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1Za'afaran Empty Za'afaran Ven Feb 18, 2022 4:56 pm

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«Devi andare lontano? Se mi dici dove devi andare, ti ci porto», le aveva detto.
«Va bene qui… sei già stato troppo gentile.»
E così Anahita era saltata giù dalla cabina e il mezzo non si era quasi neanche fermato, prima di riprendere la sua corsa verso Mashhad.
Si era incamminata verso nord, salutando l’uomo che si allontanava, ma appena fu sicura di non essere più visibile negli specchietti, aveva invertito la marcia, prendendo il sentiero per Qa’en, la città dell’oro rosso di Persia. Non poteva mettere in pericolo Saman: anche se il camionista non le aveva fatto troppe domande, non poteva fidarsi.
Si fermò a respirare quel paesaggio, così familiare: aveva camminato per almeno tre ore dal luogo dove il camion l’aveva lasciata. I crocus(1) erano ancora nei campi, in attesa della raccolta; tendevano al rosso, illuminati dagli ultimi raggi del sole.
Vide in lontananza le due torri del vento che si stagliavano sopra la parte centrale della casa di Saman, pronte a catturare l’Esfahani, il vento leggero che soffiava da sud-est. Quelle ingegnose costruzioni incanalavano ogni minima brezza nei sinuosi corridoi, la rinfrescavano alla fontana nel cortile per poi indirizzarla verso la veranda, che occupava i tre lati della casa. Ne aveva verificato lei stessa la piacevole efficacia, quell’estate di due anni prima!
Su quella veranda aveva passato i più bei giorni della sua vita. Saman le aveva insegnato a conoscere i piatti insaporiti con lo zafferano locale: il tahdig, il “fondo della pentola” di riso, bruciacchiato fino a formare una crosta giallo oro e lo stufato d’agnello, cotto con pere cotogna, prugne secche, cannella e, ovviamente, zafferano.
Su quella veranda aveva trascorso notti intere insieme a Saman, per sfuggire all’arsura estiva. Notti intense, passate a scoprire il potere afrodisiaco di quella preziosa spezia.
Solo un’altra mezz’ora e lo avrebbe rivisto, giusto prima che l’oscurità calasse sull’altopiano.

Si erano conosciuti a Esfahan, il maggio di tre anni prima, tra le arcate del ponte Khaju, insieme alle altre decine di ragazzi, soprattutto studenti, che la sera si ritrovavano a chiacchierare, a cantare serenate, chi ne era capace… a leggere poesie d’amore.
«Cosa ci fai con il libro del poeta Hafez?»
Era stata lei a rivolgergli la parola, visto che lui non si decideva, nonostante da qualche sera la osservasse di sottecchi.
«Sono un romantico!» aveva risposto Saman con un sorriso impacciato. «Ma soprattutto sono troppo stonato per mettermi a cantare.»
«Anahita!» si era presentata, portandosi la mano al petto.
Si erano seduti su uno dei pilastri che reggevano le arcate del ponte, con i piedi che penzolavano nel vuoto, qualche metro sopra il lento scorrere del fiume… ad opportuna distanza tra loro. Non era il caso di rischiare, non in un Paese in cui maschi e femmine non si potevano toccare in pubblico; l’adulterio poteva essere punito con la lapidazione e i contatti impropri portavano spesso a notti in commissariato e a un centinaio di frustate.
Si rividero la sera successiva, quella dopo, quella dopo ancora... e ancora.
Tornavano al campus dell’università con gli altri studenti, a bordo dei savaris, i taxi pubblici, dentro i quali l’autista stritolava quanti più corpi poteva e, solo allora, le rigide regole sulla segregazione tra i sessi volavano fuori dai finestrini abbassati. Lì, seduti stretti stretti, Saman faceva scivolare un braccio furtivo intorno alle spalle della ragazza e si avvicinava al suo viso per respirare il suo respiro.

«Chiedigli di allungare la strada», gli sussurrò una sera all’orecchio: scaricati gli altri studenti, erano rimasti soli nell’auto.
Saman allungò una banconota da centomila riyal: «Diecimila toman(2) per te… facci fare un bel giretto».
L’autista la afferrò soddisfatto: non era poco per allungare un po’ la corsa e non accettare altri passeggeri!
Anahita si avvicinò a Saman, nel buio del sedile posteriore. Lasciò scivolare l’hijab sulle spalle, liberando i lunghi capelli neri. La sua mano si insinuò fra le gambe del ragazzo, risalendo piano lungo le cosce fino a slacciare un bottone, appena sufficiente per entrare nei pantaloni. Rovistò ancora, per trovare l’elastico delle mutande e spingersi anche sotto di quelle, afferrando il membro già turgido.
«Era parecchio che avevo voglia di sentirlo!» gli bisbigliò all’orecchio mentre la mano si muoveva lentamente compressa da quegli stretti tessuti.
«Ma sei sicura che…» provò a resistere Saman.
«Lo sai che sono di Yazd!» proseguì per niente intimorita. «Noi zoroastriane sappiamo anche essere delle cattive bambine.»
«Lo sai che sono di Qa’en!» le rispose a tono, trattenendo a stento l’eccitazione. «Noi contadini sciiti sappiamo come soddisfare le cattive bambine.»
«Non vedo l’ora di provare!»
Quell’ultima frase, sussurrata da quella voce così sensuale, fu sufficiente a fargli perdere ogni controllo.

