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1La badessa Empty La badessa Ven Feb 18, 2022 4:39 pm

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La falesia sulla quale era posto il monastero spiccava tra le altre della meteora fino a pungere il cielo turchese. La roccia frastagliata e bruna, con un gioco di luci e ombre, creava un particolare effetto ottico che aveva le sembianze di un volto di donna. Nelle giornate più cupe il viso pareva cambiare espressione, mostrando un ghigno potente, beffardo e presuntuoso.
La struttura a picco sulla roccia fu abbandonata dai monaci molto tempo fa, tant’è che il muschio ricopriva a chiazze le pareti sgretolate delle costruzioni e le tegole dei tetti, sconnesse, creavano anfratti irregolari diventati il nido ideale dei volatili della zona.
Tutto era avvolto dal silenzio della natura selvaggia e incontaminata e soltanto al crepuscolo una tenue luce illuminava le finestre quadrate nella dimora principale della vecchia badia.



Kyros era un giovane di bell’aspetto, alto e dalle braccia forti, che fino a quel momento della sua esistenza aveva passato il tempo a spaccarsi la schiena nel piccolo podere che coltivava insieme ai suoi genitori. Una famiglia di contadini che aveva vissuto in una sorta di bolla antica, dove la modernità faceva fatica a trovare spazio. Eppure, il ragazzo s’era aperto al mondo da autodidatta: dopo la scuola dell’obbligo, la sua curiosità e interesse per la conoscenza l’avevano portato ad appassionarsi a svariati argomenti, un lavoro mentale e un passatempo che avevano affinato un’intelligenza innata. Una passione pura che lo faceva ragionare di continuo, anche sulla propria vita di tutti i giorni, mantenendo i piedi ben saldi al terreno: ecco come aveva constatato, dopo averci pensato a lungo, che con il suo piccolo podere, una volta che i suoi genitori fossero passati a miglior vita, avrebbe campato ben poco.
Seduto al caffè del borgo dove abitava, lesse un annuncio sul quotidiano locale. La nuova proprietaria del monastero di Aghia cercava un giardiniere specializzato che potesse mandare avanti il giardino e coltivare l’orto della casa.
Non credevo che ad Aghia abitasse qualcuno” disse fra sé. Giunse infondo all’annuncio e strabuzzò gli occhi. Sorpreso dalla cifra della paga che veniva offerta bevve un sorso del caffè dimenticandosi del fondo depositato, cosa che lo fece tossire per qualche minuto, come se avesse ingoiato sabbia.
Era un’occasione che non poteva perdere. Non poteva di certo definirsi un giardiniere specializzato, ma senz’altro era un contadino evoluto, che sapeva ben trattare le piante di un orto, potare gli alberi da frutta e maneggiare con destrezza gli attrezzi da lavoro. Quanto ai fiori e alle piante ornamentali, della cui cura sapeva poco e niente, non si preoccupava, il tempo e gli errori sarebbero stati i suoi maestri.
Ciò che più lo rendeva dubbioso circa quell’offerta di lavoro, era il fatto che non ci fosse un numero di telefono da contattare per concordare un colloquio. “Presentarsi presso il monastero di Aghia prima del crepuscolo e soltanto in caso di tempo sereno. No perditempo” recitava l’ultima parte dell’annuncio.
La padrona di casa soffrirà il caldo” pensò. “Col tempo buono, un bel giardino e un orto che si rispetti si presentano meglio” si disse ancora sorridendo.



