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Il ragno

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FraFree
Arunachala
6 partecipanti

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1Il ragno  Empty Il ragno Lun Nov 01, 2021 12:27 pm

FraFree

FraFree
Padawan
Padawan



Spoiler:
Mentre bevo una Franziskaner, bella fresca, mi chiedo che fine abbia fatto Leopoldo: un omino curioso sui cinquanta. È timido, ma socievole. Colleziona lattine vuote di birra, soprattutto di etichetta tedesca.
È da un po' che non lo vedo girare col suo Apecar e non lo scorgo neppure a ravanare nei cassonetti alla ricerca degli oggetti preziosi.
Gli sarà successo qualcosa?
Vive da solo e nessuno può dare l'allarme. Anselmo, l'amico di raccatto, forse saprà qualcosa. Vado a cercare Anselmo nel suo negozietto "Tutto a 99 centesimi" e chiedo nuove di Leopoldo.
- Storia lunga - dice.
- Ha problemi? Non sta bene?
- Signora Frida, lei non conosce le fisime di Leopoldo?
- Be', colleziona lattine di birra, questa cosa mica è una fisima. Ne ho un sacchetto a casa e vorrei dirgli di passare a prenderlo.
- Non può venire, non si può muovere.
- Perché?
- La fisima è l'ara... l'arac... non so come si dice, è la paura... sì, la paura dei ragni.
- L'aracnofobia.
- Ecco, quella.
- Embé? Tante persone ce l'hanno. Che c'azzecca col muoversi? I ragni non sono per strada.
- Infatti. Il ragno era nella sua scarpa.
- Era? L'ha ammazzato?
- No, ce l'ha nei pantaloni.
- Anselmo, con queste allusioni del piffero non mi fai ridere. Io mi preoccupo per Leopoldo e tu? Dici stronzate!
- No, signora Frida, non mi permetterei mai. Il ragno è davvero lì.
- Dai, sentiamo cosa fa questo ragno nei pantaloni di Leopoldo.
Anselmo controlla un attimo i gadget consegnati prima del mio arrivo e comincia il racconto.

Tre giorni fa, Leopoldo si sveglia e dopo essersi lavato e vestito, nel momento in cui deve calzare le scarpe, vede nella sinistra un grosso ragno nero e peloso. Il suo urlo è talmente forte e spaventoso che arriva a me, che sono nei paraggi, come una saetta. Corro alla porta di casa sua e chiedo cosa succede, ma non ricevo risposta. Allarmato, entro. La porta è aperta, ha l'abitudine di non chiuderla a chiave. Vedo Leopoldo nell'atrio, vicino al mobiletto delle scarpe. È immobile, quasi evita di respirare.
- Ma che succede? Perché rimani come una statua?
Mi dice, con un filino di voce, che deve stare assolutamente fermo, altrimenti il ragno lo punge. La creatura malefica è uscita dalla scarpa e in un baleno si è infilata nei pantaloni. Passeggia sulla sua gamba sinistra. Gli suggerisco di scrollare la gamba, ma lui inorridisce. Ha letto in una rivista che, per non essere attaccati, bisogna evitare qualsiasi movimento, anche minimo. Prendo le forbici per tagliare i calzoni, ma Leopoldo mi supplica di non farlo. Neppure gli interventi esterni sono consentiti, il ragno si spaventa.
- Tra un po' si stancherà e andrà a fare un giretto fuori - lo rincuoro.
Passano due ore e il ragno è ancora lì. Pare abbia trovato il suo habitat naturale sulla gamba di Leopoldo, nella cavità sotto al ginocchio. Di uscire non ne vuole mezza. Leopoldo non riesce più a tenere la posizione da statua vivente, bisogna trovare una soluzione al più presto. Occorre un sostegno, un'impalcatura. Un lampo di genio e vado a chiamare Mastro Peppe, il muratore della zona. Armato di secchio, cazzuola, cemento e mattoni, Mastro Peppe si fionda a casa di Leopoldo. Con mano ferma e lavoro certosino gli costruisce intorno una struttura ad hoc.
Così, Leopoldo diventa un obelisco, un'opera d'arte!

