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26Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Dom Mar 20, 2022 5:56 pm

Menico

Menico
Viandante
Viandante

Un inizio che ti commuove: un marito devoto alla moglie che la malattia ha trasformato rendendola volgare e assillante. 
La storia fila fino a  quando compare il diavolo nelle vesti  di una donna grassa che gli ricorďa le sue malefatte.
Egli è un assassino  violentatore e ricattatore, la pena da scontare la sta vivendo: "l'inferno è ripetizione".
Poi lo induce ad uccidere la moglie. 
Non funziona, la morte di lei pone fine alla pena.
Mi spiace ma la seconda parte svilisce il bel lavoro  fatto  nella prima.


______________________________________________________
Come l'acqua che scorre, sono un viandante in cerca del mare. Z. M.

27Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Dom Mar 20, 2022 7:24 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan

Be', che botta. A me è piaciuto, lo confesso, soprattutto la scena in cui Pete si risveglia, non era facile ed è stata gestita benissimo. Mi è piaciuto talmente tanto che gli errori palesi sono forse perdonabili. Primo fra tutti l'uso di frasi fatte e già sentite, il verde smeraldo, le budella attorcigliate, il sangue gelato... Proprio no, sono quelle tipiche cose che ti prendono per i capelli e ti fanno uscire dal racconto, meglio, che ti ricordano che stai leggendo! Il verde smeraldo c'è addirittura due volte. Altro punto debole, a parer mio, è il fatto che il diavolo voglia punire Pete. Cioè, dovrebbe premiarlo, o no? La pena di Pete, e quindi il male assoluto e quindi l'orrore, ci sarebbe stato molto di più nel caso Pete fosse stato realmente ciò che si preannunciava nel primo paragrafo, ovvero un marito paziente e un brav'uomo. Cioè, questa cosa che è un killer proprio non l'ho capita, toglie moltissima potenza al testo. Però l'ho detto, pazienza, perché le parti visuali, la forza delle immagini che hai creato, mi ha davvero colpito.
A rileggerci!

28Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Dom Mar 20, 2022 7:55 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Il mio commento precedente e lontano era stato molto positivo e se ho riletto il tuo racconto è stato solo per il piacere di farlo.
Una volta in un mio vecchio racconto scrissi 'grigio, colore lambretta grigia.' L' originalità non fu molto apprezzata, quindi il tuo 'verde smeraldo' non farà vacillare il tuo bel racconto, un colore non sarà mai fondamentale per un racconto.
Nei miei cinque.
Repetita iuvant. Si scrive così?
Ho fatto ragioneria.

29Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Dom Mar 20, 2022 11:11 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan

tommybe ha scritto:
Una volta in un mio vecchio racconto scrissi 'grigio, colore lambretta grigia.' L' originalità non fu molto apprezzata, quindi il tuo 'verde smeraldo' non farà vacillare il tuo bel racconto, un colore non sarà mai fondamentale per un racconto.
Nei miei cinque.
Repetita iuvant. Si scrive così?
Ho fatto ragioneria.
Sinceramente, caro Tom, non capisco che utilità abbia il commento al mio commento. Anche perché ho premesso che il racconto era talmente bello da importarmi poco del resto. Ciò non deve impedire comunque di far notare gli errori, anzi, visto che siamo qua per migliorare, non per farci i complimenti tra noi, è obbligo farli notare. E che tu ci creda o no, usare frasi fatte è una grossa svista. Evitarle è una delle prime cose che si raccomanda nei corsi di scrittura creativa, perché, oltre a ciò che ho già scritto, possono anche essere viste come sintomo di pigrizia, perché spersonalizzano lo stile, perché nel limite del possibile si deve evitare di scrivere come si parla (a meno di particolari scelte stilistiche), perché il prodotto finale di uno scrittore è un prodotto artistico e come tale va confezionato, con cura e originalità. Senza polemica naturalmente, lo sai che ti voglio bene, ma non voglio passare per quello pedante, cerco solo nel mio piccolo di rendermi utile.

30Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Lun Mar 21, 2022 3:11 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan

Anzitutto, la scrittura è buona, refusi a parte che non sto a elencare, ne cito uno soltanto:

"pompava sangue a un rimo esagerato."


"pompava sangue a un ritmo esagerato."



I refusi sono nulla in un testo complessivamente molto curato. Come qualcuno ha già segnalato, avresti dovuto spezzettare il testo con qualche a capo in più, per scongiurare l'effetto muro di parole. Detto effetto, a mio parere, non stride troppo con il ritmo del racconto, che non è soltanto tecnico, ma anche psicologico.

Il tormento di Wendy dovuto alla malattia sembra cogliere anche Pete, è come se fosse malato anche lui poiché comunque subisce in toto la condizione della moglie. E in certe condizioni nemmeno l'alcool ti aiuta. O se ti aiuta, probabilmente, provoca un effetto contrario, una sorta di allucinazione che fa emergere tutti gli scheletri celati nell'armadio. Situazioni che hanno sorpreso me lettore e che, nell'economia del racconto, non ho visto come causa scatenante che hanno portato Pete a uccidere Wendy. O meglio, non solo, perché era già evidente il malessere del protagonista circa la vita che faceva a causa della malattia di Wendy. Incongruenze narrative che non hanno bisogno di troppi approfondimenti, perché il racconto, comunque, mi è piaciuto.

La Napa Valley mi ha fatto ricordare il castello di Amorosa nel quale era ambientato il mio Fuori menù dello step "sala da ballo".

Grazie!


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Cit e Bastard Cool!

31Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Lun Mar 21, 2022 8:16 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Cara Autrice, Caro Autore,

non so quale sia il reale motivo, ma questo tuo racconto mi ha ricordato il dipinto American Gothic di Grant Wood. Atmosfera di un America profonda, rurale. La dolce e puritana Wendy che si trasforma in una macchina da bestemmie. E il buono e fedele marito che... poi tanto fedele non si rivela. E nemmeno buono. La visita del diavolo riporta alla luce eventi nascosti sotto la terra dei campi arati e la facciata di famiglia integerrima. Ma il diavolo non dimentica. A un certo punto mi aspettavo un finale differente. Rimane comunque un racconto interessante e ben scritto.
Complimenti.
Grazie


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

32Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Lun Mar 21, 2022 11:59 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Ciao, Autore.
Hai scritto un racconto secondo me riuscito: buona la scrittura, la costruzione della trama, la scelta dei paletti e il loro inserimento.
L'horror si percepisce per tutto il racconto, non solo alla fine.
Sicuramente è un racconto che impressiona per il taglio netto che hanno le due "parti" nelle quali si può ragionevolmente scindere; la prima, a mio avviso, serve a creare quel climax fondamentale per il genere, ed è proprio ciò che conferisce al tuo lavoro quell'omogeneità narrativa che poi risulta vincente (anche dai commenti che mi hanno preceduto).
Pochi appunti, perlopiù personali. Difficile non considerare il tuo un ottimo lavoro.
Complimenti.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

33Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Gio Mar 24, 2022 10:06 am

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Allora, devo una replica all’amico  @Fante Scelto che, per la prima volta da quando sono nel forum, mi ha estorto un pollice verso nei confronti di un altro commento. So che non c’era cattiveria, ma confesso che l’intervento a caldo mi ha amareggiato. Un racconto può piacere o non piacere, questo è pacifico, non è in discussione, ma ogni tanto da taluni mi sembra di notare giudizi soggettivi troppo trancianti. Io nei miei commenti cerco di tenere sempre aperta la porta del dubbio quando non capisco, almeno credo di farlo. In caso contrario vi prego di farmelo notare.  

Analizziamo con ordine quello che mi fa notare:
il protagonista parte come personaggio positivo e si scopre poi un pessimo essere umano, cosicché l'orrore cui va incontro sia in qualche modo giustificato.
Non so se siano scelte precise oppure un, non so, timore di sporcarsi le mani colpendo gli innocenti.
Il diavolo è il diavolo. Punire i colpevoli può anche essere figo, ma distruggere gli innocenti lo è ancora di più.
E' questa la vera malvagità.

