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Un maledetto scrittore

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Messaggio Da Giancarlo Gravili Lun Nov 29, 2021 3:01 pm

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 Un maledetto scrittore


Era una notte in cui non si vedeva una cippa, poetica di suo ma per altri versi ‘na rompitura di poperoni che non vi dico.
A bordo della mia autovetturetta a gas propanante inquinanti semi liquidi sfrecciavo tra i lampioni immersi nella nebbia…
Appeso a uno di essi un cartello inneggiava all’amore libero e sotto un gruppo di api protestava civilmente che gli avevano fregato tutto il miele delle arnie.
Un frequentante tangenzialiste protestava pure lui perché non ci aveva il greenpassera p’annà da loro.
Il solito barboncino pisciava la base d’un lampione alternando il getto fra un palo e l’altro in modo da avere sempre un lampione libero per la sera successiva.
Un venditore di serpa delle antenne, dal suo furgone, lasciava trasparire un nebbioso sorriso e un canto di fringuello primaverile.
La temperatura era sotto zero e sotto lo zero erano anche i miei pensieri e il contenuto dei miei portamonete.
E io mi dicevo: “Passerà, passerà, tutto passerà, ma quando passerà ‘na bella passera?”.
Quello stato di cose climatico in fondo mi piaceva e il guidare “nel non vedo un cazzo” mi garbava di molto assai ancora che cercare un pass per la depravazione.
Ero un viaggiatore della notte tra acqua a zone e nebbie fitte e fitte alle tempie per via della cervice sensibile che gli occhi mi ci strabuzzavano incrociandosi a ics.
Confesso a tutti che mi ritenevo un poeta scrittore, un poeta dal cuore duro che viveva in questo modo fregandosene della poetica delle nature morte e preferendo la poetica delle cosce alle angosce.
Mentre ero alla guida trovavo il tempo di scrivere delle cose: «po e metti dove voi ma non dentro er mio comò», diceva sempre mia moglie al mio ritorno a casa.
Come amavo quella che poi non era mia moglie e nemmanco la mia amante, ma poi chi era quella donna che era a casa mia? Mai lo seppi, intanto faceva certe uova al Tegamino che a me non le avrebbe mai cucinate.
Sì, perché lei mi tradiva con Tegamino Brocchi, il mio vicino d’appartamento: un professore di ginnastica in pensione.
E qua mi ripeto che in fondo a me, non sapendo chi fosse tale essere femminile, non avrebbe dovuto fregarmene una cippa di lei.
Eppure ero (o avevo se suona meglio) un cuore tenero della (dalla, se scegliete l’opzione avevo) nascita e avevo in testa ognuno di coloro che conoscevo e poi chi erano costoro che come coloro che conoscevo appartenevano alla mia vita?
Non importa ho sempre avuto una vita larga, circa la 56 di taglia.
Una volta la polizia m’aveva inseguito a sirene impiegate perché ero passato con il rosso e, dopo un lungo ma breve inseguimento, m’aveva stoppato vicino al bar Bone, quello che di solito si trova all’angolo dell’ultimo lampione di via dei Precipizi, proprio dopo la bottega di sor Guido che vende bitorzoli al sapore di mela.
Sul far dell’inizio il vice ispettore intenzionalmente, in base al vigente, in illo tempore, codice d’onore stradale, avrebbe avuto l’intenzione di lasciarmi andare essendo pure mio compare di bevute al bar Bone, poi a malincuore e molto volentieri m’aveva sequestrato autovetturetta e patente e fatto gonfiare il palloncino che dentro ci avevo sputato mezza zuppa di funghi con aglio che m’aveva rimproverato urlando: “fijo mio che cazzo te magni”.
“Ma tanto io sono un poeta maledetto”, mi dissi tra me e me e infatti, attraverso conoscenze prefetturiali ebbi indietro la patente e pagai una multicina, che nemmeno in Asia, di cinquemila lire per mancata esposizione del tagliando d’assicurazione sul parabrezza.
E mi disse bene perché il parabrezza mi diceva sempre bene riparandomi esso dalla nebbia ogni notte. (E se si chiamasse la parabrezza? Sì, ma poi chi mi amasse a me?)
Avevo all’epoca un’autovetturetta spider fregata all’uomo ragno mentre faceva il bagno dentro un autogrillo e fuori un manipolo di manipolanti cercava una piattaforma su cui scrivere le proprie ingerenti e impertinenti proteste.
Il mondo è un libero arbitrio in cui un arbitro cornuto detta le regole, e io conoscevo bene la moglie di quel direttore di gara: una certa Ebelarda, incontrata per caso in un incontro di bocciofili mentre a causa della noia mi grattavo le palle. In quel periodo stavo attraversando il mio periodo blu oltremare e vedevo ogni cosa in modo profondo e torbido allo stesso tempo senza tempo.
Quanto scrissi in quel periodo! Tanto tanto tanto che non ricordo una carpa di quello che passò sui fogli.
Ma chi se ne fotte! Io vivo la notte, vivo nelle stazioni di servizio dove gli autotrasportatori si fanno la barba con le valvole degli pneumatici e i servizi igienici sono paludi di fango e… solo gli scrittori maledetti possono accedere a quel livello aulico di conoscenza che se non fosse stato per la pipì che scappava da sola senza guinzaglio e per quel dannato lock down che scattava alle 22 e mancavano cinquanta km per arrivare a casa e forse mi mancava il mio lampione preferito e… mi manca il fiato co sta cazzo de scrittura che non c’azzecco a leggere.
Non arrabbiatevi sono una brava persona, socialmente inerme e inerte, non partecipo a cortei, sono inflazionato e mi curo con la tachipirina, sono politicamente ascetico e vivo dei maledetti scritti che non scriverò mai.
Ah, datemi pure del tu se mi incrociate a un incrocio e non vi do la precedenza.
«Astronzo, potevi ammazzarce tutti, fijo de na pigotta che regolarmente deambula sulla tangenziale»
(Chissà come facevano a sapere che mi chiamo Astronzo, mah...)


Ultima modifica di Giancarlo Gravili il Mer Dic 01, 2021 10:14 am - modificato 1 volta.

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Messaggio Da Molli Redigano Mer Dic 01, 2021 9:53 am

 "e l’altro in mdo da avere"



"e l’altro in modo da avere"





"Eppure ero (ho avevo se suona meglio) un cuore tenero"



Qui non ho capito se ti è scappata una "h" per cui volevi dire "o" nel senso di "oppure".




Sempre un piacere (oltre che a far bene all'animo) leggere un pezzo di  @Giancarlo Gravili, uno stile che si riconoscerebbe anche nella nebbia.


Concludo questo scarno commento al testo con la frase che secondo me vale da sola la lettura del testo:


"e vivo dei maledetti scritti che non scriverò mai."


La verità fa male...

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Messaggio Da Giancarlo Gravili Mer Dic 01, 2021 10:15 am

Grazie Molly ho corretto le distrazioni...

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