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1Tentazioni Empty Tentazioni Ven Feb 18, 2022 4:51 pm

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Non appena il comandante ebbe dato l’annuncio dell’inizio della discesa, Don Paolo abbandonò lo stato di torpore e si trovò con tutti i sensi all’erta; come tutti coloro poco avvezzi a volare era terrorizzato in particolare da decollo e atterraggio e, superato indenne il primo, ora era arrivato il momento del secondo.
Contrasse le mani sui braccioli e guardò fuori dal finestrino: Creta si estendeva sotto di lui, ma il vero spettacolo erano le coltivazioni ininterrotte di zafferano che coprivano la maggior parte del territorio non urbano.
La scoperta che il virus potesse essere limitato nei suoi effetti devastanti dal consumo regolare di zafferano risaliva a quasi otto anni prima ed aveva permesso di porre fine all’escalation di morti legati alla pandemia in tutto il mondo.
Creta era stata la più lesta a convertire le proprie coltivazioni e nel giro di pochi anni era diventata una delle potenze economiche mondiali.
Tra coloro che avevano colto al volo l’opportunità, c’era Mario, compagno di infanzia di Don Paolo nel paesino perso tra le montagne della bergamasca e imprenditore di successo nella Milano dei primi due decenni del nuovo millennio.
Mario era stato una delle prime vittime del virus che nel giro di pochi mesi gli aveva portato via Giovanna, l’amore della sua vita, lasciandolo solo con la piccola Vanessa di dieci anni; quando, due anni dopo, si era sparsa la voce che lo zafferano potesse arrestare le morti per virus, grazie al suo fiuto imprenditoriale sommato all’impossibilità di continuare a vivere nella città dove tutto gli ricordava la moglie, Mario aveva colto la palla al balzo ed era volato a Creta.
Don Paolo ripensò a tutti i momenti che aveva condiviso con Mario, dalle passeggiate spericolate sui monti da bambini prima e ragazzini poi, ai momenti più importanti della vita di Mario a Milano, la celebrazione del matrimonio con Giovanna e il battesimo di Vanessa.
Erano passati otto anni dall’ultima volta che si erano visti, all’aeroporto di Malpensa, dove, due uomini alla soglia dei cinquant’anni, gli occhi lucidi, avevano a stento trattenuto le lacrime; poi solo tante lettere, come se la tecnologia e il progresso per loro due non fossero mai arrivati; e ora, finalmente, stavano per rivedersi, riabbracciarsi proprio grazie al maledetto virus!
Se era vero che lo zafferano aveva interrotto la lunga serie di morti, quello che non era riuscito a fare era bloccare la circolazione del virus e, soprattutto, gli effetti collaterali una volta guariti: ci volevano in media dai trenta ai quaranta giorni per riprendersi completamente, giorni di quasi assoluto riposo per recuperare un po’ alla volta le forze.
Stavolta era stato Don Paolo a cogliere la palla al balzo per andare a trovare il caro amico a Creta: avrebbe potuto riposare e allo stesso tempo godere della compagnia di Mario e dell’ormai diciottenne figlia Vanessa.
Guardò ancora fuori dal finestrino e sorrise, i pensieri lo avevano distratto per il tempo necessario all’aereo per atterrare senza che lui dovesse ricorrere a un extra di preghiere.

Nell’istante esatto in cui l’aereo di Don Paolo lasciò la pista di decollo, a poco più di millecento miglia di distanza Vanessa si svegliò preda di una strana inquietudine, una sensazione che non riuscì a definire subito con chiarezza, ma che le sembrò molto simile al turbamento.
Si alzò dal letto e si avvicinò allo specchio, attratta da una forza che le parve venire da dentro di lei; rimase qualche istante a osservare il suo volto, poi passò con sensualità la lingua intorno alle labbra.
Con lentezza deliberata si sfilò la camicia da notte rimanendo con i soli slip; i seni le sembrarono più grossi, più “adulti”, i capezzoli erano turgidi, si sentì eccitata come non le era mai accaduto.
Sentì un fremito tra le gambe e si tolse anche gli slip rimanendo nuda: tremava ma non per il freddo.
Osservò ancora per un attimo il suo corpo, i suoi fianchi, le gambe lunghe e muscolose, poi si girò e si stese nuovamente sul letto; dopo qualche istante cominciò ad accarezzarsi con dolcezza come non aveva mai fatto.

«Sono davvero contento di vederti Mario, ti trovo bene»
«Sono sereno Paolo, se è questo che vuoi sapere; felice no, ho smesso di esserlo il giorno in cui il virus si è portato via la mia Giovanna»
«Forse quella di venire qui è stata la decisione migliore, l’unica che avresti potuto prendere in quel momento»
«Ne sono convinto, è stata la scelta migliore anche per Vanessa; devi vederla come è diventata bella, è la vera regina della casa, sarà lei a prendersi cura di te in questo periodo»
«Non ti manca proprio nulla della vita di Milano?»
«Sinceramente no, qui ho potuto mettere le mie capacità imprenditoriali al servizio di quella parte di me che è rimasta da sempre al paese, la nostra parte contadina se mi capisci»
«Oh, certo, ti capisco eccome! È la parte di me che più mi manca in certi momenti; sono i momenti di difficoltà, di buio interiore, questi dieci anni sono stati durissimi»
«Non dirmi che hai perso la Fede…»
«Quella no, ma ti confesso che in qualche momento ho pensato anch’io che il demonio fosse tornato sulla Terra per sfidare l’umanità»
«Se ti può far stare meglio, posso dirti che qui a Creta ho saputo riavvicinarmi in qualche modo alla Fede… È stata Vanessa ad aiutarmi molto in questo senso»
«Ci speravo, ma non avevo il coraggio di chiedertelo»
«Siamo arrivati, quello è il viale che porta all’ingresso; ti piacerà la casa, lo so già, è molto semplice ma non manca di nulla»
«Puoi starne certo»
Ma soprattutto vedrai che bella la veranda, è la parte che amo di più della casa, mi sono ispirato alle grandi case che vedevamo nei film del vecchio west»
«Non vedo l’ora di sedermi all’imbrunire a fare quattro chiacchiere con te, prendere il fresco sorseggiando una birra gelata… purché non sia allo zafferano» concluse Paolo lasciandosi andare a una bella risata contagiosa.

