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1Una croce per Darija Empty Una croce per Darija Gio Giu 30, 2022 12:34 pm

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Arrivò sullo spiazzo deserto di fronte alla collina che albeggiava appena. Darija, sfinita per la lunga marcia notturna, si portò una mano al petto, quasi volesse aiutare il respiro affannato e il cuore in tumulto a riprendere il loro ritmo regolare.
Abbassò lo sguardo.
Uno strato di polvere le copriva i piedi e i suoi amatissimi sandali argentati, ormai da almeno un chilometro privi di tacchi. L’elegante abito azzurro le pendeva addosso, floscio come un vecchio sacco. E la sua inseparabile borsa stava diventando un peso sempre più grave da sostenere.
Guardò per un attimo dietro di sé e poi, labbra strette e occhi ridotti a due fessure, tornò a fissare il mare infinito di croci che ricopriva la collinetta, un intrico fitto e irregolare, più caotico di qualunque bosco avesse mai visto; un dardeggiare di ombre che si allungavano una sull’altra, seguendo il capriccio delle nuvole e della luce nascente.
Migliaia e migliaia di crocifissi, di ogni foggia, colore e dimensione, piantati o adagiati su quella piccola gobba di terra, attraversata da un unico sentiero a gradini, ormai quasi sommerso anch’esso. E, confusa fra quelle migliaia, c’era anche la sua croce, lasciata là alcuni mesi prima, una piccola croce beffarda che ora, Darija, doveva ritrovare.
Facendo leva sul residuo di energia nervosa che ancora la sosteneva, strinse i pugni e riprese a camminare, iniziando a salire i gradini. Procedeva lenta, scrutava, aiutandosi con la luce del cellulare nelle zone più scure, finché raggiunse le tre tozze croci gemelle sulle quali l’originario verde brillante stava ormai soccombendo all’assedio della ruggine. Il suo punto di riferimento, l’indicazione impressa nella memoria per rintracciare il crocifisso di legno, privo di effigie, che già era appartenuto alla nonna e che Darija aveva deciso di piantare su quel terreno sacro a suggello di una preghiera, di una speranza d’amore che, nonostante tutto, non avrebbe voluto lasciar morire.
C’era ancora.
Lo intravide, seminascosto da altri che nel frattempo si erano aggiunti alla moltitudine.
Prese aria, come avesse dovuto immergersi, e si mise in ginocchio. Allungò la mano fra steli di legno, plastica, metallo, e lo tirò a sé, strappandolo al debole abbraccio della terra.
Il legno scuro, già vecchio, aveva sopportato mesi di intemperie e appariva scheggiato, ruvido al tatto. Lo strinse fra le dita e non poté impedire che due lente lacrime di fiele le uscissero dagli occhi, insieme alle ultime stille di energia. Si sedette su una stretta panca lì accanto, lasciando che la sensazione di freddo umido, residuo della notte, attraversasse la stoffa leggera e si propagasse per il corpo mischiandosi ai singhiozzi.
Inutile.
Uno stupido, inutile pezzo di legno a sigillo di un’altrettanto stupida e inutile preghiera, di una speranza mai sbocciata davvero. E stupida lei, ad averci creduto.