Il giorno seguente, al crepuscolo, Kyros era alle pendici della rocca sulla quale si trovava il monastero. Davanti a lui, lo aspettava una ripida salita fatta da centinaia di gradini scavati nella roccia, stretti e scivolosi. Non era tipo da spaventarsi facilmente ma quell’ambiente lo inquietava. Si sentiva osservato.
Arrivò in cima alla scalinata affannato e con la fronte madida di sudore. Il cancello d’entrata in ferro battuto era arrugginito e le colonne che lo sorreggevano erano vestite di rovi. Il sole, non ancora sceso dietro il pendio, gli sbatteva in faccia non permettendogli di vedere troppo oltre il cancello. Non c’era un campanello, né una campana a corda.
C’è nessuno?” gridò timidamente. Solo un corvo gli rispose da uno dei tetti sopra al chiostro. Si fece coraggio e spinse il cancello che subito s’aprì scricchiolando.
Lo chiuse dietro di sé e prima di girarsi verso il cortile una voce di donna lo fece sobbalzare: “Dovrai dargli un poco d’olio oltre a riverniciarlo tutto.”
Buonasera!” esclamò Kyros con voce sorpresa. Deglutì.
Mi scuso se ti ho spaventato, non era mia intenzione. Mi chiamo Stygio e da qualche tempo sono la padrona di questa casa” disse la donna che aveva di fronte. Il suo volto aveva un pallore cadaverico, penetranti occhi di ghiaccio e lunghi capelli neri. Indossava una tunica color porpora, fasciata in vita da un cinturone di cuoio. Nonostante l’abbigliamento insolito, almeno così parve al giovane contadino, quella che aveva di fronte era una donna di una bellezza smisurata, d’altri tempi.
Kyros era imbarazzato ma rispose deciso: “Non mi ha spaventato” deglutì ancora, “sono qui per il posto da giardiniere.”
Ti aspettavo. Se vuoi gentilmente seguirmi, ti mostrerò quali saranno i tuoi compiti” disse la donna.
Kyros fece un passo indietro: “Signora, devo considerarmi già assunto?”
Sei l’unico che si è presentato da due settimane a questa parte e, come vedrai, ho una certa fretta di sistemare il giardino e l’orto. Li ho trascurati troppo ultimamente.”
Gli edifici del monastero circondavano un grande cortile al centro del quale si ergeva un battistero ottagonale. I sentieri che delimitavano le aiuole erano tracciati da ghiaia finissima. Oltre il battistero c’era l’orto, meglio esposto alla luce solare. Tutto era secco e quel poco di verde che si vedeva era sbiadito. L’incuria la faceva da padrona. Ciò che saltava all’occhio, unica nota di colore in quella desolazione, erano dodici fiori, d’un viola acceso e splendente, che si trovavano su un’aiuola dell’orto più alta, come se dominasse tutte le altre, incolte e abbandonate..
La signora procedeva davanti a Kyros senza proferire parola. Non sembrava che camminasse. La tunica strisciava sulla ghiaia e Kyros non vedeva i piedi né sentiva il loro peso far rumore sul terreno.
Da quel che vedo, signora, c’è un bel po’ di lavoro da fare” disse il giovane con tono conciliante.
Sei qui per questo”, fece una pausa, “e avrai carta bianca” aggiunse.
La ringrazio, ma” fu interrotto prima di concludere.
Vorrei che piantassi delle siepi e che potassi gli alberi. Mi piacciono le rose, adoro le ortensie e le bouganville. Nell’orto potrai seminare ciò che vuoi, a tuo piacimento” concluse la padrona.
Quei fiori viola la infondo però”
Quelli non li devi toccare!” gridò Stygio e, abbassando subito il tono di voce, “è l’unica aiuola che non ti è permesso di toccare. Dimenticala, fa’ come se non esistesse” ribadì decisa.
Kyros, stranito, annuì con un cenno del capo.
Ti prego di seguirmi in veranda per definire i dettagli della nostra collaborazione” disse Stygio accennando un sorriso.
La veranda s’affacciava sull’ingresso della casa principale, al piano terreno. Era un porticato di tre lati chiuso da doppie tende legate da corde alle estremità inferiori che creavano, in pieno giorno, una timida e piacevole penombra. Un tavolo colmo di volumi datati fungeva da scrivania, poco distante un ampio divano rotondo con diversi cuscini. Il grande portone d’ingresso della casa socchiuso.
Permesso” sussurrò Kyros.
Passo qui molte ore della mia giornata” disse Stygio senza guardarlo, “i miei studi mi assorbono totalmente per cui non ti disturberò durante il tuo lavoro.”
Se mi posso permettere, signora, la paga sarà veramente quella che ho letto sull’annuncio?” chiese il giovane.
Giusto!” esclamò lei voltandosi di scatto con una busta in mano che forse custodiva da sempre sotto la tunica, “ecco la prima mensilità in anticipo.”
Kyros non volle credere ai suoi occhi. Allungò il braccio, guardando negli occhi quella donna bellissima. Si sentì improvvisamente appagato da un indefinibile piacere, saziato da una indefinibile libagione. Si accorse di tutto questo, della manipolazione mentale che stava subento e per un istante la sua mano si ritrasse. Di fronte al sorriso ammaliante di Stygio però, nulla poté.
Kyros si risvegliò disteso sul divano rotondo della veranda. Era nudo come un verme, non aveva più neanche il suo orologio. Provò ad alzarsi di scatto, ma invano. Poteva muovere solo il capo, eppure non era legato.
Dove sono finito!” esclamò in preda al panico maledicendosi di essere andato in quel luogo.
Stygio si era materializzata davanti a lui e lo guardava passandosi continuamente la lingua sulle labbra carnose.
Lasciami andare!” urlò il giovane contadino con gli occhi iniettati di rabbia e paura.
Nessuno ti sentirà” rise la donna.
Mi verranno a cercare!”
Nessuno ti verrà a cercare” rispose lei. E aggiunse: “Hai sete?”
Voglio che mi lasci andare. Adesso!” Kyros era disperato. Da molte ore probabilmente era prigioniero, la notte era già calata da un pezzo, anche i grilli avevano smesso di cantare.
Stygio, levitando a qualche centimetro da terra, s’avvicinò al divano, sciogliendo la cintura di cuoio. Scoprì il suo corpo nudo, dal seno prominente con i capezzoli umidi che brillavano alla luce delle candele. Fianchi stretti, pancia piatta, una bellezza fisica che convogliava tutta al centro delle sue gambe, glabro e altrettanto umido. Le cosce erano perfettamente affusolate, le ginocchia rotonde, i polpacci proporzionati alle caviglie e ai piedi che non sembrava avere.
Una dea” furono le uniche parole che Kyros riuscì a pronunciare prima di trovarsi una delle mammelle in bocca. Non avrebbe voluto, ma era impotente di fronte a quella donna. Il grosso seno sgorgava latte come quello di una mucca. Un nettare dolce e piacevole. Stygio godeva allattando Kyros.
Grazie” disse lui appena la donna staccò il seno dalle sue labbra. Lei sorrise portandosi l’indice della mano destra alla bocca, facendo segno al giovane di non parlare. Kyros sorrise e provò a rispondere. Il panico era passato, ora non pensava più di essere stato sequestrato ma che avrebbe passato una notte di fuoco con la sua datrice di lavoro. Non riusciva più a parlare.
Stygio avvicinò le labbra a quelle del giovane e le leccò, ma senza baciarlo. Lo baciò invece sul collo e con la lingua arrivo fino alla gola, e giù verso lo sterno, passò lo stomaco, circumnavigò l’ombelico e si fermò. Con le sue mani lisce iniziò a massaggiare lo scroto leccandolo di tanto in tanto. Kyros non riuscì più a trattenersi. Il suo sangue bollente confluì rapidamente gonfiando il suo pene che prontamente Stygio iniziò a maneggiare con movimenti sussultori con le mani e la bocca.