Niente era stato come lo aveva immaginato, invece.
La risata contagiosa di Don Paolo si spense presto lasciando il posto a un turbamento via via crescente e la causa era soltanto una: Vanessa.
In casa durante tutta la giornata c’erano solo loro due e la presenza della ragazza gli provocava un turbamento nuovo, mai provato prima, del quale non riusciva a spiegarsi il motivo.
Non poteva essere solo il fatto che girasse per casa mezza nuda, spesso coperta solo da minuscole canottiere che nulla nascondevano del seno prosperoso e da mini short che lasciavano ben poco all’immaginazione.
C’era qualcosa in lei che non riusciva a capire; aveva provato più volte a parlarle, a entrare nella sua mente e nel suo cuore ma Vanessa lo fissava con quegli occhi pieni di malizia che lo sfidavano a posare i suoi, di occhi, proprio dove lei sapeva che lui non avrebbe voluto.
Aveva anche pensato di parlarne con Mario la sera ma, lui che era abituato a predicare ogni giorno davanti alla platea di fedeli in chiesa, si sentiva imbarazzato, non trovava le parole per cominciare e così sera dopo sera si limitavano a passare un paio d’ore a ricordare i bei tempi andati.
Prima delle dieci Mario lo salutava, la vita dei campi lo stancava parecchio e la mattina alle sei era già in piedi.
Paolo rimaneva ancora a lungo in veranda a leggere, scrivere, riflettere; ma soprattutto passava molto tempo a pregare il suo Dio affinché lo aiutasse a trovare la strada per penetrare il cuore apparentemente indurito di Vanessa.
Provò anche, un giorno, a raggiungere Mario nei campi, gli sarebbe piaciuto aiutare l’amico a zappare, seminare, concimare, irrigare e, finalmente, raccogliere i frutti del duro lavoro; ma si dovette rendere ben presto conto che era ancora troppo debole e che il caldo lo privava di ogni forza sicché rinunciò il giorno stesso.
Le giornate trascorrevano lente, inesorabilmente uguali l’una all’altra, il suo mondo era ristretto alla grossa sedia in vimini sulla veranda dove leggeva e scriveva per lunghe ore.
Vanessa era una presenza discreta ma continua, trovava spesso una scusa o l’altra per avvicinarlo, stuzzicarlo, tentarlo…

Un pomeriggio, era trascorso ormai un mese dal suo arrivo, dopo aver riposato le solite due ore nella sua camera, scese in veranda per sedersi come sempre a leggere.
Vanessa era lì, stesa su una sdraio a prendere il sole, coperta solo da minuscoli slip.
«Cosa stai facendo?» le chiese con voce dura
«Non lo vedi? Ti stavo aspettando» rispose lei in maniera esageratamente sensuale.
«Non fare la sciocca! E copriti, per favore» stava perdendo la pazienza, ma con sé stesso perché quello che vedeva gli piaceva e non riusciva a nasconderselo.
«Uff, come sei noioso! Come vuoi che prenda il sole se mi copro». E così dicendo si stiracchiò allungando le braccia sopra la testa.
«Dai siediti qui vicino a me» continuò, poi «non ti faccio niente, mica mordo…»
«Vanessa, perché ti comporti così, cosa speri di ottenere?» la sua sembrava quasi un’implorazione.
«In realtà vorrei solo che mi spalmassi la crema, non vorrei proprio scottarmi; ecco, qua, proprio sulle tette, vedi come sono bianche?»
«Vanessa, ora basta, rivestiti e vattene di sopra, per favore! Non mi piace affatto questo gioco.»
«Ehi prete, ma chi ti credi di essere?» ora la voce di lei era cambiata, era improvvisamente dura, diversa «guarda qua, lo so che ti piace; non ho bisogno di te per divertirmi» e così dicendo si infilò una mano nello slip cominciando ad accarezzarsi mentre con l’altra si strizzava un capezzolo.
Don Paolo si accorse di essersi eccitato, rimase come impietrito a guardare per qualche secondo, poi se ne andò accompagnato dalla risata sguaiata di Vanessa.

Quella notte il sonno di Paolo fu assai inquieto.
Un sogno, in particolare, lo turbò, ficcandosi con forza nella sua mente e nella parte più profonda del suo essere e finendo per non abbandonarlo per tutta la giornata successiva.
Si trovava in mezzo a un’immensa distesa di zafferano della quale non si vedeva la fine da nessuna parte.
Percepiva una voce, dolce, sensuale che lo chiamava e lui se ne sentiva allo stesso tempo attratto e terrorizzato.
La voce sembrava avvolgerlo tanto da non fargli capire esattamente da che parte provenisse.
Si muoveva in cerchi concentrici sempre più larghi finché i suoi piedi inciamparono in qualcosa; abbassò lo sguardo e la vide, Vanessa stava distesa, completamente nuda ai suoi piedi, immersa nello splendido viola dei fiori. Voleva scappare ma non riusciva a togliere lo sguardo da quel corpo nudo che lo attirava sempre più verso di sé.
Si accorse che anche lui era nudo, eccitato e mentre si piegava su quel corpo così attraente, mentre con le mani cominciava ad accarezzarla sui seni, con la coda dell’occhio intravide un serpente che usciva dal sesso di Vanessa.
Si svegliò di soprassalto, bagnato fradicio di sudore, ma ciò che lo turbò fu di scoprirsi bagnato tra le gambe laddove l’eccitazione non era ancora affatto scomparsa.

