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1Protetta Empty Protetta Ven Feb 18, 2022 4:50 pm

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Josefa lasciò il capanno di corsa e attraversò il lungo campo a piedi nudi, stando attenta a non calpestare i bulbi. Lo faceva perché ogni volta che ne aveva schiacciato uno era successo qualcosa di brutto, e per questo aveva dovuto sotterrare nei campi numerosi amuleti, per proteggersi.
Si fermò soltanto quando raggiunse il suo prato preferito. Era accaldata, ma non per la corsa. Quella vibrazione che sentiva sconvolgerle l’interno rendeva la pelle sensibile alla brezza.
I suoi capezzoli erano turgidi e lei, ansimante, si distese sull’erba. L’odore dei fiori e della terra ancora umida distese i sui nervi tesi. Solo in quel momento tirò un sospiro di sollievo.
E dire che quando la madre le aveva mostrato quel prato la prima volta, Josefa era fuggita terrorizzata. I fiori che vi crescevano erano simili al croco, coltivato nei campi del podere; ma invece di essere tutti in fila, lì erano sparsi ovunque, senza un ordine.
Si era rasserenata solo quando la madre le aveva mostrato, tramite una ricerca nell’internet, che quei fiori, letali, si proteggevano da soli. Da quel giorno lontano, quando era sconvolta, andava sempre lì per sentirsi protetta da quei fiori venefici.
Il re, Juan Carlos I, aveva abdicato in favore del figlio Felipe.
Josefa non sopportava l’inaspettato. I sovrani, come le persone normali, dovevano morire, essere sepolti sotto una coperta di terra e da lì proteggere i successori. Quel dogma lo aveva imparato dopo la morte della madre, perché tutti le avevano detto che, anche se sotto terra, l’avrebbe protetta per sempre.
Era così turbata da essere uscita con una sottoveste che le lasciava scoperto gran parte del seno. Il suo piccolo seno che tanto faceva impazzire Rafael.
Si sfiorò il petto con la mano ma, questa volta, il pensiero di lui non riuscì a rasserenarla. Si voltò irrequieta, annusò la terra, poi l’afferrò con entrambe le mani e desiderò che l’accogliesse nel suo abbraccio protettivo.
Quell’immagine era così reale da farle spingere ancora di più il corpo contro il terreno. La scossa che partì dall’inguine le mise sottosopra le viscere. Non capiva se era più terrorizzata o eccitata: le due sensazioni combattevano in lei, esasperandola.
Nel frattempo Rafael, rimasto al capanno, si malediceva per aver dato così quella notizia a Josefa. Era lui che solitamente l’aggiornava su ciò che succedeva nel mondo, dato che lei non possedeva né un telefono né una televisione. Sapeva bene che certe notizie la sconvolgevano, ma quella mattina l’aveva trovata particolarmente di buonumore; quindi, senza pensarci troppo, le aveva riferito dell’abdicazione.
Ormai da mesi trascurava di controllare i campi e i lavoratori: dopo aver conosciuto Josefa, il suo mondo si era ristretto intorno a lei e alle sue stranezze. Ma il tempo che avevano per stare insieme era sempre poco, quindi decise di raggiungerla dove era certo di trovarla: nel suo prato preferito.
La trovò appisolata in mezzo ai fiori, con il viso rivolto versa la terra e la sottoveste che le svolazzava intorno: sembrava immersa in un sonno irrequieto.
Senza fare rumore, le si mise di fianco. La visione della sua ninfa lo infiammò a tal punto che le posò una mano sulla caviglia. Josefa si sollevò di scatto, ma Rafael riuscì a tenere ben salda la presa. Il suo tocco divenne subito meno brusco e lui le sfiorò il piede con le labbra.
Josefa non riusciva mai a sottrarsi a quei baci. Lui teneva gli occhi chiusi mentre con la bocca risaliva lungo la gamba. Lei, scossa dai brividi, dimenticò il pericolo incombente, e riaffondò il viso tra i fiori che tanto amava.
Solo quando la mano di Rafael le arrivò tra le cosce si rese conto di non avere gli slip. In risposta al suo tocco esperto, Josefa divaricò le gambe e lasciò che le dita trovassero quello che bramavano con tanta passione.
Un gemito rivelò il punto e Rafael, con maestria, prese a giocarci finché Josefa non giunse all’estasi. Non appagato, le poggiò delicatamente le labbra sui capezzoli turgidi e lei vibrò come uno stelo al vento. Rafael, ormai inarrestabile, le baciava ogni parte del corpo. Si soffermò a lungo sull’inguine, dove i baci si fecero più intensi. Quando percepì che la donna si era completamente abbandonata a lui, le infilò la testa tra le gambe, deciso a portarla all’apice del piacere.
Josefa, all’improvviso, si irrigidì e urlò terrorizzata.
«Hadita, Ti ho fatto male? Che succede?»
Josefa, sudata e ansimante, con i capelli neri davanti al viso, scosse il capo in silenzio. Non riusciva mai a dare una spiegazione a quello che faceva: sentiva solo che doveva essere fatto e che nessuno avrebbe capito.
«Se è per la questione del re, ti chiedo scusa. Non dovevo dirtelo in quel modo, ma vedrai che con il nuovo Re Felipe le cose miglioreranno. La Spagna ha bisogno di nuova linfa.»
Lei scosse il capo con decisione.
«Hadita. Se le cose non andranno bene, ti proteggerò io.»
«Per sempre?»
«Per sempre.»
Josefa sembrò mutare di colpo. I suoi occhi, dapprima lacrimosi, brillarono di nuova energia. Si tolse Rafael di dosso e iniziò a raccogliere i fiori. Lui intuì che la crisi era passata, ma era ancora eccitato. Vederla rasserenata accrebbe in lui il desiderio e iniziò a giocare tirandole la sottoveste.
Trafelati, tornarono al capanno dove Josefa abitava da dieci anni. Era stato lui che, all’incirca un anno prima, l’aveva scoperta a vivere lì da sola e in uno stato pietoso. Quella ninfa eterea e slanciata lo aveva ammaliato e lui l’aveva aiutata a costruire la piccola veranda di fronte all’ingresso per aggiungere spazio nella vita della ragazza.