Il personaggio parte come positivo e poi si scopre una persona squallida semplicemente perché Peter è così. Quante persone ci sono al mondo che vivono un’esistenza dietro una maschera? Qui non c’entra niente volere giustificare l’orrore o il non volersi sporcare le mani. La storia è nata così, ma poteva prendere benissimo anche la via che dici tu e sarebbe stato lo stesso. Come dici tu il diavolo è il diavolo, il suo compito è tormentare le anime. Tu pensi che a lui dia più gusto distruggere gli innocenti? O forse goda di più nel fottere, confondere, far soffrire e tormentare le anime nere, quelle che consapevolmente o meno si sono mostrate devote al male? Io credo che la vera malvagità consista nell’essere malvagio con tutti, senza distinzioni, senza fare liste preferenziali, senza seguire schemi. Il diavolo aspira a tormentare più anime possibili, quello è il suo obiettivo. Se riesce a fare scouting all’interno di anime pure ben venga, in caso contrario credo comunque che il divertimento non gli manchi ugualmente. E poi il diavolo nel racconto agisce su Peter per mezzo di Wendy, che dal racconto non mi pare esca come una persona malvagia. Wendy è una donna normale, malata, e il diavolo approfitta della sua malattia, di una signora innocente se vogliamo metterla così, per appesantire ancora di più la sua situazione fisica e mentale e di rimbalzo quella di Peter. Allora Wendy non è innocente? Quali colpe ha? Perché il diavolo non la lascia in pace? Va bé, questo a me sembra un preconcetto, un aspetto puramente personale come dici tu stesso. Qualcuno sa davvero con esattezza cosa voglia il maligno? Qualcuno l’ha incontrato ed è riuscito a domandarglielo?
e una di tensione invece piuttosto blanda: non sono riuscito a farmi inquietare dalla situazione, solo schifare da certe scene.
Su questo nulla da dire, sono sensazioni tue, insindacabili, legate al ritmo che ho dato alla storia, alla sua costruzione, alle immagini o suggestioni che sono riuscito o non sono riuscito a creare.
Ci sono alcuni errori logici. Uno, evidente, è quello già evidenziato da un altro commentatore: l'inferno sarebbe ripetizione allo spasmo di qualcosa di sofferto, di brutto, di sgradevole, e poi il diavolo stesso suggerisce a Pete il modo di spezzare la ripetitività del suo personale inferno?
A meno che il diavolo non avesse mentito e quello non fosse l'inferno, ma allora diventa tutto più cervellotico e mi perdo.
Allo stesso modo il timing della storia sembra artefatto: il diavolo si palesa, ma a che scopo? Pete è stanco della sua situazione, ma non è ancora arrivato al limite, al parossismo, al punto di rottura: il diavolo sembra forzargli la mano in questo senso, e di nuovo, non sembra esserci una logica portante.

