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1La fuga del re magio Empty La fuga del re magio Gio Dic 16, 2021 11:41 am

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I fiocchi ghiacciati gli bruciavano il viso, entravano negli occhi.
L’uomo non poteva né proteggersi né asciugarsi, le braccia impegnate a sostenere il bambino aggrappato alla schiena.
Non vedeva dove andava. Non sapeva in che direzione. Da tempo ormai aveva perso l’orientamento in mezzo al bosco. Poteva solo continuare a camminare, trascinando le gambe di piombo attraverso la neve alta.
Avanti. Cadere, rialzarsi, cadere, rialzarsi.
Cadde infine un’ultima volta. Crollò sulle ginocchia. Non sarebbe più riuscito a muoversi. Tutto nella testa stava diventando nero.
Fece scendere il bambino dalla schiena, lo mise in piedi di fronte a sé. Si tolse la giacca a vento e la infilò al bambino sopra quella che già indossava. Le mani intorpidite, riuscì però ad allacciargliela.
L’ultima cosa che posso fare per te, piccolo ‒ mormorò, poi si abbandonò steso sulla neve. Gli occhi gli si chiusero. Finalmente il freddo e la fatica svanirono in un luogo lontano e la mente scivolò via.
Il bambino si chinò, scosse l’uomo. Niente. Gli tirò forte un braccio, lo chiamò, lo scosse di nuovo. Nessuna reazione.
Iniziò a gemere piano, ma d’un tratto smise. Scattò in piedi e girò la testa. C’erano suoni e luci là, tra gli alberi.
Il bambino chiamò l’uomo e di nuovo provò invano a tirarlo per un braccio. Nulla. Il bambino rimase immobile solo un ultimo istante, poi si mise ad arrancare in mezzo alla neve.

Il vecchio vide apparire il bambino dal folto degli alberi. Un bambino infagottato in una giacca da uomo che gli arrivava quasi ai piedi. Barcollò fino a lui e gli si piantò davanti.
E tu da dove spunti?
Il bambino afferrò la mano del vecchio e iniziò a tirare con decisione.
Ehi, piano, piano. Che c’è?
Il vecchio passò in ricognizione i bambini che, nel frattempo, gli si erano raccolti attorno: ‒ Ce ne siamo persi uno? ‒ chiese all’altro uomo che era con lui.
Non lo conosco, non è dei nostri.
Il bambino ricominciò a tirare con impazienza.
Va bene, va bene, ho capito. Vengo. Solo un attimo.
Fece cenno al compagno: ‒ Tu rimani con loro. Inizia a caricarli sulla slitta e a coprirli, ma aspettami. Potrei avere bisogno di aiuto.
Si voltò e si lasciò guidare dal bambino in mezzo al bosco, continuando a tenergli la mano. Il bambino si rifiutò di farsi prendere in braccio, arrancando e cadendo finché non raggiunsero l’uomo steso.
Non deve essere qui da molto, pensò il vecchio con un filo di speranza, non è ancora coperto di neve.
Gli si chinò accanto, gli scrollò la neve dal maglione inzuppato e dai capelli fradici. Si tolse i guanti e gli toccò la pelle: gelida, ma sotto il cuore batteva ancora. Sentì diventare tiepida la mano che gli aveva messo davanti al naso e alla bocca.
Guardò il volto teso del bambino: ‒ Sì, piccolo, è vivo. Mi hai trovato in tempo. È tuo padre?
Il bambino scosse la testa e disse: ‒ Harlan.
Il vecchio strinse gli occhi, li alzò e trovò le tracce, anche se quasi scomparse, che conducevano fino a loro.
Riportò la sua attenzione sull’uomo. Lo chiamò, lo schiaffeggiò, ma l’uomo rimase immobile con gli occhi chiusi. Respirava, e questo era tutto.

