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1Il sogno del Buio Empty Il sogno del Buio Ven Feb 18, 2022 4:26 pm

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Admin
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Arrivò alla casa spinta dal freddo e guidata dalla luce verde alla finestra.
Fuori dal bosco, attraverso il meleto.
La donna salì i gradini della veranda e si fermò davanti alla porta.
Rabbrividì nel buio di novembre.
Dall’interno, suono di chiacchiere e odori buoni, promesse di cibo e calore.
La donna bussò.
Le voci tacquero. Sedie spostate, passi pesanti. La porta si aprì. Sulla soglia, un uomo dalle spalle larghe.
Ho visto la luce verde ‒ mormorò la donna.
L’uomo la squadrò. Per qualche istante soppesò lei, i suoi abiti e il magro bagaglio. Infine ingentilì l’espressione in un sorriso e si tirò da parte facendole cenno di entrare.
Ci sono altri con te?
La donna scosse la testa.
L’uomo spinse lo sguardo nel buio: ‒ Se c’è qualcuno possiamo darti qualcosa da portargli.
Sono sola.
L’uomo chiuse la porta e chiamò una donna che era in piedi davanti ai fornelli: ‒ Irena.
Attorno alla tavola imbandita, i tre uomini seduti avevano ripreso a mangiare.
Irena aggiunse un coperto davanti a una sedia vuota: ‒ Vieni. Siediti.
Anche l’uomo che aveva aperto si mise seduto.
Io sono Andrej. Lui è mio padre, Roman ‒ disse indicando il vecchio, che chinò il capo in segno di saluto.
I miei figli, Jacek e Michal ‒ presentò i due giovani, poi guardò Irena: ‒ Mia moglie.
Tacque e fissò la nuova venuta.
La donna esitò.
Io sono Nur ‒ si decise infine. ‒ Grazie per il vostro aiuto.
Andrej fece un gesto come a dire che non era niente: ‒ Forza, mangia.
Irena le aveva intanto riempito il piatto e le si era seduta accanto.
Il cibo, il calore della cucina, le chiacchiere. Nur mangiava e ascoltava. Discorsi sul tempo che avrebbe fatto, sulla raccolta delle mele, sulla situazione al confine con la Bielorussia.
Vieni da lì? ‒ le chiese Michal tra un boccone e l’altro.
Sì ‒ rispose Nur presa alla sprovvista. Ma tanto non aveva motivi per mentire.
E prima?
Da lontano.
Scusaci, ‒ intervenne Irena ‒ ma sai, una donna, da sola… Davvero sei sola? Ti aspetta qualcuno da qualche parte?
Nur scosse la testa.
Mi dispiace, non possiamo fare molto per te. Lo sai, vero? Possiamo solo ospitarti per questa notte e darti quello che ti serve.
Sì, lo so. Mi hanno detto delle case con la luce verde. Mi hanno spiegato. Non chiedo di più.
Il profumo della torta di mele la distolse da altri pensieri. Mise in bocca una forchettata della fetta che si era trovata nel piatto. La sua espressione fece sorridere Roman.
Buona, eh? È fatta con le nostre mele. Ecco, ‒ le mise davanti una mela ‒ mangia anche questa. Te la meriti. Non ne troverai di migliori.
La Polonia è piena di meleti ‒ continuò il vecchio con l’orgoglio nella voce ‒ ma nessuno è come il nostro. Nessuna mela è buona come le nostre.
Seguiva in attesa i gesti di Nur che aveva tagliato la mela e ne stava masticando uno spicchio.
Buonissima ‒ disse lei, ed era sincera.
Ci tramandiamo la tradizione di padre in figlio. Io ho imparato da mio padre e Jacek e Michal insegneranno ai loro. Ci vuole impegno. Sacrificio. Essere pronti a fare quello che serve, quando serve.
I due giovani annuirono e si alzarono.
Michal accennò al lume verde acceso vicino alla finestra.
Sì, puoi spegnere, ‒ disse Andrej ‒ per questa notte non occorre più.
Nur si trovò d’improvviso uno straccio premuto davanti al naso e alla bocca. Tentò di afferrare le mani che lo tenevano stretto, di strapparle via da sé. Era una donna forte, ma Jacek lo era di più.
La testa le girava, le gambe e le braccia crollarono, la vista si offuscò.
Scivolò a terra.
Le voci si confusero in un borbottio indistinto. Si sentì trascinare sul pavimento.
Riprese coscienza alla luce fioca della lampada che spezzava il buio dell’esterno. Rabbrividì di freddo. Le braccia le facevano male. Alzate sopra la testa, anchilosate. Le tirò nell’istinto di liberarsi e al dolore si aggiunsero i polsi ammanettati.
Ammanettata alla balaustra, seduta sull’impiantito della veranda. Provò a gridare ma quello che le uscì fu un gemito, la voce soffocata dal bavaglio che le chiudeva la bocca.
Non il naso. Respirava. Respirò. La vista si schiarì.
Roman e Andrej arrivavano dalla rimessa trascinando un uomo. Su per i gradini del portico, sul pavimento. L’uomo urlò soffocato sotto il bavaglio a ogni urto delle gambe sui gradini. Gambe piegate in posizione innaturale. Gemette quando gli strattonarono le braccia per ammanettarlo alla balaustra.
Più o meno cosciente, il volto un groviglio di sangue e lividi, gli occhi pesti.
Nur non riuscì a trattenersi. Tirò le braccia. Sentì la bocca gridare inutilmente contro il bavaglio, le grida trasformate in lamenti soffocati.
Ferma, ferma ‒ disse Andrej. ‒ Non ti impressionare. Se stai tranquilla, non ti facciamo niente. Non ci divertiamo mica, a picchiarvi. Lo facciamo solo se serve. Lui era troppo agitato e ha provato a fare il furbo. Vedi, lei ha capito.
Indicò un punto all’altro capo della veranda. Jacek e Michal erano accanto a una ragazza, gli occhi sbarrati ma immobile. Legata e imbavagliata come Nur e l’uomo.
