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1I petali dell'amor(t)e Empty I petali dell'amor(t)e Ven Feb 18, 2022 3:54 pm

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Il taxi si ferma davanti al grande cancello in ferro battuto sormontato da un elegante fiore stilizzato. L’autista scende ed estrae dal portabagagli il trolley della cliente.
«Da qui dovrà proseguire a piedi» e, rivolto uno sguardo preoccupato verso le scarpe décolleté indossate dalla donna, incassa il prezzo della corsa poi, sparisce in una nuvola di polvere dietro la curva.
Edith Kovács si avvicina al cancello, spinge l’inferriata e quella si apre senza un cigolio. Dopo un attimo di perplessità, ispeziona in giro: il vialetto, costeggiato da un delizioso prato all’inglese, è costituito da ciottoli bianchissimi che riflettono la luce calda del sole autunnale. Meglio cambiarsi le scarpe, pensa, prima di trasportare il bagaglio a mano.
Il casolare è ancora più bello di quanto facessero sperare le foto su internet, la porta d’ingresso è socchiusa.
«È permesso?»
Nessuna risposta.
«Buonasera, sono la signora della prenotazione on line!»
«Ancora un attimo e sarò da lei. Entri pure.» La risposta arriva come un’eco nella stanza.
Nell’attesa, Edith si guarda intorno. Le mura a pietra, le travi di legno sul soffitto, un vecchio camino, spento, al centro del salone. Fiori freschi sui tavolini. L’aria profuma di pulito.
Sente la necessità di ravviarsi i capelli.
«Buonasera, mi scuso per l’attesa.» La donna appena entrata indossa un abito in maglia rosso rubino che ne sottolinea le curve. I capelli biondi, pettinati con cura in uno chignon alto, esaltano la lunghezza del collo e incorniciano il volto di una bellezza antica.
«Nessun problema, è così bello questo posto!»
«Milesia, Milesia Altieri, molto piacere di averla ospite qui da noi» le offre una stretta di mano calda ed energica.
«Edith Kovács. Il piacere è mio, signora Altieri.»
«Milesia» risponde la donna guardandola dritto negli occhi «dammi pure del tu come si usa da queste parti, se ti fa piacere.»
Edith sente il rossore infiammarle il viso.
«D’accordo… Milesia.»
«Ungherese?»
«Sì, di Budapest. Ma adoro l’Italia e il suo clima.»
«Complimenti, parli un ottimo italiano.»
«Grazie. Tutto merito del mio ex marito. Era da tanto che non ci tornavo. L’ultima volta fu per assistere a una sua conferenza. Era il 10 ottobre del 2015. Eravamo felici, allora. E ora sono qui, lo stesso giorno di sei anni fa, ma da sola.»
Milesia coglie la nota amara della risposta. «Ah… si vede che sei stata una brava allieva», sdrammatizza. «Bene, ora vieni con me, ché ti mostro la camera.»
Salgono al piano superiore. Quando inserisce la chiave nella toppa, Edith ammira la manicure della donna, perfetta se non fosse per delle piccole macchie gialle sui polpastrelli.
«Ti auguro un piacevole soggiorno. Quando ti sarai riposata, se lo desideri, ti farò fare una visita della tenuta.»
«Certo, con molto piacere! A più tardi, allora.»

Appena scesa, Edith si lascia avvolgere dal tepore buono che scalda la stanza. «Mi dispiace, dopo la doccia mi sono addormentata.»
Milesia siede davanti al camino acceso con un libro aperto sul grembo e lo sguardo perso nei giochi delle lingue di fuoco. Si volta verso di lei, le sorride comprensiva; guarda di sfuggita l’orologio da polso. «Sì, è un po’ tardi per la nostra piccola escursione. Posso offrirti una delle nostre tisane?»
Edith annuisce «Grazie, Milesia.»
«Vanni, puoi apparecchiare in veranda?»
Un uomo di mezza età si materializza nella stanza: è sudato, indossa dei guanti da lavoro e ha lo sguardo sfuggente.
Una ruga impercettibile segna la fronte di Edith.
«È un brav’uomo e un ottimo aiutante. Lavora per me da una vita» si affretta a rassicurarla Milesia.