Josefa l’aveva immediatamente adorata perché le assi erano nuove, diritte e levigate. Diceva sempre di avere maggior controllo lì che all’interno del capanno, dove tutto era rappezzato e caotico. Infatti, dopo la costruzione della veranda, l’interno era stato trascurato quasi totalmente; al contrario, spazzava e rassettava con gran cura tutto quello che stava nella veranda, fossero le erbe e le spezie appese a essiccare o quelli che lei chiamava “i suoi amuleti”.
Anche se Rafael detestava quelle cianfrusaglie, perlopiù bottoni e nastri, che sapeva provenire dal podere, aveva scoperto che per lei erano molto importanti, e si accorgeva che li spostava in continuazione, in un ordine che conosceva soltanto lei.
Appena misero piede sulle assi della veranda, Josefa, con abile gesto, spostò un amuleto, si liberò della vestaglia poi si abbandonò sulla poltroncina in vimini. Ogni ninnolo appeso in veranda tintinnò e Rafael vibrò per la smania.
Nei mesi precedenti avevano scoperto, quasi per magia, di possedere le giuste combinazioni che li portavano a raggiungere orgasmi così intensi da lasciarli assuefatti per giorni: era così che era nato il loro legame.
Josefa vide che Rafael non era intenzionato a muoversi, dunque afferrò un fascio di citronella, che aveva messo da poco a essiccare, e gli sferzò le poderose cosce. L’uomo ebbe un brivido, ma non le chiese di fermarsi; anzi, a ogni nuova percossa, la sua eccitazione diventava sempre più evidente.
Josefa accarezzò delicatamente con il mazzo di citronella il pene eretto di Rafael che, sotto quelle carezze, sussultava. Lui si liberò dei pantaloni e si avventò su di lei con una risata. La sollevò di peso dalla sedia e la baciò sul collo e tra i seni.
Rimasero avvinti per parecchio tempo senza fare nulla, in attesa che il desiderio non fosse più contenibile. Quando Rafael girò Josefa, lei allargò le gambe, posò le braccia sulla ringhiera della veranda e affondò il viso tra le erbe. Quell’odore terroso e vegetale aveva sempre il potere di farla bagnare all’istante.
Rafael la penetrò con spinte poderose ma mai violente, e il loro mondo assunse una nuova dimensione.
Dentro Josefa non c’era più spazio per le cattive emozioni; l’eros e la tenerezza si mescolarono, dando origine a un legame potente, quasi una fissazione che le fece prendere il sopravvento. Sdraiò Rafael a terra e danzò con le mani poggiate sul petto, poi continuò con quei movimenti lenti del corpo a eseguire una danza che faceva piovere ovunque foglie e fiori.
Quando il coinvolgimento di mente, corpo e anima fu totale, raggiunsero l’orgasmo. I loro corpi vibrarono da dentro a fuori, dalle dita dei piedi alla testa, fino a perdersi l’uno nell’altra.
Josefa fu la prima a sollevarsi. Prese la scopa e iniziò a spazzare le foglie cadute sulla veranda. Poi, come in un rituale, cambiò posto a ogni amuleto.
Rafael la guardava completamente rapito. Non riusciva ancora a capire come mai fosse finita lì. Era strana e a volte faceva cose bizzarre, ma rimaneva una ragazza giovane e bella che avrebbe dovuto avere molto di più dalla vita. Era certo di poterle dare un futuro. Ma finché fosse vissuto il padre, quello rimaneva solo un sogno.
Era una famiglia di contadini, ma non di quelle povere. Da quando, un secolo prima, i suoi avi avevano cominciato a coltivare lo zafferano, erano diventati ricchi e stimati al pari dei sovrani. E, come i re, vivevano ingabbiati nelle vecchie tradizioni. Anche se Rafael era figlio della modernità, le sue scelte di vita erano ancora dettate delle esigenze della famiglia.
«Mangi con me?» chiese Josefa rientrando nel capanno.
«Vorrei tanto, Hadita, ma ho detto che sarei tornato per pranzo.»
«Ma ho già messo su il riso, lo zafferano e il chorizo.»
Rafael recuperò il telefono. Dubbioso, cercava di capire quanto tempo avesse a disposizione: al podere si mangiava sempre all’una e mezza.
Guardò Josefa e ogni dubbio svanì: stava staccando delicatamente gli stami dai fiori, aveva le mani ricoperte di polvere arancione e sorrideva mentre sussurrava parole dentro ai vasetti.
Quando vide che lui la guardava gli sorrise e, con le mani sporche, gli toccò il viso mormorando le parole «Per sempre.»
In poco tempo il riso fu messo sul tavolo apparecchiato in veranda.
Rafael stava per sedersi quando lei urlò: «Non lì. Quello è il mio posto. Vuoi forse che succeda qualcosa di brutto?»
«Scusami.»
Mortificato, si sedette sull’altro posto e si servì dalla grande padella.
Non aveva molto tempo, quindi iniziò a mangiare in fretta. La sua bocca era ancora piena di riso quando fece una smorfia.
«Hadita, ma quanto zafferano ci hai messo?»
«Oh… Quello non è zafferano.»
Josefa socchiuse le labbra e iniziò a sussurrare delle parole. Rafael la vide innocente e bella come una ninfa e si riaccese in lui la voglia di appartenerle. Si portò alle sue spalle e con la mano le sfiorò l’areola, mentre le baciava delicatamente la spalla. Lei non si mosse, guardava fissa oltre la veranda. L’immagine della terra che si squarciava e li inghiottiva la fece vibrare per il piacere.
Rafael si fermò intontito, sbatté le palpebre, poi all’improvviso iniziò a sussultare. Qualcosa gli impediva di respirare. Si portò le mani alla gola e cadde riverso a terra.
Josefa aveva il volto rigato dalle lacrime.
Guardò fisso l’uomo che diceva di volerla proteggere per sempre: la sua presenza le suscitava un caldo sentimento di appartenenza quasi viscerale. Dopo quel sacrificio finale le sarebbe appartenuto per sempre, e per sempre l’avrebbe protetta. Come le radici nella terra, che proteggono e sostentano la pianta: due entità che si appartengono, una sotto e l’altra sopra.
Come sua madre, che dieci anni prima l’aveva protetta durante l’attentato di Atocha.
Rafael, in preda alle convulsioni e con la bocca schiumante, riuscì con un ultimo sforzo a stringerle la caviglia.
Josefa ebbe un fremito: la scarica elettrica che partì dal ventre la eccitò. I capezzoli divennero subito rigidi e un gemito le uscì dalla gola. Continuò a sentirsi così per tutto il tempo, mentre Rafael lasciava questo mondo.
Raggiunse l’apice del godimento nel momento esatto in cui lui spirò.
Ora si sarebbe sentita protetta.