Questa parte, quella degli errori logici come li chiami tu, è la parte che mi ha dato fastidio. Allora, teniamo presente che parliamo di un’opera di finzione, di fantasia, con un perimetro molto ampio di soluzioni da considerare, e che all’autore dovrebbe essere dato un minimo di credito, a lui e alla sua visione, a meno di trovarsi di fronte a incongruenze gigantesche. Mi dici che il diavolo va incontro a Peter, lo salva dall’inferno, dalla sua ripetizione, a meno che il diavolo, personaggio cristallino e tutto d’un pezzo per antonomasia, non sia stato un po' troppo sibillino e cervellotico. Ho imparato qui sul forum che bisogna dare fiducia al lettore, che non c’è bisogno di dire tutto, che il lettore ha bisogno di costruirsi e immaginarsi la sua storia. Allora diamo fiducia anche all’autore, ripeto, alla sua visione, e se ciò che si legge non corrisponde all’idea che ci siamo fatti pazienza, ma non tiriamo fuori accenni di illogicità o incongruenze nella trama. Quindi riprendendo il discorso il diavolo suggerisce a Peter di uccidere la moglie per salvarlo dall’inferno, dalla ripetizione, questo è l’errore logico. Facendogli massacrare la moglie, una moglie che ama nonostante sia una persona malvagia, lui per te trova la salvezza. Io penso che sia tutto il contrario. Nei dialoghi che ti suonano finti, il maligno elogia Peter perché è un mago nel tacitare i sensi di colpa. Dopo che ha aperto la testa di Wendy come un melone, cosa credi che accada secondo il procedimento logico? Peter starà bene perché è riuscito a spezzare la catena della follia, della ripetizione, oppure si ritroverà a fare i conti con una nuova e più sottile tortura? La logica prevede che possa trovarsi per la prima volta a fare i conti con i sensi di colpa? Struggersi e maledirsi per avere massacrato la moglie? Andrà avanti come ha sempre fatto venendo ancora una volta a patti col senso di colpa? Lo cancellerà? Oppure ne verrà schiacciato? Penserà al suicidio? Magari sfogherà il suo malessere in un altro modo, verso altri innocenti(gli innocenti), contribuendo ad alimentare l’inferno sulla terra? Il diavolo gli dice che ha ancori grandi progetti per lui, si vuole ancora divertire con quell’anima nera, ma tu mi parli di timing artefatto e fatichi a trovare una logica. Io che l’ho scritto il racconto mi permetto di dirti che una logica c’è, se si fa attenzione e non si è concentrati esclusivamente su quello che uno si aspetta la logica si può trovare. Come ho già detto altre due volte, questa è la terza, si tratta solo di essere un po' meno integralisti, sicuri di sé, e dare un minimo di credito in più all’autore.
il commento sul mandato di Biden che mette l'unico paletto temporale dell'intero racconto.
Non è sbagliato, ma si sente che è finto, non so come dire.

Anche il paletto temporale che molti trovano artefatto non riesco a capire cos’abbia che non va. La storia è ambientata a fine ottobre, a gennaio si insedierà il nuovo presidente, Wendy ha appena dato del puttaniere a Mike Hanson, Peter si trova un po' in imbarazzo e porta per un attimo il discorso sulla politica. Strano? Posticcio? Due agricoltori della costa occidentale non possono parlare di politica e fare un accenno alle imminenti elezioni? Se non ci fosse stato l’obbligo del riferimento temporale, quel passaggio sarebbe stata una stonatura? Se in quel momento Peter per togliersi dall’imbarazzo avesse parlato dei San Francisco 49ers, dei Lakers o comunque di sport andava bene? Sarebbe stato tutto più “naturale” e “credibile”?
Lo so, sono un rompicoglioni polemico, ma quando preparo un testo cerco di studiarlo al meglio, con tutte le possibili implicazioni, cercando di essere sempre il più coerente possibile, pur non avendo una prosa raffinata e ammaliatrice come altri. Conosco i miei limiti. Su aspetti oggettivi come l’uso di cliché che mi hanno fatto notare  @caipiroska e @Akimizu , ad avercene, ben venga. È materiale su cui posso lavorare per migliorare, ma il resto? Errori di logicità è un’affermazione che lascia il tempo che trova, a me continua a sembrare gratuita, poco pertinente nel mio caso.
Ultima cosa. Premetto che non voglio paragonarmi a chissà chi, sia chiaro, ma anche leggendo i commenti ad altri lavori di gente più brava di me, nel forum e fuori, mi sono fatto questa idea. Mi sono convinto che se tornassero in vita scrittori come Borges, Buzzati, Calvino, Hemingway e partecipassero a un concorso in forma anonima insieme a scrittori viventi come Follett, Murakami o King(nomi a caso, i primi che mi sono venuti in mente) si troverebbe comunque qualcosa da ridire. Si direbbe, scritto bene, ottima prosa, belle immagini, ma secondo me quel passaggio è poco credibile, quella parte a mio avviso è debole di logica, ecc. Ripeto, non sono così fuori di testa da paragonarmi a nessuno scrittore di livello, lo spirito critico ci sta, ma ponendo per buona la mia provocazione che senso avrebbe criticare questi mostri sacri per “il nostro gusto”? Per “il secondo me”? Avrebbe senso criticare Borges o Buzzati perché forse non capiamo un passaggio e dire che sarebbe stato migliore se avesse fatto un’altra scelta? So che questo è un forum amatoriale e che tra di noi non ci sono Borges, Calvino e Murakami, ma la cosa mi stride comunque. Da un’altra pagina qualche giorno fa ho sentito che si criticava Matheson, che è uno scrittore di genere, perché secondo un tizio la storia 3 millimetri al giorno sarebbe una storia poco credibile. Anche a costo di diventare pesante allora mi chiedo: perché perdere tempo a leggere storie scritte da altri? Se siamo così sicuri di tutto, se non siamo in grado di dare credito allo scrittore, se non siamo interessati a entrare nel suo mondo, se non vogliamo seguirlo aprendoci a tutti gli scenari, anche quelli che d’impatto non corrispondono alle nostre impostazioni, perché leggiamo? Tanto vale che ci scriviamo da soli le storie che ci piacciono, oppure basterebbe leggere il giornale. Così tutto sarebbe più logico e credibile. Forse.