A un cenno del padre, i due giovani si accostarono a Nur e le afferrarono le gambe in modo che non scalciasse. Nur cominciò a scuotere la testa. Andrej gliela tenne ferma, mentre Roman le avvicinava alla faccia un coltello: ‒ Stai calma. Fa male solo un attimo. Esce molto sangue, ma non è un taglio profondo.
Le incise la fronte con un rapido gesto orizzontale.
Nur gemette. Sentì il sangue sgorgare caldo. Il vecchio premeva sotto la ferita una ciotola con cui lo raccoglieva.
Dopo qualche minuto la lasciarono. Il sangue usciva ancora ma meno, non abbastanza da impedirle di vedere il resto.
I quattro fecero all’uomo la stessa cosa, poi andarono dalla ragazza.
La ragazza piangeva. Aveva sulla fronte una lunga ferita incrostata di sangue secco. Roman la incise facendolo sgorgare di nuovo.
Si alzò in piedi con la ciotola piena in mano.
Scese a testa alta i gradini della veranda.
Da un po’ non ne avevamo tre ‒ sussurrò Michal a Jacek. ‒ Secondo te, chi prende?
Jacek non rispose.
Secondo me prende la ragazza. Che dici? ‒ insistette Michal.
Jacek diede una rapida occhiata al padre, che aveva lo sguardo fisso su Roman, e mormorò a fior di labbra: ‒ Forse la nuova.
Non so. Gli piace lasciarli lì un giorno.
Mica sempre.
Già, è vero, mica sempre.
Andrej girò la testa e buttò un’occhiataccia ai due giovani, che tacquero.
Roman avanzava a passi lenti attraverso il meleto. Si fermò e sparse sul terreno il sangue della ciotola.
Si voltò e tornò verso la casa.
Andrej aprì la porta, fece entrare Michal e Jacek, attese finché non fu dentro anche il padre, poi entrò e si chiuse la porta alle spalle.
La luce sotto il portico si spense. Prima che si spegnesse anche quella della cucina, Nur vide i quattro uomini e Irena, tutti dietro i vetri della finestra, guardare fuori, in attesa.
Il Buio che dormiva nella terra si svegliò. Respirò. Annusò.
Si alzò.
Come alito della terra. Come nebbia scura.
Si sparse nel meleto. Salì i gradini del portico. Invase la veranda.
Sfiorò l’uomo, sfiorò la ragazza. Assaporò i battiti convulsi del cuore. Assaporò l’odore del sangue. Accarezzò la donna.
Nur tremava senza potersi fermare. Sentì il pulsare gelido del Buio contro la pelle, attraverso i vestiti. Si trovò cieca, immersa nel buco oscuro pieno di solido nulla che era il Buio. Muta, la gola paralizzata, senza riuscire nemmeno a piangere.
Risalì la corrente di tutti gli orrori della sua vita.
Da quest’ultimo fino al primo.
La morte mi scorre dentro, pensò. Annidata nelle mie fibre. Avvolta su se stessa.
Il Buio sentì in lei l’orrore antico. Così simile al proprio.
Il Buio si fermò. Esitò.
Si ritrasse dalla donna, poi ascoltò la fame.
La vista si schiarì a Nur e lei vide il Buio addensarsi attorno alla ragazza.
Di cui Nur udì le urla come se il bavaglio si fosse dissolto.
Come se la ragazza si stesse disfacendo un brandello alla volta.
Poi tornò il silenzio.
Il Buio scivolò giù dai gradini e si sparse nel meleto. Infine scomparve.
Nur pianse. Non seppe per quanto.
Nemmeno si accorse di essersi addormentata.
Fu svegliata al primo chiarore dell’alba dagli strattoni di Jacek e Michal che la rimettevano in piedi.
Irena stava dando lo straccio sulla veranda, pulendo schizzi scuri sparsi ovunque. L’uomo picchiato non c’era più.
Nur venne chiusa nella rimessa, legata e imbavagliata, lasciata tutto il giorno senza mangiare e senza bere. A tratti lo sfinimento le faceva perdere coscienza. È solo un brutto sogno, pensava per qualche istante quando rinveniva. Non è vero. Adesso mi sveglio ed è tutto passato. Svanito.
Attese. Attese la notte. Attese di morire. Attesa senza fine.
La notte venne e fu il ripetersi dello stesso incubo.
La veranda. L’uomo picchiato, che sembrava delirare di febbre. Il loro sangue.
Roman avanzò nel meleto con la ciotola in mano.
Oggi prende lui ‒ sussurrò Michal.
Forse tutti e due ‒ rispose in un soffio Jacek.
Due li prende solo quando non mangia da un po’.
Non sempre.
È vero, non sempre.
Roman sparse il sangue sulla terra. Gli uomini tornarono in casa ad assistere dietro la finestra.
Il Buio invase la veranda.
Sfiorò appena l’uomo e si addensò attorno a Nur.
Nur pensò alla ragazza. Trovò il suo terrore. Trovò i propri. Di donna, di ragazza, di bambina.
Ma accanto alle paure più antiche, una luce.
Una voce.
Nur sentì le lacrime scorrere.
Nonna, le fiabe che mi raccontavi non erano così spaventose.
La vita è più brutta. Molto più spaventosa. Dolore e orrore sono veri, nonna. Ormai sono in me.
E ora non c’è la tua voce a portarli via.
Nonna, i mostri esistono. Sono reali.
Nonna, raccontami ancora, non farmi morire col buio nel cuore.
Il Buio rimase in attesa. Curioso.
E Nur sentì l’attesa e la curiosità. I filamenti del Buio che indugiavano sui suoi ricordi. Sul ricordo della nonna narratrice di storie.
Il Buio attese finché non riuscì più a trattenere la fame. Allora lasciò Nur e avvolse l’uomo.
Quando ebbe finito, se ne andò.
Nur fu chiusa di nuovo nella rimessa, ma a metà giornata entrò Irena.
Le abbassò il bavaglio, le diede da bere e la imboccò con un po’ di pane.
Sono due giorni, non devi morire prima. Non gli piacciono, già morti. Ci hanno provato, a ucciderli prima, ma non li prende. Non gli piacciono.