2Protetta Empty Re: Protetta Dom Feb 20, 2022 8:18 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Originale la soluzione per il paletto temporale. Re Juan Carlos ha abdicato il 19 giugno 2014. 
Ciao autor@, un a storia bizzarra. Sinceramente ho capito poco la scelta di far riferimento al re di Spagna, ma chi sono io per giudicare? Posso dirti che, da lettore, questa cosa non trovo aggiunga nulla di particolare alla storia. Che è bizzarra e surreale. La parte horror non è abbastanza horror, la parte erotica funziona un po’ di più ma manca, secondo me, della complicità tra i due.
La scrittura è buona, ti segnalo questo piccolo refuso:  i sui nervi tesi.
Un buon lavoro, ma non ne sono particolarmente colpita.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

3Protetta Empty Re: Protetta Lun Feb 21, 2022 3:22 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Non ho capito perchè la ragazza sia così sconvolta dall'abdicazione di Juan Carlos. Poi non ho capito quell'attrazione verso il sottoterra. Vabbè magari, no senz'altro, è colpa mia che cerco sempre una logica in tutti gli scritti. Però non spieghi nemmeno la storia dei ciondoli! Lasci intravedere la pazzia della ragazza che a un certo punto ho pensato fosse una strega o giù di lì ma poi ho visto che c'era una madre che la proteggeva da sottoterra e qui lo spieghi pure che anche se son morti  i nostri genitori ci proteggeranno sempre e magari anche i nostri amori e così... lei uccide lui. Ci sta ma ho fatto veramente fatica a capire prima della tua spiegazione. Niente da dire sulla tua scrittura. Il refuso te l'ha segnalato @Pettunia.

4Protetta Empty Re: Protetta Mar Feb 22, 2022 5:10 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

È un altro caso di commistione di generi che, come ho già detto altrove, mi pare abbastanza impegnativo: c’è sempre il rischio di non riuscire a portare a fondo compiutamente né l’uno, né l’altro. La prevalenza è indubbiamente sul genere erotico e soltanto l’epilogo riesce a dare un tocco di horror. Ho trovato la parte erotica troppo insistita, con ampie parti che descrivono un po’ meccanicamente atti senza un sufficiente coinvolgimento emotivo, ma riconosco che non è affatto facile affrontare questo genere e meriti comunque un plauso per averci provato con buoni risultati.
La scrittura è piacevole e i vincoli rispettati.
Nella frase:   “…le giuste combinazioni che li portavano a raggiungere orgasmi così intensi da lasciarli assuefatti per giorni”  Non avrei usato “assuefatti” che vedo più indicato per chi si abitua a una situazione negativa e molto meno per chi è vittima (beato lui) di orgasmi intensi!
Sorvolo su Juan Carlos che ti hanno già segnalato.  

