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1La mandria Empty La mandria Ven Feb 18, 2022 4:42 pm

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Admin
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Eh già, tutto è facile adesso, ma non è stato sempre così.
Me ne sto tranquillo sulla mia comoda poltroncina in veranda; il tempo è magnifico, il sole illumina i miei campi dove alacremente lavorano le donne guidate dall’esperto Tamás. È la mia occupazione preferita, se non l’unica: guardare come gestisce il lavoro, come ottimizza le forze delle sue subordinate.
Devo dire che i risultati ottenuti sono eccellenti. Tamás è un uomo senza età, dall’espressione indecifrabile, forte nel fisico, asciutto e longilineo. Un vero contadino d’altri tempi. Non mi ricordo di averlo mai visto stanco, non l’ho mai visto perdere la pazienza o imprecare; possiede l’atavica pazienza di chi conosce l’imprevedibilità del tempo, l’alternarsi delle stagioni, la forza delle intemperie e la fertilità della terra. Mi sveglio e lo trovo già nei campi e, all’imbrunire, si ritira nell’ala della casa a lui destinata e non si rivede che al mattino seguente.
Da quanto tempo curi la mia piantagione di zafferano non lo ricordo. Mi sembra di averlo vicino da sempre, anche quando non era iniziata la mia fortuna economica, perché credo che sia iniziata… Mah…
I miei ricordi sono molto confusi… Nella mia infanzia lui c’era… E c’era anche quel sapore dolciastro che ancora mi ossessiona.
Non è stata un’infanzia felice, la mia, tra i freddi boschi che prosperano intorno al lago Balaton. Il gelo, e il terrore che mi incutevano i giganteschi faggi, sono ancora vivi nella mia mente, com’è vivo il ricordo delle numerose cascate d’acqua ai piedi dei monti Bükk.
È strano come sia vivo il ricordo dei luoghi e come invece sia confuso il ricordo dei fatti.
Un uomo era stato linciato dagli abitanti inferociti del villaggio di Hollókő. Non ne conosco il motivo: so solo che Tamás mi aveva preso con sé da quel giorno, e poi siamo stati sempre insieme.
«Csaba, Csaba – mi aveva chiamato – Non è uno spettacolo per ragazzi questo» e, afferrandomi dolcemente per un braccio, mi aveva condotto con sé.
«Starai con me se vuoi, ma ho intenzione di partire presto da questo villaggio».
«Perché?» avevo chiesto preoccupato.
«Non è importante dove vivi, ragazzo. È importante come vivi! Vuoi vivere di stenti nel villaggio dove sei nato, o vivere agiatamente in qualsiasi altro posto?»
Avevo annuito, mostrando di aver capito, e mi ero tranquillizzato. Il giorno dopo eravamo andati a pescare sul lago; non avevamo preso molti pesci, ma Tamás, arrivati al largo, si era liberato di un fardello che aveva portato con sé, lasciandolo cadere in acqua.
Mi piaceva andare in barca: mi affascinava il solco che la chiglia lasciava sull’acqua mentre Tamás vogava poderosamente.
«Andremo ancora in barca a pescare dopo la nostra partenza?»
«Certo! Per me è indispensabile andare in barca di tanto in tanto. A suo tempo capirai il perché».
Eravamo rimasti a Hollókő altri due giorni, poi eravamo ripartiti.
Avevamo attraversato la Puszta arida e sabbiosa e, finalmente, eravamo arrivati nell’Alföld, meta prefissata da Tamás, dal terreno molto fertile, adatta alle coltivazioni che si proponeva di effettuare.
Avevamo incominciato con i girasoli, e mi piaceva molto guardare i grandi fiori che si muovevano seguendo il corso del sole. Ma dovevo anche guardare la mia mandria, circondato dalle comodità della veranda: in fondo era quello il mio compito. Non ci fermavamo mai per più di due stagioni di raccolto nello stesso posto, e cambiavamo le coltivazioni a seconda delle caratteristiche del terreno a disposizione.
Così avevamo coltivato frumento, poi patate, e poi il peperoncino rosso. Non so il perché ma, a un certo punto, eravamo stati costretti a lasciare definitivamente l’Ungheria.
Quella era stata la svolta decisiva per la nostra vita. Decidemmo insieme di recarci in Grecia e di provare la coltivazione dello zafferano. Andò tutto bene: lo zafferano era redditizio. L’unica pecca era la difficoltà che incontravamo nel reclutare personale femminile.
Avevamo comunque una discreta mandria e tutto il mare che volevamo per le nostre battute di pesca. Eravamo ormai specializzati nella coltivazione dello zafferano: era giunto quindi il momento di portare ad altri lidi la nostra esperienza. Scegliemmo il Marocco.
Sarebbe stato il posto ideale per noi, se non avessimo avuto grosse difficoltà nella commercializzazione del prodotto. Per il resto era una pacchia: manodopera abbondante e a basso costo, clima ottimale per lo zafferano, una mandria numerosa e docile e un bel mare dove andare in barca a pescare.
E adesso sono qui in Spagna, nella mia veranda, a guardare il campo di zafferano e la mia mandria.
Tamás sta venendo verso di me: vorrà parlarmi, e so già di cosa. Sale i tre gradini e viene a sedersi accanto a me.
«Come stai, Csaba? Ho notato che hai qualche lieve sintomo di astinenza. Anch’io incomincio ad avere un po’ di tremore alle mani. È il caso che tu scelga un capo dalla tua mandria, cosicché io possa preparare il nostro goulash».
Faccio un cenno di assenso e mi volto a guardare la mandria: ho solo l’imbarazzo della scelta.
Sono contento. Non solo sarò più lucido, ma fra qualche giorno andremo in barca, come al solito. E poi mi piace il goulash di Tamás, o meglio, mi piace da quando aggiunge lo zafferano agli ingredienti. È stupefacente come lo zafferano faccia scomparire quel disgustoso sapore dolciastro e lo renda quasi gustoso.
Abbiamo mangiato il goulash e mi sento già meglio, meno confuso, ma soprattutto i miei ricordi sono più vivi, meno sfocati. Siamo stati bene in Spagna, a parte il lungo periodo della pandemia da Covid-19, ma penso che in qualsiasi altro posto avremmo avuto le medesime difficoltà.
La gente non era più uscita di casa, non andava a lavorare, i campi erano abbandonati e il raccolto era compromesso. La mandria non esisteva più, e noi cominciavamo ad avere crisi di astinenza anche gravi. Siamo invecchiati più in quel periodo che negli ultimi vent’anni.
Noi invecchiamo lentamente, molto lentamente! Non siamo i soli: altri sono come noi e, incontrandoci, ci riconosciamo; da cosa non saprei dirlo, ma ci riconosciamo e, senza scambiare parola, ci allontaniamo gli uni dagli altri. Potrebbe essere molto pericoloso vivere nello stesso posto.
Sono passate tre sere da quando Tamás si è allontanato dalla fattoria. Io sono stato molto preoccupato, ma adesso eccolo di ritorno con una pesante valigia.
«Stasera avremo il nostro goulash!» mi dice, e così avviene.
Ci siamo risollevati lentamente, ma è stato molto pericoloso per Tamás.
La cosa si è ripetuta diverse volte ma, per nostra fortuna, non è stata aperta nessuna indagine. Ben altre sono le preoccupazioni delle autorità!
Comunque siamo stati troppo tempo in Spagna. Ora ci accingiamo a partire per l’Italia. Sembra che ci siano campi di zafferano di eccellente qualità. E poi le donne italiane sono molto belle e ottime lavoratrici: potremmo radunare una bella mandria.
Credo che passeremo molto tempo in Italia.
Ah, dimenticavo. Non so se il nostro essere così sia una cosa ereditaria; io non ho mai conosciuto mio padre, quindi non posso parlarvi di lui.
Di mia madre posso dire solo che non era buona: era cattiva, quasi disgustosa…
Ma Tamás non aveva ancora cominciato a mettere lo zafferano nel goulash.