Harlan socchiuse gli occhi pesanti, impastati di sonno. Avrebbe continuato volentieri a dormire, ma tornare vigile gli sembrò d’un tratto possibile e importante, anche se ancora non ricordava esattamente perché.
Gli tornò in mente in un lampo.
Ethan… ‒ riuscì solo a sussurrare.
È qui e sta bene.
Harlan spalancò gli occhi e mise a fuoco il vecchio seduto di fianco al letto. Buttò le gambe a terra tentando di tirarsi su. Tutto gli girò intorno. Il vecchio gli posò una mano sulla spalla per tenerlo fermo.
Con calma, amico. Hai avuto la febbre alta e sei sfinito.
Harlan appoggiò i gomiti sulle ginocchia e si prese la testa china fra le mani, massaggiandosi la fronte: ‒ Quanto ho dormito?
Più di tre giorni.
Tre giorni…?!
Ti sei svegliato a tratti.
Non ricordo niente…
Sono riuscito a farti bere un po’ e ti ho aiutato a… be’, a fare quello di cui avevi bisogno.
Harlan sembrò realizzare solo in quel momento dove si trovava e cosa era successo.
Ci hai salvato la vita. Grazie…
‒ … Caleb. A dire il vero, la vita te l’ha salvata tuo figlio.
Ethan non è mio figlio.
Meglio la verità sui particolari non importanti. Limitare le bugie al minimo indispensabile, era la linea di Harlan. Il bambino non sapeva mentire: ogni domanda diretta posta a lui poteva creare difficoltà.
Mi sembrava di avere capito così, da Ethan, ma non ne ero sicuro. Lui non parla molto. Quasi per niente, a dire il vero. Ha pronunciato poche parole, a parte il tuo nome. Harlan, giusto?
Harlan annuì: ‒ In che senso, mi ha salvato lui?
Caleb sorrise: ‒ Be’, non è un chiacchierone, ma quando vuole farsi capire, si fa capire bene. Eravamo nel bosco con i bambini del paese a raccogliere decorazioni per Natale. Credo che Ethan abbia sentito il chiasso e visto le luci delle lampade attaccate alla nostra slitta. Dovevi vedere con che decisione mi ha puntato e mi ha tirato finché non sono venuto a cercarti. Ti abbiamo caricato sulla slitta e portato qui. Questa è casa mia.
Caleb d’un tratto divenne serio e tacque.
Eri fradicio e congelato ‒ riprese dopo qualche istante ‒ ti ho dovuto svestire.
Harlan si era irrigidito. I due uomini si fissarono.
Non ho guardato nel portafogli, ma il resto non ho potuto fare a meno di vederlo. Ho nascosto tutto prima che arrivasse il medico. Ho lasciato fuori solo le pillole, perché lui capisse meglio cosa fare. Per forza sei crollato per tre giorni, con tutta la robaccia di cui ti eri imbottito per non dormire, chissà da quanto tempo. Mi meraviglia anzi che tu sia già sveglio.
Qualcuno ha fatto domande?
Sì, ma qui non c’è uno sceriffo e io mi sono inventato che sei il figlio di una mia lontana cugina.
Harlan sollevò stupito le sopracciglia e sgranò gli occhi.
Mi avevi scritto che saresti venuto ‒ continuò Caleb ‒ anche se non sapevo quando. Ti deve essere successo qualcosa all’auto e ti sei perso nel bosco, dove ti deve essere scivolato il portafogli.
Perché lo hai fatto? Non sai chi sono. Potrei essere pericoloso.
Il vecchio annuì: ‒ Io credo che tu lo sia. Non so chi sei, ma penso di sapere cosa sei. Mi intendo un po’ di armi: so chi usa quelle che tu avevi addosso. Ho però la sensazione che tu non sia pericoloso per noi.
Non sai nulla di me…
So che hai portato in spalla sotto la neve, fin quasi a morirne, un bambino che non è tuo figlio: c’era una sola serie di impronte, anche se ormai quasi cancellate. So che, congelato, ti sei tolto la giacca e l’hai messa addosso al bambino per dargli le maggiori possibilità di vivere che potevi. Per ora mi basta.
Harlan fece un lieve cenno di assenso che era anche un ringraziamento.
Ce ne andremo appena riuscirò a stare in piedi.
Il rumore in lontananza della porta d’ingresso che si apriva e chiudeva gli fece sollevare la testa di scatto.
Hanno riportato Ethan ‒ spiegò Caleb. ‒ È rimasto qui con te molto tempo, ma è un bambino: si era trovato qualcosa da fare in casa, alla fine però ha iniziato ad annoiarsi, così ho pensato che si sarebbe divertito a partecipare alle attività che stanno facendo i bambini del paese per Natale. Non ti preoccupare: l’ho lasciato a persone di cui mi fido, e lui mi sembra felice.
In quel momento Ethan fece capolino dalla porta della stanza. Vide Harlan seduto sul letto, uscì in un gridolino di gioia e si precipitò fra le braccia dell’uomo. Harlan lo strinse, si alzò con il bambino aggrappato a lui e lo cullò qualche istante, la testa vicina alla sua.
Gli diede un buffetto sul naso: ‒ Ehi, piccolo. Come te la passi? Fatto qualcosa di bello?
Ethan sorrise e si agitò per scendere, afferrò la mano dell’uomo e lo trascinò fuori dalla camera fino alla sala che faceva da cucina e soggiorno.
Le pareti erano un tripudio di disegni e colori.
Perlomeno fino all’altezza a cui poteva arrivare la mano di Ethan in piedi su una sedia.
Accidenti, no… mi dispiace, Caleb. Pulisco tutto.
Non ti preoccupare ‒ sorrise il vecchio ‒ la casa ne ha tratto solo giovamento. Era una vecchia casa triste, prima di Ethan. Sarà di poche parole, ma non riesce a tenere le mani ferme. Ed è davvero molto bravo. Sorprendente, per un bambino di otto anni.
Harlan si accorse d’improvviso di essere stremato e crollò su una sedia: ‒ Ha sei anni, non otto.
Credevo… Gliel’ho chiesto e lui ha fatto segno… Ethan, quanti anni hai?
Il bambino sfoderò orgoglioso otto dita.
Harlan lo attirò a sé e disse con gentilezza: ‒ No, Ethan, troppe. Ti ho fatto vedere, ricordi, vero?
Gli prese le mani e gli fece abbassare due dita: ‒ Vedi? Così sono sei.
Il bambino strinse gli occhi in una chiara espressione di disappunto, ma lasciò le dita basse.
Harlan guardò Caleb: ‒ È piccolo. Non sa contare bene.
Be’, allora è ancora più incredibile il modo in cui dipinge. E per imparare a parlare e contare ha tempo, visto che ha sei anni.
Caleb colse lo sguardo di Harlan perso in un punto nel vuoto: ‒ Ce la farà. Nel suo nome ci sono la forza e un augurio di lunga vita.
Harlan si riscosse: ‒ Non lo sapevo… ‒ mormorò.
Poi tacque, pensando a quanto la vita potesse a volte essere ironica.