Kyros s’abbandonò all’estremo piacere, sconfitto da quella donna che lo stava violentando. Una violenza che però era disposto ad accettare. Si riebbe per un istante soltanto quando Stygio, senza fermare la fellatio, infilò il dito medio della mano sinistra nell’ano di Kyros, aumentando ancora di più il suo piacere.
Il giovane, inchiodato al divano da chissà quale incantesimo o fattura, s’accorse presto che per lui ancora non c’era stato orgasmo. In realtà ne aveva avuto più d’uno, ma mentale. Ogni volta che pareva essere sul punto d’inondare di sperma la bocca di Stygio, tutto rientrava misteriosamente.
Stygio si staccò dal pene, alzandosi per guardare Kyros. La bava le cadeva ai lati della bocca. Si passò la lingua. Nella mano destra teneva sempre il pene del giovane che non smetteva di stimolare. Gli sorrise.
Adesso capirai chi è Stygio veramente”, gli disse, scoppiando in una risata sguaiata e isterica. Allargò le gambe, la sua vagina s’aprì in maniera naturale, luccicante per la patina trasparente che la ricopriva e la idratava. Delicatamente si posò sopra al pene eretto di Kyros, lasciò la mano che lo teneva è iniziò a fare su e giù.
Dapprima, gemette quasi sottovoce, poi il volume fu un crescendo continuo. E Kyros vide che era Stygio veramente.
La donna fletteva il capo in avanti e indietro e urlava di piacere, il corpo velato dal sudore. Kyros immobile sotto di lei s’accorse che qualcosa stava accadendo. La donna si fermò di colpo fissando il giovane negli occhi e sputando saliva per il respiro affannato. Sembrava un’altra, negli occhi aveva la luna.
Urlò verso il cielo e la copertura della veranda si dissolse nell’aria scoprendo il cielo stellato illuminato a giorno dal satellite naturale. A ogni gemito gridato la luna s’avvicinava ai due amanti per caso. Intorno a quel disco argenteo Kyros vide cadere più di una stella a ogni grido di piacere che la donna la donna lanciava.
Il godimento del giovane mutò improvvisamente in dolore quando lo squirt di Stygio fece una forte pressione sul pene del ragazzo spingendolo violentemente fuori dal canale vaginale. La donna riprese subito il pene per introdurlo nuovamente nella vagina. Si gettò al collo di Kyros. I loro corpi sudati si toccarono, il seno si adagiò sul torace. Erano guancia a guancia. La luna li guardava.
Stygio ricominciò a godere. Per un istante guardò il partner con i suoi occhi lunari. Kyros, come pilotato, alzò il braccio destro e appoggiò l’ampia mano sul gluteo e, aiutando la spinta, mise il dito nell’ano della donna aumentando all’istante il suo godimento e le sue urla.
Il cielo sopra la veranda scoperchiata fu invaso da nere e minacciose nuvole. Il temporale sopraggiunto non tardò a scaricare fulmini sul monastero, vicino alla veranda e al circolare talamo dei due amanti. Stygio sembrava comandare quel pandemonio, che andava di pari passo al suo piacere. Kyros era terrorizzato, ma ancora una volta impotente di fronte a tutto ciò che stava vivendo.
Stygio lanciò un urlo straziante. Nello stesso istante Kyros riempì la sua vagina di sperma. Un fulmine centrò la coppia in pieno.
Trascorsero così molte altre serate. Kyros era confinato tra le tende della veranda. Si era reso conto di essere sottomesso a qualcuno che non aveva niente a che fare con l’uomo e le sue vanità. Lei non era di questo mondo poiché comandava la natura. E infatti egli non aveva bisogno di mangiare o di dormire, l’unico liquido che assumeva era il latte che succhiava copioso dalle mammelle di lei. I suoi bisogni fisiologici erano scomparsi, il suo orgasmo era pilotato e se ne accorgeva in base all’intensità dei fulmini che s’abbattevano sulla terra. Un supplizio che durava meno durante i loro eterei coiti anali.
Avevi ragione,” disse un giorno Kyros a Stygio, “ nessuno è venuto a cercarmi.”
E nessuno verrà più, mio caro. Ora sei di mia proprietà. Hai capito finalmente che il lavoro di giardiniere era soltanto un pretesto” rispose lei.
Mi lascerai andare un giorno?” chiese Kyros sospirando.
Non l’hai detto con disperazione, come se questo sequestro ti piaccia, in realtà”, fece una pausa, “no, non accadrà mai.”
Chi sei tu?” domandò Kyros stringendo i denti e i pugni, visibilmente irritato.
Io sono la badessa e tu sei il mio giocattolino” lo schernì lei.
Il giovane contadino afferrò uno dei volumi appoggiati alla scrivania e lo scaglio rabbiosamente nel cortile del monastero. Il libro cadde sull’aiuola dai fiori viola tranciandone due di netto.
Stygio ebbe un sussulto, ma prontamente si ricompose sorridendo al giovane in collera. Non doveva dare troppo nell’occhio, non poteva mostrare segni di debolezza.
Kyros la contemplò per qualche istante, poi volse lo sguardo verso l’aiuola e ancora verso la badessa. Sorrise. Si ricordò di quando da piccolo lanciava i sassi piatti sul letto del fiume che schizzavano via veloci. Si ricordò di quante volte aveva battuto suo nonno, contadino anche lui, a bocce. Prese un altro libro e lo lanciò come un sasso rasente al terreno del cortile, pronto a sbocciare l’aiuola. Fece fuori sei fiori in un colpo solo. Stygio s’accasciò a terra con il respiro affannato, come se improvvisamente avesse perso le forze.
Ecco il tuo punto debole!” esclamò Kiros raggiante. Con un altro lancio del libro da manuale tagliò altri tre fiori i cui petali si sparsero nelle vicinanze. Stavolta era Stygio ad essere impotente.
Perché mi fai questo! Non stai bene qui?” disse la donna con un filo di voce. Sangue nero sgorgava dalle orbite oculari e dalla bocca. Esaurendo le ultime energie, si destò alzandosi a un metro da terra, pronta a scagliare tutta la sua maledizione su Kyros.
Il giovane provò d’istinto a scappare e vide che poteva farlo, i poteri e gli incantesimi della badessa si erano di certo indeboliti. Saltò fuori dalla veranda correndo come un cerbiatto verso l’aiuola dei fiori viola per distruggere l’ultimo fiore. Così facendo, avrebbe posto fine all’esistenza di Stygio della quale, suo malgrado, era stato schiavo di piacere. Schivò i fulmini che gli cadevano a fianco come frecce.
Come se stesse per tirare un calcio a un pallone, colpì il fiore con tutta la sua forza, spargendo petali tutt’intorno. Si girò verso la veranda e incrociò lo sguardo di Stygio per l’ultima volta. Sorrideva beffardamente. Poi, in un istante, si dissolse.
Fu il silenzio. Kyros scoppiò in un pianto dirotto inginocchiandosi tra i petali viola dei fiori di zafferano sparsi intorno all’aiuola. Finalmente era libero.
Pensò ancora al suo periodo di prigionia. A tratti, anche se aveva perso tutte le tipiche abitudini umane, era stato bene. Stygio era stata un’amante impareggiabile.
S’avvicinò alla veranda per scorgere i resti della badessa, semmai ce ne fossero stati. Vide soltanto una macchia sul pavimento, tra la scrivania e il divano letto rotondo. Si avvicinò con un po’ di timore. Non capiva bene cosa fosse, per cui sgranò gli occhi.
Un feto.
Si portò le mani alla testa. Strinse i denti. Chiuse gli occhi. Con le braccia penzoloni, barcollando e piangendo, raggiunse il muro di cinta dell’orto a strapiombo sulla falesia. Dal tetto del monastero, il verso di un corvo salutò il suo volo.

