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Ku Blai Khan

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1Ku Blai Khan Empty Ku Blai Khan Lun Gen 31, 2022 3:16 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

https://www.differentales.org/t1366-l-ombra#16546:

 Ku Blai Kan

«Piove sulle labbra stolte.
Fuma una sigaretta appoggiata alla balaustra,
fuma se stessa in attesa che qualcuno la fumi»


Fummo così tanti nel camino che qualcuno disse: “Avvisate Babbo Natale, che da qua non si passa”


Il campo dei miracoli mostrava segni di folla e folle s'affollavano nella loro follia.
Il gatto e la volpe scavavano una fossa, dopo essere fuggiti da Collodi.
Un sacchetto di monete avrebbe dovuto saldare i conti con l'assicuratore, ma la favola era sbagliata, il tempo era sbagliato, l'ironia era morta.
Un vociare da lontano portava dove il cielo era di cielo e il campo si trasformava lentamente in piazza metà piazza e meta pazza per un pezzo di pane raffermo.
La piazza compì il miracolo e nel cerchio del sacro divenne finto simulacro oblungando gli sguardi sulle papaline papali non papabili per il conclave senza chiave ma dall’odore di chiavica.
Alcuni decisero di eleggere la governante sora Bianca da Urna e ci fu un po’ di parlamento prima di dichiarare chiuso lo scrutinio di Bianca.
Nel frattempo nel campo dove c’erano i miracoli...
Una gita di liceali s'abbandonava alle foto classiche e una chitarra elettrica suonava dalla via un pezzo d’un gruppo scioltosi a causa dell’innalzamento delle temperature sulla Terra.
Alcuni saltimpasto senza tette e senza tetto nel trans busto della calca palpeggiavano le rosticcerie chiuse e la calca non li vedeva di buon occhio essendo tutti dei pirati.
Nel caos primordiale il brodo vegetariano gridava vendetta e intanto che il frattempo era passato
la piazza aveva fagocitato la calca che in un impeto di sopravvivenza era resuscitata dicendo due parole magiche.
Ecco...
Tutto voleva creare confusione e nella calca s'intravedeva il calco del bronzo fuggito da Riace.
Alcune ragazze innamorate passarono la notte accanto a lui.
Egli impettito chiese per pudore che gli coprissero gli zibidei con dei boxer di Ricoveri, che non voleva farsi vedere eccitato in pupùbblico.
Dalla costernazione dei pianeti la coscienza universale pensava alla Terra vedendola immersa in quella cazzo di piazza.
L'intelligenza artificiale artificiosamente pensava al buio e per questo pretese di pretendere da tutti e decise da sola di farsi un bel giro in piazza.
La presunzione della presa in giro, presumendo che gli altri non presumessero, s'era travestita con l'abito del ramo vita.
Nel tentativo di tentare, spesso s'affacciava al balcone facendo proclami di giustizia.
La giustizia incarcerata da tempo intanto piangeva nelle galere veneziane dove Marco Polo Pannello faceva lo sciopero della famelica per i diritti degli spiazzati.
Un piccione viaggiatore recava messaggi in codice non codificati e i destinatari s'arrogavano il diritto di sentirsi di superiore natura rispetto alla massa dei massificati.
Un telefono, d'una dimenticata cabina telefonica, segnava l'ora con tre squilli e mandava contemporaneamente fax con elogi e congratulazioni pensando di passare inosservato a chi l'osservava con attenzione.
Un temporale, e ripeto un temporale evocato dallo scrittore premio NoCoglionbel, correva a grandi passi sulla piazza mentre un'astronave aliena con a bordo il Gran Furbone dei Marziani distribuiva dotti epiteti a tutti e citando passi di poesie, racconti e strofe scritte da scrofe gestanti ma non gerenti e poco producenti.
E venne il dibivio universale e Noè, vedendo che non aveva più legname per finire l’arca, esclamò la famosa frase: “No è che qua finimo male o perlomeno sott’acqua?”
Ma per miracoloso gaudi dei popolli terrestri e terroni l'acquazzone si trasferì di luogo trasformandosi in acqua a zone differenziate dove per poter godere della bagnatona occorreva esibire un rainpass con tre prove d’acquisto d’un ombrello a larghe falde acquifere non inquinate.
Noè ci rifece con le frasi fatte e ridisse orgoglione più che mai: “Per Da Vinci e per Carbo Cracco qui mi si bagnano pure le pulci”.
Il capo di Statale sentì e mando con ordine sparso vari furgoni con pompe sommerse che provvidero alla disinfezione dalle pulci bagnate.
E fu cosa giusta visto che erano già bagnate una bella disinfezione ci stava, “Hai visto mai?”.
Ma riecco che Noè, nel delirio fremens della parola disse:”Vojo famme ‘na partita a scacchi prima che ce coprano de mmerda bagnata”
Il mondo sembrava una grande scacchiera dove il re Noè mangiava tutti i pedoni e, dopo aver sodomizzato un fante, usciva insieme alla regina che lo aveva tradito con il cavallo.
Allora intervenne l’entità superiore a Noè conosciuta come Siè e fece cadere dall’alto dei presbiteri una tonnellata di biglietti per il circo.
Intanto il circo Barnum aveva contattato l'ufficio dei riassicuratori non assicurati che per consuetudine truffavano i truccatori dei dadi truccati vista la ghiotta occasione di quella pubblicità dall’alto con tanto di biglietti subliminali invita stolti.
Ed era giunta ora di pranzo sulla piazza dove si svolgeva la biblica narrazione che si narra ma non si legge e se si legge sarebbe il caso di non narrare ad alcuno previa invio di infermieri dal centro igiene mentale.
Va beh, era ora di pranzo e...
Dal ristorante al Duomo un odore di brodo di colombo usciva a piedi non avendo più le ali.