«Quanti giorni?»
L’imam, seduto nel suo sgabuzzino, proprio in fianco alla moschea in piazza Naqsh-e jahān, stava compilando i fogli prestampati.
«Solo per oggi…» rispose Anahita, rivolta al compagno con occhi impazienti, «poi vedremo».
«Non sarebbe meglio che lasciassi parlare tuo marito!»
L’imam guardò il ragazzo con occhi severi: «Questo è il problema di oggi: le donne decidono… e gli uomini le lasciano fare. Se cominciate così!»
Allungò il contratto verso Saman: «Ecco il vostro sigheh(3)! È un matrimonio temporaneo, ma avete giurato… non prendetelo troppo alla leggera».
Annuirono felici, sapevano che sarebbe durato molto di più, ma al momento avevano bisogno di quel documento solo per avere una camera.
Saman allungò una mancia al portiere del Partikan hotel, quattro strade più in là: meglio tenerselo buono. Il matrimonio era valido ma spesso i bassiji(4), i guardiani dei costumi, non si accontentavano e cercavano giovani coppie sulle quali sfogare le proprie frustrazioni.
«Girati!» chiese in modo perentorio appena chiuse a chiave la porta.
La ragazza ubbidì, rimanendo in piedi, in fronte all’armadio.
Saman si mise alle sue spalle, guardando l’immagine di Anahita riflessa nello specchio. Le calò i jeans, poi la tunica. Reggiseno e mutandine, in un innocente cotone azzurro; vi infilò le mani, abbracciandola da dietro, accarezzandole la pelle, giocando con i suoi capezzoli. La vista di quelle mani, che la toccavano e la frugavano, non mise in imbarazzo la ragazza.
Allora lui le sfilò tutto, lasciandola nuda in balia del suo sguardo; i seni sodi, piccoli, la vita sottile, il sesso depilato con il filo di seta, come solo le iraniane sapevano fare.
Le era rimasto solo il velo ad incorniciare il viso. Le sopracciglia, disegnate con il kajal, mettevano in risalto occhi scuri, profondi, ravvivati dal rosso delle labbra. Il naso, fiero, tipicamente persiano, non era rifatto, come invece sceglieva la maggior parte delle sue coetanee.
La prese per mano, la fece sdraiare e si perse tra le sue cosce, succhiando e leccando quel fiore morbido e liscio.
I peli ispidi della barba eccitavano Anahita e le procuravano sussulti di piacere, finché l’orgasmo non la raggiunse.
Non le lasciò neanche il tempo di respirare. Si spogliò anche lui, lentamente. Poi, le divaricò le ginocchia e si immerse dentro di lei. Le gambe di Anahita gli stringevano i fianchi, i piedi incrociati gli premevano sui glutei. Lei era sua, lui era suo. Poi si strinsero vicini.
Fu una notte lunga. Passata a sognare del loro futuro, passata a fare ancora l’amore, passata nel silenzio dei loro respiri, i corpi nudi appiccicati sotto le lenzuola. Fu una notte breve.

«Mi hanno assunta!»
Anahita gli corse incontro raggiante: «Qui, alla sede di Esfahan, al Centro di Ricerca per l’Energia Atomica. Segna la data: il primo Farvadin, 1396(5)».
«Con quei voti… non potevano lasciarsi scappare una come te!» rispose orgoglioso Saman. «Possiamo stare insieme, almeno fino all’estate.»
«E dopo?» lo guardò imbronciata.
«Lo sai che dopo la laurea devo tornare a Qa’en, dai miei. Agraria non sarà Fisica Nucleare, ma non mi hanno fatto studiare per…»
Lo interruppe: «Scusa, hai ragione, sono un’egoista. Alla fine, è solo un’ora d’aereo. E comunque mi hanno detto che dovrò anche andare a Yazd per controllare le centrifughe e alle miniere di uranio a Saghand: da là in quattro o cinque ore posso raggiungerti anche in macchina».
La guardò preoccupato.
«Non so se avrai tutta questa libertà di movimento… ti terranno sotto controllo.»
«Non dire sciocchezze, sono una novellina che non conta niente… almeno per ora», replicò sorridendo con finta boria. «E poi mi dovrò occupare solo di impianti per la produzione di energia. L’IAEA(6) controlla tutto quello che facciamo e l’Iran ha abbandonato i toni belligeranti di Ahmadinejad.»
«Promettimi che ogni novembre verrai ad aiutarmi nella raccolta dello zafferano.»
Anahita si guardò intorno, per controllare che nessuno li stesse osservando, e gli diede un veloce bacio sulle labbra: «Prometto!»
«Quando vieni, portami un pezzo d’uranio che divento ricco.»
«Se non è arricchito non diventi certo ricco: un chilo vale meno di cinquantamila toman. Ti ruberò io lo zafferano, vale almeno cinquemila volte di più.»
«Furba! Ma lo sai che per farne un grammo servono più di cento fiori?»
Ma un’ombra di preoccupazione era rimasta negli occhi di Saman.

«Anahita, manca solo un mese alla raccolta. Quando vieni?»
«Non posso venire quest’anno».
«Cosa stai dicendo? Non siamo stati bene l’anno scorso?»
«Non insistere, ti prego!»
«Ma come, avevi promesso che…»
«Le cose sono più difficili ora.»
«Qualcosa non va? Ti sento preoccupata.»
«Ne parliamo alla prima occasione», tagliò corto Anahita.
«Hai un altro? Dimmelo!»
«Ti ho detto che ne parliamo quando ci vediamo… al telefono no.»
«Chi è? Un collega? Dimmelo!»
«Scusa, ora devo andare…». Riattaccò, per non fargli sentire «… ti amo!»
Spense il cellulare. Lo aprì e sostituì la SIM. Saman l’avrebbe richiamata, ne era certa, ma lei non poteva farsi trovare, doveva lasciarlo fuori, non era giusto coinvolgerlo, non a sua insaputa.
Sì, era un collega, uno del centro ricerche, Assim Hosseini, almeno quindici anni più vecchio, ma non era per quello che Saman pensava.
L’aveva contattata dopo la decisione di Trump di uscire dall’accordo sul nucleare e dare un giro di vite alle sanzioni. I falchi del regime, in risposta, avevano premuto sull’acceleratore per approntare un ordigno nucleare con cui minacciare Israele e gli interessi dell’America in Medio Oriente.
Assim faceva parte del PPP(7), Peace to the People of Persia, un movimento che aveva ben chiaro che se il Paese si fosse dotato di un tale armamento, sarebbe stata la fine e nulla avrebbe salvato l’Iran da un attacco della comunità internazionale.
Le aveva chiesto di aiutarli, di stare dalla loro parte. Anahita non aveva ancora accesso a informazioni sensibili e, a differenza di lui, non era tenuta sotto stretta sorveglianza dal servizio di sicurezza.
Non era stata una decisione facile per lei: rischiare la vita, rischiare Saman, rischiare tutto per aiutare il suo Paese, andando contro il governo del suo Paese. Lo smarrimento regnava nel suo cuore e la confusione occupava tutte le sue notti.
Ma alla fine aveva deciso. Sì, sarebbe stata pronta quando glielo avessero chiesto.

Arrivò che il buio era calato da poco.
Le luci alle pareti illuminavano la veranda di una luce soffusa. Rivedere quel luogo le risvegliò sensazioni passate, che le sembrava non avrebbe più potuto provare. Si fece forza per non farsi travolgere dai sentimenti.
Salì piano i quattro gradini che portavano alla veranda.
Lo vide, di spalle. Si riposava sul dondolo, un libro in mano; erano giornate dure quelle. I fiori teneri dovevano essere raccolti all’alba; contadini e braccianti si presentavano sui campi alle quattro del mattino, quando l’oscurità nascondeva ancora la distesa viola dei crocus.
La ragazza si avvicinò piano, attenta a non fare scricchiolare le assi del pavimento.
«Cosa ci fai con il libro del poeta Hafez?»
Rimase immobile, sorpreso e scosso da quella voce familiare.
«Sono un romantico!» rispose trattenendo le emozioni. «Sapevo saresti venuta, un giorno o l’altro.»
Saman si voltò a guardarla.
«Sono sfinita!»
Gli occhi, ancora neri e profondi, non luccicavano più e lasciavano trasparire una grande amarezza.
«Sei a casa, ora... non dire niente.»
«Ho troppo da raccontare.»
«Non ora, ne avremo occasione.»
La fece sdraiare, rannicchiata come una bimba, cullandola con un delicato dondolio.
«Mi prenderò cura io di te» sussurrò prima di allontanarsi.