Eppure, la serata era iniziata nel migliore dei modi. E, per qualche ora almeno, le era sembrata quella giusta.
Suo marito, Gytis, aveva arbitrato il match pomeridiano di Lyga A ed era rientrato a casa in tempo per realizzare il programma già deciso in settimana: visione di un film in centro e cenetta a tarda sera al loro ristorante.
Gytis sembrava sereno, quasi felice si potrebbe dire. Già pronto per uscire, impeccabile nel suo completo blu dal taglio che gli accentuava il fisico atletico, camminava avanti e indietro in salotto. Parlava e gesticolava e, nell’enfasi, sembrava alzarsi da terra, sfiorare il soffitto col suo cranio rasato, sulle ali degli elogi ricevuti dal selezionatore nazionale in persona, per “l’autorevolezza e l’assoluta imparzialità dimostrate” nella direzione di gara: “specchio evidente – le aveva riferito – della grande integrità morale e personale di uno dei migliori arbitri del campionato”.
Che bello, caro – gli aveva risposto Darija dalla camera, ancora intenta a truccarsi, – forse è la volta buona per un salto di livello.
Già, sarebbe l’ora! Ma… sei ancora a truccarti? Dai, sbrigati. Sai che non mi va di entrare a film iniziato.
E aveva sottolineato la frase con un veloce picchiettio del dito sul vetro dell’orologio.
Darija, di fronte allo specchio, si soffermò ancora un attimo sulla propria immagine riflessa. Si trovò vecchia, sciupata. Si sentiva addosso il doppio dei suoi quarant’anni. I suoi capelli biondi apparivano spenti, stopposi e neppure gli splendidi orecchini Swarovski che occhieggiavano dal portagioie sarebbero riusciti a ridar loro la luminosità di una volta. Gli occhi erano infossati, circondati da un sottile reticolo di rughe che sembravano accentuarsi di giorno in giorno, di pari passo con quelle agli angoli della bocca.
Sbatté le palpebre e prese un gran respiro: c’era da fare un mezzo miracolo e, come sempre, lo avrebbe fatto. Spazzola e lacca, eyeliner e, soprattutto, fondotinta: doveva essere abbondante, questa sera, per nascondere bene anche lo strano colore bluastro dello zigomo: il solito spigolo stava diventando ogni volta più duro.
Anche la scelta dell’abito aveva richiesto del tempo. Poi si era decisa per quello azzurro – maniche lunghe, ben accollato –, uno dei suoi preferiti, così discreto e coprente. E finalmente, accolta dal sorriso tirato di Gytis, era uscita di camera sorridente e brillante come la star di una serie TV.
Videro un bel film, una commedia drammatica che in alcune scene l’aveva spinta quasi alle lacrime; e pure la cena al ristorante era andata bene: ottimo cibo, buon vino e un Gytis insolitamente ciarliero e a tratti spiritoso. Un’atmosfera tranquilla, rilassata, che era proseguita durante il tragitto in auto verso casa. Anche se piccole nuvole scure parevano via via addensarsi nel profondo degli occhi di lui.
Parcheggiò lungo il vialetto e scese dall’auto. Pochi passi veloci e fu dall’altro lato per aprirle la portiera. Ma, nonostante la galanteria, Darija percepì una punta di gelo, un sottile cambiamento, che divenne palpabile una volta messo piede in casa.
Niente era cambiato, né sarebbe mai potuto cambiare: preghiere inascoltate, speranze mal riposte.
Accese le luci, posò la borsa sul divanetto dell’ingresso e si diresse verso il salotto che si apriva al termine del breve corridoio.
Ti va di bere qualcosa, Gy? – chiese, senza voltarsi e sforzandosi di contenere il tremito che già le spezzava la voce.
Nessuna risposta.
Solo passi frettolosi attutiti dal tappeto e il colpo traditore di un pugno a martello che le piombò in mezzo alle scapole, togliendole il fiato. Le gambe cedettero e cadde in ginocchio, mentre una singola, orrenda parola le feriva le orecchie:
Troia!
E la colpì ancora, con un calcio di piatto nella schiena.
Darija si ritrovò, come tante, troppe, altre volte, sdraiata a pancia in giù nel loro confortevole salotto, a respirare la polvere dello shiraz, dolorante, incapace di muoversi e ben consapevole di cosa sarebbe successo dopo. Tutto secondo copione.
Il tintinnare di una fibbia.
Il frusciare dei pantaloni calati.
Il freddo improvviso alle gambe e lo strappo doloroso dello slip.
Il suo alito sul collo e fra i capelli e il pene farsi strada a forza dentro di lei.
Ma, mentre Gytis si muoveva, ansimando e farneticando dei suoi mille amanti immaginari, l’ultimo dei quali era il cameriere del ristorante, Darija sentì qualcosa accendersi nella testa. Una frase del film appena visto l’aveva colpita, per perdersi subito nel susseguirsi degli eventi sullo schermo. Ora però era tornata e le risuonava chiara nella mente come un’eco nell’aria nitida fra le montagne.
La vera follia è fare finta di essere felici, fare finta che il modo in cui ti vanno le cose sia il modo in cui devono andare per il resto della tua vita”.
Fare finta di essere felici…
Per il resto della tua vita…
Spalancò gli occhi su ciò che la circondava: il divano chiaro in pelle quasi intonso, il tavolo da fumo col ripiano di cristallo, le vetrinette piene di bicchieri e suppellettili per lo più inutili, i vasi, le piante, l’arco sottile della lampada sospesa sulla poltrona da lettura, l’enorme schermo del televisore che, come un buco nero, risucchiava ogni oggetto della stanza in pallidi riflessi evanescenti. Tutto era così distante, incomprensibile, estraneo. Solo i piccoli disegni del tappeto, lì, a pochi centimetri dal volto, le apparivano familiari, ben distinti, come un percorso tracciato dal navigatore.
C’era una sola cosa da fare e, in qualche modo, l’avrebbe fatta.
Intanto, doveva riuscire a raggiungere lo studio.
Anziché opporre resistenza, cominciò ad assecondare il movimento di Gytis aprendo piano piano le gambe e inarcando la schiena.
Lui si accorse del cambiamento.
Lo sapevo! – le sibilò nell’orecchio, aumentando il ritmo. – Lo sapevo che ti piaceva. Puttana!
Darija strinse i denti per contenere il disgusto che le saliva su e si fece sempre più arrendevole, finché non lo sentì gemere e allentare la presa sulle sue spalle.
Colse l’attimo.
Approfittando del rilassamento seguito all’orgasmo e dell’impedimento dei pantaloni alle caviglie, sgusciò via e si precipitò nello studio, chiudendosi la porta alle spalle.
Apri subito questa cazzo di porta, Darija! Subito! Lo sai, vero, cosa ti succede se mi arrabbio? – gridava, accanendosi sulla maniglia e sferrando colpi sul legno.
Ci aveva messo neanche un minuto a riprendersi dalla sorpresa per quella fuga inaspettata, ma era stato un tempo sufficiente perché Darija potesse prepararsi. Si allontanò con calma dalla scrivania di Gytis e gli rispose.
Va bene, – disse. – Ora apro.
Fece scattare la chiave e indietreggiò di due passi.
Gytis spalancò la porta come una furia.
Adesso ti…
Ma si immobilizzò e le parole gli si dissolsero in gola, quando si trovò davanti agli occhi il braccio teso di Darija con in mano il suo revolver.
Occhi e bocca spalancati, cominciò ad arretrare, ma, di nuovo ostacolato dal groviglio dei pantaloni, cadde all’indietro e si ritrovò seduto sull’orlo del divano.
Sorpresa e incredulità durarono un attimo. Saper fronteggiare anche le situazioni più critiche di una partita rientrava nelle sue prerogative, faceva parte delle qualità per le quali era stato ampiamente elogiato giusto poche ore prima. Si rimise in piedi e tese la mano aperta verso Darija, che, rientrata in salotto, ancora lo teneva sotto tiro. Assumendo un’espressione distaccata e risoluta la apostrofò:
Va bene, ora basta giocare. Metti giù la pistola e saprò essere indulgente…
Non si era però reso conto che non si trattava di una stupida partita di calcio. Che non gli sarebbe bastato soffiare nel suo fischietto o estrarre un cartellino colorato. Che stavolta la posta in gioco era ben altra.
Darija non abbassò l’arma di fronte a tanta falsa sicurezza, né tornò sulle sue decisioni.
Fare finta di essere felici…
Preghiere inascoltate.
Per il resto della tua vita…
Speranze mal riposte.
Serrò con forza la mascella e il dito sul grilletto.
Non ho…
Bang.
Nessun…
Bang.
Amante!
Bang.
Dolore al polso per lo sforzo e i contraccolpi; orecchie trapassate da un sibilo acuto e devastante; occhi annebbiati dal fumo; naso arricciato per l’odore acre della polvere da sparo bruciata. E in bocca il gusto di sensazioni lontane – Rabbia? Conforto? Libertà? – ancora troppo difficili da definire.
Mentre, a poco a poco, i sensi tornavano alla normalità, Darija rimase in piedi di fronte al divano, sul quale si stava allargando una densa macchia rossa. Le braccia allungate sui fianchi e il peso del revolver nella mano, fissò nella mente l’immagine di Gytis: occhi sbarrati, bocca spalancata e quel fisico perfetto che ora sembrava essersi sgonfiato, come un pallone difettoso.
Un’idea la fulminò, provocandole una smorfia delle labbra che poteva quasi somigliare a un sorriso: chissà se il famoso selezionatore nazionale avrebbe ancora definito Gytis uno “specchio di integrità”, vedendolo lì con i calzoni calati e il pene flaccido che faceva capolino dall’elastico dalle mutande…
Con quel pensiero in testa uscì dal salotto. Riprese la borsa dal divanetto nell’ingresso e ci infilò dentro la pistola. Aprì la porta, spense le luci e si allontanò da casa camminando svelta nella notte, con i piccoli tacchi dei sandali che ticchettavano sul marciapiede come biglie cadute da un sacchetto strappato.


