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Il freddo d'una lampadina

4 partecipanti

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1Il freddo d'una lampadina Empty Il freddo d'una lampadina Mer Nov 10, 2021 10:17 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

https://www.differentales.org/t1193-il-consulente-matrimoniale:
 Il freddo d’una lampadina.


Notte tra i monti e a valle tutto tace nel silenzio che non è silenzio.
Il selciato scricchiola sotto stivali di cuoio ingrassati e lucidi, neri come l’ora, presenti come la follia che sovrasta il tempo.
Il paese si dà arie da fantasma e i suoni sono quelli emessi dai proprietari degli stivali.
Il fumo esce da un comignolo e una leggera luce penetra nelle fessure della porta d’ingresso alla casa, tenue come il sibilo del vento eppure visibile nel buio che abbraccia tutto.
Fa freddo, esageratamente freddo…
Una stanza accoglie la famiglia e tutte le sue finestre sono sigillate con pezzi di carta, nemmeno il fuoco ha la forza per scoppiettare.
Il rumore degli stivali cessa improvvisamente, qualcuno bussa con forza su quella porta di legno scrostato.
«Aprire subito, aprire o sfondare porta»
Lo scricchiolio dei cardini si sostituisce a quello degli stivali che torturano con passo cadenzato il selciato della piccola stradina.

«Schnell glühbirne zum kronleuchter geben, alle an die Wand stellen»  
«Veloce dare lampadina di lampadario,mettere tutti contro muro»
«Ma noi avere solo fuoco acceso non lampadina»
«Halt die Klappe du gibst eine Glühbirne oder stirbst»  
«Zitto tu dare lampadina o morire»

Il nonno aveva una baionetta nascosta sotto la tovaglia, la fronte intrisa da sudore e gli occhi sbarrati a fissare quei due soldati. La mano provava a muoversi senza destare attenzione, poi la voce della nonna: «Ecco prendere lampadina, per favore andate qui solo bambini»
I due parlottarono qualche istante tra loro in quella lingua così rude, finita quella conversazione concitata con fare irruento strapparono la lampadina dalle mani della nonna e uscirono senza batter ciglio, eppure uno di loro, quello che parlava un italiano stentato, accennò furtivamente un saluto»
Mia madre era piccola e quella sua spensierata giovinezza fatta di innocenti caramelle prese dai soldati si spezzò nelle parole della nonna: «Chitì, so iti di là va e fatte da la lampadina»
Mia madre obbedì e corse dietro a quella ronda.
«Soldato per favore mia madre chiede se tu dare noi lampadina, avere solo quella, per favore mamma mi sgrida»
Quel ragazzone alto levò l’elmetto dalla testa, contravvenendo al regolamento, infilò la mano in tasca e tirò fuori qualche caramella, sorrise a mia madre si chinò su di lei, le fece una carezza ai capelli e le mise in mano la lampadina e le caramelle.
«Vai bambina, tornare a casa»
«Heinz verschwendet keine zeit mit kindern»
«Ich habe sergeant-süßigkeiten gegeben und alles klar»

Ho dato qualche caramella Sergente è tutto a posto…

Lontano s’udivano i lupi in branco, i loro ululati coprivano quasi il rumore degli stivali.
Monticchio continuava a sopravvivere, anche sotto i bombardamenti e mia madre era una bambina bellissima con quei suoi riccioli neri e lunghi.


______________________________________________________
Le domande non sono mai invadenti, a volte lo sono le risposte...

2Il freddo d'una lampadina Empty Re: Il freddo d'una lampadina Gio Nov 11, 2021 9:31 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ciao  @Giancarlo Gravili. C’ė tanto in questo piccolo racconto. È una storia vera? 
C’è la giusta tensione, le atmosfere, i rumori, gli odori e gli umori dei personaggi bucano il foglio.
C’è una bella bambina coi riccioli neri e una ingenuità ancora incorrotta. E lo sguardo “lungo” della nonna
che aveva “carpito” un barlume di umanità in un soldato dalla lingua dura e dalla missione ingrata.
Bello e intenso come lo sono le storie vere, con quello sguardo sensibile che contraddistingue il tuo scrivere. Manca solo un po’ di punteggiatura. Il freddo d'una lampadina 1845807541


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

3Il freddo d'una lampadina Empty Re: Il freddo d'una lampadina Gio Nov 11, 2021 12:18 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

Sì Pet è un racconto vero... e forse se non fosse andata in quel modo non sarei nato.
Ho ripreso un po' a scrivere racconti ma per abitudine endemica non usando punteggiatura in poesia devo tararmi diversamente sugli scritti in prosa e faccio fatica.