Il salone della scuola era caldo, affollato e rumoroso.
Bambini, insegnanti e genitori in una festosa babele di decorazioni, scenografie, costumi. Voci che si rincorrevano, musiche natalizie. Nella parte del salone che fungeva da palcoscenico, le prove del presepe vivente continuavano tra battute sbagliate e ripetute, risatine e concentrate declamazioni.
Ethan trascinò Harlan fino ai pannelli dipinti attaccati alle pareti.
Nei giorni scorsi hanno raccontato ai bambini le storie legate al Natale ‒ spiegò Caleb ‒ e ognuno di loro ha scelto quale dipingere.
Harlan fissò paralizzato il pannello verso il quale Ethan puntava orgoglioso il dito.
Eh, sì, ‒ considerò Caleb ‒ forse quella non è molto adatta a dei bambini, ma a Ethan evidentemente è piaciuta.
Un uomo a piedi conduceva per la cavezza un asino, a cavallo del quale una donna teneva abbracciato un neonato. Dietro la Sacra Famiglia in fuga, in una improbabile discrepanza metereologica dal deserto alla tormenta di neve, camminava un uomo con un bambino aggrappato alla schiena.
Molto somiglianti, vero?
Anche troppo… ‒ mormorò Harlan. ‒ Com’era la storia? Non ricordo bene…
Giuseppe viene avvertito in sogno che Erode vuole uccidere il bimbo. Mentre i soldati sterminano i bambini di Betlemme, Giuseppe prende Maria e il bimbo appena nato e fugge nella notte verso l’Egitto, portandoli in salvo, lontano dalla strage.
Harlan ascoltava come sospeso. Spesso si era chiesto quanto Ethan avesse compreso di quello che stava succedendo.
Forse non tutto, ma chiaramente la parte importante l’aveva capita.
Strano, vero? ‒ continuò Caleb ‒ Pensare a Gesù come un neonato, l’essere umano più indifeso di tutti. Anche lui ha avuto bisogno di qualcuno che lo proteggesse. Com’era…? Ah, sì: “Ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti”. Ciò che deve essere eliminato, secondo la logica umana… ‒ concluse passando una mano tra i capelli di Ethan.
Harlan girò la testa di scatto e lo fissò.
Non fare caso a me ‒ sorrise mesto Caleb ‒ sono solo antiche parole, i vaneggiamenti di un vecchio. E Ethan non ha ancora ricevuto i complimenti da te ‒ disse sorridendo al bambino che tirava Harlan per la giacca.
È bellissimo, Ethan, sei stato molto bravo.
Lo abbracciò ottenendo in cambio una risatina di soddisfazione. Poi Ethan si svincolò e corse verso la zona prove del presepe vivente.
Anche lui ha una parte ‒ ammiccò Caleb davanti all’espressione sorpresa di Harlan ‒ uno dei re magi. Uno che pronuncia una sola parola. È in buone mani.
Si avviò verso l’uscita: ‒ Vieni, torniamo a prenderlo più tardi.
Fuori era già buio. Camminarono in silenzio fino a casa, ma una volta arrivati Caleb tirò dritto, inoltrandosi tra gli alberi fino a un capanno.
Entrò e accese la luce: ‒ Ci tengo attrezzi e altro.
Indicò ad Harlan un piccolo zaino in un angolo: ‒ Ci sono viveri e quello che può servire per sopravvivere alcuni giorni nel bosco. Nelle tasche trovi le tue cose.
Allora partiamo…
No ‒ lo interruppe Caleb ‒ te l’ho mostrato solo per farti vedere che è qui, pronto, per quando vi servirà. Il confine non è lontano e non dovrebbe più nevicare per qualche giorno, ma dovrai portare di nuovo Ethan in spalla, almeno ogni tanto; non può camminare a lungo in mezzo alla neve. Devi ancora riprenderti, ti sei sfinito. Domani notte è la notte di Natale. Partirete la mattina dopo. Un giorno di riposo in più non ti farà male. Io vi accompagnerò fin dove potrò.
Stai rischiando molto per noi. Meriti di sapere perché.
Va bene così, non devi dirmi niente.
Penso che tu abbia già capito quasi tutto. Tanto vale che ti racconti il resto.
Harlan si sedette su una cassa e Caleb fece lo stesso.
Ethan ha otto anni. La prima volta che l’ho visto è stato per caso. Mentre stavo per salire in auto, ho buttato un’occhiata alla zona visitatori del parcheggio del Centro. Forse i suoi erano arrivati molto in anticipo rispetto all’orario dell’appuntamento, immagino fossero preoccupati. Ed è difficile tenere fermo Ethan a lungo in uno spazio chiuso. Così aspettavano lì, nel parcheggio, davanti a un lungo muro grigio, che ormai però non lo era più. Ethan aveva trasformato quel muro grigio in qualcosa… be’, lo sai, hai visto il tuo soggiorno. Ethan si è girato, ha incrociato i miei occhi che lo fissavano e si è messo a ridere. Ricordo di avere pensato in quel momento due cose opposte: che quel bambino non poteva non farcela e che invece non ce l’avrebbe fatta. E ho desiderato ferocemente di non dovere essere io ad andarlo a prendere. Le altre volte in cui l’ho incontrato facevano parte del Programma.
Caleb aggrottò la fronte in un’espressione perplessa.
È una di quelle cose che non vengono dette. C’è un programma di accompagnamento verso l’esito conclusivo, perché tutto avvenga con minore clamore possibile. Cominciano a mandarci nelle sale dove i bambini aspettano. Ci fingiamo animatori o impiegati. Creiamo fiducia nelle famiglie e nei bambini e loro non ci associano direttamente a quello che avverrà in seguito, perché solo una limitata percentuale poi alla fine viene prelevata. Le famiglie lo sanno solo quando ci presentiamo a prendere il bambino. L’esito non viene comunicato prima, per evitare il più possibile fughe o altro. Nei casi dubbi e anche in quelli meno dubbi, tanti sperano fino all’ultimo. Tra i test e la conclusione passano mesi. I genitori si illudono, abbassano le difese. E la notte, quando arriviamo, vedono presentarsi qualcuno di cui avevano imparato a fidarsi. Nel cuore della notte, quando sono meno pronti a reagire. Di solito i bambini dormono, e noi facciamo in modo che continuino a dormire. Nemmeno quasi se ne accorgono, tante volte. Non ti preoccupare, Caleb, puoi sentirti tranquillamente disgustato: lo sono anche io.
Continua.
Il nostro lavoro comprende molte altre cose, questo viene considerato un incarico tra tanti, inevitabile e necessario per il corretto e giusto funzionamento della società. Veniamo addestrati a svolgerlo senza coinvolgimento emotivo, ma qualcuno ha meno di altri la vocazione, e io ho scoperto di non averla per niente, anche se mi ci è voluto Ethan per rendermene davvero conto. Più avevo a che fare con lui più mi rendevo conto che non aveva speranze. E più mi sembrava assurdo.
E se non avesse saputo dipingere?
Me lo sono chiesto anch’io. Credo che questo abbia solo anticipato i tempi, ma prima o poi sarebbe comunque successo. Le ho sentite tante volte, le motivazioni della Legge, quelle che vengono ripetute a tutti, ai genitori: con un quoziente di intelligenza così basso, lo attende solo una vita inutile; un peso per tutti e una frustrazione per lui. Otto anni. Una diagnosi che è una sentenza, una condanna a morte. Credo fosse un po’ che ci pensavo, ma Ethan è stato la scintilla, perché con lui mi è apparso evidente: inutile, la sua vita? Caleb, quando una vita è utile? Quando è inutile? Da quando abbiamo iniziato a classificare gli esseri umani in utili e inutili?
Harlan tacque e Caleb aspettò in silenzio che fosse in grado di riprendere.
La squadra di prelievo è formata da cinque persone. Io mi sono presentato a casa di Ethan da solo. Avevo l’auto di servizio e documenti che sembravano ufficiali, ma è stato un rischio: i genitori avrebbero potuto creare problemi. Non l’hanno fatto. Ho quasi l’impressione che abbiano capito. Forse proprio perché ero da solo. Non potevo dire loro la verità: sarebbero stati interrogati, e meno ne sapevano meglio era, sarebbero apparsi più sinceri. Ho cambiato subito l’auto. L’ho cambiata diverse volte.
E Ethan?
Ha pianto, all’inizio. Ma si fidava di me e mi considerava un amico. A volte piange ancora. A volte ha incubi e chiama babbo e mamma, ma non ho potuto fare in modo diverso.
Poi?
Inutile sperare che ci lasciassero perdere: se ne passa uno, diventa un precedente. Ho guidato finché ne ho avuto le forze e oltre. È finita la benzina, anche quella che avevo nelle taniche di riserva, ed ero lontano da qualsiasi stazione di servizio. Ho fatto precipitare l’auto giù per una scarpata, per evitare che qualcuno la notasse ferma sul ciglio della strada e la segnalasse. Avevo visto sulla mappa che tagliando attraverso i boschi il confine non era lontano. Non avevo fatto i conti con la neve. Ho perso l’orientamento e il freddo e la stanchezza mi hanno quasi ucciso. Per fortuna ci hai trovati.
Per fortuna Ethan ha trovato me.
Harlan annuì: ‒ È vero. Ora sai tutto. Ci stanno cercando e prima o poi arriveranno anche qui. Quello che stai facendo ti mette in pericolo. Stai rischiando la vita, per noi. Perché?
Per gli stessi motivi per cui la rischi tu. Poi ‒ sorrise Caleb ‒ non capita ogni Natale di ospitare un re magio.