2La mandria Empty Re: La mandria Sab Feb 19, 2022 8:34 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Brrrr autor@… cannibali. Niente meno! 
Mi è piaciuta molto la parte iniziale del racconto. C’è una bella intonazione misteriosa che fa appassionare alla lettura. Il personaggio di Tamás appare subito inquietante.
Ci sono ottime descrizioni (nella parte iniziale) che denotano cura nella ricerca.
Dalla metà in poi, il racconto perde un po’ di mordente. Gli spostamenti sono descritti in modo rapido e non se ne comprendono le ragioni (alla fine il conto torna). È come se la promessa iniziale si andasse via via assottigliando per giungere a un finale affrettato e con una nota quasi “comica” che, per mio gusto, svilisce un po’ il tutto.
Beh, spremiamo di non incontrare i due loschi figuri visto che si apprestano a venire dalle nostre parti.
Un buon lavoro, ma avrei fermato un po’ di più le lancette.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

3La mandria Empty Re: La mandria Lun Feb 21, 2022 8:43 am

Nellone


Younglings
Younglings

Partiamo dall’aspetto che mi ha colpito di più: la figura di Tamàs è decisamente ben delineata, un contadino meticoloso e scrupoloso, ben descritto senza che ciò appesantisca il racconto. La narrazione forse stenta un po’ a decollare, ma si riscatta nel finale, che introduce un notevole colpo di scena, che configura il racconto come horror pur mancando di scene realmente macabre: una scelta di garbo. La narrazione temporale mi pare invece eccessivamente forzata: è possibile che nel 2023 (quando penso sia ambientato il racconto, o giù di lì…) possa aggirarsi una mandria di donne capeggiata da cannibali che gira indisturbata per l’Europa? Mah! Forse l’ambientazione in un futuro prossimo vagamente distopico avrebbe aiutato a farmi digerire meglio la cosa. Nulla da segnalare sulla scrittura, nel bene e nel male: formalmente corretta, senza dubbio, ma forse un po’ troppo piatta, sebbene sempre perfettamente scorrevole.

