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1A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty A Marrabbecca (sarà un fiore) Ven Feb 18, 2022 3:41 pm

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«La Sicilia è terra di arsure, lutti e visioni, propizia agli spaventi di mezzogiorno e di mezzanotte» (Gesualdo Bufalino)

A Marrabbecca
(Sarà un fiore)

È una calda mattina d’ottobre e Margherita sta ripulendo la veranda della casa in cui abita con Antonio e il figlio Carlo. È sola e canticchia, felice per la decisione presa. Si cambia, finalmente.
Ode un rumore provenire dal vecchio pozzo, ormai inutilizzato, e vi si avvicina sporgendosi appena. Sente qualcosa stringerle il collo, non riesce a respirare. Soffoca.
Qualsiasi cosa sia, stringe forte, sempre di più.
Cade a terra senza vita, Margherita, così felice solo un attimo prima.
E senza nessuna pietà, un’ascia inizia ad abbattersi sul suo corpo.

Antonio è in fondo al vigneto, sta verificando alcune piante quando vede un fuoristrada avvicinarsi.
Lo riconosce e gli va incontro.
S’abbassa il finestrino e l’uomo alla guida parla, con voce rauca; «To’, io t’u rissi, t’avvisai, vi faccio stare bene e senza problemi, ma tu nunn'a sgarrari, picchi se sgarri passa a Marrabbecca.»
Antonio sbianca e l’altro gli porge una scatola da scarpe: «E a Marrabecca passò.»
Chiude il finestrino e riparte lasciandolo tremante con l’oggetto in mano.
Apre la scatola e trova una mano.
Di Margherita, sua moglie.
La scatola cade per terra e l’uomo corre urlando verso casa.
La vede, è appesa sopra il pozzo ma solo per il tronco, braccia e gambe mozzate sono sparse intorno, la testa piegata in modo innaturale, un taglio lungo il collo che quasi la stacca dal busto.
Colpa sua, lo sa, non doveva cedere. Sopprime a forza l’urlo che vuole uscire.
È disperato ma deve farsi forza, bisogna far sparire tutto prima che Carlo torni da scuola e comincia a darsi da fare pur non smettendo di piangere.

* * *

La prima volta che vidi un campo di zafferano avevo quindici anni.
Nell’ottobre del 1999, lo ricordo bene perché mamma era scomparsa da un anno esatto, mi recai con mio padre da zia Lina e zio Pino, nella zona di Piazza Armerina. Era la prima volta che mi ci portava, so che doveva parlare con lo zio e infatti si appartò, mentre io mi fermai con la zia, sorella di mia madre, aspettando il suo ritorno.
Pareva triste, forse per via della sorella scomparsa, ma fece di tutto per mettermi a mio agio e mi portò a vedere la coltivazione dietro casa.
Rimasi incantato.
Una sfilza di fiori violetti che bucavano il terreno con forza e tanto colore e pareva non avere fine. Sembravano voler dire “siamo belli ma non solo”.
«Che fiori sono?»
«È zafferano» rispose sorridendo, «una spezia.»
«So cos’è lo zafferano, ma non ne avevo mai visto la pianta. Credevo venisse dall’estero. Ne posso prendere una piantina?»
Si rabbuiò: «Nun u sacciu, c’ha addumannari a to ziu Pino.»
Fui sorpreso dalla reazione, comunque lui arrivò poco dopo e gli rivolsi la richiesta. Mi squadrò poi fece cenno di seguirlo. Andammo nel campo, tolse due piantine dal terreno e me le porse: «Te cca, picciotto, trattale bene e ricorda che sarà un fiore viola, ma quel che conta è la parte rossa, rossa come il sangue.»
Non compresi il senso della frase ma ero felice per le piantine e sorrisi.

Durante il viaggio di ritorno pensai a zia Lina e venni colto dalla nostalgia di mia madre.
«Papà» dissi «non sé più saputo nulla di mamma, vero?»
Non rispose subito, continuò a guidare per un paio di minuti senza mai guardarmi, poi: «S’a pigghiò a Marrabbecca, Carlo, nun m’addumannare cchiu.»
Scossi il capo. Mio padre che credeva a leggende simili mi lasciava perplesso ma mi fu chiaro che non dovevo fare altre domande.
Una volta giunti, portai le due piantine nella veranda dietro casa, dalla quale si vedeva tutto il nostro vigneto, e le misi in due vasetti di coccio riproponendomi di studiare ogni cosa al riguardo dello zafferano. Un giorno lo avrei coltivato, ne ero sicuro.

Completai gli studi e presi il diploma in agraria, come mi ero prefissato. Mio padre voleva proseguissi per divenire enologo, ma a me non interessava molto il Nero d’Avola o il Duca di Salaparuta o il Corvo, io volevo occuparmi dell’oro rosso, lo zafferano.
In ogni caso, negli anni successivi portai avanti con lui il lavoro dei vitigni, il taglio, le vendemmie e la consegna dell’uva alla Cantina di Fulgatore. Ogni volta che chiedevo per che motivo si dovesse portare il raccolto alla Cantina la risposta era la medesima: «Perché così si deve fare.»
Eppure c’erano altri che avrebbero acquistato l’uva, e a prezzo migliore. Qualcosa non quadrava. Inoltre lui continuò ad andare regolarmente da zio Pino, ma non mi prese più con sé.

Nel febbraio del 2010, seduti in veranda dopo aver pranzato, ci godevamo un anticipo di primavera guardando un paesaggio di vigne spoglie, parzialmente nascoste dal vecchio pozzo che stava tra noi e il campo, quando mio padre d’improvviso sbottò: «Ho saputo che ti vedi con Maria Grazia Pizzolato, la figlia del barista. È una cosa seria?»
Arrossii e provai a balbettare una risposta ma non uscì niente di sensato e lui scoppiò in una risata che non udivo da anni.
«Tranquillo, Carlo, ci siamo passati tutti. Pure io con tua madre ero talmente ‘nnamurato da un sapiri socco rire…»
Presi la palla al balzo: «Ecco, dimmi di mamma, ora. Siamo nel ventunesimo secolo e non possiamo credere a certe storie. Chi fine ha fatto? Lo sai, vero? Si capisce che lo sai.»
Rimase di stucco, non se l’aspettava: «Figlio mio, certe volte la leggenda diventa reale, certe altre la facciamo diventare reale noi. Un giorno capirai cosa voglio dire e sono sicuro che farai come me.» Non aggiunse altro e tornò a guardare il vigneto.
«Pa’, perché non proviamo a dare una svolta? Le piantine di zafferano sono quasi venti, ormai, interriamole e vediamo se il terreno è adatto. Non c’è bisogno di togliere le vigne, le mettiamo vicino al primo filare.»
Qualche attimo di silenzio mi fece credere a una risposta negativa, poi rispose: «Va bene, te lo devo. Domattina le piantiamo ma spero che a Marrabbecca non passi ancora di qua.»
Alzò il viso e mi accorsi che qualche lacrima lo rigava. La mia gioia iniziale venne pertanto fatta a pezzi ma non aggiunsi altro. Ero contento comunque per il sì strappatogli.