Le luci dei lampeggianti dei due fuoristrada governativi ‒ uno davanti all’entrata della scuola, l’altro a bloccare l’uscita dal parcheggio ‒ li misero in allarme prima di svoltare l’angolo.
Corri a casa, ‒ sussurrò Caleb ‒ prendi gli abiti che avevamo preparato per domani poi vai al capanno.
Sono armato. Posso…
Fare cosa? Entrare sparando? In mezzo a una folla di bambini e di pubblico? Ho più probabilità io di portare fuori Ethan.
Se non l’hanno ancora preso.
Non è detto. Forse la maestra ha fatto in tempo. Lei e Ethan si sono esercitati bene nel gioco del nascondiglio. Te lo porterò. Vai al capanno.
Non posso…
Cosa ti faranno se ti prendono?
Harlan rimase in silenzio.
E allora lui non avrà più alcuna possibilità. Vai.
Harlan si allontanò rapido.
Caleb raggiunse la scuola. Sulla porta fu fermato da un uomo con un’arma in mano, il dito pronto sul grilletto.
Sono qui per la rappresentazione. Cosa…?
L’uomo lo spinse con decisione all’interno. Nel salone le luci erano accese. Un brusio allarmato correva da un capo all’altro, ma tutti erano fermi, il pubblico sulle sedie, le maestre e i bambini sul palcoscenico. Niente Ethan, colse al volo Caleb con sollievo.
Altri tre militari tenevano sotto tiro la sala.
Un quinto camminava lungo un lato per arrivare al palcoscenico. Si fermò di colpo di fronte a uno dei pannelli dipinti. La fuga in Egitto. Lo contemplò per qualche istante e fece un mezzo sorriso: ‒ Bel disegno.
Raggiunse il palcoscenico e mostrò due fotografie, girandosi da una parte e dall’altra in modo che tutti le vedessero.
Cerchiamo quest’uomo e questo bambino. Credo siano passati di qui.
Nessuno parlò, ma qualche sguardo si posò rapido e inquieto su Caleb.
Il militare fece cenno a uno degli altri, che puntò l’arma alla schiena del vecchio e lo fece avanzare fino a trovarsi di fronte alle due fotografie.
Mi sembra di capire che in qualche modo abbiano a che fare con te.
Caleb assunse l’aria più sconcertata che gli fu possibile: ‒ Sì, certo, ma che cosa…?
Sai chi sono?
L’uomo è un mio parente alla lontana. Non l’avevo più visto da quando era ragazzo, poi è passato di qui qualche giorno fa.
Il militare fece una smorfia divertita: ‒ Un lontano parente… E il bambino?
Non so. Mi ha detto che era il figlio di suoi amici e che lo teneva per Natale.
Dove sono adesso?
Mah… non saprei… Non li vedo da ore. Ascolti, è la notte di Natale e qui c’è uno spettacolo di bambini. È davvero necessario tutto questo?
Sì, è vero, uno spettacolo di bambini…
Il militare si voltò a osservare con attenzione i piccoli attori. Maria con in braccio una bambola, Giuseppe, l’asino, il bue, pecore, pastori e altri mestieri vari, soldati, due re magi. Due.
Alzò una delle fotografie e sfoderò il suo sorriso più amabile: ‒ Lo conoscete?
I bambini erano congelati dalla paura, ma qualche “Ethan” sussurrato scappò fuori.
E sapete dov’è Ethan?
Questa volta diverse teste si mossero decise in cenni di diniego.
Non è venuto per la rappresentazione?
Una testolina si mosse: ‒ Sì, ma ora non c’è più.
Va bene. Ora andate tutti dai vostri genitori.
I bambini sciamarono rapidi.
Il militare diede secchi ordini agli altri: ‒ Due vanno a casa sua, ‒ e indicò Caleb ‒ gli altri setacciano il paese.
Fermò Caleb che si stava per muovere: ‒ No, tu rimani qui. A casa tua li porta una delle gentili maestre. Vero?
Fece cenno a una di loro.
In pochi minuti il salone fu sgombrato. Rimasero Caleb e il militare.
A quanto ricordo, i re magi erano tre. Quindi, ne manca uno. Vediamo se lo troviamo. Certo, se mi dici dov’è facciamo prima.
Io non…
Va bene. Ethan, ‒ disse rivolgendosi ad alta voce al salone vuoto ‒ sono Russell. Ti ricordi di me, vero? Vieni a salutarmi.
Caleb dominò l’impulso di gridare a Ethan di non muoversi, pregando in silenzio che il bambino rispettasse la regola del gioco: non uscire finché non lo chiamavano lui o Harlan o la maestra.
Vieni fuori, coraggio. Sono l’amico di Harlan e sono anche amico tuo. Ricordi?
Non si poteva pretendere troppo dal bambino, considerò Caleb sconsolato vedendolo saltare fuori dal suo nascondiglio.
Russell sorrise soddisfatto: ‒ Bravo, Ethan. Qui.
Lo afferrò e gli puntò l’arma alla testa.
Ora mi porti da Harlan ‒ disse gelido fissando Caleb.
Il vecchio non si mosse.
Certo, per lui ‒ e fece cenno al bambino ‒ se non è ora è dopo, ma puoi guadagnare tempo e chissà cosa potrebbe succedere.
Caleb si mosse.
Scegli la strada meno frequentata. Meglio se è anche la più rapida.
Uscirono nel parcheggio ormai deserto e silenzioso. Caleb tagliò dopo poco in mezzo al bosco, arrivando al capanno da una parte diversa rispetto alla sua casa.
Harlan, ‒ chiamò Russell ‒ accendi la luce, apri la porta poi allontanati. Tieni bene in vista le mani.
La porta si aprì. Russell la richiuse appena furono entrati.
Russell… immagino abbiate trovato l’auto.
Non ci è voluto molto a risalire al punto da cui l’avevi fatta precipitare.
Harlan ammiccò: ‒ Non ho potuto fare di meglio. Sapevo di non potervi rallentare più di tanto.
Mi dispiace, Harlan, ‒ iniziò Caleb ‒ non sono riuscito…
Stai tranquillo, Caleb, è tutto a posto. Almeno credo… ‒ disse guardando Russell con aria interrogativa.
Russell annuì, abbassò l’arma e lasciò andare Ethan che si precipitò tra le braccia di Harlan.
Ah, grazie per i lampeggianti delle auto.
Speravo non ti fossi rincretinito del tutto. Sei un pazzo.
Caleb passava lo sguardo dall’uno all’altro: ‒ Non capisco…
Io e Russell siamo amici da una vita. Lo devo a lui, se siamo arrivati fino a qui. Avrebbe potuto fermarci prima: ci aveva già trovati e ci ha lasciato andare. E credo che si sia fatto assegnare l’incarico quando hanno scoperto la mia auto.
Russell annuì.
Perché? ‒ mormorò Caleb.
Harlan sorrise quieto tenendo in braccio Ethan: ‒ Russell ha una figlia di sette anni. Una bambina unica. Originale e unica. A cui lui vuole bene.
Russell si passò imbarazzato una mano fra i capelli: ‒ Datevi una mossa a passare il confine. Non posso continuare a coprirti per sempre. Questa volta ce l’ho fatta, ma la prossima potresti non essere così fortunato.
Harlan diede un buffetto sul naso a Ethan, che ancora indossava il costume per il presepe vivente: ‒ Adesso ci mettiamo qualcosa di caldo poi partiamo. Che ne dici, re magio?
Vengo con voi.
No, Caleb ‒ lo fermò Russell. ‒ La tua storia regge e reggerà ancora di più quando avrò falsificato qualche documento. Non preoccuparti, Harlan ce la farà.
Li guardarono allontanarsi in mezzo agli alberi. L’aria era tersa e il cielo pieno di stelle.
Buon Natale, Harlan ‒ sussurrò Russell al bosco silenzioso.