4La mandria Empty Re: La mandria Mar Feb 22, 2022 12:37 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

se devo essere sincero, la parola "mandria" mi ha infastidito non poco per quasi tutto il racconto, fino a che non ne spieghi il motivo. secondo me ne hai comunque abusato.
la storia parte molto bene e si sviluppa altrettanto, mentre il finale mi lascia perplesso. scrivere una simile battuta in questo racconto lo penalizza, secondo me.
buona l'idea, comunque, e buona pure la scrittura, anche se una revisione servirebbe a eliminare alcune ripetizioni di troppo.
paletti presenti, anche se alcuni sono proprio di passaggio e nulla più.
lavoro discreto, molto migliorabile.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

La mandria Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

5La mandria Empty Re: La mandria Mar Feb 22, 2022 2:03 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Alla faccia del bicarbonato di sodio, direbbe Totò.
Questo è un racconto che va oltre l'orrore, e per fortuna perde di credibilità essendo eccessivo, e ci dona il sorriso. lo voglio credere scritto dopo una delusione amorosa.
Lo so, bisogna giudicare il racconto e non l'autore, ma mai come in questo caso mi affascina, l'autore. O meglio mi incuriosisce seriamente, in un momento storico in cui si cerca di riscattare in tutti i modi e in tutti gli ambiti la figura femminile, la fa diventare mandria, preda dei cannibali. Un momento! Forse non ho capito un tubo. Forse le intenzioni dell'autore sono proprio quelle di riscattarla, di toglierla dalle brame dei cannibali.
Commosso, ti abbraccio, autore.
.

6La mandria Empty Re: La mandria Mar Feb 22, 2022 3:42 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

L’idea di fondo è carina (anche se l’aggettivo non è il massimo per la situazione). Ho apprezzato anche il tono abbastanza leggero che hai usato in tutto il brano e che ha accentuato il disgusto delle battute finali e anche in queste hai saputo seminare un po’ di humor nero che ho gradito molto.
A fronte di questi pregi ho riscontrato alcune espressioni che ho trovato a volte approssimative, a volte fuorvianti e incomprensibili. Ti faccio alcuni esempi, non per dare lezioni perché non ne avrei titolo, ma soltanto come spunto di riflessione:
Il personaggio di Csaba viene rappresentato come il classico finto-tonto che racconta fatti che sembra non aver compreso, ma di cui è stato a lungo complice consapevole. Es. “Non ne conosco il motivo: so solo che Tamás mi aveva preso con sé…”  “Non so il perché ma, a un certo punto, eravamo stati costretti…”   “da cosa non saprei dirlo, ma ci riconosciamo e…”
Tamàs dice: “Per me è indispensabile andare in barca di tanto in tanto…” Anche quando sei arrivato in fondo e ti si rivela il fatto, non si comprende bene la necessità di andare in barca come unica soluzione per sbarazzarsi di quel che resta delle vittime, dopo il goulasch.
L’uso del termine “mandria” non mi è parsa delle più felici anche a fine lettura e la “crisi di astinenza” si poteva descrivere e definire con altre parole.
Un’ultima notazione: non mi pare sufficiente aver citato due volte la veranda per farne uno degli elementi centrali della prova, come credo avrebbe dovuto essere.
Molto azzeccate invece le due frasi finali!

7La mandria Empty Re: La mandria Mar Feb 22, 2022 4:40 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Essendo io stesso sempre tendente all'ironia anche in casi terribili ho apprezzato molto la chiusura. Un po' meno la questione della mandria. Si capisce che è sempre a disposizione per curare le varie colture e allora perchè a loro viene a meno e stanno per esaurirsi. A meno che ne avessero pochine che sembra più logico ma il tuo termine mandria è riferito a una moltitudine quindi... A parte ciò la lettura scivola via bene e non ho incontrato alcun refuso né discrepanza (tranne la mandria) quindi mi ha fatto piacere leggerlo.

8La mandria Empty Re: La mandria Mar Feb 22, 2022 5:15 pm

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Non ho capito diverse cose di questo racconto. 
In primis Tamas lavora duramente, Csaba non fa nulla se non guardare la mandria dalla veranda. Bella fortuna per un ragazzo preso sotto l'ala protettrice dell'uomo. Ma continua a non tornarmi.
"Ma dovevo anche guardare la mia mandria, circondato dalle comodità della veranda: in fondo era quello il mio compito". 
Lo scrivi due volte, non capisco se era per rafforzare il paletto della veranda o se effettivamente è così.
Tralascio la scelta del termine "mandria" che usato come hai fatto tu non ha senso (oltre che essere fastidioso). Potevi usare tanti altri termini. Oppure potevi usare mandria ma dando una spiegazione del perché venivano appellate così.
Le ultime due frasi salvano il racconto, che fino a quel punto di horror avevano poco.

9La mandria Empty Re: La mandria Mer Feb 23, 2022 11:02 am

Menico

Menico
Viandante
Viandante

Racconto che si legge tutto d'un fiato per la voglia di capire ciò che l'autore ha cercato, riuscendoci, di tenere nascosto.
Geniale l'ambientazione temporale che colloca precisamente la storia.
Avrei gradito che i vari spostamenti da un paese all'altro fossero descritti in modo meno essenziale.
Accettabile la forma sostanzialmente corretta e scorrevole.


______________________________________________________
Come l'acqua che scorre, sono un viandante in cerca del mare. Z. M.