5Protetta Empty Re: Protetta Mar Feb 22, 2022 5:32 pm

Mac

Mac
Padawan
Padawan

In questo racconto prevale sicuramente la parte erotica, ben descritta (a parte l'uso di bramare, che sembra un obbligo nei racconti erotici, ma a me sembra banale).
Ti segnalo solo una cosa (guarda come ragiona la mia mente, ti chiedo scusa in anticipo):
Lei si trova nel prato con la faccia tra i fiori : come fa a baciargli i seni?
Scusami ma questa cosa mi ha fatto rileggere due volte il paragrafo.
Detto questo, la storia è originale, molte cose non dette sono poco comprensibili, il finale mi piace, non tanto l'horror ma il chiarimento che porta.

6Protetta Empty Re: Protetta Mar Feb 22, 2022 7:11 pm

giuseppe.bignozzi

giuseppe.bignozzi
Younglings
Younglings

Interessante, originale. La storia sembra divagare in momenti slegati l’uno dall’altro, finché il finale non li raccoglie e dà senso all’insieme.
Il bello di questo racconto è che ti prende a poco a poco, quando è già finito.
È come il retrogusto prolungato di un buon vino.
Bravo.

7Protetta Empty Re: Protetta Mar Feb 22, 2022 11:17 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Di questo racconto mi ha stupito il finale, tra tutti quelli letti finora forse è quello che mi ha sorpreso di più. Mentre leggevo mi sono detto che questo era il racconto più erotico fra quelli letti, nel senso di quello più puro, più marcato, senza contaminazioni.
Poi arriva il finale a scombinare le carte in tavola. Finale che ci può stare, se ci si rapporta alla psicologia di Josefa. Capire questo personaggio non è facile, credo che ci vorrebbero molte letture per capire bene ogni sfaccettatura. Di sicuro ha un rapporto particolare che la lega alla terra, trova protezione in essa e sapere che le persone che la amano e che lei ama veglino su di lei dalla terra la fa sentire super protetta, nutrita, come appunto le radici che dalla terra portano il nutrimento alla pianta che risplende in superficie. 
Un racconto molto particolare.

8Protetta Empty Re: Protetta Mer Feb 23, 2022 9:21 am

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Secondo me è una bella favola e non bisogna capire tutto.
Le immagini dei protagonisti sono preziose e vanno custodite nella mente del lettore come lo zafferano, senza contaminazioni.
 Non bisogna aver paura di dire 'che bel racconto' quando è un bel racconto.
Josefa mi ha conquistato, non solo per tutto l'erotismo che l'avvolge.
Veramente vorrei che questo racconto non finisse mai.

9Protetta Empty Re: Protetta Mer Feb 23, 2022 11:29 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Buongiorno, Autore.
Voglio commentare il tuo racconto stamattina perché è il commento emotivamente più difficile da fare, per me, in quanto la malattia mentale è qualcosa che mi colpisce nel vivo, sia per esperienza personale sia, inevitabilmente, per il mio percorso accademico.
Credo che il tuo personaggio sia stato caratterizzato in maniera impeccabile, soprattutto considerando che questo è un racconto breve. Di più, sarebbe risultato prolisso; di meno, sarebbe stato il racconto a risentirne e a peccare di comprensibilità.
I paletti li hai usati in maniera originale e risultano del tutto amalgamati nella storia. In pratica, l'abdicazione del re (collocazione temporale) rompe l'equilibrio della fragile psiche di Josefa, che non si è mai più ripresa dal DPTS dovuto agli attentati di Atocha. Bravissimo, Autore!
Veranda del tutto centrale e non facilmente sostituibile con un'altra stanza senza perdere di credibilità: immaginiamoci i suoi amuleti (a proposito, bravissimo anche qui nella gestione della malattia mentale) in un altro posto all'interno della casa.
Protagonista e ambientazione spaziale chiaramente seguono il discorso. Tutto ottimo.
Sulla scrittura non dico niente, tranne che per fortuna ci ricordi di essere umano con quell'unico refuso.
Il genere invece è perfetto. Come scrivevo in un altro racconto, soltanto tu e un altro Autore avete usato il genere erotico a scopo di denuncia sociale, e questo aspetto non va sottovalutato in sede di votazione finale, visto che questa è la sua prerogativa. 
Parlando di tabù, poi, ci vuole molto coraggio a presentare in concorso un racconto che si conclude con una scena di necrofilia (più tabù di così...).
Non c'entra niente l'horror qui, secondo me. Forse gli amici che hanno commentato prima di me sono svisati dal secondo genere possibile per questo step, e quindi pensano che tu abbia voluto tentare la classica commistione. Magari sarò io a non aver capito un cavolo, ma credo che - fatte tutte queste considerazioni - il tuo racconto meriti di arrivare sul podio quantomeno.
Complimenti.
E non ultimo per il titolo, chiave di lettura di tutto il racconto, e precisa indicazione per inquadrare la malattia mentale della tua protagonista.
Sono sicuro che il tuo racconto si farà ricordare nella storia di DT. Ci vuole qualche lettura in più per capire tutto fino in fondo, probabilmente.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

10Protetta Empty Re: Protetta Mer Feb 23, 2022 11:32 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Mac ha scritto:
Ti segnalo solo una cosa (guarda come ragiona la mia mente, ti chiedo scusa in anticipo):
Lei si trova nel prato con la faccia tra i fiori : come fa a baciargli i seni?
Scusami ma questa cosa mi ha fatto rileggere due volte il paragrafo.
Perché è supina, direi...  lol!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

