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Quarantasette, morto che parla

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26Quarantasette, morto che parla - Pagina 2 Empty Re: Quarantasette, morto che parla Sab Gen 08, 2022 11:12 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan

Sì, in verità sono un po' combattuto. Da un lato mi è piaciuta molto l'atmosfera, la caratterizzazione dei personaggi, lo stile... dall'altro non sono convinto del susseguirsi degli eventi, e non parlo del finale. Provo a spiegarmi: il finale serve perché altrimenti non si sarebbe andati a parare da nessuna parte. Sino a quel punto della narrazione infatti non era successo nulla, non si era preparato il lettore al conflitto, non c'era stato un climax, era solo una descrizione di una serata di vigilia. Come avrebbe potuto finire se non con un "coniglio dal cilindro?". E quindi svolta sovrannaturale, morte, espediente che non mi è piaciuto dell'articolo di giornale. Un finale studiato e cercato, si capisce dal proverbio ripetuto due volte che annuncia la morte di Lina, ma comunque funzionale al fatto che per tutto il racconto la narrazione era stata piatta e bisognava risollevarla. Per piatta non intendo noiosa, anzi, il contrario, ma sembrava più una lunga introduzione che altro. Spero di essermi spiegato. Chiudo dicendo che anche a me non piace quando a narrare in prima è qualcuno che poi morirà, ma bisogna tenere conto che la narrazione è al presente e che quando Lina realizza di essere deceduta la narrazione stessa si interrompe, quindi la cosa è coerente. Il problema di questa scelta è che l'ultimo paragrafo, quello che spiega, è per forza di cose un compromesso, un articolo di giornale avulso dal resto del racconto che proprio non mi è piaciuto.
A rileggerci!

27Quarantasette, morto che parla - Pagina 2 Empty Re: Quarantasette, morto che parla Dom Gen 09, 2022 2:04 pm

digitoergosum

digitoergosum
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao Penna. Trovo scollegati i due momenti del racconto. Presi separatamente mi piacciono entrambi, nell'unico corpo "racconto" mi rendono perplesso. Bella la figura di Zio Eraldo, antropologo, e bella l'immagine dei numi famigliari di natura pagana, poi mutuata nella tradizione cristiana. Il nonno Natale mi ha ricordato "900" di Bertolucci, muovendomi a tristezza (che non è negativo ai fini del giudizio personale sul tuo lavoro). Grazie.

28Quarantasette, morto che parla - Pagina 2 Empty Re: Quarantasette, morto che parla Dom Gen 09, 2022 3:04 pm

alessandro parolini


Viandante
Viandante

Caro autore il racconto è scorrevole e si lascia leggere piacevolmente fino alla fine. L'atteggiameto della protagonista ricorda proprio quello degli adolescenti soli in famiglia. Le coincidenze sono forse un po' troppe, ma comunque non stonano. Finale tragico imprevisto che fa della storia un racconto diverso del Natale. Mi permetto di segnalare solo qualche errore. Alla prossima.

29Quarantasette, morto che parla - Pagina 2 Empty Re: Quarantasette, morto che parla Dom Gen 09, 2022 6:24 pm

tontonlino

tontonlino
Younglings
Younglings

Confermo che chiamarsi Lina (Lino nel mio caso) è una tortura cinese. Se poi una è nata a Natale è il massimo delle prelibatezze. Ci hai fatto conoscere un personaggio simpatico, che oltre al bellissimo nome non ama il pesce, la tombola urlata e l'invasione dei parenti. Mi ci sono quasi immedesimato. Il finale tragico arriva inaspettato anche se era già tutto nel titolo. Questo non è comunque un limite del racconto perché credo che nella vita le più grandi tragedie non sono mai precedute da presagi e indizi. L'orrore non è quasi mai annunciato. Bussa alla porta quando meno te lo aspetti.

30Quarantasette, morto che parla - Pagina 2 Empty Re: Quarantasette, morto che parla Lun Gen 10, 2022 2:50 pm

Nellone


Viandante
Viandante

Racconto davvero interessante, che passa dalla prima parte tragicomica alla tragedia vera e propria, passando per la malinconica sequenza centrale, che le unisce perfettamente. Finale un po’ telefonato, ma tutto sommato originale. Le frasi in dialetto e qualche reminiscenza domestica aiutano ad entrare nell’ambiente familiare, invero un po’ stretto alla protagonista. Per il modo di pensare e di parlare la protagonista dimostrerebbe qualcosa più dei suoi tredici anni, ma non siamo molto distanti. Scrittura semplice e lineare che perfettamente si adatta al pensiero di un’adolescente, con qualche azzeccata precisazione su cosette da nulla (come l’odio per il capitone e la camicia) che rendono molto bene l’insofferenza a Natale. Nel complesso uno dei racconti che più mi sono piaciuti fino ad ora.

31Quarantasette, morto che parla - Pagina 2 Empty Re: Quarantasette, morto che parla Mer Gen 12, 2022 10:40 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Arrivare dopo Asbo è difficile, quando dice esattamente quello che vuoi dire tu Very Happy
Ciao Autore, veniamo a noi. Inutile parlare della tua ambientazione spazio-temporale, perché è evidente anche che il nome Eraldo non lo hai scelto a caso. Forse è tutto un po' omaggiante, chissà.
Certi dubbi che sono emersi non li capisco: la tua protagonista lo dice espressamente che il babbo aveva spento il fuoco, quindi perché si parla di incongruenza? Le sedie sono tre per la sacra famiglia: perché ci si chiede come faceva a sapere zio Eraldo di metterne tre?
Veniamo al clou: indubbiamente quel trafiletto di giornale alla fine va contro tutto la narrazione, e anch'io lo toglierei. Chiudendo lì, il tuo racconto sarebbe stato perfetto, a mio avviso.
I personaggi sono il tuo forte, infatti massimo dei voti e non sto neanche ad allungare il commento parlandone.
L'ambientazione natalizia è triste, malinconica e, soprattutto, fondamentale al racconto, poiché senza di essa il tuo racconto non funziona.
L'unica scena che proprio non riesco a visualizzare è lo zio che prende la nipote e la butta in un fosso come un animale per farla riprendere dai fumi e dalle ustioni. Ecco perché, senza il trafiletto finale, la mia mente avrebbe potuto spaziare libera di assegnare al tuo racconto un finale congruente con il proverbio e, allo stesso tempo, con questo gesto dello zio. Un esempio fra i tanti possibili: un incesto con tentato occultamento successivo.
Insomma, fino al terzo asterisco ero impazzito per il tuo racconto. Ma questa scena, così, proprio mi rimane inspiegabile... Soprattutto perché sembra esser stato tratto tutto il racconto da una storia vera, e chissà se è così (ce lo dirai?)...
Sulla scrittura occhio a qualche refuso e a due virgole tra soggetto e predicato. Sono terribili, scappano soprattutto in fase di revisione, quando si opera talvolta con tagli vari...
In forma di augurio, "buonanotte" è preferibile come grafia al "buona notte" che hai usato (ma probabilmente lo sai già e preferisci la seconda forma).
In conclusione, un racconto che ho letto più che piacevolmente, visti anche i tanti riferimenti a me cari e vicini. Un ottimo testo che non può non trovare posto nella classifica finale.
Complimenti!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

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