10La mandria Empty Re: La mandria Mer Feb 23, 2022 10:22 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

L'idea di questo racconto è davvero forte, molto d'impatto, però forse poteva essere sviluppata meglio.
Il racconto presenta un certo numero di ripetizioni e come già ti hanno detto quella ripetizione di mandria all'infinito indispone il lettore. Avresti potuto usare benissimo dei sinonimi, come bestiame o branco. E poi c'è il trucco che usa Csaba a beneficio del lettore che però stona abbastanza: infatti è poco coerente che il ragazzo faccia lo gnorri nel suo racconto, che sia reticente in più punti, perché al momento in cui racconta lui ha già tutte le risposte. 
Sai che ti dico? Piuttosto che essere così misterioso avresti potuto parlarci più a fondo di questi tuoi personaggi, spiegarci qualcosa di più, sono nati cannibali oppure lo sono diventati nel corso della vita? E se lo sono diventati perché? Per quali vicissitudini?
Credo che in questo modo avresti fatto più presa nel lettore, lo avresti incuriosito di più, dandogli più informazioni, piuttosto che restare troppo nel vago per cercare di rinviare il più possibile la verità.

11La mandria Empty Re: La mandria Ven Feb 25, 2022 6:34 pm

giuseppe.bignozzi

giuseppe.bignozzi
Younglings
Younglings

Storia di vampiri cannibali. Orribile: certo, horror un po’ meno.
Originale e ben scritta. Scorre via bene e si appalesa man mano, senza scosse e colpi di scena, in modo elegante e tranquillo, fino alla battuta finale, forse un po’ disgustosa.
Trovo un'ottima cosa che il cannibalismo che alimenta i protagonisti e li mantiene in una vita abnormemente lunga, venga lasciata intuire poco alla volta.
Non mi hanno creato problemi le descrizioni solo abbozzate del girovagare da uno stato all'altro e dello specializzarsi nella coltura dello zafferano.
L'unica cosa che mi manca è la suspence, l'attesa di qualcosa che accadrà e che sarà terribile e possibilmente ancora ignoto e magari indescrivibile. Quel qualcosa che attiva i fantasmi della mente, i mostri dell'id, del pianeta proibito.

12La mandria Empty Re: La mandria Ven Feb 25, 2022 11:24 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan

Ciao Autore,
l'idea di questo racconto è tra quelle più potenti dello step!
Peccato per i pochi particolari, per il non detto preponderante, per il chiamare in gioco il lettore ad allacciare tutti i fili da solo.
Mi piace come il tuo protagonista langue raccontando la sua storia, un pò svogliato, un pò superficiale, con quel distacco un pò dandy che lascia una nota affascinante dietro di sè. Non so perchè ma ho immaginato una coppia di vampiri anomali che girano il mondo creando e sfacendo la loro mandria (a proposito, ho adorato il termine: solo con quella parola sottolinei il fatto che le donne siano semplicemente nutrimento, senza il minimo accenno all'umanizzazione. Horribile!).
In questo caso mi sarebbe davvero piaciuto leggere molto di più di questo racconto, avrei apprezzato tutti i particolari e avresti avuto modo d'inserire molte scene d'effetto. Mai hai deciso di rimanere in superficie, quindi va benissimo così. Però peccato lo dico lo stesso!

13La mandria Empty Re: La mandria Dom Feb 27, 2022 5:01 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Non so bene come commentare questo racconto che, purtroppo, non è riuscito a coinvolgermi ed interessare più di tanto e me ne dispiace molto perché la scrittura non è davvero niente male.
A partire dal termine mandria troppe volte ripetuto e che, no so nemmeno spiegare bene a me stesso perché, ma mi ha un po' infastidito, al fatto che già a metà si intuisce dove i due protagonisti andranno a parare, ci sono tante cose che non mi hanno esaltato.
Non ci sono refusi e il racconto è scritto bene e questi sono, senza dubbio, punti a favore, così come il fatto che i paletti ci siano tutti e ben amalgamati senza particolari forzature.
Ma alla fine, anche dopo la seconda lettura, mi rimane un senso di delusione che non mi permette di dare il mio voto positivo al tuo racconto: spero che mi saprai perdonare.

14La mandria Empty Re: La mandria Lun Feb 28, 2022 9:33 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Su questo racconto ho poco da dire. Trovo che i Paletti siano stati usati ottimamente e la trama è stata condotta bene. Il difetto più evidente sembra la caratterizzazione dei personaggi, visto che il tuo protagonista sornione sa benissimo tutto quello che dice di non capire, non sapere...
C'è anche uno sforzo immane di logicità e di consecutio temporum: tutto perfetto, ma non sarebbe stato meglio raccontare tutto al passato? Avrebbe fluidificato la lettura e, sicuramente, avrebbe reso più facile a te la scrittura.
La battuta finale arriva abbastanza prevedibile, ma ci sta come chiusura.
Invece non capisco tutta questa questione sul titolo e sull'uso della parola mandria. Quasi stiamo accusando di sessismo l'autore, ma qui l'unico pdv utilizzato è quello del protagonista. Di cosa stiamo parlando? Anzi, come dice Patrizia, è la pennellata perfetta per caratterizzare il personaggio.
Ho letto altri dubbi che non capisco, tipo che i due vampiri cannibali (o quel che sono) vanno in giro per l'Europa con la mandria. Mi sembra chiaro che la mandria la reclutino in loco: è il motivo per cui si spostano...
Poi c'è chi cerca il verosimile nell'horror... Quello riguarda la fantascienza,semmai!
Ci resto male quando leggo commenti che snaturano il lavoro degli autori. Dovremmo tutti sforzarci un po' di più nell'andare in profondità.
So che io ho letto i racconti in anteprima e li conosco da più tempo, ma a me certe obiezioni fanno cadere le braccia. Lo sapete che sono sincero e diretto... 