11Protetta Empty Re: Protetta Mer Feb 23, 2022 11:38 am

Mac

Mac
Padawan
Padawan

vivonic ha scritto:
Mac ha scritto:
Ti segnalo solo una cosa (guarda come ragiona la mia mente, ti chiedo scusa in anticipo):
Lei si trova nel prato con la faccia tra i fiori : come fa a baciargli i seni?
Scusami ma questa cosa mi ha fatto rileggere due volte il paragrafo.
Perché è supina, direi...  lol!
il viso rivolto verso la terra
riaffondò il viso tra i fiori

queste due frasi mi hanno fatto pensare a lei prona. In questo caso, ci sarebbe un "intorcolamento" che alla mia età risulterebbe difficoltoso  lol! lol!

12Protetta Empty Re: Protetta Mer Feb 23, 2022 12:15 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

bello!
racconto originale, scritto molto bene, mi ha molto coinvolta.
paletti integrati perfettamente, ottime le descrizioni erotiche.
gli amuleti sparsi sono giustamente inquietanti, il finale è bello e inaspettato.
complimenti

13Protetta Empty Re: Protetta Gio Feb 24, 2022 12:23 am

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Titolo: è molto particolare e solo durante la lettura se ne capisce il significato più profondo.
I paletti:
-  il campo di zafferano, anzi i due campi: un campo per quello buono e un campo per quello velenoso, tanto confondibile con l’altro, e che non lascia scampo. Quasi una metafora tra il bene e il male, in questo caso tra un male che la protegge (lo zafferano velenoso) e il bene che teme (un bulbo calpestato per cui occorre un amuleto che lo plachi).
-  La veranda: il piccolo mondo di Josefa, solo suo, con gli oggetti di cui ha bisogno per stare bene, da spostare per sentirli propri e protettivi; il posto dove si sente vera, al sicuro e che lei stessa accudisce con cura.
Il genere: la componente erotica è ben presente, decisa, molto realistica, gestita nei giusti modi. Josefa – a questo punto del racconto - mi ricorda certi personaggi destinati ad essere simbolo della sessualità più spontanea, donata e vissuta con grande naturalezza, avulsa da qualsiasi remora, retaggio culturale, dove la componente “sentimenti” assume connotazioni molto particolari: inutili, quasi ignorati oppure prepotentemente al centro dell’essere. Niente mezze misure che possano mediare.
Francamente, in Josefa non avevo visto – fino all’ultima parte - una persona malata mentalmente quanto una ragazza molto particolare, questo sì, ma non necessariamente disturbata: la vita ci fa attraversare periodi in cui i comportamenti sono propri di una personalità che si sta facendo strada, magari faticosamente, con manie, allontanamenti o fughe definitive. Una fatica di vivere dove anche l’abdicazione di un sovrano rappresenta la perdita di una sicurezza, di quella protezione che il re può culturalmente rappresentare per il suo popolo.
 
Il finale mi ha spiazzato parecchio: tutto il malessere, la malattia di Josefa che era rimasta nell’pmbra di una storia molto particoalre, ora hanno senso, una ragione lontana, che giustifica anche il suo modo di vivere;
Non l’ho interpretato come una commistione con il genere horror, mancando qualcosa di soprannaturale, quanto, attraverso il palesarsi – sotto forma di un atto di necrofilia - della follia generata dalla tremenda esperienza dell’attentato, una sorta di denuncia verso chi avrebbe potuto/dovuto proteggere e curare Josefa, anziché abbandonarla preda dei suoi demoni.
Ma quest’ultima è una mia personale interpretazione.
 
Il racconto è davvero molto forte, scritto benissimo: uno stile sicuro, mai eccessivo, la componente erotica è gestita bene e, concordo con @Vivonic, sarà difficile scordarlo.
 
 
Cara Penna, con questo racconto mi hai ricordato “Storia di Angela” un racconto struggente e purtroppo non di fantasia, davvero difficile da scordare, inserito nel libro “Storie di un commissario di Provincia” di G. Laquaniti, che sempre, quando lo rileggo, mi fa piangere e star male. L’autore, che all’epoca si era occupato di lei, ragazza fragilissima, senza speranze, persasi alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia dopo essere sfuggita alla sorveglianza di una struttura protetta, le ha dedicato alla fine del racconto, una poesia, di cui riporto alcuni stralci:
Signore mio Dio, perdonami se Ti disturbo, ma per piacere, puoi vedere se per caso...non è che Angela è caduta nelle tue braccia, puoi controllare? .... Corri dal lei, corri e prendila in braccio, come io non sono stato capace di fare.


Angela non è morta, ma è prigioniera di un mondo in cui nessuno riesce a entrare, tranne quel giorno, un poliziotto che l'ha presa per mano.

Penso che stamperò questo racconto e lo metterò tra le pagine di quel libro, accanto alla storia di Angela.