Il tenente della serie televisiva, infrattato nella Basilica, indagava di nascosto sulla capacità cognitiva degli sconosciuti di mettere il basilico nella carne alla brace.
Non riuscendo però a trovare il bandolero della signorina ma Tassa squillò all’amico di tante ispezioni per una aperiloungeallamezza.
«Pronto tenente Sheridannato? Oh ecco carissimo vieni qui in piazza per un rinfresco visto che ci è pure piovuto e la calura s’è sminuita?»
Li ritrovammo o li ritroviamo o li ritrovarono o essi erano seduti al bar Bone, un ritrovo di zoccole di periferia fatte scappare da un sindaco di poca morale in quanto le tope non dovevano bazzicare in periferia per evitare una piedemia di lettospirosi di qualche possidente anziano col pacemaker che non gliela poteva fare a terminare l’atto con l’attrezzo in versione non idraulica.
In questo quadretto socialmente utile allo svago i due amici s’erano impiazzati...
L'aperitivo dell'amico Sheridan era sbiadito dall'imbecillità della gang del limone meccanico ed egli si lagnava dicendo che avrebbe fatto riprendere ogni cosa da chi di dovere.
Un noto regista registrava sulla torre il remake delle comiche di Stan e Oliver e visto le urla provenienti dal bar Bone si fiondò con la tele camera d’albergo per filmare il tutto e fu così che il popolo se ne accorse e tutti, e dico tutti si voltarono.
Ci si accorse allora che il popolo rideva a crepapelle non trattenendo i liquidi corporei.
L'enorme quantità d'umido unita alla tempesta fece inclinare gli animi e le riprese della fiction furono interrotte bruscamente.
Il regista deluso dai tenenti preferì dichiararsi al fisco nullatenente e smontò in quattro e quattro otto la troupe e dichiarò alla stampa la sua adesione al progetto spaziale marziano piuttosto che continuare a girare in quella piazza di folli tra le folle e con taluni individui più folli dei folli.
Nel lontano iperospizio gli alieni scrutavano ogni cosa in combutta con alcuni rinnegati terrestri dell’area 51 bis barrato.
Dal pianeta rosso si preparava l'invasione della terra e gli infami erano pronti con le loro soffiate.
Il sindaco dei sindacati autonomi smise la tuta da operaio e vestì il camice bianco di professore ad honorem dell'università normale, lasciando perdere le ordinanze sulle zoccole.
Il peggio però venne e le astronavi dei Marrani invasero tutti i bar della zona impadronendosi del potere, trombando così uno alla volta il sindaco che per ovvi motivi decise di non candidarsi più alle prossime elezioni che non amava più certe esternazioni della piazza.
Ma la piazza aveva chi l’amava, era pur sempre una bella piazza...
I difensori che da sempre si spacciavano per difensori cercarono di difendersi e di difendere quel baluardo di bordelli, tranelli e rintronati.
Nulla fu possibile contro le preponderanti forze messe in campo dagli invasori invasati del pianeta Marto Barzotto.
I prigionieri furono moltissimi e dopo aver subito il lavaggio del cervello furono cosparsi con il borotalco proveniente dal Bosforo e vestiti con la collezione autotune-inverno 2022.
Un manipolo di uomini però ancora resisteva asserragliato nel serraglio della serratura della pazzia prospiciente al centro della piazza.
Al centro di igiene mentale, abolito oramai da tempo, il medico di turno provvide a provvedere alla fornitura di cervelli superiori per fini inferiori con obiettivi infimi.
Ecco che ognuno aveva stabilito il proprio ruolo non sapendo esattamente cosa fare.
Nel mezzo della generale confusione s'erse dal pulpito la voce della pura imbecillità che, con un gran discorso, convinse tutti a lasciar perdere le proprie attività e a seguirla nel mondo delle miniere di polpette fritte al petrolio che si trovava nell'animo degli eletti non eletti ma reietti.
Le aliens sturmetruppen si guardarono nelle palle degli occhi e, fatto rifornimento d’energia elettrica alle gastronavi, si dissero: “Ndo cazzo semo capitati?”
Dalla sua Firenze Dante era divertito nel vedere col binocolo mandatogli dal futuro da Gali Leo, un amico viaggiatore del tempo, tutto il panorama del campo dei miracolati, quella piazza centro di cotanto gozzovigliare.
Dante dal suo soggiorno infernale, dove nel frattempo di scrivere ste du righe s’era trasferito, percorse pochi chilometri e deviò per evitare la strada della torre, ben sapendo che il vecchio palazzo non era gradito in quei luoghi.
Arrivò con non poca fatica alla fonte della vita eterna e, con l'ausilio d'un dirigibile non dirigibile a comando, sparse sul campo dei miracoli l'aura di Virgilio.
Una mail inviata per errore al capo dei pirati, visto che gli alieni erano partiti mo ce mettemo li pirati che fanno scena, scatenò l'inferno, causando le ire del Sommo Poeta, che s'arrogava il copyright sul regno dei morti.
Un clan combinò un clan clan sul pulmino dei beati ignoranti della santa ignoranza devota ma ignota. Nel frattempo dal mare s'avvicinava minaccioso, a bordo della sua pentola a pressione, capitan Bifidus Sur Gelo, un vecchio serpente di mare che non mostrava certo segni di pentimento.
Nel caos iniziale della creazione le forze dei cavalieri Jedi scatenate dal regista infuriato, non si sa con chi, si concentrarono tutte sul centro della piazza, creando un campo magnetico che dotò i pensieri di naturale magnetismo negativo.
Il gran gran Kan del can, in quanto stufo d’avere alla corte cotolette di soja, non volle fare una figura da cani e si presentò vestito da classico Verme in verde facendo lo spaccone e proferendo frasi improferibili al centro della piazza. “Che poi che cazzo ci entra sto Kan e da dove sbuca fuori nun se sa e nun se po' sapè”