Il mattino dopo facemmo quanto deciso.
Mio padre pareva triste e dopo tre giorni scomparve.
All’inizio non mi preoccupai, pensando fosse andato da zio Pino, ma non vedendolo rientrare la sera pensai al peggio.
Il giorno successivo mi rivolsi ai carabinieri e dopo una settimana di inutili ricerche capii che aveva fatto la fine di mia madre. O qualcosa di simile. A Marrabbecca era tornata. Perché, maledizione, perché?

Per superare l’orribile momento Maria Grazia mi fu di grande aiuto. Venne a vivere da me e mi diede una grossa mano a risollevarmi restandomi accanto. Decidemmo insieme di togliere tutte le vigne e piantare zafferano; anche a lei piacevano le piantine viola e i pistilli rossi. Rossi come il sangue, aveva detto lo zio.
Mettemmo a dimora duemila piante sostituendo uno per volta i filari di Nero d’Avola.
Poi, un mattino, mentre cominciavo a togliere le poche vigne rimaste, trovai un braccio tra le ultime due file di fiori. Dissanguato, incartapecorito.
Non so per che motivo lo pensai, visto che era irriconoscibile, ma ero sicuro fosse di mio padre, cosa che venne poi confermata da esami successivi.
A questo punto, però, i carabinieri tenevano d’occhio pure me, pensando chissà cosa, visto anche che avevo tolto il vigneto che mio padre curava, e tutto peggiorò quando trovarono un altro braccio nel campo dietro casa.
Chiesi e ottenni di restare in caserma un paio di notti, mentre Maria Grazia tornava dai genitori, e la cosa funzionò: al secondo giorno vennero recuperate le due gambe in mezzo alle piante di zafferano. Ero scagionato, a meno che ci fosse un complice, ma mi diedero fiducia e mi lasciarono tornare a casa.
Il mattino successivo andai in veranda ed ebbi una sorpresa orribile: la testa di mio padre con in bocca una pianta di zafferano.
Urlai a dismisura la rabbia e il dolore che mi pervadevano, poi giunsero i carabinieri, Maria Grazia, zio Pino.
Zio Pino… pareva sogghignasse, pur mostrandosi dispiaciuto.

Dopo il funerale ebbi un periodo di crisi tremendo e solo Maria Grazia mi tolse dal torpore.
Tornò a vivere con me e non so per quale motivo insisteva per fare l’amore nella veranda, quasi all’aperto. Dolce, cara.
In realtà un motivo forse c’era, voleva esorcizzare quanto avevo vissuto ultimamente, ma non lo comprendevo, non allora.
Un pomeriggio, dopo aver fatto l’amore, seduti a osservare la piantagione di zafferano, mi alzai di scatto.
«Che c’è, Carlo?»
«C’è qualcuno in fondo al campo. Pare una donna.»
Sbiancò: «A Marrabbecca…»
La guardai: «No, pure tu ci credi… non è possibile. Vado a vedere.»
«Non andarci, Carlo, si porta puru a tia, non andare.»
Ero arrabbiato con tutti, anche con lei, e partii verso la coltivazione, deciso a scoprire chi fosse stato a passare da lì.
Camminando tra le piantine scoprii cose che il giorno prima non c’erano: dita umane.
Una qua, una là, quasi dovessero segnare un confine o indicare un percorso. Sbalordito, provai a seguirle e arrivai alla fine del campo senza capire il nesso di tutto questo.
Poi la vidi, a Marrabbecca, proprio in fondo, dove il mio terreno confinava con quello della Cantina.
Gonna lunga, capo coperto da un foulard o qualcosa che pareva tale, vestito di colore grigio e nero. Che brutta, pensai. E d’altronde doveva fare paura…
Ma in quel momento paura non ne avevo, ero solo arrabbiato e le corsi appresso.
Quando la presi rimasi di stucco: era una persona normale, come me. D’impulso le tolsi il velo dal capo e la sorpresa aumentò: «Zia Lina, chi ci fai cca?»
Quella che credevo a Marrabbecca scoppiò in lacrime: «Un saccio nente, un saccio nente… ziu Pino è, ziu Pino. Vattinni a casa, Carlo, vattinni fino a chi si ‘n tempo.»
Compresi il messaggio e partii di corsa. Maria Grazia era sola.