Spero di non essere risultato troppo indigesto con questo intervento, di non avere irritato admin e utenti, ma questo è un argomento che mi interessa particolarmente, anche al di fuori dell’aspetto strettamente personale. Alla scrittura ci dedico del tempo e la prendo seriamente. Forse sbaglio a prenderla seriamente, ma le cose stanno così.

34Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Gio Mar 24, 2022 10:29 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Non hai irritato nessuno, sono considerazioni legittime ed esposte con chiarezza e correttezza, e sono certo che avrai una risposta con lo stesso tenore. E no, non sbagli affatto a prenderla seriamente!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

35Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Gio Mar 24, 2022 1:21 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan

Non entro nella diatriba bonaria tra te e Fante, ma sulle tue stimolanti ultime considerazioni vorrei dire la mia. Nel senso, io sono particolarmente innamorato della scrittura moderna, delle sue briglie sciolte, non per questo non leggo e apprezzo Buzzati o Hemingway, per fare due nomi che hai messo sul piatto. Eppure mi hai fatto riflettere: li criticherei? Boh, sai che forse sì. E questo semplicemente perché anche i gusti sono figli del tempo in cui si vive, o meglio, le mode, i modelli di scrittura, gli argomenti trattati ect. Probabilmente 50 anni fa avrebbero criticato Safran Foer o Don De Lillo. E veniamo al quid, al tuo dubbio: avrebbe senso criticare questi mostri sacri facendoci trascinare dal proprio gusto personale? Probabilmente no, ma tieni conto che anche nell'esiguità della singolarità, siamo comunque campione statistico. Rappresentiamo comunque una percentuale di lettori che non ha gradito ciò che ha letto, anche solo per il deprecabile motivo del "gusto personale". E quindi diventiamo fonte di riflessione (con riflessione intendo il semplice mettere in dubbio il nostro lavoro artistico, il che ci può portare anche a rafforzare le nostre linee di scrittura, non solo a tornare indietro, e paradossalmente anche questo è un passo avanti). Tu ad esempio mi sembri molto sicuro delle cose che hai scritto, perché Fante ti ha fatto riflettere e tu hai pensato: e no, ecchecaz, ho ragione io! E ti sei rafforzato. Quindi perché no, magari criticandolo sarei stato utile anche a Buzzati, chi lo sa ehehe

36Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Gio Mar 24, 2022 7:25 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Non so @Akimizu , io scinderei il discorso tra forma e contenuto.
Se parliamo di un discorso di forma, di estetica, mi trovo d'accordo con quello che dici. Una prosa moderna, più agile, di sicuro può essere più attrattiva, più suggestiva rispetto a un'impostazione del passato molto più impostata. Io mi riferivo più a una questione di contenuto, di visione appunto. Nel senso ognuno di noi ha una certa impostazione mentale, culturale, ideologica, ma il bello di approcciarsi a un testo che non si conosce è provare ad abbandonarsi a quel testo, in quel determinato momento, lasciando da parte per un pò i propri convincimenti, lasciarsi trasportare. Non dico che uno debba sposare in pieno quella visione, condividerla, ma attribuirle un valore di pari dignità sì.
Citando Buzzati, Hemingway e chi per loro, intendevo dire questo, cioè sembra che si debba criticare sempre tutto, a priori, e non so fino a che punto questo sia giusto, nel profondo intendo. La forma, l'esposizione ok, una prosa pesante e antica può anche non piacere, annoiare, essere oggetto di critica. Ma la costruzione immaginifica di uno, il suo pensiero, la sua visione e concezione, non è che perché non si adatta al mio standard non possa avere pari valore o dignità. Non so se mi sono spiegato. Mi era venuta in mente questa associazione, un big della letteratura mondiale, del passato o del presente, criticato "inconsapevolmente" nel confort dell'anonimato su queste questioni. Verrebbe criticato ugualmente, nello stesso modo alla luce del sole? Cioè, io mi sentirei un pò in difetto a puntare il dito sul pensiero di Hemingway o Buzzati, potrei forse non condividerlo ma non dire che è sbagliato. Tutto qua.

37Finchè tu sarai con me - Pagina 2 Empty Re: Finchè tu sarai con me Ven Mar 25, 2022 12:13 am

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Nessun problema da parte mia, accetto il confronto, ci mancherebbe.

Come rilevi giustamente, ognuno ha il suo background culturale, artistico, sociale, ecc.
Il mio non è elevato. Leggo pochissimo, non conosco buona parte degli autori che avete citato tu e Aki, e pur conoscendo Buzzati, per dire, farei fatica a ricordare con precisione un suo lavoro, e ancor più a ricordarmi il suo stile, i suoi contenuti, ecc.
Forse qualche reminiscenza del liceo, ma nulla più.

Fatta questa premessa, il resto è consequenziale.
Non essendo un gran lettore, il mio approccio alla lettura è molto più utilitaristico. Cerco idee, intuizioni, cose che mi sorprendano, o che mi coinvolgano, immagini forti, cose del genere.
Per questo mi viene difficile fidarmi dell'autore, come giustamente dicevi nel commento, e mi viene molto più spontaneo sezionare quel che ho davanti alla ricerca NON del difetto a tutti i costi, ma del meccanismo che fa funzionare il tutto.
Ed è inevitabile che finisca a trovare le incongruenze di cui sopra. A volte a ragione a volte a torto, ci mancherebbe.

Giusto per esemplificare quel che intendo, prendo questa tua spiegazione.

Quindi riprendendo il discorso il diavolo suggerisce a Peter di uccidere la moglie per salvarlo dall’inferno, dalla ripetizione, questo è l’errore logico. Facendogli massacrare la moglie, una moglie che ama nonostante sia una persona malvagia, lui per te trova la salvezza. Io penso che sia tutto il contrario. Nei dialoghi che ti suonano finti, il maligno elogia Peter perché è un mago nel tacitare i sensi di colpa. Dopo che ha aperto la testa di Wendy come un melone, cosa credi che accada secondo il procedimento logico? Peter starà bene perché è riuscito a spezzare la catena della follia, della ripetizione, oppure si ritroverà a fare i conti con una nuova e più sottile tortura? La logica prevede che possa trovarsi per la prima volta a fare i conti con i sensi di colpa? Struggersi e maledirsi per avere massacrato la moglie? Andrà avanti come ha sempre fatto venendo ancora una volta a patti col senso di colpa? Lo cancellerà? Oppure ne verrà schiacciato? Penserà al suicidio? Magari sfogherà il suo malessere in un altro modo, verso altri innocenti(gli innocenti), contribuendo ad alimentare l’inferno sulla terra?