2La badessa Empty Re: La badessa Sab Feb 19, 2022 10:55 am

SuperGric

SuperGric
Padawan
Padawan

Mi è piaciuto questo racconto horror – erotico. Il genere horror è ben chiaro sin dall’inizio: si capisce il ruolo soprannaturale e orrorifico della badessa che appare cadaverica, mentre la svolta erotica è inaspettata e ben gestita.
La scrittura è descrittiva ma coinvolgente e fluida. Alcune note, quasi trascurabili: il cancello che scricchiola ma forse dovrebbe cigolare. Molto tempo fa credo che dovrebbe essere molto tempo prima, essendo un’azione anteriore nel passato, mentre fa si usa riferito al presente.
Aghia Agia significa Santa, dunque secondo me al nome del monastero manca il nome della santa (Anna, Sophia, ?).
Alcuni dubbi sul testo: perché Presentarsi presso il monastero di Aghia prima del crepuscolo e soltanto in caso di tempo sereno?
Perché non si è presentato nessuno nonostante la paga alta?
Il finale con il feto non l’ho molto capito.
Nel complesso devo dire che mi è piaciuto.

3La badessa Empty Re: La badessa Sab Feb 19, 2022 11:35 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao autore/autrice, qui ci sono cose buone e altre meno.
Il tuo racconto soffre un po’ di ancora tante immaturità espressive. È un po’ difficile entrare nello specifico, perché a livello puramente morfosintattico la scrittura nel complesso va bene; è più la sensazione di leggere il racconto immediato di una fantasia personale invece che una produzione che sia passata attraverso un vaglio “letterario”.
All’inizio fai una descrizione accurata di tante caratteristiche di Kyros che poi non hanno peso o importanza nello sviluppo della storia.
A volte usi termini molto “tecnici” che stonano in un racconto con il tipo di atmosfera che hai voluto creare (idratava, squirt).
A livello formale ti segnalo alcune cose:
- Meteora è una località quindi andrebbe non in corsivo e con la maiuscola
- Infondo= in fondo
- Alcuni passati remoti senza accento (ad esempio “scaglio”)
 
Il feto io penso che sia il prodotto dell’attività tra i due amanti. Trovo però eccessivo che Kyros, che ha lottato così accanitamente per liberarsi, poi si suicidi per questa scoperta. Questo però ricade nella libertà narrativa dell’autore.

4La badessa Empty Re: La badessa Dom Feb 20, 2022 6:44 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Due personaggi per una storia dal gusto decisamente gotico, sospesa in un tempo indefinito.
La vecchia abbazia, la badessa ninfomane, il giardiniere/contadino che subito si rende conto di essere capitato in un luogo oscuro. Lo zafferano che tiene in vita lo spirito malvagio e funziona un po’ come l’acqua per la strega del mago di Oz. Una parte erotica molto descrittiva  (quel canale vaginale… e altre descrizioni tecniche proprio stonano col resto della narrazione). 
Certo un racconto sul quale puoi lavorare ancora ripulendolo dai residui paletti del contest. Ne verrà fuori una storia avvincente. Comunque ti faccio i complimenti per la fantasia messa “in campo”.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

5La badessa Empty Re: La badessa Dom Feb 20, 2022 11:33 am

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Ciao autore
L’incipit è molto lento e poco affine al resto del racconto. Troppo descrittivo e a nulla serve per proseguire. Potevi per esempio partire con la badessa, una scena veloce, pervibtrodutka, (ma questa è solo una idea).
Anche la descrizione di entrambi i personaggi poteva essere un pochino più ricercata, rientrano nei cliché del classico ragazzone contadino (anche se hai cercato di elevarlo, lui non ha avallato questo tuo sforzo).
Ben fatta la parte erotica, salvo un paio di forzature, comunque la tensione c’è, mista all’horror.
Il finale poteva essere un bel coupe de theatre macdivrva lasciare unnpo più di tempo al lettore di immaginare. Lo hai chiusi troppo repentinamente.
La storia c’è, va un po’ ripulita, comunque un buon lavoro

6La badessa Empty Re: La badessa Dom Feb 20, 2022 3:03 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Un paio di battute che non sminuiscono il mio apprezzamento per l'originalità del racconto: Dal 'Nome della rosa' al 'Contadino cerca moglie'.
Qualche errore, ma chi non ne fa?---Un 'subento' che sembra scritto da Malgioglio.
E veniamo al tratto erotico, sul quale non hai avuto timore di spingere sull'acceleratore. Nessuno ha avuto la tua abilità e coraggio.

7La badessa Empty Re: La badessa Dom Feb 20, 2022 5:36 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Sei riuscito a distruggerti da solo. Com'è possibile che non ti sia riletto per vedere moltissime cose fuori posto. Avevo iniziato a scriverne qualcuna: Infondo/In fondo, procedeva davanti a Kyros/lo precedeva, e con la lingua arrivo/arrivò fino alla gola - Sembra che abbia una lingua che dal collo entra in bocca e poi va giù in gola, Infilò il suo dito medio della mano sinistra nell'ano di Kyros / gli infilò il dito nell'ano (chi se ne frega del medio e della sinistra e poi Kyros è ripetuto troppo spesso. Poi c'è questa ironia involontaria: con un altro lancio del libro da manuale / (libro e manuale) quel manuale è da togliere. Qui smetto perchè deve leggere ancora parecchi racconti e non mi voglio dilungare. Credo tu abbia capito. La trama è buona ma non basta solo quella per scrivere un bel racconto.

8La badessa Empty Re: La badessa Dom Feb 20, 2022 6:43 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan

Ciao Autore,
questo testo ha una potenzialità molto alta, ma per arrivare a essere più convincente e completo occorre lavorarci ancora un pò.
L'erotico e l'horror stanno molto bene insieme e amalgamarli nel testo credo che sia stata davvero una buona idea. Trama e personaggi non sono però così originali anche se sei riuscito a renderli abbastanza interessanti.
Nel racconto, in generale, manca lo show a discapito di un tell molto ingombrante. Alcune scene vengono liquidate troppo velocemente e risultano impersonali, poco accattivanti e senza anima: l'effetto che si ha è quello di una serie di azioni che si susseguono senza risultare particolarmente affascinanti, senza avvolgere e disturbare il lettore ( ed entrambi i generi richiedono uno sforzo in più da questo punto divista). 

L'introduzione non aggiunge niente alla storia, anzi, evidenzia uno stile diverso dalla narrazione del testo. Toglierei.

Kyros era un giovane di bell’aspetto, alto e dalle braccia forti...
Come esempio ti riporto proprio questa frase che introduce il personaggio: è una frase secca, che descrive in maniera sbrigativa e senza incuriosire il lettore. Il testo è appoggiato su queste frasi sintetiche e didascaliche, ma in questo modo il testo non decolla, rimane piatto e poco efficace.
Ti suggerisco di accarezzare meglio personaggi e situazioni, renderli più tondi e sfaccettati in modo che il lettore ne sia incuriosito e segua la storia con maggiore interesse. A tal proposito ti suggerisco un esercizio: scrivi un breve testo senza usare ero/è (che in questo testo abbondano): ciò ti permette di descrivere in maniera più creativa e meno tell.
Il finale di solito dovrebbe essere la ciliegina sulla torta, ma qui hai voluto un pò strafare e rimane tutto troppo grottesco e incomprensibile: pensa se quel piccolo feto avesse aperto gli occhi e si fosse scagliato su Kyros.  Brr...
Il suicidio invece appare repentino e immotivato.