A una ventina di metri da casa lo vidi. Era nella veranda e teneva un coltello sulla gola della mia compagna. Anche lui mi vide.
«Veni ccà, Carlo, veni ccà. Non la scanno subito, prima t’ha spiegari na picca di rregole.»
Mi avvicinai con calma, col cervello massacrato dalle ultime scoperte e quindi del tutto in tilt, quasi in un universo alternativo.
«Zio Pino… ma perché?»
«Perché? Picchì to' patri nun capìu a lezione, pure se all’inizio pareva di sì.»
«Ammazzasti tu mia madre?»
«Cetto che sì, a fici a pezzi, comu meritava. Idda e assai autri.»
«Ma… ma c’avìa fatto di male? Era sempre qua con noi.»
Sghignazzò. «Aveva convinto to' patri a cambiare acquirente, ci aveva tradito.»
Lo guardai e lui puntò di nuovo il coltello alla gola di Maria Grazia.
«Zio, ma tu chi sei, cosa volevi e che vuoi? Si pozzo sistemo tutto iò.»
«No, troppo tardi, Carlo. L’entroterra trapanese avi i so regole e vuatri avete fatto di testa vostra, ora devi pagare, comu to patri.»
Mi inginocchiai: «Ma che abbiamo fatto di sbagliato? Ho solo seguito i miei pensieri, nient’altro.»
«Appunto, non lo dovevate fare. Avat'a seguire i cumanni, le direttive, quello che ti dicono di fare. A Cantina è ‘na copertura gestita da lor signori e io sugnu addetto al controllo. Nessuno deve sgarrare o viene punito da me. E se io non colpisco vengo punito a mia volta, quindi non posso mancare. Carlo, u zafferano si coltiva nell’ennese, cca ci va u vinu, a vigna. Mi pareva d’essere stato chiaro ma evidentemente sbagghiai.»
Mi si chiarivano parecchie cose, però non comprendevo tanta ferocia e glielo chiesi.
«Carlo» disse, «o voi o io. Tu c'avissi scelto? Haju puru l'onore i difennere.»
«Cetto, l'onore che costò la vita a me matri, me patri e chissà quanti autri chi nun saccio.»
«E mai saprai, visto chi ora tocca a viatri.»
Prese Maria Grazia per i capelli e le tirò la testa in alto, mise il coltello in linea di taglio alla gola e mi disse: «Talía como si fa, ‘un è difficile.»
Mentre mi scagliavo contro di lui lo vidi piegarsi in due, colpito alla schiena, e cadere. Finì fuori dalla veranda, a poca distanza dal pozzo.
Ne approfittai per prendere il coltello, sfuggitogli di mano, e vidi zia Lina saltargli addosso piangendo: «Bastardo, figghiu di buttana, tutta la vita mi mentisti. Tu massacrasti me soro, bastardo, bastardo, bastardo.»
Zio Pino si riprese e la schiaffeggiò violentemente fino a farla cadere, poi s’appoggiò al bordo del pozzo, evidentemente la botta presa era forte, e si volse verso di me: «Si un sugnu io sarà qualcun altro, Carlo, ma verrete eliminati dal giro sempre e comunque, lassa perdere.»
Mi colse l’ira.
«Va bene, zio, sarà qualcun altro, non tu. Tu ora farai a fini chi ti spetta, quella che hai dato a tanti altri che non la meritavano.»
Maria Grazia mi guardava con gli occhioni sbarrati: «No. Carlo, non fare come lui, nun u fare.»
Mio zio sorrise a queste parole, ma un grido acuto e secco colse tutti di sorpresa, un grido che veniva dal pozzo. Mi volsi per capire cosa fosse e si ripeté: «Iiiiiiiiiiiiiih iiiiiiiiiiiiih».
«A Marrabbecca» sussurrò zia Lina.
Un’ombra uscì dal pozzo, coperta da una specie di saio grigio col cappuccio che celava il capo ma non il viso: una donna. Brutta, orribile, ma una donna.
Restammo pietrificati e l’ombra saltò dal bordo in pietra e si mise di fronte a zio Pino, che nel frattempo si era un poco allontanato, sia pure con fatica, guardandolo negli occhi e sibilandogli in faccia: «Iiiiiiiiiiiiiiihh iiiiiiiiiiiihh.»
Gli prese un braccio e glielo staccò di netto.
Lo zio cadde urlando e la donna infierì, staccandogli l’altro e buttandoli entrambi nel pozzo. Passò con la mano sul suo collo e lo sgozzò, poi si volse verso di noi sempre con quel suo verso. Ero convinto fosse la nostra ora e invece lo strano essere, dopo averci osservati per bene, andò al campo di zafferano e prese alcune piantine.
Esterrefatti, restammo a osservare mentre tornava verso di noi.
Venne prima da me. Ero impietrito, mi guardò con i suo occhi grigi poi mi donò una delle piantine. Lo stesso fece con Maria Grazia, mentre alla zia non la diede, scuotendo il capo.
Si avvicinò al corpo di zio Pino, lo squadrò e gli mise una piantina in bocca, sollevò il suo corpo e lo gettò nel pozzo.
«Iiiiiiiiiiiihh iiiiiiiiiiiiiihh.»
Ci scrutò un’ultima volta, mise la piantina rimastale sul bordo del pozzo e vi saltò dentro sibilando.
Le due donne piangevano a dirotto, come giustamente conviene alle femmine qui in Sicilia, ma io non ero da meno, sconvolto da quanto appena accaduto.
A Marrabbecca esisteva, l’avevo vista coi miei occhi.


Sono passati dieci anni, ormai, io coltivo ancora zafferano, zia Lina è morta poco dopo quell’avvenimento e Maria Grazia mi ha lasciato.
Ogni tanto ho la sensazione di vedere qualche ombra in fondo al campo, qualcosa che assomiglia a Marrabbecca, ma è solo un’impressione, come i rumori che salgono dal pozzo. Poi torno a guardare il viola delle piantine e penso al rosso che uscirà a novembre, rosso come il sangue.

2A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Sab Feb 19, 2022 9:12 am

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Dopo la lettura di questo racconto sono andato a documentarmi a proposito della Marrabecca, questa figura della tradizione siciliana che vive nei pozzi e che le mamme "utilizzavano" per spaventare i bambini affinché si tenessero lontani dagli stessi (e la cronaca, purtroppo, ogni tanto ci ricorda quanto siano pericolosi).
Molto interessante questa idea di trasferire ai giorni nostri questa "favola" nera; la voce che racconta è quella di un adolescente, un po' cresciuto rispetto ai tradizionali destinatari della leggenda, ma questo permette di contaminare la storiella originale con idee quali onore, sgarro e, in sostanza la violenza umana, molto più vera e pericolosa di quella della donna misteriosa dei pozzi.
È forse questo l'unico limite che ho trovato nel racconto, una rappresentazione della Sicilia un po' scontata, se l'autore mi consente l'uso di questo termine senza offesa.
Trovo perfettamente riuscita la miscela dei paletti, così ben integrati nel racconto da far pensare che lo stesso preesistesse nella mente dall'autore anche prima dello step.
ben scritto, scorrevole, anche gli inserti in dialetto ci stano benissimo e non disturbano minimamente, non ho trovato refusi, l'unico dubbio ce l'ho sull'uso di "sé" in questa frase:
«Papà» dissi «non più saputo nulla di mamma, vero?»
Giudizio complessivamente più che positivo, l'orrore, purtroppo, sta nella normalità e nell'accettazione di molti comportamenti umani, di tutti i giorni.