La veranda, un loggiato chiuso da ampie vetrate scorrevoli, offre un panorama mozzafiato: un meraviglioso campo fiorito ondeggia sotto le carezze di un vento leggero; sembra un lago viola incorniciato da dolci colline sullo sfondo. Tutto intorno, la campagna è scaldata dai colori dell’autunno incipiente.
L’ambiente è curato e ospitale: un comodo divano bianco, un tavolino con un bricco fumante, biscotti rustici e due tazze in porcellana finissima. Le due donne siedono una di fianco all’altra.
«Zucchero o miele?» chiede Milesia premurosa.
«La preferisco al naturale. Ha un così buon odore. Che erba è?»
«La raccolgo io, da queste parti» risponde, evasiva, la padrona di casa.
Bevono a piccoli sorsi, senza parlare, godendo il momento.
«Dimmi di te. Perché questo viaggio?» Milesia rompe il silenzio.
Edith indugia sul vapore azzurrognolo che esala dalla tazzina. «Un matrimonio fallito può bastare?»
«Capisco…» inizia a giocare col ciondolo della collana «un’altra donna?»
«Sì, più giovane. Come da cliché, ma non vorrei parlarne. Ora voglio pensare solo a me stessa.»
«Sei nel posto giusto» Milesia le prende la mano «fidati.»
Edith la ritrae subito. Rivolge lo sguardo altrove e cerca di riprendere la conversazione nel modo più naturale possibile. «Milesia, cosa sono tutti quei fiori? Sono stupendi!»
La donna ruota la tazzina tra le mani, la porta alle labbra e beve un ultimo sorso prima di rispondere.
«Fiori di zafferano. Belli, vero? Peccato che fra pochi giorni inizi la raccolta. Dovremo attendere il prossimo anno per rivedere questo spettacolo. Sei fortunata, Kovács.»
«A quanto pare è così. Non ci sono altri ospiti oltre me? Non ho ancora incontrato nessuno.»
«No, nessun altro; accogliamo un villeggiante alla volta, così possiamo offrire un’esperienza esclusiva ai nostri clienti. Non è per questo che ci hai scelto?»
«In effetti è molto più di quanto mi aspettassi, farò un’ottima recensione.»
«Grazie, sei molto gentile.»
«E così, quelli sono fiori di zafferano. So che è una spezia pregiata, il mio ex marito impazziva per il riso… come si dice…»
«Alla milanese. Un piatto del nord Italia.» Milesia completa la frase. Poi, cerca gli occhi di Edith e prosegue abbassando il tono di voce «ma lo zafferano è molto più di una spezia da usare in cucina.»
Edith trattiene a fatica un sospiro. «Non vedo l’ora d’imparare tutto quanto.»
«Domani, certo. T’insegnerò ogni cosa. Promesso.»

La notte Edith non riesce a chiudere occhio. Nel silenzio può sentire la risacca del suo stesso respiro e il sordo ticchettio del cuore. Frammenti di immagini si susseguono senza sosta, in un mulinare di emozioni sconosciute e vivide. Albeggia quando bussano alla porta.
«Edith, sei sveglia? Se vuoi scendere, la colazione è pronta.»
Controlla lo smartphone sul comodino: le sei e trenta. Si guarda allo specchio. Ha i capelli in disordine e gli occhi segnati.

Milesia indossa dei pantaloni color verde militare, una camicetta a fiori che lascia intuire un seno generoso e degli stivali in gomma. Un largo cappello in paglia completa l’abbigliamento campestre.
«Porti un trentanove, vero?» Le porge un paio di scarpe adatte per scendere nel campo.
Una volta uscite all’aperto, la leggera brezza del primo mattino dissipa in fretta le ombre della notte. I piccoli fiori, in attesa di dischiudersi sotto i primi raggi del sole, impregnano l’aria di un delicato aroma dolce amaro. Edith chiude gli occhi e respira a fondo.
Milesia la precede di alcuni passi. «Vanni passa ore e ore piegato ma la fatica vale ogni singolo minuto speso, credimi.»
Il contadino è in ginocchio, le spalle ricurve verso il terreno; se non fosse per la cesta di vimini al suo fianco, sembrerebbe in preghiera.
Milesia lo avvicina: «Puoi andare, ora» gli bisbiglia all’orecchio.
L’uomo si alza senza emettere un fiato, guarda di traverso le due donne e, in breve, sparisce dalla loro vista.
«Lo sai che ci vogliono centocinquanta fiori per fare un solo grammo di spezia? Edith, guarda questa piccola meraviglia.» Milesia coglie un fiore, ne accarezza i petali, li apre con delicatezza; tre stimmi rossi si mostrano turgidi sotto le sue dita esperte: «Questa è la parte preziosa: la parte femminile.» Poi, senza distogliere lo sguardo da Edith, prosegue «la polvere gialla che vedi è polline, la parte maschile» la soffia via «non serve a niente» conclude. «Vuoi provare?»
Edith coglie un fiore a sua volta. «È come stringere tra le dita una nuvola…» sussurra. Sfoglia i petali a uno a uno, dischiude le labbra per soffiare via il polline, poi stacca i tre stimmi. Si muove con lentezza, sotto lo sguardo vigile di Milesia.
«Faccio bene, così?»
«Sì, brava, non ci vuole fretta.»
Segue le istruzioni con diligenza, il tempo sembra essersi distratto, i pensieri vagano leggeri. Edith si rende conto di non aver pranzato che il sole è già basso sull’orizzonte.
Si guarda intorno: Milesia non è più lì, chissà da quanto. Dopo ore di lavoro, il cestino è ancora vuoto. Prova ad alzarsi, ma si sente sprofondare nel terreno. Le gambe tremano, il cuore salta i battiti come un vinile rotto. Un bisbiglio confuso le risuona in testa e in bocca sente un sapore acido. Trasalisce sentendosi afferrare per un braccio.