Io non lo so come si sentirà Peter; posso ipotizzare che uno che ha tacitato i sensi di colpa per un brutale omicidio a sangue freddo e lo stupro della moglie del suo migliore amico possa anche farcela a superare il trauma d'aver ucciso sua moglie:
- che era malata di un qualcosa di irreversibile e che perdipiù l'ha trasformata in qualcosa di non più amabile;
- spinto dal diavolo in persona.
E' una supposizione creativa la mia, ovviamente, non è uno studio comportamentale né ho la pretesa di dirti come è meglio che finirà il tutto.
E' la mia supposizione da lettore, da fruitore del tuo lavoro di scrittura.

Non ti sto dicendo che la mia interpretazione è corretta, ma solo che è quella che per me è più probabile, quella che mi "piacerebbe" di più, sempre da lettore. Se tu autore riesci a sorprendermi con una soluzione diversa, purché per me credibile, sono ancora più soddisfatto.
In caso contrario, non riesco a esserlo.
Da qui il peso che dò alla logica nel commento di tutti i racconti.
Chiaro, è una mia logica, frutto del suddetto background, cultura, ecc. ma che sta a te scrittore cercare di sovvertire sorprendendomi, non a me lettore accettare per buona se va contro la mia. Non so se ho spiegato cosa intendo.

Alla luce di questo, sì, non avrei problemi a fare lo stesso discorso con un autore affermato, se le sue soluzioni narrative non mi convincessero.
Di nuovo, non perché le mie soluzioni siano migliori, ma perché, nel caso, mi piacciono di più, mi soddisfano di più, non so come spiegarlo meglio.


Il personaggio parte come positivo e poi si scopre una persona squallida semplicemente perché Peter è così. Quante persone ci sono al mondo che vivono un’esistenza dietro una maschera? Qui non c’entra niente volere giustificare l’orrore o il non volersi sporcare le mani. La storia è nata così, ma poteva prendere benissimo anche la via che dici tu e sarebbe stato lo stesso. Come dici tu il diavolo è il diavolo, il suo compito è tormentare le anime. Tu pensi che a lui dia più gusto distruggere gli innocenti? O forse goda di più nel fottere, confondere, far soffrire e tormentare le anime nere, quelle che consapevolmente o meno si sono mostrate devote al male? Io credo che la vera malvagità consista nell’essere malvagio con tutti, senza distinzioni, senza fare liste preferenziali, senza seguire schemi. Il diavolo aspira a tormentare più anime possibili, quello è il suo obiettivo. Se riesce a fare scouting all’interno di anime pure ben venga, in caso contrario credo comunque che il divertimento non gli manchi ugualmente. E poi il diavolo nel racconto agisce su Peter per mezzo di Wendy, che dal racconto non mi pare esca come una persona malvagia. Wendy è una donna normale, malata, e il diavolo approfitta della sua malattia, di una signora innocente se vogliamo metterla così, per appesantire ancora di più la sua situazione fisica e mentale e di rimbalzo quella di Peter. Allora Wendy non è innocente? Quali colpe ha? Perché il diavolo non la lascia in pace? Va bé, questo a me sembra un preconcetto, un aspetto puramente personale come dici tu stesso. Qualcuno sa davvero con esattezza cosa voglia il maligno? Qualcuno l’ha incontrato ed è riuscito a domandarglielo?


La mia critica su questo punto del discorso è in realtà frutto del caso. Nel senso: il racconto ha lo stesso schema di altri due, che ho letto prima del tuo. Un'entità soprannaturale se la prende con un personaggio che inizialmente appare buono, lodevole, e poi si rivela un mostro.
Dopo che ne hai letti due così, al terzo m'è venuto da chiedere perchè nessuno abbia proposto un diavolo che se la prende con un innocente.
Ma se avessi letto prima il tuo e poi gli altri, non avrei scritto questa cosa a te ma agli altri. Pura casualità, giuro.

Di nuovo, non ho la pretesa di dirti che la mia idea è migliore, solo che mi sarebbe piaciuta di più, da lettore e fruitore del tuo lavoro.

