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1L'uomo invisibile Empty L'uomo invisibile Gio Dic 16, 2021 12:42 pm

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Rodolfo stava lì.
E ci stava bene.
Su quella panchina verniciata di verde.
Quella panchina su cui molti avevano scritto dediche, iniziali dei propri innamorati con la cornice a cuore, insulti e disegni di genitali decisamente inequivocabili.
Quella panchina verniciata di verde, ma che ormai di verde aveva ben poco, era la panchina su cui Rodolfo aveva deciso di stare, poiché non c’era nessun altro posto al mondo dove lui potesse dire di poter stare veramente.

Stava lì.

Un po' per scelta, un po' per necessità, un po' per destino, così almeno si diceva tra sé e sé ogni tanto.
Aveva scelto di stare su quella panchina perché si affacciava verso l’unico “vero” pseudo-paesaggio verde della città: uno spiazzo di erba, con due alberelli posizionati ai due lati opposti, un’altalena un po' vecchia e arrugginita e un’aiuola piena di terra incolta in mezzo, contornata da piccoli sassolini colorati. L’altalena veniva usata di rado dai bambini, ma quando essi ci giocavano sopra, cercando di spingersi il più in alto possibile o anche quando c’era molto vento, essa produceva un cigolio molto forte. Era un suono che a Rodolfo non dispiaceva per niente, gli faceva compagnia, gli trasmetteva quasi calma, come quei suoni che solo gli oggetti e i mobili della propria casa producono.
Davanti al “parchetto”, se così lo possiamo definire, passavano ogni giorno centinaia di persone.
Alcune ormai era come se le conoscesse, poiché passavano alla stessa ora, tutti i giorni lavorativi, ma troppo di fretta, troppo occupati a non arrivare tardi a chissà qualche impegno o appuntamento per potersi concedere anche solo un saluto verso di lui.
Lui li conosceva tutti, li riconosceva. Ma loro no.
Spesso non lo guardavano nemmeno.
Rodolfo ogni tanto rideva di questo, si metteva addirittura a ridere da solo dicendosi con grande compiacimento di avere il superpotere dell’invisibilità.
Certi giorni invece al pensarci non gli veniva per niente da ridere.
Ma lui vedeva tutti.
Tutti, nessuno escluso.
Ognuno per lui era importante, essenziale per passare la giornata con un senso.
C’erano due momenti che Rodolfo trovava particolarmente piacevoli: il weekend e i giorni di pioggia.
Nel weekend “incontrava” persone nuove, poteva osservarle, notare dettagli, anche imbarazzanti. Inoltre aveva notato che in quei giorni il passo della gente rallentava leggermente. Non accadeva sempre, ma spesso si.
Qualcuno incrociava il suo sguardo, rispondeva al suo “Buongiorno” e per Rodolfo era la rivoluzione, anche se non sempre il saluto era accompagnato da un sorriso sincero, ma piuttosto da occhiate fugaci.
Nei giorni di pioggia invece era costretto a lasciare la sua panchina, ma questo non era poi un grosso problema, perché poteva trovare rifugio sotto un portico lì vicino, da cui poteva sempre tenere d’occhio la sua panchina e il suo parchetto vedendo talvolta qualcosa di nuovo, da una nuova prospettiva.
Rodolfo aveva notato che le persone quando piove, si comportano in modo buffo, soprattutto quando piove molto forte: ci sono spesso bambini che vorrebbero tuffarsi nelle pozzanghere e madri con i tacchi alla mano, sfoggiati stupidamente per l’uscita col figlio, che urlano come pazze alla loro volta. Ci sono ragazzi che corrono coraggiosi schizzando ad ogni balzo l’acqua intorno ai loro piedi, creando suoni con le loro scarpe zuppe che li inseguono fino alla destinazione. Ci sono gli ombrelli, di tutti i generi, quelli grossi e colorati ma anche quelli piccoli e mezzi rotti, dimenticati in fondo allo zaino dai ragazzi di scuola, che non riparano nulla se non forse la frangetta storta sulla loro fronte.