- Cosaaa? - grido e balzo in avanti.
- Stia tranquilla, signora Frida, Mastro Peppe ha pensato a tutto: l'obelisco ha una finestrella in modo che Leopoldo possa respirare e mangiare. Inoltre, ha lasciato all'interno due secchi per i bisogni, uno avanti e uno dietro. E ha creato, sull'obelisco, anche delle mensole.
- Delle mensole? A cosa servono?
- Per metterci le lattine di birra. Leopoldo non può vivere senza. Andrò io, in giro, a raccoglierle. Posso passare a prendere quelle a casa sua, dopo? - chiede, con assoluta naturalezza.
- Sì, cer...to - farfuglio.
Esco dal negozio stranita, come un asino in mezzo ai suoni...
Cosa faccio? Chiamo i carabinieri, il bulldozer, la neuro?

Mentre bevo una Franziskaner, bella fresca, mi chiedo che fine abbia fatto Leopoldo: un omino curioso, sui cinquanta.
È timido, ma socievole. Colleziona lattine vuote di birra, soprattutto di etichetta tedesca.
È da un po' che non lo vedo girare col suo Ape Car e non lo scorgo neppure a ravanare, nei cassonetti, alla ricerca di oggetti preziosi.
Gli sarà successo qualcosa?
Vive da solo e nessuno può dare l'allarme. Anselmo, l'amico di raccatto, forse saprà qualcosa. Vado a cercarlo nel suo negozietto "Tutto a novantanove centesimi" e gli chiedo notizie di Leopoldo.
- Storia lunga - dice.
- Ha problemi? Non sta bene?
- Signora Frida, lei non conosce le fisime di Leopoldo?
- Be', colleziona lattine di birra, questa cosa mica è una fisima. Ne ho un sacchetto a casa e vorrei dirgli di passare a prenderlo.
- Non può venire, non si può muovere.
- Perché?
- La fisima è l'ara... l'arac... non so come si dice, è la paura... sì, la paura dei ragni.
- L'aracnofobia.
- Ecco, quella.
- Embé? Tante persone ce l'hanno. Che c'azzecca col muoversi? I ragni non sono per strada.
- Infatti. Il ragno era nella sua scarpa.
- Era? L'ha ammazzato?
- No, ce l'ha nei pantaloni.
- Anselmo, con queste allusioni del piffero non mi fa ridere. Io mi preoccupo per Leopoldo e lei? Dice fesserie!
- No, signora Frida, non mi permetterei mai. Il ragno è davvero lì.
- Dai, sentiamo cosa fa questo ragno nei pantaloni di Leopoldo.
Anselmo controlla un attimo i gadget consegnati prima del mio arrivo e comincia il racconto.

Qualche giorno fa, Leopoldo, dopo essersi svegliato, lavato e vestito, nel momento in cui doveva calzare le scarpe, vide nella sinistra un grosso ragno, nero e peloso. Il suo urlo fu talmente forte e spaventoso che arrivò a me, che ero nei paraggi, come una saetta. Corsi all’uscio di casa sua, per ottenere informazioni, ma non ebbi risposta. Allarmato, entrai. La porta era aperta, ha l'abitudine di non chiuderla a chiave. Vidi Leopoldo nell'atrio, vicino al mobiletto delle scarpe. Era immobile, quasi evitava di respirare. Gli chiesi cosa stesse capitando, il perché della posa da statua. Lui rispose, con un filino di voce, che doveva rimanere assolutamente fermo, altrimenti il ragno lo avrebbe punto. La creatura malefica era uscita dalla scarpa e di botto si era infilata nei pantaloni. Passeggiava sulla sua gamba sinistra. Gli suggerii di scrollarla, ma lui inorridì. In una rivista, aveva letto che, per non essere attaccati, bisognava evitare qualsiasi movimento, anche minimo. Presi le forbici, per tagliare i calzoni, ma Leopoldo mi supplicò di non farlo. Neppure gli interventi esterni erano consentiti, avrebbero spaventato l’animaletto...

A quel punto, cercai di rincuorarlo. Dissi che presto il ragno si sarebbe stancato e che avrebbe fatto un giro fuori, lasciandolo in pace.
Passarono due ore e il ragno era ancora lì. Aveva trovato il suo habitat naturale sulla gamba di Leopoldo, nella cavità sotto al ginocchio. Di uscire, non ne voleva mezza.

Leopoldo non riusciva più a tenere la posizione da statua vivente, occorreva trovare, quanto prima, una soluzione. Ci voleva un sostegno, un'impalcatura. Mi venne un lampo di genio andai a chiamare Mastro Peppe, il muratore della zona. Gli esposi velocemente la questione e il da farsi. Lui, armato di secchio, cazzuola, cemento e mattoni, si fiondò a casa di Leopoldo e iniziò i lavori. In un baleno, con mano ferma e lavoro certosino, gli costruì intorno una struttura ad hoc.
E così, Leopoldo diventava un obelisco, un'opera d'arte!