2La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Ven Dic 17, 2021 11:19 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings

Che bella la storia, la narrazione è un po' complicata, mi sono persa più volte soprattutto all'inizio.
"L’uomo non poteva né proteggersi né asciugarsi, le braccia impegnate a sostenere il bambino aggrappato alla schiena." Credo che qui manchi qualcosa, non suona bene...
Per esempio anche alla fine ho trovato un po' di difficoltà, ma comunque la storia è molta bella e sensibile, natalizia perché scalda davvero tanto il cuore!

3La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Sab Dic 18, 2021 12:11 am

Mac

Mac
Younglings
Younglings

Hai scritto una bella storia, originale e ben sviluppata.
L’inizio non mi ha entusiasmato, non tanto per i fatti accaduti ma per lo stile. Mi ha dato l’impressione che tu sia partito con una storia ancora non ben delineata in testa, ma poi man mano che si svolgeva hai cominciato a crederci e a focalizzare l’obiettivo.
In alcune parti rimane un po’ oscura, forse qualche descrizione in più avrebbe aiutato (ad esempio la prima volta che i due di vedono, link è chiaro subito cosa ci facevano li).
Quando arrivano i cattivi a scuola mi ha ricordato un po’ le storie ambientate nel periodo nazista.
Nonostante alcune piccole imperfezioni, l’ho letto molto volentieri, curiosa di conoscere la fine.

4La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Sab Dic 18, 2021 6:44 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Un appunto da rompi... Come fa a esserci neve alta in un bosco fitto (parole tue)? Fine dei commenti negativi. La storia mi ha perfino commosso (neuroni anziani?) e mi è sembrato uno splendido racconto natalizio. Tutto è bene con quel che segue. Non ho trovato complicato il leggerti e tutto fila veramente bene. Sono agli inizi delle letture però un asterisco te lo metto per ricordarmi di prenderti in considerazione.

5La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Lun Dic 20, 2021 9:18 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Una bella storia, piuttosto originale, il cui impianto però soffre forse di un po' di mancanza di realismo, o almeno, questa è stata la mia percezione. E' molto all'americana, se vogliamo, dove i cattivi sono cattivi perché sì e hanno dei comportamenti mediamente stereotipati.
E' del tutto assente la connotazione geografica e temporale, cosa che mi ha torturato a lungo nel corso della lettura, salvo poi intuire che siamo in un ipotetico futuro, forse non molto lontano.
La faccenda delle persone utili e inutili mi ha ricordato un aneddoto che mi ha raccontato un amico qualche giorno fa: il suo insegnante di teatro lo definiva davanti a tutti, ai tempi, "l'uomo inutile" (perché non si esercitava a casa, a quanto pare).
Quindi sì, abbiamo iniziato a classificare gli uomini tra utili e inutili già da tempo.
Scusa la fesseria, sentivo il bisogno di esternarla.

A parte questo, la storia mi è piaciuta. Ci sono alcuni aspetti che non mi convincono del tutto (i già citati cattivi, anche se poi Russell non è tale, le difficoltà di inquadrare la storia se non nel finale) ma nel complesso funziona.
Stile ottimo, descrizioni e "colori" più che adeguati.
Un lavoro di ottimo livello.

6La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Gio Dic 23, 2021 7:09 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ciao autor@
che racconto orginale! Non ti nascondo che ho dovuto leggerlo più volte per entrare dentro alla storia che appare strana per diversi aspetti, ma senz’altro godibile.
La parte iniziale mi ha catturata subito, la trovo davvero ben riuscita. La scrittura curatissima, le immagini che si sviluppano davanti agli occhi, il senso di mistero che ammanta tutto. Sì, perché non ci dici né dove, né quando e neppure i nomi dei fuggiaschi. Però lo fai talmente bene che viene voglia di proseguire la lettura. Dunque l’incipit per me funziona a dovere.
Poi inizi a dirci i nomi dei protagonisti. Nomi particolari Harlan (che forse mi porta negli Stati Uniti), Ethan e Caleb di origine ebraica (mi sono trovata a viaggiare in medio oriente non so perché). 
La scelta dei nomi è importante in una storia. Così ho cominciato a perdermi un po’ . Dove sono?
Dove si svolge La storia? 
Appesa a questo dubbio, mi sono trovata in una scuola cattolica dove fervono i preparativi per la recita scolastica di Natale. (Ohibò… e ora?) Qui ho faticato a riprendere il filo. Tutta l’atmosfera iniziale si ė dissolta come neve al sole. L’inserimento di questa parte, detto con sincerità, non mi è piaciuta. Forse lo hai fatto per trovare un aggancio al tema natalizio, ma, considerati i presupposti precedenti, a mio gusto non funziona. Come lettore mi sono sentita sballottata nel tempo e nello spazio senza sapere perché. 
Poi, attraverso i dialoghi di Harlan e Caleb, qualcosa si comincia a capire. Il ragazzino è stato salvato da una sorta di epurazione. Il suo carnefice (Harlan) colpito dalle capacità pittoriche del bambino, si è reso conto che non si trattava di un essere inutile e ha scelto di fuggire dal “Programma”.
Qui, sono di nuovo entrata in confusione. Molte domande sono rimaste irrisolte.
Se nel futuro gli esseri ritenuti inutili (ma chi? Con quale criterio? Il ragazzino ha doti artistiche, gli artisti sono inutili? Oppure è una sorte di rupe tarpea?)Dunque tutti I bambini che partecipano alla recita sono ritenuti utili? Infine l’introduzione del cattivo, che poi cattivo non è. E allora perché cerca i due? Visto che  già li ha salvati una volta non potrebbe accompagnarli al confine. E poi perché al confine? Se la società, nel tuo futuro immaginato, non tollera gli esseri inutili (ma mi devi far capire quali sono i criteri di inutilità) possibile che sia sufficiente varcare un confine per essere salvi? In che luogo si svolge la vicenda? 
Ricapitolando, mi mancano le risposte alle domande dove, quando e perché. Per questo trovo che la storia abbia un certo fascino, ma come capitolo di un romanzo nel quale potresti far sentire più comodo il lettore dirimendo i dubbi e lasciandogli un messaggio sul quale rimuginare.
Un lavoro scritto ottimamente.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

7La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Gio Dic 23, 2021 12:41 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan

Sarà difficile escludere questo testo dalla mia classifica. Mi è piaciuto moltissimo, sia come è scritto che l'atmosfera creata. Detto questo avrebbe potuto essere anche migliore con dei piccoli accorgimenti. Il primo riguarda la collocazione temporale. Non è chiara fini a oltre un terzo del racconto. Per me era chiaro che stessimo nel passato ad esempio. Non ci sono mezzi meccanici, due dispersi nella foresta... Che so, sarebbe bastato, alla seconda riga, dire che la pistola premeva sul ventre di Harlan e gli dava fastidio mentre portava Ethan sulle spalle. Inserisci un elemento moderno e tutto va a posto. Sapere il "dove" non è fondamentale, in quanto si tratta di un distopico e quindi potrebbero essere accaduti chissà quali sconvolgimenti, anche geopolitici. È invece fondamentale approfondire la questione "utili/inutili", io ho una mia teoria, si scattano i ragazzi con un QI basso o comunque con carenze intellettive. Manca però anche alla mia ipotesi un contesto, un perché. Bastavano poche righe, senza cadere in infodump. Il terzo riguarda il colpo di scena di Russell. Non l'hai gestito al meglio, insomma, perché una volta rimasto nella sala da solo con Caleb non gli dice subito che lui è dalla loro parte? Avrebbe sveltito le operazioni perché Caleb avrebbe collaborato. Invece la recita dura sino a quando a rivelare tutto è Harlan. Non ha molto senso, se non quello di un espediente per ingannare il lettore.
Comunque ripeto, per me è davvero un ottimo racconto. Complimenti!