E Rodolfo stava lì.
E ci stava bene.
Ammirava le persone passare davanti a quella piccola cornice verde, immaginava la loro storia, creava conversazioni animate ed impossibili.
Rideva da solo, forse poteva ritenersi addirittura felice.
Ci stava bene.
O almeno così credeva, fino al giorno in cui sentì qualcuno picchiettare sulla sua spalla, ripetutamente.
<< Non trovo più la mia mamma >>
Girandosi vide che sulla sua panchina si era messa in piedi una bambina.
Rodolfo valutò che avesse intorno agli 8 anni.
La guardò confuso e non disse nulla, così lei ripeté: << Non trovo la mia mamma, mi può aiutare per favore? >>.
Rodolfo rimase ancora imbambolato a fissarla. Forse non si rendeva veramente conto che quella bambina si stesse rivolgendo veramente a lui.
La bambina aveva i capelli biondi, corti e un po' spettinati e un giaccone color verde petrolio, un po' troppo lungo sulle braccia e sulle gambe. che sicuramente teneva un gran caldo, considerando le guance rosse che aveva al momento. Forse per il caldo, forse per il timore di non trovare la mamma, o forse per l’imbarazzo di dover rivolgersi ad un signore sconosciuto.
Rodolfo pensò in realtà che si trattasse di vergona per doversi rivolgere ad un barbone come lui.
Non che lui si sentisse un barbone, assolutamente no! Lui aveva “scelto” di stare lì…ma effettivamente aveva le fattezze di un barbone: barba lunga e ingrigita, scarponi consumati e sporchi, una grande giacca grigia e pesante, ma non abbastanza per quell’inverno rigido, cosicché sulle ginocchia aveva bisogno di porre una coperta di lana, anche per riscaldare le mani che nascondeva sempre sotto di essa.
Quelle poche volte che riusciva a scorgere la propria immagine sui riflessi delle vetrine dei negozi, si rendeva conto che chiunque lo vedesse, nonostante in pochi si accorgessero di lui, avrebbe pensato che fosse un barbone.
A destarlo dai suoi pensieri ci pensò la bambina che ricominciò a picchiettare con più forza sulla sua spalla.
<< Signore lei è sordo? Mi sente? Non trovo la mia mamma mi deve aiutare >>
Rodolfo aprì di più gli occhi, guardandola << Non so dov’è la tua mamma >>
La bambina fermò il suo movimento e sorrise sorniona.
<< Ovvio che non lo sa, mi deve aiutare a trovarla >>
<< Non credo di poterti aiutare >>
<< E perché no? >>
Spiazzato dalla risposta, Rodolfo decise che bisognava dare un taglio alla conversazione.
<< Perché … perché io sono invisibile >> Disse come se fosse ovvio.
La bambina si mise a ridere. << Non è vero io ti vedo, sono piccola ma non stupida… e poi sei l’unico che mi può aiutare >>
<< Io? >>
<< Certo! Tu sei qui fermo a fare niente, mi devi aiutare perché non mi dà retta nessuno >>
Non sapeva se dovesse offendersi per quello che la ragazzina gli stava dicendo, ma non fece nemmeno in tempo a rispondere che lei continuò.
<< Io mi chiamo Rosetta, piacere! Tu come ti chiami? La mia mamma si chiama Maria, è molto bella, sicuramente l’hai vista prima! Ti siamo passate davanti e tu ci ha guardate. Ha una giacca marrone pelosissima e profumatissima, ma forse questo tu non lo puoi sapere. Siamo venute qui per comprare un regalo di Natale al nuovo compagno della mamma, un certo Christofer qualcosa. Comunque non è importante. Purtroppo non so in che negozio è entrata, io sono rimasta fuori … quindi dove iniziamo a cercare? >>
Quasi non respirò per dire tutto.
Rodolfo dovette rispondere per forza, anche se a fatica. Non era proprio abituato a parlare con le persone. Forse era anche da mesi che non parlava… non ricordava più l’ultima volta che fosse successo.
<< Io … mi chiamo Rodolfo >>
<< Che nome strano … mi piace. Quindi dove posso trovare la mamma secondo te? Te la ricordi? >>
<< Beh… io non saprei >> Si guardò un po' intorno, cercando di ricordare la donna descritta.
Era deluso da sé stesso, di solito riusciva a vedere tutti. Tutti nessuno escluso.
Erano gli altri a non vederlo.
Invece stavolta quella bambina aveva visto lui e non il contrario.
Proprio quando stava per suggerire un’idea per incominciare le ricerche irruppe un urlo.
<< Rosetta vai via da lì subito!! >>
Una signora stava camminando a passo di marcia verso la loro direzione e pareva infuriata.
<< Mamma! >> rispose di rimando la bambina.
<< Vieni via da lì, scendi subito!! >>
Rosetta si diede la spinta e saltò giù dalla panchina di Rodolfo in un solo balzo, tutta allegra.
Poi si girò verso di lui << Grazie davvero… Rodolfo! >>
<< Ma io non ho fatto niente >>
<< Mi ha vista perché ero sulla tua panchina, è stato come essere su un palcoscenico! >> disse ridendo brevemente, per poi spegnersi << Purtroppo mi sembra arrabbiata >>
La donna arrivò affianco alla panchina di corsa, con il fiatone e prese per il braccio la figlia allontanandola.
<< Via da qui ho detto, ma sei matta! >>
<< Mamma ho solo chiesto una mano a Rodolfo per cercarti, eri sparita >> cercò di giustificarsi.
<< E chi è Rodolfo ? >>
<< Questo signore >> Disse Rosetta come se fosse un fatto ovvio. Poi si girò verso di lui.
<< Non ti aveva visto, incredibile… sei veramente invisibile! >> Disse tutta eccitata.
Rodolfo sorrise imbarazzato, preferendo non rispondere davanti all’agitazione evidente della donna.
<< Allontanati forza >> poi abbassò nettamente il volume della voce, continuando a parlare << sei matta a parlare con certa gente… dammi la mano ora, o finisce che ti perdi nuovamente per strada >> Rodolfo percepì ogni parola con chiarezza e ciò gli lasciò un po' di amarezza, mentre la donna trascinava per il braccio quella bambina gentile che intanto scuoteva con forza la mano per salutarlo mentre si allontanava.