9La badessa Empty Re: La badessa Mer Feb 23, 2022 12:36 am

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Commentare questo racconto mi è difficile e ci ho rimuginato un bel po’. Lo divido in due parti.
Titolo – potevi osare di più, anche se è funzionale al racconto
Paletti – la veranda/il campo di zafferano/il contadino ci sono. Manca il periodo temporale, seppure affidato ad una semplice data.
Genere – commistione di erotico e horror ben riuscito come traccia di fondo.
La storia – L’idea sottostante è buona, ben sviluppata, i personaggi sono ben tratteggiati, anche se andrebbero curati maggiormente. Non è una storia originalissima quella di un uomo o di una donna rapito per essere al servizio sessuale di qualcuno, è purtroppo tristissima realtà, senza scomodare il surreale. Ci sta, comunque.
 
Ora veniamo alla seconda parte, quella che proprio ho faticato a comporre.
Cara Penna, francamente hai sprecato un bel racconto, affidandolo a una scrittura troppo ondivaga.
A tratti gira bene, è fluida, forse le descrizioni andrebbero un attimo sfrondate dalle ovvietà, lasciando che il lettore lavori anche con del suo. In altri punti invece è davvero troppo trascurata per un racconto preparato per un concorso, dove si sa che i pezzi vengono passati al setaccio fine: tanti refusi, punteggiatura ballerina... A fronte di un lessico piuttosto curato e anche ricco, arrivano frasi, o parti di frasi, “sgraziate”, che proprio non ci stanno, disturbano. Sa si trasandatezza, come se avessi rinunciato o forse non trovato il tempo di tornarci su e renderle più appetibili. Certe azioni sono poi chiuse velocemente, come avessi fretta di passare oltre. Attenzione: capita quando l’idea ti arriva all’improvviso mentre stai scrivendo e non la vuoi perdere. Meglio annotarla sommariamente, ma anche dettagliatamente, e poi tornarci con calma.
Un mio parere personale sulle scende di sesso: hai descritto troppo dettagliatamente le azioni, talmente dettagliatamene da sembrare – scusa Penna – “un manuale operativo”, perdendone per strada l’erotismo e la sensualità. È necessario molto equilibrio e anche rinunciare a qualcosa perché funzioni.
(te lo dice una che per tirare fuori un pezzo da 18000 caratteri, parte da un minimo di 25000: un dolore quei taglia!)
Quando ci sono troppi inciampi che interrompono il ritmo, si perde, oltre alla concentrazione, anche la piacevolezza del leggere quella che è una storia ben impostata. E rileggere non serve.
È quindi un racconto che si può sicuramente rimettere in sesto, se terrai conto dei suggerimenti che ti stanno arrivando: molto lavoro ma il tuo racconto merita dannatamente una seconda occasione. Non avertene quindi a male per i commenti poco lusinghieri. È capitato ad altri (anche alla sottoscritta e più di una volta) ma l’importante è farne tesoro e non demordere.
Di seguito ci sono alcune mie note: non le riporto in toto, ho cancellato qualche punto in cui ci sono virgole ballerine. Se rileggi quello che scrivi a mezza voce, ascoltandoti, facile che “senti” quando occorre una virgola o un punto.
 
  • Dialoghi: mancano quasi sempre i punti a fine frase, dentro o fuori il virgolettato.

  • infondo---in fondo

  • dalla cifra della paga che veniva--- della paga, più semplicemente

  • poco e niente, non si preoccupava, :il tempo e gli errori sarebbero stati i suoi maestri--- al posto della virgola ci sta meglio un due punti

  • facilmente, ma quell’ambiente lo inquietava--- e qui una virgola

  • gridò timidamente---come si fa a gridare timidamente?

  • Non sembrava che camminasse---. Gira male. La donna sembra fluttuare. Con un semplice verbo si evita la descrizione successiva, inutilmente dettagliata: il lettore è in grado di immaginare il fluttuare.

  • “Quei fiori viola la infondo però”  dopo il però metterei puntini di sospensione, visto la badessa lo interrompe

  • Il grande portone d’ingresso della casa era socchiuso.

  • da un indefinibile piacere, saziato da una indefinibile libagione--- lo stesso aggettivo ripetuto troppo ravvicinato meglio evitarlo  vai di sinonimi. Thesaurus di word ne fornisce già un buon numero: sfruttane  la potenzialità, provando a leggere la frase per vedere se suona bene.

  • manipolazione mentale che stava subento subendo--- non so se ci si possa accorgere di essere manipolati mentalmente

  • a pronunciare prima di trovarsi una delle mammelle in bocca.--- d’accordo che è una mammella, ma questo è proprio uno dei casi di lessico poco elegante: un seno meglio. Diciamo che anche l’azione potrebbe essere girata con più eleganza.

  • l’indice della mano destra/dito medio della mano sinistra --- specifiche inutili basta un dito

  • donna che lo stava violentando --- scusa, ma davvero un uomo può essere violentato? Cioè capisco se viene sodomizzato, ma se ha un’erezione... alla mia veneranda età ancora me lo chiedo.

  • Si passò la lingua --- manca qualcosa: si passò la lingua sulle labbra. Penso.

  • Nella mano destra teneva sempre il pene del giovane che non smetteva di stimolare.--- anche questa frase gira male. Vedi se ti garba questo: Si passò la lingua sulle labbra, continuando a carezzarlo. Punto. Cosa sta succedendo è ben chiaro

  • lo teneva è iniziò a fare su e giù. Direi che sia sufficiente dire che “ Delicatamente  si posò sopra al pene eretto di Kyros, lasciandosi penetrare.

  • Dapprima, gemette quasi sottovoce---via la virgola

  • dissolse nell’aria,  scoprendo il cielo

  • illuminato a giorno dal satellite naturale.---dalla luna. Satellite naturale fa molto lezione di astronomia.

  • lo squirt di Stygio fece una forte pressione sul pene del ragazzo spingendolo violentemente fuori dal canale vagina - Vale quanto detto prima per descrizioni troppo dettagliate, anche inutili e in questo caso, anche da lezione di anatomia fisiologica.

  • Un fulmine centrò la coppia in pieno.--- Davvero serve?

  • lo scaglio  scagliò rabbiosa

  • Non doveva dare troppo nell’occhio, non poteva mostrare segni di debolezza. È inadatta come locuzione, basta e rende molto di più l’idea il resto della frase. Non dare nell’occhio significa magari muoversi con circospezione (ma lei era ferma), oppure adottare comportamenti tali per cui si passa inosservati.

