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Greenhills

2 partecipanti

Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 1]

1Greenhills Empty Greenhills Ven Nov 26, 2021 2:48 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

https://www.differentales.org/t83-polveruomo#13850:

 Greenhills

Pallido il sole, Dornoch guarda il mare del Nord, nella contea del Sutherland in Scozia...

«La risacca del mare lenta e gelida si spegneva inesorabile sulle spiagge grigie di Dornoch, le sue case in fila con i tetti scuri si confondevano con i toni del cielo nascosti dietro le colline.
Il rumore d
egli pneumatici sul selciato si diffondeva nell’aria con un suono talmente stridulo che sembrava provenire da un’officina meccanica ed erano solo auto.
La cattedrale gotica con la sua austera imponenza ricordava un passato
fatto di idiozie e consuetudini spesso disumane.
Il giorno volgeva
il sorriso d’addio verso le onde del mare tempestose come anime in cerca della quiete finale sulle rocce.
La sera al contrario, cupa e ingorda, cominciava a strappare gli ultimi bagliori di luce prima di racchiudere tutto nel suo abbraccio.

È notte a Dornoch, reale o inventata…
La città appariva deserta mentre una foschia avvolgente scendeva a ricoprire la pianura fin quasi sopra le colline, anche la strada che conduceva al mare era deserta.
I pochi alberi scheletrici che la costeggiavano davano l'impressione d'essere anime piantate in terra in attesa della resurrezione.
Un'auto correva tenendosi nel centro della carreggiata illuminandola quasi tutta con i suoi fendinebbia gialli, nello stesso istante un gatto, abbagliato dai fari, si fermava nel mezzo disorientato.
I suoi occhi gialli come le luci dell’auto erano sgranati e la sua fine pareva inevitabile.

La morte non cercava la sua pelle.
E luci d’una targa s'allontanavano nella nebbia e intorno odore aspro di benzina

La corsa dell’auto, una Bentley Musalnne, termina davanti al cancello d’una villa e un tintinnio di chiavi riecheggia nel silenzio della notte.
Qualcosa si muove, il selciato si disarticola sotto i passi d’una figura eterea, il suono emesso pare una danza ritmata su un tamburo, intorno rumori sordi privi d’ogni connotazione.
Un soliloquio di luce s’aggrappa sul tetto dell’auto illuminando in una amara rapsodia il viso d’una giovane età.

«Al solito posto?»
La donna salì con una leggerezza che rispecchiava la sua figura.
«Sì, solito posto, Willem»
L’auto ripartì verso la città mantenendo una velocità moderata, Dornoch era immersa in un mantello silenzioso di tenebre.
«Jane, se posso, non dovrebbe frequentare certi posti pieni di balordi, suo padre non approverebbe»
«Pensa a guidare Willem, tanto a mio padre non frega nulla dove vado»

