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Il ballo de' debuttanti

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1Il ballo de' debuttanti Empty Il ballo de' debuttanti Dom Ott 03, 2021 3:45 pm

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Le biotelecamere svolazzavano attorno ad una figura magra, avvolta da una tunica il cui colore indefinibile creava l’illusione di un tessuto impalpabile.
Accanto a lei un’altra figura, piccola e grassottella: le sfumature gialle e verdi della sua tunica, sulle app sensoriali dei “tallonatori” più danarosi, avrebbero reso percepibile il profumo e il sapore rinfrescanti di menta e limone.
La Seppellitrice e il Cuoco finalmente si palesavano.
Le loro voci sarebbero diventate la colonna sonora per le poche immagini promesse, e quindi da non perdere, costasse pure una quantità di crediti che molti avevano definito oscena.
Un’abile regia trasmise agli utenti in linea sui neurosocial visioni sfumate delle figure e al contempo immagini vivide e tridimensionali della sala in cui, di lì a poche ore, si sarebbe tenuto il Ballo de’ Debuttanti.
La sala era l’esatta riproduzione, reale e non creata al computer, della sala da ballo di un piccolo castello francese. Anche il castello era stato fedelmente riprodotto e altre telecamere lo stavano riprendendo dall’esterno, circondato da rigogliose palme da datteri e vigneti dalle dimensioni inusitate; piccoli stagni e un ruscello delimitato da cespugli fioriti facevano da cornice a piccoli villaggi e grandi serre che si intravedevano in lontananza.
Idilliaco e reale.
Un’enorme oasi in un deserto che ormai stava scomparendo: l’emirato di Jabolah, uno dei tre emirati segreti, sconosciuti al mondo, che prosperavano sui territori dell’Emirato di Abu Dhabi. Prigioni dorate per le figlie dell’Emiro Reale Humaid al-Quashat.
Ma agli utenti poco interessava l’ubicazione di tutta quella opulenza, per molti frutto di illusioni informatiche: la curiosità era tutta per la sala da Ballo, di lì a poco a disposizione dei soli invitati.
Per il resto del mondo, solo il ricordo della sala: impossibile registrare il video, che sarebbe stato inesorabilmente cancellato pochi minuti dopo il termine del collegamento. Troppo poco anche solo per fantasticare su un evento così misterioso.
La sala non era molto grande eppure pareva enorme: grandi finestre davano su un giardino lussureggiante, armonioso, inselvatichito ad arte; tendaggi di seta leggera giocavano con la luce abbagliante del sole. Pesanti arazzi erano appesi alle spalle di eleganti divanetti e poltrone dall’aria comoda, separati da piante rigogliose e da piccoli tavolini su cui facevano bella mostra delicati vasi di rose e peonie.
Grandi lampadari pendevano dal soffitto a cassettoni: le migliaia di gocce di cristallo quella sera avrebbero creato giochi di luce con tutti i colori dell’arcobaleno.
Ad un lato della sala tutto era pronto per l’orchestra, vera e non sofisticati ologrammi: strumenti anch’essi originali, anacronistici spartiti di carta, poltroncine di velluto. All’altra estremità, un lungo tavolo attorno al quale si stavano affaccendando camerieri e cuochi: il buffet sarebbe stato speciale, cibi cucinati con cura e con materie prime vere, niente chimica, frutta maturata al sole e non in serre ipertecnologiche.
La figura magra, la Seppellitrice, seppur consapevole che il mondo la stava morbosamente osservando, recitando una parte accuratamente studiata, improvvisamente perse ogni leggiadria e il Cuoco le avrebbe fatto da spalla, come da copione.
Se avessero rispettato il copione.
«Cuoco maledetto da tre generazioni, a che punto sei con il buffet? Pensi di avere ancora una settimana di fottuto tempo a diposizione per i tuoi pasticcini, tartine... e quelle cose mollicce...»
«Lasagne, con ragù di carne vera. Ricetta italiana, originale.»
«...e per quel piscio di gatto che chiami cocktail all’idea di champagne?»
«Oh, la Seppellitrice si è rianimata storta stamattina! È tutto pronto, Sep, in cucina si stanno persino annoiando. Menu ad hoc per ogni invitato! Bazzecole, se pensavi di mettermi in difficoltà, donna. In futuro, debuttanti più di classe, se ti riesce!»
«Che cuoco lamentoso! Il formaggio non è stagionato, le verdure non sono croccanti, le uova non sono di galline felici... stronzate a cento alla volta! Come le tue ricette di due secoli fa! Ma che differenza pensi che faccia? Dimmelo.»
«Ogni volta la stessa storia! A proposito, hai aggiornato le disposizioni per il tuo funerale? Il menu è sempre il solito? E la sala?»
Una grassa risata fece ballonzolare la pancia del Cuoco.
«Cuoco dalle palle disperse in guerra, la sala da ballo è pronta da tre giorni, l’orchestra sta provando e riprovando musiche che mi fanno digrignare i denti. Gli abiti sono pronti, e i falegnami hanno lucidato le bare che ci potresti pure pattinare sopra! Per non parlare del resto! Direi che stavolta ho superato me stessa, considerando l’accozzaglia di debuttanti che hanno prenotato. Ma per lo spettacolo, questo e altro.»
«Quindi, pallida lapide mia, perché stiamo discutendo, dico io... Opss! Siamo già on line sui neurosocial, mia cara! Ma che sbadato!»
«Cuoco, che ne diresti di...?»
«Dici che è ora? Ma sì, dai, così questi frustrati mentecatti avranno qualcosa con cui tenere in vita, si fa per dire e speriamo per poco, il... bah... cervello non saprei se sia il temine esatto. E allora, diamoci dentro, Seppellitrice, un giorno di gloria poi tutto sarà solo storia. E voi non ci vedrete mai più, ma saremo spesso nei vostri pensieri, da oggi in poi. Promesso.»
Lo sguardo catturato dalla sua biotelecamera era perfido e non costruito, fuori copione.
Gli utenti in linea trattennero il fiato: il Cuoco ma soprattutto la Seppellitrice erano usciti allo scoperto. Una sola volta, poi sarebbero tornati nell’ombra, indifferenti a offese, critiche e giudizi. Come sempre.
 