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4Il freddo d'una lampadina Empty Re: Il freddo d'una lampadina Gio Nov 11, 2021 5:49 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Un racconto strano, semplice eppure complesso.
Personaggi duri, personaggi dolci, cattiveria esposta e gridata, un gesto buono nascosto.
Devo dire che questo racconto mi ha sorpreso, mi aspettavo il solito Giancarlo e invece... sorpresa.
Spero di leggere altri pezzi come questi, davvero.
E' vero, la punteggiatura ha bisogno di una minima rivisitazione, ho trovato anche virgoleytte a chiusura di un dialogo che non c'è, ma sono peccati veniali. Se lo rileggi a mezza voce, lo sistemerai  a dovere.
Grazie per aver condiviso.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

5Il freddo d'una lampadina Empty Re: Il freddo d'una lampadina Gio Nov 11, 2021 10:12 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

Grazie Susanna un caro saluto.


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6Il freddo d'una lampadina Empty Re: Il freddo d'una lampadina Ven Nov 19, 2021 12:01 am

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Ciao Giancarlo
Il tuo racconto avrebbe meritato un po’ più di respiro. È un aneddoto bello, di quelli che non dimentichi, di anime che di capiscono anche se parlano lingue diverse.
L’uso del tedesco in frasi così lunghe, rischia di diventare pesante, potevi mescolarlo tipo “Schnell, schnell dare me vostra lampadina”.
Se invece vuoi lasciarle fai attenzione perché in tedesco i sostantivi richiedono sempre la maiuscola, nella forma imperativa il verbo non va in fondo alla frase, potrebbe suonare così 
“Schnell, gib mir sofort die Gluehbirne des Kronleuchters”.
Idem per le altre frasi controlla se corrette grammaticalmente.
Mi piacerebbe sapere un po’ di più di questo bimba riccioluta

7Il freddo d'una lampadina Empty Re: Il freddo d'una lampadina Ven Nov 19, 2021 7:26 am

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

Grazie per l'analisi e in special modo per le specifiche sul tedesco che è una lingua che non conosco.


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8Il freddo d'una lampadina Empty Re: Il freddo d'una lampadina Ven Nov 19, 2021 8:31 am

Mac

Mac
Padawan
Padawan

La seconda frase in tedesco io metterei
“Ruhig! Gibt mir die Gluehbirne, oder sterbt!”
Scusami ma ieri sera non ho pensato di correggerti anche questa.
Una piccola aggiunta, quando parlano gli italiani, io non li farei parlare all’infinito “io dare..”
Buona giornata

9Il freddo d'una lampadina Empty Re: Il freddo d'una lampadina Ven Nov 19, 2021 12:54 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

Grazie ancora, ecco il testo rivisitato, se manca qualcosa fatemi sapere.


Notte tra i monti e a valle tutto tace nel silenzio che non è silenzio.
Il selciato scricchiola sotto stivali di cuoio ingrassati e lucidi, neri come l’ora, presenti come la follia che sovrasta il tempo.
Il paese si dà arie da fantasma e i suoni sono quelli emessi dai proprietari degli stivali.
Il fumo esce da un comignolo e una leggera luce penetra nelle fessure della porta d’ingresso alla casa, tenue come il sibilo del vento eppure visibile nel buio che abbraccia tutto.
Fa freddo, esageratamente freddo…
Una stanza accoglie la famiglia e tutte le sue finestre sono sigillate con pezzi di carta, nemmeno il fuoco ha la forza per scoppiettare.
Il rumore degli stivali cessa improvvisamente, qualcuno bussa con forza su quella porta di legno scrostato.
«Aprite o sfondiamo la porta»
Lo scricchiolio dei cardini si sostituisce a quello degli stivali che torturano con passo cadenzato il selciato della piccola stradina.
«Schnell, dateci la lampadina o vi mettiamo al muro»
«Ma... é il fuoco che...»
«Zitti, tirate fuori la lampadina o...»
Il nonno aveva una baionetta nascosta sotto la tovaglia, la fronte intrisa da sudore e gli occhi sbarrati a fissare quei due soldati. La mano provava a muoversi senza destare attenzione, poi la voce della nonna: «Ecco prendere lampadina, per favore andate qui solo bambini»
I due parlottarono qualche istante tra loro in quella lingua così rude, finita quella conversazione concitata con fare irruento strapparono la lampadina dalle mani della nonna e uscirono senza batter ciglio, eppure uno di loro, quello che parlava un italiano stentato, accennò furtivamente un saluto»
Mia madre era piccola e quella sua spensierata giovinezza fatta di innocenti caramelle prese dai soldati si spezzò nelle parole della nonna: «Chitì, so iti di là va e fatte da la lampadina»
Mia madre obbedì e corse dietro a quella ronda.
«Soldato, per favore ci puoi ridare la lampadina? Mamma mi sgrida...»
Quel ragazzone alto levò l’elmetto dalla testa, contravvenendo al regolamento, infilò la mano in tasca e tirò fuori qualche caramella, sorrise a mia madre si chinò su di lei, le fece una carezza ai capelli e le mise in mano la lampadina e le caramelle.
«Vai bambina, torna a casa dalla mamma»
«Che fai soldato?»
«Ho dato qualche caramella Sergente è tutto a posto»

Lontano s’udivano i lupi in branco, i loro ululati coprivano quasi il rumore degli stivali.
Monticchio continuava a sopravvivere, anche sotto i bombardamenti e mia madre era una bambina bellissima con quei suoi riccioli neri e lunghi.


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