- Cosaaa? - grido e balzo in avanti.
- Stia tranquilla, signora Frida, Mastro Peppe ha pensato a tutto. L'obelisco ha una finestrella, in modo che Leopoldo possa respirare e mangiare. Poi, all’interno, per i bisogni, ha lasciato due secchi: uno avanti e uno dietro. Inoltre, sull’obelisco, ha creato pure delle mensole.
- Delle mensole? A cosa servono?
- Per metterci le lattine di birra. Leopoldo non può vivere senza. Andrò io, in giro, a raccoglierle. Posso passare a prendere quelle a casa sua, dopo? - chiede, con assoluta naturalezza.
- Sì, cer...to - farfuglio.
Esco dal negozio stranita, come un asino in mezzo ai suoni...
Cosa faccio? Chiamo i carabinieri, il bulldozer, la neuro?






Ultima modifica di FraFree il Sab Nov 20, 2021 6:17 pm - modificato 5 volte.


______________________________________________________
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati. (B. Brecht)

A digitoergosum garba questo messaggio

2Il ragno  Empty Re: Il ragno Lun Nov 01, 2021 3:55 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

horror casereccio, direi, con sfumature psi.
ben scritto e di facile lettura, con un finale simile è in grado di lasciare a bocca aperta chiunque.
sperando non ci entri un ragno.
simpatico e con buone descrizioni.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Il ragno  Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

3Il ragno  Empty Re: Il ragno Lun Nov 01, 2021 7:26 pm

FraFree

FraFree
Padawan
Padawan

@Arunachala ha scritto:horror casereccio, direi, con sfumature psi.
ben scritto e di facile lettura, con un finale simile è in grado di lasciare a bocca aperta chiunque.
sperando non ci entri un ragno.
simpatico e con buone descrizioni.
Grazie mille e per il passaggio e per il commento. 😘


______________________________________________________
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati. (B. Brecht)

4Il ragno  Empty Re: Il ragno Ven Nov 05, 2021 10:58 pm

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan

Strano racconto, che giunge con una mia personale esperienza con un ragno a letto, assolutamente recente. Non sto a raccontarla, per garbo nei confronti dei lettori. Non sto nemmeno a raccontare un fatto ecologico e politically correct. Quando l'ho trovato sotto le coperte, dopo "bugnoni" sulle gambe, ho fatto il superpredatore che è l'uomo. Triste. Pratico. Ok. L'ho raccontata. E ora, o mangio una carota e un sedano o accetto che il leone si nutre e l'uomo è quello che è. Bel racconto.

5Il ragno  Empty Re: Il ragno Sab Nov 06, 2021 3:37 pm

FraFree

FraFree
Padawan
Padawan

@digitoergosum ha scritto:Strano racconto, che giunge con una mia personale esperienza con un ragno a letto, assolutamente recente. Non sto a raccontarla, per garbo nei confronti dei lettori. Non sto nemmeno a raccontare un fatto ecologico e politically correct. Quando l'ho trovato sotto le coperte, dopo "bugnoni" sulle gambe, ho fatto il superpredatore che è l'uomo. Triste. Pratico. Ok. L'ho raccontata. E ora, o mangio una carota e un sedano o accetto che il leone si nutre e l'uomo è quello che è. Bel racconto.
Grazie mille, Digito.
 Eh, sì, i ragni non sono una dolce compagnia. 😁


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A digitoergosum garba questo messaggio

6Il ragno  Empty Re: Il ragno Sab Nov 06, 2021 9:43 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Bel racconto, davvero. E concordo col finale, ma dubbi su chi chiamare non ne avrei. Un tappezziere per gli interni e un decoratore per stucchi per gli esterni.
Scherzo, of course. Con le paure non si scherza, assolutamente, siano inconsce che derivanti da esperienze. Io, giusto per, un giorno (lavoravo il banca allo sportello) ho terminato un grosso ragno, uscito da un plico di documenti consegnati da una cliente, con un bel timbro "pagato", . Potessi replicare lo sguardo della signora, che pure dei ragni aveva il terrore! Io? Come fosse prassi normale.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

