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Io, l'emetina e il dott. Una storia vera

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1Io, l'emetina e il dott. Una storia vera Empty Io, l'emetina e il dott. Una storia vera Mer Gen 12, 2022 2:58 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

https://www.differentales.org/t1370-tra-le-creature-di-ade::





Io, l’emetina e il dott. Una storia vera

Era di primavera o forse no, quel tempo lontano a cavallo tra la crisi petrolifera degli anni settanta e e le domeniche di austerity…

Italia
«Dal dicembre del 1973 venne imposto il divieto di circolazione nei giorni festivi dei mezzi privati, pena pesanti sanzioni amministrative fino a un milione di lire. Fece scalpore l’attrice sex symbol Sylva Koscina, passeggera di un’automobile che tentò di violare il divieto. Per gli spostamenti domenicali i cittadini ripiegarono sul trasporto pubblico, bus turistici e sull’uso della bicicletta. Furono bandite le insegne luminose animate e di grandi dimensioni. Il telegiornale della sera del Programma Nazionale della rai, che dal 1976 diverrà il TG1, fu definitivamente anticipato alle 20:00, orario che conserva tuttora. I cinema chiusero alle 22:00.
Il programma d’austerità fu discusso e approvato durante il Consiglio dei Ministri convocato il 22 novembre 1973, che si protrasse fino a tarda sera.» (citazione dal web)

Era una di quelle domeniche e io osservavo le bici e percepivo il chiacchericcio della gente in strada dalla finestra della mia stanza da letto che s’affacciava su uno slargo e sulla via principale del paese.
Trascorrevo così spesso senza poter uscire fuori di casa le mie giornate per via delle mie allergie che potevano scatenarmi un attacco di asma, avevo poco più di sei anni.
Immaginavo molti mondi e ne vivevo altrettanti, ma a quell’età il mondo più bello era quello della famiglia e dei giochi. Un televisore nuovo nella stanza da letto e il programma sui dinosauri era il massimo e poi quelle puntate di Belfagor viste con un occhi solo aperto erano il must serale a cui non sottrarsi.
Scuola e sogni erano come pane e mortadella e il fuoco amico del camino m’accompagnava nei primi studi pomeridiani.
Questa era la mia primavera, dolce, travagliata eppur bellissima.
Arrivò un anno fondamentale nell’esperienza della mia crescita, e come l’orologio umano del calendario il tempo portò una domenica e in quella domenica era sacro il rito del vassoio di paste e della busta d’arachidi, non sottraendomi a questa manifestazione di golosità quel giorno ne feci una scorpacciata pantagruelica.
L’indomani cominciarono i dolori e quella che sembrava una banale indigestione si trasformò in un incubo. Giorno dopo giorno la situazione fisica peggiorava a vista d’occhio.
Il medico condotto, collega di mia madre, rassicurò tutti con una diagnosi di semplice stomatite da curare con sciroppo e qualche altra compressa…
Così seguimmo la terapia ma le cose non migliorarono, anzi…
Un male tremendo alla testa e un bruciore intenso alla gola cominciavano a devastarmi tanto che col passare dei giorni iniziavo a deglutire con molta fatica e i dolori interno nella parte posteriore del cranio aumentavano sempre più. Per pudore non vi descrivo i particolari, ma la mia bocca e la lingua erano un crogiolo di ferite sanguinanti che mi impedivano anche di parlare.
La situazione drammatica ebbe una svolta casuale allorquando venimmo a conoscenza dal medico di famiglia di mia nonna del nome d’un dottore che era in grado di risolvere questa malattia.
Quel bravo medico, credo si chiamasse dott. Mastrandrea, aveva dovuto combattere la mia stessa malattia che s’era impossessata della moglie.
La sua diagnosi fu chiara, non era stomatite, ma una forma interna gravissima di Herpes zoster.