3A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Sab Feb 19, 2022 11:39 am

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

come Paluca, pure io ho dovuto ricorrere a Google per capire di cosa si parla nel racconto.
vero, tradizione siciliana e, del resto, la frase di Bufalino annunciava qualcosa del genere.
il racconto è scorrevole e si legge con piacere, anche se alcune parti in dialetto sono un po' troppo oltre la norma, secondo me. sarebbe stato meglio ridurre.
mia moglie è siciliana e non ho problemi a capire, ma non è così semplice per tutti.
come errori segnalo anchio quel sè, che ritengo un errore di battitura, altrimenti non capirei proprio cosa intende l'autò@.
però ci sono due cose che non trovo chiare, o comunque strane.
come mai il padre accetta facilmente la richiesta di Carlo
per che motivo Maria se ne va, lasciando Carlo da solo.
se alla fine me lo spieghi mi fai una cortesia.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

A Marrabbecca (sarà un fiore) Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

4A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Sab Feb 19, 2022 5:05 pm

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Cara penna, il tuo racconto è piacevole, scorre bene e non ho trovato refusi, se non, forse, qualche virgola mancante.
Sinceramente da una storia horror mi sarei aspettata un po’ più di spinta. Per il resto i paletti ci sono e tra loro sono ben amalgamati. È il secondo racconto che leggo ed è il secondo ambientato in Sicilia, comincio ad affezionarmi al dialetto e non ho avuto difficoltà a comprenderlo, è stato dosato bene. Anche a me è parso strano che il padre, reticente a parlare, di tutto colpo abbia acconsentito a piantare lo zafferano sapendo cosa lo aspettava.
Avrei dato un po’ di più di importanza alla figura della Marrabecca che ho trovato molto interessante.
Grazie



Ultima modifica di Mac il Sab Feb 19, 2022 5:17 pm - modificato 1 volta.

5A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Sab Feb 19, 2022 5:10 pm

giuseppe.bignozzi

giuseppe.bignozzi
Younglings
Younglings

Il racconto colpisce e anche duro.
La descrizione è asciutta e senza inutili aggettivi truculenti.
L’autore è riuscito a tenere assieme una storia articolata nel tempo, c’è un buon crescendo e il ritmo, nel complesso, tiene. Non era semplice: bravo!
Il dialetto non disturba: ci sta bene.
L’unica cosa che mi ha un po’ deluso è stato l’intervento “concreto” della Marrabbecca.
L’horror c’era già tutto! La spietatezza inumana della mafia e l’ancor più inumana rassegnazione, quasi accettazione, di Antonio erano già di per sé più che orripilanti.
Non serviva quell’intervento surreale.
Per me sminuisce addirittura l’orrore vero, concreto, quello che ci fa arricciare la pelle della coscienza: vedere fatta a pezzi la propria moglie e dovere e riuscire a continuare la vita “normale”.
Probabilmente la fretta di concludere ha contribuito a questa chiusura, per me vagamente impropria.
Se posso permettermi un suggerimento, direi all’autore di aggiungere, dopo l’intervento della Marrabbecca, il fatto che Carlo si riscuote e si accorge di essere stato lui, la Marrabbecca, perché la rabbia costretta da generazioni vessate e umiliate, è uscita dal pozzo della sua anima e ha risvegliato il mostro annidato nel profondo.
Darebbe anche più senso all’abbandono da parte di Maria Grazia, impaurita da questo nuovo feroce aspetto che lui mostra.
La Marrabbecca potrebbe tornare come figura surreale, dominante, o:
a- come un demone liberato che possiede ormai Carlo, che si avvia a compiere la sua vendetta;
b-come figura metaforica trionfante, in una catarsi finale che chiuda veramente tutto, inevitabile e sanguinosa, perché la mafia non potrà certo accettare l’uccisione dello zio Pino,
Un possibile finale epico che spero proprio che l’autore vorrà scrivere e farci conoscere.

6A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Sab Feb 19, 2022 5:19 pm

Mac

Mac
Padawan
Padawan

In realtà la @vivonic aveva chiaramente esplicato che si tratta di horror quando subentra il surreale, altrimenti sarebbe stato noir.
giuseppe.bignozzi ha scritto:Il racconto colpisce e anche duro.
La descrizione è asciutta e senza inutili aggettivi truculenti.
L’autore è riuscito a tenere assieme una storia articolata nel tempo, c’è un buon crescendo e il ritmo, nel complesso, tiene. Non era semplice: bravo!
Il dialetto non disturba: ci sta bene.
L’unica cosa che mi ha un po’ deluso è stato l’intervento “concreto” della Marrabbecca.
L’horror c’era già tutto! La spietatezza inumana della mafia e l’ancor più inumana rassegnazione, quasi accettazione, di Antonio erano già di per sé più che orripilanti.
Non serviva quell’intervento surreale.
Per me sminuisce addirittura l’orrore vero, concreto, quello che ci fa arricciare la pelle della coscienza: vedere fatta a pezzi la propria moglie e dovere e riuscire a continuare la vita “normale”.
Probabilmente la fretta di concludere ha contribuito a questa chiusura, per me vagamente impropria.
Se posso permettermi un suggerimento, direi all’autore di aggiungere, dopo l’intervento della Marrabbecca, il fatto che Carlo si riscuote e si accorge di essere stato lui, la Marrabbecca, perché la rabbia costretta da generazioni vessate e umiliate, è uscita dal pozzo della sua anima e ha risvegliato il mostro annidato nel profondo.
Darebbe anche più senso all’abbandono da parte di Maria Grazia, impaurita da questo nuovo feroce aspetto che lui mostra.
La Marrabbecca potrebbe tornare come figura surreale, dominante, o:
a- come un demone liberato che possiede ormai Carlo, che si avvia a compiere la sua vendetta;
b-come figura metaforica trionfante, in una catarsi finale che chiuda veramente tutto, inevitabile e sanguinosa, perché la mafia non potrà certo accettare l’uccisione dello zio Pino,
Un possibile finale epico che spero proprio che l’autore vorrà scrivere e farci conoscere.