A FraFree garba questo messaggio

7Il ragno  Empty Re: Il ragno Mar Nov 09, 2021 2:34 pm

FraFree

FraFree
Padawan
Padawan

@Susanna ha scritto:Bel racconto, davvero. E concordo col finale, ma dubbi su chi chiamare non ne avrei. Un tappezziere per gli interni e un decoratore per stucchi per gli esterni.
Scherzo, of course. Con le paure non si scherza, assolutamente, siano inconsce che derivanti da esperienze. Io, giusto per, un giorno (lavoravo il banca allo sportello) ho terminato un grosso ragno, uscito da un plico di documenti consegnati da una cliente, con un bel timbro "pagato", . Potessi replicare lo sguardo della signora, che pure dei ragni aveva il terrore! Io? Come fosse prassi normale.
Grazie, Susanna, felice del gradimento. 
Tu li termini, i ragni. Io invece li accompagno gentilmente alla porta. 😁


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Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati. (B. Brecht)

8Il ragno  Empty Re: Il ragno Ven Nov 19, 2021 9:07 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ciao  @FraFree
Delizioso racconto surreale. La scrittura è scorrevole e la storia, pur nell’assurdità, cattura dall’inizio alla fine. La figura di Leopoldo che peraltro non compare mai attivamente, emerge con forza dal racconto del compagno di “raccatto” (parola che scriverei in corsivo visto che in italiano mi pare non sia un sostantivo). Anselmo rimane un personaggio meno convincente ancora più stravagante di Leopoldo ma che rimane un po’ sottotono rispetto all’amico.
Ti segnalo alcuni passaggi che mi hanno fatto inciampare

alla ricerca degli oggetti preziosi. Metterei di oggetti preziosi l’uso di “degli” non suona bene. Forse perché non ne hai parla prima (degli oggetti preziosi) 


 Anselmo, l'amico di raccatto, forse saprà qualcosa. Vado a cercare Anselmo nel suo negozietto "Tutto a 99 centesimi" e chiedo nuove di Leopoldo.

Anselmo, l’amico di raccatto, forse saprà qualcosa. Vado a cercarlo nel suo negozietto "Tutto a novantanove centesimi” e gli
chiedo notizie di Leopoldo.


Anselmo, con queste allusioni del piffero non mi fai ridere. Io mi preoccupo per Leopoldo e tu? Dici stronzate!
- No, signora Frida, non mi permetterei mai. Il ragno è davvero lì.

Questa parte del dialogo non suona bene. L’accattone o robivecchie Anselmo continua a dare del lei alla signora Frida e lei gli risponde con un linguaggio non proprio da signora e una “confidenza” che non si amalgama con il tenore del dialogo tra i due fino a quel momento.


Tre giorni fa, Leopoldo si sveglia etc.


Dopo aver letto tre giorni fa mi sarei aspettata un tempo passato remoto (però potrebbe essere una forma dialettale anche se stona un po’ rispetto a come hai fatto parlare, fino a questo momento, Anselmo.)


un obelisco, un'opera d'arte!»


Qui ci sono delle caporali di chiusura (che non hai usato altrove) e mancano quelle di apertura.


Esco dal negozio stranita, come un asino in mezzo ai suoni...

Anche qui, secondo me, un asino in mezzo ai suoni lo metterei in corsivo oppure tra virgolette.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

9Il ragno  Empty Re: Il ragno Ven Nov 19, 2021 11:52 am

Mac


Viandante
Viandante

@FraFree ha scritto:

Mentre bevo una Franziskaner, bella fresca, mi chiedo che fine abbia fatto Leopoldo: un omino curioso sui cinquanta. È timido, ma socievole. Colleziona lattine vuote di birra, soprattutto di etichetta tedesca.
È da un po' che non lo vedo girare col suo Apecar e non lo scorgo neppure a ravanare nei cassonetti alla ricerca degli oggetti preziosi.
Gli sarà successo qualcosa?
Vive da solo e nessuno può dare l'allarme. Anselmo, l'amico di raccatto, forse saprà qualcosa. Vado a cercare Anselmo nel suo negozietto "Tutto a 99 centesimi" e chiedo nuove di Leopoldo.
- Storia lunga - dice.
- Ha problemi? Non sta bene?
- Signora Frida, lei non conosce le fisime di Leopoldo?
- Be', colleziona lattine di birra, questa cosa mica è una fisima. Ne ho un sacchetto a casa e vorrei dirgli di passare a prenderlo.
- Non può venire, non si può muovere.
- Perché?
- La fisima è l'ara... l'arac... non so come si dice, è la paura... sì, la paura dei ragni.
- L'aracnofobia.
- Ecco, quella.
- Embé? Tante persone ce l'hanno. Che c'azzecca col muoversi? I ragni non sono per strada.
- Infatti. Il ragno era nella sua scarpa.
- Era? L'ha ammazzato?
- No, ce l'ha nei pantaloni.
- Anselmo, con queste allusioni del piffero non mi fai ridere. Io mi preoccupo per Leopoldo e tu? Dici stronzate!
- No, signora Frida, non mi permetterei mai. Il ragno è davvero lì.
- Dai, sentiamo cosa fa questo ragno nei pantaloni di Leopoldo.
Anselmo controlla un attimo i gadget consegnati prima del mio arrivo e comincia il racconto.