«Lo zoster genicolato(sindrome di Ramsay Hunt,) deriva dalla partecipazione del ganglio genicolato. Si verificano otalgia, paralisi facciale, e talvolta vertigini. Si ha un'eruzione vescicolare nel canale uditivo esterno e si può avere ageusia a livello dei due terzi anteriori della lingua.»

Era una brava persona e immediatamente ci fornì il numero telefonico di quel medico di Bari che
era in grado di curare questa malattia prima che ci lasciassi le penne.
Mi madre prese appuntamento e il giorno prestabilito andammo a Bari, m’avvolsero in un plaid e mi fecero sdraiare sul sedile posteriore dell’auto di famiglia, tanto ormai ero ridotto a non più d’un fagottino.
Giunti allo studio della verità il dottore ci accolse con un sorriso bonario e con modi affabili.
Inquadrò immediatamente la situazione e indicò la terapia da eseguire immediatamente per salvarmi la vita.

«Faccio un flashback necessario: il dottor Mastrandrea ci aveva avvertito che questo medico, verso il quale ci stava indirizzando, era un po’ fuori dalla medicina convenzionale e non usava medicinali in commercio… ma tant’è quando sei alla frutta te la mangi pure bacata se stai morendo di fame.
Il suo nome era dott. Antonio Fusillo»

«Ragazzo mio vedrai che con questa cura starai subito bene e col tempo non ti ammalerai più» Queste le sue parole nei miei confronti, poi aggiunse, rivolgendosi a mia madre, «signora devo immediatamente fare un’endovena da 10cc di medicinale per bloccare il corso catastrofico del virus»
Sì, ma quale medicina? Era una soluzione chiamata Emetina…
Ma cos’è l’emetina?

«L'emetina è un alcaloide dell'ipecacuana, ottenuto anche dalle radici di Uragoga ipecacuanha, e viene preparato sinteticamente per metilazione della cefelina. La molecola può contenere una quantità variabile di acqua di cristallizzazione, ma vengono di solito considerati il pentaidrato o l'eptaidrato. È una polvere cristallina bianca o giallina. Essa è molto solubile in acqua (1:Cool e in cloroformio (1:4); poco solubile in alcool (1:12); ed è praticamente insolubile in etere.
Deve il suo nome alla azione emetica per cui è famosa.
Svolge attività amebicida, principalmente nelle pareti intestinali e a livello epatico. Il suo spettro d'azione è diretto ai protozoi, specialmente all'Entamoeba histolytica. Il farmaco agisce sui trofozoiti del parassita, mentre non è efficace contro le forme incistate.
L'emetina cloridrato è usata nel trattamento di gravi forme di amebiasi intestinale, di amebiasi epatica e di ascessi amebici, sebbene le siano ormai preferiti farmaci meno tossici (es. metronidazolo). Nell'amebiasi intestinale sintomatica l'emetina viene somministrata in associazione con amebicidi attivi nel lume intestinale (es. diloxanide furoato) mentre, nelle amebiasi epatiche, all'emetina e all'amebicida luminale si associa la clorochina.
Sin dagli anni '60 è stata documentata l'efficacia antivirale della molecola dal dottor Antonio Fusillo su malattie virali come epatiti virali, herpes zoster, varicella, parotite epidemica, influenza, meningiti linfocitarie, affezioni virali dell’apparato respiratorio, morbillo, affezioni ricorrenti da simplex con i primi effetti positivi dopo qualche ora dalla prima somministrazione e con effetti addirittura protettivi su soggetti sani.
Studi più recenti hanno dimostrato l'efficacia contro virus a DNA ed a RNA, Citomegalovirus, ZIKA, Ebola e contro i Coronavirus.» (citazione dal web)