Il giorno seguente Rodolfo ripensò molto a lei, alla bambina che lo aveva visto.
E intanto guardava la gente passare.
Una ragazza un po' in carne si tirava su i pantaloni controllando che nessuno facesse caso al suo gesto.
Un uomo sulla cinquantina, con gli occhiali da sole e la giacca semiaperta, camminava a passo spedito, parlando ad alta voce all’auricolare nel proprio orecchio.
Una donna vestita in tuta e con i capelli disordinati tirati su da un mollettone, portava avanti a sé una carrozzina invece molto elegante, parlando con una vocetta molto buffa mentre da dentro la carrozzina un neonato urlava a squarciagola coprendo quasi la voce della madre.
<< Perché parla così secondo te? Tanto il bambino non la sta a sentire >> sentì dire alla sua destra. Si girò di scatto non aspettandosi che qualcuno fosse lì al suo fianco.
Era Rosetta, la bambina del giorno prima.
<< Ciao Rodolfo ero sicura di trovarti qui, tu qui sei … come il guardiano del parco! >> concluse ridacchiando fra sé e se.
<< Cosa ci fai qui? >> rispose lui spiazzato.
<< Mi ci ha mandato mia madre >>
<< Non credo … non credo sia possibile >> le rispose lui paziente.
<< Certo invece, è andata a ritirare un regalo in quel negozio di gioielli costosissimi là dietro, mi ha detto di giocare un po' al parchetto… ma devi ammettere che questo parco è davvero molto triste, non c’è neanche uno scivolo, poi capisco che sia inverno, ma non c’è nemmeno un fiore >>
Guardò molto criticamente lo spiazzo verde di fronte a sé e anche Rodolfo si mise a guardarlo, come ogni giorno.
<< A me piace >> rispose lui.
<< Impossibile >> esclamò contrariata e beffarda.
<< Si invece, a me piace >>
Rimasero un po' in silenzio. Rosetta stava ragionando sulla sua risposta, provò a piegare la testa prima in un senso, poi nell’altro, ma no, quel parchetto non sembrava neppure lontanamente un parchetto
A chi mai sarebbe potuto piacere?
<< Se fosse per me farei un bel buco li in mezzo e ci metterei dei pesci rossi, sai quelli grossi che si vedono in tv? Poi ci vorrebbe uno scivolo, per i bambini piccoli, anche se io che sono più grande ora preferisco l’altalena, magari ne servirebbe una nuova che non fa quel suono spaventoso…si lì ci metterei un piccolo scivolo, ma almeno potrei guardare i pesci nuotare e sarebbe già un bel passatempo per me. Mi piacerebbe avere un pesce rosso per Natale… beh in realtà mi piacerebbe avere un cane, ma so che alla mamma non piace, perché lascia i peli in giro per casa, quindi spero almeno in un pesce rosso >>
Rodolfo ammirava come riuscisse a fare un discorso così lungo senza mai interrompersi, lui non ce l’avrebbe mai fatta.
<< Tu cosa ci mettersi ? >>
Non si aspettava certo di essere interpellato così direttamente.
<< Beh … non saprei, a me piace così >>
Rosetta alzò gli occhi al cielo << Certo come no >>
A Rodolfo venne da sorridere << È vero perché non mi credi ? >>
<< Non ci credo e basta, è troppo triste … quindi su, cosa ci metteresti per renderlo più bello? Cosa ti piacerebbe? >>
Ci pensò su un po', guardando intensamente quei due alberi e quell’aiuola vuota contornata da sassi.
<< Credo… una tenda >>
<< Una tenda? >>
<< Certo, per poter rimanere qui anche quando piove, mi piacerebbe se ci fosse …una tenda per me >>
<< E credi che diventerebbe più bello? >> domandò dubbiosa.
<< Si >>
Rimasero ancora in silenzio, forse Rosetta si stava convincendo che potesse essere una buona idea.
<< Ieri non mi hai salutato sai ? non sei stato molto carino >>
<< Ah no? >> rispose lui non capendo a cosa si riferisse la bambina.
<< No >> rispose scuotendo la testa << non hai nemmeno tirato le mani fuori da li >> e indicò la sua coperta di lana.
Rodolfo le tirò fuori dalla coperta, come per mostrarle che le mani le aveva, poi le rimise sotto.
<< Hai ragione, è che fa freddo e quindi… >>
<< Cosa riceverai a Natale? >> domandò poi, ripartendo alla carica.
<< Niente >> rispose semplicemente lui.
<< Come niente?! >> esclamò scandalizzata.
Rodolfo sorrise, quella bambina lo faceva sorridere molto. Ma non era un sorriso amaro come quello che gli nasceva di solito sulle labbra. No quello era sincero, gli veniva naturale.
<< Babbo Natale non porta i regali a chi vive in strada >> cercò di spiegarle.
<< Babbo Natale non porta i regali a nessuno perché non esiste! >> rispose pronta lei << Te l’ho detto, sono piccola ma non stupida >> concluse con l’aria sostenuta.
Rodolfo non sapeva più cosa rispondere.
<< Quello che volevo sapere è… cosa riceverai dalle persone che ti vogliono bene? A me per esempio comprerà qualcosa mia mamma, anzi sono convintissima che mi abbia mandata qui proprio per comprarmi il regalo e non farmelo vedere. Insomma, c’è sempre qualcuno che fa “Babbo Natale” per te, mia mamma dice che il regalo arriva solo se sei stato bravo durante l’anno, ma sai, io credo che anche se non brava i regali mi arriveranno sempre e comunque. Poi dopo aver aperto i regali restiamo sempre a tavola tantissimo tempo, mangiamo tantissimo, o meglio, tutti i miei parenti mangiano tantissimo, a me non piace il pesce quindi mangio più pane che altro, con salame, prosciutto… ne posso mangiare più del solito, proprio perché è Natale… ma quindi cosa ti arriverà? >> richiese riprendendo fiato.
<< Te l’ho detto, niente >>
<< Tutti ricevono un regalo a Natale … se sei bravo bravo magari anche due ! >> era per lei una cosa inconcepibile.
<< Forse io non sono stato bravo quest’anno >> rispose semplicemente lui alzando le spalle.
Gli sembrava una spiegazione che potesse chiudere finalmente l’argomento.
Non che gli importasse qualcosa, ma ripensarci troppo lo faceva sentire un po' malinconico.
E lui non voleva sentirsi così.
Lui stava bene.
<< Sai ho un’idea… sarò io il tuo “Babbo Natale”! >>
E concluse così la conversazione, sentendosi apparentemente soddisfatta.
Rodolfo sorrise per la sua testardaggine e decise che era meglio non continuare a contraddirla.
<< Rosetta ma cosa ci fai ancora lì!! >>
Sua madre evidentemente doveva aver finito le compere e stava correndo urlando verso di lei come il giorno precedente.
<< Vieni via! >>
<< Mamma mi hai detto tu di venire qui >>
<< Ma assolutamente no, ti ho detto di andare a giocare al parco >>
<< E al parco c’è Rodolfo >> rispose lei con ovvietà.
La madre rimase interdetta per pochi attimi
<< Adesso risolviamo questa situazione >> esclamò risoluta.
Poi la prese come il giorno prima e si allontanò senza degnare neppure uno sguardo verso Rodolfo.
Rosetta si girò verso di lui e lo vide tirare fuori la mano dalla coperta per salutarla muovendo la mano con lentezza. Sorrise contenta rispondendo al suo saluto. Sorrise anche lui.
Erano ufficialmente diventati amici.

Stava ancora sorridendo, quando dopo pochi minuti si avvicinò a lui un uomo.
Lo aveva già visto altre volte, lavorava nella gioielleria dietro al parchetto, ma non gli aveva mai rivolto la parola.
<< Senta signore, devo chiederle di andarsene >>
Rodolfo rimase in silenzio. Come se non si stesse rivolgendo a lui.
<< Mi ha sentito? Devo chiederle di andarsene, sta disturbando le persone intorno al mio negozio, ho ricevuto lamentele e potrei aver perso dei clienti per colpa sua quindi… o se ne va lei o dovrò chiamare la polizia >> concluse evidentemente irritato e a disagio.
Ancora in silenzio Rodolfo cercò di sforzarsi nel rispondere.
<< Io … sto qui >>
<< Non ha sentito? Deve andarsene, non può danneggiare le attività della zona, è un luogo per famiglie, inoltre è la vigilia di Natale, c’è il pienone >>
<< Ma questo …è il mio … posto >> , poi continuò << Posso spostarmi, ma questo è il mio posto, ritornerò più tardi >> concluse cercando di essere convincente.
Il signore della gioielleria sembrava cercare di mantenere la calma ma era evidentemente molto alterato. Prima di girarsi e rientrare a lavoro lo congedò dicendo << Amico, torna e dovrò chiamare la polizia >>.
Rodolfo rimase immobile per qualche attimo.
Poi capì di doversi alzare.
Prese la sua coperta e il suo zaino e si spostò sotto il portico dove si riparava quando veniva a piovere.
Arrivata la sera tardi decise di ritornare alla sua panchina, proprio come aveva spiegato al signore, nonostante la sua minaccia.
Sotto il portico avevano il loro posto altre persone, non era suo e non poteva rimanerci.
Ormai i negozi erano chiusi e nessuno avrebbe fatto problemi.
Così tornò alla sua panchina.
Si sdraiò e chiuse gli occhi.
Lì ci stava bene.