Quando si riprende è completamente nuda come Milesia sdraiata accanto a lei sul divano. Via via che recupera la lucidità riconosce la veranda illuminata da decine di candele: dalla vetrata, il colore viola del campo sfuma nel rosso cupo del tramonto.
Si rende conto di avere i polsi legati dietro le spalle. Un rivolo di sudore che scende dalla fronte, le brucia gli occhi facendoli lacrimare. Prova a gridare ma produce solo un mugolio sommesso.
«Shhh! Fai la brava Edith Kovács, non serve parlare. Non devi sforzarti.» La donna l’accarezza con dolcezza. Non riesce a sottrarsi a lei, neppure quando le dita si fanno strada verso la sua bocca, aprendole le labbra per poi scendere di nuovo fino a pizzicarle i capezzoli e infine sfiorarle il clitoride «Edith, Edith… stai calma. Non agitarti. Ci sono io a prendermi cura di te adesso. Aspettami qui. Non muoverti.»
Torna dopo un attimo con una bacinella inizia a lavarla. «Acqua e zafferano. Oro, come i tuoi capelli» ne prende una ciocca e ne aspira l’odore «sei bellissima, sai? Proprio un bel fiore. Non tremare, fidati di me.»
L’acqua tiepida cola sui seni, un fiume dorato che scorre, allaga la fossetta dell’ombelico, per sfociare nel delta nel suo sesso. Milesia segue con la lingua il corso del ruscello, se ne disseta, insaziabile come se quel liquido la rigenerasse dopo un lungo cammino nel deserto.
La pelle freme sotto le carezze, non posso, non devo! pensa Edith ma la volontà non riesce a combattere contro i desideri del proprio corpo che, suo malgrado, inizia a fluttuare e a pretendere le attenzioni di Milesia. Edith geme, solleva il bacino, sempre più audace, incapace di frenare, pronta ad accogliere il ritmico pulsare del paradiso; quando, alla luce tremula, vede l’ombra di Vanni e il frenetico movimento della sua mano, sente un calore mai sperimentato prima.
Milesia le accarezza la testa come per coccolare una bambina poi, cerca le sue labbra. E le succhia. Sopra e sotto.

Edith si risveglia nel cuore della notte coi polsi indolenziti e la testa vuota. L’odore acre delle candele spente le dà la nausea. Cerca di sollevare la testa, pesante come un corpo morto.
«Ho sete» sussurra con un filo di voce.
L’ombra si stacca dalla parete e le porge un bicchiere d’acqua. Vanni è rimasto lì tutto il tempo. Le sorregge la testa e l’aiuta a bere.
«Ti prego, aiutami. Voglio andare via.»
L’uomo biascica qualche parola sconnessa «No! No, signora. Non puoi andare via. Mai.»
Ora che l’osserva da vicino, le sembra di riconoscere nel volto del contadino, quello del tassista.
«Ma tu…»
«Zitta! Non alzare la voce.»
«Posso sapere dove sono? Dov’è la signora Altieri? Che razza di posto è questo? Potresti almeno restituirmi il cellulare? Devo… devo fare subito una telefonata.»
L’uomo non risponde. Aiuta Edith a scendere dal divano, le porge una vestaglia di seta come ordinatogli dalla padrona di casa, e accende una candela.
Edith non l’aveva notata prima, ma nella veranda c’è una porta. Vanni estrae una chiave dalla tasca dei pantaloni, l’apre e la invita a seguirlo. Una volta entrati, l’uomo illumina un primo quadro appeso alla parete, poi un secondo, poi un terzo. Tutti ritratti di donne: alcune indossano abiti sontuosi, altre vestiti modesti da popolane, altre ancora jeans e camicette; un’immensa galleria di volti femminili di ogni età ed epoca. Il corridoio conduce a una stanza senza finestre; nell’aria un forte odore di solvente. Vanni illumina un’ultima tela ancora sul cavalletto: il ritratto una donna bionda senza volto.
Edith deglutisce a vuoto.
«Capisci, signora, perché non te ne puoi andare? È già tutto pronto.»
«No, no… ti prego. Fammi andare via da qui. Subito.»
«Silenzio ho detto! Vuoi svegliare la tua amica?»
«Non ho alcuna amica.»
«Bugiarda… Non sono stato io a scoparmi Milesia tutta la sera» dice facendo roteare la lingua; poi si piazza davanti alla porta e non la lascia passare.
Un rigurgito acido le corrode la gola.
«Però… forse… se sarai carina con me, potrebbe venirmi voglia di aiutarti.»
Edith si appiglia alle sue parole con la forza della disperazione. «Tutto quello che vuoi. Farò tutto quello che vuoi, prometto.»
«Quand’ è così…» le infila una mano tra le cosce, si avvicina all’orecchio e bisbiglia: «sai, mia cara, qual è il segreto per avere fiori tanto belli?» grugnisce «il concime, bella mia, è il concime. Niente è meglio di un buon cadavere per ottenere un buon concime. Se poi è di femmina, di una bella femmina, il risultato è sicuro.»
Edith sente le gambe cedere e un turbinare di voci strazianti urlarle dentro la testa: «Le donne dei ritratti…»
Il contadino mima un applauso. «Eh già! Hai indovinato. Milesia l’ha detto subito che sei una donna intelligente. Davvero un peccato che abbia perso la testa per te. Proprio un peccato. Non doveva succedere. Il Signore è stato chiaro: lei deve procurargli le anime, e lui, in cambio, le concede eterna vita e bellezza. Io devo solo servirla, seppellire i corpi... badare che gli ordini del Signore siano rispettati. Mi pare un contratto ragionevole… Non credi?»