Tornò poco dopo, la prese per mano e la portò al bagno; aveva riempito la vasca fino al bordo.
Prese una manciata di stimmi da un barattolo e ve li sparse sopra. I filamenti, rossi, si stemperarono al contatto con l’acqua fumante, tingendola di un caldo colore ocra.
Anahita si lasciò sfilare i vestiti, come se il tempo per loro non fosse passato.
Solo allora Saman vide ciò che mai avrebbe voluto vedere. Cicatrici lasciate da numerose frustate le coprivano la schiena. Lividi inequivocabili le contornavano polsi e caviglie.
Saman non disse niente, ma le lacrime gli segnarono il viso.
«Non sono queste le cicatrici che mi fanno male» gli disse solamente Anahita.
Poi entrò nella vasca e si perse nel calore di quel liquido profumato.

Rimase a lungo, immersa nei suoi pensieri.
Quando riemerse le sembrò di essere rinata.
Osservò l’areola dei capezzoli, i piccoli segni, indelebili, che le pinze metalliche avevano lasciato al passaggio della corrente.
Speriamo che Saman non se accorga”, pensò: non voleva si preoccupasse per lei.
Osservò la piccola macchia nera appena visibile, intrappolata sotto la pelle, tra l’indice ed il pollice della mano sinistra. E pensare che quel microchip conteneva gigabite di informazioni sui piani nucleari segreti.
Speriamo che Saman non se accorga”, pensò: non voleva coinvolgerlo nelle sue scelte.
Osservò il pube, coperto di peli. Non aveva potuto dedicarsi al suo corpo negli ultimi mesi.
Speriamo che Saman non ci dia peso”, pensò: non voleva deluderlo.

Lo raggiunse in camera, lasciò cadere la salvietta e si sdraiò.
«Girati, fammi vedere», le disse Saman, «ho un unguento miracoloso, una ricetta che ci tramandiamo da generazioni».
Iniziò a massaggiarle la schiena, soffermandosi con i pollici sulle cicatrici, premendo e ammorbidendo quegli spessi rigonfiamenti.
«Non smettere, mi sento già un’altra. Cos’è?»
«Latte di capra selvatica, miele di fiori di zafferano, polvere di pistacchi… il resto è segreto.»
Saman ne versò ancora, nelle fossette di Venere, alla base della schiena; le trovava così sensuali. Accarezzò le natiche, per scendere lungo le cosce, i polpacci, le piante dei piedi e poi risalire, lentamente.
Le aprì un poco le gambe, quel tanto che gli bastava; indugiò con le dita tra le labbra del suo sesso, spingendosi fino al clitoride.
Anahita lo fermò: voleva raggiungere l’orgasmo insieme a lui. Gli si inginocchiò di fianco.
«Prendimi quello», le disse Saman, indicando un piccolo barattolo di vetro sul comodino.
Le versò nel palmo un denso liquido, il colore arancione brillante e intenso, l’odore pungente.
«Spalmalo qui», e accompagnò la mano di lei sul suo ventre, sul pene, sui testicoli, sullo scroto.
Non attesero molto prima che il membro iniziasse a pulsare, caldo e turgido, tra le mani di lei.
«Assaggialo… se vuoi».
Anahita si chinò, facendo scivolare il glande tra le labbra.
«È amaro!»
«… leggermente pepato, con un retrogusto simile allo zenzero», aggiunse Saman: «E’ latte, con za’afran e curcuma. Ha la proprietà di…»
«Lo vedo che proprietà ha… Sdraiati!»
Spinse il ragazzo in giù, supino, e si mise a cavalcioni su di lui, accogliendolo dentro di sé.
Fecero l’amore, un amplesso intenso, lungo, appagante come non mai.

«Ti ho cercata; nessuno ha saputo dirmi niente, nessuno ha voluto dirmi niente»
Il dondolo li cullava, stretti sotto la coperta, a ripararsi dall’aria frizzante del mattino. Mancava ancora quasi un’ora all’alba; dalla veranda, Anahita e Saman vedevano già i primi braccianti incamminarsi verso i campi con le lampade in mano, a creare sulla terra il riflesso delle stelle che ancora brillavano nel cielo.
«Avevano bisogno di me… ma non è andata come sperato. Mi hanno trattenuta a lungo, me e alcuni altri... anche Assim. Alla fine, ha ceduto, assumendosi tutte le responsabilità… le colpe. Dopo alcuni mesi, mi hanno rilasciata: non avevano nessuna prova contro di me.»
«Sei una spia?»
«Se vuoi chiamare spia una che ha rinunciato a tutto per amore del suo Paese!»
Saman si pentì di averle fatto quella domanda.
«Quanto ti puoi fermare?»
«Mi sono fermata già troppo. Quando i pasdaran capiranno che mi sono allontanata da Esfahan mi cercheranno… e questo è uno dei posti, lo sanno.»
«Dove andrai?»
«Un funzionario dell’IAEA mi aspetta a Mashhad. Con documenti falsi dovrei raggiungere Ashgabat; da lì mi porteranno in Europa.»
Rimasero in silenzio, a lungo.
«C’è la mia macchina nel retro, prendila». Poi aggiunse: «Ho anche una pistola, potrebbe servirti».
«Cosa me ne faccio? Non so neanche usarla. Come spia sono proprio una principiante», disse sorridendo.
I primi raggi del sole fecero capolino tra le alture attorno alla piana.
«E’ meglio che vada ora.»
«Ti aspetterò… non fare sciocchezze.»
«Sei proprio la mia saman( 8 ), sei proprio il mio Saman».