Poi, in ogni racconto (e ogni opera d'arte) c'è sempre qualcosa di chi l'ha realizzata. Da qui il mio dubbio che magari l'autore non era a suo agio col genere e aveva remore a usare l'horror al pieno potenziale. Tanti si sono dichiarati in difficoltà a scrivere un horror.
Ho esternato un mio pensiero estemporaneo.




Anche il paletto temporale che molti trovano artefatto non riesco a capire cos’abbia che non va. La storia è ambientata a fine ottobre, a gennaio si insedierà il nuovo presidente, Wendy ha appena dato del puttaniere a Mike Hanson, Peter si trova un po' in imbarazzo e porta per un attimo il discorso sulla politica. Strano? Posticcio? Due agricoltori della costa occidentale non possono parlare di politica e fare un accenno alle imminenti elezioni? Se non ci fosse stato l’obbligo del riferimento temporale, quel passaggio sarebbe stata una stonatura? Se in quel momento Peter per togliersi dall’imbarazzo avesse parlato dei San Francisco 49ers, dei Lakers o comunque di sport andava bene? Sarebbe stato tutto più “naturale” e “credibile”?

Non è l'argomento, è il modo in cui è introdotto.

Il problema di base di qualsiasi step di DR è che il lettore conosce i paletti.
Se avessi letto il tuo racconto al di fuori del contest, non avrei detto che il paletto temporale è artefatto.
Ma sapendo che la storia deve essere collocata nel XXI secolo, è un attimo che, quando incontri il punto, salta subito all'occhio se non è ben mimetizzato. O spontaneo.

Soprattutto col XXI secolo che, alla luce di questo step, è stato complicatissimo da collocare, e di paletti temporali artefatti ne ho incontrati una miriade.
Perché non era facile. Assolutamente, anzi, era difficilissimo e io l'ho pagato sulla mia pelle, il mio racconto era fuori gara per questo. Ma ne parliamo di là.


Mi permetto di mostrarti come avrei potuto leggere lo scambio di battute tra i tuoi personaggi e trovarlo molto meno artefatto.


Si sedette sulla poltrona verde smeraldo e tornò a osservare i fiori viola del campo che stavano per essere inghiottiti dal crepuscolo.
«A gennaio ce lo togliamo Biden dalle palle?» disse Peter dopo una bella sorsata, così, per rompere il silenzio che si era creato. «Tornerà uno dei nostri alla Casa Bianca o dobbiamo beccarci un secondo mandato? Perché io eviterei proprio.»
«Sai come la penso, rossi o blu sempre nel culo ce lo mettono. Ma io vorrei comunque un repubblicano, sono più passionali.»
Peter sputò la birra che stava ingerendo e scoppiò a ridere. L’amico si unì a lui.



Di nuovo, non perché il mio modo sia migliore, ma perché il mio modo lo trovo (io) più realistico. Per me, sempre e comunque per il mio personale gusto, background, etc. Magari passano di qui altri dieci commentatori e confermano che il tuo è più realistico, non c'è nessun problema ed è giusto così.
E' solo la mia impressione da lettore che fa molto caso a questi aspetti della scrittura.



Non sbagli a prendere seriamente la scrittura, Byron, non è mai sbagliato.
Però là fuori è una giungla. Ci sbranano.
Di mio so di avere questo modo molto secco di esternare le critiche, e mi rendo conto che può suonare altezzoso. Mi hanno dato del Rudy Zerbi in molti contesti.
Lo so, sono fatto così e so anche di avere dei gusti difficili. In tutto, in qualunque cosa, dalle auto alle donne agli abiti al cibo. Tutto.
Che posso farci?
E sono anche d'accordo con te che dal vivo, se ne parlassimo di persona, le stesse cose le direi in modo diverso e più blando, perché scrivere è diverso dal parlare, c'è tutta una differente attenzione a chi hai davanti.
Si è anche molto meno onesti, di persona, però.
E' normale così.

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