Il giorno dopo Paolo si alzò presto e convinse Mario che ormai sentiva forze sufficienti per accompagnarlo nei campi.
«Tra una settimana devo tornare in Italia ed è bene che io verifichi prima come sto veramente» disse per convincere l’amico.
Voleva metter quanto più spazio possibile tra sé e Vanessa, sentiva che quella ragazza era pericolosa, aveva paura di non potersi più fidare soltanto della sua forza di volontà.
Fu una giornata faticosissima, in più di un momento dovette cercare riparo all’ombra, sedersi e riprendere fiato, ma arrivò fino in fondo e la sera alle dieci stravolto di stanchezza si ritirò come l’amico.
Il giorno dopo andò un po’ meglio e poi sempre di più così da riuscire a rendersi utile e trascorrere gli ultimi dieci gironi di permanenza a Creta accanto all’amico a coltivare la terra e a ritrovare quella serenità che gli era sembrato di aver perso.
La sera, tornati a casa, dopo la doccia, lui e Mario si concedevano una birra prima di cena sonnecchiando in veranda e altrettanto facevano subito dopo cena; Vanessa sembrava ignorarlo quasi ostentatamente e a lui, tutto sommato, la cosa non dispiaceva affatto.
Il giorno prima della partenza lo trascorse a preparare i suoi bagagli e le cose per il viaggio e Vanessa non si fece vedere se non per la mezz’ora che trascorsero pranzando in religioso silenzio.

Dormivano tutti e Paolo si sedette per l’ultima sera sulla sua sedia a godersi il fresco della veranda sotto un magnifico cielo stellato.
Provò a pensare a quello che lo aspettava al suo rientro a Milano, a organizzare mentalmente il lavoro dei giorni successivi ma gli occhi e, forse, il suo cuore erano pieni di Vanessa.
Dopo il sogno della settimana prima continuava a immaginarla nuda e a provare il desiderio di stringerla tra le braccia; la osservava quando credeva di non essere visto, la sbirciava nella scollatura, si sentiva come un adolescente che scopriva per la prima volta i segreti del sesso.
Immerso nei suoi sogni non si accorse dei passi che si avvicinarono fino a che non sentì le mani di lei appoggiarsi alle sue spalle.
Rimase un attimo senza fiato e poi si voltò, Vanessa era in piedi dietro di lui, scalza, coperta solo da una sottile camicia da notte trasparente.
«Vanessa non possiamo…» sussurrò, più a sé stesso che alla ragazza.
«Don Paolo! Non possiamo… cosa?»
Si alzò e provò ad allontanarsi da lei, da quel corpo che lo attraeva con una forza irresistibile.
Vanessa lo guardava, i suoi occhi sembravano ancora più grandi del solito, le labbra semi aperte chiedevano solo di essere baciate.
Paolo si girò e chiuse gli occhi per scacciare quella visione ma lei lo abbracciò da dietro e lui sentì i suoi seni appoggiati alla schiena.
«Vattene Vanessa, ti prego. Io non posso…»
«Non puoi o non vuoi?» gli alitò lei nell’orecchio mentre con le mani lo accarezzava sul torace.
«Vanessa, sono un sacerdote, lo sai.»
«È proprio questo che mi eccita tantissimo, nessuno lo verrà mai a sapere.»
In un ultimo sforzo di volontà si staccò da lei e allontanandosi le disse «vado a dormire, Vanessa, buonanotte.»
Per tutta risposta lei lasciò cadere la camicia da notte e con voce improvvisamente dura sibilò: «dimmi che non ti piace quello che vedi e io ti lascio andare.»
Paolo si sentì sopraffatto da quel corpo nudo che gli si offriva senza difese e cedette.
«Oh Vanessa, che cosa mi fai fare» disse quasi rivolto al cielo mentre la stringeva tra le braccia baciando finalmente quella splendida bocca.
La baciò, sentì le sue labbra che si schiudevano, sentì le loro lingue intrecciarsi, sentì che era eccitatissimo.
Poi lei lo spinse sulla sedia, la sua sedia, gli tolse la maglietta, e cominciò a baciarlo sulle spalle, sul torace, giù fino all’ombelico.
Paolo chiuse gli occhi e si abbandonò definitivamente al piacere.
Vanessa gli abbassò gli slip e nel momento in cui si chinò su di lui, Paolo aprì gli occhi e la vide: dalle labbra della ragazza usciva una lingua biforcuta che stava per avvolgergli il sesso.
«Vade retro Satana! …

ho gridato con quanto fiato avevo in gola spingendo via Vanessa mentre saltavo in piedi e mi rivestivo in tutta fretta.
Un attimo prima di rientrare in casa mi sono voltato e l’ho vista: era a terra, rannicchiata, piangeva; si copriva come se improvvisamente si vergognasse a farsi vedere nuda, era una Vanessa che non avevo ancora conosciuto in quei giorni. Era giovane e indifesa, mi sono avvicinato, l’ho aiutata a rialzarsi e a coprirsi con la camicia da notte. In lei non c’era più traccia di sensualità, di malizia era una ragazzina in cerca di aiuto.
Vede, Monsignore, credo davvero che il demonio, il tentatore sia tornato e abbia approfittato della figlia del mio amico per mettermi alla prova.»
«Paolo, fai attenzione che la superbia è un peccato grave; pensi davvero che il maligno sceglierebbe uno come te per manifestarsi dopo due millenni?»
«Anch’io ci ho pensato e mi sembrava impossibile, ma poi ho messo insieme i pezzi come in un puzzle.»
«Sentiamo, che figura è emersa dal tuo puzzle» chiese il Monsignore sospirando.
«Ho pensato ai quaranta giorni, ho pensato al deserto delle mie giornate cretesi, ho pensato che Vanessa mi ha messo alla prova in tre occasioni, anche se una volta in sogno…».
«Paolo, la fantasia ti ha portato lontano, sei sicuro di non aver un po’ colorato tutta la storia per giustificare il tuo cedimento sessuale?» ora il Monsignore lo stava guardando in modo strano; se non avesse conosciuto fin troppo bene chi aveva davanti, Paolo avrebbe giurato di vedere della malizia nel suo sguardo.
«Monsignore, non saprei, sicuramente ero e sono tutt’ora, molto confuso; vorrei che mi aiutasse a capire, a dare un senso a tutta questa vicenda» Paolo stava chiedendo aiuto.
«Vedi Paolo, non dobbiamo mai dimenticarci che siamo uomini prima che sacerdoti ed è normale che ogni tanto la carne reclami la sua parte; e ti dirò di più, non ci sarebbe niente di male se ogni tanto tu cedessi e ti lasciassi andare. Paolo, le donne non sono il male.»
Paolo non osava guardare il Monsignore negli occhi, aveva paura di ciò che ci avrebbe visto, fece per alzarsi e per congedarsi.
«Farò tesoro dei suoi consigli, Monsignore» disse inchinandosi. «Ora, se permette, vorrei congedarmi, sono molto stanco».
«Vai Paolo, riposati. E segui il tuo istinto ogni tanto…»
Poi, mentre Paolo apriva la porta, aggiunse «e chi l’ha detto che il demonio non esiste» concludendo con una risata che suonò terrificante alle orecchie di Don Paolo.
Era già mezzo fuori dalla stanza quando cedette all’impulso di voltarsi, il Monsignore stava ancora ridendo, i suoi occhi erano rossi, fiammeggianti, ma ciò che colpì Don Paolo fu la coda che spuntava da sotto la veste e si attorcigliava alla gamba della sedia.