Si lui ci stava bene, ma doveva ammettere che la notte faceva veramente freddo, al punto che spesso sentiva il proprio corpo irrigidirsi fino a portarlo a svegliarsi.
Guardò avanti a sé, quel piccolo, misero, ma importante parchetto.
Ripensò a quel pomeriggio con la bambina. Si sarebbe stato più bello con una tenda. Sarebbe stato ancora più suo. Sarebbe stato come avere una casa.
Si chiuse ancora più stretto nella sua coperta e cercò di ritrovare il sonno.
Quando all’improvviso sentì un rumore di vetro rotto che gli fece spalancare gli occhi per lo spavento.
In giro per strada non c’era anima viva, era notte fonda. La notte di Natale.
Per un solo breve istante gli venne da ridere da solo, pensando che forse era Babbo Natale che aveva deciso di portagli un regalo, ricordandosi di lui dopo tanti anni. Scrollò leggermente la testa come per mandare via quel pensiero sciocco e si rimise immobile, pronto a cercare di capire da dove provenisse il rumore.
Dietro al parchetto si trovava il negozio di gioielli.
Pensò che potesse venire da lì.
Poi vide una luce muoversi. Forse la luce di una torcia.
Passarono dei minuti, ma non si sentì più nulla.
Era tentato di girarsi, chiudere gli occhi, stringersi nella sua coperta e riprovare ad addormentarsi, ma dentro di lui si era creata perfettamente l’idea di che cosa potesse star succedendo. Ed era l’unica persona ad essersene accorta.
Si costrinse ad alzarsi dalla sua panchina e iniziò ad avvicinarsi alla gioielleria. Quel luogo in cui durante il giorno non avrebbe potuto avvicinarsi per nessun motivo al mondo ed ora men che meno da quando quel signore lo aveva minacciato di chiamare la polizia.
Avvertì un brivido lungo la schiena, ma capì che non era affatto legato al freddo.
Superato il parchetto si trovò in pochi passi di fronte al negozio e poté vedere chiaramente, dietro al vetro dell’entrata, due uomini intenti a riempire di gioielli i propri zaini.
Non sapeva nemmeno lui dove avesse trovato la forza di avvicinarsi così tanto e non avrebbe mai saputo spiegare dove trovò la forza di urlare con tutto il fiato che aveva verso quei due ladri.
Urlò forte, in modo agghiacciante. Non si rendeva conto nemmeno lui delle parole che uscivano dalla sua bocca con coraggio.
Si ricordò di quando Rosetta gli aveva detto che lui era il “guardiano” di quel luogo.
In quel momento sentì di ricoprire veramente quel ruolo.
Era la cosa giusta da fare ed era l’unico a poterla fare.
Qualcuno doveva averlo sentito, infatti sentì gli abitanti delle abitazioni sopra al negozio svegliarsi ed aprire la finestra. Una donna si affacciò al balcone e si mise a urlare anche lei, prima verso di lui, poi urlò rendendosi conto della situazione.
Successe tutto in pochi secondi. I due uomini appena lo videro si fiondarono fuori andandogli incontro di corsa.
Rodolfo si aspettò il peggio.
Strizzò gli occhi per il terrore che provava, quasi non voleva sapere cosa sarebbe successo.
E d’improvviso fu buio.
Completamente buio.
Silenzio.
Completo silenzio.
Poi una luce.
Piccola leggera, poi sempre più forte e fastidiosa.
Iniziava a risentire dei suoni. Per fortuna nessuna donna stava più urlando, perché sentiva la testa scoppiare.
Avvertì un odore acre a cui non era abituato, anche se lo riconobbe.
Disinfettante.
E si rese conto di sentire caldo.
Ed era forse la prima volta che gli succedeva dall’inizio di quell’inverno.
Piano piano aprì gli occhi, mise a fuoco il luogo in cui si trovava, riconoscendo una stanza di ospedale.
Rimase spaesato per qualche istante, cercando di capire cosa fosse successo e ricordando gli avvenimenti della notte. Era vivo, questo era sicuro.
Sentì bussare alla porta. Passarono pochi secondi e si sentì nuovamente bussare, poi la porta si aprì ed entrò l’unica persona che lui avrebbe voluto vedere in quel momento, qualcuno che potesse farlo sorridere dopo aver provato così tante brutte sensazioni: Rosetta.
Entrò stranamente timida, ma vedendo il sorriso di Rodolfo che la incoraggiava ad entrare si aprì lei stessa in un sorriso tornando ad essere quella di sempre e lo dimostrò saltellando fino al suo letto.
<< Buon Natale Rodolfo! >> esclamò tutta allegra.
Rodolfo non ricordava l’ultima volta che qualcuno gli avesse fatto gli auguri per quella festa, sentì il cuore stringersi.
<< Buon Natale anche a te piccola >>
<< Ho saputo che sei stato coraggiosissimo! Hai fatto arrestare due ladri cattivi! >>
La testa gli doleva parecchio e parlare gli costava un certo sforzo, ma voleva informarsi sugli avvenimenti, se Rosetta ne era a conoscenza.
<< Veramente sono stati arrestati? >>
<< Certo! Sai, mi ha raccontato tutto Oliver, il proprietario del negozio di gioielli, ha detto che grazie a te si sono svegliati molti vicini del palazzo ed hanno potuto vedere in faccia quegli uomini, hanno chiamato subito la polizia. Sei stato un supereroe davvero! Solo che tu eri svenuto, a quanto pare hai battuto la testa e non hai potuto vedere niente… e sei finito qui in ospedale. Stamattina sono venuta a cercarti insieme alla mia mamma, ma non trovandoti mi sono preoccupata molto sai? Allora ho chiesto alle persone lì intorno, che sicuramente ti conoscono, perché tu sei sempre lì, ogni giorno. È stato Oliver a dirmi che eri in questo ospedale… credo che tu gli abbia fatto davvero un grande favore >>
Rodolfo non poteva credere alle sue orecchie, era andato tutto per il meglio.
<< E perché sei venuta a cercarmi? Oggi dovresti essere a mangiare a tavola con tutti i tuoi parenti, dovresti scartare i regali… mi sembra che ci tenessi tanto >>
<< Si sicuramente lo farò, ma prima volevo portarti una cosa >> Fece una pausa, come per accrescere la sua curiosità << Il tuo Babbo Natale ti ha portato un regalo! Sei contento? >> e gli mise sotto il naso un piccolo pacchetto, con tanto di fiocco.
<< Lo ha incartato la mia mamma, quando ha saputo che era per te non era molto contenta sai? Ma credo che dopo aver saputo cosa hai fatto stanotte ha cambiato idea, vero mamma? >> Si girò verso la porta, rivelando la figura della madre, che stava sulla soglia, un po' rigida ma con un leggero sorriso sulle labbra.
<< Salve… e Buon Natale >> gli disse molto educatamente.
Rodolfo quasi non riusciva a credere a tutto quello che stava succedendo.
<< Dai aprilo! >>
Scartandolo, il regalo si rivelò essere un paio di guanti di lana, color verde scuro.
Guardò Rosetta non sapendo davvero cosa dire.
<< Lo so che è poco, avrei voluto tanto regalarti una tenda, sai come quella che desideravi da mettere nel parco… ma ho scoperto che con la mia paghetta non si può comprare. Ma ho anche pensato che con dei guanti non avrai bisogno più di tenere le mani sotto la coperta per il freddo… e potrai sempre salutare le persone senza problemi! >>
E dopo aver sentito il discorso di Rosetta, oltre a non sapere cosa dire, sapeva che non avrebbe avuto senso dire nulla se non << Grazie >>.
Sentì il cuore battere in modo più accelerato.
Dentro di sé fece una considerazione: non era mai stato così bene e così felice come in quel momento.