Le prime luci del giorno la salutarono ancora seduta sulla stessa fredda panca, in mezzo a una sempre più assurda foresta di crocifissi, a fissare l’orizzonte. Stringeva fra le dita la sua croce, mentre un pesante senso di vuoto si allargava dentro di lei, a creare una pozza scura dove ogni pensiero pareva annegare ancor prima di nascere.
Sollievo.
Incertezza.
Paura.
Tutto si confondeva in un miscuglio indefinito di lacrime, brividi e sensazioni, fra le quali si stemperava, fino quasi a scomparire, la fugace suggestione di libertà appena riconquistata.
Appoggiò accanto a sé il crocifisso e si mise a frugare nella borsa, finché riuscì a trovare il pacchetto di sigarette e l’accendino, rimasti là, inutilizzati, fin dal giorno stesso del suo primo pellegrinaggio alla collina. Un’altra rinuncia, quasi un voto, a sostegno della sua croce conficcata nel terreno, della sua preghiera, della sua speranza.
Se ne accese una. Aspirava e soffiava via il fumo in boccate lente, distanziate, assaporandone il gusto ormai quasi dimenticato, e confidando che l’aroma deciso del tabacco avrebbe finalmente rimpiazzato il vago ma persistente sentore di inutilità che da troppo tempo l’accompagnava. Non certo da compagno discreto, ma da arrogante padrone.
Finì la sigaretta e la scagliò lontano da sé con uno scatto delle dita.
Immediatamente se ne accese un’altra.
Si portò la fiammella dell’accendino di fronte agli occhi, quasi volesse rischiarare l’acqua nera nella quale si sentiva affondare, zavorrata da pensieri e sensazioni contrastanti.
E, come attratta dalla fiamma, un’idea salì prepotente in superficie. Anzi, più che un’idea, una parola, una parola che, si rese conto, fino a quel momento lei aveva completamente trascurato e che cercava ora il suo giusto rilievo sulla scena. Una parola, espressione di un concetto ben preciso, di un sentimento che subito sarebbe dovuto uscire allo scoperto, dopo ciò che aveva fatto: rimorso.
Rimorso.
Possibile che non fosse minimamente affiorato alla sua coscienza?
Scrutò dentro di sé, rivivendo minuto per minuto la serata e il suo epilogo, ma… niente, non riusciva a coglierne il minimo barlume. Scavando a fondo, l’unica parola che aveva trovato, e che avesse una lontana affinità con quella che aveva così facilmente rimosso, era stata rimpianto.
Rimpianto, di non essersi mai ribellata.
Rimpianto, di aver affidato ad altro, a voti, a preghiere, ciò che solo le sue mani potevano fare.
Rimpianto, di non aver agito prima.
Ma soprattutto rimpianto di essere cambiata così tanto. Di essere diventata, a forza di subire, così arida, cattiva, da non riuscire più a provare una briciola di rimorso dopo aver tolto la vita a una persona.
Una consapevolezza che la sconvolse, che la colpì duro, come uno dei pugni di Gytis, e altrettanto dolorosa da conviverci.
Anche la seconda sigaretta era finita e un suono distante di sirene distrasse Darija dai suoi pensieri. L’avevano già rintracciata? Gettò via il mozzicone e subito ne fece condividere il destino alla croce, che andò a schiantarsi in fondo al sentiero.
Rimise in borsa sigarette e accendino e con calma tirò fuori la pistola.

2Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Mar Lug 05, 2022 8:04 am

SuperGric

SuperGric
Padawan
Padawan

È il primo racconto che leggo (anzi il secondo, il primo è stato il mio 😊) e… wow!
La scrittura è di livello molto alto, curata e ricca, senza sbavature. I personaggi sono pieni, ben rappresentati e il tema è importante, di quelli che dovremmo sempre ricordare e riprendere. La violenza domestica sulle donne è uno dei (purtroppo) troppi drammi che sembra non avere mai termine. In Lituania forse le donne reagiscono, purtroppo in Italia spesso soccombono.
Il marito appare violento fin dalla prima battuta (Già, sarebbe l’ora! Ma… sei ancora a truccarti? Dai, sbrigati. Sai che non mi va di entrare a film iniziato). Il clima da serata allegra viene smorzato dal tono di lui, glaciale, che pone le basi del proseguo. Un’entrata del personaggio veramente magistrale.
Avrei forse evitato il voto sul fumo (da ex fumatore dico che quasi qualsiasi cosa è utile per smettere di fumare), per il resto solo complimenti.

3Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Mer Lug 06, 2022 5:22 pm

The Raven

The Raven
Admin
Admin

Il livello di questo racconto è davvero elevato.
Ottima la concezione della trama, con personaggi ben delineati e una storia coinvolgente.
Ottima la scrittura, corretta e con un buon ritmo che tiene il lettore incollato, grazie anche alle belle descrizioni (quella del salotto è fatta davvero bene!).
Ottima la naturalezza con la quale hai inserito i paletti che lo step richiede.


Complimenti per la scelta del tema: la violenza domestica, le relazioni malsane e la prevaricazione fisica e psicologica sono sempre attuali, non se ne parla mai abbastanza e quindi per questo motivo non sono mai abusate queste tematiche.
Certo, il finale della storia è a effetto, l’omicidio del marito potrebbe sembrare eccessivo a una prima impressione, ma io credo che non lo sia: racconta bene quello che lei prova, e conduci la tua storia sullo stesso binario fino alla fine, quando analizzi il tema del rimorso. Non ci può essere rimorso se hai fatto una cosa che reputi giusta.
Poi mi piace spendere una parola anche sul tema della preghiera: l’hai affrontato solo di striscio, ma hai espresso un punto di vista assolutamente eloquente e condivisibile.
Insomma, il tuo racconto mi è davvero piaciuto, autore!


______________________________________________________
IN GRAN SILENZIO OGNI PARTIGIANO GUARDAVA QUEL BASTONE SU IN COLLINA.


REACH OUT AND TOUCH FAITH!                                                                                               Sembrano di sognante demoni gli occhi, e i rai
                                                                                         del lume ognor disegnano l’ombra sul pavimento,
né l’alma da quell’ombra lunga sul pavimento
sarà libera mai!
Quel vizio che ti ucciderà
non sarà fumare o bere,
ma è qualcosa che ti porti dentro,
cioè vivere.

4Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Gio Lug 07, 2022 11:13 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Un racconto da dieci e lode. Non c’è che da farti i complimenti e imparare. Straordinaria la resa delle scene, la caratterizzazione dei personaggi, la drammaticità che si evince ma che mai viene raccontata.
I paletti calzano come un guanto e sono praticamente invisibili.
Ottimo anche il finale così carico di drammaticità, forte nel suo non rivelare fino in fondo.
Insomma, trovo che sia uno dei migliori racconti dello step. Complimenti e grazie. Ripeto: c’è molto da imparare da una scrittura così.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

5Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Gio Lug 07, 2022 2:33 pm

gipoviani


Younglings
Younglings

Sono combattuto nel commentare questo racconto. Il tema è quello che è, scottante e drammaticamente attuale. 
La scrittura è molto buona, specialmente nella parte centrale, quando tratta di azioni. 
Eppure non sono soddisfatto. 
Sicuramente non ho apprezzato l'utilizzo di personaggi dai nomi stranieri, quasi un modo di introdurre dei gradi di separazione con il lettore. Quando nella realtà è il commercialista del secondo piano, quello che tutti i giorni salutiamo cordialmente sulle scale, che picchia la moglie.
Non ho apprezzato la prima e terza parte, troppo spiegate e didascaliche se non addirittura retoriche.
E anche un po' moralistiche con l'autopunizione dell'omicida.
Il mio consiglio. La parte centrale è un racconto compiuto in sé. Non ha bisogno di altro. 
La parte centrale è un piccolo capolavoro. Come la protagonista del racconto, anche la parte centrale della narrazione dovrebbe imparare a bastare a se stessa.

6Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Gio Lug 07, 2022 3:56 pm

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Caro autor* la tua penna è padrona della scena, non ci sono refusi, o almeno io non ne ho trovati. Un tema delicato, attuale e doloroso. Sicuramente merita di essere letto.
Quello che ti dirò ora riflette solo il mio gusto personale.
L'incipit l'avrei completamente tolto, anticipa quello che succederà togliendo un po' di forza alla storia.
Per quanto riguarda la scrittura avrei evitato l'uso così massiccio di aggettivi e di similitudini. Ne usi molti rendendo la lettura a volte un po' ridondante.
Sulla parte finale sono incerta, forse anche io come @gipoviani l'avrei tolta, ma mi riservo di ripensarci.
Lo rileggerò.
Grazie e a rileggerci

7Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Gio Lug 07, 2022 11:03 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Un racconto scritto bene, quasi troppo: le descrizioni appaiono spesso ridondanti e ripetute, vedi le croci sulla collina o l’immagine di Darija che si guarda allo specchio.
I paletti sono ottimamente inseriti, utilizzati senza forzature (anche l’arbitro), caratterizzando ambienti e personaggi in modo preciso e credibile.
Cosa non mi convinto troppo? È un po’ stereotipato: il marito violento, lei sottomessa che si ribella. Hai cavalcato un tema importante, quello della violenza sulle donne, ma senza molta originalità.

8Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Ven Lug 08, 2022 6:19 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Sarebbe un racconto perfetto per la scrittura forse un po' troppo esageratamente bella (c'è quella sbavatura "che le saliva su" che così mi sembra pleonastica oppure in attesa di un "per la gola" a terminare la frase) e facile da seguire, che mi ha portato fino alla fine senza accorgermi. Purtroppo hai sviluppato un argomento un po' inflazionato. Sembra quasi che io lo voglia negare ma non è così. Esiste ma forse se ne parla troppo e la gente (io senz'altro) alla fine si abitua. Come con la guerra in Ucraina e il Covid. Forse è solo una mia opinione ma non credo. Penso che avresti potuto creare un'altra trama alla tua storia, tanto bravo lo sei, e per come scrivi saresti sul mio podio.

9Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Sab Lug 09, 2022 6:31 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Padawan
Padawan

Arrivato ormai alla metà circa delle letture, devo dire che questo è uno dei racconti che mi ha colpito di più. E in modo decisamente favorevole.
L'argomento è drammatico, ma trattato in maniera partecipata e coinvolgente, ed è sostenuto da una scrittura sicura, senza errori (almeno, non mi è sembrato di notarne) o incertezze.
I personaggi sono ben caratterizzati e le descrizioni di ambienti e situazioni appaiono sempre finalizzati allo scorrere fluido della storia.
A tratti si nota un uso un po' abbondante di aggettivi e similitudini, che però non mi sembra appesantire il testo.
Buono il finale, con la pistola che rientra in scena, quasi volesse assumere il ruodo di arbitro nel conflitto, tutto interiore, fra rimorso e rimpianto.
In definitiva, un lavoro sicuramente apprezzabile.
M.

10Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Sab Lug 09, 2022 7:45 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Scritto magnificamente, anche se il tema è poco originale, ma non per colpa tua, da troppo tempo si parla di uomini violenti.
Il finale non lo  capisco, il suo è un atto eroico, perché uccidersi? Spero di sbagliarmi, di averlo interpretato male.

11Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Sab Lug 09, 2022 8:23 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Racconto caratterizzato da una buona scrittura, incisiva e incalzante, senza errori.
L'argomento è attuale, purtroppo, e forse anche un pò inflazionato, come ha detto Tony.
Non è colpa tua, ma sembra che ci sia un progetto per farci abituare alle peggiori nefandezze.
Sì, certe volte mi viene da pensare che ci sia una regia, una volontà nel non volere risolvere i problemi, per renderci insensibili ai crimini, per catalogarli come qualcosa d'inevitabile.
Eppure cosa ci vorrebbe per risolvere la situazione se davvero ci fosse la volontà di farlo? Basterebbe un solo episodio, uno solo, e mettere l'uomo nella condizione di non nuocere più. E invece le attenuanti della legge sono sempre tante.
Ti dico questa: ieri a Rimini 2 quindicenni sono stati malmenati da una baby gang vicino al Ponte di Tiberio, non periferia, praticamente centro storico. È l'ennesimo episodio in città. Come andrà a finire la cosa? Finirà che gli episodi continueranno, che sempre più persone, soprattutto ragazzini, verranno importunati dai baby delinquenti perché probabilmente non c'è la volontà di risolvere il problema e le leggi sono un ostacolo verso l'ottenimento della giustizia. E poi, dopo il millesimo episodio non ci incazzeremo più, non perderemo neppure un minuto a scrivere sui social contro istituzioni e compagnia bella, perché ci saremo abituati e daremo questi episodi per scontati. Come i femminicidi.
È avvilente quello che sto dicendo, ma ai fini pratici è quello che sta accadendo. Ci stiamo abituando.
La scrittura come ho detto è buona, però l'ho trovata troppo carica, un pelo ridondante.
In certi punti ho avuto la sensazione come se avessi voluto allungare un pò il brodo come si suole dire, soffermandoti in descrizioni troppo prolungate. È solo una sensazione, magari sbagliata, ma più volte è come se mi fossi trovato a fissare dei prolungati fermo immagine.

12Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Sab Lug 09, 2022 10:16 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Padawan
Padawan

Mi scuso per il doppio intervento: non entrerò nel merito delle osservazioni sul racconto, ma solo sulle note, diciamo così, a margine.
Alcuni dei commentatori hanno rilevato come l'argomento sia stato trattato in modo non originale, che fosse un tema inflazionato, stereotipato. Qualcosa forse da non trattare affatto, da non prendere in considerazione perché altrimenti ci si trova assuefatti e non fa più nessun effetto.
Sinceramente, mi sembra uno strano modo di pensare, ma tant'è, ogni opinione è degna di rispetto.
Ma ciò che proprio non mi è andato giù è stato il paragrafo di Byron sullo "scrivere sui social". Lo cito per intero. "E poi, dopo il millesimo episodio non ci incazzeremo più, non perderemo neppure un minuto a scrivere sui social contro istituzioni e compagnia bella, perché ci saremo abituati e daremo questi episodi per scontati. Come i femminicidi". E, poco prima: "certe volte mi viene da pensare che ci sia una regia..."
Affermazioni che hanno un tipico retrogusto di terrapiattismo (scusami per il paragone).
Se poi proprio vuoi "scrivere sui social", mi spieghi che senso ha inveire "contro istituzioni e compagnia bella"? Almeno prenditela con quell'omm'emmerda (scusate il francesismo) che picchia la propria compagna!
Perdonatemi lo sfogo, ma alcune affermazioni mi sono sembrate troppo stonate.
Grazie
M.

13Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Dom Lug 10, 2022 12:24 am

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

M. Mark o'Knee ha scritto:
Ma ciò che proprio non mi è andato giù è stato il paragrafo di Byron sullo "scrivere sui social". Lo cito per intero. "E poi, dopo il millesimo episodio non ci incazzeremo più, non perderemo neppure un minuto a scrivere sui social contro istituzioni e compagnia bella, perché ci saremo abituati e daremo questi episodi per scontati. Come i femminicidi". E, poco prima: "certe volte mi viene da pensare che ci sia una regia..."
Affermazioni che hanno un tipico retrogusto di terrapiattismo (scusami per il paragone).
Se poi proprio vuoi "scrivere sui social", mi spieghi che senso ha inveire "contro istituzioni e compagnia bella"? Almeno prenditela con quell'omm'emmerda (scusate il francesismo) che picchia la propria compagna!
Perdonatemi lo sfogo, ma alcune affermazioni mi sono sembrate troppo stonate.
Grazie
M.
Non mi sembra sia il posto giusto per portare avanti questo discorso. Se vuoi aprire una discussione a parte ti rispondo volentieri.

14Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Dom Lug 10, 2022 9:53 am

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Padawan
Padawan

Ti ringrazio per la risposta @Byron.RN, ma, no, non voglio aprire una discussione. Il mio intervento era solo uno sfogo estemporaneo e comunque non credo ci sia un “posto giusto” (almeno non all’interno del forum) per discuterne. Né mi sembra giusto usare certi argomenti per giudicare un testo. E qui mi fermo. 
Grazie ancora e buon ottavo. 
M.

15Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Dom Lug 10, 2022 11:44 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin

INTERVENTO DI MODERAZIONE


@M. Mark o'Knee un doppio intervento per parlare del racconto va più che bene. Per rispondere al commento di un altro utente, invece, decisamente no.
Per questo genere di discussioni, per quanto interessanti e costruttive, o si aspetta la fine dello step, oppure si possono scrivere tutti gli off topics che volete in calce al post di apertura, come sempre.
Grazie.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

16Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Dom Lug 10, 2022 12:06 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Ciao, Autore.
Il tuo racconto è uno dei più potenti dello step, tanto che ricordavo a memoria i dialoghi e le scene, dalla prima lettura. Ha una potenza eloquente, come ha scritto The Raven, a dimostrazione della tua capacità di scrittura (e non intendo la parte ortografica o grammaticale).
L'unico difetto è il titolo, anche se tu non potevi saperlo. Credo che continuerò a confondere il tuo racconto con l'altro quasi omonimo. Il titolo sì l'ho trovato migliorabile.
Per quanto concerne il racconto, invece, non ho proprio nessun consiglio da darti. Non c'è proprio niente che cambierei o che non mi soddisfa. Bene anche l'utilizzo dei paletti; in particolare, segnalo un'ottima caratterizzazione dell'arbitro, che qui è veramente protagonista proprio nel suo essere arbitro, soprattutto a livello psicologico.
Indubbiamente uno dei migliori racconti dello step. Te lo dimostrerà la classifica finale.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

17Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Mar Lug 12, 2022 10:06 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto potente dalle immagini crude. Questo è il pregio maggiore del racconto, l'aver racconto la storia non tralasciando le immagini forti che mettono subito in connessione il lettore con il personaggio di Darija.
Per il mio giudizio personale non sono pienamente soddisfatto. Come mi è già successo, noto una scrittura eccellente quindi in questi casi mi aspetto molto di più.
Anche in questo caso credo che l'autore si andato sul sicuro affidandosi alle sue capacità per raccontare una storia non così originale.
Sicuramente avrai un successo stratosferico nel Contest e io inizio a farmi delle domande. 
Grazie.


______________________________________________________
Someone give that Wolf a Banana  Una croce per Darija 1f34c 

18Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Gio Lug 14, 2022 12:50 am

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Ma forse anche io sono rimasto un po' poco coinvolto dal dramma di questa storia.
Non so neanche bene perché, forse il tema inflazionato (non tanto il femminicidio, ma il femminicidio che finisce male, o bene, insomma hai capito), forse la forte e tangibile presenza del narratore onnisciente, di cui non sono fan.

Le note positive sono sicuramente le descrizioni ambientali e personali, che ho trovato fatte molto bene e di ottima resa. Meno riuscite invece quelle delle emozioni, che mi hanno fatto sentire poco in termini di empatia.

Bello il titolo, ma ha la sfortuna di uscirne ridimensionato dal quasi eguale omologo!

Il lavoro è sicuramente di buona qualità, per il mio gusto personale però non mi ha convinto del tutto.

19Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Gio Lug 14, 2022 5:48 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

È un racconto scritto molto bene che mi ha causato un senso di disagio per la sua crudezza, soprattutto nella scena dello stupro. Saresti stat* doppiamente brav* se fossi riuscit* a trasmettere lo stesso tipo di disgusto con un approccio e descrizioni più soft.
Gli elementi dello step ci sono indubbiamente, anche se ritengo che la presenza del personaggio arbitro non sia affatto rilevante nella storia che si fonda su basi assai più solide che non la professione del marito violento.
Il finale mi ha creato un po’ di delusione perché non mi sarei aspettato un epilogo con il suicidio che mi pare in netto contrasto con la dichiarata mancanza di rimorso della protagonista, tanto più che avevo percepito un certo senso di liberazione dopo il fatto. Mi sarei aspettato un’accettazione della pena e l’inizio di una nuova vita, finalmente libera. Ma forse è colpa mia, con la mia eccessiva predilezione per il lieto fine.

20Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Gio Lug 14, 2022 5:51 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Errori/refusi: non ne ho trovati.
Segnalo solo, come gusto personale, che dopo la serie di "Rimpianto" io avrei utilizzato la preposizione "per " anziché la preposizione "di".
Segnalo anche questa frase:
un dardeggiare di ombre che si allungavano una sull’altra, seguendo il capriccio delle nuvole e della luce nascente.
bellissima!
Paletti:
Stanza: il salotto c'è ed è utilizzato al meglio.
Luogo: la collina delle croci, perfettamente inserita nel contesto.
Personaggio: l'arbitro è molto importante nel racconto in quanto delinea l'aspetto psicologico del protagonista. 
In generale paletti incastonati nella trama al meglio.
Perché sì: perché è scritta benissimo, con una scrittura forte e determinata pur lasciando spazio qua e là a sprazzi di dolcezza,  scrittura in grado di rispecchiare,  mi viene da dire il carattere dei due personaggi contemporaneamente in una perfetta fusione; perché l'argomento è importante, forte e non bisogna mai smettere di parlarne, di sensibilizzare, di denunciare e per questo ti ringrazio car* aut*.
Perché no: mi verrebbe da dire perché la storia è un po' scontata nella sua linearità ma poi penso che non è colpa tua, aut*, sono proprio queste storie a essere così scontate, ripetitive, atroci,  senza che di tresca, in qualche modo a invertire la rotta, a interrompere l'ineludibilità; e questo a me da una gran rabbia.
Candidato alla mia cinquina.

21Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Dom Lug 17, 2022 6:06 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

molto bello, piaciuto parecchio.
scritto bene, senza refusi, liscio, scorrevole e crudo.
tanto crudo da apparire a tratti irreale. è ivece è, purtroppo, la realtà quotidiana.
molto belle e sentite le descrizioni, soprattutto a livello emozionale.
unico appunto che faccio: il finale mi ha lasciato perplesso.
avrei preferito non si suicidasse e potesse far sentire le proprie ragioni.
ma non sono l'autore e va bene così.
complimenti


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Una croce per Darija Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

22Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Lun Lug 18, 2022 2:43 pm

Resdei

Resdei
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Al di là dell’argomento che non spicca di originalità ma, per fortuna, non per colpa dell’autore, per me è sempre bene che se ne parli.  

È importante come se ne parli.

Tu autore, hai tanti pregi, oltre a quelli che conosci, la tecnica di scrittura, la capacità di giocare con le parole e l’uso che riesci a farne.

Il pregio più grande è la capacità di calarti nell’animo umano, e riemergere con dubbi, domande, che non lasciano indifferenti il lettore.

Ci parli di come il dolore subìto possa cambiare le persone



 …rimpianto di essere cambiata così tanto. Di essere diventata, a forza di subire, così arida, cattiva, da non riuscire più a provare una briciola di rimorso dopo aver tolto la vita a una persona. 


L’intensità con cui lo fai è cosa possibile solo ai grandi scrittori.
A me è piaciuto anche il titolo!

23Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Lun Lug 18, 2022 4:35 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Un racconto – piuttosto scontato nella sua evoluzione, fino all’ultima parte - letto e poi riletto senza interruzioni, tralasciando il peso di alcune frasi un po’ troppo lunghe della prima parte. Un testo che si accompagna a tanti scritti su questo argomento, anche fuori dal contest, ma che ogni volta sgomentano perché non si riesce mai a considerali qualcosa che è stato lasciato alle spalle e che rientra solo nelle trame di novelle o romanzi. Possiamo parlarne per giorni interi, ma ancora nel 2022 certi retaggi culturali che privilegiano il “maschio” anziché l’”uomo” non si riesce a scardinarli. Una crescita culturale c’è ma pare riguardare solo una parte della parte maschile dell’universo. Parliamone fino allo sfinimento e poi saremo punto e daccapo.
Un racconto crudo e crudele, perchè in storie come questa non c'è posto per altro e che non è poi così scontato che si riesca a portare questi fattori tra le righe di un racconto. Qui la Penna a mio parere ha dato una buona prova che ci si può riuscire.