2Tentazioni Empty Re: Tentazioni Dom Feb 20, 2022 2:52 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ciao autor@. Quando si tira in mezzo il demonio, l’horror è assicurato. Se poi si condisce il tutto con un sacerdote e una lolita, l’erotico è servito.
Una storia che propone un mix tra i due generi, con la componente horror prevalente. Bella la chiusa finale con quella coda attorcigliata che hai descritto così bene. Davvero inquietante la scena in cui descrivi la lingua biforcuta della ragazzina. 
La scrittura è “schietta” e diretta. Lascia poco all’immaginazione e ha il pregio della semplicità.
Un buon racconto che integra bene tutti i paletti. Complimenti.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

3Tentazioni Empty Re: Tentazioni Dom Feb 20, 2022 4:20 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

La clownerie del demonio non mi ha più appassionato da
quando il film 'l'esorcista' fece di me un insonne e pauroso cronico. Sono un po' come il mio nipotino che quando vede qualcosa di insolito in un cartoon corre a nascondersi dietro il divano.
Perdonami le confidenze, il tuo racconto ha una scrittura chiara, pulita. Si capisce tutto, piace tutto.
Un abbraccio.



Ultima modifica di tommybe il Lun Feb 21, 2022 11:48 am - modificato 1 volta.

4Tentazioni Empty Re: Tentazioni Lun Feb 21, 2022 11:38 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto che unisce i due generi in un mix che funziona ma non sconvolge. 
Parto da una nota più che positiva, cioè, l'ambientazione. Il quadro che ci fai è veramente intrigante e questo mi ha avvicinato al racconto sin da subito. Anche se la situazione è abbastanza stereotipata (prete tentato dalla giovane fanciulla e possessione demoniaca) lo stile la rende in qualche modo fresca  arrivando quasi a divertire il lettore. La coda, gli occhi fiammeggianti e la lingua biforcuta sono dettagli che in un contesto diverso non mi avrebbero convinto ma nel tuo testo non mi hanno disturbato. Quello che ho trovato più carente è lo stile. Nella prima parte ci sono troppe ripetizioni che distraggono. Per esempio, dice troppe volte che lo zafferano serve a preservare dal virus. 
Una cosa che mi sto ancora chiedendo è chi sia la voce narrante del testo. Non so perché mi fisso su questa cosa ma ci sono tre dettagli che mi hanno mandato in confusione.
Il primo è quel punto esclamativo, secondo me non ci andrebbe
Secondo quel "Suo Dio" Questo mi fa pensare che il narratore sia un non credente o forse è il demonio stesso? chissà.
Il terzo punto che mi ha confuso è dovuto alla scelta di andare a capo dopo "vade retro satana" con la frase successiva mi è sembrato che si cambiasse POV e il Don Paolo narrasse in prima persona. invece era solo lo stesso dialogo.
Quindi la prima parte è il racconto di Don Paolo? 
MI sarò fissato ma questo punto non mi fa apprezzare a pieno il testo perché mi lascia confuso e pieno di interrogativi che non giovano al giudizio finale.
Tutto sommato però il racconto mi è piaciuto e se l'autore rivedesse il POV di certo il testo per me risulterebbe meno confuso. 

P.S. Quasi dimenticavo. La storia dei quaranta giorni e delle tre tentazioni è una vera bomba, potevi solo dargli più spazio.


______________________________________________________
Someone give that Wolf a Banana  Tentazioni 1f34c 

5Tentazioni Empty Re: Tentazioni Mar Feb 22, 2022 10:47 am

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Titolo: interessante, racconta però già di qualcosa che potremmo incontrare.

Paletti: campo di zafferano, contadino, epoca: tutto centrato senza inserimenti forzati.
La scrittura: mi piace lo stile, non c’è ridondanza pur con la necessaria lunghezza di alcuni paragrafi; i dialoghi sono funzionali al racconto, con alcune note a piè del commento. Trovo sia una scrittura matura, che dice anche esperienza nel dosare personaggi e situazioni, per non annoiare o far perdere il filo della trama.
Il genere: il richiamo a Lolita è chiaro, l’eroticità della situazione è gestita bene anche senza un linguaggio troppo esplicito. Forse è liquidata con una certa frettolosità, quasi una puntina di pudore, ma ci sta avendo come antagonista la psicologia del prete, combattuto nell’eterno dualismo tra bene e male, tra il dovere e l’essere umano. La commistione con l’horror ha funzionato.
La storia non è originalissima: il prete tentato dal demonio è ripreso in tanti romanzi, ma ciò con significa che possa essere replicata.
I personaggi sono ben delineati: un imprenditore che anche col lavoro cerca di gestire un lutto; una figlia con un lato oscuro che lui non vede; un amico/prete irretito da una moderna Lolita; bella, ma non inaspettata, anticipata dal tenore del dialogo, la presenza del demonio sotto l’abito talare: necessita sarto per taglio che gestisca meglio la presenza della coda. Un classico anche questo (eh ce ne sarebbero da mettere in fila di storie!).
Quindi: bel racconto anche se non originalissimo, gestito con una bella scrittura, con una commistione di generi riuscita.
Complimenti.
 