E così si conclude questa storia.
Questa favola urbana.
Questa narrazione.
Questo racconto di vita, forse inventato, forse reale per qualcuno.
La storia di un uomo che stava lì
Su una panchina verniciata di verde, piena zeppa di scritte ignoranti e non.
Un uomo che stava lì e ci stava bene.
Forse non faceva niente.
Forse non farà mai niente.
Forse si tratta veramente solo di un barbone sognatore che osserva la gente che viene e che va.
Ma di una cosa possiamo essere sicuri: quest’uomo non sarà mai più invisibile.

2L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Ven Dic 17, 2021 12:28 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan

Prima considerazione, che non inficia il mio giudizio super positivo sul racconto sia chiaro, ma meglio farlo subito, a freddo, perché tanto te lo diranno tutti. Quelli non sono caporali. Sono il segno di minore e maggiore. Ecco, ora che l'ho detto, passiamo alle cose serie. Avrei visto questo racconto tra quelli per ragazzi. Secondo me hai sbagliato sezione, autore. Soprattutto per il modo in cui hai scelto di concluderlo, chiamandolo tu stesso "favola urbana" e tirando fuori anche una sorta di morale. Certo, il tema trattato sta bene anche qui, ma come lo hai trattato, il linguaggio, le dinamiche, secondo me sono più da racconto per ragazzi.
Il racconto mi è piaciuto un sacco. Mi ha catturato soprattutto la scelta di fare arrivare il riscatto di Rodolfo quasi per caso, non per una sua scelta, non frutto di un suo reale desiderio, di una voglia di rivalsa. Alla fine non neppure un pensiero di rabbia verso il gioielliere che lo vuole cacciare dalla panchina. È un personaggio arreso, in balia della vita. È un naufrago che casualmente ha toccato terra. È un bel personaggio, ottimamente costruito e gestito. Bellina anche Rosetta, la madre invece l'ho capita meno. Vuol essere antipatica? Perché? Anche alla fine, nonostante tutto, si tiene in disparte, non si redime. Chi rappresenta? Ci devo pensare su.
Scrittura ottima, matura, qualche refuso, ma in un testo così lungo ci sta.
In conclusione un bellissimo racconto, da tenere in considerazione.

3L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Sab Dic 18, 2021 6:22 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Parto dalle mie considerazioni conclusive: questo è un buon racconto.
Bella la storia, complessivamente buona e corretta la forma.
Il personaggio meglio costruito è chiaramente Rodolfo, ma anche gli altri funzionano bene. Poi, sarà che io da una vita dico che sono la “donna invisibile”… 😊
 
Ti segnalo alcune cose per una futura revisione:
- “sì” affermazione va accentato
- “lì” per dire “in quel luogo” va accentato
- mancano molte virgole
- “immagine sui riflessi”= nei riflessi
- “affianco alla panchina”= di fianco alla panchina; “affianco” è voce del verbo “affiancare”
- “Quel luogo in cui”= a cui
- “Tu cosa ci mettersi”= metteresti
- “senza degnare neppure uno sguardo verso Rodolfo”= ti do alcune alternative corrette: “senza degnare neppure di uno sguardo Rodolfo”, “senza rivolgere neppure uno sguardo verso Rodolfo”, “senza degnarsi di rivolgere neppure uno sguardo a/verso Rodolfo”
 
Ultima cosa: taglierei decisamente via la parte finale ( da “E così si conclude…”).
 
Grazie per la piacevole lettura.

4L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Dom Dic 19, 2021 2:05 am

gipoviani


Younglings
Younglings

Spunto iniziale e motivazione del racconto encomiabili. Aprire il sipario delle nostre città e far vedere coloro che non vogliamo vedere o preferiamo non vedere.
La scrittura è fluida. Il ritmo buono anche se ogni tanto rallenta fin quasi a fermarsi.
Il problema è che a mio avviso non ci sei riuscita del tutto.
L'apertura del sipario ci va vedere una scena poco credibile, un po' moralistica, troppi buoni sentimenti, troppo Natale.
Non mi son piaciute poi le righe finali: una specie di morale della favola. 
Un racconto, ma è un giudizio tutto mio, non deve contenere alla fine le istruzioni per decodificarlo.
Delle due l'una: o il racconto funziona e sono inutili, o le istruzioni sono necessarie e allora è il racconto che è inutile.

5L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Lun Dic 20, 2021 3:41 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

tu ci ha guardate (questo @Arianna 2016  non l'ha visto). Sono anche d'accordo che il racconto poteva terminare prima di E così si conclude questa storia. A parte questo la fiaba è molto carina e avrebbe potuto stare benissimo nel reparto "Bambini" (Repetita iuvant). Si legge con molto piacere e ti lascia quel buon sapore di Natale che non mi dispiace per niente. Brav@.

6L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Mer Dic 22, 2021 12:02 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan

Si prende molto tempo all'inizio. Dipinge il parco, Rodolfo, la bambina. L'invisibilità di certe persone è un'idea non nuova, ma l'affronti con leggerezza, muovendoti in punta di piedi, appoggiandoti a uno stile narrativo molto moderno. Direi che funziona.
"Stava lì". Forse insisti troppo su questo. Come una campanella che suona. O una di quelle frasi che escono fuori dal nulla e ci fanno venire voglia di scrivere una storia. Poi infatti l'abbandoni e il resto del racconto vive di parole uniche.
Il Natale arriva. Forse poteva arrivare prima. Un po' ti fa pensare che la storia di Rodolfo e della sua invisibilità sia nata fuori da questo contesto. Ma per al Natale si lega molto bene e allora va bene così.
Mi piace. Lo avrei fatto più breve. Dici che è una favola urbana e non c'è modo migliore per definirlo (non è per adulti, non è per ragazzi, è per tutti), ma delle favole non ha l'essenzialità. Ma ripeto: mi piace.
Le ultime righe sì, sono sicuramente da eliminare. Sembra che ti fidi poco del lettore, o che non l'hai scritto pensando che qualcuno lo avrebbe letto (succede a tante cose che scriviamo).
Un ottimo racconto e una bella mano. Complimenti.


______________________________________________________
L'uomo invisibile Senza_10

7L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Sab Dic 25, 2021 10:06 am

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

L’attacco mi è piaciuto molto.
I personaggi sono molto reali e ben caratterizzati, i dialoghi azzeccati. La bambina che parla a raffica, il barbone che risponde a frasi di tre, quattro parole rendono il racconto poetico, senza essere sdolcinato.
La parte che non mi ha convinto è quella della rapina, poco credibile… senza allarmi, senza vetri blindati.
Va terminato a :"non era mai stato così bene e così felice come in quel momento."  Il finale, ahimè, da rimuovere in toto.