Lo stile, soprattutto quello della seconda parte, mi è piaciuto: in particolare l’ultima parte, in cui la protagonista fa una disanima di quello che sente e di quello che il grigiore, la violenza subita, le hanno portavo via. La sua essenza di donna, che nessun abito elegante, orecchini scintillanti riesce più a far emergere assieme alla sua sensibilità.
Come scrittura, stile e lessico ci siamo: propenderei per una sfoltita di alcune frasi molto lunghe della prima parte, senza rinunciarvi, ma eventualmente suddividendole, ma il ritmo è molto buono. Devo dire che per quel senso di “giustizia” che mi piace trovare ogni tanto, per lo meno nei racconti, il bang mi ha fatto dire :”Finalmente!” anche se poi, amaramente, ho pensato a quanto in fretta sarebbe passata la donna da vittima a colpevole, e che chissà magari non avrebbe trovato un giudice che emettesse una sentenza “giusta”, ma di parte.
Un finale lasciato in sospeso, aperto anche a una soluzione meno drammatica. Con un briciolo di speranza.
Quindi per me prova superata, alla fine anche il titolo ha un’altra valenza: la croce di Darjia è di quelle molto pesanti da portare, col peso delle violenze subite e dell’annientamento del suo essere e alla fine, probabilmente, quello di una morte ingiusta oltremodo.
L’unico paletto un po’ debole il salotto: anche se ben descritto può essere qualsiasi altra stanza.
Pochi refusi
un’altrettanto stupida == un’altrettanta stupida
le aveva riferito == gli aveva riferito, il selezionatore è al maschile
e una frase su cui ero un po’ inciampata.
Facendo leva sul residuo di energia nervosa che ancora la sosteneva, strinse == leggo meglio Con le ultime energie rimastale, iniziò a salire i gradini, stringendo i pugni per farsi forza.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

24Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Gio Lug 21, 2022 11:33 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

"Guardò per un attimo dietro di sé e poi, labbra strette e occhi ridotti a due fessure, tornò a fissare il mare infinito di croci che ricopriva la collinetta,"


"Guardò per un attimo dietro di sé, poi, (con) labbra strette e occhi ridotti a due fessure, tornò a fissare il mare infinito di croci che ricopriva la collinetta,"



 
"attraversata da un unico sentiero a gradini, ormai quasi sommerso anch’esso."


"attraversata da un unico sentiero a gradini, anch’esso ormai quasi sommerso."


 
"Uno stupido, inutile pezzo di legno a sigillo di un’altrettanto stupida e inutile preghiera, di una speranza mai sbocciata davvero. E stupida lei, ad averci creduto."


Qui una digressione personale, che con piacere mi ha fatto ricordare un momento della mia infanzia. Tornando dalla Grecia con i miei genitori, portammo alla nonna un'icona come souvenir. La nonna baciò immediatamente la Madonna ringraziando ripetutamente. Mio padre sentenziò subito: "Basa mia, ch'lé un toc at loegn!" 
"Non baciare, che è un pezzo di legno!"




 "Parlava e gesticolava e, nell’enfasi,"


Eliminerei la "e" tra parlava e gesticolava.


 
"orecchini Swarovski che occhieggiavano dal portagioie sarebbero riusciti a ridar loro la luminosità di una volta. Gli occhi erano infossati,"


"occhieggiavano" e poco dopo "occhi", a mio modesto parere non sta bene. Per un paio di orecchini Swarovski avrei semplicemente detto "brillavano". Anche se è troppo "informale" per il registro del racconto. Forse.


 
"E finalmente, accolta dal sorriso tirato di Gytis, era uscita di camera sorridente"


"uscita dalla camera"
 


"– Ti va di bere qualcosa, Gy? – chiese, senza voltarsi"


No , tra "chiese" e "senza"
 


"le vetrinette piene di bicchieri e suppellettili per lo più inutili, i vasi, le piante,"

"le vetrinette piene di bicchieri e suppellettili per lo più inutili; i vasi, le piante,"




In un testo scritto così bene, così curato, ho notato queste bazzecole. Veramente! Saltano all'occhio secondo me. Detto questo, quanto sopra non è altro che una segnalazione particolare. senza le mie "obiezioni" il testo filerebbe liscio comunque. 


Siamo al culmine di una situazione già malata da un pezzo. E pensare che il Gydis mi stava pure simpatico. Talvolta certi drammi familiari (anche se sono limitati alla coppia), non si vedono. Lui si sente onnipotente e magari il giorno dopo manco si ricorda. Lei lo ama, incondizionatamente, e per questo motivo lascia passare. Chissà quante donne subiscono violenza per tutta la vita tra le mura domestiche senza dire mai nulla.


Oltre al danno, la beffa: Darija è diventata lei stessa una croce che porta sulle spalle il fardello delle violenze subite e dell'omicidio commesso. Noi giustifichiamo lei, ma lei giustifica se stessa senza rimorso? Non so.


Grazie


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Cit e Bastard Cool!

A Susanna garba questo messaggio

25Una croce per Darija Empty Re: Una croce per Darija Lun Lug 25, 2022 9:46 am

digitoergosum

digitoergosum
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao Penna. Il tuo è un altro dei racconti dello step che ho amato leggere. È scritto molto bene, ottimamente cadenza to nei tre momenti. Non è crudo, perché per "crudo" intendo "azione crudele senza l'emozione portante". È piuttosto tragicamente reale. Ho letto gli altri commenti e mi rendo conto di come ognuno legga le cose diversamente. Ad esempio, mi ero segnata una considerazione sul personaggio "arbitro", che qui non emerge nella sua funzione arbitrale sebbene c'è qualcosa del mestiere nella psicologia e nei comportamenti. Ma avrebbe potuto essere qualsiasi altra cosa nell'economia del tuo lavoro. E leggendo i commenti leggo che, nel merito, ci sono autori che vedono il personaggio centrato e altri che invece condividono il mio pensiero. C'è una doppia frase che mi ha incagliato e non ne riesco a uscire: inizia con "Aspirava e soffiava via il fumo..." poi c'è un punto e riprende "Non certo da compagno discreto...". È sicuramente colpa mia ma ci resto incagliato. Il racconto è molto bello, sto mettendo "sette e mezzo", a pari valore con un altro, al momento i due che mi hanno colpito di più. Vedremo in fondo, al momento con me sei piazzata bene, cara Penna.

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