le mie note
 
Refusi non ne ho trovati, ma a volte quando la scrittura è fluida e non sono “inciampi” nella lettura, possono sfuggire.
Un tempo verbale che vorrei segnalarti: il secondo capitoletto narra di qualcosa accaduto nello stesso momento del decollo dell’aereo: io ci leggo meglio: “Vanessa si svegliava” e stesso tempo verbale per il seguito, proprio per dare l’idea della contemporaneità delle azioni.
Nei dialoghi ho trovato imprecisioni: manca praticamente sempre un punto alla fine del virgolettato – dentro o fuori –; in alcuni punti ci si può confondere sul chi parla, mancando un disse/replicò e la persona che parla: alla fine si ricostruisce ma la lettura perde un attimino di ritmo; in un’occasione hai usato gli apici alti, che – se usati assieme alle virgolette basse – di solito identifica pensieri del protagonista.
...confuso;. vorrei ... qui metterei un punto.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

6Tentazioni Empty Re: Tentazioni Mar Feb 22, 2022 5:08 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Buffo quel refuso "gironi" Io lo faccio quasi sempre. Mentre invece non è un refuso ma un errore quel "sé stesso" sul quale l'accento non ci va". Questi sono i tre inciampi (due volte il sé stesso) che hanno interrotto la mia lettura peraltro simpatica con quel prete con le stesse tentazioni di Cristo nei quaranta giorni del deserto). Il tuo diavolo che è dappertutto mi è perfino simpatico con la sua vociona rauca e la coda che si attorciglia. Erotismo leggero così come l'horror. Avresti potuto osare di più.

7Tentazioni Empty Re: Tentazioni Mar Feb 22, 2022 6:53 pm

giuseppe.bignozzi

giuseppe.bignozzi
Younglings
Younglings

Racconto interessante, ma sviluppato in modo piuttosto confuso. È difficile dare qualche consiglio su cosa fare per migliorarlo, perché il tema è complesso.
Mi sembra che l’autor@ volesse farci capire quanto sia labile il confine tra l’amore e il peccato.
La bellezza, femminile e il sesso debordano facilmente nella presenza insinuante del demonio, ma sono pur sempre doni di Dio e condannarli e rifiutarli sarebbe atto di ingratitudine e forse peccato ancor maggiore che l’abbandonarsi ai propri istinti naturali.
Glie lo dice anche il monsignore, ma anche lui ha la coda prensile e gli occhi fiammeggianti.
L’argomento è profondo e si presta a molteplici interpretazioni.
Questo racconto ne azzarda una sintesi e merita rispetto, ma forse bisognerà lavorarci ancora sopra.

8Tentazioni Empty Re: Tentazioni Mar Feb 22, 2022 9:37 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

È vero, la trama non è originalissima, però è sviluppata in modo soddisfacente.
Prendi due parti di erotismo, aggiungi una parte di soprannaturale, inserisci un pizzico di attualità e ottieni un cocktail gustoso e dissetante.
Per le dinamiche della storia io però avrei dato maggior spazio ai pensieri di Don Paolo sulla presenza del diavolo e la sua sfida all'umanità. In effetti tra le avances di Vanessa, che si trasforma appena l'aereo su cui è imbarcato il prete lascia l'Italia e l'aspetto luciferino del monsignore, si intuisce che Don Paolo sia sotto assedio, ma perché questo succede? Perché questa similitudine con le tentazioni di Cristo? Così come hai narrato la storia sembra una cosa casuale, non circostanziata. 
Per questo dicevo sarebbe stato meglio concentrarsi su una sorta di ossessione di Don Paolo per il diavolo, sul sentore della sua mano attiva nel mondo, proprio per giustificare meglio la sua presenza.
In questo modo l'aspetto soprannaturale sarebbe stato meglio integrato.

9Tentazioni Empty Re: Tentazioni Mar Feb 22, 2022 10:28 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

Bella e curiosa l’idea degli effetti terapeutici dello zafferano in versione anti-Covid! La lettura è andata avanti fino alla fine in modo naturale, senza intoppi e anche la forma mi è sembrata senza sbavature. Se fosse un cocktail direi tre quarti di eros e un quarto di horror, proprio per quel pizzico di sovrannaturale della presenza del demonio. I vincoli della prova mi sembrano tutti rispettati.
Anche la parte erotica è descritta senza forzature ma in modo efficace e abbastanza coinvolgente soprattutto nella descrizione dei turbamenti del povero prete che comunque sa resistere, ben oltre il ragionevole, alle tentazioni del peccato.
Giudizio più che positivo. Qualche elemento stereotipato in meno (le tentazioni del prete, la Lolita) e sarebbe stato eccellente.   

10Tentazioni Empty Re: Tentazioni Mer Feb 23, 2022 12:54 am

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Scusami la franchezza, ma ho trovato l’inizio troppo raccontato, con frasi articolate che rendono la lettura non molto scorrevole.
Che Creta nel giro di pochi anni fosse diventata una delle potenze economiche mondiali mi sembra eccessivo, come i due uomini che si salutano con occhi lucidi all’aeroporto (a 2 ore di volo uno dall’altro).
I dialoghi mi sono sembrati artificiali: non direi mai ad un amico “qui ho potuto mettere le mie capacità imprenditoriali al servizio di quella parte di me che è rimasta da sempre al paese”.
La trama invece mi è piaciuta, compreso il finale che non stonava affatto.

11Tentazioni Empty Re: Tentazioni Mer Feb 23, 2022 8:47 am

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Caro autor@
Il tuo è un racconto mixato, è una scelta fatta anche da altri, ma che non mi convince completamente. Le parti erotiche e quelle horror ci sono e sono state trattate in maniera consona, solo che rimane sempre un po’ ibrido. Avresti dovuto pigiare l’acceleratore o in un senso o nell’altro per dargli una connotazione più chiara.
La scrittura corre veloce, e non ho grandi cose da segnalarti, Mi ha infastidito lo spazio dopo Vade retro Sataba, rendendomi più difficile capire il passaggio al racconto in prima persona (ma forse è un problema solo di formattazione).
Rimane un buon racconto, i paletti ci sono, io lo ripulirei un po’ dagli spiegoni iniziali, per il resto brav@

12Tentazioni Empty Re: Tentazioni Mer Feb 23, 2022 11:35 am

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

La parte erotico-sensuale è quella che ho preferito, le descrizioni sono ben condotte e "coinvolgenti".
la trama, è vero, è molto debole anche se si sa che il male si insinua ovunque.