Ultima modifica di Susanna il Sab Feb 26, 2022 10:57 am - modificato 2 volte.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

14Protetta Empty Re: Protetta Ven Feb 25, 2022 3:10 pm

Nellone


Younglings
Younglings

Come se fosse un cocktail: quattro parti di erotico e un quarto di horror, guarnito con un po’ di zafferano. Partiamo dal primo aspetto, quello erotico. Sicuramente permeante ma un po’ meccanico, si indugia sull’atto sessuale più che sull’erotismo vero e proprio, sembra un manuale più che racconto: un po’ di calore, non gli avrebbe guastato. Le varie scene sono poi abbastanza ripetitive sconnesse. Si rià nel finale, con un tocco molto interessante (non horror, più thriller…). Nel complesso mi sembra che si sia voluto mettere troppo zelo nel rispettare i paletti, che sono molto presenti ma non esaltati, generando una narrazione un po’ forzata. Buona la scrittura, formalmente corretta e con un buon ritmo, ma qualche cambio di ritmo in più forse avrebbe giovato. L’ho letto volentieri, per carità, ma fuori dal presente contesto non credo mi appassionerebbe più di tanto.

15Protetta Empty Re: Protetta Ven Feb 25, 2022 8:14 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

la storia è sicuramente bella e ben esposta, ma ci sono svariate cose che non afferro.
problema mio, certamente, però mi piacerebbe provare a capire di più.
che lei abbia problemi mentali è chiaro, quali siano non ne ho la minima idea, visto che non me ne intendo.
dev'essere qualcosa di grave per arrivare a uccidere una persona che ti ama così da sentirti protetta per sempre.
perché ama così tanto la terra? per via di sua madre, sepolta nella terra?
a parte i miei dubbi, i paletti ci sono tutti e la scrittura è molto buona, fatte salve alcune frasi che modificherei, ma per pura estetica.
il personaggio è molto ben caratterizzato, forte e complicato.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Protetta Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

16Protetta Empty Re: Protetta Sab Feb 26, 2022 10:51 am

mirella


Padawan
Padawan

Per me, che considero la Spagna una seconda patria, l’ambientazione del racconto mi attrae da subito. Poi il personaggio di Josefa mi affascina e non mi accorgo, non intuisco nemmeno nell’immediato la parafilia di cui la ragazza soffre.
Piuttosto la vedo come una creatura primitiva, un po’ selvaggia nei comportamenti strani, nei suoi riti e nella sensualità. Rafael, che ne è innamorato, la chiama hadita, fatina, appellativo che m’induce ad attribuire a Josefa un alone magico che si esprime nel suo legame con la terra e la natura. Ma, proseguendo nella lettura, mi rendo conto che i turbamenti di Hadita, le sue reazioni strambe e immotivate sono i sintomi della malattia.
I segni della necrofilia sono già evidenti nell’evocazione mentale del cadavere della madre, come nel gettarsi sulla terra per sentirsi protetta. Perché la terra è madre e nel suo grembo sono le radici che proteggono la pianta, così la madre morta proteggerà per sempre da sottoterra la sua creatura. Così anche Rafael deve morire per assicurarle una protezione oltre il tempo e per questo Josefa lo avvelena. Non c’è malvagità in lei, ma paradossalmente amore, amore malato e pur sempre amore, bisogno di possesso e di appartenenza.
Sono in amore quando si manifestano i primi segni dell’avvelenamento e lei piange, sta compiendo un sacrificio, ma raggiunge l’apice del piacere quando Rafael muore. Un finale che, secondo me, non suscita orrore, ma compassione. Piaciuto

17Protetta Empty Re: Protetta Sab Feb 26, 2022 7:34 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan

Ciao Autore,
trovo che Josefa sia un personaggio davvero ben riuscito! La sua follia riempie tutta la storia, trapela dai suoi gesti e riempie tutto il racconto dandogli un sapore rustico e inquietante che ho molto apprezzato.
Il testo rimane un pò in bilico tra i due generi, ma anche se le scene di sesso sono minuziosamente descritte descritte, ciò che più mi ha colpita è l'intento della ragazza. Forse per lui la ragazzina è una sorta di "giocattolo" sessuale, ma l'amore che lei rivolge al giovane è totale, tanto da volerlo imprigionare per sempre nella terra, affinché le appartenga e la protegga per sempre.
Trovo davvero ben gestita la storia e la struttura del racconto e il finale, davvero emozionante, mi ha lasciata molto soddisfatta.
La malattia mentale usata come elemento per descrivere la ragazza non diventa mai eccessiva o invalidante: Josefa è giovane, bella e accomodante e questo l'aiuta a nascondere quanto sia pericolosa. Mi piace quando trovo racconti dove le vittime non sanno di esserlo e carnefici sono assolutamente convinti di fare la cosa giusta.
A tutto ciò si aggiunge una scrittura fluida e piacevole, mai ridondante e davvero ben gestita. Forse le scene di sesso sono un filino eccessive (e forse questo era l'intento primario del genere scelto), ma a mio avviso il racconto funziona molto bene anche come sottilissimo horror.
Complimenti!

18Protetta Empty Re: Protetta Lun Feb 28, 2022 10:30 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Racconto strano, che se da un lato ha saputo creare una bella atmosfera, calda, percettibile, intensa, a suo modo, dall'altro è ammantato di fumo. Voglio dire: di malattie mentali non me ne intendo, però vedo nei comportamenti di Josefa alcune delle fissazioni di malati di schizofrenia o di PTSD, generalmente innocue.
Ecco, forse è questo a non funzionare, per me, nella virata drammatica/thriller del finale: non ci sono indicatori che la follia della protagonista possa sconfinare in qualcosa di tragico.
Questo da un lato enfatizza il colpo di scena, dall'altro lo rende artefatto.
In fondo si conoscono e frequentano sessualmente da mesi, perché ucciderlo proprio ora? Perché ha usato per la prima volta le parole "per sempre"?
Forse. La malattia mentale non ha spiegazioni razionali, dopotutto, e ci può stare.