8La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Gio Dic 23, 2021 1:40 pm

Nellone


Viandante
Viandante

Finalmente una narrazione in terza persona e al passato remoto, ci voleva proprio per una storia con tanti personaggi! L’alternanza fra descrizioni e dialoghi è architettata con cura, rendendo leggero anche un racconto abbastanza lungo come questo. Il linguaggio è semplice e lineare, peccato solo per i periodi un po’ sintetici, ma ormai va di moda… la storia è interessante, una riuscita rielaborazione moderna della caccia ai bambini ebrei sotto il nazismo; peccato solo che il “prelievo” dei bambini sia spiegato solo a cenni all’interno della narrazione: secondo me un capoverso dedicato solo a questo permetterebbe di preparare il lettore alla novità e comprendere pertanto al meglio il comportamento dei personaggi. Si tratta forse dell’unico, piccolo neo di un racconto interessante e ben architettato, soddisfacente.

9La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Gio Dic 23, 2021 3:28 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

Secondo i miei gusti questo racconta sta una spanna sopra quelli che ho letto fino a ora, anche se non sono ancora molti. L’uso corretto dei dialoghi (cosa che ti invidio molto) rende tutto più scorrevole. Ottima la forma. Ritengo inutile citare piccolezze che non influiscono sulla qualità del lavoro.
È vero, le informazioni cadono un po’ con il contagocce a alcuni elementi restano, forse volutamente, non ben definiti, ivi compresa la collocazione temporale, ma tutto questo contribuisce a tenere desta l’attenzione del lettore: in fondo è uno dei “trucchi del mestiere”, per così dire. Basta aver pazienza che poi tutto si chiarisce.
L’uso di nomi che rimandano al medio oriente, mi sembra in fondo giustificato dalle analogie della vicenda con episodi descritti nei vangeli, come la strage degli innocenti, la fuga in Egitto, i Re Magi, ecc.
Salvo sorprese nelle letture successive ti riservo un posto nel podio.

10La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Gio Dic 23, 2021 5:07 pm

Valentina

Valentina
Younglings
Younglings

Ciao autore! Questo racconto è veramente ben scritto, ed ha una storia originale, ben pensata.
Ammetto di essermi persa in alcuni punti, come se il racconto rallentasse il ritmo d'improvviso per poi riprendere di corsa. 
Ad esempio dalla conversazione tra Caleb e il protagonista e l'arrivo delle volanti con le luci accese c'è stato un salto che mi ha confusa un po'.
Il personaggio di Ethan mi è piaciuto molto, unico e speciale e con un dono nascosto.
Per il resto non ho trovato errori di scrittura e mi sono goduta la lettura, anche se ci ho messo un po' a capire la storia del "Programma", forse sono io di coccia.

11La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Ven Dic 24, 2021 3:18 pm

tommybe

tommybe
Younglings
Younglings

Merita più letture questo racconto, il suo difetto è essere stato scritto talmente bene che io non ci ho capito niente.
L'atmosfera natalizia proprio non la vedo. E come accennato da altri non riesco a collocarlo temporalmente.
Ma autori autorevoli di Different dicono che è una meraviglia, e io mi fido, mi adeguo. Anche se mi sento un po' il Fantozzi che osserva il breve film la Corazzata Potemkin, estasiato. Senza capirci una mazza.

12La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Sab Dic 25, 2021 10:43 am

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Casualmente (o forse no, dato che oggi è Natale), questa mattina in una trasmissione uno parlava proprio di questo, di Giuseppe e della fuga in Egitto; diceva che è Natale quando ci si fa carico di chi è da proteggere, di chi è debole, indifeso, perseguitato.
Di questo racconto mi emoziona Harlan che si scopre padre senza essere padre, che scopre una inattesa corrispondenza con qualcuno che, migliaia di anni prima, ha fatto quello che lui fa, solo contro il mondo.
Certo, Ethan non è Dio, ma non è che Giuseppe poi avesse tutte queste certezze su quello che stava succedendo…
In effetti l’autore ha dato le informazioni un po’ alla volta, ha fatto molto ricorso al “non detto”, confidando nella capacità del lettore di “mettere insieme i pezzi”, forse a volte in modo eccessivo: non è detto che quello che è ben chiaro nella sua mente trovi la stessa collocazione in quella del lettore. Infatti sono ben comprensibili le sensazioni di spaesamento che si possono provare leggendo: non è che i lettori siano telepatici.
Nel complesso, un lavoro che mi soddisfa.

13La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Dom Dic 26, 2021 2:32 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Racconto molto interessante, ben scritto, originale e con una vicenda che ti tiene con il fiato sospeso fino all'ultimo. Ha solo un difetto. Non devi farti troppe domande, perché di risposte non ne da... Tempo e spazio rimangono sospesi, così come i motivi per i quali si svolge tutta la vicenda. Ma va bene così, si tratta di un testo distopico ambientato in futuro prossimo (o in un presente alternativo, non ci è dato saperlo) e quindi tutto è condonato.
Lo trovo un bel lavoro.
Complimenti
Grazie


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

14La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Dom Dic 26, 2021 5:26 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan

Bel racconto, migliorabile in alcuni aspetti, però strutturato bene, progettato secondo un filo ben preciso. Per le atmosfere e le suggestioni mi ha ricordato un racconto del primo Ink, poi a fine concorso l'autore mi dirà se la mia sensazione è giusta. Autore o autrice? 
Come detto il racconto è molto valido, i dialoghi sono perfetti, i personaggi credibili e ben delineati, davvero un buon lavoro.
Ti dico invece ciò che mi ha dato fastidio.
Donato Carrisi è un autore molto apprezzato dai più, io ho letto un solo libro, poi però non ho letto più niente. Sai perché? Il libro che avevo letto non mi era neppure dispiaciuto, ma non sapere in che posto ci troviamo, in quale anni, i nomi che passano dall'italiano, al tedesco, allo spagnolo o sudamericano mi hanno dato parecchio fastidio. Lo so, è una cosa mia, ma non riesco a passarci sopra, la cosa non la digerisco.
Russell alla fine mi è apparso un pò come il famoso deus ex machina che arriva dal nulla a risolvere i problemi e levare dai pasticci il protagonista. Anche la sua parte da cattivo dura forse un pò troppo, avrebbe potuto togliere la maschera prima, almeno giunto in prossimità del capanno.
Poi visto che non c'è pietà seconda la Legge nell'eliminare i bambini che hanno un QI ritenuto non idoneo mi sembra forse inutile lo scrupolo che vuoi fare intendere, quando dici che molto spesso vengono presi a notte fonda, nel sonno, per rendere il loro trapasso indolore. 
Comunque per me sono più i pregi che le cose da mettere a posto.
Ah, per quanto riguarda le informazioni che dai per me vanno bene così, si riesce a capire bene il senso della storia. Tanto te lo dico per esperienza mia, non si è mai contenti, una volta sono troppe e si leva il gusto al lettore, altre volte sono poche e allora il lettore non ci arriva e non capisce la storia. Una storia se è valida e bella, lo è indipendentemente dal fatto se uno dica più del dovuto o meno. Qualche grammo di informazioni in più o in meno non possono inficiare la qualità generale di un pezzo, a meno che non mi si dica dove siamo e in quale epoca, ma questo come ti ho detto è un caso mio. Quindi più pro che contro. Ti tengo in considerazione.
Mi ero dimenticato: bello il titolo, davvero.