...fu la coda che spuntava da sotto la veste e si attorcigliava alla gamba della sedia.
questa frase mi ha fatto un po' sorridere, avresti forse potuto trovare una chiusa all'altezza del resto del racconto che comunque rimane un buon lavoro

13Tentazioni Empty Re: Tentazioni Ven Feb 25, 2022 8:26 am

Nellone


Younglings
Younglings

Storia raccontata bene, una trama piuttosto semplice perfettamente adatta ad un racconto ed articolata correttamente. A differenza di altri ho trovato azzeccata anche l’introduzione iniziale, non eccessivamente lunga ma che permette di ambientare correttamente la vicenda. Forse la storia non è originalissima ma le descrizioni particolarmente calzanti e sviluppate, oltre ad una scrittura semplice e fluida, sono di grande aiuto; solo le scene più osé risultano leggermente troppo poco profonde, con meccaniche descrizioni fisiche che si vanno a ripetere: io avrei puntato a focalizzarmi su un numero minore, ma di maggiore intensità. Nel complesso, comunque, il racconto mi è piaciuto. Dal punto di vista formale nulla a segnalare, i cambi di ritmo sono gestiti bene anche dal punto di vista della scrittura e, più in generale, non ci sono parti che risultano pesanti o viceversa incomplete.

14Tentazioni Empty Re: Tentazioni Ven Feb 25, 2022 5:40 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

CI sono due cose che non ho apprezzato più di tanto in questa storia: il titolo e la chiusa.
il titolo è troppo esplicito e dice dove la stria andrà a parare.
la chiusa, dove Paolo vede la coda del demonio attorcigliata alla sedia... mah, la trovo quasi fuori luogo.
avrei preferito un finale diverso, ma è una pura opinione.
scritto piuttosto bene, a parte qualche refuso e alcune frasi che cambierei o sistemerei diversamente, come già fatto notare.
i paletti ci sono tutti e non vedo forzature.
dei protagonisti vedo ben caratterizzata Vanessa e un po' meno Paolo.
buone le descrizioni visive.
un buon lavoro.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Tentazioni Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

15Tentazioni Empty Re: Tentazioni Dom Feb 27, 2022 6:43 am

SuperGric

SuperGric
Padawan
Padawan

Nel leggero, ho pensato che Vanessa prima era stata descritta come ingenua e in preda per la prima volta a pensieri pruriginosi, poi improvvisamente si rivela vamp assatanata. Pensavo già di impostare il mio commento su questa non coerenza nel personaggio, poi però l’anomalia si è chiarita anzi è proprio parte essenziale del racconto, e ciò mi è piaciuto assai.
Anche il passaggio dalla terza alla prima persona nell’incontro con il monsignore è stata piacevole, così come più che positiva è stata la sorpresa finale.
Ben fatto.
Ciò che mi è piaciuto meno è stato l’incipit. Quella lunga parte raccontata che descrive tipo riassuntone la storia dei personaggi e il contesto mi è sembrata quasi ingenua. Tutte quelle informazioni secondo me dovrebbero essere sparse nel testo e fatte emergere poco a poco, non rilasciate tutte insieme all’inizio dalla voce narrante. Mio personalissimo giudizio.
Anche il dialogo tra Don Paolo e Mario mi è parso poco fluido, poco verosimile, con molte frasi che non credo verrebbero usate nella realtà.
Un po' forzata forse anche la proprietà medica dello zafferano (per fortuna che nella realtà abbiamo il vaccino).
Nel complesso comunque piacevole, complimenti.

16Tentazioni Empty Re: Tentazioni Lun Feb 28, 2022 12:56 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Questo racconto ha il pregio di aver messo insieme i Paletti in modo naturale e abbastanza suggestivo, senza forzature e pienamente calate nel racconto.
Io poi amo Creta, ho discusso una delle mie tesi sui Micenei e niente, mi hai appassionato fin dal primo momento con le tue immagini e i tuoi protagonisti.
La scrittura è molto buona: avrei usato la punteggiatura diversamente in alcune parti, ma si legge bene.
Sé stesso non è un errore. O, meglio, non più. Oggi si preferisce accentare sempre il sé...
Ti faccio i complimenti! Sono convinto dal tuo racconto: secondo me puoi esserne pienamente soddisfatto!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

17Tentazioni Empty Re: Tentazioni Mar Mar 01, 2022 10:07 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Povero Don Paolo, lo maltratti proprio in questo racconto, non risparmiandogli nulla: il virus, una lolita, per di più figlia del suo miglior amico e, dulcis in fundo, il diavolo.
Scritto bene, il testo scorre, anche se ogni tanto la punteggiatura zoppica (ogni volta che lo scrivo in un commento mi sento come il bue che da del cornuto all'asino...), come già ho avuto modo di scrivere nel commento a un precedente racconto, l'erotismo funziona meglio quando è lasciato all'immaginazione (la scena in cui Vanessa si risveglia "trasformata") rispetto a quando è raccontato (il sogno di Don Paolo, anche se il serpente che sbuca là sotto è un'immagine molto inquietante).
bene i paletti anche se rispetto ad altri racconti forse il campo di zafferano è qui utilizzato più come pretesto che come protagonista.
Resta un dubbio: che farà Don Paolo una volta lasciato il Monsignore?

18Tentazioni Empty Re: Tentazioni Mer Mar 02, 2022 5:05 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Mi era sembrato strano questo vescovo che nega la manifestazione del Diavolo e spinge don Paolo a cedere alle tentazioni!
Un racconto erotico-fantastico, scritto in modo nel complesso corretto (manca qualche virgola), senza particolari guizzi (a parte la coda finale).
Il dialogo iniziale tra Paolo e Mario suona poco naturale: si parlano come se non si sentissero da otto anni, mentre invece nelle righe precedenti viene detto che si erano scambiati continue lettere.