Edith deterge la fronte col palmo. Respira a fondo e, con uno scatto fulmineo si divincola dalla presa dell’uomo, lo strattona, gli sputa in faccia «maledetto porco!»
Il contadino si affretta a tapparle la bocca, la soffocherebbe di certo se lei non fosse, di nuovo, pronta a reagire. Stringe il sesso inguainato dai pantaloni, tira giù la zip, accarezza il pene eretto, e inizia a masturbarlo. L’uomo allenta la presa.
«La tisana di erbe, ricordi? Milesia non ci ha messo tutto ciò che doveva. L’ha buttato via, capisci? Io… io l’ho vista farlo» geme «la strega ti voleva tutta per sé. Non voleva farti morire. Puttana! L’ha fatta davvero grossa. Ha… Ha combinato un guaio. Un grande guaio. Il Signore si è arrabbiato. Molto. Anche con me ma io gliel’ho detto che non ho colpa, non ho colpa!»
Edith approfitta del momento per insistere.
«Vanni, ti prego, aiutami a fuggire.»
Ma una luce maligna scintilla negli occhi del contadino «No!» risponde deciso «Ti aiuterò a restare viva, invece. Per sempre, se ti comporterai bene.»

Edith entra in veranda e attende il ritorno di Milesia. Quando la vede arrivare, le corre incontro, l’abbraccia e la bacia a lungo. «Stavolta posso legarti io?» le sussurra all’orecchio.
«Sì Kovács, mi fido di te.»
Più tardi, Edith seduta sul divano, posa le labbra sulla tazzina di porcellana e soffia sul liquido bollente per raffreddarlo un po’. Dalla vetrata può vedere il contadino chino sul campo intento a scavare una fossa profonda.

* * *

«Sono Katharina Mölder, ho fatto la prenotazione on line» dice la donna appena entrata.
«Ben arrivata! Sono Edith Kovács, è un vero piacere averla ospite qui da noi» risponde la padrona di casa porgendole la mano.
Sulla parete, il ritratto di Milesia si contorce in un ghigno infernale.

2I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Dom Feb 20, 2022 11:25 am

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

mica male, per niente.
letto con piacere e senza problemi sino al termine.
ben scritto ed esposto con gusto, descrizioni chiare e precise.
una storia sovrannaturale, come un horror che si rispetti deve essere.
belle le figure dei protagonisti, anche se non mi aspettavo che Vanni si facesse vendetta.
non so cosa altro aggiungere se non che qualche riga in più l'avrei letta con piacere.
complimenti


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

I petali dell'amor(t)e Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

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3I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Dom Feb 20, 2022 6:03 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Un racconto molto piacevole da leggere. Il sesso non è così sguaiato come quello che ho letto nei racconti precedenti e la tua scrittura è veramente molto bella e semplice. Un appunto  però te lo farei: non capisco perchè hai fatto chiamare Kovacs come qui: Sei fortunata, Kovács dalla direttrice quando sono oramai arrivate al tu nei loro colloqui. Niente di grave e magari è solo una mia paranoia. Sei brava (son quasi certo del genere e lo faccio qui e ora prima che mi bollino come scorretto). C'è veramente una grande sensibilità. Ti metto un * per ricordarmi di te. Complimenti.

4I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Dom Feb 20, 2022 6:40 pm

giuseppe.bignozzi

giuseppe.bignozzi
Younglings
Younglings

Bene, molto bene.
Il finale inatteso dona originalità al racconto e lo svincola dalla banalità da classico Horror, su cui sembrava impostato.
Tutto scorre senza esagerate truculenze e inutile abbondanza di aggettivi.

5I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Lun Feb 21, 2022 6:26 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ciao autor@
È evidente che il genere horror e quello erotico hanno stimolato la fantasia di molti autori. 
La scrittura è semplice quasi scarna ma i dettagli inseriti non sono lasciati al caso. Si nota una ricerca delle parole, l’eros, a parte l’episodio esplicito, l’ho trovato espresso in modo migliore in altri momenti.
Ad esempio quando Milesia mostra alla villeggiante come trattare il piccolo fiore.
La parte horror appare in modo evidente nel finale e sta tutta nella vittoria del male. Un male che non può essere sconfitto. Il contadino è viscido, ha paura,  e forse trova il modo di placare le ire del demonio proponendo un’alternativa che lo possa soddisfare. Paletti rispettati.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

6I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Mar Feb 22, 2022 11:53 am

Nellone


Younglings
Younglings

Innanzitutto mi complimento con l’autore (anche se penso si tratti di un’autrice, data la profusione di tisane…) per lo stile e la correttezza formale che accompagna tutto il racconto. Le descrizioni sono incisive e, seppure semplici come lessico e composizione, riescono a rievocare immediatamente i sensi suscitati; stesso dicasi per le narrazioni, non concitatissime ma di grande effetto. Scrittura moderna e senza fronzoli, insomma. La fusione tra i due generi non degenera mai in con-fusione, ciascuno si prende i suoi tempi e si accavallano solo per qualche istante, senza fastidio. Un solo piccolo appunto, che peraltro non inficia sulla bontà del lavoro, solo nel finale: possibile che la padrona di casa non sospetti qualcosa prima di farsi legare? Comunque un piacevole finale a sorpresa, anche se un po’ telefonato.
Veniamo ora ai paletti: do per scontato che siano stati tutti rispettati, altrimenti non saresti qui! Centratissimi i generi, il protagonista e l’ambientazione sia spaziale che temporale; la veranda mi pare un po’ accessoria, ma comunque il gioco regge.