Parcheggio del Whitedark 666, un locale notturno appena dietro le Greenhills, dove bere e mangiare a piacimento.
Lattine di birra sparse per terra, bidoni dell'immondizia che emanavano profumi inebrianti se raffrontati a quelli dell'asfalto intorno.
La Bentley si fermò qui con una brusca frenata.
Jane scese, capelli neri, lucidi come il petrolio, mascara nero, rossetto marrone scuro e il volto tirato dall’aspetto molto vissuto, quanto inganna a volte la notte, un paio di anfibi neri, pantaloni strappati al ginocchio, giubbotto di pelle nero, borchie dappertutto condito con un reggiseno rosso che spuntava fuori da una camicetta striminzita.
«A dopo Willem, vieni prima del solito orario, parcheggia e aspettami»
Nel locale si poteva trovare il meglio e il peggio di quello che la società era in grado di offrire.
Un mondo di visioni governava l'ambiente, un fumo denso annebbiava la vista, odori forti e grevi salivano sin sopra le travi di legno, le impregnavano e le sodomizzavano al loro gusto.
Chi entrava ne usciva vestito di nuovo… un nuovo che sapeva di schifo, quello della società stessa.
Jane entrò e si diresse al bancone.
«Una doppio malto scura»
La sua voce arrivò come un pugno nello stomaco con quella tonalità graffiata tipica di chi fuma tabacco da una vita.
Due figli della borghesia intanto osservavano.
«Bella puttanella Greg»
«Bleaaa, fa schifo, se a te piace...»
«Beh io me la farei»
«Da quando te la fai con i cessi Tod?»
«Che stronzo... sta parlando lo scopa troie borghesi»
I due sono amici da molto tempo e fanno lo stesso lavoro. Una certa posizione sociale, privilegi, conoscenze negli ambienti che contano. L’apparenza quotidiana alla Royal Insurance poi la notte, in panni diversi; obiettivo strafarsi di alcol in qualche posto malfamato e godere del piacere di se stessi confrontato in egual misura alla sofferenza degli altri.
Ramo vita ufficialmente e segretamente vita uccisa in droghe e mix alcolici.
Tod s'avvicinò alla ragazza: «Un’altra birra?»
«No, sono cazzi miei quello che bevo»
«Ce la tiriamo stronza?»
«Io me la tiro come e quando mi piace escremento della notte»
«Ehi Greg, qua abbiamo l’eleganza personificata»
«Senti coso o come cazzo ti chiami sei fortunato che questa sera ho sete, invece di sputare come un cesso pagami qualcosa da scolare»
«E ci voleva tanto, ora andiamo d’accordo, Greg vieni al bancone imbecille»
«Sempre la solita testa di caprone»
«Milady, mi permetta di presentarle il signor Greg scopino schifittoso»
«Perché il tuo amico scopa? Scommetto che nei pantaloni ha un fischietto per le pulci»
«Che troia»
«Visto? Se l’è presa, allora ha il fischietto»
«Tod, stasera non sono in vene fattela tu sta stronza»
«Come il signor Greg non vuole tirare fuori il fischiettino?»
«Senti, come cazzo ti chiami tu»
«Jane, fischiettino»
«Ok stronzetta, allora vediamo se ce l’hai solo tu o se magari...»
«Ralph, portaci il carico al tavolo»
«Che merde siete, vi sopporto perché scucite tutte le sere»
«Ti aspettiamo al tavolo signor barman e tu che fai Jane, non vieni?»
«Vengo solo perché ho sete fighetti ben vestiti»
Tod bisbigliò una mezza frase nell’orecchio di Greg: «La riempiamo di roba e ce la facciamo nel parcheggio»
I boccali di birra andarono via ad asciugare quella sete infernale che tutti e tre sembravano avere...
Jane a un certo punto chinò il capo sul tavolino.
«Dammi una mano Greg è andata, portiamola fuori»
«Ciao barman, a domani»
«Ciao signori teste di merda, e quella puttanella?»
«Prenderà un po’ d’aria, ha bevuto troppo»
«Stronzi»

La presero sottobraccio e uscirono ridendo, avviandosi verso l’auto di Tod che era ferma nel centro del parcheggio proprio di fianco a una Musalnne con i vetri oscurati.
«Greg sfilale sti cazzo di pantaloni… il resto strappa»
«Figlio di puttana avevi ragione, cazzo che tette»
D'improvviso la ragazza iniziò a ridere con voce quasi cavernicola e con un gesto del braccio si divincolo dalle mani di Tod.
I due, presi alla sprovvista, istintivamente si spostarono d'un passo indietro.
«Cosa aspetti Greg, è solo una puttanella»
«Sì Greg, cosa aspetti sono una puttanella vero?»