15La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Lun Dic 27, 2021 10:06 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

Ciao
Racconto potente, scritto in modo magistrale.
Per i vari colpi di scena mi hai tenuta inchiodata 
fino all’epilogo pieno di speranza.
Unico appunto sciocco, nella parte iniziale, quando ancora devi entrare nel vivo della storia, quel ripetere uomo vecchio bambino mi ha mandato in confusione. 
Continuando nella lettura forse ho capito che era necessario.
Anche il titolo mi aveva spiazzata. 
Credevo di leggere un racconto molto più leggero, perché re magio mi ricordava topo Gigio (che associazione scema, scusa!) ma poi concordo, non potevi sceglierne un altro.


In conclusione: il racconto mi è piaciuto veramente tanto, per cui moltissimi complimenti 

16La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Mer Dic 29, 2021 4:54 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

storia molto bella, meritevole di un romanzo intero.
scritta quasi alla perfezione, con descrizioni e scene davvero intense e visualizzabili.
non si capisce dove e quando si svolga il fatto, anche se i nomi dei protagonisti sembrano ispirati dalla bibbia.
fossimo in medio oriente non riuscirei però a collocare di preciso la zona, anche perché Russell non è un nome del posto bensì americano.
il tempo? mah, può essere nel futuro, e trovo sia l'unica possibilità, anche se non molto lontano.
la storia colpisce molto a livello emotivo e la lettura è estremamente scorrevole.
complimenti, anche se molte domande restano senza risposta


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L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

La fuga del re magio Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

17La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Mer Dic 29, 2021 11:38 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Cara Penna, già l’inizio del racconto mi aveva catturato: trasmette ansia, sensazioni di impotenza, attraverso le azioni che Harlan non riesce a compiere. Penso di aver letto qualcosa di simile, anche come stile asciutto ed essenziale, in un romanzo di Jo Nesbo, uno di quelli che si divorano e poi dici: Già finito? Proprio allo stesso modo, sono rimasta dentro al racconto fino alla fine, la tensione e l’aspettativa che hai saputo creare per il mio gusto personale è notevole e sono davvero curiosa di sapere chi sei, non mi cimento mai nel totoautore.

La scrittura è davvero sicura, decisa, senza esagerazioni, il ritmo tiene dalla prima all’ultima riga, anche quando deve necessariamente rallentare per permettere ad Harlan di raccontare i retroscena della sua fuga. C’è qualche d eufonica, e un paio di virgole da sistemare, ma non me le sono segnate: ero presa anche dall’immaginare il proseguo della storia.
Mi sono piaciute alcune tue scelte narrative:
-        la mancanza di un riferimento temporale/territoriale: questo rende il racconto collocabile ai giorni nostri (e purtroppo basta leggere i giornali) quanto – da un certo punto in poi – nel futuro e in qualsiasi punto del nostro pianeta (per lo meno quei posti dove nevica)
-        l’aver centellinato i dettagli: una scelta per me vincente: sapere tutto fin dall’inizio rovina la sorpresa, toglie suspense, soprattutto in un racconto breve in cui non ci sarebbe spazio per inserire qualcosa di nuovo ed eclatante, senza poi correre verso il finale; l’aver affidato tanti piccoli dettagli ai dialoghi ti ha permesso di non appesantire la narrazione.
-        l’aver creato un’atmosfera quasi distopica, rappresentativa di un mondo in cui le persone sono scelte in base alla loro utilità/inutilità, quando per inutilità si considera anche l’avere una mente geniale o semplicemente al di fuori dagli schemi che chissà mai chi ha studiato.
I personaggi sono ben delineati, i dialoghi curati ed equilibrati: sommati alle descrizioni dei luoghi, pare proprio di essere lì e non si può non amarli, i protagonisti. Solo nel punto “È una di quelle cose che .... lo sono anche io.”, dove comunque hai inserito le spiegazioni circa quanto sta accadendo, avrei suddiviso l’insieme in qualche periodo in più, anche se i due protagonisti non stanno compiendo qualche azione particolare, per dare un momento al lettore di assimilare e immaginare che razza di situazioni quella società deve affrontare: figli amati per quello che sono, scelti/selezionati come frutta e verdura.
Il finale mi è piaciuto: si è sempre dalla parte di chi soffre o vive situazioni estreme. Purtroppo – rapportando questo racconto ad alcune situazioni drammatiche attuali e passate simili – i lieto fine sono davvero troppo pochi considerando i numeri, ma ci sono anche persone che agiscono controcorrente.
Il titolo è azzeccatissimo.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

18La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Gio Dic 30, 2021 9:41 am

gipoviani


Younglings
Younglings

Vediamo se ho capito. In un tempo indefinito, in un posto indefinito, c’è il Programma che fa una sorta di selezione basata sull’IQ. I bambini non molto intelligenti, sono dichiarati inutili e vengono soppressi. Il nostro protagonista ragazzo è uno di questi - in più sembra avere anche la sindrome dell’iperattivitá - ma ha anche la dote della pittura, dovunque egli sia, colora il colorabile (anche il non colorabile, in verità).
Il protagonista adulto che ha una parte attiva nel Programma, si innamora del bimbetto e con l’aiuto dei paesani lo salva.
Sinceramente aut* mi sembra un polpettone molto superficiale. A parte il quadro generale, non si capisce quasi nulla dell’evoluzione psicologica dei personaggi; ad esempio, come e perché avviene la redenzione del protagonista adulto? La conversione dell’innominato ha almeno una base religiosa, condivisibile o meno. Questo perché? Ama anche lui la pittura?
E perché uno poco intelligente ma che ha sempre i pennelli in mano ha più diritto di essere salvato degli altri che sono sempre poco intelligenti come lui, ma non vanno in giro a imbrattare il mondo?

Car* aut*, sai scrivere bene. Non ti fare irretire da scenari distopici e fantascientifici. Avessi creato dei personaggi più rotondi e definiti da un punto di vista psicologico, avessi ambientato la storia al confine Franco-spagnolo nel 43/44, poteva venirne fuori un piccolo capolavoro.
Quello che hai scritto è, a mio personalissimo avviso, solo un buon racconto.