  • pronto a sbocciare l’aiuola. Fece fuori sei fiori in un colpo solo--- Con un altro lancio del libro---questo mi pare lessico da campo da bocce o da lancio del peso. Anche se la similitudine l’hai fatta. Pronto a colpire l’aiuola--- distrusse alcuni fiori con un colpo solo...  anche se forse più semplicemente: Danneggiò le piantine lanciando nell’aiuola alcuni libri presi dalla scrivania.

  • dalle orbite oculari --- dagli occhi

  • perso tutte le tipiche abitudini umane--- lo eviterei, hai già detto prima cosa era successo al suo corpo.

 
Scusa se sono molte ma il tuo racconto merita di essere aggiustato e se vorrai condividerlo in una versione successiva, io lo leggerò volentieri.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

10La badessa Empty Re: La badessa Mer Feb 23, 2022 10:33 pm

giuseppe.bignozzi

giuseppe.bignozzi
Younglings
Younglings

Qualcosina da aggiustare, ma la storia scorre abbastanza e ti coinvolge.
L’ambientazione è suggestiva e trasmette il senso e il sapore di quei luoghi.
Bello anche quel misterioso feto che in chiusura apre la fantasia a sconcertanti ipotesi, prima dell’inevitabile volo finale.
Forse, se l’erotismo così crudo e pornografico, fosse più velato e suggerito, la dimensione surreale di Stygio ne guadagnerebbe.
L’autor@ potrebbe dare una ripassata ai racconti di E. A. Poe, che credo lo aiutarebbero ad aggiungere un po’ di smalto magico al suo bel racconto.

11La badessa Empty Re: La badessa Gio Feb 24, 2022 10:06 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

La storia non è niente male e anche il finale non mi è dispiaciuto affatto. Peccato per il paletto temporale, ci sarebbe voluto poco per entrare in concorso.
Dove c'è da lavorare è sulla scrittura: ti sono già stati fatti notare i tanti (troppi?) refusi, figli di una mancata rilettura di sicuro.
Anche alcune ingenuità sparse qua e là, denotano una certa gioventù a livello di scrittura.
provo a immaginare che tu sia tra i nuovi arrivi in DT e se così fosse non ti scoraggiare, qui trovi solo amici che ti aiuteranno a migliorare un po' alla volta se avrai la voglia e la pazienza di seguire i consigli e di non scoraggiarti.
Anche considerato che la storia che hai raccontato è un ottimo viatico per i prossimi step.
Ti aspettiamo.

12La badessa Empty Re: La badessa Ven Feb 25, 2022 7:05 am

mirella


Padawan
Padawan

Il monastero sulla rocca, la salita faticosa per accedervi e l’apparizione della donna col suo fascino e le sue stranezze creano un’atmosfera intrigante.
Kiros viene assunto come giardiniere, ma diviene schiavo di Sygio che si rivela una creatura mostruosa e usa il giovane come oggetto di piacere.
“Io sono la badessa e tu il mio giocattolino”
La descrizione degli amplessi mi sembra fin troppo dettagliata, la scrittura scade in particolari superflui o ripetitivi che talvolta sfiorano il grottesco.
Il racconto sembra proseguire in direzione sadomaso, ma invece si sceglie uno sviluppo horror meno coerente.
Rimangono ambiguità sul personaggio di Kiros che subisce la violenza nizialmente terrorizzato, però poi sembra trarre godimento dalla sottomissione.
Tuttavia è lui a liberarsi di Stygio e, una volta libero, si getta dalla rocca per il raccapriccio d'aver scoperto un feto tra i resti di Stygio.(Un feto però non si riconosce da una macchia di sangue e comunque, ammesso che ci fosse, si sarebbe dovuto dissolvere insieme al resto)
L’idea del racconto mi sembra buona, non altrettanto la realizzazione. Non mi soffermo su refusi e altre improprietà di scrittura già evidenziate da altri. Rapido il finale.

13La badessa Empty Re: La badessa Ven Feb 25, 2022 4:12 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Racconto erotico a tutti gli effetti, con toni gotici più che horror, ma uno dei due era più che sufficiente.
Non hai tenuto a freno la penna, anzi a volte forse ti sei spint* anche troppo in là, non che mi dia fastidio in sé, ma qualche tono più allusivo sarebbe stato maggiormente intrigante.
I personaggi sono ben caratterizzati, forse troppo stereotipati.
Il finale mi lascia perplesso, ma comunque è stata una piacevole lettura.

14La badessa Empty Re: La badessa Dom Feb 27, 2022 5:17 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

mah, non so che dire.
non riesco ad apprezzarlo più di tanto, questo racconto.
mi restano oscure parecchie cose, per la verità.
intanto, partendo dala fine, non capisco per che motivo si suicidi.
la badessa, essere soprannaturale, diventa un feto una volta distrutto lo zafferano?
ci sono anche svariati refusi ed errori, peraltro già segnalati da altri.


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L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

La badessa Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

15La badessa Empty Re: La badessa Lun Feb 28, 2022 10:59 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Questo racconto mi affascina.
La scrittura è un pelo acerba, ci sono delle ingenuità, delle cose da mettere a posto, degli errori che già ti hanno segnalato, però la storia mi piace.
Sarà la suggestiva ambientazione alle Meteore che ho visitato, oppure la commistione dei generi horror ed erotico che ho trovato ben equilibrata, si rapportano con credibilità, parlando la stessa lingua.
Poi le atmosfere che non ho trovato in altri racconti qui le ho trovate, atmosfere gotiche, date dalle descrizioni, dalle sensazioni, da piccoli dettagli. Sembra una banalità, ma quel fluttuare di Stygio, che sia voluto o meno, ricorda le movenze di Dracula nel film di Coppola.
Ripeto, il tutto è migliorabile, è un pò acerbo, ma gli ingredienti di base sono buoni, di qualità, devi solo allenarti a dosarli meglio, con maggiore cura.
Un altro appunto riguarda il finale, il suicidio di Kyros lascia parecchi dubbi. In fondo aveva deciso di ribellarsi e una volta ottenuta la salvezza il suo appare un gesto non solo sconsiderato, ma poco coerente.  
Lettura davvero molto piacevole.

16La badessa Empty Re: La badessa Gio Mar 03, 2022 10:31 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Non so bene cosa ho letto, autore, mi sento un pelino confuso.
Tralascerò la parte delle sviste di scrittura già ampiamente segnalate (io ne avevo notate poche, a dire il vero), mi concentrerò di più sulla parte narrativa.