«Cari de-trattori e de-trattrici, che il lavoro sia con voi! Se solo conosceste qualche parola in più di quella che usate per i vostri odiosi, beceri e inutili neuropost, non ridereste tanto, pensando a qualche nuovo nickgeneral dietro cui nascondersi: avreste capito che l’unica vostra utilità per la parte nobile della società, di cui ovviamente non fate parte, sarebbe quella di andare a lavorare nei campi. Come mezzi agricoli. Preistorici ovviamente: vanghe, badili, zappe. Nel Nuovo Deserto Verde c’è bisogno di voi.»
«Che fai, Cuoco, il procacciatore di mano d’opera?»
«No, dispenso verità. Con quei bei dentoni all’ultima moda che si trovano - sembrate dei castori omg - e con quelle unghie così laccate che potrebbero falciare, per non parlare di tutti quegli inutili muscoli, là fuori darebbero un senso alla vita, non credi? Alla nostra, intendo.»
Il Cuoco si allontana, soddisfatto e ballonzolante.
«Da un paio d’anni vi state chiedendo - prosegue la Seppellitrice - senza ottenere risposte intelligenti da chicchessia, cosa ci fanno un cuoco e un impresario di pompe funebri nel più piccolo degli Emirati Arabi Uniti, di cui non trovereste comunque traccia: ufficialmente non esistiamo. Siamo solo un’oasi nel deserto, un deserto che ancora galleggia sul petrolio, nonostante le previsioni catastrofiche del secolo scorso. Noi ce ne stiamo qui semplicemente per due motivi, ma anche tre: fare i soldi, pagare poche tasse e toglierci qualche soddisfazione. Io, la Seppellitrice, anche per ripicca.»
Il cuoco torna porgendole una coppa di una bevanda dal colore iridescente.
«Che l’abbiate capito è palese: l’invidia che trasuda dalle vostre tastiere virtuali, la si tocca con mano. I soldi, pensate - parola grossa - solo ai soldi che stiamo facendo a palate... e che palate! A come li spendiamo e a come li spendereste voi. E ci calunniate. Termine antico: stolti. Chi paga fior di crediti per le view dei concerti - falsi - dei vostri idoli? Voi. Chi compra magliette con le tette in rilevo delle vostre pornostar preferite? Chi compra creme che cementano le rughe? Sempre voi. E i viaggi estremi, dove il pericolo più grande è che vi perdano le valigie stracolme di credulità? Sempre voi. Voi pagate, noi incassiamo, voi ci criticate. Salvo poi, quando riuscite a diventare altrettanto ricchi, seppellire l’ipocrisia di un enorme godimento con donazioni, un po’ di carità ben pubblicizzata. Il tutto mentre il saldo dei vostri conti vi procura orgasmi multipli.»
La Seppellitrice pare annoiata, se ne rimane alla finestra.
«Passiamo oltre, questa era solo un piccolo antipasto del nostro disgusto per voi. Chi siamo, cosa facciamo... ah, quello che il sacro web dice, verità è. Anche quando dice bugie. A noi piacciono le parole antiche.
Io ad esempio sono davvero un cuoco. Incompreso. Mandavo avanti un localino in un posto disgraziato, cibo vero, niente chimica, per molti schifoso, ma qualche ologramma di micro porzioni per conti stratosferici e non sapevo più dove mettere i clienti. Lista d’attesa annuale. Finché, nel 2130, il mai estinto uomo delle tasse volle sapere perché non le pagavo le tasse, anzi come, curiosamente, riuscivo a non pagarle.
A parte che non erano affari suoi, evitai di rispondere e accettai l’ospitalità della qui presente Seppellitrice e ci mettemmo in affari. Sporchi, ma sempre affari. E tu Sep, cosa vuoi confessare al mondo?»
«Allora chi sono, cosa faccio... bla bla bla... chissà se poi sarà vero? Decimo frutto dei lombi di mio padre con la decima moglie, sfortuna volle che fossi femmina.
Per il Grande Capo Supremo degli Emirati Arabi un’onta, tradito dal suo stesso seme, così prezioso e infallibile. Quasi. Appurato che non c’erano dubbi sulla paternità, mi relegò in uno degli Emirati, Ajman, sotto falso nome ovviamente. Il mondo proprio non riesce a progredire: un continuo Medio Evo per certe questioni. Il petrolio su cui galleggiano gli emiri ha fatto miracoli, per certi versi, hanno pure una piccola colonia sulla Luna per le emergenze, prestigiose Università, ma per il resto... per noi donne nobili ancora Medio Evo.
Comunque, compreso chi ero, mi impegnai molto a crescere perfida, eterna bastian contraria, irriverente, indisciplinata, profittatrice. Sfruttai le paure di chi doveva mantenermi invisibile e trovai modo di entrare nel Sacro Mondo di Internet e feci filtrare qualche notizia, annegata nei dati delle produzioni di datteri e della pesca.
Alla fine ebbi quello che volevo: un pezzetto di deserto mio e tanto, tanto denaro per indurmi al silenzio. Libera no, questa è una prigione dorata, ma... giusto per fare dispetto a mio padre, a parte il far prosperare il mio piccolo regno, purtroppo non riconosciuto ufficialmente, scelsi di “lavorare”, e di fare un lavoro schifoso, di prerogativa maschile.
Un termine arcaico mi definirebbe becchino, ma Seppellitrice è più evocativo.»
I due ora puntano virtualmente agli occhi dei collegati, passandosi abilmente la palla.
«Quanto ci avete criticato, per il Ballo de’ debuttanti! Che doveva rimanere segreto, se non fosse stato per un cliente pentito, un vigliacco di prima qualità. Beh, poi è tornato sui suoi passi, ma ormai... Quindi eccoci qui.
Allora, il Ballo. Debuttanti! Siamo tutti debuttanti, la prima volta che facciamo qualcosa: la prima scopata, il primo matrimonio e il primo divorzio, le prime tette finte... ehi, Seppellitrice, ti ricordi il tuo primo morto da preparare? Povero stomaco!»
«Noi due ci occupiamo della vostra prima morte, che poi sarebbe anche l’ultima, visto che -detto tra noi - non siamo poi tanto sicuri che ne vorreste una seconda.»
«La morte! L’unica certezza che abbiamo nella vita, sia pure con le aleatorietà del quando, dove e come, e la temete. Noi, per esempio, temiamo più la vita, con tutte le incognite che ci aspettano al varco. Comunque, facciamo il possibile perché questo vostro debutto sia memorabile.»
«La morte è ancora un tabù, in tanti scegliete di prolungare la vita fino agli estremi, rinsecchiti, pieni di tubicini e imbottiti di farmaci di cui preferite non sapere nulla. Anni inutili, credetemi.
Ma la morte quanto ancora vi sgomenta! Non il dopo, lì ognuno la immagina come vuole, se sapeste le confidenze che mi fanno i clienti, ma l’appena prima... il momento in cui si ha la consapevolezza che tutto sta per finire, questo non tutti sono in grado di immaginarlo o di viverlo consapevolmente, appunto.»
«Noi ci occupiamo di questo, delle poche ore prima e le rendiamo memorabili, per quel poco di memoria che vi rimarrà. Inutile? Penoso? Pietoso? Perverso? A noi, francamente, non interessano le ragioni dei clienti. Pagano per le loro scelte.
Attenzione, giusto per risparmiarvi l’energia di inutili commenti, vi porto nello sconosciuto mondo della serietà: l’eutanasia, quella che finalmente è stata accettata più o meno dappertutto, è altra cosa e altri se ne occupano. Sia chiaro.
Noi organizziamo la parte ludica della dipartita di chi, costosamente, pensa di beffeggiare la morte, di cui però - ve lo assicuro - ne ha il terrore. Malati di troppa vita.»
Il Cuoco si avvicina al grande tavolo, ormai pronto per il banchetto.
«Ah, e quante pretese! Ma chi entrerà in sala, stasera, se lo può permettere. Può permettersi un momento un po’ perverso, a volte liberatorio. E se pensate che sono tutte persone che nella vita hanno potuto avere tutto quello che desideravano, anche il proibito, beh questo dovrebbe farvi capire quanto l’essere umano sia patetico e incontentabile.»
«E non ci sono solo vecchi che stanno su sedie levitanti o praticamente tenuti in piedi da aitanti infermieri, ma anche giovani che nella vita non trovano nulla di vivibile. Niente ponti, auto lanciate contro muri: un bel sonno, pulito e senza ripensamenti.»
«Qui, nel mio piccolo regno, nessuna legge lo proibisce. Bene, tra poco la sala si riempirà di musica, di profumi. Purtroppo, i debuttanti di stasera, o la maggior parte di loro, non godono di buona salute, ma truccatori e sarti sanno fare piccoli miracoli: le dame faranno il loro ingresso, a piedi se ce la fanno, poveracce, altrimenti abbiamo provveduto in merito, agghindate con abiti favolosi, bianchi per una verginità perduta e rifatta. Pizzi, sete, cristalli: fogge ormai dimenticate riprendono vita. Non indosserei mai nulla di simile, ma pare sia un’antica tradizione.»
«Gli uomini avranno compagne con cui rifarsi gli occhi e da palpare, volendo anche un po’ si sano sesso tradizionale, se ce la fanno. Quei valzer così stucchevoli stordiranno tutti, il buon cibo satollerà stomaci fragili, vini pregiati e champagne completeranno l’opera. Beh, vi risparmio la nottata: il personale avrà molto da fare. Lavoro sporco, in tutti i sensi.
Io riposerò. Nei prossimi giorni avrò molto da fare: “ogni morto la sua morte” è il mio motto. Perché tutti, ma proprio tutti, per il dopo, voglio rispettare i sacri riti della loro religione. Se non ne hanno una, scelta o imposta, finiscono per aggregarsi a quelle che propongo in catalogo.
Lo so, ora direte che sono spregevole, irrispettosa, che per denaro sono disposta a calpestare l’incalpestabile. La cosa non mi tange. IO mi occupo di cose che oggi nessuno vuole più fare: mi occupo di corpi inanimati, che puzzano, che si stanno decomponendo... vanno lavati, vestiti, resi presentabili. Volete dettagli? Non credo. Sono disgustosi momenti privati.»
 