Autore, non sarà il racconto più bello dello step, ma a me ha convinto, con tutta la sua prevedibilità.
Complimenti!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

15La mandria Empty Re: La mandria Mar Mar 01, 2022 1:08 am

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Titolo: incuriosisce; collegato al testo, inizialmente fuorvia.
Paletti: periodo/luoghi/contadino ci sono e precisi. La veranda l’ho vista un po’ debole. Parrebbe che in tutti gli spostamenti trovino una casa con una veranda. Buona ricerca sulla coltivazione dello zafferano e sulla geografia ad essa collegata. È uno dei paletti quindi ovvio che sia inserito per bene.
Personaggi: i personaggi sono ben descritti e delineati: l’io narrante all’inizio sembra un sempliciotto, un finto tonto, uno con la testa fra le nuvole, che vive comodamente senza una preoccupazione al mondo, lasciando a Tamás ogni incombenza. Un buon escamotage per dire e non dire, per incuriosire e tenere viva l’attenzione del lettore. Tamás: a lui il lavoro sporco e, in apparenza, tenere all’oscuro il compagno di viaggio, che tanto all’oscuro non è, da tanti particolari.
Ho cercato il significato dei nomi dei protagonisti, i nomi particolari mi incuriosiscono: Csaba: avversità, calamità, sventura; Tamás viene anche tradotto come oscurità, quindi nomi molto adatti. Complimenti.
 
La storia – Non esiste una trama vera e propria, un evento particolare su cui sia imperniato con forza il racconto, ma è una sorta di diario di viaggio, con tante destinazioni raccontate sommariamente, che ha come inizio la partenza  (o fuga) dei due dal villaggio, in apparenza senza una ragione precisa. Quasi un album con le cartoline dei luoghi visitati e qualche appunto per ricordare i particolari. Il che rende la scrittura statica, senza picchi. Curiosità di sapere chi sono e cosa fanno realmente i due sì, ma senza un ritmo che mi accompagni nell’attesa.
Quello che accade durante i loro spostamenti è solo vagamente accennato, senza un indizio rivelatore, ma visto che di erotico proprio non si palesa nulla... l’horror è servito, ma in chiave quasi soft: vedo non vedo. L’immagine di cannibali, che vivono tanto a lungo da rendere credibili, a questo punto, i loro lunghi spostamenti, arriva nel finale, con quella battuta che ancora adesso, dopo averla riletta diverse volte, non so se mi piaccia o meno. Mi immagino l’io narrante fare l’occhiolino, quasi divertito. L’essere riusciti a trovare di che nutrirsi non è descritto in modo tale da divenire portante: scusa, cara Penna, ma pare quasi una visita al supermercato. Come da bambini si andava a curiosare nella borsa con l’aspettativa di una sorpresina.
Il genere: direi centrato. Vampiri non ne vedo, visto che lavorano di giorno, al sole. Cannibali, ci sono.
La scrittura: è una buona scrittura, non ho trovato refusi, ma non ha picchi particolari, mancando una storia vera e propria cui affidare uno stile deciso.

Quel mandria ripetuto con insistenza un pochino mi ha disturbato, ma d’altronde allevavano...
 
Quindi: un racconto scritto discretamente, senza picchi particolari, con un lessico adatto al racconto, ma troppo statico.
La storia denota buona fantasia, assolutamente sì, ma non dico di essermi annoiata, non mi succede mai, ma non sono entrata appieno nello spirito del racconto.
 
 
le forze delle sue subordinate --- molto burocratico; leggo meglio delle lavoratrici o delle contadine
adatta alle coltivazioni che si proponeva di effettuare --- adatto a quello che intendeva coltivare.
se non avessimo avuto grosse difficoltà nella commercializzazione del prodotto --- troppo tecnico, nella vendita
 
Piccola nota: i girasoli seguono il sole solo quando sono in bocciolo o appena sbocciati. I girasoli maturi guardano sempre a est: il peso dei capolini (quelli che scambiamo per fiori) impedisce loro di girare. Attenzione, non è saccenza: i girasoli dei miei vicini trascorrono l’estate al di qua della rete, e non cambiano mai posizione (l’aiuola del vicino su cui spandere i semi è sempre la migliore)