Allora, intuisco che ci sia un'idea di fondo, quella di usare la fantasia erotica del sequestro per creare una storia. In questo caso una sorta di horror fantasy.
Sì, perché il tuo racconto ha forti note fantasy/gotiche.
La forza di una creatura soprannaturale che deriva da un oggetto, distrutto il quale la creatura muore, è molto fantasy.
La stessa creatura che controlla gli elementi naturali, e scaglia fulmini dalle mani, è decisamente fantasy.
Insomma, credo tu abbia scritto un fantasy gotico/erotico.

Proprio perché secondo me siamo nel campo del fantasy possiamo sorvolare su alcune incongruenze, tipo il fatto che nessuno si sia presentato per l'annuncio di lavoro prima di Kyros, o il fatto che nessuno vada a cercarlo (povero, aveva quantomeno dei genitori), o anche il fatto che Stygio non faccia nulla di preventivo per proteggere i fiori che sono la sua stessa esistenza (e mettici una gabbia di ferro sopra, no?).
Questo è, a grandi linee, la "magia" che tiene la storia nell'ambito del fantasy.
Però, anche stando nel fantasy, non riesco a prendere per buono il finale: il feto che non ha spiegazione narrativa, e il suicidio immotivato.
Cavoli, ti si è appena sciolta davanti una creatura infernale, il fatto che lasci lì un feto dovrebbe o inorridirti o farti prendere una sedia a due mani e finire il lavoro.
Non buttarti giù dal dirupo.
E' un feto. Cioè. Che schifo.
Maronna, più ci penso più lasciamo stare.

Parlando della vena erotica, più che una vena è un'arteria a quattro corsie. E' tutto descritto con fin eccessiva minuzia, che non è che disturbi, ma azzera la sensualità (per me importante) e in alcuni punti fa addirittura sorridere. Che non è quel che dovrebbe succedere leggendo un erotico.
Persino il lessico cambia repentinamente. Nella prima parte eri così old-style nelle descrizioni, nelle parole, insomma eri molto fantasy vecchio stile.
La parte erotica invece è proprio del tutto diversa.
...
Lo squirt.
Lo so che si chiama così, ma è una parola così buffa, o almeno, io la trovo troppo buffa. E' una onomatopeica, tra l'altro, per cui non riesco a leggerla senza sentirne il suono. Squirt.
Ho le mie turbe, okay?

Peccato perché comunque c'era del potenziale, certi passaggi descrittivi sono molto buoni, fanno veramente vedere il paesaggio, le rovine del monastero, percepire il tepore e il freddo.
E poi il titolo. Mi aveva subito preso perché certe robe di stampo religioso abbinate all'erotismo mi garbano (sì, sono altre turbe, okay?)
Però davvero ci sono molte cose da rivedere perché la storia abbia un senso compiuto e decisivo.
Alla prossima!

17La badessa Empty Re: La badessa Lun Mar 07, 2022 6:38 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

Nel complesso ho letto molto volentieri questa storia. Ci sono già stati molti commenti dettagliati e non voglio dilungarmi troppo. Riepilogo le mie impressioni su alcuni punti, confermando che c’è qualità nella scrittura e nella storia:
Riferimento temporale: è assente
Campo di zafferano: c’è un’aiuola che in qualche modo si fa accettare.
Il contadino: c’è.
Il genere: indubbiamente erotico. Le parole usate in certi passaggi mi hanno ricordato un manuale di anatomia e talvolta le istruzioni di montaggio Ikea. Direi pertanto: meno tecnicismi e più sensazioni.
Ho apprezzato l’idea della sopravvivenza di Stygio grazie ai fiori di zafferano.
Il finale: azzardo un’ipotesi, l’unica che mi è venuta in mente. Quel feto è il figlio di Kyros e di Stygio? Kyros si uccide per il rimorso di aver distrutto insieme a Stygio anche suo figlio? Facci sapere.
Concludendo: una buona scrittura ma un po’ “indisciplinata”.

18La badessa Empty Re: La badessa Lun Mar 07, 2022 7:39 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

Una storia con molte potenzialità ma non affrontata con i giusti strumenti. A partire dalla scrittura stessa, che appare a tratti piuttosto ingenua e a tratti quasi enciclopedica e comunque costellata da un certo numero di errori e imprecisioni che rallentano la lettura.
Tutta la parte "erotica" della vicenda, densa di termini più adatti a un manuale che a un racconto, manca della giusta dose di sensualità; mentre la componente "horror" non riesce a decollare, a procurare quella tensione che dovrebbe essere tipica del genere.
C'è troppa casualità nella sconfitta della "badessa": un libro scagliato dalla finestra (non si capisce bene per quale ragione), che va a colpire proprio la fonte di vitalità ed eterna giovinezza della donna. Né risulta chiaro il motivo per cui il giovane, dopo aver lottato per affrancarsi da quella specie di schiavitù sessuale, alla sola vista di un feto decida di suicidarsi.
In definitiva, un racconto ricco di buoni spunti, ma che necessita di un'attenta revisione per rientrare in carreggiata.

19La badessa Empty Re: La badessa Mar Mar 08, 2022 8:56 am

Nellone


Younglings
Younglings

La conduzione della vicenda è sicuramente buona, con tempi e ritmi giusti, anche se non ci vedo particolari colpi di inventiva (ambientazione gotica, più che horror). Nel complesso si lascia leggere senza problemi, con le descrizioni erotiche molto ben delineate (quasi al limite della pornografia) e una parte finale forse non inaspettata ma comunque ricca di movimento e ben ritmata. Non mi convince invece tantissimo la scrittura. Per carità, tecnicamente nulla da segnalare, ma la trovo un po' scolastica, pare che talvolta non si sappia bene quale parola scegliere. Qualche esempio: nella frase "Oltre il battistero c’era l’orto, meglio esposto alla luce solare. Tutto era secco e quel poco di verde che si vedeva era sbiadito. L’incuria la faceva da padrona. Ciò che saltava all’occhio, unica nota di colore in quella desolazione, erano dodici fiori, d’un viola acceso e splendente, che si trovavano su un’aiuola dell’orto più alta, come se dominasse tutte le altre, incolte e abbandonate.." per 4 volte si ripete "era/erano" in 4 righe... magari si poteva pensare a qualcosa di diverso. Anche il "datore di lavoro" che compare qualche riga più sotto sa più di trattato di giurisprudenza che da horror, così come "coito anale" è un termine da sessuologo piuttosto che da storia erotica. Insomma, con qualche piccola finezza avrebbe sicuramente potuto rendere meglio, ma nel complesso l'ho letto volentieri.