7A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Sab Feb 19, 2022 5:38 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Mac ha scritto:In realtà la @vivonic aveva chiaramente esplicato che si tratta di horror quando subentra il surreale, altrimenti sarebbe stato noir.
giuseppe.bignozzi ha scritto:Il racconto colpisce e anche duro.
La descrizione è asciutta e senza inutili aggettivi truculenti.
L’autore è riuscito a tenere assieme una storia articolata nel tempo, c’è un buon crescendo e il ritmo, nel complesso, tiene. Non era semplice: bravo!
Il dialetto non disturba: ci sta bene.
L’unica cosa che mi ha un po’ deluso è stato l’intervento “concreto” della Marrabbecca.
L’horror c’era già tutto! La spietatezza inumana della mafia e l’ancor più inumana rassegnazione, quasi accettazione, di Antonio erano già di per sé più che orripilanti.
Non serviva quell’intervento surreale.
Per me sminuisce addirittura l’orrore vero, concreto, quello che ci fa arricciare la pelle della coscienza: vedere fatta a pezzi la propria moglie e dovere e riuscire a continuare la vita “normale”.
Probabilmente la fretta di concludere ha contribuito a questa chiusura, per me vagamente impropria.
Se posso permettermi un suggerimento, direi all’autore di aggiungere, dopo l’intervento della Marrabbecca, il fatto che Carlo si riscuote e si accorge di essere stato lui, la Marrabbecca, perché la rabbia costretta da generazioni vessate e umiliate, è uscita dal pozzo della sua anima e ha risvegliato il mostro annidato nel profondo.
Darebbe anche più senso all’abbandono da parte di Maria Grazia, impaurita da questo nuovo feroce aspetto che lui mostra.
La Marrabbecca potrebbe tornare come figura surreale, dominante, o:
a- come un demone liberato che possiede ormai Carlo, che si avvia a compiere la sua vendetta;
b-come figura metaforica trionfante, in una catarsi finale che chiuda veramente tutto, inevitabile e sanguinosa, perché la mafia non potrà certo accettare l’uccisione dello zio Pino,
Un possibile finale epico che spero proprio che l’autore vorrà scrivere e farci conoscere.
Indubbiamente, senza l'intervento di Marabecca, non sarebbe stato un horror...


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

8A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Dom Feb 20, 2022 7:55 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ciao autor@ e complimenti per questa bedda storia. Mi è piaciuta molto. Sorretta da un’ottima scrittura, impreziosita dagli inserti dialettali. L’elemento horror si recupera nel finale proprio con la comparsa della Marrabbecca, altrimenti sarebbe stato soltanto un bel giallo. 
Mi è piaciuta anche la struttura con la parte iniziale che costituisce il prologo della vicenda vista da un narratore esterno; escamotage che ti ha permesso di far visualizzare il luogo a tutto tondo ed effettuare il cambio di pdv col narrato in prima persona nel prosieguo.
Tutto è curato dal lessico ai dettagli, le descrizioni anche più cruente non sono mai splatter e ottengono il loro effetto horror senza scadere nel trucido. 
Che dire? Ti metto nella mia lista dei preferiti, ma devo ancora leggere molti racconti. Chissà…
Brav@ , ottimo lavoro.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

9A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Dom Feb 20, 2022 10:01 am

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Questo racconto nel complesso mi è piaciuto.
È interessante come riesca a essere drammatico e poi horror pur mantenendo fino alla fine uno stile estremamente razionale, direi quasi distaccato dalla materia.
La scrittura è buona e corretta (a parte un unico errore che è già stato segnalato).
La parte iniziale sembra il testo di una partitura teatrale. In realtà, pensandoci ora, tutto il racconto ha qualcosa della rappresentazione (quasi sacra, in qualche modo).
Mi ha lasciato perplessa, alla luce di quanto alla fine si scopre di zio Pino, che sia proprio lui a dare al protagonista le prime piantine di zafferano. Poi mi spiegherai.
Altri particolari rimangono nell’indefinito: perché la Marrabbeca intervenga solo in quel momento, ad esempio. Ma in una narrazione un margine di indefinito e non spiegato “ci sta”.
Comunque, la mia valutazione è positiva.

10A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Commento Dom Feb 20, 2022 4:03 pm

Marcog

Marcog
Younglings
Younglings

Racconto scritto in modo piacevole, scorrevole e senza errori. La Marrabbecca ha una forza tale che anch'io sono andato a documentarmi sulla sua leggenda, ben fatto! Per quanto riguarda i paletti di questa "sfida" direi che ci sono tutti. Quello che mi ha convinto di meno sono le caratterizzazioni dei personaggi, forse un pò deboli e del pathos in generale, che per un racconto del genere mi sarei aspettato più coinvolgente a livello emozionale. Comunque un buon lavoro. Grazie!

11A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Dom Feb 20, 2022 6:30 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Il racconto è splendido e non mi hanno nemmeno disturbato le frasi in dialetto (mi sun de Milan e lì di siciliani...) All'inizio mi ha colpito solo il fatto che lui riconosce la mano della moglie. Anche dopo averlo terminato e non ho trovato nessun'altra incongruenza, mi sto chiedendo come abbia fatto. Niente di che. Solo la mia mente da pelo nell'uovo (adesso va di modo anche in Cassazione). La tua è una scrittura semplice e molto scorrevole. Si vede che hai un'ottima pratica. Piaciuto e se resiste fino alla fine un voto se lo becca di sicuro.

12A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Lun Feb 21, 2022 6:27 pm

mirella


Padawan
Padawan

Il racconto vero e proprio è preceduto da un prologo che spiega l’antefatto. Ci sta, ma forse è troppo lungo e si finisce col notare la differenza di stile col resto del narrato. Nondimeno il racconto mi è piaciuto moltissimo.
C’è la Sicilia, terra di miti e di mostri, se ne respira l’atmosfera; c’è la mentalità di personaggi legati a concetti atavici come lo sgarro, o i cumanni del potente locale, cui si deve obbedienza per non incorrere in punizioni cruente. C’è anche chi lotta contro quella mentalità, come il protagonista di questo racconto.
Che dire di più? Mi sembra il più bel racconto letto finora e mi pare perfino superfluo aggiungere che rispetta le linee guida del contest e che la scrittura è adeguata al narrato e all’ambientazione.