(1) Crocus è il fiore dello zafferano
(2) La moneta iraniana è il riyal, ma toman è il nome comunemente usato per indicare 10 riyal. Centomila riyal sono circa tre euro.
(3) I matrimoni temporanei in Iran, sono spesso utilizzati per aggirare le restrizioni sulla prostituzione
(4) I bassiji, guardiani dei costumi, sono una organizzazione paramilitare, che risponde ai pasdaran, i guardiani della rivoluzione (di Komehini)
(5) Corrisponde al 21 marzo 2017, secondo il calendario gregoriano
(6) IAEA, International Atomic Energy Agency
(7) PPP, Peace to the People of Persia, è una pura finzione letteraria
( 8 ) In farsi, Saman significa casa, sicurezza, calma

2Za'afaran Empty Re: Za'afaran Dom Feb 20, 2022 2:33 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ciao aut@. Via, mi tolgo subito il dente. Non mi è piaciuta l’introduzione delle note a piè di pagina. Tutti quei codicilli mi hanno fatto interrompere il ritmo di lettura che, invece, era piacevole.
La parte erotica è ben gestita ed è il core del racconto che, di altro, ha piuttosto poco. Cioè la storia in sé non ha particolari picchi, ma in un racconto di questo genere, in fondo, non è fondamentale.
Un lungo flash back, intriso di sensazioni ben descritte. Ammiro anche la ricerca degli usi e costumi di un popolo lontano dalle nostre abitudini. C’è lavoro, amore, passione e rispetto per la scrittura (molto buona) Se solo quelle note avessi trovato il modo di mostrarle nel testo… 
Comunque complimenti per il gran lavoro fatto.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

3Za'afaran Empty Re: Za'afaran Dom Feb 20, 2022 3:33 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Per una combinazione di registrazione sei il primo racconto della mia lista. Di solito non porta bene ma con quello che tu hai scritto: sì. Innanzitutto perchè mi hai ricordato quando io visitavo l'Iran per ragioni che non hanno nulla a che fare con l'oro rosso (per me era verde) ma c'era stato anche un piccolo preludio romantico e poi anche... la smetto perchè sono nel tuo racconto e non nella mia vita. Quindi: mi sei piaciuto moltissimo anche nella parte erotica. Sai certamente scrivere bene a parte un paio di cosucce iniziali che però non sto nemmeno a menzionare anche perchè potrebbero essere solo una mia interpretazione. Aggiungo che la tua storia potrebbe anche essere reale. Bravo.

4Za'afaran Empty Re: Za'afaran Dom Feb 20, 2022 9:51 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Devo ringraziare Petunia, perché ho letto il suo commento prima di leggere il racconto.
Sono partito dalle note alla fine prima di iniziare il racconto e, senza interruzioni, mi è sembrato scorrevole e centrato.
E’ un racconto erotico, più di altri che ho letto, dove sensualità e sentimento vanno a braccetto.
Interessanti i riferimenti ad un paese poco noto ma che ha una storia e una cultura molto più vicine a noi di altri paesi del mediooriente.
Una prova più che positiva.

5Za'afaran Empty Re: Za'afaran Dom Feb 20, 2022 11:26 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

Una storia ricca di sensualità e amore, nella quale l'erotismo, trattato con maestria, si mescola allo spionaggio. In una situazione estrema, conflittuale, come quella iraniana i due amanti - personaggi davvero reali, a tutto tondo - hanno la capacità di mantenersi "saman" grazie alla forza del loro sentimento. Il tutto affrontato con una grande capacità narrativa che dona al testo fluidità e intensità, purtroppo parzialmente interrotte dai rimandi a fondo pagina. Se l'autore fosse riuscito a inserire le definizioni in qualche modo nel corpo del testo, senza renderlo didascalico (e secondo me ne avrebbe tutte le capacità), penso che questo racconto avrebbe rasentato la perfezione.
Non mi è sembrato di notare errori.
Giusto un piccolo, quasi fisiologico, refuso: una E con l'apostrofo al posto di È verso la fine.
Un niente in confronto alla quantità di frasi di una delicatezza e poesia quasi uniche, come: "Anahita e Saman vedevano già i primi braccianti incamminarsi verso i campi con le lampade in mano, a creare sulla terra il riflesso delle stelle che ancora brillavano nel cielo".
Lodevole anche la grande attenzione dedicata agli usi e costumi iraniani.
Mi resta un unico dubbio: in un frangente come quello descritto non so se una spia, praticamente colta in flagrante, sarebbe stata rilasciata nonostante la mancanza di prove a suo carico.
Complimenti: un ottimo lavoro.

6Za'afaran Empty Re: Za'afaran Lun Feb 21, 2022 10:37 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan

Molto bello, davvero. Mi è davvero piaciuto questo racconto, carico non solo di sensualità ed erotismo, ma d'amore, nel senso più puro del termine. Coniugare così bene queste due cose non era facile e qui invece ci si riesce perfettamente. Meno integrata è invece la spy story, giustamente sacrificata al resto e quindi poco organica. Nel senso, ci sta, si capisce perfettamente la vicenda, ma essendo accessoria e i caratteri limitati risulta come se fosse un corpo estraneo. In una versione più lunga di questo meraviglioso racconto la vedrei bene sviluppata come si deve, come fulcro, centro di gravità attorno a cui ruotano le vicende dei due protagonisti. Un altro punto diciamo debole che ho riscontrato è l'incipit in media res. Ora, nei racconti così brevi è complicato gestirlo come si deve già di principio, con una vicenda così complicata poi, la spy story intendo, è quasi impossibile. Infatti non si capisce bene cosa succeda, perché la ragazza sia diffidente del camionista, perché sia così guardinga ect io l'ho capito solo nella seconda lettura. Dopo l'incipit partono i flashback della storia con Saman e qui ho riscontrato un piccolo errore grafico, cioè la divisione in paragrafi. Nel senso: il flashback dovrebbe essere tutto un blocco, perché i paragrafi dovrebbero evidenziare la linea temporale. Infatti non si capisce subito quando finisce il ricordo e si riprende la narrazione abbandonata col primo paragrafo. Spero di essermi spiegato. Per dire, se si volesse tenere la divisione in micro paragrafi anche dei ricordi, si potrebbe narrare al presente il primo paragrafo, usare il passato, e poi riprendere col presente, così da non creare confusione nel lettore.
Sulle note che tanto hanno disturbato gli altri non so, mi ricordo quando lessi Infinite Jest, dove le note sono un altro romanzo, un metaromanzo a dirla tutta, e avevano una vera e propria funzione letteraria, erano come gigantesche parentesi. Foster Wallace le usava così, le note, anche in altri lavori lo fa, qua invece le note sono puramente esplicative e, a parte l'ultima, non necessarie. E anche l'ultima, non era difficile inventarsi qualcosa da integrare col testo per rendere comprensibile la frase finale (bellissima tra l'altro).
Scrittura impeccabile e atmosfere magiche, perfettamente descritte, ho sentito gli odori e ho visto i colori.
Insomma, sarà difficile scalzarti dai miei preferiti, caro autore, grazie per la meravigliosa lettura!

7Za'afaran Empty Re: Za'afaran Lun Feb 21, 2022 12:31 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

In Infinite Jest le note superano quasi il racconto e non spiegano nulla, fanno parte della genialità di Wallace che riusciva a scrivere una storia nella storia. E ti metto in guardia dal volerlo imitare, potresti facilmente andare fuori strada.
Il racconto è bello, le descrizioni sono abili e poi una spia che non sa usare la pistola è troppo simpatica.
Mi è venuta in mente una cosa...Wallace usava le sue note, spesso pazzesche, soprattutto per prendere in giro i lettori.
Pure tu lo stai facendo?

Un abbraccio.

