è interessante. 
La divisione tra le due parti è piuttosto netta e un po’ disturba perchè ci si sente presi per il naso. Non avevo affatto immaginato di essere dentro a un videogame (nonostante il titolo).
Sai che c’è? Penso che ci sia un focus non chiaro o meglio non valorizzato come meriterebbe. 
L’idea di “minatori di criptovalute” che si ritrovano a dover programmare videogame è forte e interessante ma è appena appena percepibile. E invece trovo che sarebbe stata una chiave decisiva nel racconto. La scrittura probabilmente soffre di un lavoro affettato. Si vede che il racconto non è sedimentato e ripulito a sufficienza, ma questi sono aspetti che si possono sistemare facilmente.
Quello che non si sistema, a meno di non ripensare la trama, è la struttura. Ma si come l’idea è più che valida, io ci lavorerei su.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

11Level One Empty Re: Level One Mar Lug 12, 2022 11:51 am

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

non me ne voglia l'aut@, ma a me non è piaciuto.
non mi ha coinvolto per nulla e mi è sembrato artificiale dall'inizio alla fine.
è vero che una storia va anche costruita, oltre che narrata e descritta, ma qui ho come l'impressione che si sia costruito e basta, senza considerare altri lati.
che si tratti di un video gioco lo si capisce dal titolo, e questo già è penalizzante in quanto il lettore sa cosa troverà, che tipo di storia.
ci sono anche svariati refusi da sistemare.
insomma, mi spiace ma lo rivedrei in toto.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Level One Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

12Level One Empty Re: Level One Mar Lug 12, 2022 1:40 pm

CharAznable

CharAznable
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Parto il commento con quello che mi è piaciuto meno: il titolo. Non perchè non sia azzeccato, anzi. E' che svela troppo di quanto andremo a leggere. Ok, non è obbligatorio il colpo di scena per stupire il lettore, però in questo ci stava benissimo (anche se qualche indizio viene seminato di quanto in quanto). Per il resto il racconto è ben scritto, molto tecnico (qualcuno che sa di cosa sta parlando), e si legge con vero piacere. Qualche piccolo refuso di distrazione ma la scrittura è ottima, la trama avvincente e interessante. Ottima l'idea di fondo. Paletti ok.
Davvero un buon lavoro.
Complimenti
Grazie.


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

13Level One Empty Re: Level One Mer Lug 13, 2022 11:30 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Con questo racconto, cara Penna, mi hai spiazzato alla grande, ed è stata una gradevole sorpresa alla fine. Proprio non avevo messo in relazione il titolo con un videogioco, l’ho trovato curioso, per cui, beata con la mia ingenuità (o fantasia un attimo latitante) mi sono immersa nel racconto per quello che presentato dalla prima parte: un genere avventuroso, con militari o partigiani o similari, in una zona di guerra ben identificata anche come periodo storico. Tutto plausibile. Certo, col senno di poi, c’erano dettagli che mi potevano evitare questa figuraccia, ma li hai proprio ben camaleontizzati (si può dire?): tipo “perché anche la compagine avversaria, per ottenere armi, deve fabbricare croci, oltretutto con una sorta di “graduatoria” di merito?”
Poi arriva il visore da realtà virtuale e dici: “Oh porca puzzola! E adesso cosa me ne faccio di quelle note che mi ero appuntata? Non hanno molto senso!” O forse sì, se li “discuto” con uno sviluppatore di video giochi.
Te li propongo ugualmente, ma più avanti, giusto per. Tornando al racconto, è scritto bene, in entrambe le due parti, salvo qualche refuso nella punteggiatura e un paio di frasi che andrebbero sistemate.
La seconda parte presenta un lessico che vorrebbe essere proprio dei ragazzi o dei nerd, un po’ crudo, verosimile, che però a tratti pare forzato, poco naturale, ma rende l’idea dei personaggi. Personaggi classici per un certo tipo di situazioni: ad esempio ragazze che assumono gli stessi atteggiamenti dei ragazzi, ma sembrano macchiette.
Nell’insieme però il racconto regge bene, è supportato da una scrittura sicura, senza troppe sbavature, ottima l’idea che hai ben sviluppato e – almeno con me – celata bene. C’è qualcosa da sistemare, ma ho l’impressione che forse sia mancata una rilettura ultima attenta ai particolari.
è grosso come una noce, è liscio  -  due è così ravvicinati stonano
dalla parte dei buoni
Gliel’ho strappata di mano, comunque non si sa mai = La vedrei meglio girata: Comunque gliel’ho strappata di mano: non si sa mai.
«Diamoci una mossa.» manca chiusura del dialogo
Speriamo di non lasciargliela
tre a sinistra, le Tre-J e tre…manca la virgola
La vedo, bruttina e grassottella, com’è veramente e ridacchio tra me pensando che qualche minuto prima ci stavo facendo un pensierino. = potenza dei video giochi, quando l’irrealtà virtuale confonde neuroni già provati…. Risata)
 