Parlando della vena erotica, non mi ha convinto. Non c'è molto calore, non c'è trasporto. C'è qualche frase che funziona bene, altre invece no, il resto scorre senza coinvolgere più di tanto.
Insisto che la mancata descrizione fisica dei protagonisti lascia il vuoto in fatto di immaginazione.
Come già rilevato da altri, c'è anche secondo me qualche problema con la posizione di Josefa stesa sul prato: non si capisce se è supina o prona, ma non è l'unico caso che mi lascia perplesso. Anche quando mangiano, da quanto leggo, sembra che siano nudi (ma sicuramente non lo sono).

In definitiva, lodo l'idea (originale solo fino a un certo punto) e, in parte, la resa della malattia mentale. Troppo fumosa, per me.
Il racconto funziona ma non come avrebbe potuto.

EDIT - trovo inappropriato applicare a Josefa il concetto di necrofilia. Lei non prova eccitazione per il cadavere di Rafael, ma per la sua agonia e il trapasso, intesi come aspetto positivo.
A naso, direi che siamo nell'ampio giardino del sadismo.

19Protetta Empty Re: Protetta Mar Mar 01, 2022 1:09 am

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Penso sia un bel racconto ma che io, che sono piuttosto piatto, per non dire gnucco, non riesco a capire, e me ne dispiace.
E' poetico, spesso bucolico, coinvolgente, ma non lo capisco.
Perché si sente protetta nel  campo di fiori che si auto-proteggono? Come? Da chi?
Cosa c'entra il re di Spagna?
Poi leggo i commenti di altri, capisco che si ha a che fare con una ragazza fragile, con una malattia mentale: da solo non ci sarei mai arrivato.
Eppure mi è piaciuto.

20Protetta Empty Re: Protetta Mar Mar 01, 2022 7:16 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Non c'è niente da fare, quando mi imbatto in un racconto scritto così bene, praticamente senza refusi, scorrevole, elegante, finisco con il far passare la storia in secondo piano almeno a livello di primo commento.
Se poi in un contest come questo nel racconto trovo tutti i paletti presenti e perfettamente amalgamati, con una veranda che più centrale non potrebbe essere e con una finezza artistica non da poco per inserire un paletto temporale che diviene addirittura protagonista, beh, rimane poco altro da dire.
Anzi, rimane una cosa importante da dire, meglio, due cose importanti.
Il finale del racconto non è horror, è tragico, drammatico, ma non horror.
Erotismo: per quanto mi riguarda (ma potrei sbagliare, andiamo sul soggettivo indubbiamente) l'atto sessuale di per sé non è erotico, ho letto spesso commenti che criticavano (secondo me abbastanza a ragione) le descrizioni "meccaniche" dell'atto sessuale nei vari racconti.
Per quanto mi riguarda l'erotismo è legato molto alla sensualità, al vedo e non vedo, al vorrei... Josefa che corre a piedi nudi nei campi, coperta da una sottoveste che lascia più o meno scoperto il seno (e più avanti scopriremo che è anche senza mutandine): ecco, questo secondo me è erotismo e l'autor* ha saputo renderlo perfettamente, così come quel finale così drammaticamente erotico.
Credo proprio sul (mio) podio.

21Protetta Empty Re: Protetta Gio Mar 03, 2022 4:40 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Arrivata alla fine del racconto, ho ricominciato a leggerlo dall’inizio per riannodare i fili che avevo perso.
La spiegazione sul fiore velenoso mi era stata subito abbastanza chiara: mi aveva fatto pensare fin dall’inizio che sarebbe stato usato, prima o poi, magari giocando sulla sua somiglianza con lo zafferano. Invece mi si erano persi nella frase i due aggettivi che poi si combineranno solo alla fine del racconto, che quindi solo in connessione con questo inizio trova una sua spiegazione: “letale” e “protetta”, poi la frase “si proteggevano da soli”. Quindi, per proteggersi da soli occorre essere letali.
Anche rileggendo, non è chiarissimo però perché Josefa senta tanto il bisogno di proteggersi da dovere uccidere Rafael, in modo che eternamente svolga il suo ruolo. Ha quindi la mente tanto sconvolta che è sufficiente questo evento, l’abdicazione, a farla sentire in pericolo? Può essere, ma perché? È vero però che siamo nel campo della malattia mentale, dove le spiegazioni spesso sono difficili da trovare.
Comunque, la frase sul funerale (“tutti le avevano detto che, anche se sotto terra, l’avrebbe protetta per sempre.”) rende chiaro perché uccida Rafael. Povero Rafael, non si rende conto di avere firmato la sua condanna a morte, con quella notizia!
Quando sono riuscita a collegare i fili, mi sono gustata di più il racconto e tutto ha trovato una sua collocazione.
La parte erotica è decisamente erotica, anche se c’è una commistione col noir che, arrivati alla fine, diventa quasi dominante.
Lo rileggo prima di decidere la classifica.