8Za'afaran Empty Re: Za'afaran Lun Feb 21, 2022 7:09 pm

giuseppe.bignozzi

giuseppe.bignozzi
Younglings
Younglings

Un bellissimo racconto, pieno di tante cose, in cui ti immergi con facile naturalezza.
Si snoda tranquillo lungo sentieri per me sconosciuti e mi lascia infine, al limite di un incerto domani.
Una meraviglia!
Mille grazie all’autor@

9Za'afaran Empty Re: Za'afaran Mar Feb 22, 2022 4:48 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Adesso che ho ultimato le letture posso dirlo. Il tuo, per me, è il più bel racconto erotico dello step.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

10Za'afaran Empty Re: Za'afaran Gio Feb 24, 2022 1:07 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

La bellezza del racconto sta nell'essere riuscito a ricreare le atmosfere e sensazioni di un paese (almeno per me) alieno come l'Iran.
Soprattutto, è finora quello che più mi ha convinto dal punto di vista dell'uso dei due personaggi, contadino e spia, che sono perfettamente integrati senza che nessuno dei due sembri fuori luogo.
Quoto comunque quanto detto da Aki, cioè che la spy story è un po' sacrificata in termini di resa, ma il prodotto finale per me funziona bene.

Allo stesso modo il discorso sull'incipit, che è fuorviante dal punto di vista della timeline degli eventi.
Troppo poco spazio per gestirlo al meglio. Ho capito solo verso la fine che le linee temporali erano accavallate, ma non sono riuscito a ricostruirle in maniera esatta. Poco importa, il racconto ha comunque la sua logica.

Argomento erotismo.
Mi è piaciuto il bilanciamento che hai saputo tenere tra delicatezza/pudore e spinta erotica, senza scivolare troppo nell'una o l'altra. Il risultato finale è apprezzabile.
Non mi sono sentito del tutto coinvolto, a parte forse in qualche passaggio, ma lì dipende anche dai miei personali gusti, per cui è un giudizio del tutto relativo.
Il lato romantico, allo stesso modo, non mi ha coinvolto più di tanto.

I miei appunti meno positivi riguardano gli aspetti formali.
Le già citate note, di cui non sono fan.
Lo stile di scrittura, elegante, leggibile, ma poco coinvolgente, poco "vero", passami il termine.
I dialoghi, non molto convincenti (anche se mi appoggio all'idea che, magari, gli iraniani parlino in un modo diverso rispetto a come percepiamo noi in italiano. Su questo avrai magari più conoscenza di me.)

Pollice su per la cura e l'attenzione che hai messo nel ricreare l'ambientazione e i costumi del luogo, questo l'avevo già detto.
Non mi trovo invece sul discorso collocazione temporale. Senza la menzione di Trump il racconto potrebbe essere ambientato tranquillamente nel '900 (è dal '57 che l'Iran possiede un reattore). Potrebbero esserci altri riferimenti minimali, ma non li ho colti.


EDIT - dimenticavo: l'unica volta nel testo che viene menzionato il titolo, è scritto diverso (manca una A). Quale dei due è corretto?

11Za'afaran Empty Re: Za'afaran Gio Feb 24, 2022 3:57 pm

Nellone


Younglings
Younglings

Momenti distinti nella vita (perlopiù sessuale) di due ragazzi, nella quale i vari “paletti” scorrono via in modo naturale. Qualche tocco su una società retrograda, echi di guerra che non stonano e una buona capacità di narrare anche i momenti più intimi. Sono flash, immagini, scene come di un film; francamente mi sarei aspettato una maggiore collegamento fra di essi, ma nel complesso mi sembra un lavoro ben riuscito. Mi manca qualcosa solo nel finale, che non dice molto (mi sarei aspettato alla fine un bel “… to be continued”) ma non toglie nemmeno molto all’atmosfera creata. Scrittura abbastanza puntuale e precisa, che si sofferma sulle descrizioni solo nei momenti necessari e tenendo sempre in mente il filo del discorso. Peccato per qualche “!” e “…” di troppo, ma nel complesso non ci sono particolari errori.

12Za'afaran Empty Re: Za'afaran Gio Feb 24, 2022 5:24 pm

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Ciao autor@,
inizio con le noti dolenti (termine improprio, non preoccuparti):
- l'uso di ...  "chi ne era capace… a leggere poesie d’amore" e poi ancora "qualche metro sopra il lento scorrere del fiume… ad opportuna distanza tra loro" e ancora "quella dopo ancora... e ancora"
sono troppi e tra l'altro secondo me non ben collocati.
A parte questo e qualche virgola da sistemare per il resto non ho trovato grandi refusi.
La scrittura scorre veloce, il linguaggio in alcuni punti risulta un po' antico, forse voluto, ma nel complesso è un buon lavoro.
La parte erotica c'è e forse una di quelle meglio riuscite di questo step. 
C'è un punto che mi ha lasciato perplessa:
"Anahita si avvicinò a Saman, nel buio del sedile posteriore. Lasciò scivolare l’hijab sulle spalle, liberando i lunghi capelli neri. La sua mano si insinuò fra le gambe del ragazzo, risalendo piano lungo le cosce fino a slacciare un bottone, appena sufficiente per entrare nei pantaloni. Rovistò ancora, per trovare l’elastico delle mutande e spingersi anche sotto di quelle, afferrando il membro già turgido."
si sono dovuti sposare per potersi accoppiare, mi sembra poco plausibile che lei in un taxi, seppur di sera, si tolga lo jihab e trastulli il suo compagno.
Nella parte centrale spieghi tante cose, ma non è evidenziato il suo ruolo di spia.
Qualcuno ti ha già fatto notare la difficoltà del rientro dal flashback.
Mi è piaciuta l'ambientazione, qualche spiegazione in meno nella parte centrale, avrebbe aumentato il suo fascino.

13Za'afaran Empty Re: Za'afaran Sab Feb 26, 2022 8:41 am

SuperGric

SuperGric
Padawan
Padawan

Bel racconto dove emerge tutto il fascino dell’Iran, la sua cultura, le sue contraddizioni, la sua storia.
Forse un po’ troppo Iran, come se l’aut avesse voluto mostrare tutta la sua conoscenza per quel fantastico Paese. E allora ecco le note a piè pagina, le spiegazioni, i nomi, i dettagli a volte superflui. Anche un po’ meno Iran per me, grazie, altrimenti rischia di diventare sfoggio eccessivo, virtuosismo, a discapito del racconto e dei personaggi, entrambi comunque splendidi e splendidamente resi.
L’erotismo c’è tutto.
Bello.