Le mie disquisizioni sulla prima parte mettono assieme le mie perplessità sia circa l’episodio narrato come fosse realmente vissuto che quello poi risultato essere un gioco, quindi sicuramente per la Penna appariranno “confuse”.
Premesso che non ho molta pratica di videogiochi come quello descritto (bazzico robetta al confronto) quindi mi scuso se non sono aggiornata, probabilmente è un video gioco con iterazioni molto spinte col giocatore e allora le mie perplessità non hanno senso.
Dato per assunto che il punto di vista è quello del giocatore, che descrive quelle che sono le sue “sensazioni” vivendo l’azione come realtà virtuale, ho trovato i dialoghi troppo lunghi e articolati, quasi una sostituzione delle info di anteprima ad una prova da superare che ho visto in alcuni video game. Spezzati con la descrizione dell’espressione del viso o di un’azione anche piccola, data dal punto di vista del narrante, avrebbero retto meglio.
Ad es. “Là possiamo nasconderci e sorvegliarli, e cercare noi di conquistare la loro Collina della Streghe.  – interruzione - Dobbiamo tenerli lontani dal nostro sacrario: se cadesse in mano loro sarebbe la fine dei nostri valori, dei nostri ideali.”
Oppure: Devo riflettere, da solo, la tensione mi impedisce di essere lucido. Questo passaggio mi era parso strano, in entrambe le letture: sono in pochi, nelle vicinanze di una postazione nemica e uno su tre si allontana per andare a giocherellare sulla spiaggia con dei sassi? Che poi da lì ne venga l’idea per risolvere, mi sta bene, ma mi convince poco comunque.
Quindi, step superato per me, fatte salve le mie perplessità, non fossa'altro che per l’ idea di base davvero originale, anche se l'arbitro è un po' tirato dentro per i capelli con la frase" l’arbitro migliore sia quello di cui non si nota la presenza in campo".


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

14Level One Empty Re: Level One Gio Lug 14, 2022 6:54 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

Premetto che al mio confronto @Byron.RN è un maestro di videogames e, intuito l’argomento, ho avuto un’immediata sensazione di rigetto.
Nonostante la mia ignoranza ho capito tuttavia che l’idea generale del racconto è veramente geniale: un modo molto originale per inserire la collina delle croci che mi è sembrato l’unico elemento, fra quelli previsti, valorizzato dignitosamente nel brano. L’arbitro c’è ma in forma molto blanda e il salotto del tutto irrilevante.
Anch’io sono rimasto incuriosito dal primo lavoro dei nostri protagonisti: quello di minatori di criptovalute, argomento di gran moda, di cui tutti parlano e pochi con cognizione di causa. Tremo all’idea che i nostri Admin possano inserire in un prossimo step un “miner” come personaggio.
Buona la scrittura e dialoghi molto vivaci e credibili.   

15Level One Empty Re: Level One Ven Lug 15, 2022 3:08 pm

Resdei

Resdei
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Racconto che ha il pregio di spiazzare.

Almeno con me l’ha fatto, forse per la mia ingenuità, mi bevo tutto e ci capisco poco di video giochi e di tutto il resto, ma anche per la tua bravura.
 
…e dire che forse dal titolo avrei dovuto sospettare qualcosa.
 
La lettura è piacevole, anche se ridurre la vita a un video giochi, o viceversa lascia riflettere. Come a volte le cose reali lo siano meno di quelle virtuali.
 