La donna si avvicina alla tavola riccamente imbandita.
«Il buffet è opera del Cuoco: non è vero che non sa cucinare. Dategli gli ingredienti giusti e non vorreste più alzarvi da tavola. Solo ricette antiche, tipo 1900 o giù di lì: da piangere, ve l’assicuro. È talmente bravo che riesce a cucinare pappette e roba del genere per i debuttanti più decrepiti e farli assomigliare a piatti veri. O forse sono davvero quel che sembrano: che male può fare un po’ di cibo vero a uno che ha già il piede nel crematorio?»
«Alla fine tutti saranno satolli, ubriachi persi e trovati, avranno male ai piedi per il troppo ballare, qualcuno si farà anche l’ultima scopata nel guardaroba - un grande classico, sempre in voga - e poi si ritireranno nelle loro stanze, anzi nelle sale preparate per i vari rituali. E io sarò soddisfatto, ancora una volta.»
«Ecco, questa è stata la mia grande sfida! Recuperare la memoria dei vari rituali, segreti ben custoditi dopo il veto mondiale, a seguito delle ultime due pandemie, di celebrare funerali tradizionali. Cremazioni e basta.
Vi vedo già allontanare i biovideineurali, schifati dall’argomento, di qui peraltro non sapete nulla, ignoranti come siete: tranquilli! Tanto non ci crederete, ma vi posso assicurare che quella demenziale storia che “maneggiare” i morti potesse portare a contagi e a nuove malattie è appunto demenziale. Certo bisogna stare molto attenti, io ne so qualcosa, ma si sopravvive.»
La Seppellitrice, con aria noncurante, si avvicina ad un arazzo, che cela una collezione di libri antichi, odorosi di inchiostro e carta.
«Mentre il Cuoco recuperava in giro per il mondo, ricette e piantine di erbe varie, io pagavo e ottenevo informazioni. Pagavo e trovavo gente disposta a lavorare per me. Riti cattolici, ebraici, isalmici... l’elenco sarebbe lungo, ma se potete permettervi il prezzo, al vostro ballo seguirebbe una bella cerimonia funebre come il dio in cui credete comanda.
Ormai non è più un segreto, ma, domani, tutti fingeranno di non saperne nulla, anche questo videopost sarà tacciato di essere falso, ma francamente... Francamente, siamo più ricchi di un paio di milioni di crediti, al netto delle tasse che pagheremo all’emiro, alle spese vive e morte, quindi che ci crediate o meno, poco mi importa.»
«Ora, se permettere, dobbiamo andare. Potevamo raccontarvi altro, vi immaginiamo speranzosi per qualche dettaglio macabro, proibito, raccapricciante ma che la frustrazione sia con voi. È quello che volevamo, dopo tanto massacro mediatico. Senza sovraprezzo, avrete comunque qualche buon incubo per passare la notte. Di questo, statene certi. Buona morte a tutti.»
Il collegamento si interrompe. Niente titoli di coda e niente contatti, solo qualche secondo di una musica struggente e al contempo inquietante.

2Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Mer Ott 06, 2021 10:55 pm

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao Penna.

Di solito sorvolo su certe cose perché proprio non ci faccio caso, però questa volta ho notato un uso poco curato del linguaggio. Già dalle prime righe ci sono assonanze: indefinibile/impagabile, poi più avanti gloria/storia, e altre. Opss e omg al posto di oops/o-ops e OGM te li segnalo ma li considero refusi. Anche i tempi verbali mi lasciano perplesso, a volte faccio fatica a seguire la catena degli eventi tra trapassati e condizionali passati ma potrebbe essere un mio limite. È invece sicuramente sbagliato il passaggio della parte narrata da passato a presente.
Il testo è ricco di particolari nella parte iniziale senza dialoghi e poi prosegue quasi come se fosse un copione teatrale. L'assenza di descrizioni rende però la scena statica, immagino i due personaggi praticamente immobili.
Non essendoci elementi fantasy deduco che si tratti di un pamphlet. Questo spiega perché i due personaggi parlano e parlano di questo ballo che però non arriva mai se non alla fine, quando il collegamento si interrompe. L'intento polemico o satirico faccio fatica a coglierlo perché davvero i due personaggi parlano della qualunque senza approfondire nulla. È invece centrato uno dei punti chiave del pamphlet, ossia che lo scritto non cerca un dialogo col lettore ma presenta le opinioni come verità indiscutibili.
La sala da ballo c'è, lo spazio sono gli Emirati, il tempo è il XXII secolo, ci sono entrambi i personaggi.

Grazie e alla prossima.


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3Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Ven Ott 08, 2021 11:26 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Non so. La struttura del racconto, in parte demandata al narratore e in parte ai dialoghi non mi ė piaciuta tanto. Nonostante la buona scrittura, ho trovato faticoso leggere e non troppo convincenti le argomentazioni. A un tratto ho pensato di trovarmi di fronte a un racconto fusion di generi e di personaggi. Certo, con i paletti di questo step, mi aspettavo di trovare qualche proposta che unisse personaggi e generi, ma come sempre fare un’operazione di questo tipo presenta dei rischi.
In particolare per essere un pamphlet non trovo appropriato l’inserimento del dialogo e anche l’impostazione generale. Il “mondo” che proponi sono a malapena riuscita a intravederlo senza potermene fare una immagine che mi ci facesse entrare appieno. Sono rimasta al bordo a osservare un po’ annoiata. Mi spiace.


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Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

4Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Ven Ott 08, 2021 2:03 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Questa idea a me è piaciuta parecchio, la critica alla vacuità dei tempi, alla spettacolarizzazione di tutto, anche dell'ultimo attimo. Ho gradito pure il disprezzo non trovo velato verso l'umanità, i suoi difetti, le sue ipocrisie, anche i suoi finti moralismi.
Purtroppo però la resa non è all'altezza dell'idea. Mi pare che l'assemblaggio non sia ben organico.
È uno scritto dissacratorio, un pamphlet, eppure all'inizio eccedi in una descrizione eccessiva e minuziosa che forse è fuori luogo. Anche il linguaggio colorito dei protagonisti nella prima parte mi sembra esagerato e troppo calcato.
Ripeto, la sensazione che ho non è assolutamente negativa, però una presentazione più precisa, meno confusionaria, avrebbe aiutato il lettore ad assaporare in modo completo il racconto.
Perché di spunti interessanti ce ne sono.

5Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Ven Ott 08, 2021 3:12 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Parto da una premessa, ovvero che in tutta onestà ancora adesso non ho ben chiaro quanto possa rientrare nel genere pamphlet.
Questo perché, atteso che qui non siamo sicuramente nel genere fantasy, il testo che ho di fronte non può che essere un pamphlet ma se da un certo punto in poi riesco a ritrovarmici, la lunga premessa iniziale, la presentazione dettagliata della scena in cui si svolge l'azione, fatico a inserirla nel genere.
Detto questo, altrettanto onestamente devo dirti che dopo tre tentativi di leggere a video il racconto (come faccio abitualmente) mi sono trovato costretto a stamparlo e a leggerlo su pagina: questo per dire che la lettura del racconto mi è risultata ostica e di non facile comprensione e lo rimane anche ora che sto commentando.
Intuisco l'obiettivo del tuo racconto, fatico a comprendere la strada tortuosa cui l'hai affidato.
In merito alla scrittura c'è qualche piccolo refuso non particolarmente grave mentre segnalo un errore da penna rossa:

Vi vedo già allontanare i biovideineurali, schifati dall’argomento, di qui peraltro non sapete nulla, ignoranti come siete

6Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Ven Ott 08, 2021 5:03 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Ci sono delle idee molto interessanti ma che mi sembra tu abbia lasciato solo a metà. La scrittura è ottima e leggerlo non è stato difficile. Mi è difficile classificarlo come pamphlet ma come dico sempre qualcuno l'ha accettato quindi ci dovrebbe stare. Però i dialoghi in un pamphlet che ci stanno a  fare?
Va bene come racconto e con quelle ottime idee e basta.

7Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Dom Ott 10, 2021 2:21 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Trovo in questo racconto una forte dicotomia tra idea di fondo e risultato finale.
Ho faticato a capire il senso della storia, cioè bisogna arrivare fino veramente alla fine per capire che il nocciolo della questione è la proibizione dei funerali per colpa delle pandemie.
Il problema è che per arrivare a questo si parte dall'alba dei tempi delle storie dei due protagonisti e quindi ci si ritrova con una mole di informazioni a tratti troppo ampia.
La minuziosa e dettagliatissima descrizione iniziale, in questo, non aiuta.

Parlando dei due personaggi: l'idea di fondo era anche qui interessante, la realizzazione però mi lascia freddino (di nuovo questa freddura, ach!).
La loro interazione iniziale è infarcita di disprezzo costruito, come appunto tra due youtuber che simulino di detestarsi a vicenda, per poi virare in una comunione d'intenti nella ampia seconda parte, nella quale si arriva, concetto dopo concetto, a capire di cosa stiamo parlando in questa bizzarra diretta streaming.

Il finale è, anche qui, tanto carico di cose, dai riti religiosi alle ultime follie pre-morte, ai dettagli macabri sulla preparazione dei cadaveri che ne seguirà. Senza che il lettore riesca a focalizzarsi bene su quale sia il punto vero della vicenda.
C'è persino (ma non è un difetto) l'attenzione smaniosa che i due personaggi pongono agli haters, al fatto di essere odiati per ciò che fanno, e anche questo argomento permea continuamente lo scritto, aggiungendo un ulteriore tema al calderone.

Insomma, non so come hai fatto a concentrare così tanta roba in 18k caratteri, però tanto di cappello.
Il rischio è, e lo vedo in parte concretizzato, che ne venga fuori una massa di concetti, descrizioni, temi e immagini che alla fine poco lasciano al lettore al termine di tutto. Più confusione, ecco, che non l'inquietudine o la morbosa curiosità evocate dalla Seppellitrice nella battute finali.
Di quest'ultima resta il carattere forte e avvelenato, va detto.

C'era forse un unico modo per far sì che questo decalogo di cose funzionasse a dovere, ed era scriverlo con uno stile dalla brillantezza impeccabile.
Ecco, se Cuoco e Seppellitrice avessero bucato lo schermo, dato vita a un duetto memorabile, allora tutto avrebbe potuto funzionare meglio e, magari, dare una botta incredibile al testo, farlo schizzare in alto.
Purtroppo lo stile che ho trovato, come i dialoghi, è troppo ingessato in quello del pamphlet arcaico e non rende giustizia al potenziale esplosivo, caustico, dei due personaggi.

Ci sono diversi refusi, ma sono tutti curiosamente concentrati nel finale.

Hai avuto un'idea molto molto interessante, ma anche tanto ambiziosa.

8Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Lun Ott 11, 2021 11:42 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Ho smesso di pormi il problema del genere e dei paletti dal secondo step, quindi anche ora mi asterrò da qualsivoglia commento in merito. Diciamo che questo è un pamphlet a flussi incrociati, ma come ci insegnano i Ghostbusters incrociare i flussi non è una buona idea. Questo testo è decisamente ambizioso, pregno di denuncia (su temi attualissimi), ma al contempo un po' confuso, ecco. Mi è piaciuta moltissimo l'idea, infarcita di elementi fantascientifici e distopici affascinanti, mi è piaciuta molto la seppellitrice, meno il cuoco, la cui storia, in confronto a quella della socia, è decisamente più piatta. Un ultimo appunto sulla scrittura e allo stile, che ho trovato buoni, ma poco pertinenti, che mal si attanagliavano non tanto all'argomento trattato, ma alle "voci" dei protagonisti e soprattutto al mezzo che stanno usando per comunicare. È pur sempre un social, il linguaggio usato conta.
A rileggerci!

9Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Gio Ott 14, 2021 3:39 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Non sono esperto di fantasy ma non credo che voglia dire idee a valanga a ruota libera. Le idee ci sono ma quello che manca in questa storia è un po’ di ordine. Confesso che non ho capito molto e che ho fatto una certa fatica ad arrivare alla fine. Con una maggiore autodisciplina nella scrittura credo che ne sarebbe venuta fuori una storia più godibile.
Se poi si vuole condire il fantasy con una sottile ironia (che in alcuni passaggi è presente) eviterei l’uso di espressioni poco funzionali come: “Cuoco dalle palle disperse in guerra” e “pallida lapide mia”. Anche nei paletti della prova sarebbe stato preferibile una scelta più mirata. Qui abbiamo fin troppo: il cuoco insieme alla impresaria di pompe funebri e il genere fantasy con molti passaggi che ricordano il pamphlet.  

10Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Sab Ott 16, 2021 5:25 pm

SuperGric

SuperGric
Younglings
Younglings
Purtroppo non posso dire che il pezzo mi sia piaciuto, mi dispiace. Quando capita di aver voglia di andare avanti e saltare qualche riga per finire prima e capire dove il tutto vuole andare a parare non è un buon segno. Ho faticato anche a comprendere il ballo: debuttanti di cosa? della propria morte mi pare di aver capito (i partecipanti sono tutti malati terminali), ma non ne sono sicuro. E neanche ho capito perché debba attirare tanta attenzione da parte dei neurosocial. 
Il passaggio dalla parte descrittiva al dialogo (copione?) è stato troppo netto, senza continuità come si trattasse di due scritti distinti e mi ha un po’ spiazzato. L’ironia c’è, ma su temi attuali (le galline felici, la fine del petrolio, l’eutanasia, i funerali vietati per via della pandemia), e ciò ha reso ancora meno credibile ai miei occhi lo scritto. Comunque chi partecipa, si butta e si espone con uno scritto ha sempre la mia ammirazione dunque comunque grazie.

11Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Sab Ott 16, 2021 11:05 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Davvero, senza polemiche e senza creare casi diplomatici, però io  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] starei attento a dire con un intervento di moderazione che i paletti ci sono tutti e sta a noi scovarli. Mi sembra una cosa abbastanza paracula.
Questo non è un fantasy, lo sai tu, lo so io e lo sa l'Autore e pure chiunque lo legge. Questo è evidente.
Non mi si venga a dire però, per carità divina, nemmeno che sia un pamphlet, perché altrimenti sarebbe più carino metterci la faccia e dirci perché.
Già ho sorvolato nell'altro racconto che un fantasy non è. Questo forse è il tentativo di un Autore che non aveva idea di cosa fosse un pamphlet di scriverne uno, il che è anche apprezzabile sicuramente. Probabilmente l'Autore ha scritto un racconto e ha pensato che potesse rientrare nel pamphlet utilizzando quelle caratteristiche che ci eravamo detti; eppure io avevo cercato di mettervi in guardia sul fatto che non dovevate scrivere "un racconto di genere pamphlet" (che, appunto, non è concepibile).
Mi sa che qui è successo questo.
Pacifico che non rientra in nessuno dei due generi nemmeno per commistione, mi chiedo che motivo ci sia di fare un intervento di moderazione per dire che i paletti ci sono tutti e dobbiamo trovarli noi, quando è evidente che qui difetti il requisito del genere e non lo troviamo nemmeno tra dieci anni.

Ora, siccome il mio intento è essere utile all'Autore, devo dirti che hai osato un po' troppo per un contest veloce come Dt, come ti sarai accorto dai commenti precedenti. Non è questione genere o non genere: è proprio che la scrittura è ingarbugliata, non si segue bene, e alla fine l'ho letto non so più quante volte in tre giorni diversi prima di farti un commento, ma la verità è che non riesco a farmelo piacere.
E penso a quanto lavoro tu ci abbia messo, penso che probabilmente ci conosciamo anche e ci starai restando giustamente male da tutti questi commenti negativi, ma il commento più utile te lo ha già fatto Achillu ed è il primo.
Cerca di puntare dritto a quello che vuoi comunicare, e poi asciuga, lima, leggi e rileggi per affinare e venire dritto al dunque. So che in questo l'idea che avevi del genere probabilmente non ti ha aiutato.
Non fa nulla: è solo uno step, e noi siamo tutti qui per giocare e divertirci insieme.
Mi dispiace, davvero. Spero che tu non te la prenda.


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Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

12Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Lun Ott 18, 2021 12:41 am

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Younglings
Younglings
Tutto è on line, tutti partecipano a questo show da dietro gli schermi, e chi lo organizza fa soldi a palate.
Grande Fratello (quello banale, per non dire peggio, della TV) o Truman  Show, dove i debuttanti sono ignoti protagonisti?
L'idea, se era questa che l'autore voleva trasmettere, era buona, ma la resa è stata ben meno immediata.
Si fa fatica a leggere questo pezzo, che potrebbe essere un testo teatrale, perché un'invettiva, una polemica, del sarcasmo e dell'ironia, che pure ci sono, non lo rendono comunque un pamphlet.

13Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Lun Ott 18, 2021 10:03 am

Ospite


Ospite
Scrittura moderna, magnifica, a me è piaciuta molto.
Non dobbiamo dimenticare che, soprattutto, siamo scrittori, o quasi. Non perdiamo l'apprezzamento per chi sa scrivere.
Detto questo l'unico commento che mi viene da fare è su un concetto ripetuto, quello del Medioevo. In tv, io guardo molta tv quando governo nipotini, una celebrità ha affermato che il periodo storico migliore, soprattutto per l'arte è stato il Medioevo Quindi facciamo pace con quella storia, anche se a dirlo è stato Sgarbi, uno contro tutto.
Il pamphlet è scoppiettante, c'è impegno e verve.
Prenditi una sedia nel mio podio.
Mi sono ricordato di un premio importante vinto, anche se non sembra né ho vinti parecchi, e di una sedia sul palco e io da solo con un'attrice che leggeva il mio racconto.
Non sono bravo nel farlo, ma io leggerei volentieri il tuo racconto. Lo dico con emozione improvvisa.



Ultima modifica di Tommybe il Mar Ott 19, 2021 8:40 am - modificato 1 volta.

14Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Mar Ott 19, 2021 12:18 am

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Meno male che ci sono i pallini grigi: straconvinta di aver già commentato questo racconto. Spero di ricordare tutto quello che mi ero appuntata.

Avendo letto i commenti su altri racconti, oltre che i precedenti su questo, le idee semichiare che avevo su cosa dovesse essere un pamphlet  si sono scurite. Questo racconto di fantasy non ha nulla, mi sembra più un “videopamphlet”, in cui la Penna ha provato ad immaginare un p. futurista, utilizzando immagini e parole contemporaneamente, giocandosi anche l’inserimento di un dialogo. Potrebbe starci, ha scelto l’arco temporale futuro, i generi letterari si evolveranno sicuramente, quindi perché non osare.
Mi vien da dire che ogni genere letterario ha avuto il suo debutto, magari inaspettato.

L’unione immagini/parole ha reso necessario descrivere quello che gli utenti vedrebbero: se la Penna avesse inserito i dettagli nel testo successivo, saremmo qui a dire che si tratterebbe di un racconto vero e proprio. In questo modo ha potuto inserire i dettagli relativi ai paletti, senza esagerare ma neanche liofilizzando.
I dialoghi: anziché affidare ad un “monologo” la protesta, hai provato a suddividere i tanti argomenti trattati tra i due protagonisti che, come hai ipotizzato, ad un certo punto decidono di buttare il copione o la scaletta che si erano preparati per replicare ai “tallonatori” su quanto era stato loro contestato. La cosa che mi è mancata nei dialoghi è stata quella di non individuare precisamente chi sta parlando, con un disse, replicò e quindi ho dovuto, alla prima lettura, annotarmi a margine una S e una C.

In buona sostanza l’accusa principale mossa ai due sarebbe quella di essersi arricchiti lucrando non solo sul business dei funerali, ma anche sul “macabro” desiderio di persone che vogliono affrontare la morte... ballando.
Quello della morte è un argomento ostico: personalmente se possibile lo evito, liquidando con un “capiterà, sia quel che sia, chiudiamola qui.” In questo racconto hai voluto parlare della piena consapevolezza che i debuttanti affrontano, che queste saranno le ultime ore: per il dopo sarà quello che religione, convinzioni e credenze prevedono, il durante...ok, l’appena prima i debuttanti se lo giocano ballando, ingozzandosi e divertendosi, quasi a voler beffarsi del mistero/meno mistero più grande della nostra vita.
Forse è questo che contestano i tallonatori: la superbia di affrontare con troppa leggerezza quel momento.
La Penna fa scegliere ai due – Seppellitrice mi piace molto – di andare a ruota libera: oltre al tema principale, hanno qualche sassolino da togliersi dalle scarpe, forse anche un momento di umano desiderio di mostrarsi ma non troppo e lo fanno fregandosene se, saltando di palo in frasca, vanno “fuori tema”, tanto chiuso il collegamento torneranno nell’ombra, i tallonatori troveranno velocemente altro su cui sparlare e loro continueranno a far soldi. Mi piace però l’idea che abbiano instillato il pensiero “morte”, che non cancelli con un clic.
Il ballo vero e proprio non arriva: va immaginato, cercando di ricordare com’era la sala da ballo, i cibi e chissà, magari anche i profumi dei cibi.
Qualche refuso l’ho individuato.
Sul qui individuato da Paluca, si sono passata su in tutte le tre letture del racconto. Chi scrive su DT questi errori non li fa più da tempo: preferisco pensare sia un taglia che ha lasciato sfilacciamenti.
Gli spunti di riflessione portati dalla Penna sono tanti, alcuni molto attuali, forse troppi per un pezzo solo, e li hai affidati alla ruota libera dei due. Un azzardo che altri commentatori ti hanno fatto notare, e a cui mi accodo, ma se volevi tentare il genere probabilmente hai dovuto/voluto osare. Ogni genere letterario si è evoluto o è nato dall’osare di qualcuno. A volte mi rendo conto leggendo/scrivendo di voler rimanere sul classico che conosco, perché tutto fila più semplicemente, perché meno impegnativo o rischioso. Ci hai provato e chissà quante altre volte dovrai/dovremo farlo in questo contest. Alla prossima.


Ecco cosa mi sono scordata: nei dialoghi, come ha fatto notare qualcuno, le presunte offese mi sono parse una "forzatura" tra i protagonisti, un prendersi in giro sotto sotto affettuosamente a beneficio di chi, superficialmente, ci vedrà inimicizia o offese. Le liti, vere o costruite, fanno audience.