19La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Ven Dic 31, 2021 5:56 pm

tontonlino

tontonlino
Younglings
Younglings

Ethan, Harlan, Caleb. È difficile ridurre il racconto al solo contesto natalizio, inteso come festa intorno all’alberello, sorrisi, baci e scambio di regali. Non è di Babbo Natale che si tratta qui, ma di una sorta di raffigurazione, di rievocazione di alcuni momenti raccontati dai vangeli, e cioè della persecuzione di Erode, della fuga in Egitto e dei re magi. Il nome del bambino, Ethan, e quello del vecchio, Caleb sono di origine ebraica e contribuiscono a dare al racconto quel tocco evangelico a cui mi riferivo. Harlan forse non è un nome ebraico, ma suona ebraico. Stona un po’ Russell, ma vabbè, ci sta.
Il racconto, nonostante non si sia perduto neanche una battuta e nessuno spazio previsti dal regolamento, non perde ritmo, non stanca e porta il lettore sino a un finale inatteso e dolce.

20La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Ven Dic 31, 2021 6:21 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Originale: fa riflettere!
Oltretutto è una storia scritta molto bene, con dialoghi naturali, sensazioni ed emozioni descritte con maestria.
L’unico punto che ho trovato troppo arrotolato è quello in cui si vuole svelare la storia, senza svelarla, in modo che sia il lettore ad arrivarci. Non penso che una scrittura più diretta ed esplicita avrebbe rovinato comunque l’effetto finale.
Complimenti.

21La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Ven Dic 31, 2021 10:38 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Un racconto distopico e, come tale, forse non ci dobbiamo porre troppe domande sull'ambientazione spazio-temporale, o sul perché si dia la caccia a Ethan. Da quello che ho capito c'è una sorta di programma per eliminare i bambini portatori di handicap, e questo mi basta. Oltretutto le analogie con la storia recente sono piuttosto chiare.
Ti faccio i complimenti per la trama, forse una delle più originali del contest e perché, pur essendo un distopico, non scadi mai nell' inverosimile o nel fantascientifico. Anzi, fai riflettere e il tuo racconto ha una morale ben precisa. Molto bella e calzante l'analogia biblica con il massacro perpetrato da Erode. L'unica cosa che mi ha disturbato  un po' sono i nomi dei protagonisti.
Mi spiego meglio: all'inizio, e per più di metà del racconto, non capiamo di trovarci in un immaginario futuro o in un'altra realtà. Io l'ho capito solo a oltre metà del racconto, e fino ad allora mi chiedevo perché due personaggi che si chiamano Ethan e Caleb, che dati i nomi nella mia testa dovevano essere con molta probabilità di religione ebraica, festeggiassero il Natale. Però probabilmente è una cosa che ho notato solo io. E poi recentemente ho visto Paolo Brosio litigare in TV con un sacerdote cattolico di nome Ariel Levi, per cui... Tutto può essere. A parte questa minuzia, ti faccio i complimenti e ti tengo in considerazione per la classifica.



Ultima modifica di SisypheMalheureux il Ven Dic 31, 2021 10:57 pm - modificato 1 volta.

22La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Ven Dic 31, 2021 10:54 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Volevo aggiungere una nota sui nomi, che in effetti non ho menzionato nel mio commento.
Vero, col senno di poi i nomi dei personaggi sono tutti di origine ebraica, ma a me avevano suscitato tutt'altro, e più precisamente un'ambientazione da Stati Uniti centrali, anni '80 forse.
Montana, Wyoming, Oregon (che non è centrale ma vabbé): quei posti lì.
Quando cade la neve.

Ne ho sentiti di personaggi americani chiamarsi Caleb, o Ethan, quindi la collocazione ebraica proprio non mi aveva sfiorato.

Per dire che, nella mia testa, un posto preciso la storia ce l'aveva, almeno all'inizio.
Poi col prosieguo è diventato tutto molto più fumoso. Da qui i miei dubbi.

23La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Lun Gen 03, 2022 1:07 am

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan

Ciao Autore,
questo racconto ha una forza e un'intensità così elevate che non passa di certo indifferente!
La scrittura è matura e convincente, le immagini che crei sono cariche di emozione e da sole bastano a rendere la storia importante.
La trama forse è l'unico elemento in parte trascurato: non sempre sono riuscita a seguire gli eventi e alcuni perchè irrisolti hanno gettato un pò d'ombra su questo bel racconto.
Forse credo che siano le figure dei "cattivi" a non funzionare perchè, alla fine, non sono davvero cattivi e questo, paradossalmente, è la parte debole del racconto.
Harlan decide di salvare Ethan: questo è il nodo del testo, ma la sua redenzione avviene senza un perchè apparente, o almeno senza dare indicazioni al lettore. Cambia e basta. Però questa sorte di Erode (da quello che ho capito era un addetto alla soppressione dei bambini inutili) rappresenta il fulcro stesso del racconto e la sua scelta doveva essere (a mio avviso) preparata e proposta al lettore in modo e maniera da completare il testo, da dargli un senso, lanciando una specie di morale o una sorta di messaggio: lui è cattivo, cattivissimo, ma riesce a cambiare per questo e quel motivo.
E invece la storia scorre verso il suo lieto fine con Harlan cambiato (senza sapere il perchè) ed Ethan salvato (lui, solo lui, mentre gli altri bambini moriranno e anche qui non sappiamo il perchè di questa scelta...).
Il resto della storia, lo ripeto, è davvero potente, ma forse hai delegato troppo al lettore...

24La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Mer Gen 05, 2022 12:35 pm

alessandro parolini


Viandante
Viandante

Racconto originale che forse merita una narrazione più completa. Infatti inizio e fine rimangono sospesi, quasi fosse un estratto di un romanzo. Scritto bene e con pochi tratteggi riesce comunque a rendere l'ambientazione e l'atmosfera. Sarei curioso, ripeto, di poter meglio comprendere la storia nella sua interezza. Mi permetto di segnalare solo alcuni passaggi che non sembrano avere una diretta sequenzialità. Motivazioni da definire con maggior incisività. Ricorda in parte l'"Istituto" di Stephen King.

25La fuga del re magio Empty Re: La fuga del re magio Gio Gen 06, 2022 8:09 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan

Incredibile!
Pare che i racconti migliori di questo contest sono rimasti in fondo (per caso, naturalmente, non c'è nessuna logica nell'ordine in cui leggo i racconti).
Bellissimo racconto, che, pur nella sua complessità, mantiene una sua coerenza e logicità dall'inizio alla fine.
Forse c'è tanto buonismo per essere un racconto così crudele, ma d'altra parte il contest è natalizio e un po' di bontà, soprattutto non banale e scontata, ci sta proprio bene.
Ottima la scrittura, praticamente nessun refuso o errore grave, sei anche tu sul mio podio senza dubbio.
A giochi terminati mi toglierai una curiosità: hai letto "L'istituto" di Stephen King?

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