La tua bravura e la capacità creativa sono indiscusse anche per come hai inserito i paletti in modo naturale ed efficace.



Ottima anche la presentazione dei personaggi e i dialoghi.

16Level One Empty Re: Level One Dom Lug 17, 2022 4:54 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Errori/refusi, non ce ne sono di gravi ma una manciata sparsa qua e là. 
Ma perché ogni volta che vado in missione devo stare sempre dalla parte buoni?
Avrei evitato il "sempre".
«Diamoci una mossa. Ci
Non hai chiuso le virgolette. 
cercare noi di conquistare la loro Collina delle Streghe.
Speriamo di non lasciargliela tutta bucherellata»
Un giorno, un giovane pescatore cercava di catturare un enorme pesce
Io toglierei la virgola dopo "un giorno".
Paletti.
Stanza: il salotto c'è ed è al centro di tutta l'azione anche se lo scopriamo solo nella seconda parte.
Luogo: è dentro al videogame ma non vi è dubbio che la Collina delle Croci sia parte integrante del racconto.
Personaggio: l'arbitro c'è anche se rispetto ad altri racconti il suo ruolo è un po' marginale.
Perché sì: l'idea è originale e, nonostante il titolo potesse instradarmi, il piccolo colpo di scena mi ha sorpreso. È scritto bene e si legge senza fatica, i refusi sono figli di una mancata rilettura approfondita. Il tema della guerra è molto attuale e credo tu abbia saputo cogliere una sorta di inquietudine che, ne sono certo, è abbastanza diffusa tra la popolazione delle repubbliche baltiche e dei paesi confinanti.
Perché no: purtroppo il racconto non mi ha coinvolto molto e anche l'utilizzo del videogame per portare la tua critica alla guerra in Ucraina non mi ha convinto pienamente. Anche il finale non mi ha conquistato così come quell'accenno alle criptovalute buttato un po' lì.

17Level One Empty Re: Level One Lun Lug 18, 2022 1:19 am

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan

Ho trovato l'idea di base di questo racconto molto valida e convincente.
Credo però che la prima parte non sia stata ben gestita: qui l'autore conosce le dinamiche del testo, ma il lettore no. Avrei sottolineato di più le stranezze di questa guerra, l'avrei resa ancora più particolare e incomprensibile, in modo che il lettore, raggiunta la chiave di lettura, potesse gustarsi meglio la guerra simulata. La parte della leggenda, per esempio, non l'avrei introdotta come il ricordo che ha il protagonista attraverso un episodio legato alla nonna, ma avrei escogitato qualcosa di più straniante (mi viene in mente come ricevono le informazioni i giocatori di Jumanji, per dire).
In questa parte, per esempio, non si viene mai in contatto con una reale paura di morire dei protagonisti, e questo, a posteriori è comprendibile, ma durante la lettura lascia l'ignaro lettore un po' perplesso perchè si chiede come mai siano impensieriti da cose più futili di perdere la vita.
La seconda parte, quando cioè la dinamica del racconto viene chiarita, si rimane lo stesso perplessi: aggiungi altri elementi che vengono solo nominati e mai indagati abbastanza, lasciando il lettore ai margini della vera comprensione del testo.
Avrei dato più spazio all'arbitro, lo avrei reso più determinante e incisivo: sarebbe stato davvero destabilizzante se a un certo punto, per sua decisione, un soldato/giocare fosse sparito dalla scena. Così, puf.
A quel punto al lettore sarebbe stato più chiaro cosa aspettarsi dal testo.
In generale il racconto mi è piaciuto, più che altro per la trama, ma ho notato qualche difficoltà a gestire questa situazione molto complessa, visto la lettura su doppia base della storia stessa.
Il finale rimane in bilico su troppe strade da intraprendere: la svolta del futuro distopico con tutte le possibilità che offriva, sarebbe potuta essere davvero interessante. 
Invece ci porti a dare una sbirciata in sicurezza dal bordo. E poi torniamo indietro.

