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Oltre il giardino

3 partecipanti

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1Oltre il giardino Empty Oltre il giardino Mer Dic 15, 2021 11:23 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

https://www.differentales.org/t1275-un-pezzettino-di-me-e-di-voi#14303:
Oltre il giardino Giardi10

 Oltre il giardino


Il cancello appariva velato da ruggine rossastra e le gocce di nebbia scivolavano giù seguendo i disegni floreali che componevano quell’anima di ferro antico.
Un sorriso, leggero nei suoi lineamenti, s’accennava sul mio viso e le mani parevano avere solchi e screpolature degne d’un rigido freddo invernale.
Il mio abbigliamento constava di pochi indumenti semplici in cotone e la verità della mia esistenza
era racchiusa in quel modo di vestire.
Il ferro battuto era il recinto d’una casa diroccata e mal messa, un’antica villa abbandonata al tempo e all’incuria che il tempo stesso porta con sé nel suo scorrere.
Con un movimento semplice della mano sinistra spinsi la maniglia e il cigolare dei cardini svegliò la mia mente dal torpore che mi attanagliava e gli occhi si aprirono su un giardino d’orchidee nere, meravigliose nel loro veleno.
Un bambino giocava con l’inchiostro racchiuso in una boccetta di vetro divertendosi a soffiare alcune gocce posate su un foglio bianco, quel vento artificiale creava sentieri d’intrecci spontanei realizzando forme naturali che erano l’apoteosi d’un dipinto mai dipinto.
Provai ad accennare un saluto a quel piccolo uomo ma passai oltre senza ricevere nessun cenno di risposta.
La villa aveva un ridondante stile barocco e alcuni elementi della facciata lasciavano trasparire un accenno gotico alle altezze architettoniche.
Ogni cosa m’era famigliare e sconosciuta al tempo stesso, segno di accogliente tranquillità e voce rassicurante d’esistenza vissuta.
Ero dentro quel mondo che conoscevo, disorientato e certo nel profondo, e il tappeto di velluto rosso, che dall’ingresso portava alla rampa centrale delle scale, era così vivido nel suo colore e pieno di polvere, anch’essa rossastra nei suoi toni, che tutto apparteneva alla mia visione d’insieme immaginifico.
Un giradischi poggiato sopra un mobile, con le vetrine a forma di fagiolino, permetteva a un disco di inondare l’aria stagnante con una miscellanea di voci sovrapposte dai toni soavemente dolci che sembravano nenie cantate da una madre.
Avevo compiuto quel che dovevo e ora non restava che attendere…


Un essere scese dalle scale nella sua informe fisionomia segnata da un volto diviso in due parti
e da escrescenze virulente che come pustole incurabili formavano la pelle.
Un rantolo senza fiato usciva dalle sue labbra e le labbra erano due come i volti che uno ne formavano in realtà, ma quale realtà?
Rivolgendosi a me, nel suo scendere, mi fece capire che ero atteso da molto.
Chiesi se prima di salire su per le scale fosse possibile lasciare gli occhi sul giardino.
Nessuna risposta e tutte le risposte mi vennero date, allora uscii fuori presi per mano quel bimbo e lentamente mi avviai con lui verso la salita che ci attendeva nel suo rituale.
L’essere era scomparso e, pur voltando lo sguardo ovunque, non riuscivo a trovare la sua sagoma.
Nel prendere il passo, lasciando scricchiolare quei vecchi gradini di legno sotto i miei passi, mi trovai, al termine del percorso, di fronte un grande specchio di rame e in esso potei vedere il mio viso.
L’essere appariva chiaramente attraverso le puntinature brunite del vetro, eppure ero io che mi specchiavo non l’essere.
Estrassi allora dalla mente un coltello a lama doppia intrecciata con due teste di serpente in punta e con un fendente preciso aprii la testa del bambino in due lasciando che una materia biancastra uscisse spontaneamente in un groviglio di schizzi di sangue e carne.
Guardai il bambino morire senza che proferisse alcun lamento, quante volte lo avevo visto finire così…
Il buio giunse dentro la stanza attraverso una finestra chiusa, aprii la porta e oltrepassai il giardino, accostai con delicatezza il cancello di ferro e svanii nella nebbia camminando senza mai voltarmi.

In mano avevo un’orchidea nera.


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Le domande non sono mai invadenti, a volte lo sono le risposte...

2Oltre il giardino Empty Re: Oltre il giardino Dom Gen 09, 2022 11:27 am

Ospite


Ospite

Un noir psicologico che non inquieta (perlomeno non me), ma che ti prende per mano, con le sue descrizioni affascinanti e ti proietta in una dimensione diversa. Piaciuto.
La scrittura è scorrevole, ma un po' di punteggiatura in più, per spezzare delle frasi lunghette, la renderebbe ancora più fluida, secondo me.

3Oltre il giardino Empty Re: Oltre il giardino Lun Gen 10, 2022 3:02 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

Grazie della lettura e dei suggerimenti!


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4Oltre il giardino Empty Re: Oltre il giardino Lun Feb 07, 2022 1:36 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ciao  @Giancarlo Gravili 
Quando scriviamo è inevitabile lasciare trace di noi sul foglio. 
Mi ha colpita tanto la figura del bambino che si diverte a soffiare l’inchiostro sulla carta. L’uomo gli passa accanto, lo guarda, ma lui sembra non vederlo. E quello stesso uomo lo uccide in modo violento più e più volte ci fai capire. Penso che tu abbia conservato molto di quel bambino, lui forse non ti vede passare ma tu lo cerchi, lo insegui, gli apri la testa e nutri la tua arte libera.
Mi è piaciuto.


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C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

5Oltre il giardino Empty Re: Oltre il giardino Lun Feb 07, 2022 9:18 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

E sì Pet è proprio così un bambino che si sente libero anche di combinare pasticci... grazie!


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6Oltre il giardino Empty Re: Oltre il giardino Mar Feb 15, 2022 9:29 pm

giuseppe.bignozzi

giuseppe.bignozzi
Younglings
Younglings

Mi ha colpito. In modo tranquillo, ma inesorabile mi ha colpito, ha agitato e acquietato qualcosa, dentro, in modo soffice, distante. Forse per la nebbia o per l'orchidea, nera tranquilla nella sera, perché era certamente sera, una silenziosa umida sera.

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