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

16La mandria Empty Re: La mandria Mar Mar 01, 2022 7:12 pm

SuperGric

SuperGric
Padawan
Padawan

È tutto un po’ strano e sospeso in questo racconto. Si viaggia leggeri sulla storia, spinti dalla curiosità di capire da cosa o da chi sia composta questa mandria, tanto importante da meritarsi anche il titolo. Si seguono i due nei loro veloci e facili spostamenti, lasciando indietro una scia di domande senza risposta e di perplessità varie (cosa devono buttare in mare? Perché in Grecia non trovavano personale femminile? Perché dice che la sua memoria è confusa poi racconta tutto nei dettagli? Perché nell’incipit dice che una volta non era facile, poi invece non incontrano manco una difficoltà? Chi è stato linciato nel villaggio di Hollókő? Perché tutti gli esseri come loro si tengono alla lontana gli uni dagli mentre Tamás e Csaba sono sempre insieme? ecc.)
Ma la forza calma e sicura di Tamás e la rilassatezza nel guardare la mandria di Csaba ci porta in avanti fino a una simpatica conclusione da Famiglia Addams.
Racconto carino e succulento. Ora scusate vado a girare il gulasch allo zafferano altrimenti si attacca e tutto il dolciastro torna fuori. Buon appetito.

17La mandria Empty Re: La mandria Mar Mar 01, 2022 10:45 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Caro autore/autrice che dirti? Davvero complimenti!
Hai saputo seminare benissimo in questo racconto e raccogliere altrettanto bene, un questo racconto. Scusami la metafora "agricola" ma dato il tema del contest mi sembra azzeccata. In effetti il punto di forza del tuo racconto è che intuiamo poco per volta cosa sia realmente la mandria, e che cosa si intenda per goulash. In questo modo arriviamo alla fine capendo che i protagonisti sono cannibali che per rendersi immortali (o quasi) hanno periodicamente bisogno di nutrirsi di carne umana. Ma lo capiamo senza bisogno di scene cruente o esplicite. Oserei dire un horror "delicato", pi nella sua crudezza.
Ti segnalo solamente questa frase, perché secondo me presenta troppi puntini di sospensione che avrebbero potuto essere sostituiti da punti o virgole: "anche quando non era iniziata la mia fortuna economica, perché credo che sia iniziata… Mah…I miei ricordi sono molto confusi… Nella mia infanzia lui c’era… E c’era anche quel sapore dolciastro che ancora mi ossessiona." Per il resto testo impeccabile anche dal punto di vista ortografico e grammaticale. Insomma, un'ottima prova che a mio parere deve essere tenuta in considerazione per il podio. Complimenti!


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

18La mandria Empty Re: La mandria Mar Mar 01, 2022 11:54 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ci sono diversi particolari di cui il lettore all’inizio fatica a trovare il senso. Alcuni poi trovano spiegazione nel corso del racconto: la necessità di spostarsi in continuazione, il significato della parola “mandria” (fin quasi alla fine ho continuato a chiedermi perché fosse sempre necessario avere una mandria di qualche tipo di animali insieme alle coltivazioni), parola che acquista il suo senso nel momento in cui si chiarisce che gli esseri umani sono considerati carne da macello, cibo.
Altri elementi invece continuano fino alla fine a sembrare forzature narrative in un modo che viene percepito dal lettore non come appartenente a una logica interna e necessaria del racconto ma solo funzionale agli scopi dell’autore: il ricordare/non ricordare del protagonista, il dovere sempre guardare da una veranda la mandria (che invece all’inizio viene detto essere ben controllata da Tamas).
La carne umana, viene detto, ha questo “disgustoso sapore dolciastro": allora perché desiderarla? Forse perché non possono nutrirsi d’altro? Forse perché l’unica in grado di allungare la vita? Però questo non viene chiarito.
Nel complesso, il racconto mi lascia l’impressione di un puzzle in cui si siano fatti combaciare i pezzi un po’ per forza.
Certamente l’idea è horror, però viene realizzata con una scrittura piana che non crea tensione: tutto è molto raccontato, poco vissuto.
L’idea di fondo però è buona. Proverei a riscrivere il racconto modificandone la struttura.

19La mandria Empty Re: La mandria Mer Mar 02, 2022 7:08 am

mirella


Padawan
Padawan

Quello che mi colpisce in questo racconto è l’uso del linguaggio allusivo per narrare i momenti salienti e più scottanti della storia.. La voce narrante si esprime in prima persona e i contenuti del parlato sono vaghi e imprecisi perché affidati alla memoria dell’io narrante.
“È strano come sia vivo il ricordo dei luoghi e invece come sia confuso il ricordo dei fatti. Un uomo era stato linciato…”
Penso a una caratteristica di stile, ma anche a una scelta precisa, finalizzata a destare interesse e curiosità nel lettore.
I personaggi sono delineati dalla singolarità e stranezza del loro agire: “Altri sono come noi
e senza scambiare parola ci allontaniamo… potrebbe essere pericoloso…”
Tomàs e Csaba sono creature orribili; il continuo riferimento alla carne, alla mandria, ai periodi di astinenza li configura come cannibali, che gettano i resti dei loro pasti nel fiume o nel lago.
Se fossero stati vampiri, si sarebbe parlato di sete e non di fame, di sangue e non di carne. Cannibali vampiri? Mi sembra una forzatura; non c’è traccia di vampirismo come perversione sessuale. Quindi sono cannibali in cerca di carne fresca in giro per le strade del mondo. Per loro, uccidere e nutrirsi di carne umana rientra nella normalità della loro natura: “ Non so se il nostro essere così sia una cosa ereditaria… “
Insomma niente malvagità, inconsapevoli come sono della nefandezza dei loro atti, dettati dalla necessità.
Il racconto mi sembra intrigante, rispetta le richieste del contest e suggerisce spunti di riflessione. Penso alla violenza con cui l’uomo divora, metaforicamente e non, il suo simile: “La bocca sollevò dal fiero pasto…più che l’amor poté il digiuno”.
L’unico punto che non mi lascia considerare il racconto in linea col genere horror è la mancanza dell’elemento soprannaturale, giacché il cannibalismo è stato praticato dagli esseri umani e credo ancora lo sia presso alcune tribù e popoli.
Per questo motivo non mi sento di votare il racconto, pur avendolo apprezzato.