22Protetta Empty Re: Protetta Lun Mar 07, 2022 10:06 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto sensoriale in cui la natura e la terra entrano in gioco dando concretezza alla vicenda. 
È un racconto erotico molto spinto non solo nella sua connotazione descrittiva ma anche nel finale che risulta essere così sorprendente. 
Come ho già detto in un altro racconto le scene di sesso così descritte, quasi meccaniche, sono quelle che maggiormente mi trasmettono quella tensione e quell'ossessione sessuale che secondo me non devono mancare in un racconto di questo genere, anche a scapito dei sentimenti. 
Quella parafilia che emerge alla fine del racconto mi intriga, ma non so, forse poteva essere più marcata. 
In ogni caso il personaggio di Josefa è ben tratteggiato e se all'inizio può sembrare confuso alla fine assume la sua reale dimensione e rimane impresso. 
Uso dei paletti tra i più originali. la veranda assume un significato metaforico non di poco conto nell'ottica del racconto e questo gli fa prendere punti.


______________________________________________________
Someone give that Wolf a Banana  Protetta 1f34c 

23Protetta Empty Re: Protetta Mar Mar 08, 2022 12:18 am

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

Se partiamo dal presupposto che un racconto erotico deve basarsi solo sul sesso e non sul sentimento, allora - anche se con un certo sforzo - posso entrare nella logica del testo: una storia di non-amore fra una ragazza mentalmente disturbata e un ragazzo che approfitta di lei per facili incontri di sesso.
Dalla lettura non mi sembra fuoriesca nient'altro se non un "amore malato" per quanto riguarda Josefa; mentre per Rafael si tratta piuttosto di un misto fra infatuazione e curiosità verso le "sue stranezze".
Anche sul fronte "malattia mentale" non c'e abbastanza chiarezza, tant'è che in un primo momento avrei definito Josefa uno spirito libero, un essere puro amante della natura, una sorta di ninfa (come viene descritta anche nel testo). Solo verso la fine si parla di lei come di una sopravvissuta all'attentato di Atocha, di come sua madre in quell'occasione l'abbia salvata (probabilmente a costo della sua stessa vita) e viene chiarita almeno in parte la ricerca ossessiva di protezione, quella che innesca la decisione di rendere anche Rafael - come già la madre - un protettore "per sempre".
Sembrerebbe quindi un caso di disturbo da stress post-traumatico, ma anche su questo avrei qualche riserva perché i comportamenti della ragazza - e il suo atteggiamento nei confronti del sesso in particolare - non appaiono del tutto consoni alla malattia.
In definitiva, nonostante sia ben scritto, il racconto non mi convince.

24Protetta Empty Re: Protetta Mar Mar 08, 2022 11:09 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Sinceramente, caro autore, di questo racconto temo di averci capito poco o niente. Probabilmente mi mancano i riferimenti culturali per comprenderlo appieno (intendo quelli sulle malattie mentali). Fatto sta che ho fatto fatica a entrare nella mente disturbata si Josefa e non mi è stato possibile trovare una logica, per quanto disturbata, nei suoi comportamenti.
Come già ti hanno segnato i commenti prima di me, anche io non ho compreso appieno perché l'abdicazione di Re Juan Carlos abbia sconvolto tanto la protagonista. Mi viene da pensare che lei l'abbia vissuta come una sorta di "abbandono". Del resto sembrerebbe anche che la paura dell'abbandono, sia stata anche la causa dell'omicidio di Rafael, un tentativo tragico di volerlo tenere sempre con sé (se ti uccido tu non te ne andrai). Però ripeto, non ho alcuna certezza che la mia chiave di lettura sia corretta, perché io racconto nel suo complesso mi risulta piuttosto criptico.
E le sequele del trauma subito in seguito all'attentato dell'11-M non so se siano sufficienti a giustificare la pazzia così estrema di Josefa. Peccato, perché i paletti sono molto ben centrati e anche interpretati in modo originale e la scrittura è piacevole. Forse, un'occasione che poteva esser sfruttata meglio. A rileggerci.


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

25Protetta Empty Re: Protetta Mer Mar 16, 2022 11:45 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan

La scrittura è buona, il testo si legge bene. Ho trovato questo refuso, non già segnalato (credo):

"con il viso rivolto versa la terra"

"verso"

All'inizio avevo pensato all'autoerotismo. Mi spiego meglio: che Josefa fosse un personaggio quantomeno particolare l'ho capito subito, perciò ho pensato che andasse a trovare il piacere, inteso nel senso più ampio del termine, nel campo si zafferano. Poi entra in scena Rafael e la mia fantasia viene immediatamente ricondotta sui binari del racconto. 
Se dovessi giudicare il racconto preso a blocchi, non direi che mi ha particolarmente colpito. Infatti, la parte centrale dove di consumano i rapporti tra Josefa e Rafael (prima nel campo e poi in veranda), fa il suo gioco nel rispetto del genere scelto, ma non è eclatante nell'economia del racconto. E forse è stato meglio così perché il finale mi ha spiazzato: Josefa la vedova nera che prima possiede il maschio e poi lo uccide, mentre gli amuleti appesi alla tela suonano mossi dal vento.

Anch'io ho capito poco e niente del riferimento al re di Spagna, se non che ci trovassimo in Spagna. L'Autore mi scuserà...

Grazie!


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Cit e Bastard Cool!

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