Un paio di annotazioni personali:
“… ma quando essi ci giocavano sopra, cercando di spingersi il più in alto possibile o anche quando c’era molto vento, essa produceva…”: essi, essa, non mi piacciono, si potevano evitare.
“… con i tacchi alla mano…” non mi torna.
“Una donna vestita in tuta…”: vestita lo toglierei

8L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Sab Dic 25, 2021 3:45 pm

Mac

Mac
Younglings
Younglings

Inizio con il dirti che avrei visto questo racconto nella sezione bambini, sia per i contenuti che per il tipo di scritti usato.
La prima parte mi piace, poi secondo me sei caduto un po’ nel “già detto”. La bambina innocente è l’unica che si accorge di lui, la mamma che la strappa via, il negoziante che gli intima di andarsene e poi invece lo osanna fine suo Salvatore. Insomma, nulla di nuovo. Finale scontato m, scena della rapina poco probabile.
Per questo ripeto forse stava meglio nell’altra sezione.
L’idea dell’uomo invisibile mi è piaciuta, manca un po’ di fantasia e di brio



Ultima modifica di Mac il Mar Gen 11, 2022 2:54 pm - modificato 1 volta.

9L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Dom Dic 26, 2021 9:10 am

tommybe

tommybe
Younglings
Younglings

Ci sono cascato anche io sulle caporali e uso il computer da quando è stato inventato, quindi sei perdonato, autore.
Il tuo è proprio un bel racconto di Natale, forse un po' prevedibile, forse con personaggi stereotipati, ma non è detto che ci debba scappare per forza il morto per attanagliare il lettore.
A volte per essere troppo originali si esagera.
Tu non hai esagerato, hai raccontato la tua storia, in punta di piedi per non fare rumore.
Sei nei miei dieci.

10L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Dom Dic 26, 2021 10:21 am

tontonlino

tontonlino
Younglings
Younglings

La bambina con il potere di vedere gli esseri invisibili mi ha fatto pensare a un vecchio film americano con Bruce Willis, dove un bambino poco più che decenne vedeva dei fantasmi. Il racconto, almeno per me, prendeva, già dal momento in cui la piccola Rosetta comincia a parlare, anche se a piccole dosi, il sapore del fantastico.
Quel che però colpisce di più, non è tanto la sua capacità di interagire con l'uomo invisibile, vederlo, parlargli, quanto nel capire ciò di cui egli ha bisogno. In quel momento, un semplice paio di guanti.
Una lezione, anche se impartita con garbo, per il mondo degli adulti diventati ciechi e insensibili.

Per le caporali si può procedere così:
Su Word: Inserisci, Simbolo, selezionare dalla tabella il simbolo virgolette aperte «, in basso a sinistra Correzione automatica, in Sostituisci inserire << , nella casella Con dovrebbero esserci le caporali aperte, spuntare la casella Correggi automaticamente, cliccare su OK.
Stesso lavoro per le caporali chiuse.

11L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Dom Dic 26, 2021 7:28 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

È innegabile che il racconto affronti un argomento adatto al tema natalizio. Lo dice l’autor@ che si tratta di una favola urbana (a proposito, l’excipit, a mio parere, è da tagliare in toto).
La storia è ben condotta e la scrittura è buona sebbene presenti difetti di forma che sono già stati segnalati. In alcuni momenti l’ho trovata poco scorrevole e un po’ scolastica. 
I dialoghi non sono naturali, ad esempio questa parte:


<< Certo! Sai, mi ha raccontato tutto Oliver, il proprietario del negozio di gioielli, ha detto che grazie a te si sono svegliati molti vicini del palazzo ed hanno potuto vedere in faccia quegli uomini, hanno chiamato subito la polizia. Sei stato un supereroe davvero! Solo che tu eri svenuto, a quanto pare hai battuto la testa e non hai potuto vedere niente… e sei finito qui in ospedale. Stamattina sono venuta a cercarti insieme alla mia mamma, ma non trovandoti mi sono preoccupata molto sai? Allora ho chiesto alle persone lì intorno, che sicuramente ti conoscono, perché tu sei sempre lì, ogni giorno. È stato Oliver a dirmi che eri in questo ospedale… credo che tu gli abbia fatto davvero un grande favore >>


 Comunque nell’insieme è un buon lavoro e una storia carina. Complimenti.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

12L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Dom Dic 26, 2021 10:46 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan

Ciao Autore,
ho trovato il testo un pò altalenante: in alcuni passaggi ci sono ottime immagini e intuizioni davvero interessanti, in altre si divincola tra frasi fatte e scene che hanno il sapore del già visto, già sentito.
La storia rimane sempre sui binari della verosimiglianza, anche se a tratti sfiora il fantastico senza mai tuffarsi da quella parte. E' un racconto che rimane bene in bilico fino alla fine, tratteggiato con buoni sentimenti, buone azioni e tanta sensibilità che porta il lettore con calma verso lo strano mondo di Rodolfo. Le righe finali frantumano un pò tutta questa magia: è come se alla fine del suo spettacolo l'illusionista svelasse (senza che nessuno glielo chiedesse...) il suo trucco.
Il racconto nel complesso mi è piaciuto, anche se qua e là scivola su qualche ingenuità: la voce dell'autore che scende in campo e spiega al lettore cosa avviene la metto, appunto, tra queste ultime, perchè toglie l'attenzione sui fatti e sottolinea in maniera troppo evidente considerazioni che il lettore dovrebbe fare da solo.
Una storia forse anche troppo lunga: il messaggio non ha un canale preferenziale per giungere al lettore, perchè ci sono troppe disquisizioni che ne intralciano il percorso.

13L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Lun Dic 27, 2021 5:58 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Cara Penna, ci hai regalato un racconto proprio Natalizio, con tutti i classici ingredienti: personaggi contrastanti, vicissitudini, buonismo e, forse, un finale che accontenta la voglia di "e tutti vissero (per un giorno) felici e contenti.

Mi ha ricordato molto la favola “I vestiti nuovi dell’imperatore”, dove solo i bambini – non ancora permeati di ipocrisia, clientelismo, anche paura del potere – sono gli unici che hanno il coraggio di dire che l’imperatore non ha vestiti addosso, mentre i sarti profittatori gli hanno fatto credere essere abiti magici.
Qui gli abiti dell’imperatore si vedono bene: sono poveri stracci di un re che vive nella sua reggia, una panchina da cui ammira tutto il suo mondo. Anche i grandi lo vedono - e preferirebbero non vederlo – però con occhi ben diversi da Rosetta, che lo accetta semplicemente per quello che è, anzi per quel qualcosa in più che a volta manca ai bambini. Rodolfo la ascolta, non la tratta da bambina, dialoga con lei da pari, non importa se bambino o adulto, e da lei si sente accettato.
Forse ci si aspettava accadesse qualcosa di magico, che trasformasse un racconto di urbana povertà in una favola vera: il solo fatto che per un giorno soltanto, perché il giorno dopo già se lo dimenticheranno, di Rodolfo ci si accorga, non basta. Eroe per un giorno, ma poi...
 