20La mandria Empty Re: La mandria Ven Mar 04, 2022 11:09 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Questo, fino ad ora, è l'unico racconto che è riuscito a stupirmi. Non mi aspettavo un finale così, anzi dirò di più. questa "mandria" che viene ripetuta così tante volte mi ha fatto pensare a "i segreti di brokeback mountain" quindi pensavo che alla fine loro si spostavano perché erano amanti, Dunque un erotico fin troppo sentimentale. Ero pronto a scrivere un commento in tal senso e invece... Boom!
Colpo di scena.
Io sono rimasto basito e ogni tassello è tornato al suo posto. 
Se devo dire quello che mi è mancata è l'atmosfera tipica dell'horror qualche piccola scena disturbante giusto per far salire la tensione. 
In pratica ci manca qualcosa. Dovevi trovare "lo zafferano" letterario che ti avrebbe aiutato a migliore il tuo "goulash". 


______________________________________________________
Someone give that Wolf a Banana  La mandria 1f34c 

21La mandria Empty Re: La mandria Ven Mar 04, 2022 3:15 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

Una scrittura che ho apprezzato, che scorre bene e narra in modo accattivante. Ho apprezzato di meno il personaggio di Csaba, dal cui punto di vista apprendiamo tutta la storia: un po' troppa ingenuità in certe battute, come se non sapesse (o fingesse di non sapere, ma non se ne capisce il motivo) ciò che è accaduto e sta accadendo intorno a lui. E una certa nonchalance nel suo comportamento che non mi è parsa del tutto consona alla situazione.
Se alcune cose si chiariscono durante la lettura (tipo il termine "mandria", piuttosto abusato nel testo), altre restano confuse e il tutto dà un senso di indeterminatezza e scarsa coerenza al racconto. Va bene che stiamo leggendo un horror e la sospensione dell'incredulità dovrebbe essere al massimo, ma nel caso in questione non ci sono elementi di soprannaturale che possano giustificare le discrepanze presenti.
Per esempio non risulta molto chiara la ragione delle gite in barca. Per sbarazzarsi dei resti di cadaveri? Ma se hanno ettari di terra a disposizione dove farli sparire.
E ancora, se questi cannibali si riconoscono tra loro, un po' a fiuto a quanto pare, e tendono ad allontanarsi uno dall'altro perché "Potrebbe essere molto pericoloso vivere nello stesso posto", com'è che Tamàs e Csaba vivono insieme? E perché tutto questo servilismo di Tàmas verso Csaba?
Infine, ho trovato lo stile piuttosto leggero, un'atmosfera tutt'altro che inquietante, nonostante tutto, e anche la battuta finale mi sembra non fare altro che spostare ancor di più l'asticella verso l'ironia.
Essendo un racconto in gara, sorvolo sull'aderenza o meno ai vari paletti; ma lo ritengo senz'altro migliorabile.

22La mandria Empty Re: La mandria Mer Mar 09, 2022 1:38 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Cara Autrice, Caro Autore,

un racconto che si legge bene, scorre fluido. Fino al finale. E che finale! Però... Però non riesce a prendermi. Posso dire che non succede nulla. O poco. Un rescoconto di produzione, spostamenti. Il finale riscatta parzialmente il tutto, ma non completamente.
Un bel racconto ma forse un po' "piatto".
Complimenti.
Grazie.


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I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

23La mandria Empty Re: La mandria Mer Mar 09, 2022 2:15 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

In questo step tento sempre di indovinare, leggendo il solo titolo, se il racconto sarà un horror o un erotico.
Con "La mandria" mi sono immaginato un horror nel quale uno stampede di gnu mannari travolge un'ignara cittadina e ne divora gli abitanti.
A essere sinceri, però, ero in grande  dubbio che potesse anche essere un erotico, ma ti risparmio cosa aveva prodotto la mia immaginazione in merito.

Il racconto si regge su un artificio letterario: il protagonista non ricorda e non specifica cose che, nel tempo in cui è fatta la narrazione, invece ricorda e conosce piuttosto bene.
Il colpo di scena potrebbe funzionare. Con me non lo ha fatto per due motivi: Tamas che getta qualcosa nel lago sapeva già di pezzi umani (però io sono sospettoso di natura, quindi magari era un mio eccesso); e il fatto che ho letto molti racconti anglosassoni nei quali le popolazioni umane sono definite "mandria" da parte di vampiri. Vampiri seri, eh, non i Twilight o similari.
Okay, i tuoi non sono vampiri, ma ho letto quasi tutto il racconto con questa convinzione e dunque ero preparato al trick finale.