18Level One Empty Re: Level One Mar Lug 19, 2022 2:27 pm

gipoviani


Younglings
Younglings

Questo racconto mi è proprio piaciuto. Bravo\a.
Ciò non significa che non sia un lavoro da rimaneggiare fortemente, ma ha potenzialità straordinarie.
Nei nostri tornei, io ho sempre letto un racconto non dando troppa attenzione a disattenzioni e refusi, quanto a quello che un racconto potrebbe diventare.
Bellissima ambientazione nella quale reale e virtuale si mescolano e si confondono. In cui non esiste un ruolo morale definito, ma dipende da quel che capita. Si può essere buoni o cattivi per gioco.
Ti inviterei a lavorarci ancora. Molte indicazioni ti sono state già date. La mia è banale, asciuga un po' la prima parte.
Complimenti comunque

19Level One Empty Re: Level One Ven Lug 22, 2022 6:09 pm

The Raven

The Raven
Admin
Admin

Credo che uno dei limiti più grandi di questo racconto sia il titolo. Hai scelto un titolo troppo spoiler, che toglie magia e soprattutto curiosità alla lettura. Senza quel titolo non avrei intuito che si trattava di un videogioco e quindi mi sarei goduto maggiormente l’effetto sorpresa.
Perchè l’idea di fondo è bella, anche se sviluppata in modo troppo impersonale: quando si gioca ai videogiochi ci si immedesima, ci si incazza, si discute e ci si critica; qui non avviene niente di tutto ciò (viene solo abbozzata nella seconda parte, ma c’è davvero troppa armonia tra i protagonisti).
Forse, nella prima parte, indugi un po’ troppo sulla scena delle croci, ma credo sia stato necessario per rientrare nei paletti del contest. Però ciò sbilancia il racconto. Una prima parte lunghissima e una seconda parte che dura si e no venti righe. Troppo poco respiro in quest’ultima, troppe info buttate lì troppo in fretta e non approfondite. Sfiori i temi ma non li espandi, e questo è un limite.
Sinceramente, non mi sarebbe dispiaciuto affatto leggere un racconto distopico, adoro il genere e ci ho sperato: il che significa che il tuo racconto, caro autore, ha disatteso le mie aspettative.


______________________________________________________
IN GRAN SILENZIO OGNI PARTIGIANO GUARDAVA QUEL BASTONE SU IN COLLINA.


REACH OUT AND TOUCH FAITH!                                                                                               Sembrano di sognante demoni gli occhi, e i rai
                                                                                         del lume ognor disegnano l’ombra sul pavimento,
né l’alma da quell’ombra lunga sul pavimento
sarà libera mai!
Quel vizio che ti ucciderà
non sarà fumare o bere,
ma è qualcosa che ti porti dentro,
cioè vivere.

A vivonic garba questo messaggio

20Level One Empty Re: Level One Dom Lug 24, 2022 11:11 am

digitoergosum

digitoergosum
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao Penna. Il tuo è un racconto mosso e, per la seria commistione tra gioco e guerra vera, non è divertente (ovviamente) ma diverte. Può non sembrarlo ma è un complimento. I dubbi sui dialoghi impossibili sono scemati nella seconda parte, quando ci spieghi che i personaggi sono tutti nella stessa stanza. Ho trovato pochi refusi, uno subito all'inizio, ma forse sono più evidenti gli errori (o le scelte) di punteggiatura: virgole eccessive o mancanti, ricordo una frase, "Diamoci una mossa" non chiusa dalle virgolette che mi ha fatto incagliare perché non capivo il proseguo. Non avrei scritto "un Cristo crocefisso", avrei omesso Cristo e usato "croce" anziché crocefisso. Anche ho trovato due o tre incongruenze di tempo (lasciamo anziché "lasceremo", per segnalarti la prima che ho evidenziato. Avrei evitato alcune spiegazioni, forse utili al lettore ma che appesantiscono un poco la storia in sé. In ogni caso, riprendo come ho esordito: una buona storia dove il bene e il male sono alla fine alla stregua di un gioco, con amici e nemici virtuali che forse si sbronzeranno assieme. Si, il racconto diverte. Grazie.