Rimise il bavaglio a Nur. Prese uno sgabello e si sedette a raccontare: ‒ Poi gli piace scegliere. Per questo se riusciamo ne teniamo almeno due. Adesso non c’è problema. Da quando ad agosto è iniziata questa storia dei migranti al confine con la Bielorussia, gira un sacco di gente. Tante persone che possono anche sparire, tanto nessuno se ne accorge. Ora è ancora più facile, da quando qualcuno ha messo su la faccenda della luce verde per indicare una casa sicura. Basta che la accendiamo. Prima no, prima era più difficile. Gli uomini dovevano girare, per trovare qualcuno. Sono bravi. Ci riuscivano quasi sempre.
Irena sembrò diventare un po’ triste: ‒ Non devi pensare che siamo cattivi. Si devono fare sacrifici. Anche noi, sai. Abbiamo passato brutti periodi, in cui era difficile trovare qualcuno. È capitato di non trovare nessuno, per un po’. È brutto.
Fece una pausa.
Avevamo anche una figlia. A lui piacciono di più svegli, ma lei l’ho addormentata un po’. L’ha presa lo stesso. Aveva molta fame.
Si alzò, aprì la porta e rimase sulla soglia guardando Nur: ‒ Questa è la terza notte. Nessuno è mai durato più di tre notti.
Prima che chiudesse la porta, Nur fece in tempo a vedere la luce verde accesa alla finestra della casa.
Quella notte, ammanettato alla balaustra insieme a Nur, c’era un uomo nuovo, ma il Buio si addensò tutto attorno a Nur.
Quasi un bambino, seduto in attesa davanti a lei.
Una voce nella mente. Raccontami una storia.
Nur sentì la voce dei suoi bambini, ma era la voce del Buio.
Un Buio bambino. Come fosse nato solo il giorno prima.
Un bambino solo, nutrito di sangue e dolore, che voleva una storia. Un po’ spaventarsi, un po’ sognare.
Nur iniziò a raccontare.
Tutte le storie di sua nonna, poi quelle che aveva inventato per i suoi bambini. I suoi bambini ormai morti da tempo.
E da quelle storie nacque la fame, nel Buio, di una storia che in quel momento Nur non conosceva e non poteva raccontargli.
Allora si allontanò da Nur perché aveva un’altra fame, che saziò con l’uomo ammanettato.
Quella notte il Buio sognò.
Sogni avvelenati, ma anche sogni di stelle e di sole, di luce e calore, di linfa e di mele.
E quando si addormentò, Nur sognò i sogni del Buio.
Fame. Fame saziata. Senza odio, senza cattiveria.
Dolore e sangue trasformati. Forza che fa aprire i fiori al sole di primavera, tensione della linfa che preme.
E capì quale storia il Buio stesse aspettando.
Il pomeriggio dopo fu Roman a entrare nella rimessa.
Prese lo sgabello, si mise comodo, si accese una sigaretta.
Guardò a lungo Nur.
Nessuno prima è mai durato più di tre notti ‒ si decise infine. ‒ Tre notti sì, poche volte, ma è capitato. È stato preso alla terza. Te non ti ha preso. Perché non ti ha preso? Non gli piaci. Perché non gli piaci?
Non è che non gli piaccio, pensò Nur. E ora ho bisogno di qualcosa da te. Mugolò.
Roman le abbassò il bavaglio: ‒ Perché non gli piaci?
Non prende nemmeno voi, ‒ sussurrò Nur, rauca per la sete ‒ anche voi non gli piacete.
Roman scosse la testa: ‒ Lui sa che noi gli diamo da mangiare. Fuori, sulla veranda. È sempre stato così.
Sempre?
Questa terra è stata attraversata tante volte da eserciti. Tanti uomini sono stati uccisi. Stragi. Molto sangue l’ha bagnata. Alla fine qualcosa è nato. O forse è stato svegliato. Questo non lo so. Ma da quando la mia famiglia è qui, facciamo come hai visto, e tutto è sempre andato bene. A volte deve aspettare un po’, ma ha imparato ad avere pazienza.
E se andasse via?
Roman rise: ‒ Rimane qui, perché sa che lo nutriamo. Ha bisogno solo di questo. Non deve andarsene ‒ aggiunse poi serio ‒ ci serve.
Si alzò e le rimise il bavaglio: ‒ Questa volta ci sarai solo tu. Ti prenderà.
Quella notte di nuovo il Buio bambino avvolse Nur.
Raccontami una storia.
E Nur ora sapeva quale voleva e quale raccontare.
A ogni bambino piace sentirsi raccontare la propria storia.
Da dove è venuto.
Da dove è nato.
Per i suoi bambini aveva inventato una fiaba per raccontare la loro nascita.
Inventò una storia per il Buio.
Di terra bagnata e nutrita dal sangue e dal dolore.
Della nascita del Buio.
Raccontò anche di sole e luce e forza, di fiori e di meli.
Raccontò al Buio i suoi sogni.
E di uomini che tenevano legato il Buio, prigioniero lì perché a loro faceva comodo.
Raccontò a lungo. Il tempo di una storia, breve ed eterno insieme.
Quando finì, il Buio si allontanò. E Nur era viva.
Dietro la finestra, gli uomini e Irena attesero, ma il Buio non tornava.
La porta si spalancò.
Quattro notti, no… Non è mai successo… No, non va bene! Non va bene! ‒ gridò Roman.
Fece segno agli altri. Afferrarono Nur che si dibatteva. La tennero stretta mentre Andrej apriva le manette.
La trascinarono giù, verso il meleto. Nur sbatté più volte tentando di liberarsi.
Il suo sangue bagnò i gradini. Bagnò la terra su cui la tenevano premuta.
Roman tirò fuori il coltello.
Il Buio fu più veloce.
Aveva fame di una fame nuova. E si saziò in abbondanza.
Quando finì, non c’era più nessuno attorno a Nur.
La donna si tolse il bavaglio, respirò, tossì.
Si mise in ginocchio, poi, a fatica, in piedi.
Il Buio indugiò accanto a lei, finché sorse l’alba.
Allora la salutò.
E per la prima volta nella sua vita senza tempo, il Buio conobbe la gioia.
La gioia selvaggia di andare per il mondo.
Non più bambino.
Libero.


2Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Sab Feb 19, 2022 12:41 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Brava autrice,

hai confezionato un racconto sofisticato, lirico, chiaramente horror, ma che si fa fatica a definire tale per via della grazia, della poesia che ci hai messo nel crearlo.
Mi è piaciuto molto, mi piace definirlo un horror di classe.
Ti faccio due appunti, solo perché sono critiche che spesso fanno anche a me e che quindi ormai ho immagazzinato e riesco a vederle anche negli altri brani.
Che bisogno c'era di far dire a Irena tutte quelle cose quando è nella rimessa sola con Nur? Lo spiegone interrompe bruscamente la magia del racconto, questo è un caso in cui volere dare indizi al lettore a tutti i costi si rivela controproducente, serve solo a smorzare le suggestioni che eri riuscita a creare con così grande abilità. Anche quello successivo di Roman è un piccolo spiegone, per me potevi evitare anche quello, anche se è meno grave e capisco l'importanza dell'aggancio narrativo per potere dare a Nur gli elementi per potere creare la sua storia di salvezza al Buio.
Insomma, avrei preferito che non interrompessi la magia, la magnifica suggestione con quei due momenti raccontati, ma la qualità del pezzo è molto alta e il mio voto pure.

3Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Dom Feb 20, 2022 10:15 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ma che bella storia autor@. Scritta benissimo, un bel contenuto e, vivaddio, senza zafferano. (Mi sta venendo l’allergia eh, eh) Nur, una moderna Sherazade in grado di domare nientemeno che il Buio, l’entità che, da sempre, popola gli incubi di adulti e bambini. 
Condivido le osservazioni di Byron sullo spiegone contenuto nel dialogo con Irena. In effetti interrompono un po’ l’atmosfera creata fino a quel momento.
Anche con te non sono utile, mi rendo conto e il tuo bel racconto finisce difilato nella mia lista delle preferenze. Una lista che si sta ampliando un bel po’… 
Complimenti.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

4Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Dom Feb 20, 2022 11:45 am

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

All'inizio, con il dolcetto e la gente seduta a tavola, sembra una puntata di Melaverde.
Poi arriva il Buio e riscatta la storia, la più bella, sofisticata e originale del lotto. Pardon, sofisticata è stato già detto.
Non c'entra nulla, ma a me ha ricordato i bambini polacchi ebrei nascosti sotto terra, negli scarichi delle latrine, per sfuggire alle brame naziste.
Per ora sei in testa alle mie scelte, caro Buio.
Me l'ha suggerito la bella Nur di votarti.
Lì, il buio, era il loro protettore.

5Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Dom Feb 20, 2022 4:44 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Non so se tu sai ma credo di sì che Nur in arabo significa Luce. La tua storia è ancora più bella se tu non lo sapessi ma.. dal momento che io lo so ho visto proprio quella luce che alla fine scacciava il buio. L'hai fatto anche tu ma alla tua maniera molto più bella della mia. Ho trovato solo questa frase che potresti sistemare: La vista si schiarì a Nur e lei vide/ A Nur si schiarì la vista e vide. Ottimo racconto

6Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Dom Feb 20, 2022 6:09 pm

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Non posso che accodarmi a quanto già detto.
Una bella trama, una scrittura aggraziata, un soggetto particolare.
Sei brav@ nulla da eccepire. Solo una cosa mi lascia leggermente in dubbio, l’horror. C’è, il paletto è stato rispettato, ma faccio fatica a leggerlo così.
Complimenti

7Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Dom Feb 20, 2022 10:22 pm

giuseppe.bignozzi

giuseppe.bignozzi
Younglings
Younglings

Bello, proprio bello. Anche se non c’è lo zafferano, l’horror c’è tutto, c’è la paura e l’attesa del male, un male primordiale e incomprensibile, ma che ha bisogno di storie. Trovo poetica questa trasposizione delle Mille e una notte e che lei, novella Sherazade tratti il buio come un bambino e sappia risvegliare in lui il bisogno infantile di fiabe e racconti.
Bella anche la scrittura, tranquilla ed efficacie, ma senza esagerazioni splatter. L’unica cosa che mi lascia un po’ perplesso e la sensazione di buonismo assolutorio che il finale regala al buio.

Forse anche un attimo di rammarico da parte di lei, per aver liberato quel mostro, ci sarebbe stato bene.
Complimenti all’autor@, ma perché poi non ha cambiato il meleto in zafferano?

8Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Lun Feb 21, 2022 5:30 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

in effetti, non trovando lo zafferano mi sono detto che qualcosa non quadrava.
poi mi sono ricordato che le ambientazioni erano due e infatti ci siamo.
storia molto bella che mi ricorda qualche altro pezzo letto non so dove.
scritto molto bene con ottime descrizioni visive, personaggi ben presentati e caratterizzati.
molto gradito il finale dolce, dopo una scorpacciata di horror.
ottimo


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Il sogno del Buio Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

9Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Lun Feb 21, 2022 10:27 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

Veramente bello questo racconto. La scrittura è pulita e molto curata.
Ero incuriosito da quello strano nome “Nur” e sono andato a cercare. Ho trovato che in tedesco significa “solo”, ma quello che più mi ha “illuminato”, e non è un modo di dire, è il significato arabo della parola “nur” che vuol dire “luce” con un significato preciso di luce interiore.
In effetti, alla rilettura, ho percepito il racconto come un passaggio lento e progressivo dal buio alla luce. Il bello di questo percorso di avvicinamento è proprio la funzione che assume la narrazione delle storie che dal punto di vista di chi, come noi, si diletta nella creazione di storie, mi è parso come un preciso messaggio. Raccontare storie in fondo è anche un tentativo di portare luce nel buio.
Così, mi è accaduto di dimenticare i passaggi “horror” della vicenda per apprezzare invece pienamente i contenuti positivi dell’epilogo. Questo può non essere un pregio nell'ottica dei vincoli della prova ma non scalfisce il mio giudizio nettamente positivo.
Complimenti!
    

10Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Mer Feb 23, 2022 3:13 pm

Nellone


Younglings
Younglings

Niente da segnalare sulla scrittura, semplice e schietta, molto efficace; peccato che si vada a capo letteralmente ad ogni punto, cosa che mi stupisco non “infastidisca” più di tanto anche gli altri commentatori. La vicenda narrata è interessante, anche se forse non nuovissima, ma viene gestita molto bene, con un crescendo di emozioni che si stempera solo nel finale. I paletti sono tutti pienamente rispettati, emergendo chiaramente senza il rischio di restare sullo sfondo. Il finale è forse un po’ edulcorato ma nel complesso si sposa bene con il resto. Peccato che non mi abbia trasmesso fino in fondo il terrore della protagonista, la vedo più come una fiaba macabra che come un’horror vero e proprio, forse per via di un lirismo un po’ eccessivo. Comunque si vede che l’autore (forse più probabilmente scrittrice…) sa il fatto suo!

11Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Mer Feb 23, 2022 4:32 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

Una bella storia, che si potrebbe definire "soft-horror"; una sorta di moderna Mille e una notte condita in salsa Neil Gaiman.
La trama si snoda con agilità, rispettando i vari paletti, e la lettura scorre fluidissima, senza rallentamenti (se non in un caso: quando Irena va a far visita a Nur nella rimessa e si dilunga in spiegazioni, non tutte necessarie). E grazie anche a un modo di scrivere così accurato da apparire semplice.
È soprattutto una storia che si fa metafora di tutte le storie. Quelle che, con la sola forza della narrazione, sono capaci di sconfiggere il buio in ogni suo manifestarsi, come già ben sapevano i nostri progenitori riuniti di notte intorno al fuoco a raccontare.
Già qualcuno ha parlato del significato del nome Nur e penso sia stata una scelta consapevole dell'autore.
Non resta altro da dire, se non fare i complimenti per questa ottima prova.

12Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Mer Feb 23, 2022 9:37 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Bella trama, ottima scrittura, perfetto inserimento dei paletti con aggancio all'attualità. non manca nulla a questo racconto e, di conseguenza, il mio giudizio non può che essere pienamente positivo.
In qualche momento mi ha richiamato un racconto del recente Natale Bifronte, quello ambientato ai tempi dell'antica Roma con il "mostro" che esigeva un bambino a ogni Natale, chissà...
Ci leggo un importante messaggio, la cultura, intesa come letteratura, come "tramandare" di tradizioni, servirà a combattere il buoi dell'ignoranza che ci avvolge e, soprattutto in tempo di social dove, dietro a una tastiera, ognuno si sente libero di dire e scrivere la prima "fesseria" che gli passa per la mente, rischia di fare danni gravissimi. 
Nur, la luce, vince il Buio, ascoltandolo e cercando di capire ciò di cui ha realmente bisogno, una lezione per ognuno di noi.

13Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Ven Feb 25, 2022 5:40 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

E chi non ha mai avuto paura del Buio?
Trama originale, che risveglia sensazioni e ricordi di quando si era bambini, e il Buio era una presenza reale, che terrorizzava.
Si annidava sotto il letto, ma non si aveva il coraggio di guardarvi.
Ci si parlava, ogni tanto, per esorcizzarlo, per tenerlo buono.
Certo qui si sconfina nell’horror, come richiesto.
Uno piccolo appunto tra tanti complimenti: una certa ripetitività che un pochino annoia… ma è poca cosa.

14Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Dom Feb 27, 2022 6:03 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Titolo: Bello, porta a pensare a qualcosa di dolce.
Paletti: contadino, paese dell’est, il tempo accennato vagamente ma riconoscibilissimo (ahimè), la veranda: ci siamo.
La storia: una gran bella storia, originale e che raccoglie assieme la dolcezza dei ricordi di bambina, le favole della nonna, anche quelle che ai bambini fanno paura – ma le vogliono sentire e risentire – e gli incubi dettati dalla paura reale, dal dolore per le persone portate via crudelmente che non si placa; e poi il terrore e l’angoscia per l’attesa della fine.
Verso il finale, proprio come il nome, Nur vede una luce di speranza: sopravvivere vuol dire recuperare dentro di noi – in generale – quelle risorse inaspettate per trovare modo di, appunto, sopravvivere.
Ci racconti della lotta per la sopravvivenza dei contadini, che sono ormai ostaggio del buio e dei suoi bisogni. Il finale trasforma il buio da carnefice in vittima, vittima della mancanza di luce, e di quanto essa rappresenti: una vittima che non è mai stata amata, nessuno gli ha mai raccontato una favola, nessuno gli ha mostrato il bene. Se posso azzardare, al di là dell’horror, una bella metafora.
I personaggi: sono ben tratteggiati, quelli di contorno non occupano tanto spazio, nel senso che sono funzionali alla trama e niente più.
La scrittura. Mi piace il tuo stile; frasi corte, secche ed essenziali. Vai molto a capo ed è una cosa che mi aiuta a vedere i momenti, i gesti, quando sono importanti singolarmente. Se esposti di seguito, anche in piccoli blocchi di testo, a volte i singoli gesti perdono di efficacia, la tensione non regge. Uno stile sicuro e curato, senza tanti fronzoli.
Per il genere horror per me è riuscito. Forse come ha detto  @Byron.RN  la spiegazione di Irena interrompe la tensione, il ritmo, che poi riesci a riprendere. Il fatto che fosse stata vittima del buio anche una figlia di Irena non aggiunge nulla al racconto. Potevi affidare, poco per volta, le spiegazioni ai pensieri che Nur percepisce, come ricordi che il Buio le porge in cambio di un momento di tregua della sua “fame”. Quindi bel racconto e tanta fantasia. Complimenti.
 