7I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Mar Feb 22, 2022 12:35 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Pochi hanno la tua immaginazione, autore, anche se sul finale avrei giocato tutti i soldi che ho in tasca e non mi ha stupito più di tanto. I personaggi non si sono mai allontanati ed era prevedibile la stravagante storia d'amore sulla quale non conviene indagare.
Complimenti e arrivederci per un secondo commento.

8I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Mar Feb 22, 2022 5:45 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Il titolo: un buon titolo, non banale.
Paletti: campo, contadino, genere, veranda sono centrati; l’arco temporale affidato però a una data soltanto.
Personaggi: il contadino, all’inizio solo una figura vaga, gradatamente entra in scena, fino ad essere protagonista indiscusso dell’ultima parte.
Il genere: una commistione tra erotico ed horror ben gestito: il momento erotico irrompe quasi, ma non è inaspettato ed è portante per la trama, l’horror si aggiudica il finale con una presenza soprannaturale, il Signore che si nutre di anime.
La trama è interessante, ben costruita e condotta con un bel ritmo fino alla fine. Non originalissima: Milesia - come altri personaggi della letteratura – insegue l’eterna giovinezza, per ottenere la quale è disposta a diventare assassina di giovani donne di cui carpirà l’anima, in questo caso dopo averle trasformate anche in strumento di piacere. Anche Vanni ricalca il classico personaggio che rimane nell’ombra, quasi una suppellettile, ma di fatto occupandosi di quelle faccende sporche fondamentali di cui, a un certo punto, vuol mettere sul piatto il potere che ne deriva. Tornerà alle sue faccende, ma per un giorno lui è stato padrone e chissà...
Il racconto è scritto bene, pulito e non ho rilevato refusi o errori particolari.
Unicamente il finale è un po’ squilibrato, a mio parere, rispetto al resto del racconto: l’arcano viene svelato da Vanni in due lunghissime frasi o poco più. Forse suddividendo queste spiegazioni, intervallate dai tentativi di Edith di convincerlo a lasciarlo andare – anche questi ultimi trattati piuttosto frettolosamente – avrebbe reso meglio con più tensione, dando maggior peso a quanto avverrà successivamente. L'impressione è di fretta nel far arrivare il lettore al finale. Poi i finali sono bastardi come gli incipit, se non di più: i primi non arrivano mai, i secondi han fretta di mostrarsi.

Quindi un bel racconto, che si lascia leggere fluidamente, ma nessuno dei due generi emerge in modo eclatante. La sensualità delle protagoniste è solo del momento clou; l’horror è maggiormente marcato, anche se sviluppato con le spiegazioni di Vanni.
Lettura piacevole, anche per la scrittura curata, ma non mi ha preso, soprattutto l’horror da cui mi aspetto sempre qualcosa che mi dia sensazioni di paura.
 
Le frasi che mi sono piaciute e le mie note:
L’aria profuma di pulito. Sente la necessità di ravviarsi i capelli.
... dal tepore buono che scalda la stanza
ché ti --- che ti    completamente nuda,  come Milesia sdraiata accanto  inserirei una virgola
 
 
Milesia mi ha ricordato le fabulae milesiae; raccolta di racconti “licenziosi”, scritti in varie epoche, dal contenuto erotico e spesso ironico. (Quando anche un cruciverba di una settimana enigmistica anni ’90 partecipa ai commenti)   



Ultima modifica di Susanna il Mar Feb 22, 2022 11:36 pm - modificato 1 volta.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

9I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Mar Feb 22, 2022 10:15 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ho riletto due volte a distanza di una giornata l'una dall'altra questo racconto per verificare se l'ottima impressione che mi aveva suscitato veniva confermata.
La risposta è sì, il racconto regge anche alla rilettura e, per il momento, si conquista il primo posto della classifica provvisoria (più o meno un terzo dei racconti).
Scrittura scorrevole, senza refusi e in grado di condurre ilo lettore senza fargli fare alcuno sforzo di comprensione.
Hai deciso di utilizzare la contaminazione dei due generi e anche se (forse) nessuno alla fine risulta chiaramente approfondito il mix a mio parere risulta vincente.
Bene i paletti, amalgamati correttamente; forse l'unica forzatura è quella temporale ma va detto che in questo step era il paletto meno delineato e più difficile da caratterizzare con precisione 8a meno di non legarlo a qualche avvenimento di attualità come ha fatto qualcuno).

10I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Mar Feb 22, 2022 11:28 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

Davvero un buon mix fra i generi horror ed erotico, scritto con grande capacità e sicurezza. Le frasi sono semplici ma efficaci e le descrizioni rendono vivi e presenti personaggi e luoghi.
Le scene di sesso sono ben calibrate e non scadono mai nel volgare (se non in un'occasione di cui dirò più avanti), mentre la componente horror risulta sottesa anche nei momenti più tranquilli e idilliaci, come una specie di eco lontana ma sempre presente.
Venendo ai famigerati paletti, mi sembrano tutti inseriti al posto giusto, senza forzature, con l'eccezione (direi trascurabile) di quello temporale, liquidato in una data o poco più.
Ciò che mi ha convinto di meno si colloca verso la fine del racconto e più precisamente nella parte in cui interagiscono Edith e il contadino. Qui infatti ho trovato quell'occasione di volgarità cui accennavo sopra. E qui ho riscontrato un passo diverso nel narrare, una velocità che non mi sembra pienamente giustificata dalla concitazione del momento. Va bene che Edith deve salvarsi la vita, ma, per essere convincente, è troppo repentina la metamorfosi da brava ragazza a servitrice del male.
Fra l'altro, questa fretta, rende anche più palese dove il finale stesso voglia andare a parare.
Resta comunque un ottimo lavoro. Complimenti.