Ora sapete cos’è l’emetina e cosa facesse il dott. Fusillo…

Ma torniamo nello studio medico…

Allungai senza timore il braccio e il dottore mi praticò un endovena da 10 cc contenente l’emetina sciolta in una soluzione.
Prese una scatola contenente circa una ventina di fiale di questa soluzione e ci disse di fare un endovena al giorno di questo medicinale.
Tra le altre cose di routine spiegò che mi sarei ammalato nuovamente dopo due anni, in forma meno forte, e poi via via la malattia sarebbe scomparsa e probabilmente non mi sarei ammalato più.
Tornammo a speranzosi e devo dire la verità il miracolo avvenne, qualche ora dopo la prima somministrazione cominciai a stare meglio.
Ogni mattina un cugino medico mi praticava le endovene, mia madre non ebbe la forza di farle su di me. Dopo dieci endovene la situazione migliorò molto e nel giro di venti giorni stavo molto meglio, certo parlavo ancora come un nobive napvoletano ma non importava, ero vivo…
E per incanto stavano sparendo anche malanni dovuti all’asma bronchiale…

Era di primavera e quel marciapiede profumava di muschio e di polvere bagnata e io me ne stavo sui suoi ciottoli con le mani nelle tasche della tuta e godevo della vista di bianche case e alberi di palme e pini e qualche cigolio di bici mi faceva sorride e poi che importava se parlavo in modo strano, la casa del mio amico non era lontana.
«Ciao Fra’ ti va se domani ci facciamo una partita a tennis?»
Era di primavera e io mi ammalai di nuovo esattamente dopo due anni e il dott. Fusillo ci fece avere di nuovo la cura, ma la degenza fu molto più breve e poi non mi ammalai più.
Più di quaranta sono gli anni trascorsi e anche se il dottor. Fusillo è morto nel 1985, vorrei ringraziarlo con tutto il cuore di avermi dato la possibilità di vivere la mia giovinezza…

Chissà mai se quelle dosi di emetina hanno reso le mie cellule impermeabili ai virus, io non posso dirlo, certo in questi tempi difficili la storia del dott. Fusillo è significativa.
Vi sono alcune testimonianze tratte dal web che voglio citare e ribadire anche la speranza che il lavoro di questo dottore non venga perso e anzi trovi una rivalutazione della sua estrema efficacia visto che io sono uno dei tanti che sperimentò il “protocollo Fusillo” con successo vitale.

Citazione dal web
Antonio Fusillo, il medico che ha combattuto i virus ed ha vinto

NOCI (Bari)- È in tutte le librerie della città ed in tutte le edicole il volume"Antonio Fusillo, un uomo solo contro i virus". Il testo è un brillante volumetto edito dalla litografia nocese Carucci Editore per volontà dei nipoti Angelica Fusillo e Nicola Fusillo. Diviso in sei sezioni, il testo abbraccia a tutto tondo la figura di Antonio Fusillo (in foto con la moglie Itala Clemente), medico nocese che grazie allo studio dell'emetina, una sostanza proveniente dalla pianta dell'Ipecacuana, riuscì a provare la guarigione da alcune malattie virali (provocate cioè da virus) come l'epatite A e B, e dall'herpes zoster più comunemente conosciuto col nome di "Fuoco di Sant'Antonio".
Il fascino del testo (copertina a lato), basato sugli studi scritti in prima persona dal medico e dalle successive pubblicazioni su alcune testate giornalistiche, sta nella descrizione del raggiungimento di un traguardo: quello di prendere sul serio il lavoro di un medico-studioso. Infatti Fusillo combatterà per tutta la vita contro la burocrazia medica e l'invidia dei colleghi per vedersi riconosciuto il suo metodo di guarigione. Un riconoscimento che avverrà solo (e finalmente verrebbe da dire) nel 1984, un anno prima della sua scomparsa, quando l'Associazione inglese Antiallergia con sede a Londra, gli conferisce l' "AAA 1984 International Clinical Ecology Competition Prize Awards", l'equivalente della coppa del mondo per la ricerca scientifica del settore antivirale.
Basandosi su un appunto molto semplice (semplice per chi studia la materia quotidianamente) il dott.Antonio Fusillo (in foto), nato a Noci nel 1908, scopre che l'emetina somministrata a basse dosi è capace di debellare il virus nel giro di pochissimo tempo. Egli stesso nota come la medicina convenzionale dell'epoca- anni 50 del secolo XX- convenisse (in maniera del tutto errata) che per debellare le malattie virali bisognasse somministrare l'emetina in centigrammi per almeno una decina di giorni. Tale tipo di somministrazione provocava un rapido sollievo nel paziente, salvo poi procuragli disastrosi effetti collaterali che potevano portarlo addirittura alla morte. Questo era provocato dall'eccesso di emetina nel sangue. Il compaesano Fusillo è riuscito a dimostrare che l'emetina non provoca nessun effetto collaterale se viene somministrata tra i 3 e i 10 milligrammi (e non centigrammi!!!) al giorno.
Fatta la scoperta e sperimentata prima sugli animali e poi su alcuni pazienti, il problema a cui ha dovuto far fronte Fusillo era come far accettare questa sorprendente intuizione al mondo della medicina. Un volume che rende un giusto omaggio ad un nocese che ha studiato e combattuto tanto per il reale benessere di tutti.
Gianni Tinelli
Martedì, 10 Gennaio 2012