Le note: la formattazione del dialogo disturba, ma @tontonlino ti ha segnalato come risolverlo. Sembra una cosa da poco, ma “vedere” i dialoghi aiuta molto nella lettura, soprattutto quando, come in questo racconto, la trama merita la doverosa cura estetica. Anche scriverli agevolamente.

C’è qualche refuso, ma poca roba (gambe. che sicuramente - che anche se non sono stata brava i regali mi e altre già segnalate).
Concordo che l’ultima parte non aggiunge nulla la racconto: storie come queste accadono, le leggiamo sui giornali. Ci crediamo.
Il ripetere che Rodolfo ci sta bene sulla panchina dal punto di vista del racconto di per sé stesso è una ripetizione forse evitabile, però rafforza l’idea della sua quotidianità, della sua vita legata a quella panchina. È la sua casa, ha bisogno di rafforzare l’idea dello starci bene, perché – a differenza di chi ha una casa vera – da un momento all’altro potrebbe doversene andare.
Forse asciugherei la parte delle sue considerazioni circa la situazione di senza tetto: basterebbero poche frasi, consentendo al suo relazionarsi con la bambina di emergere a dovere. Un altro paio di guanti! Il passaparola ha funzionato!


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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

14L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Mar Dic 28, 2021 6:01 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

storia strappalacrime tipica del periodo.
non ne sono un appassionato, anche se spesso mi lascio trascinare, soprattutto se ben scritta.
qui ci sono molti refusi, purtroppo, e una revisione generale non guasterebbe affatto.
belli i due personaggi, Rodolfo e Rosetta, anche se Rodolfo appare spesso costruito, artificiale nei pensieri e negli atti.
per cncludere, la storia c'è tutta e si lascia leggere, ma a mio parere non colpisce come dovrebbe.

p.s. la morale finale danneggia il racconto, secondo me. lo sminuisce.


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L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

L'uomo invisibile Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

15L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Mer Dic 29, 2021 4:27 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan

Quando si arriva tardi a commentare un brano si rischia di ripetere cose già dette da altri.
Infatti cosa ti posso dire? Sulle caporali che non sono caporali te lo hanno già detto, sul finale che non ci azzecca niente pure.
La tua storia però è molto tenera, riscalda, nonostante il freddo che deve sentire il tuo uomo invisibile stando sempre su quella panchina.
Forse è vero che tutti noi siamo diventati degli inguaribili cinici, però leggere una storia dove ci sono i buoni sentimenti fa bene. È una storia buona questa, non penso sia buonista.
Forse sì, c'è qualche ingenuità, però l'atmosfera generale di questa fiaba mi piace.
Probabilmente come ti hanno già detto avrebbe fatto la sua figura anche nella sezione per non adulti, anzi, secondo me avrebbe spiccato di più.
Io comunque sono contento di averti letto e ti tengo in considerazione.

16L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Ven Dic 31, 2021 2:13 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Sai come ci vedrei meglio questo racconto?
In versione animata, stile Disney, ma non la Disney di adesso, quella più cartoonosa e disegnata a mano di 20 anni fa.
Sarebbe stata una perfetta fiaba di Natale.
Davvero difficile non ripetere ciò che gli altri commentatori hanno già detto.
Di mio posso dirti che ho apprezzato lo stile semplice della narrazione e, cosa più importante, i dialoghi.
Sì, qualche battuta stereotipata c'è, qualche espressione usata è proprio tanto cartoon, ma in generale te la sei cavata bene. Rosetta che parla a raffica e Rodolfo che risponde a poche sillabe: davvero ben resi.

Ti han già detto della rapina poco verosimile, e quindi fiabesca, così come del finale dell'autore onniscente, che in effetti toglie tanto alla forza della storia.
Io sono rimasto attratto da una particolarità, un dettaglio, che mi ha lasciato un dubbio. Ci sono 5 nomi di persona nella storia: Rodolfo, Maria, Rosetta, Christopher e Oliver.
I primi 3 sono italiani, gli ultimi 2 no.
Come mai?
Mi sono risposto che forse questo serve a rendere 100% fiabesca, e quindi non collocata geograficamente, la tua storia.
Mi dirai se ci ho preso.

I refusi sono stati segnalati, io mi soffermo su uno soltanto:

affianco

anziché "a fianco".
Questo è un refuso, ma non so se è veramente un refuso, che fanno tanti. Sopratutto scrittori giovani.
Non riesco a capirne la provenienza, ma deve esserci un motivo scientifico se è così diffuso.
Indagherò.

In conclusione?
Un lavoro meritevole, da buon punteggio, che però poteva dare ancora di più con una maggiore cura dei dettagli e senza quel finale, quasi in prima persona, un po' tanto ingenuo.

17L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Sab Gen 01, 2022 4:22 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

Il titolo è molto calzante rispetto al contenuto della storia. Prima di leggere avevo pensato a un racconto “fantasy” e mi aspettavo realmente l’uomo invisibile, invece è l’invisibilità sociale di cui parli e la storia la descrive molto bene, con delicatezza e efficacia.
La vicenda è positiva: i buoni sono buoni e i cattivi diventano buoni. Ai primi accenni di descrizione di quella mamma mi è venuto in mente quel motivo archeologico che faceva: “Mamma, mormora la bambina…”  Balocchi e profumi, era il titolo. Non ho idea se tu sia abbastanza avanti con l’età da sapere di cosa io stia parlando.  In quella vecchia canzone il finale era tragico. Qui invece ogni tessera va al suo giusto posto e la cosa mi ha lasciato soddisfatto.
Sul finale non insisto anch’io per tema di esser mandato a quel paese.
Con i pochi ritocchi e aggiustamenti che ti sono stati suggeriti il racconto sarà anche migliore ma già così mi sento di dire che è uno fra i brani letti che ha colto maggiormente il tradizionale spirito natalizio.