14Za'afaran Empty Re: Za'afaran Sab Feb 26, 2022 9:03 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

non sono entusiasta come tanti che hanno commentato prima di me, però devo dire che è un buon racconto.
la storia è bella e di gradevole lettura in quanto ben esposta.
i personaggi sono caratterizzati abbastanza bene, anche se nessuno sfonda più di tanto (ai miei occhi).
non ho travato errori o refusi, casomai c'è un abuso dei tre punti, questo sì, ma per il resto niente da segnalare.
buone le descrizioni, sia visive che emozionali.
un lavoro più che buono.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Za'afaran Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

15Za'afaran Empty Re: Za'afaran Mar Mar 01, 2022 11:06 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Inizio il commento facendoti dieci minuti di applausi per aver inserito così tanti dettagli che hanno arricchito il testo rendendolo tangibile e reale. Da questo punto di vista siamo proprio su un'altro livello. 
Si vede un lavoro di ricerca encomiabile. Si a volte magri sembrano veramente troppi però chi se ne frega se questo è il risultato, complimenti. 
Per quanto riguarda il genere è di certo un erotico ma per il mio gusto personale vira troppo sul romantico. Cioè se dovessi descriverlo a qualcuno al di fuori del forum non mi verrebbe da dire che è un erotico, ma all'interno di questo concorso spicca come pochi altri. 
Le scene erotiche sono molto descrittive, evocative e d'impatto proprio come piacciono a me. Possono sembrare meccaniche perché descrivono l'atto nei suoi vari sviluppi ma in realtà danno quel senso di morbosità che tanto mi piace in questo genere. 
In conclusione un testo eccellente ma con qualche sfumatura che non mi ha convinto del tutto.


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Someone give that Wolf a Banana  Za'afaran 1f34c 

16Za'afaran Empty Re: Za'afaran Mar Mar 01, 2022 11:04 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Questo racconto in certe cose mi soddisfa molto, in altre poco.
Come prima cosa però bisogna dare merito all'autore dello studio, della preparazione, dell'impegno che ha messo per costruire il racconto, per immergerlo in un contesto poco conosciuto. Avrebbe potuto ambientarlo in Iran e lasciarlo sul vago, evitare le criticità, invece si è documentato e ha affrontato ogni aspetto ambientale con serietà, offrendoci una storia precisa e credibile.
Apprezzo questo gran lavoro che hai fatto, nella tua costruzione trovo un pò incoerenti solo le effusioni dei due giovani nel taxi. Non sono un esperto delle tradizioni e dei costumi persiani, parlo solo di sensazioni, basandomi sull'impronta che hai dato alla storia: se i tuoi protagonisti avevano solo paura di sfiorarsi in pubblico, se hanno contratto un matrimonio temporaneo per poter fare l'amore e nonostante questo temevano ugualmente di essere scoperti, perché rischiare e lasciarsi andare ad effusioni nel taxi, davanti a uno sconosciuto?
La prima parte mi è piaciuta molto, c'è erotismo ma anche tanta tenerezza. La storia è semplice, ma vera, genuina, tutto è molto convincente.
Ciò che non mi ha convinto è stato lo scivolamento della storia in una sorta di spy story.
Mi sono chiesto perché hai voluto dare questo taglio alla storia, forse perché così ti piaceva, o forse per sorprendere il lettore e dargli qualcosa in pasto per non annoiarlo.
Il fatto è che io non mi ero per nulla annoiato, anzi, come ti ho detto pur nella sua semplicità la storia mi aveva catturato. Secondo me sarebbe stata perfetta se avesse continuato a scorrere sui binari iniziali, senza provare a tracciare traiettorie troppo ardite.
E comunque mi rendo conto che mettere d'accordo tutti i lettori è una cosa impossibile: e c'è chi la vuole cotta, chi cruda e chi mezza e mezza.
In quanto alle note a me non hanno dato grande fastidio, ma per forza di cose un pò spezzano il flusso della lettura.

17Za'afaran Empty Re: Za'afaran Mer Mar 02, 2022 4:36 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Un racconto romantico; direi che l’elemento erotico è qui più che altro inserito per soddisfare le richieste del contest, ma il racconto vivrebbe bene anche senza, anzi, ridimensionerei proprio quella parte se dovessi riscriverlo per un utilizzo futuro. Comunque l’elemento, ai fini del contest, c’è. L’elastico delle mutande però toglilo, per favore: spoetizza tutto.
Romantico, dicevo, malinconico, e tutto si accorda a questo: lo stile di scrittura, l’atmosfera, il paesaggio stesso. In questo il racconto trova una sua coerenza. Una bella storia.
La forma è nel complesso buona, con qualche limatura da fare. 

18Za'afaran Empty Re: Za'afaran Ven Mar 04, 2022 7:43 am

mirella


Padawan
Padawan

Intrigante l’esordio in medias res che non lascia capire subito il perché di tanta circospezione nella giovane donna che scende dal taxi e cambia direzione, proseguendo a piedi. Serve a creare un clima d’attesa per predisporre il lettore a entrare nel mistero del personaggio.
Passo dopo passo, si svela l’arcano a partire dal luogo. Lei scorge da lontano le torri, che individuano il luogo, giungendo dopo tre anni, nel posto dove si è scoperta donna.
Lui la vede arrivare. L’emozione non ha voce, ma chi legge la sente urlare.
I due si riscoprono, si raccontano, si ricordano.
Quanto era stato bello quel fare sesso con spontaneità giovanile, quando la trasgressione stava nel farlo sui sedili di un’automobile, senza remore e pudori, mostrandosi nella nudità dei desideri in tutta franchezza. Nessun imbarazzo, nemmeno in camera d’albergo, dove la passione esplode in una sessualità pulita, naturale e intensa. Una notte lunga e breve, ma infinita perché racchiude il senso di due vite.
Poi arrivano le scelte difficili, così avviene sempre, e specialmente in un paese come l’Iran e Anahita, con la generosa ingenuità dei suoi anni. ha scelto la lotta, diventando una spia e ora si ritrova in fuga, ma prima deve tornare da Saman.
È stremata, l’uomo si prende cura del corpo di lei che porta i segni di torture subite, si commuove a vedere le cicatrici. Nessun dettaglio mi sembra superfluo: il bagno, il massaggio con l’unguento sono gesti che esprimono cura. Preludono non al sesso fine a se stesso, ma suscitato da un sentimento profondo, una sessualità ora più adulta in entrambi, ma in Anahita, maturata attraverso altre esperienze. Si accenna ad Assim, la spia che l’ha salvata, scagionandola e assumendosi tutte le colpe, gesto che solo la presenza di un forte sentimento può spiegare. Ma Assim ha quindici anni più di Anahita e lei è rimasta legata al giovane; non può non rivederlo, prima di fuggire in Europa.
L’intensità del sentimento è riassunta nella bella frase finale: essere saman, l’uno per l’altra. Qualcuno si sarebbe aspettato di più. A me sembra una bella conclusione che si apre alla speranza, perché a casa si ritorna sempre. Nulla è cambiato.
Siamo fatti di corpo e anima. Nulla può cambiare nell’intesa tra due persone se hanno per la carne e lo spirito un naturale rispetto reciproco.