20La badessa Empty Re: La badessa Mar Mar 08, 2022 10:40 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan

Sì. Cioè, insomma. Devo essere sincero, non mi è piaciuto. Mi è piaciuto solo il finale, non il suicidio, quello potevi o evitarlo o comunque gestirlo meglio, "spiegarlo" almeno, ma il ritrovamento del feto, del figlio, tra i resti della badessa, quello è stato un colpo di genio. Per il resto non ci siamo, sia dal punto di vista stilistico, che sintattico, che della costruzione del racconto. Sullo stile ho notato poca coerenza tra le parti, come se lo avessi voluto adattare al genere che mutava. Io avrei invece usato un linguaggio ibrido, adatto sia alla parte gotica che a quella erotica. Sintatticamente ti hanno già segnalato i problemi e i refusi, io aggiungo che non condivido alcune scelte lessicali, come quel "sbocciare l'aiuola" ad esempio, ma nel testo si trovano tanti termini usati impropriamente. Sulla costruzione non mi è piaciuto invece questo schema old style, di iniziare con una descrizione dell'ambiente diviso addirittura da uno spazio dal resto del racconto, di proseguire con una descrizione del protagonista troppo raccontata, con un narratore onnisciente molto ingombrante. La parte "horror" poi è molto scolastica, la tipa che fluttua, il cancello che cigola, i rovi... Non so, queste atmosfere alla Tim Burton non fanno paura, almeno a me. Bella la scelta invece del luogo dove ambientare la vicenda, quello sì molto suggestivo.
Sulle incongruenze di trama non dico nulla, concordo con Fante su praticamente tutto ciò che ha scritto e non lo ripeto, anche perché aggiustando le ingenuità che ho evidenziato sopra, la storia comunque c'è ed è valida.
A rileggerci!

21La badessa Empty Re: La badessa Lun Mar 14, 2022 11:02 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto audace.
la cosa che maggiormente mi è saltata all'occhio è la giusta commistione tra i generi. Non hai scritto un racconto in cui c'è la parte erotica e la parte horror. Hai creato una giusta fusione dei due generi e questo ti fa onore. 
Chi ha commentato prima di me ha sviscerato molto bene il tuo testo, sottolineando tutti i difetti e i punti che andrebbero rivisti, dunque non ripeterò quello che ormai è ovvio. 
Quello che voglio fare con questo commento è elogiare la tua inventiva e il coraggio di averci provato. Il testo merita molta più cura ma di certo l'idea è brillante. 
Sarà bello vederti provare ancora sperando che tu riesca meglio la prossima volta ma senza perdere quella vena istintiva che ha contraddistinto questo testo.


______________________________________________________
Someone give that Wolf a Banana  La badessa 1f34c 

22La badessa Empty Re: La badessa Lun Mar 21, 2022 7:04 pm

Menico

Menico
Viandante
Viandante

Gradevole horror erotico scritto in modo scorrevole e con descrizioni fin troppo accurate. 
Le scene di sesso vanno più sul porno che sul erotico mentre la  parte horror è piuttosto soft.
Il suicidio di Kiros alla vista del feto non è  comprensibile dopo la lotta sostenuta per  liberarsi. 
Comunque un buon lavoro.


______________________________________________________
Come l'acqua che scorre, sono un viandante in cerca del mare. Z. M.

23La badessa Empty Re: La badessa Lun Mar 21, 2022 9:21 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan

Un racconto strano, sospeso nel tempo.
Descrizioni minuziose, non sempre utili alla trama, ogni tanto fini a se stesse.
La parte davvero horror è quella dell'amplesso. C'è una precisione chirurgica, una violenza senza compressi, una totale mancanza di sensualità. La badessa è un mostro che si nutre di piacere. Non è nemmeno sesso. O se lo è, ho fatto fatica a percepirlo come tale, ma poi ognuno ha le sue esperienze e i suoi punti di riferimento in materia.
Certo il racconto ha una sua originalità, sicuramente è diverso da tutti gli altri che ho letto, e a questo punto è l'ultimo che mi resta quindi posso davvero affermare di averli letti tutti.
Di base è una lettura che respinge un po', che disturba. Nel suo tentativo di turbare il lettore, di destare la sua attenzione calcando la mano è sicuramente riuscito.
Tecnicamente è migliorabile, come hanno già fatto notare gli altri.
Sul perché sia fuori concorso penso sia una questione di paletti. A suo modo accenna a tutti, ma mi sembra che prenda una strada sua e lasci i paletti dietro di sé, senza usarli davvero per costruirci qualcosa sopra.


______________________________________________________
La badessa Senza_10

24La badessa Empty Re: La badessa Mar Mar 22, 2022 3:31 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan

Qua devo essere sincero, più del normale: l'hai scritto proprio male. Per cui anch'io non posso fare a meno di pensare che L'Autore sia tra i nuovi della famiglia di DT. Se ti girano i coglioni, non ti preoccupare, avrai un'altra occasione, tante altre occasioni. E' il bello di questo posto. 

Discreta la descrizione dei luoghi, per cui crei un'atmosfera pertinente all'impronta che hai voluto dare nella prima parte del racconto. Poi arriva la scena piccante e qui hai esagerato: molto hard core e poco erotica. Ma sono sicuro che prima di leggere tutti i commenti degli altri amici scrittori, eri convinto/a di spaccare. 

Il finale: lo interpreto anch'io cercando di giustificare il suicidio del giardiniere. Era prigioniero, vero, ma alla fine gli stava bene di essere "violentato" dalla badessa. Posso pensare che in fondo in fondo si fosse innamorato di lei, anche se tu non lo dici. E quando vede il feto violaceo sul pavimento della veranda pensa a un figlio che avrebbe potuto avere da Stygio. E si butta di sotto. 

Non ci pensare, oltre la veranda c'è un'altra different room.

Grazie!


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Cit e Bastard Cool!

25La badessa Empty Re: La badessa Mar Mar 22, 2022 7:04 am

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Caro autore (l'immaginario di questo racconto mi sembra prettamente maschile, quindi penso proprio che tu non sia una donna), scusami del ritardo nello scrivere il mio commento ma, siccome il tuo racconto è fuori concorso, ho preferito dare la precedenza agli altri. 
A proposito... Perché poi è fuori concorso? Chissà, forse per un ritardo nella consegna.
Comunque, anche a me non è piaciuta l'introduzione dei luoghi e dei personaggi, troppo descrittiva, poco visiva. 
Detto ciò, il più grande pregio di questo racconto è la tensione erotica, concordo con chi ha detto che il tuo sia l'erotismo più spinto di tutto lo step. Per questo non posso che farti i complimenti, quella parte del racconto funziona molto bene. Ho trovato, invece, molto meno convincente il lato "horror". Credo che tu abbia voluto farlo emergere soprattutto nel finale tragico che, però, purtroppo risulta frettoloso e non convince del tutto.


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

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