19Tentazioni Empty Re: Tentazioni Dom Mar 06, 2022 12:48 am

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Molte cose non mi hanno convinto di questo racconto.
In primis, la commistione di generi: di horror e di erotico ci sono solo dettagli, elementi, ma nessuna delle due primeggia o riesce a impressionare.
Di horror c'è davvero solo la lingua di Vanessa, che peraltro appare "fuori contesto": fino a quel momento non c'era nulla, ma nulla, che avesse gettato un po' d'inquietudine, creato atmosfera lugubre o di tensione. Il racconto aveva preso una piega psicologica a causa dei dubbi e delle incertezze di Paolo, ma nulla più.
Il cedimento di Paolo diventa all'improvviso un tu per tu col diavolo, dal quale peraltro il nostro sacerdote esce vittorioso davvero facilmente. Il già menzionato Esorcista dà più l'idea, secondo me, di come dovrebbe essere un incontro ravvicinato con entità demoniache.
L'altro punto horror sarebbe coda, risata e occhi fiammeggianti del vescovo, ma in realtà mi sono sembrati molto cartooneschi. Di nuovo, un po' fuori contesto visto le atmosfere rilassate, quasi atone, del resto della storia.

Il lato erotico un pochino meglio; immaginarsi sta Vanessa che si vuole far spalmare la crema ha il suo perché, così come la scena finale in veranda dove Paolo cede, ma è tutto molto breve e non si ha modo di apprezzarlo a dovere. Vanessa, per tutto il resto del tempo, finisce per risultare solo una antipatica presenza in sottofondo.

Atmosfere. Era quel che dicevo all'inizio: tutta la narrazione, dal corposo incipit fino alla ripetitività dei giorni del don sull'isola, creano un vero torpore dei sensi. Non perché siano noiosi, ma perché è tutto ripetitivo, soffuso, senza eventi né movimenti. Perfetto per ricreare l'atmosfera di un'isola mediterranea assolata e abbastanza vuota, ma il tutto non giova granché né al lato erotico, che ne esce assopito a sua volta, né al lato horror che, come detto, sembra inserito fuori contesto.

Non mi ha convinto molto neppure lo stile di scrittura, molto didascalico e poco spontaneo, così come i dialoghi, che non ho trovato naturali.

Mi rendo conto che il giudizio può sembrare troppo castrante, e allora dico che questo è uno dei pochi racconti che amalgama bene e in maniera naturale i paletti, senza forzature.
Eccetto uno, che non mi convince: lo zafferano.
Il paletto era un "campo di zafferano" non "Lo zafferano", che nel racconto non c'è, è solo intuito, menzionato alla lontana (il lavoro nei campi).

20Tentazioni Empty Re: Tentazioni Lun Mar 07, 2022 8:49 am

mirella


Padawan
Padawan

Il racconto è ambientato a Creta, ma dell’isola non c’è nulla al di là del nome, tant’è che potrebbe trattarsi di qualsiasi altra isola o luogo. Don Paolo atterra a Creta; non si dice nemmeno in quale aeroporto: Heraklion, Chana?
D’altra parte, la tesi su cui è costruita la storia è talmente fantasiosa da rendere superfluo qualunque riferimento, benché minimo.
La scoperta che il consumo regolare di zafferano elimina gli effetti devastanti del Covid19 ha determinato la riconversione agricola delle tradizionali colture cretesi; l’isola si è tinta di viola ed è divenuta “una delle potenze economiche mondiali”. (sic!)
Perciò Mario, amico di don Paolo, si è trasferito a Creta dove è diventato imprenditore rurale di successo. Dopo aver contratto il virus e aver perso la moglie, finalmente uno spiraglio di tranquillità.

Anche don Paolo è stato vittima del virus e decide di trascorrere la quarantena godendo dell’ospitalità di Mario e della figlia diciottenne, Vanessa. Tuttavia, lungi dal trascorrere una tranquilla convalescenza, la permanenza di Don Paolo si trasforma in qualcosa di simile alle tentazioni di Cristo nel deserto. (Una forzatura inutile a mio parere)
Vanessa che gli chiede di spalmarle la crema sulle tette, le continue provocazioni della sfacciata ragazza, perfino il sogno erotico costringono il povero prete a capitolare, ma proprio mentre sta per raggiungere l’apice del piacere ecco che si accorge della lingua biforcuta che gli avvolge il pene.
A don Paolo non rimane che cercare conforto nella confessione, ma anche lì il maligno fa la sua comparsa. Sotto le vesti del monsignore, una coda rivelatrice attorcigliata a una gamba della sedia e una risata satanica ne rivelano la presenza. Ritorna Satana o, per meglio dire, non se n’è mai andato, ma ho l’impressione che questo demonio sia troppo ridanciano e dispettoso per incutere terrore.

L’unica scena dove prevale l’elemento horror mi sembra quella che si conclude con l’esclamazione “Vade retro Satana!”, frase che nel contempo inaugura il cambio di pdv.e il
dialogo col monsignore.
Il racconto non mi convince del tutto, specialmente la prima parte mi lascia insoddisfatta; la trovo monotona e un po’ noiosa. Il meglio sarebbe riscriverla, magari approfondendo la psicologia del prete, facendo affiorare anche lì i tratti di una personalità ossessivo compulsiva, dominata dalla convinzione del sesso come peccato e quindi come opera del diavolo.

21Tentazioni Empty Re: Tentazioni Mer Mar 09, 2022 12:12 am

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

Ancora un diavolo che ci mette la coda e spinge l'autore verso un mix erotico-horror che non riesce a decollare.
L'inizio è troppo spiegato, ha un che di enciclopedico e non è esente da esagerazioni (tipo Creta che diventa addirittura "una delle potenze economiche mondiali") e non contribuisce a far entrare il lettore nella giusta atmosfera; un'atmosfera che nel proseguimento del racconto sbanda fra erotismo (un po' sfumato, ma presente) e orrore (manifestato in una possessione demoniaca così blanda che un semplice "vade retro satana" può sconfiggere).
I personaggi non possiedono un proprio peso specifico: Mario quasi scompare per buona parte del racconto e certo non se ne sente la mancanza dopo una presentazione come "ho potuto mettere le mie capacità imprenditoriali al servizio...", buono forse per un CV, non certo in un dialogo fra amici; Paolo è delineato piuttosto bene, con quella sua paura di volare e la sua strenua resistenza alla tentazione, ma non avrebbe guastato un maggiore approfondimento con il quale mettere in mostra un'ossessione verso la sessualità o, meglio, verso il demonio stesso, così da giustificare le attenzioni del maligno proprio nei suoi confronti; Vanessa sembra la più riuscita, anche se non bisogna dimenticare che il suo agire è prevalentemente falso, dettato da un'entità che a quanto pare la possiede.
E infine, la coda attorcigliata alla gamba della sedia: una chiusa in tono quasi umoristico che mi sembra dare il colpo di grazia a entrambi i generi.