«Tre giorni fa, Leopoldo si sveglia e dopo essersi lavato e vestito, nel momento in cui deve calzare le scarpe, vede nella sinistra un grosso ragno nero e peloso. Il suo urlo è talmente forte e spaventoso che arriva a me, che sono nei paraggi, come una saetta. Corro alla porta di casa sua e chiedo cosa succede, ma non ricevo risposta. Allarmato, entro. La porta è aperta, ha l'abitudine di non chiuderla a chiave. Vedo Leopoldo nell'atrio, vicino al mobiletto delle scarpe. È immobile, quasi evita di respirare.
- Ma che succede? Perché rimani come una statua?
Mi dice, con un filino di voce, che deve stare assolutamente fermo, altrimenti il ragno lo punge. La creatura malefica è uscita dalla scarpa e in un baleno si è infilata nei pantaloni. Passeggia sulla sua gamba sinistra. Gli suggerisco di scrollare la gamba, ma lui inorridisce. Ha letto in una rivista che, per non essere attaccati, bisogna evitare qualsiasi movimento, anche minimo. Prendo le forbici per tagliare i calzoni, ma Leopoldo mi supplica di non farlo. Neppure gli interventi esterni sono consentiti, il ragno si spaventa.
- Tra un po' si stancherà e andrà a fare un giretto fuori - lo rincuoro.
Passano due ore e il ragno è ancora lì. Pare abbia trovato il suo habitat naturale sulla gamba di Leopoldo, nella cavità sotto al ginocchio. Di uscire non ne vuole mezza. Leopoldo non riesce più a tenere la posizione da statua vivente, bisogna trovare una soluzione al più presto. Occorre un sostegno, un'impalcatura. Un lampo di genio e vado a chiamare Mastro Peppe, il muratore della zona. Armato di secchio, cazzuola, cemento e mattoni, Mastro Peppe si fionda a casa di Leopoldo. Con mano ferma e lavoro certosino gli costruisce intorno una struttura ad hoc.
Così, Leopoldo diventa un obelisco, un'opera d'arte!»


- Cosaaa? - grido e balzo in avanti.
- Stia tranquilla, signora Frida, Mastro Peppe ha pensato a tutto: l'obelisco ha una finestrella in modo che Leopoldo possa respirare e mangiare. Inoltre, ha lasciato all'interno due secchi per i bisogni, uno avanti e uno dietro. E ha creato, sull'obelisco, anche delle mensole.
- Delle mensole? A cosa servono?
- Per metterci le lattine di birra. Leopoldo non può vivere senza. Andrò io, in giro, a raccoglierle. Posso passare a prendere quelle a casa sua, dopo? - chiede, con assoluta naturalezza.
- Sì, cer...to - farfuglio.
Esco dal negozio stranita, come un asino in mezzo ai suoni...
Cosa faccio? Chiamo i carabinieri, il bulldozer, la neuro?

Ciao FraFree,
Il racconto pubblicato è carino, scorrevole e simpatico.
Alcune cose te le ha segnalate già Petunia, aggiungo:
- Ape Car (si scrive staccato)
- nell'inciso in cui Anselmo racconta l'antefatto usi sia il discorso diretto che indiretto. Io uniformerei scegliendo uno o l'altro.

I personaggi sono curiosi potresti usarli per altri racconti tipo "Le avventure di Leopoldo e Anselmo".
Alla prossima lettura

10Il ragno  Empty Re: Il ragno Sab Nov 20, 2021 11:18 am

FraFree

FraFree
Padawan
Padawan

Ringrazio Petunia e Mac per il passaggio e per le osservazioni che trovo giuste. Appena ho un po' di tempo lo sistemo.
Grazie ancora.


______________________________________________________
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati. (B. Brecht)

11Il ragno  Empty Re: Il ragno Sab Nov 20, 2021 6:10 pm

FraFree

FraFree
Padawan
Padawan

L'ho modificato seguendo i consigli di Petunia e Mac. La prima versione è sotto spoiler.


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A Petunia e Mac garba questo messaggio

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