Niente note, se ci sono refusi o altro, li ho persi per strada.
 
Il campo di zafferano per una volta non c’è, ma ci sono i meleti. E io abito in una zona dove, a qualche chilometro... meleti a gogo. Dici che è meglio viaggiare solo di giorno? Verande sicuramente ce ne sono...


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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

15Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Dom Feb 27, 2022 6:49 pm

mirella


Padawan
Padawan

Questo racconto consta di due parti che si differenziano nei contenuti, nel ritmo, e nello stile.
Nella prima parte c’è un’atmosfera di calda accoglienza nella casa dalla finestra con la luce verde e infatti quella luce indica ai profughi, provenienti dalla Bielorussia, che possono trovare un pasto e un letto almeno per una notte.
Nur vi arriva stremata e subito viene invitata a sedersi a tavola. L’ambiente familiare è sereno e se i commensali le chiedono più volte se è venuta da sola, le domande sembrano dettate da curiosità e stupore.
Nella seconda parte tutto cambia, dall’atmosfera alla introduzione del Buio che viene descritto come un personaggio a tutto tondo nella sua fisicità, nel bisogno di nutrirsi di sangue umano, ma anche nei desideri, come quello di ascoltare favole. Insomma un mostro da incubo, ma un mostro bambino. In questa fase horror si entra nel vivo del racconto che si configura come una favola macabra e si conclude con un lieto fine.
Questa parte mi lascia insoddisfatta, perché mi sembra piuttosto fantasiosa e non incontra il mio gusto. L’autore non se ne dorrà, perché il racconto ha incontrato il favore di altri.

16Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Lun Feb 28, 2022 12:35 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Uno dei più bei racconti dello step, non c'è dubbo.
Oltretutto, l'ambientazione temporale ci è data solo dalle lanterne Verdi e, in questo preciso momento in cui la Polonia è di nuovo a fare i conti con i profughi che arrivano dal confine orientale, il testo acquista una forza emotiva ineffabile.
Il connubio tra trama e personaggi è reso perfettamente, l'horror c'è, lo zafferano finalmente no, quindi è insomma un racconto che non può assolutamente mancare in antologia. Anche perché, dulcis in fundo, è scritto benissimo!
Complimenti davvero!


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Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

17Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Mer Mar 02, 2022 9:51 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan

Ecco una cosa che mi sono chiesto mentre leggevo la scena iniziale della cena era se le intenzioni della famiglia si potevano mascherare meglio. Di nuovo il fatto di sapere di essere in un horror anticipa la mossa successiva e ovviamente non poteva essere Nur l'elemento che distorce e fa precipitare gli eventi.(sarebbe stato un azzardo troppo grosso)  Anzi non è certo il primo caso di famiglia horror, che nasconde segreti di questo tipo. Mi vengono diversi film. Uno su tutti "Non aprite quella porta", ma anche il "Buio si avvicina". Forse l'insistenza di Irena (Davvero sei sola?) è il primo campanello di allarme, ma anche una frase apparentemente innocua come "Nessuna mela è buona come le nostre" mette un po' i bridivi. Ma al di là del fatto di sapere che qualcosa andrà storto la scena è gestita davvero bene, la transizione è molto graduale, i tempi sono giusti. Ottimo fin qui.
Ma ottimo anche dopo. La veranda diventa il centro dell'azione. Il racconto alza l'asticella. Osa molto. Forse la cosa in cui osa di più è che il Buio non ha sostanza, manca totalmente di fisicità. Il che devo dire all'inizio lascia un po insoddisfatti. Uno si aspetterebbe qualcosa di più tangibile, un mostro in carne e ossa. Il buio è una nebbia, avvolge le persone e le disfa. Il buio è uno spirito, sembra riconoscere il dolore in Nur e rispettarlo. Quasi ci fosse un buio anche dentro di lei e il Buio si identificasse, un Buio bambino per una madre senza più figli. Scatena tante riflessioni, tante interpretazioni. Anche sul potere delle storie di paura, su quanto in fondo alla fine si limitino a darci una visione del male molto più limitata della realtà. E diventano qualcosa in cui rifugiarsi, in cui chiudersi e allo stesso tempo essere liberi.
Insomma il racconto osa davvero tanto, secondo me. Diversamente da quello che hanno fatto notare altri a me non ha infastidito la spiegazione di Irena. Anzi, nella totale mancanza di sostanza del Buio, nella scelta di uno stile così alto per un racconto horror (genere che secondo me si identifica di più con una narrazione più semplice), un po' riporta l'atmosfera a terra, da qualche appiglio. Rende tutto un po' meno onirico.
Comunque per originalità e per qualità di scrittura siamo su un livello molto molto alto. Mi è piaciuto e mi ha lasciato un po' interdetto. Non insoddisfatto, assolutamente no. Ma ecco forse fa riflettere troppo per essere un racconto horror. Forse se leggo una storia di paura voglio solo spaventarmi e non pensare. Forse sì, la realtà è peggio, ma la finzione serve anche a rendere la realtà meno spaventosa di quello che è, a raccontarci che ai confini della realtà esistono cose che possono farci perdere il lume della ragione.
Veranda ottima, paletti ok.
Che dire? Racconto splendido.