Strana storia questa cari lettori disattenti, però il Kan, una volta arrivato in piazza, disse così “Vi prenderò tutti in giro perché la mia intelligenza superiore è talmente superiore che non farete in tempo a pensare che v'avrò fregato pure il portafoglio di tasca senza che ve rendiate conto. Io sono così ironico e presuntuoso che faccio ridere solo me stesso. Vi chiamerò tutti maestri e gran gran così mentre vi rimirerete allo specchio vi fregherò pure tutta l'argenteria di casa e a nulla serviranno le polizze contro furto e incendio...”


«Mi fermo qua, avendo ovviamente edulcorato con parole semplici quelle vere pronunciate dal tal individuo.
Eppure il tempo va così dove i miracoli si fanno ogni giorno e la narrata vicenda vuol dimostrare che nella folla che s'accalca ogni giorno nella calca, emerge sempre la figura del “gran Khan” che tutto sa, vede, prevede e presume di sapere.
Quanti di questi individui popolano la Terra e l’universo?
Come stelle e pianeti girano sfidando le forze gravitazionali, essi fan girare le sfere in terra agli uomini di buona volontà che per buona volontà lasciano che essi girino nella loro pazza ruota in piazza.
Lasciamo allora che la giostra finisca il giro e che l'uomo prenda in giro ciò che non gira secondo dettati canoni.
La serietà della chiusa non chiude ma apre la porta al teatro delle gran magie dove troverete tutto quello che vi serve e anche quello che non serve.
“Caro Uomo che di te pensi in alto, scendi dal palco dell'imbecillità e beccati in faccia pomodori in quantità, che altro non aspettano gli spettatori di qualità”».


E proprio mo me dovevi da fa er semone serioso, io pe essere coerente nun lo leggo e me fermo a la fine der racconto, a fa sermoni semo boni tutti ma a recepilli e n’artra storia.
Buonanotte monno e bona nottata puro a te gran Khan che nun fai un cazzo dalla matina alla sera.


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Le domande non sono mai invadenti, a volte lo sono le risposte...

2Ku Blai Khan Empty Re: Ku Blai Khan Sab Feb 12, 2022 10:54 pm

giuseppe.bignozzi

giuseppe.bignozzi
Younglings
Younglings

Amo il surrealismo demenziale e nel tuo scritto ho trovato assonanze divertenti e qualcuna addirittura insinuaute e pregnante.
Però ho fatto fatica a finirlo. Per queste cose così faticose (se si vogliono godere), forse è meglio una maggior brevità.
Ciao, complimenti e auguri.

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