Ho apprezzato molto la struttura della trama; non era facile dare compattezza a una storia così ricca di fatti, a un ‘ambientazione così affascinante, a inserire veranda spia contadino zafferano e quant’altro in modo da non sembrare intrusione forzata di elementi richiesti, ma necessari alla coerenza della storia.
Che altro dire, che hai usato la E maiuscola con l’apostrofo invece che con l’accento? Vero, ma per una volta non ci ho fatto caso.

19Za'afaran Empty Re: Za'afaran Ven Mar 04, 2022 7:35 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

A me questo racconto è piaciuto molto, al di là dei paletti, del genere e di qualche difetto di scrittura già segnalato (tra l'altro devo dire che, siccome sono anch'io un fan dei tre punti di sospensione, nel leggere non avevo proprio fatto caso al loro eccessivo utilizzo).
Mi è piaciuto quell'inizio misterioso che si disvela a poco a poco nel prosieguo del racconto, mi è piaciuta la trasformazione della ragazza che sacrifica tutto per il suo paese (quanto è attuale questo personaggio!), mi è piaciuta la dolcezza con cui abbracci le scene erotiche vissute così naturalmente dai due protagonisti, mi è piaciuto tantissimo quel finale aperto.
Devo aggiungere altro?
Ah, dimenticavo: non mi sono piaciute proprio per niente le note, è come se avessi messo il parmigiano su uno spettacolare piatto di spaghetti alle vongole.

20Za'afaran Empty Re: Za'afaran Ven Mar 04, 2022 11:08 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Titolo: anche in questo caso un po’ di zafferano, sia pure declinato in lingua araba.
 
Paletti: campo di zafferano, il contadino, la spia, l’epoca e i luoghi: li hai utilizzati praticamente tutti. Sempre una bella sfida.
 
I personaggi: sono ben caratterizzati, puliti, solari: hai creato per loro un’atmosfera primaverile. Ma alla ragazza, come spia – o apprendista spia – manca un tocco di maggior realismo, anche di rabbia, per come sono andate le cose, quasi che tu non abbia voluto modificarne la figura iniziale, dolce nonostante un bel caratterino.

 
Il genere: l’erotico coniugato con una parte di spy story.
Per l’erotico, diciamo che ci siamo: niente esagerazioni ma neanche troppo soft: hai descritto con gentilezza momenti in cui l’amore si mescola alla sessualità di due ragazzi, vissuta intensamente in un paese in cui molti retaggi culturali possono portare a conseguenze davvero drammatiche in certe situazioni. Forse però l’amplesso sul taxi è davvero esagerato.
Per la componente che doveva presentarmi Anahita come spia purtroppo mi è mancata la tensione che di solito è parte integrante nelle vicende spionistiche. L’incipit prometteva bene, ma poi ha perso di energia, per dare spazio all'erotismo, ma a discapito di quel qualcosa che pareva una promessa. Neanche quando la ragazza torna, col fisico provato dalle torture, entra mai qualcosa di veramente drammatico.  
 
La storia: hai saputo assemblare bene la storia di due ragazzi che vogliono andare oltre, sentirsi liberi di amare pienamente, a dispetto dei tanti divieti, con una vicenda di spionaggio, per di più ambientata in un paese complicato e complesso, in un periodo storico in  cui politica, religione, interessi economici e c. hanno messo duramente a prova un’area geografica già di per sè sempre alle prese con equilibri molto instabili.
Per quanto attiene la presentazione del luogo in cui si svolge la trama, Cara Penna, hai fatto davvero un gran bel un lavoro di ricerca, certosino, curato, e centellinato all’interno del racconto senza che assomigliasse ad una lezione.
 
Le mie impressioni di lettura: il racconto di per sé stesso mi è piaciuto davvero, sicuramente per la scrittura e per la ricchezza di particolari che hai gestito con equilibrio, un buon stile: non ho trovato refusi né particolari inciampi. Ma con una spia tra i personaggi, le sue vicende le avrei viste costruite diversamente, raccontate con più dettagli e maggior tensione dall’autore e non dalla protagonista, con qualche colpo di scena (quando viene scoperta, il carcere, le torture) in modo da rendere il loro incontro ancora più speciale. Soprattutto avrebbero assunto un significato molto più importante le cicatrici della ragazza.
 
Nel corso della lettura mi hanno distratto i riferimenti a più di pagina: puoi ignorarli e consultarli dopo, però disturbano. Messi i vocaboli particolari in corsivo, per renderli visibili, e poi le spiegazioni alla fine del racconto avrebbero interrotto meno il ritmo.
Grazie per avermi insegnato qualcosa.
 
Le mie note
La prima nota che ti faccio, ma senza elencarti i vari punti, è l’eccessivo uso dei puntini di sospensione, che si dovrebbero usare appunto per mettere in pausa una frase. Molte delle sospensioni potrebbero essere gestiti con delle virgole, ma anche con niente, in quanto non necessaria punteggiatura. È stato un problema anche mio, pian piano si risolve.
cabina e il mezzo non si era quasi neanche fermato, prima ---   lo leggerei meglio così: “...dalla cabina: il mezzo quasi non era neanche fermato prima di riprendere...
del ponte Khaju,  insieme alle altre decine di ragazzi, soprattutto studenti, che la sera si ritrovavano a chiacchierare, a cantare  --- leggeri meglio così: ...del ponte Khaju dove la sera decine di ragazzi, soprattutto studenti, si ritrovavano a....


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

21Za'afaran Empty Re: Za'afaran Lun Mar 07, 2022 3:42 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

Mi è piuttosto difficile dare un giudizio univoco su questo racconto. L’inizio è francamente noioso. Mi è sembrato di leggere una guida turistica in cui si parla dell’Iran, cercando di dare al lettore una serie di informazioni sui luoghi, sugli usi, sulla cucina locale, sommergendolo di nomi in lingua originale che non potrà mai ricordare. Come se non bastasse ci hai proposto anche le note finali con i richiami, cosa da antologia della scuola media.
Questo è veramente il difetto maggiore che ho riscontrato proprio perché questa specie di manuale (almeno per un lettore un po’ superficiale come me) fa calare l’interesse alle prime righe e quindi dopo si deve risalire. Cosa che poi, tuttavia, è comunque accaduta. La parte erotica è molto ben scritta, sia nel primo che nel secondo round.
«… leggermente pepato, con un retrogusto simile allo zenzero». Beh, qui l’analisi organolettica mi ha fatto sorridere.
“Fu una notte lunga. Passata a sognare del loro futuro, passata a fare ancora l’amore, passata nel silenzio dei loro respiri, i corpi nudi appiccicati sotto le lenzuola. Fu una notte breve”. Anche questo è una bella serie di frasi.
Sono rimasto un po’ perplesso dalla facilità dei rapporti fra i sessi che qui hai descritto. Anche se fra persone di un certo livello culturale mi è parsa poco plausibile una libertà sessuale così disinvolta, in un paese come l’Iran. Come del resto il fatto che una ragazza accetti un passaggio in auto da sola da un uomo solo.
Quanto ai vincoli della prova: lo zafferano c’è, un po’ meno il campo; la veranda è citata ma senza una funzione determinante nel racconto; quanto ai personaggi:, abbiamo contemporaneamente il contadino e la spia (quest’ultima più interessante ai fini della trama).
Concludo dicendo che il brano, depurato da tutte le nozioni che hai voluto trasmettere, avrebbe avuto tutto un altro sapore, leggermente pepato, appunto, ma gradevolissimo!