Ci sono altre incongruenze che non mi tornano. Effettivamente sembra in certi passaggi che la mandria segua i due, in altri che la reclutino in loco (come è logico che sia). Imprecisioni o ho letto male?
Non ho capito perché la mandria debba essere solo femminile. Non traspare in alcun punto che la carne di donna sia più buona di quella d'uomo, anzi, la madre di Csaba era pure schifida.
Sull'argomento apro una parentesi.
In realtà l'elemento soprannaturale, nel racconto, c'è. E' il fatto che la carne umana dia lunga vita ai cannibali, unito al (probabile) fatto che i cannibali abbiano un'origine in qualche modo ultraterrena. Lo stesso Csaba non conosce le sue origini né sa spiegare il suo comportamento, quindi ci sta che sia un essere anche solo parzialmente sovrannaturale.
Allo stesso modo, sembra illogico che Csaba trovi dolciastra e disgustosa la carne umana e allo stesso tempo se ne nutra. In realtà per me ha senso: se sei una creatura sovrannaturale, agisci per istinto, perché sei un mostro, non c'è per forza logica stretta o naturale nelle tue azioni.
Tra l'altro, il sapore "dolciastro" menzionato all'inizio mi aveva dato un ulteriore indizio su dove stessimo andando a parare. Non so come sia il gusto della carne umana e non ci tengo a scoprirlo, ma la carne umana bruciata sì, ha un odore dolciastro orribile, quasi pungente, che sconsiglio vivamente di provare nella vita. 
Davvero, non date fuoco a nessuno. Non ne vale la pena.

Eros.
Ah, no, ero rimasto alla mandria come fantasia erotica. Niente, lascia stare.

Stile.
Buono, si legge facilmente, in qualche passaggio la forma diventa più vintage, più arcaica, non so, suona diversa. Nulla di grave.
Soprattutto all'inizio mi sembra adatta al parlato di persone dei secoli passati, perché il racconto è in buona parte antecedente al XXI secolo, o così intuisco.
Il parlato, sempre per via dell'artificio letterario, è fatto spesso in modo da nascondere la vera natura dei due.

Non so dirti, per ora, se il tuo racconto mi sia piaciuto o meno. Ci penserò. Le forzature e le tante cose lasciate nella nebbia fanno da contraltare a un'idea potenzialmente buona, ma che non è stata sviluppata a dovere, per me.

24La mandria Empty Re: La mandria Mer Mar 09, 2022 11:41 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Un racconto molto macabro di vampiri cannibali, che però mi lascia molti dubbi, non sulla scrittura, ma sull’intreccio della trama.
I passaggi tra i vari paesi sono forse troppo frettolosi e andrebbero giustificati con una causa scatenante, che ne dia il motivo. Allo stesso modo, i paesi sono troppi: Lago Balaton, Alfold, Grecia, Marocco, Spagna si ripetono senza aggiungere molto, ma riproponendo grossomodo la storia
Ci sono cose che non ho capito ma che, mi sembra, siano importanti per capire la storia.
Perché inizia la fortuna di Csaba e non di Tamas, che rimane sempre un contadino?
Di quale fardello si è sbarazzato Tamas, che poi non rientra più nella storia? Ossa? Non bastava sotterrarle?
Perché le battute di pesca sono fondamentali?
Troppi dubbi per apprezzarlo veramente.

25La mandria Empty Re: La mandria Gio Mar 10, 2022 3:59 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan

Il racconto è scritto bene e funziona il "detto non detto" con il quale è stato costruito. Credo sia un pregio saper nascondere gli indizi invogliando il lettore a cercarli. Rende più accattivante la lettura. Anche perché se tutto fosse stato più esplicito, la struttura del racconto s'indebolirebbe rischiando di cadere come un castello di carte. Sullo sfondo, dunque, tutto bene.

Nel particolare, anch'io esprimo qualche dubbio, uno su tutti che non avevo proprio capito che si parlasse di cannibali. E allora, Molli, svegliati un attimo, chi potevano essere questi due vagabondi che girano mezza Europa con la loro mandria? I commenti degli altri amici mi hanno aiutato, non ci sono arrivato da solo, l'Autore mi scuserà. Questo particolare fornisce, seppur lievemente, un significato al peregrinare di Csaba e del suo fedele Tamàs. Un po' in un posto, un po' nell'altro, le mandrie si esauriscono. Una volta con le patate, un'altra con le bruschette, un po' di piccante. E troppa carne fa male, quindi ogni tanto si va a pesca. 

Un altro dubbio riguarda lo sviluppo della storia: mi sa troppo di resoconto, come se il tutto fosse un puzzle di estratti dalle pagine di un diario. Un diario di viaggio. 

Infine, chiedo e mi chiedo: i protagonisti sono consci della loro natura? Lo chiedo poiché a volte paiono essere loro stessi inquietati, per esempio dal profumo, o odore, del goulash. Piatto che (sì, quel piatto lì) assaggerei volentieri. 

Grazie!


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

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