21Level One Empty Re: Level One Gio Lug 28, 2022 2:17 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan

Al di là del titolo, il colpo di scena della realtà virtuale non giunge inaspettato. Complice: il paletto. Il salotto.
Più leggevo e più mi chiedevo: ok, ma il salotto non c'è. Non solo non c'è, ma a meno che non ne scenda uno dal cielo, non vedo come possa essercene uno in questa storia. E allora ho capito. E ho aspettato che sollevassero i visori. Rilette a posteriori le tre frasi iniziali sono abbastanza chiare rispetto alla direzione che prenderà il racconto, ma come punto di ingresso nella storia le rileggi in un'ottica diversa soltanto a giochi fatti. Il termine "missione", l'idea del "ruolo", almeno una volta poter scegliere di stare dall'altra parte. Molto acuto.
Ecco l'idea è bella, nessun dubbio su questo, però forse avrei tenuto le due parti più equilibrate. La prima si prende troppo spazio. O forse avrei rinunciato un po' al colpo di scena e tentato magari un entrare e uscire, giocando sulle differenze, su aspettative e delusioni, mantenendo però questo atteggiamento disilluso che accomuna i due mondi, quello reale e quello virtuale, che alla fine non sono uno meglio dell'altro.
Però il racconto ha un suo fascino anche così, un'atmosfera che prende, una voce narrante che accompagna in modo efficace le immagini. La croce costruita con il telaio della bici, la catena che diventa una corona di spine, mi ha davvero colpito.
I paletti ci sono. Il salotto, nascosto fino a due terzi per esigenze narrative, però è lì. Il fumo, la poltrona sfondata con le bruciature di sigaretta. Anche qui bastano pochi dettagli per vederlo chiaramente. Ottimo. Anche l'arbitro. Non hai bisogno di usare la parola per delinearne il ruolo, ma Aksel è un arbitro in entrambe le realtà. Forse più in quella virtuale che in quella reale. Infondo le armi consegnate sulla base della qualità delle croci influiscono sul destino dei giocatori.
Giudizio positivo, quindi. Salvo la necessità di un maggior equilibrio tra le parti, il racconto mi è piaciuto.


______________________________________________________
Level One Senza_10

A vivonic garba questo messaggio

22Level One Empty Re: Level One Mar Ago 02, 2022 11:31 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Premetto: i videogiochi, vecchio stile o realtà virtuale mi fanno cagare. Potrei fare una partita a flipper, al massimo. Tuttavia, il racconto mi è piaciuto moltissimo. Davvero.

Tra i vari refusi ampiamente segnalati, io ho trovato anche questo, che mi pare non abbia segnalato nessuno:


"Odio quel cazzo di pistola austriaca; potessi almeno avere una Beretta.»"


"quella

Refuso a parte sono totalmente d'accordo con quanto affermato qui sopra.

Bella l'idea della realtà virtuale. L'effetto sorpresa finale è effettivamente un po' sgonfio, avrebbe fatto più colpo (credo) se non ci fosse stato scritto "PAUSE - LEVEL ONE". Il lettore avrebbe capito comunque.
In ogni caso ho piacevolmente concluso la lettura scoprendo i personaggi veri dentro la storia. Anche qui ho trovato originale la scelta che i protagonisti hanno fatto per reinventarsi a causa della guerra. Ma una domanda la devo fare: la collina delle croci è soltanto virtuale o anche i protagonisti sono lituani? Non cambia nulla, è una curiosità.

Molto apprezzato. Grazie


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Cit e Bastard Cool!

23Level One Empty Re: Level One Ven Ago 05, 2022 5:45 pm

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin

Premetto che sui videogiochi in generale sono scarsa. Ho però un passato di frequentazione con i giochi di ruolo, e devo dire che titolo e passaggi iniziali mi hanno calata subito in un mondo parallelo-virtuale.
Il racconto l'ho apprezzato, ha un bel ritmo, dialoghi briosi che sono sempre una manna dal cielo, personaggi ben gestiti.
Ma è vero che risulta un po' sbilanciato tra prima e seconda parte, e che la prima parte manca di azione. Secondo me sarebbe cosa buona e giusta rimetterci mano e renderlo più fluido. Allungare un po' la parte relativa alla realtà virtuale, con qualche azione aggiuntiva tra la costruzione delle croci e il colpo gobbo con la fionda. 
Resta una piacevole lettura che ho apprezzato.
Ele