11I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Mar Feb 22, 2022 11:56 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Scorrevole: horror ed eros si mixano senza disturbarsi.
La scena hot descritta con particolari espliciti ma senza scivolare nel pornografico.
Poco credibile che Milesia si invaghisca immediatamente della nuova vittima, compromettendo il suo rapporto con il Signore. Si ha quasi l’impressione che la fine sia stata scritta un po’ di fretta, portando ad un finale che appare scontato.
Rimane comunque una piacevole lettura.

12I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Mer Feb 23, 2022 10:19 am

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Una scrittura pulita la tua che si fa leggere scorrevolmente.
Due refusi piccoli:

"verso le scarpe décolleté indossate dalla donna, incassa il prezzo della corsa poi, sparisce in una nuvola di polvere dietro la curva"
la virgola va prima di poi
"il ritratto una donna bionda senza volto." manca DI una donna...
come altri non ho capito perchè la direttrice la chiama Kovacs.


Anche qui c'è una commistione di stili, come ho visto in molti altri racconti. Anche se ben amalgamati continua a lasciarmi insoddisfatta. Non si da il 100% né all'uno né all'altro.
La parte erotica più funzionale è senz'altro la parte in cui racconta come raccogliere il fiore, mi è piaciuta molto. Più frettolosa la parte nella veranda, come se avessi voglia di arrivare velocemente alla parte horror.


Troppo veloce la conclusione, avevi spazio, potevi giocartela molto meglio. In due battute da disperata moglie lasciata da un marito fedifrago, a braccio destre del potente Signore. Un minimo di accompagnamento nella transizione ci sarebbe stato bene.

Nel complesso un buon racconto

13I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Sab Feb 26, 2022 12:22 am

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

La storia che ho letto mi convince dal punto di vista delle atmosfere e delle immagini che ha saputo suscitare, meno dal punto di vista della trama.
Lo hanno già rilevato altri, mi limito a concordare: da metà in poi il racconto accelera bruscamente e il finale arriva incespicando su se stesso, tra il personaggio di Vanni che si spende in (almeno per me) poco realistiche contorsioni di lealtà/slealtà verso la sua "padrona", ed Edith che si trasforma in nuova principessa del male da un momento all'altro.
Tutto troppo brusco e, paradossalmente, intuibile dalle scene precedenti.
A conti fatti, forse era meglio asciugare la prima metà del racconto per dare più spazio alla seconda.

Argomento eros.
Mi ritengo abbastanza soddisfatto: in qualche passaggio della scena hot, forse un pelino troppo breve?, hai tenuto alta la mia attenzione. Scelte lessicali buone, immagini suscitate buone.
Troppo poche però. Ci avrei insistito di più.
Un dettaglio: salvo mie sviste, si scopre solo verso la fine che Edith è bionda. Sembra una fesseria ma questo ha il suo peso in un racconto con scene hot. Lo avrei esplicitato fin dall'inizio.

Ci sono alcuni dettagli che non ho capito, ad esempio l'attenzione per le scarpe all'inizio.
Il taxista (Vanni) guarda preoccupato le scarpe decolleté. Perché preoccupato? Perché si sporcheranno/rovineranno sul vialetto?
Embeh? Razz
Il lettore viene peraltro messo al corrente che Edith decide di cambiarsele.
Il tutto sembra solo un lungo dettaglio di cui non capisco la funzione. Sorry, certi particolari mi colpiscono e mi rimangono in testa.

Il campo di zafferano l'ho percepito, più che in altri racconti, come messo lì solo causa paletti. Ci sta, per carità, ma si "sente."

Stilisticamente, infine, la scrittura è buona. Non ha difetti particolari. Sui dialoghi, voto "ni": sono un pochino artefatti e ridondanti (più ridondanti tra le due donne, più artefatti tra Edith e Vanni). Quest'ultimo parla davvero come il classico minion del male e quindi ne esce un pelo cartoonizzato.

Insomma, il racconto aveva delle ottime basi ma, secondo me, non soddisfa appieno perché non sviluppa in modo compiuto né il lato horror né quello erotico. Forse la commistione non ha pagato a dovere.

EDIT (no, non la protagonista) - il titolo non mi piace proprio. Sembra caricaturale, da fumetto. Toglie serietà alla storia. Per me.

14I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Dom Feb 27, 2022 8:03 am

mirella


Padawan
Padawan

La trama mi sembra ben gestita e la scrittura semplice e scorrevole. Soddisfatti i requisiti richiesti dal contest. Genere erotico/horror.
I personaggi mi sembrano ben delineati, compreso Vanni, il contadino/guardone, che sembra avere un ruolo secondario in parte del racconto, ma diventa centrale nel prosieguo.
Lo stile si giova con equilibrio di detto e non detto, ma il ritmo, una sorta di movimento lento nella prima parte, diviene troppo veloce nella parte conclusiva. Un lavoro discreto, ma migliorabile.
Mi sembra più riuscita la parte erotica, mentre la morte di Milesia è raccontata con toni troppo soft per destare paura e orrore. Piaciuto comunque.