13A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Lun Feb 21, 2022 8:44 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Belle e ficcanti le parole di Bufalino usate dall'autore.
Tanti significati esposti nella vicenda, cose che conosciamo e che accompagnano malamente la bellezza dell'Isola da sempre.
I passaggi dialettali non mi disturbano, tutt'altro, sono troppo abituato ai debutti televisivi dell'indimenticabile Camilleri, per non amarli.
La vicenda è amara e ben descritta, si fa scorta di orrore.
Forse troppo.

14A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Lun Feb 21, 2022 11:26 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Titolo: Curioso e anch’io sono andata a cercarne il significato. La fantasia popolare è un’enorme riserva di idee per racconti di ogni genere.
Paletti: soddisfatti in pieno.
Personaggi: tutti ben delineanti. Quella che è poi la protagonista vera e propria, questa creatura leggendaria sulle cui apparizioni verte la trama, compare solo nel finale, pur essendo stata presente nell’ombra fin dall’inizio.
I primi racconti letti di questo step sono tutti declinati in prima o seconda persona, modalità complessa da gestire, ma anche in questo pezzo lo stile si mantiene bene per tutto il racconto.
La scrittura è scorrevole, sicura, il ritmo non ha momenti di stanca. Una bella Penna. Ho trovato un paio di refusi e qualche virgola ballerina, ma si perdono volentieri per strada.
Anche la storia mi è piaciuta: si racconta con “tranquillità”: quotidianità, sogni per un futuro diverso, momenti di vita famigliare in cui la serenità risente sempre di quella mancanza lontana e inspiegabile, fino al momento in cui tutto crolla e diventa crudele: persone che abbassano la maschera, la spietatezza di una verità nascosta, e la tragedia finale, che si tinge di horror e soprannaturale.
Concordo che se Marrabbecca non fosse apparsa dal pozzo il racconto non sarebbe stato horror, forse sarebbe rimasto tra giallo e thriller.
Mi sento di fare solo un appunto alla Penna, ma questo risente delle mie aspettative per il genere horror. Ne ho letti qualcuno e, pur non essendo il mio genere preferito, a piacermi è la tensione, l’aspettativa per qualcosa che deve succedere.
Il prologo del racconto mi ha tolto l’effetto sorpresa: se fosse stato inserito alla fine, sempre in corsivo e con cambio di declinazione, sarebbe stato davvero perfetto, anche se in parte anticipato dalla confessione dello zio. Un po’ come mettere in un cassetto proprio l’ultima cosa necessaria per chiuderlo definitivamente, quella che tiene in ordine tutto.
Riletto in tale modalità, il racconto prende maggiormente.
Quindi: bella trama, bella scrittura, bel lavoro


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

15A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Mar Feb 22, 2022 5:43 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Ho deciso di cominciare i commenti da questo racconto, che è uno di quelli che ho letto di più.
Avendo avuto la possibilità di leggerlo già da molto tempo, ho interiorizzato diverse cose e so che cosa non mi torna. 
L'idea era bellissima, e confesso di aver letto con molto interesse i commenti che mi hanno preceduto per cercare di capire se qualcuno percepiva le mie stesse cose. Per fortuna non è così, amico Autore, ma a me questo racconto continua a non piacere e ti spiego perché.
C'è innanzitutto un gran caos col dialetto. La parlata non è distinguibile, e la traslitterazione è infelice. Questo tipo di critiche le smuovo spesso, perché se si vuole ricorrere a una parlata locale è opportuno che essa sia fedele e allo stesso tempo possa risultare in qualche modo comprensibile dal contesto, e funzionale al racconto stesso. I dialetti hanno la loro dignità linguistica, una grammatica e delle regole: non è sufficiente provare a trascriverli così come li sente un orecchio non indigeno. Porto per esempio il bellissimo racconto di Sisifo di Natale Bifronte, che sicuramente hai letto. Deve risultare un quid che arricchisce, non che appesantisce.
Inoltre, il corsivo non è utilizzato con la giusta accortezza, mentre vi è un lunghissimo prologo in corsivo senza nessun motivo.
Prologo che risulta incoerente con la storia che racconti, e questo è il problema principale di questo racconto. Siamo di fronte a una mentalità mafiosa, in questo racconto, del tutto avulsa dalla realtà. Nessuna organizzazione mafiosa al mondo celerebbe i propri atti di forza (dimostrativi, di monito) riconducendoli a misfatti compiuti dalla Marrabbecca. Mi spiego: la mafia, se uccide una persona per qualsivoglia questione, ha tutti i motivi di “rivendicare” il proprio atto: per guadagnare forza nel territorio, per terrorizzare chi non intende conformarsi, per dimostrare che con essa non si scherza, e così via. Nessun mafioso al mondo commetterebbe un atto punitivo per poi attribuirlo alla Marrabbecca, quindi il racconto è tutto sbagliato proprio dal prologo.
Crollando la coerenza narrativa, non capisco quindi che cosa tu mi voglia comunicare. È un problema che in questo step mi sono posto per più di un racconto, ma adesso sto commentando questo quindi lo chiedo a te. Qual era il tuo messaggio? Perché io non ci vedo la descrizione anticipata dalle parole di Bufalino, in questo racconto: non ci vedo folklore, mistero e denuncia sociale. Al contrario, ci vedo un tentativo quasi di leggerezza, ed è particolarmente pericoloso parlare di mafia in un precisissimo e determinato territorio che tu citi (entroterra trapanese) e ridurre tutto al passaggio di Marrabbecca.
Per cui mi dispiace, ma di questo racconto salvo soltanto l’idea, perché è davvero bella e potrebbe essere valorizzata a bomba. Roba da far venire fuori il racconto più bello di tutti gli step di Dr.
Mi fa piacere, comunque, che altri autori abbiano visto qualcosa di diverso da me, in particolare mirella, sicuramente più titolata di me a esporre un pensiero concernente la Sicilia. Probabilmente la mia sensibilità mi ha allontanato dalle atmosfere create dal tuo racconto, ma ribadisco che potrebbe venire fuori un ottimo elaborato, se solo tu decidessi dove vuoi andare a parare. Se vuoi scrivere una denuncia sociale, secondo me la strada da seguire è tutt’altra. E il dialetto va necessariamente rivisto.
Un abbraccio, e in bocca al lupo per il concorso.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

16A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Mer Feb 23, 2022 10:59 am

Menico

Menico
Viandante
Viandante

Un bel racconto scritto bene e senza inutili fronzoli.
Qualche perplessità su alcuni dettagli:
- il killer della mafia si nasconde dentro al pozzo per soffocare Margherita stringendole il collo?
- un uomo imprecisato, non lo zio che alla fine del racconto si autoaccusa di tutti gli omicidi, dice ad Antonio di averlo avvisato e gli consegna la scatola con dentro la mano di Margherita?
- la Marrabbecca dilania lo zio punendolo per aver usato il proprio nome per coprire i propri delitti?
Concludo con una considerazione personale: la mafia basa la sua potenza sul terrore che incutono le sue reazioni alla disobbedienza. Ha bisogno che si sappia che è lei che punisce chi sgarra, in modo che sia ammonimento per tutti; impensabile che accolli i propri delitti a un mostro.
Comunque un buon lavoro!