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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

15Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Ieri alle 10:27 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Io con questo testo sono molto in difficoltà all'inizio pensavo di trovarmi di fronte a un fantasy futuristico e la cosa mi stava intrigando. Quando ho letto "seppellitrice" sono saltato sulla sedia, immaginandomi qualcosa di epico. Invece no. Alla fine è solo un lungo dialogo tra due personaggi. Io non ho manco per un momento pensato a un possibile pamphlet mentre leggevo. Ma poi ho letto i commenti e in effetti il tono potrebbe essere quello di un doppio pamphlet. 
Quindi come hanno fatto in molti anche io ho tralasciato il genere concentrandomi sulla forma e la trama ma anche lì ho trovata molto confusione. Qua e la ci sono idee molto belle dico sul serio ma svaniscono nel marasma dell'insieme. 
Quello che mi piacerebbe sapere dall'autore di questo testo è la genesi, insomma vorrei che me ne parlasse di più e mi spiegasse, magari con un commento finale che leggerei più che volentieri. 
Per il momento ti ringrazio e i complimenti sono sinceri perché il coraggio di metterti in gioco ce l'hai avuto non sottraendoti alla sfida.

16Il ballo de' debuttanti Empty Re: Il ballo de' debuttanti Oggi alle 10:44 am

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao.

Colonna sonora:

Inferno – Keith Emerson. Più precisamente, la main title. La scelta, nel tentativo di attagliare il giusto sound a – Il collegamento si interrompe (…) musica struggente e al contempo inquietante –


Le pulci (eviterò i refusi perché sono molti):


1.       L’incipit mi ha fatto sobbalzare dalla sedia. Ho cominciato a sogghignare, convinto che mi avresti stupito rappresentando la Seppellitrice “piccola e grassottella” e il cuoco “una figura magra”, invertendo ciò che ci si aspetta per consuetudine da personaggi simili. Non è andata poi così, ma non è che ciò che mi piace sia “universale”.

2.       Nella parte iniziale, quella descrittiva, ci sono (e in questo step ne ho trovate poche) intuizioni geniali per descrivere un mondo duecento anni avanti al nostro.

3.       Ho trovato concettualmente ripetitivo che i due personaggi siano entrambi vestiti con la tunica.

4.       Sempre all’inizio, in due righe scrivi tre volte la parola ”sala”.

5.       Il genere “c’è” di certo, altrimenti lo staff non lo avrebbe fatto concorrere. Vado per esclusione e deduco sia un pamphlet. Come qualcun altro ha sottolineato, tra duecento anni il genere può evolversi in “video-pamphlet”. Non avrei messo le incursioni del narratore.

6.       Se avessero rispettato il copione. – e anche qui mi crei una aspettativa che poi non troverà sfogo. Rispetteranno perfettamente il copione.

7.       Anticipo qui, e non lo riscriverò, un riferimento artistico a qualche dialogo iniziale. La rappresentazione teatrale andata in scena due o tre anni fa di 1984 di Orwell. In alcuni dialoghi (quando la Seppellitrice scopre di essere in diretta e continua a parlare col cuoco, di colpo si rivolge al pubblico) cambi lo “sguardo”. Così come poche righe dopo. Mi è sovvenuto proprio quello spettacolo teatrale, dove i protagonisti interloquivano tra loro e di colpo uno di loro si girava a fissare inquietante il pubblico, gli altri entravano in ombra e per qualche secondo cambiava il registro della conversazione.

8.       Se nel 2130 il cuoco aveva già problemi col fisco, e siamo nel 2.200, dobbiamo dedurne che almeno un centinaio di anni li abbia. E come viene descritto, bello pimpante, si ragiona su un personaggio comunque che gode di ottima salute e forma. Può essere anche che tra duecento anni, quell’età sia “nel mezzo del cammin di nostra vita”.

9.       Lo sappiamo tutti, le scorte di petrolio dureranno ancora al massimo 30 anni. Quindi risulta poco credibile che tra duecento anni gli sceicchi navighino ancora sull’oro nero. Come ho già scritto in un altro commento, la fantascienza non dovrebbe esimersi dal rispettare la scienza già esistente.

10.   I dialoghi: faccio fatica a capire quando i personaggi si “passano la palla”.

11.   Perché tutti, ma proprio tutti, per il dopo, voglio rispettare i sacri riti della loro religione. – Si, lo so, avevo detto che non citato i refusi, ma qui non capisco se intendi dire “Perché (con) tutti” o se hai piazzato il refuso “voglio” anziché “vogliono”.

Riferimenti artistici / letterari:

1.       Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman. Si, in questo caso non è la Triste Mietitrice a parlare (e giocare a scacchi) con la vittima designata, ma anche la Seppellitrice parla con interlocutori che dovranno morire prima o poi.

2.       Vita Brevis di Jostein Gaardere, perché il tuo racconto mi ha fatto ricordare alcuni passaggi tanto pratici quanto filosofici nell’invettiva romanzata che l’ex compagna di Sant’Agostino gli rivolge  (perché il Santo non è sempre stato santo, lo è diventato dopo aver abbandonato compagna e figlio).

3.       Biglietto per l’inferno dei Biglietto per l’inferno (omonimo), bellissimo concept album musicale, per gli argomenti trattati.

Considerazioni conclusive (poche):

Il racconto, a mio parere, è stato consegnato con l’acqua alla gola per i tempi. Sempre a mio parere, per quel che conta, andava sfrondato, ridotto, necessitava di uno snellimento che porterebbe il lettore a un approccio alla storia più naturale. Ci sono delle bellissime intuizioni, e coi tempi giusti saprai confezionare da questo un racconto coi fiocchi, già se ne respira il profumo “rinfrescante di menta e limone”.
Grazie.

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