Jane con un balzo felino aprì il bagagliaio della Musalnne e tirò fuori un’accetta.
I due amici sembravano impietriti, immobili come delle sfingi egizie.
La ragazza la fece roteare in aria e con un colpo perfetto tranciò il braccio destro di Tod che cadde a terra svenuto. Greg cercò di scuotersi senza riuscirci.
Jane con violenza gli sferrò un colpo in testa con il manico dell’accetta, facendolo svenire come Tod.
«Willem dammi una mano leghiamo questi due bocconcini a quei lampioni»
«Ma perché devo sempre fare come vuoi Jane?»
«Zitto e porta le corde che sono nel bagagliaio»
I due furono spogliati nudi e con una certa perizia medica Jane tamponò l’emorragia al moncherino di Tod.
Passò qualche minuto prima che i due si risvegliassero con Tod che era oramai semi cosciente.
«Ti prego lasciaci andare ti pagheremo bene, per pietà ti prego Tod sta morendo chiama un ambulanza»
«Ma guarda un po’ non me ne ero accorta, Willem passami quel set da picnic che abbiamo in auto»
Gli occhi di Greg erano sbarrati dal terrore e il suo corpo tremava come un fuscello e pareva volersi chiudere per non vedere.
«Ora sai che facciamo caro Greg? Prima un po’ di gelatina sui tuoi occhi, panna montata spray e un cucchiaino da dessert»
«No, nooooooooooooooo!»
La notte scese su Greg che svenne per l’atroce dolore.
«Uhm, ottimi e freschi Willem e direi che me ne faccio altri due»
Quel giorno pareva avere una notte senza fine e quel parcheggio era l’androne dell’inferno dove nessuno avrebbe osato mettere piede.
Dal locale nessuno poteva sentire le urla, troppo frastuono dentro…
«Bene Willem, serata fresca e stuzzichino gradevole, ora passami il coltello da boyscout che ho lasciato sul sedile posteriore. Controlla se i tenerelli sono svegli»
«Rantolano un po’ ma sono ancora vivi»
«Mi senti Greg, visto che non puoi vedermi, ora ti spello pian piano e sai da dove inizio? Vediamo se indovini, anzi se sei bravo ti premio e inizio da Tod!»
Una voce senza voce uscì dalle labbra insanguinate di Greg.
«Ci sei cascato! Ti lascio i coglioni interi ma prima ti spello vivo, scherzetto!»
E come due uccelli da mettere in padella i due furono spellati lentamente e con estrema precisione.
Eppure la morte pareva non voler prendere quei due disgraziati perché chissà per quale motivo rimanevano ancora vivi.
«Gregguccio mi senti? Sì, dai che mi senti, il tuo amico Tod non risponde almeno tu dimmi qualcosa, daiiiiii. Ho messo le pelli in un bel frigorifero da viaggio e dopo me le mangio con calma, intanto ti strapperò con una tenaglia le unghie dei piedi, delle mani e poi uno a uno ti tiro via i denti, contento?»
L’alito misterioso del demonio teneva ancora un barlume di esistenza in quei due corpi…
«Greg? Respiri ancora? Sai sono proprio dispiaciuta di questo contrattempo che vi sta capitando.
E che ci vuoi fare Gregguccio caro, credo proprio che ora mi farò un bel dessert con i vostri coglioni, lo so, lo so… Sono una puttana, quindi usufruisco del vostro apparato riproduttivo e visto che sono golosa ci metto sopra pure un po’ di senape»
Ecco che il cielo crollò finalmente sopra i corpi martoriati dei due.
«Willem, raccogli quello che resta di questi signorini, un po’ te lo porti tu a casa visto che tua moglie cucina così bene e il resto me lo spolperò io e la mia gattina Betzi. E per domani cerca di trovare un posto dove la carne sia più tenera, questi due erano duretti»


L’auto ripartì senza fretta dirigendosi verso la villa oltre le colline.
Jane, giunti a destinazione, scese e salutò Willem: «A domani brutto demone»
Gli occhi di Willem brillarono d’un rosso intenso e un sorriso apparve sotto una faccia che non aveva volto…
Jane aprì il cancello di ferro battuto e percorse il piccolo vialetto d’ingresso, svanendo lentamente nel buio.


Sul cancello una scritta: “Greenhills Monumental Cemetery”


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Le domande non sono mai invadenti, a volte lo sono le risposte...

2Greenhills Empty Re: Greenhills Dom Nov 28, 2021 12:16 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ciao  @Giancarlo Gravili. Racconto dal sapore gotic horror e che ho letto volentieri.
La prima parte è quella che ho preferito per il modo in cui riesci a creare l’atmosfera, cupa, carica di pathos e infarcita di poesia. La seconda parte, quando c’è la rivelazione della vera natura della protagonista, l’ho trovata un po’ cartoonesca e il brivido si è intiepidito.
Dal punto di vista della forma, dovresti riguardare i tempi verbali. Spesso fa capolino il presente per poi passare al remoto o al trapassato. Anche la punteggiatura necessita di una revisione. Nei dialoghi manca sempre il punto finale.

Qualcosa si muove, il selciato si disarticola sotto i passi d’una figura eterea, il suono emesso pare una danza ritmata su un tamburo, intorno rumori sordi privi d’ogni connotazione.
Un soliloquio di luce s’aggrappa sul tetto dell’auto illuminando in una amara rapsodia il viso d’una giovane età.
«Al solito posto?»
La donna salì con una leggerezza che 

vissuto, quanto inganna a volte la notte,  Questa incursione del narratore la toglierei

sodomizzavano al loro gusto. (a loro piacimento?)


«Beh io me la farei»  «Beh, io me la farei.»


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Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

3Greenhills Empty Re: Greenhills Dom Nov 28, 2021 12:53 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

Grazie Pet per le dritte!
In realtà ho fuso tre parti completamente staccate tra loro saltando di proposito con i verbi perchè questo nasceva come metaracconto surreale. In effetti non risulta lineare come hai giustamente notato.


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