22Za'afaran Empty Re: Za'afaran Mar Mar 08, 2022 10:40 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Caro autore/autrice
Ho apprezzato molto la parte erotica, la trovo molto delicata, quasi "romantica", meno la "spy story" che fa da corollario all"intera vicenda. Sai, forse per mancanza di spazio non è stata approfondita a dovere questa scelta di Anahita di diventare una "spia", o patriota a seconda dei punti di vista...fatto sta che non riesce ad essere credibile fino in fondo.
A parte questo, trovo io racconto scritto molto bene, stile pulito e scorrevole, i paletti sono ben centrati.
Ho notato solo un piccolo refuso: "pere cotogna", a parte questo mi sembra una scrittura molto curata.
Però avrei, evitato le note che, come già ti hanno detto, spezzano la lettura. Peraltro il tuo testo è pieno di riferimenti culturali così specifici che, o hai fatto un gran lavoro di documentazione, oppure hai avuto esperienze personali di vita in quei territori. Chissà, magari alla fine del concorso ce lo dirai. Comunque una piacevole lettura. Grazie!


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

23Za'afaran Empty Re: Za'afaran Mer Mar 16, 2022 10:56 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan

Non ci credo che l'Autore abbia fatto una ricerca e costruito l'ambientazione del racconto. Voglio dire: per un motivo o un altro, l'Iran ha qualcosa a che fare con chi ha scritto. Se così non fosse, chapeau per l'ambientazione nonostante l'Autore sia "esterno". Ed è possibilissimo, per carità.

Scritto bene, il testo è curato. E' stato interessante leggere di questa terra lontana e se ci sono arrivato, come avessi fatto un viaggio, è stato solo grazie all'abilità dell'Autore.
Ecco il punto centrale secondo me: zafferano a parte, ho avuto la sensazione che la storia d'amore tra i protagonisti sia rimasta un po' in ombra rispetto ai luoghi in cui si è svolta. E, ancora di più, ho visto molto poco il Saman contadino (agronomo, in verità) e Anahita spia (ingegnere nucleare, se ho capito). Questo non pregiudica come il tutto sia stato ben dosato e altrettanto ben esposto nel racconto.

Per chi come me aveva qualche dubbio circa l'identificazione certa del genere erotico, credo che questo racconto aiuti molto a fugare ogni dubbio.

Grazie!


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Cit e Bastard Cool!

24Za'afaran Empty Re: Za'afaran Mer Mar 16, 2022 3:27 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan

Beh, che dire. Probabilmente non potevo iniziare con niente di meglio.
Sarò sincero: mi sono tenuto alla larga dai racconti erotici. Non perché io sia un bacchettone, o facile all'imbarazzo. Sicuramente come uomo ho un'esperienza limitata: ho avuto un'unica compagna nella vita. Quando conosci un unico corpo oltre il tuo certe cose cambiano quasi significato. Non so spiegarlo. Come lettore mi approccio per la prima volta al genere. Come scrittore nei poco più di quaranta racconti che ho scritto in vita mia non credo di aver mai nemmeno fatto baciare due personaggi. Questo la dice lunga, immagino. La sessualità è qualcosa di talmente personale che diventa più difficile raccontarla di tante altre cose che mi passano per la testa e che con il corpo e i suoi bisogni, con i sensi in generale, hanno poco a che fare. Sicuramente è una mancanza enorme da parte mia, come narratore. Quindi mi sono tenuto alla larga dai racconti erotici, dal commentarli principalmente, perché molti li ho già letti, per prendermi del tempo, imparare certi meccanismi, imparare qualcosa che non so.
Leggerne è un'esperienza nuova. Questo racconto è il primo che commento, forse quello che mi aiuterà a mi guiderà a commentare anche tutti gli altri. Devo dire subito che mi è piaciuto molto. Oh, andiamo, è davvero bellissimo.
In primo luogo il fatto che ci sia un sentimento molto forte alla base del sesso, soprattutto quando si ritrovano, è qualcosa che ho apprezzato davvero tanto. Altro dettaglio non meno importante è che il racconto ha una ricchezza enorme, una profondità e un'energia che vanno molto al di là della carica erotica. Non dico che il sesso passi in secondo piano rispetto a tutto il resto, ma è una storia che parla di tante cose, che ti costringe ad aprire gli occhi su un mondo, su una civiltà intera. E per di più lo fa con estrema naturalezza. Le note, per esempio, le ho trovate ottime. Non c'è pedanteria, non c'è la necessità di insegnare nulla. Prendi per meno il lettore e lo aiuti. Ecco, leggendo, la sensazione è di essere lì con loro. Ma non ti senti una specie di guardone, di terzo incomodo, ma sei testimone di un sentimento potente, che si declina tanto nella fisicità, nel desiderio, quanto nelle parole, nelle frasi scambiate, in quella straordinaria chiusura dove c'è spazio persino per un sorriso, pensando a lei che non sa usare la pistola.
Boh potrei andare avanti ancora, ma credo che a quel punto sarei di troppo. Il racconto offre il giusto spazio al lettore, cosa che non posso che apprezzare tantissimo, quindi se mi dilungassi ancora nel commentarlo mi prenderei uno spazio che non mi appartiene.
Ultima cosa e vado: paletti talmente piantati nel terreno su cui costruisci il racconto da sembrare invisibili. Ma li vedi, sono lì, reggono tutto.
Lavoro eccelso. Complimenti.


______________________________________________________
Za'afaran Senza_10

25Za'afaran Empty Re: Za'afaran Gio Mar 17, 2022 9:42 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Cara Autrice, Caro Autore,

ti confesso subito che il tuo racconto mi è piaciuto molto. Credo sia, dal mio punto di vista, il miglior erotico dello step. Un erotico delicato, portante nella narrazione e non un corpo estraneo aggiunto per necessità di paletto. Molto interessante anche la finestra sul mondo iraniano, ben fatta e molto vissuta. L'unica critica che ti faccio è la presenza delle note. Superflue, davvero. Una distrazione evitabile.
Per il resto solo complimenti.
Grazie.


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

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