15I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Lun Feb 28, 2022 8:57 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Andrò controcorrente, ma da lettore del genere horror questo racconto mi ha convinto poco.
Il difetto maggiore che ho avvertito io è la mancanza di atmosfere.
Non si avverte quel senso di mistero, non si percepisce quel qualcosa di sbagliato, di malsano, capace di crearti un brivido lungo la schiena. Voglio dire, è evidente che la situazione sia particolare, però il tutto a me è sembrato troppo annacquato, troppo soft, quasi inconsistente.
Mi sono fatto l'idea che puntare sul genere erotico, con punte di morbosità, avrebbe caratterizzato maggiormente la storia. Io avrei caricato di più su Milesia, tenutaria del casolare, in cerca di avventure piccanti e morbose, porre l'accento sulla sua figura ambigua, farla risultare anche un pò squilibrata, ma delimitare il tutto nel solo perimetro della sessualità, senza tirare in ballo figure soprannaturali solo accennate o derive horror.
Purtroppo così non è né carne né pesce; un racconto che negli intenti cerca di virare più verso il filone horror, ma non ne ha le atmosfere, e che invece avrebbe potuto rendere di più come storia prettamente erotica.

16I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Gio Mar 03, 2022 6:36 am

SuperGric

SuperGric
Padawan
Padawan

Racconto ben scritto ma che mi lascia un po’ così.
Fino a più della metà non si capisce se debba virare sull’horror o sull’erotico. Non ci sono indizi, tutto viene narrato fluidamente ma senza preparare l’atmosfera che sia un racconto erotico sia un horror esigono. È tutto campestre e amichevole poi improvvisa arriva la scena hard, ben descritta ma sfuggente, per me. Vanni infine interviene e spiega tutto il meccanismo soprannaturale e horror del luogo, in un dialogo un po’ frettoloso e vagamente contorto, con anche l’introduzione di un ulteriore “signore” che rimane un po’ appeso lì.
Il finale invece mi è piaciuto, con la vittima che diventa carnefice.
Scrittura impeccabile.

17I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Gio Mar 03, 2022 10:55 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

Il titolo è originale e calzante e predispone il lettore al sovrapporsi dei due generi. Ti ritrovi inizialmente di fronte al racconto erotico che pervade un po’ tutto il testo. L’horror si fa più evidente nella seconda parte e nel finale. Fra i brani che coraggiosamente hanno azzardato il mix mi pare quello che ha saputo meglio mantenere un equilibrio fra le due componenti che sono state sviluppate rispettando gli elementi principali, sia del genere erotico che di quello horror.
Sono convinto che se avessi mantenuto la barra dritta sul genere erotico, che mi ha coinvolto più dell’altro, senza sconfinamenti, il risultato sarebbe stato perfino migliore.
Elementi della prova: campo di zafferano c’è, la veranda pure, così come il contadino.
La scrittura è ottima. Non ho colto imprecisioni o incertezze. Giudizio molto molto positivo.

18I petali dell'amor(t)e Empty Commento Ven Mar 04, 2022 6:09 pm

Marcog

Marcog
Younglings
Younglings

Il racconto mi è piaciuto, belle le descrizioni iniziali che mi hanno subito messo in una zona di confort. Così, all'inseguimento della tua fantasia, ho percepito lo svolgersi di un horror. La parte erotica mi ha piacevolmente sorpreso, mentre l'horror è rimasto un po' appeso ai quadri e a qualche riferimento. Mi sono piaciuti i personaggi, sono rispettati i paletti, ma soprattutto mi è piaciuta la scrittura, fluida ed elegante.
Complimenti, per me un buon lavoro, grazie!

19I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Ven Mar 04, 2022 6:26 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Un erotico-surreale. Ci sono alcune imprecisioni di forma e alcune scelte lessicali che non mi piacciono, ma nel complesso si legge senza difficoltà.
I paletti ci sono tutti.
L’idea di fondo è buona, la parte erotica è resa bene.
Nonostante questo, non so dire perché, il racconto non mi ha preso molto. Forse mi frena una nota ancora acerba nella scrittura.

20I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Ven Mar 04, 2022 7:25 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Riletto.
Mi incuriosisce il titolo che si ispira apertamente a un paio di film di Tinto Brass, il re del film erotico italiano.
Pure Tinto usava la parentesi nel titolo per dire qualcosa di più. Ma non saprei dirti cosa.
Un buon lavoro, comunque.
A proposito di Tinto, il suo film più importante, ' La chiave' lo avrò visto almeno tre volte e per tre volte mi sono vergognato. Il cinema erotico provoca vergogna solo a me?

21I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Ven Mar 04, 2022 9:27 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Caro autore/autrice,
Un bel racconto, di cui ho apprezzato soprattutto il finale. La "ciclicità" del male, la vittima che si trasforma in carnefice, è un plot-twist che apprezzo sempre nell'horror.
Anche se questo non si può proprio definire un horror puro, ma una commistione di generi. Infatti la carica erotica è molto presente e a mio parere ben gestita, complimenti. Non è l'unica commistione di generi presente un questo step ma, a mio parere, sicuramente una delle meglio riuscite.
L'unica curiosità che mi resta è la scelta del nome "Milesia". Come mai un nome così particolare?
Diciamo che mi è parso quasi che tu volessi ambientare la tua storia in una Italia-non Italia, una specie di luogo provo di connotazioni geografiche e culturali, un po' come i negozi Ikea e le sale d'aspetto degli aeroporti. O gli hotel delle grandi catene super lusso.
A parte questo però, davvero non ho critiche da farti, e non mi stupirebbe vedere il tuo racconto tra i primi 5 di questo step. Complimenti!