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Il sogno del Buio Senza_10

18Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Dom Mar 06, 2022 3:02 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Senza nulla togliere alla qualità della scrittura e all'ottima resa del racconto, rimango insoddisfatto dal fatto che l'horror si traformi letteralmente in una fiaba.
Penso sia la prima volta che leggo un horror "buonista", dove buonista non vuol essere dispregiativo ma solo indicatore di una finalità narrativa.
Il messaggio che leggo tra le righe è che persino l'inspiegabile, l'irrazionale, il mostruoso, ha in sé un cuore, una razionalità, un'anima bambina. Innocente. Spiegabile.
Ecco, no.
Questo è un messaggio originale, forse un po' cartoon, ma che va contro qualsiasi dettame dell'horror. La vera cosa spaventosa dell'horror soprannaturale è l'assoluto male che le creature rappresentano: non ci puoi ragionare, non puoi capirle, sono incomprensibili e per questo terribili. Uccidono perché sì, per fame, per istinto, per divertimento, per qualsiasi cosa.
Se invece è un horror reale, con un serial killer, è la disumanità del mostro umano a spaventare. Il non poterci ragionare, il non comprenderne appieno la crudeltà, e infine anche la speranza disperata del/i protagonista/i di poterlo redimere (quasi sempre vana).

Qui tutto questo non c'è. E' chiaro fin da subito che Nur ha qualcosa di "speciale" che la rende immune alle attenzioni dell'entità, ma se nell'horror medio questo qualcosa è un dono innato, un'esperienza traumatica o un altro espediente, qui sono le favole della nonna.
Il che mi lascia un po' freddino, specie se, come s'intuisce, sto Buio è lì da tanto tempo e di gente ne ha consumata parecchia, nessuna delle quali aveva a che fare con fiabe della nonna, pare.

Il finale mi lascia perplesso, nei due punti cardine che lo contraddistinguono.
Il fatto che Andrej e famiglia sbrocchino è un espediente: Nur non aveva possibilità di cavarsela senza che i suoi carnefici si esponessero alla morte in qualche modo illogico. Siamo nell'horror, okay, ma speravo in una conclusione più solida. Mi ero fatto l'idea che, ormai convinto da Nur di essere stato intrappolato e usato, il Buio sarebbe entrato nella casa e fatto una strage. Poteva starci.
Invece Andrej e consanguinei sbroccano perché non va bene che Nur viva e vanno nel bosco, esponendosi all'inevitabile fine atroce.
Un po' come avere nel recinto in giardino una tigre che non mangia, farsi prendere dal nervoso e, per risolvere la cosa, entrare nel recinto con la bistecca in mano urlando "NO, ADESSO TU MANGI!"
Non può finire bene.
Non ce l'ho con te, autore, so che negli horror spesso funziona così. E' che spero sempre in un tocco di credibilità in più.
Tra l'altro, l'espediente della storia che Nur racconta al Buio per convincerlo di essere stato intrappolato lì mi è incomprensibile.
Addirittura Roman dice "ci serve". A cosa?
Nur al Buio racconta che è tenuto prigioniero, è sfruttato. Per cosa?
Come? In che senso? Che vuol dire?
Tutte le premesse erano che la famiglia di Andrej è ostaggio del mostro (come avviene in molti horror), hanno pure dovuto sacrificare una figlia!
Invece Nur lo convincerebbe del contrario. L'avesse detto solo lei, poteva essere un trucco, un espediente (al di là che ingannare una creatura soprannaturale... meh), invece Roman lo confermava già prima. "Ci serve."
A cosa? Perché?
Hai pure perso una nipote per causa sua. A che ti serve? Che senso ha?
Non capisco se c'è un qualcosa di non spiegato, oppure se hai davvero ribaltato il senso della storia raccontata fino a quel momento. Incomprensibile, per me.

Il secondo punto è che ora il Buio è libero.
Libero nel senso che non mangerà più nessuno o che ora può mangiare chi vuole e dove vuole?
Nel caso, grazie Nur, ottimo lavoro.

Palettisticamente parlando, tutto ok eccetto il fattore temporale.
Se, come rammento, rifugiati al confine polacco non sono un'esclusiva di questi giorni, la sola menzione della lanterna verde è un riferimento minimale.

Chiudo parlando dello stile. Per me è ottimo. Si vede che la scrittura è fluida, molto solida.
La spezzettatura delle frasi è nelle mie corde, quindi la approvo, anche se in qualche passaggio è eccessiva. Ci sono addirittura un paio di frasi in cui manca il verbo: io le usavo spesso, ma le troppe bacchettature mi hanno fatto molto ridurre l'impiego.

Hai avuto una eccellente idea, autore, e hai saputo rendere benissimo le atmosfere.
Ma il Buio bambino e il pilastro stesso della storia, l'umanizzazione dell'irrazionale, non mi hanno proprio convinto. La bellezza della scrittura ha entusiasmato tanti prima di me, e lo capisco, ma l'impianto del racconto e la sua virata fiabesca, per me, non funzionano.

19Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Dom Mar 06, 2022 6:44 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan

Ciao Autore,
questo racconto è molto strano e particolare, almeno per un'amante del genere come me.
Sembra che alla fine ci sia quasi una morale (tutti abbiamo qualcosa di buono dentro, o qualcosa del genere) e questo mi lascia un pò perplessa: il lieto fine in un horror mi fa un certo effetto, non riesco a farmelo piacere, scusami... Un horror può finire bene, certo, ma quel filino d'inquietudine deve sempre rimanere nel lettore, quella sensazione che, se anche tutto è finito, non siamo proprio in una situazione di sicurezza totale.
Il racconto inizia in maniera convincente e accattivante: dalla famiglia trapela qualcosa di malsano, la forestiera si fida e tutto concorre a creare davvero una bella situazione, l'aria vibra d'attesa, tutto ok, insomma.
I pasti del buio funzionano bene, anche se l'impalpabilità del soggetto non riesce a scatenare nell'immaginario scene orribili, ma insomma, anche essere nebulizzati ha il suo fascino (La guerra dei mondi).
A mio avviso abbiamo un pò di problemi quando Nur (luce) interagisce con il Buio, problemi comunque legati solo al genere, perchè come scrittura, struttura e originalità questo racconto vola davvero molto in alto.
Insomma, dicevo: i due si "affrontano" su un terreno strano o quantomeno insolito nel genere: i ricordi dei racconti della nonna, che sono in effetti dei ricordi tenerissimi e carichi di cose buone, ma che mi lasciano un pò perplessa sulla loro efficacia nel combattere un cattivo e crudelissimo Buio, che immagino come una creatura millenaria affamata e carica di odio (anche se nel testo non è specificato bene il perchè di questa condizione, mancanza che ha il suo peso, poiché non si riescono a capire i perchè di tanti comportamenti sia del Buio che della famiglia).
Quindi il Buio, che scopriamo essere un bambino, ha solo bisogno di tenerezza e comprensione.
Ecco, qui sono un pò titubante.
In definitiva questo è un gran bel racconto, sottile, ben gestito e accattivante, ma scritto da una mano che non ce l'ha fatta ad essere "cattiva" fino in fondo e che ha preferito lasciare un briciolo di speranza a brillare da qualche parte.

20Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Lun Mar 07, 2022 11:27 am

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

che dire, autore mio?
racconto fantastico.
un horror che mi è piaciuto da matti! incredibile, per me!!!
splendido uso dei tempi, scrittura superba e raffinata, ritmo incalzante, descrizioni talmente realistiche da poterle toccare.
l'orrore, secondo me, sta in questo, ed è ancora più agosciante: il male può venire solo da noi stessi, dalla nostra volontà di nutrirlo.
la paura, se trova la sua origine, si libera e può rendere liberi.
complimenti!!!  Il sogno del Buio 1845807541 Il sogno del Buio 1845807541 Il sogno del Buio 1845807541

21Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Lun Mar 07, 2022 1:53 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Cara Autrice, Caro Autore,

una favola moderna. Nera, come sono le favole originali, prima della depurazione del signor Disney. Con quella forza di rivalsa che nasce dal profondo. Attuale, terribilmente attuale. Ho visto anche la mela come collegamento con le favole di un tempo. Come Biancaneve, che riceve una mela prima di svenire.
Hai scritto un racconto davvero bellissimo. Pecche non ne trovo (l'unica forse è la lingua comune tra i personaggi, ma in una favola ci sta).
Solo tanti complimenti. Davvero.
Grazie



Ultima modifica di CharAznable il Lun Mar 07, 2022 4:23 pm - modificato 1 volta.


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I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

22Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Lun Mar 07, 2022 4:15 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Quando si arriva a commentare un racconto alla fine, quasi tutto è già stato scritto.
Io ti dico cosa mi ha toccato di più, a livello emotivo.
Prima di tutto la crudeltà degli uomini, che riescono a trasformare in male perfino ciò che sarebbe nato per il bene: l’idea della luce verde, che dovrebbe indicare una casa sicura, viene pervertita a strumento di male. La crudeltà degli uomini e la loro indifferenza alla sofferenza di altri, se funzionale ai loro scopi (o anche se è gratuita, ma qui questo non c’è).
Poi la sensazione che prova Nur, che la morte e il dolore facciano ormai parte integrante di lei, a tal punto che il Buio quasi la riconosce come sua simile.
Infine, l’inquietudine che mi lascia la conclusione. Il Buio è ormai libero per il mondo, non più confinato in un meleto. Cosa farà? Cosa succederà?

23Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Lun Mar 07, 2022 5:25 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Ho riletto tutti i commenti, mica per la storia, per capire chi sia l'autore. Voglio saperlo prima che tutto finisca. Che poi in ultimo c'è una grande confusione, saluti e abbracci vari, sorpresone e sorpresine. E io voglio saperlo prima chi sei. Magnifico autore, autrice.

24Il sogno del Buio Empty Commento Mar Mar 08, 2022 5:50 pm

Marcog

Marcog
Younglings
Younglings

Alla fine del racconto la sensazione è quella di aver letto una storia di grande qualità. Scrittura apparentemente semplice, elegante, che facilita piacevolmente la lettura. La cruda attualità di questi giorni si sposa con il palcoscenico del tuo racconto. La scelta di mantenere i toni da favola alla fine, forse toglie qualcosa alla trama del racconto, che comunque resta decisamente tra i miei preferiti. Per me un esempio di stile, complimenti e grazie!

25Il sogno del Buio Empty Re: Il sogno del Buio Mer Mar 09, 2022 10:36 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto molto bello.
Ormai lo sanno tutti che io scrivo favole e fiabe, quindi mi sono ritrovato molto in questo racconto. La cosa da una parte mi è piaciuta ma dall'altra ho pensato quel finale è adatto a un racconto horror? 
Secondo me no. Nel senso è un racconto in cui i buoni vincono, i cattivi perdono e qualcuno si redime. 
Per me un horror non deve per forza finire male per tutti ma almeno quel senso di speranza deve essere mitigato. 
Il Buio mi piace proprio perché era così istintivo e imprevedibile ho iniziato a cambiare opinione quando hai inserito le storie. Lo hai umanizzato e alla fine lo hai liberato.
nell'ottica della favola ci stava ma in uno step in cui il genere dovrebbe essere l'horror si perde. 
In ogni caso rimango combattuto perché quello che ho letto mi è piaciuto un sacco, mi prenderò del tempo per la decisone finale.


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