22Tentazioni Empty Re: Tentazioni Ven Mar 18, 2022 1:24 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan

Io lo considero più erotico che horror. O meglio: sfrutta sicuramente il meccanismo tipico di certi film dove all'ultima scena il mostro che credevi andato ricompare per un ultimo spavento, anche se qui a spaventarsi è più Don Paolo che il lettore. E ovviamente l'elemento soprannaturale del maligno. Quindi se vogliamo parlare di horror direi che siamo più nel territorio della forma piuttosto che della sostanza, mentre per quanto riguarda l'erotico c'è forse più equilibrio tra le due parti.
Ecco, come horror mi ha ricordato quel racconto di King su Babau dove un tizio racconta a uno psicologo (una specie di confessione anche quella) di come il Babau si è portato via i suoi figli e lui non ha fatto nulla per evitarlo e all'ultima riga si scopre che in realtà lo psicologo è proprio il Babau.
Solo che mentre lì uno se la fa sotto, qui viene più intrigato da Vanessa e dall'ida di una diciottenne un po' assatanata che ti fa gli agguati in veranda.
Di cosa parla il racconto? Direi di tentazioni. Il titolo spoilera il tema portante e quell'accenno alla figlia quasi diciottenne alla fine del primo lungo periodo, quasi una premessa per introdurre il resto della storia, mette già in allarme il lettore su come andranno le cose. Ma non lo considero un errore. La scena successiva è subito su Vanessa e la sua trasformazione, quindi direi che giochi a carte scoperte. Forse troppo scoperte. Vero che la giustificazione delle tentazioni di Vanessa arriva solo alla fine, ma la sua offerta è troppo sfacciata, priva di una psicologia alla base, quindi uno si aspetta una causa esterna di qualche tipo. Diciamo che è chiaro che qualcosa la spinge a offrirsi. Non si offre, ma è quasi costretta a farlo. Che le piaccia, e la curiosità aiuti, è fuori discussione, come nella scena di autoerotismo davanti allo specchio, ma forse potevi restare più sottile, nascondere un po' certi impulsi, usare magari anche i dialoghi in modo più esteso. Infondo il diavolo è uno che ti raggira anche a parole.
Ritornando alla premesse sul virus, lo zafferano, i motivi del viaggio di Don Paolo e il passato di Mario sono un impianto molto solido, ben delineato, ma che credo occupi uno spazio eccessivo. Quella lunga discesa del volo che usi per dare il via a tutto è un meccanismo interessante, ma anche limitarsi a farlo atterrare e poi piazzare qua e là le varie informazioni era un percorso altrettanto percorribile.
I paletti ci sono. Quell'accenno iniziale alla veranda dei vecchi film che Mario dice essere il suo posto preferito della casa, io lo eviterei. Che sia il suo posto preferito o che sia costruita a immagine dei film americani di solito sono ragionamenti che è meglio lasciare al lettore. Non lo dici: lo mostri e uno ci arriva da solo.
La scrittura la trovo briosa, coinvolgente, rende la lettura piacevole. Proverei qualcosa di diverso per quello stacco repentino sul finale che porta alla scena con il Monsignore, ma per il resto tecnicamente non vedo cadute. Lavorerei di più sui personaggi, sulla struttura, ma la capacità di intrattenere il lettore ci sono tutte. Il resto è un lavoro di continua riscrittura che con il tempo diventa sempre più automatico.


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Tentazioni Senza_10

23Tentazioni Empty Re: Tentazioni Ven Mar 18, 2022 5:37 pm

Menico

Menico
Viandante
Viandante

Situazione  classica  con la bella  ragazza che  tenta il sacerdote con i piaceri della carne e si rivela  poi creatura diabolica. 
L'horror è perfezionato dal periodo finale ma avrei preferito che ci si fosse fermati al genere  erotico, con la bella ragazza solo disinibita e lussuriosa.
Storia raccontata in modo  chiaro e  comprensibile, bella l'ambientazione e precise le descrizioni.


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Come l'acqua che scorre, sono un viandante in cerca del mare. Z. M.

24Tentazioni Empty Commento Sab Mar 19, 2022 10:28 am

Marcog

Marcog
Younglings
Younglings

Scrittura molto fluida che solo nella descrizione iniziale risulta un po’ meno scorrevole. Buona la caratterizzazione di Vanessa, e di Don Paolo, anche se in fondo non mi hanno preso più di tanto. La trama si segue senza problemi, sempre chiara e questo aiuta molto la lettura. Bello il finale, forse la descrizione della coda del diavolo è troppo realistica nel racconto, fa quasi sorridere… bastavano gli occhi rossi e la risata? Comunque una buona prova, grazie!

25Tentazioni Empty Re: Tentazioni Sab Mar 19, 2022 11:05 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Caro autore/autrice, il tuo racconto ha un pregio: pur nella sua trama all'apparenza quasi banale, sulla falsariga di Lolita, sul finale rivela un plot-twist che non mi aspettavo. Insomma, racconto che sembrava scontato, pur se scritto molto bene, nelle ultime battute, col demonio che prende le sembianze del vescovo, si rivela una gradita sorpresa. E per questo ti devo fare i complimenti. Se poi ci mettiamo anche la tensione erotica che rimane costante e ben gestita lungo tutto l'arco del testo...beh secondo me un bel posto in classifica lo meriti tutto. E considera che, data la mia misoginia innata che mi porta a detestare qualunque donna usi il suo ascendente sugli uomini come un'arma o un mezzo per ottenere favori e benefici, beh...io le lolite di solito non le sopporto proprio. Invece il tuo racconto mi è piaciuto tantissimo. Complimenti!


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

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