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"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

22I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Lun Mar 07, 2022 11:51 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto che ho letto con piacere. Ha tutte le cose al punto giusto ma non so perché non mi ha colpito. 
la costruzione è buona, solo la prima parte l'ho trovato troppo lunga e i dialoghi un pochino scontati. 
I personaggi sono sufficiente a parte Vanni che ho trovato poco caratterizzato. 
I paletti ci sono tutti. Sono gestiti bene ma non mi coinvolgono. 
I generi ci sono entrambi. secondo me dovevi concentrarti solo sul lato horror perché quello erotico mi sembra solo abbozzato. Potevi seguire una linea più torbida e sporca ma invece, per me, sei andato sul sicuro. 
Insomma, il racconto fila via liscio ma mi è mancata la passione, quel pungo allo stomaco che ti stende.


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Someone give that Wolf a Banana  I petali dell'amor(t)e 1f34c 

23I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Lun Mar 14, 2022 6:21 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan

Già il titolo è una dichiarazione di intenti, un gioco che dice tutto sul racconto prima ancora di leggerlo. Beh, magari tutto tutto no, però qualcosa lo dice. La parola "petali" ci parla di un racconto al femminile. Penso sia stato scritto da una donna, parla di due donne, in generale ha una delicatezza, un modo di essere esplicito senza esserlo, deliziosamente femminile. Quella "T" messa tra parentesi ci dice già che il racconto avrà una doppia natura, che sarà erotico e horror allo stesso tempo e che per forza di cose, dato che è la "T" quella che può anche sparire, la componente erotica sarà predominante su quella horror.
La storia è indubbiamente intrigante, ha un grossa componente visiva. Vedi bene la tenuta, i campi di zafferano, le due donne, il contadino guardone, i quadri. E l'abilità che con cui dipingi le varie scene è il punto di forza del racconto. La componente erotica è presente fin dal primo incontro tra le donne. Non ti nascondi. Non vuoi o non puoi. E quello che succederà tra loro è piuttosto evidente. In generale le figure con cui giochi sono molto tipiche: la tentatrice, la vittima, il servitore, un'entità demoniaca e superiore che muove i fili. Quindi anche la vittima che si sostituisce alla tentatrice, che ne prende il posto e diventa tentatrice a sua volta, è in fondo il finale più logico. Forse ci arrivi con degli scatti un po' repentini. I cambiamenti, per quanto prevedibili nel contesto, sono bruschi e questo rende il tutto meno convincente di quello che potrebbe essere. In generale ti prendi molto tempo all'inizio per costruire la situazione e vai troppo di fretta nella parte finale, quindi il tutto avrebbe bisogno di maggior equilibrio. Ma ripeto: il racconto è e resta intrigante.
Il titolo ci dice anche un'altra cosa: hai usato correttamente i generi e hai usato correttamente i personaggi e l'ambientazione richiesta. Forse il vero punto debole per quanto riguarda i paletti è la veranda. Vero è che gran parte dell'azione si svolge lì, da un certo punto in poi, ma io l'ho sentita poco. In generale quello che avviene la fa scomparire. Lo zafferano, i petali, i corpi, la sensualità sono talmente predominanti che l'ambientazione, il luogo del sesso e del delitto, dell'amor(t)e, viene meno e al di là che usi la parola veranda quello che succede potrebbe succedere ovunque. In generale la trovo una stanza davvero difficile da gestire. Come ho detto in altri commenti è quasi un luogo di confine, appartiene e non appartiene alla casa allo stesso tempo. Insomma l'ho sentita poco, ma allo stesso tempo non penso si potesse fare meglio.


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I petali dell'amor(t)e Senza_10

24I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Mar Mar 15, 2022 11:54 am

Menico

Menico
Viandante
Viandante

Una bella trama, scrittura  scorrevole, personaggi  delineati in modo  preciso e  descrizione dei  luoghi che ti danno l'impressione di essere presente  sulla  scena. 
Conturbante la spiegazione di Milesia che accarezza i petali di un  fiore e li apre con delicatezza.
Piccola delusione nel finale dove troviamo Edith che, supportata dal geloso traditore Vanni, è pronta  a prendere il  posto di Milesia.


______________________________________________________
Come l'acqua che scorre, sono un viandante in cerca del mare. Z. M.

25I petali dell'amor(t)e Empty Re: I petali dell'amor(t)e Mar Mar 15, 2022 6:28 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

ciao autor@
gran bel racconto.
hai giocato con i due generi incuriosendo il lettore fino alla fine. il connubio ha prodotto un risultato davvero buono. i personaggi delle due donne mi sono piaciuti particolarmente. un po' scialbo Vanni, forse proprio per il ruolo che gli hai dato.
anche il titolo l'ho trovato efficace per cui non ho nulla da segnalarti.
forse l'inizio, questa casa così fuori dal mondo, mi ha ricordato Psycho del grande maestro. 
bella prova, comunque.
complimenti

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