Citazione dal Web
Coronavirus, il farmaco dimenticato che sconfigge i virus
Data di pubblicazione: April 13, 2020

Giacomo ColasuonnoFollow
SMART Specialist Italia presso Anticimex


Sono passati più di 60 anni da quando il dott. Antonio Fusillo, medico pugliese di Noci, ha cominciato a studiare l’effetto dell’utilizzo di piccole dosi non tossiche di emetina cloridrato sulle più comuni malattie causate dai virus a cominciare dalle epatiti. Il metodo, illustrato sulla Gazzetta Medica Italiana di febbraio 1972 viene esposto anche nell’articolo pubblicato su Minerva Medica nel 1973: “Effetto di piccole dosi di emetina nella terapia delle malattie da virus – Nuovo metodo terapeutico specifico dell’epatite virale” [1].

Il risultato preziosissimo di questi studi è dato dal successo del trattamento su diverse malattie virali come herpes zoster, varicella, parotite epidemica, influenza, meningiti linfocitarie, affezioni viral dell’apparato respiratorio, morbillo, affezioni “ricorrenti” da simplex, con i primi effetti positivi dopo qualche ora dalla prima somministrazione e con effetti addirittura protettivi su soggetti sani.

Recentemente sono stati effettuati ulteriori studi che ne hanno certificato l’efficacia contro virus a DNA ed a RNA, tra cui Citomegalovirus , ZIKA, Ebola e, sì proprio lui, il nuovo Coronavirus Sars-CoV-2.

I pronipoti del Dottor Fusillo stanno invano cercando di diffondere il protocollo di cura, ormai dimenticato in Italia, provando a contattare autorità competenti o esperti in materia, ma la diffidenza per le promesse di cure miracolose apparse su internet, in alcuni casi prive di fondamento, non aiutano di certo.
L'unica risposta positiva è arrivata, al momento, dal team di ricercatori australiano autore dell’articolo "Emetine, Ipecac, Ipecac Alkaloids and Analogues as Potential Antiviral Agents for Coronaviruses" (uscito a marzo 2020, in piena crisi). La collaborazione nata e lo scambio di informazioni è talmente proficuo al punto che, alla luce dei numerosi anni di studi ed utilizzo dell’emetina in Italia nel secolo scorso, si stanno muovendo passi avanti per l’avvio della sperimentazione in vivo in Australia.

E chissà che il dottor Fusillo non sia riuscito a portare un “servizio all’umanità” come si legge in un documento dell’AA A (Action Against Allergy) nella lotta alla pandemia con quel farmaco miracoloso quasi dimenticato.


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Le domande non sono mai invadenti, a volte lo sono le risposte...

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