24Level One Empty Re: Level One Lun Ago 08, 2022 4:03 pm

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao Aut-

Nella prima metà della prima parte ho notato troppe spiegazioni. Secondo me andrebbe asciugato, tenere l'essenziale. Il riferimento all'oblast' di Kalinigrad è addirittura superfluo.
La descrizione delle armi l'ho trovata pesante, per due motivi: uno non me ne intendo, due non ne sono abbastanza appassionato da gustarmi i dettagli. Dopodiché trovo inspiegabile che descrivi l'arma di Kamila come "mitragliatrice" senza ulteriori dettagli.
Visto che hai usato i segni diacritici per Kryžių Kalnas e Jūratė, potevi scrivere anche Škoda con la "Š".
Questa è una cosa mia personale: siccome ho difficoltà a memorizzare i nomi, preferisco le storie in cui i nomi non si possano confondere; qui addirittura hai messo tre nomi con la J più Jūratė e tre nomi con la K. Non è colpa tua, però potrebbe essere uno dei motivi per cui il racconto mi trasmette fastidio.
Il narratore protagonista fa diversi commenti sul fisico di Judita, sia quello dell'avatar che quello reale. Ci può stare per delineare il carattere di Jona, però a mio avviso sarebbe meglio che facesse commenti simili anche sulle altre ragazze, Kamila e Kornelija, altrimenti rischi che passi il messaggio sbagliato e/o che i giudizi del narratore siano interpretati come giudizi dell'autore.

L'idea mi è piaciuta molto. Anche la trama. Alcune frasi sembrano proprio quelle di un videogioco, solo che per esempio il riferimento al 1985 starebbe meglio in bocca a un "personaggio non giocatore" e stona in bocca a Jan. Il racconto interrotto fa venir voglia di leggere un eventuale "Level Two", se non fosse che i personaggi ammettono di giocare con una versione beta. O forse sarebbe bello uguale, magari verrebbero fuori assurdità simili alla testa che esplode con un proiettile d'ambra lanciato da una fionda.
I paletti ci sono tutti. Kryžių Kalnas è virtuale ma c'è. Mi chiedo a questo punto se la Collina delle Streghe esista davvero o sia un'invenzione.

Grazie e alla prossima.


______________________________________________________
Level One Badge-2
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25Level One Empty Re: Level One Mar Ago 09, 2022 7:57 am

SuperGric

SuperGric
Padawan
Padawan

Eh sì. La sorpresa del gioco non arriva così sorprendente. Tanti elementi nella prima parte fanno intuire che i combattenti non siano reali, ma parte di un game: mentre leggevo pensavo o a una sorta di gioco di ruolo o a un videogioco. Ho anche ipotizzato che potesse essere una realtà distopica con regole assurde: era la mia scelta preferita, curioso di capirne di più. Invece alla fine si è rivelato “solo” un mondo virtuale.
Il combattimento non mette molta ansia, l’azione è limitata e poco concitata e questo purtroppo è un limite, anche se i dettagli fanno apprezzare i personaggi e il contesto.
L’idea di croci (o sculture, dalla parte avversaria) in cambio di armi è blasfema, illogica ma interessante: da sviluppare.
Il finale è il punto più debole, secondo ma (sorry aut*). Va sgonfiando tutto il racconto in troppe spiegazioni che non aggiungono nulla. Si poteva risolvere tutto in due righe, salotto e arbitro compresi. Oppure si poteva aggiungere un colpo di scena finale: loro in realtà sono zombi di soldati morti durante l’invasione russa, o spiriti, o divinità amici di Jūratė venute dal mare alla ricerca del castello d’ambra, o sogni di una persona in coma, o alieni venuti a provare la tecnologia umana che trovano deludente (o fichissima) e per questo non invadono la terra: magari così si poteva dare spiegazione anche a certe frasi “strane” della prima parte (es.: “se cadesse in mano loro sarebbe la fine dei nostri valori, dei nostri ideali”).
Comunque la scrittura è molto buona e fluida e leggerlo è stato piacevole.

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