18L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Dom Gen 02, 2022 12:44 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Una storia Marcovaldiana. Un uomo che riesce a valorizzare i dettagli invisibili agli occhi della gente comune. Un uomo invisibile, ma non agli occhi di una bambina. Beh, è tutto molto bello e funziona.
Onestamente l'avrei visto anch'io nella parte per ragazzi. Ci sono un po' di imperfezioni, diverse "d" eufoniche, cosine da sistemare. Anche a non è chiaro il passaggio delle donne coi tacchi in mano...
Resta comunque un buon lavoro.
Complimenti.
Grazie


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

19L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Dom Gen 02, 2022 3:46 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan

Come ho già scritto ieri commentando un altro racconto, se ti avessi qui davanti ti tirerei le orecchie!
Hai scritto un gioiellino ma lo hai proprio maltrattato.
Lo consgilio sempre e non mi stanco di farlo nemmeno con te: rileggere, rileggere sempre il proprio scritto prima di inviarlo e, nel limite del possibile, farlo leggere anche a una persona terza.
Perché tanti piccoli refusi, tanti errori di distrazione complicano a lettura, sanno di sciatto e stonano parecchio in un concorso di scrittura.
Ciò detto (scusa la pedanteria, ma quando i racconti meritano credo che critiche costruttive siano di grande aiuto) il tuo racconto mi è piaciuto tantissimo; non capisco come mai tu lo abbia inserito qui e non nell'altra sezione, tanto più che il personaggio che più mi è piaciuto è Rosetta.
Hai avuto una capacità nel descriverla attraverso i suoi dialoghi fiume che la lasciano senza fiato davvero straordinaria: spesso i bambini sono proprio così.
Forse hanno ragione a dirti che il "pistolotto" finale poteva essere evitato ma in ogni caso non inficia il racconto fino al punto di rovinarlo.
Spero di leggere ancora tuoi scritti perché hai idee molto belle.

20L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Mer Gen 05, 2022 7:37 am

SuperGric

SuperGric
Younglings
Younglings

Rodolfo è un barbone diverso, non disperato o alcolista come sono in genere i barboni per le nostre strade. Senza una storia, senza un passato. E' contento, anche se la sua contentezza viene a volte un po' messa in dubbio nel racconto, come se solo si sforzasse di essere contento. 
Bello questo personaggio, così favolistico.
Poi Rosetta, quella sua parlantina e le sue frasi lunghissime: proprio azzeccata anche lei.
Il finale (a parte le ultime righe di spiegazione, per me da eliminare), con un regalo semplice e non una nuova vita per Rodolfo, è molto commuovente.
Nel complesso mi è piaciuto molto.
I refusi te li hanno già segnalati. 
Attenzione alle ripetizioni, in alcune frasi ce ne sono varie e appesantiscono la lettura.

21L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Ven Gen 07, 2022 4:23 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Ciao, Autore. Dopo così tanti commenti, chi arriva per ultimo non può far altro che avvalorare una o l'altra tesi. Inizio subito col dirti che hai proprio sbagliato sezione alla grande: il tuo è un racconto assolutamente destinabile a un pubblico di più piccoli proprio per tua stessa ammissione nel finale, e infatti andrebbe valutato in questo senso. Se gli admin non avessero sdoppiato le sezioni, sono sicuro che chiunque di noi commentatori ti avrebbe valutato inserendoti in quella sezione.
Tanto è, ma veniamo a noi. Del finale ti ho già detto. La tua trama è abbastanza lineare e prevedibile: pregio per l'altra sezione, difetto per questa; chiunque di noi si aspetta quel finale (quello prima dell'"e così"). Hai caratterizzato bene la tua protagonista e il tuo uomo invisibile; un po' meno la mamma, che resta senza redenzione sulla porta.
L'ambientazione natalizia è presente nei discorsi della bambina e nel suo regalo; il tutto potrebbe svolgersi tranquillamente in un altro periodo dell'anno e il tuo racconto non ne risentirebbe, anche perché un regalo a chi salva una gioielleria lo si può sempre fare... Insomma, ho rivisto la signora delle tortore (a me tanto cara) di Home alone 2, ma non tutta questa atmosfera natalizia, se non nell'acquisto dei regali da parte della mamma che è un'ottima trovata per lasciare la bambina da sola.
E veniamo alla parte più dolente: il tuo testo non è scritto nel migliore dei modi per partecipare a un concorso letterario. Errori e refusi sono tanti, davvero troppi: molti te li hanno già segnalati, ma ci sono d eufoniche a profusione, errori di punteggiatura più o meno importanti, errori ortografici e sintattici (degnare uno sguardo verso?), ripetizioni, numeri... Insomma, il racconto avrebbe necessitato di un editing un po' approfondito, in modo da arrivare ben confezionato per il concorso, che è un po' la sua panchina di Rodolfo sulla quale mettersi in mostra. Così, invece, resta molto mortificato, sia per la sezione sbagliata sia per la scrittura.
Mi dispiace, ma per me siamo molto sotto la sufficienza.
Spero di leggerti ai prossimi concorsi.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

22L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Sab Gen 08, 2022 9:49 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Caro autore (o autrice)
A me sembra piuttosto centrato il tema natalizio, a dire il vero, non fosse altro per i buoni sentimenti e l'ingenuità (in senso buono) che permeano tutto il racconto. Quindi concordo solo in parte con le critiche che ti hanno mosso, per me il Natale c'è.
Devo però purtroppo dire che anche per me questo era un racconto da sezione "ragazzi". Anzi, è un racconto proprio per bambini. Infatti lo sviluppo della trama, con la madre della bimba che prima è terrorizzata e inorridita al pensiero che la figlia possa avvicinarsi al barbone e poi di punto in bianco si "redime" e cambia completamente idea, è plausibile solo in un racconto per ragazzi. Anche la semplicità con la quale Rodolfo "sventa" la rapina risulta poco credibile a un pubblico adulto, andrebbe benissimo invece per i bambini. Peccato perché il tuo racconto aveva davvero ottime possibilità nella sezione giusta.


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

23L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Dom Gen 09, 2022 3:56 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

Ciao.
La più bella e semplice storia di Natale. 
Gli invisibili sono presenti in ogni stagione, ma sembra che il mondo se ne ricordi solo a Natale.
Rosetta no, è una di quelle che li vede sempre, per questo si accosta senza paura, cosa che non fa la madre restando in disparte.
Anche per questo credo che il tuo racconto sia nella sezione giusta.
sono proprio gli adulti ad avere la memoria corta.

Hai uno stile fresco, lineare, con qualche imprecisione ma facilmente risolvibile.


Quindi brav* e complimenti

24L'uomo invisibile Empty Commento Dom Gen 09, 2022 6:30 pm

Marcog

Marcog
Viandante
Viandante

Tenerissima storia di un senza tetto, che prova a vedere il bicchiere mezzo pieno, anche se è consapevole di essere invisibile per gli altri. Fino all'incontro con una innocente ragazzina che gli cambierà la vita. Bella la storia, ben caratterizzati i personaggi, forse un pò statica, poco originale, ma tutto sommato ci sta. Avrei evitato il riassunto finale. Grazie e brav*!

25L'uomo invisibile Empty Re: L'uomo invisibile Lun Gen 10, 2022 2:50 pm

digitoergosum

digitoergosum
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao Penna. Come un 007 da favole, hai licenza di far piangere. E mi hai colpito duro con la tua tenerezza. Ho letto d'un fiato il tuo racconto. Non si se ci siano molti refusi, un paio li ho notati ma anche subito dimenticati per arrivare volentieri fino in fondo. E niente...ti autorizzo a colpirmi ancora duro con altri bei racconti come questo. Ci si trova in votazione. Grazie.

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