______________________________________________________
Come l'acqua che scorre, sono un viandante in cerca del mare. Z. M.

17A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Mer Feb 23, 2022 3:36 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

Forte della mia esperienza di lettore di Camilleri non ho avuto difficoltà a interpretare e apprezzare gli inserti dialettali che hanno dato freschezza e spontaneità al racconto. Fra i vincoli della prova sono rispettati indubbiamente il contadino, il campo di zafferano e il periodo che è citato in chiaro. La veranda è più volte menzionata nel brano ma non assume l’importanza che forse dovrebbe avere nella storia. Quanto al genere, l’apparizione finale, riconduce in extremis all’horror.
A parte queste osservazioni, ho apprezzato moltissimo il racconto che mi è sembrato equilibrato nella trama e nella descrizione dei personaggi. Sono ancora piuttosto indietro nelle letture ma ti tengo da parte con un occhio di riguardo.

18A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Mer Feb 23, 2022 5:43 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

Questo racconto è il primo che ho letto, essendo appunto il primo nel pdf scaricabile. Non lo avevo ancora commentato perché, nonostante sia scritto piuttosto bene, avevo delle perplessità. Che mi sono poi rimaste. Non tanto per l'uso del dialetto, che nel contesto ci può stare e non mi sembra appesantisca. Quanto piuttosto per lo strano miscuglio - non proprio riuscito - di horror e storia di mafia. L'impressione è che l'autore sia partito con l'intento di esprimere una sorta di denuncia, di mettere in scena gli orrori, tutt'altro che soprannaturali, di chi terrorizza e uccide coloro che non si sottomettono al volere dell'organizzazione o del capobanda di turno. E poi, in corso d'opera, abbia voluto virare verso l'horror, inserendo l'elemento soprannaturale (e il lungo prologo che cerca di giustificarlo) perché altrimenti non sarebbe rientrato nei famigerati paletti. E ne è venuto fuori qualcosa che non sta in piedi, proprio perché - per quanto ne so - chi compie (o è mandante di) un atto intimidatorio di stampo mafioso molto difficilmente si nasconderebbe dietro un'entità astratta; anzi, penso farebbe di tutto affinché si sapesse bene cosa succede a chi sgarra.
Il racconto ruota tutto intorno a questo errore e non mi convince, nonostante le buone doti di scrittura dell'autore.

19A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Ven Feb 25, 2022 8:58 am

Nellone


Younglings
Younglings

Un horror che si palesa solo nel finale, all’inizio sembra una storia di mafia come tante altre, comunque altrettanto orribili. Si passa sapientemente dal rilassato al concitato, nel finale sono riannodati tutti i fili sparsi per la vicenda e questo è un punto decisamente a favore. Nel complesso mi è piaciuto questo racconto anche se stilisticamente non mi ha entusiasmato; tutto chiaro, per carità, ma forse la scrittura non si adegua a quanto raccontato, oltre a non essere particolarmente ricca e indulgente sui particolari. Data l’intonazione del racconto la cosa non stona più di tanto ma si sarebbe forse potuto osare un po’ di più. I personaggi sono delineati abbastanza bene, ho apprezzato anche il fatto che la natura “losca” dello zio compaia quasi nel finale, in modo da spiazzare il lettore. Nel complesso un ottimo lavoro, comunque, godibile e intrigante.

20A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Sab Feb 26, 2022 2:58 pm

The fallen

The fallen
Younglings
Younglings

Sono siciliano, ma dell'altra parte, sulla costiera ionica, quindi parlo un dialetto molto diverso e nonostante spesso per la diversità delle zone i dialetti siano incomprensibili questo è abbastanza facile da leggere.
E non è poco.
L'idea è eccellente, della marrabbecca ne avevo sentito parlare, ricordo una descrizione differente ma visto che è una leggenda credo che l'aspetto sia un fattore soggettivo.
Non credo che la mafia si aspetti che un uomo creda a un mostro, credo che la minaccia 'ca passa a marrabecca' sia più un eufemismo come quando non paghi il pizzo in un negozio e viene un bambino a dirti che passerà l'angelo della morte, quasi sempre sotto forma di bombola del gas lasciata aperta davanti al negozio di notte.
Quindi per me la struttura della trama regge bene, regge anche se la narrazione rischia in alcuni punti di diventare didascalica.
Ci sta che il padre dia al mostro la colpa della morte della moglie, rivolgendosi al ragazzo. Parlare di certe cose è pericoloso, specie a un bambino.
La marrabecca che poi appare davvero è quasi necessaria per dare una tinta horror più consistente a tutto il racconto.
Curerei di più i dialoghi (non il dialetto) a volte un pelo forzati e il prologo lo girerei al passato, visto che non c'è datazione. Direi che è quasi obbligatorio ma ho visto che hai scelto il corsivo per dividere la sequenza temporale e anche se potrebbe non essere condivisibile è comunque una tua scelta.
Scrivere horror non è facile ma qui l'intenzione c'è e si vede, con un po' più di cura e respiro può venire fuori un bel romanzo breve .
Sicuramente nella mia cinquina attuale, anche perché è il primo racconto che leggo.
Godcat

21A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Sab Feb 26, 2022 9:11 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Io non penso che l'autore abbia cercato di scrivere un pezzo di denuncia sociale e poi abbia virato sul soprannaturale per rientrare nel paletto di genere del concorso. Credo che sin dall'inizio abbia avuto in mente l'idea di mischiare la mafia e un elemento del folclore locale e questa è una idea molto valida.
Il dialetto l'ho già detto per un altro pezzo, a me piace e lo trovo comprensibile senza alcuna difficoltà.
La lettura nel complesso mi è piaciuta, anche se ci sono alcune parti che non ho compreso appieno.
Soprattutto mi ha fatto strano che il padre di Carlo abbia acconsentito di procedere alla coltivazione dello zafferano ben sapendo che questo avrebbe portato alla dura reazione mafiosa. Lui sa ciò che è successo veramente alla moglie e sa che il pericolo potrebbe toccare lui e suo figlio e non mi sembra un comportamento sensato, non tanto per lui, quanto perché la vendetta potrebbe raggiungere il figlio Carlo, come in effetti avviene. Anche il fatto che lo zio Pino regali al nipote due piantine di zafferano è curioso: Carlo è un bambino, è difficile pensare che quelle piantine lo avrebbero portato a sognare una coltivazione rivoluzionaria nel suo pezzo di terra, ma perché rischiare? Chi è preposto al controllo di un territorio, deve anche prevedere le implicazioni di qualsiasi azione, anche all'apparenza poco importante. Oppure lo ha fatto appositamente per completare la vendetta sulla famiglia di Carlo? Se così fosse sono passati dieci anni tra il regalo delle piantine e la vendetta di Pino e allora la cosa mi sembra improbabile. Ultima cosa: a fine lettura c'era qualcos'altro che non mi tornava, ma non capivo cosa. Leggendo il commento di Vivonic ho capito, perché ciò che dice è vero: la mafia in un certo senso firma i propri avvertimenti, le proprie azioni, in modo da "istruire" tutti gli altri. Su questo fatto è sempre stata chiara, senza ambiguità di sorta.
La lettura comunque rimane godibile.

22A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Lun Feb 28, 2022 9:54 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto che mi ha lasciato con l'amaro in bocca. La trama è molto bella e il testo si segue bene però l'impressione che ho avuto è di leggere un resoconto. Per esempio la seconda parte in cui si svelano tutti i misteri mi è sembrata troppo spiegata e i dialoghi sono risultati quasi forzati. 
Un racconto ambientato in Sicilia, con la Marrabbecca e quella presenza angosciante della mafia dovrebbe essere un vero pugno nello stomaco. Dovrebbe coinvolgermi e sconvolgermi in pieno, invece sono totalmente indifferente.
Per questo step sto dando hai racconti un voto sulla "pancia" e purtroppo questo è ben lontano dall'essere sufficiente.
Un'altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è l'uso della veranda. Praticamente (come in altri racconti in gara) è solo menzionata, a volte ci succede qualcosa sopra, ma non è funzionale al racconto.
Anche l'ambientazione, se non avessi menzionato il 2010, poteva benissimo essere un altro anno.
Chiedo scusa all'autore se magari posso sembrare severo ma purtroppo quando vedo del potenziale non espresso in un racconto mi arrabbio. Questo racconto poteva essere una vera rivelazione se si fosse affrontato con maggior sentimento e passionalità.
In ogni caso rimane un testo che ho letto con piacere e senza lasciarmi fermare dal dialetto.


______________________________________________________
Someone give that Wolf a Banana  A Marrabbecca (sarà un fiore) 1f34c 

23A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Mer Mar 02, 2022 12:01 pm

digitoergosum

digitoergosum
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao Penna. È proprio vero che il buon giorno si vede dal mattino o dal primo racconto dello step che leggo.
Colonna sonora: Terra in Bocca dei Giganti. E sono abbastanza certo che conosci questo bellissimo e tristissimo concept album del, se ricordo bene, 1972. C'è la possibilità che tu abbia avuto ispirazione anche da questo titolo, e se invece non lo conosci ti consiglio di ascoltarlo tutto, circa 45 minuti, perché le somiglianze col tuo lavoro sono quasi da "plagio", detto con assoluta simpatia.
Il genere: horror. Quasi subito si comprende che ha una struttura complessa, con quella introduzione dal taglio teatrale. Purtroppo, a mio parere, il titolo anticipa molto come andrà a finire, ciò che accade alla fine è già addentellato all'interno del racconto, e mi è mancato il "colpo finale". Sopratutto, l'horror, per come l'intendo, è racchiuso solamente nell'ultima pagina, a prescindere dai comportamenti orribili dei tuoi personaggi, ma non sufficienti a giustificare il genere.
I paletti: ci sono, prova ne è che ha passato la selezione, ma la veranda è a mio parere pretestuosa, poco influente.
La scrittura: mi sembra coerente e non ho notato particolari refusi. Gli inserimenti in siciliano li ho capiti abbastanza facilmente, non lo so parlare ma mia madre era siciliana, così come la ex moglie. A mio parere il siciliano è opportunamente inserito.
In conclusione, al netto del genere emergente solamente in fondo e della poca attinenza alla veranda, il tuo lavoro mi è piaciuto molto e se il buongiorno si vede... Grazie.

https://youtu.be/_Uay215B3Sk

24A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Sab Mar 05, 2022 7:19 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Complimenti.
L'idea di legare mafia e leggende locali mi è piaciuta e, pur capendo sia assolutamente lontana da una reale possibilità, in una finzione ci può stare.
La scrittura è sicura e scorrevole, qualche dialogo un poco costruito, poco naturale, al di là dell'uso del dialetto che non disturba.
C'è  qualche incongruenza, come ti è già stato segnalato, che ne fa perdere la credibilità, ma alla fine è un horror e non un giallo.
Piacevole.

25A Marrabbecca (sarà un fiore) Empty Re: A Marrabbecca (sarà un fiore) Sab Mar 05, 2022 11:06 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Caro autore/autrice
il bello di questo racconto è che risulta horror senza esserlo veramente. Nel sesno che il lettore, alla fine della lettura, rimane col dubbio: esiste la marrabbecca? Si è manifestata veramente o i crimini commessi sono futto della malavita, della mafia locale? Non lo sappiamo. Quel che sappiamo è che così facendo sei riuscito (o riuscita) a ricreare perfettamente un clima omertoso che sconfina nella superstizione delle leggende locali ma... davvero raramente ho incontrato un autore che sapesse illustrare il crima chiuso di un paesino e la sua omertà così bene. Per me solo questo ti vale un posto in classifica. Complimenti!


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

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