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1Scarpe senza voce Empty Scarpe senza voce Dom Ott 03, 2021 2:36 pm

Different Staff

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Admin
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Guardare la superficie in legno del campo lo fece vacillare solo per qualche secondo, poi si riprese. Pensò che se non fosse stato seduto sulla carrozzina avrebbe perso l’equilibrio e si sarebbe ritrovato col culo per terra.
Anche al primo allenamento nella vecchia palestra si era sentito strano, ma lì era diverso: il palazzetto, il parquet, la prima partita di campionato. Il cuore gli martellava nel petto per la paura, l’emozione, i ricordi pesanti. Prima dell’incidente in moto che gli aveva precluso per sempre l’uso degli arti inferiori, era stato un buon giocatore delle serie minori, con tanti punti nelle mani e il sogno di diventare un professionista. Poi il sogno e le gambe si erano sbriciolati lungo una corsia dell’Autostrada dei Laghi, assieme alla vita di Monica. La sua compagna era stata meno fortunata di lui, sempre che si potesse parlare di fortuna nel suo caso.
«Sei teso, Alex?»
Alex voltò la testa. Coach Fanini era dietro di lui e stava sorridendo, le mani appoggiate ai fianchi nella tipica posa dell’allenatore di basket.
«Sì, abbastanza.» Fu questione di un attimo e si corresse. «Anzi, molto.»
«È naturale, è sempre così all’esordio. Ma ti posso garantire che appena entrerai sul parquet tutta la tensione svanirà, come per magia.»
Alex fece una smorfia e scosse lentamente la testa.
«Non so, coach, spero abbia ragione, ma non credo sarà così facile.»
Piero Fanini si accovacciò e portò lo sguardo all’altezza di quello del suo giocatore.
«Cos’è che ti turba? Ti va di parlarne?»
Alex strinse forte i pugni, cercando di trattenere le lacrime, senza riuscirci.
«Sarei potuto diventare un professionista, coach. Magari non nell’Olimpia e neppure nella Virtus, ma in qualche squadra di metà classifica, perché no? Avevo la media di venticinque punti a partita e difendevo come un dannato.»
«Conosco la tua storia, Alex. Ti ho visto giocare. Sì, eri forte, ma lo sei ancora. La pallacanestro si gioca con queste» disse il coach, mettendogli davanti al viso le mani aperte.
«Già, le mani» disse Alex alzando la voce, «ma la forza, la potenza, l’esplosività, stanno qua dentro» continuò battendo i pugni sulle cosce. «E ora queste non servono più a un cazzo.»
Il ragazzo si asciugò gli occhi con la canotta; il gesto sembrò restituirgli un po' di calma.
«Scusi, coach, non volevo alzare la voce. È solo che…Mi sentivo così libero quando saltavo e andavo a schiacciare la palla a canestro. Mi sentivo libero come un uccello e quella sensazione non la proverò mai più.»  
«Ne proverai altre, forse ancora più intense.»
Alex sorrise e tornò a guardare il parquet. «Crede davvero che prima o poi mi abituerò a giocare senza gambe? Cioè, riuscirò mai ad accettare la cosa?»
L’allenatore indicò il petto di Alex. «Cosa c’è scritto sulla divisa che indossi?»
Il ragazzo annuì. «Warriors.»
«Warriors, esatto. Perché tu, tutti voi, siete dei guerrieri. Quello che fate, l’impegno che ci mettete, non è da tutti. E bada bene, la mia non è retorica da quattro soldi, le cose stanno davvero in questi termini. Siete dei guerrieri e nulla e nessuno vi può sottomettere.»
Il coach si tirò su e abbracciò Alex, poi gli diede il cinque. «Dai, concentrato adesso. Sono certo che farai una bella partita.»
Alex ringraziò Fanini, quindi indicò il campo da gioco. «Sa qual è l’aspetto più buffo di tutta questa situazione?»
«No, quale?»
«Ci ho pensato tante volte da quando ho cominciato a vedere le vostre partite, ad allenarmi con voi…La carrozzina sul legno non fa praticamente rumore. Non so, sembra tutto così irreale. Mi manca da morire il suono delle scarpe che strisciano sul parquet. Se qualcuno me lo chiedesse direi che è quella la voce più intima del basket, quel cigolio incessante.»
Lì vicino c’era un pallone, Alex lo prese e si diresse palleggiando verso la panchina dei suoi compagni di squadra. Mentre avanzava aprì la bocca e provò a riprodurre il rumore delle scarpe sul parquet.

2Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Dom Ott 03, 2021 5:24 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Il titolo è proprio azzeccato, anche se – per me – le sue (le loro) nuove scarpe fanno un rumore talmente assordante che proprio per questo non riusciamo a sentirlo.
La forza di riprendersi (fisicamente e mentalmente), di trovare il coraggio di ricominciare, di rimettersi in gioco... di lasciarsi alle spalle un mondo intensamente vissuto per un nuovo mondo pieno di incognite, non so voi, ma per me è inimmaginabile.
Il racconto (è il primo che leggo, mi perdonino le altre Penne) forse si ripeterà in modo similare: provare ad esprimere qualcosa che rappresenti la forza d’animo di chi deve riprendersi la vita nelle mani, stringendo in questo caso, un pallone da basket.
Buon lavoro.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

3Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Dom Ott 03, 2021 5:31 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Un racconto che mette l’accento sull’accettazione di una condizione di disabilità “acquisita” per una fatalità. Durissimo. Aver sperimentato la forza fisica, la forma fisica di un atleta nel pieno del vigore e trovarsi catapultati all’inferno penso possa essere devastante. Qui gioca un ruolo fondamentale e delicato l’allenatore. Ottima la scrittura e la chiusa finale che chiude il cerchio col titolo è una vera chicca. Complimenti.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

4Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Dom Ott 03, 2021 6:03 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Younglings
Younglings
Il finale è molto bello.
L'idea di riprodurre il rumore dei passi vale il racconto, così come il titolo.
La storia è scritta bene, ma forse troppo scontata, facendo perdere intensità alle emozioni che vuole trasmettere.

5Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Dom Ott 03, 2021 7:30 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
A me questo racconto è piaciuto tantissimo perché l'ho trovato molto vero, reale. Alex non accetta facilmente la sua condizione e non potrebbe essere altrimenti, di Zanardi ce ne sono pochi, sovrumani mi viene quasi da dire.
Scritto benissimo, se proprio volessi trovargli una piccola critica da muovere direi che non avrei inserito la morte della compagna, non aggiunge nulla al racconto ed accentua inutilmente l'aspetto drammatico già di per sé molto forte.
Molto, molto bella la trovata delle scarpe e de loro rumore sul parquet, richiamate anche nel titolo: leggi e senti il rumore.
Ottima prova sotto tutti i punti di vista.

6Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Dom Ott 03, 2021 9:05 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Inizio dal titolo che mi ha intrigato fino dall’inizio. Non riuscivo a immaginare il collegamento con un racconto che avrebbe parlato di sport e di handicap. Invece il nesso c’era, eccome! E questa mi pare veramente l’idea originale e portante di tutta la storia. Non sappiamo quello che succederà in quella partita, ma Alex sembra aver avviato con successo il suo percorso di rinascita.
La frase più efficace: “Poi il sogno e le gambe si erano sbriciolati”
Quella che mi è piaciuta di più e che mi ha dato la sensazione di assistere alla scena: “Il ragazzo si asciugò gli occhi con la canotta; il gesto sembrò restituirgli un po' di calma.”
Bel racconto, carico di umanità.

7Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Lun Ott 04, 2021 8:55 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Un racconto onesto e senza forzature. Tutto scorre liscio e lascia una bella sensazione, con un finale che con quella cosa delle scarpe aggiunge una marcia in più. Io, che principalmente scrivo favole, non so so raccontare così bene la realtà. Perché il tuo racconto così mi è sembrato reale, vivo e attuale. Quindi non posso che ammirarti e farti i complimenti.

8Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Lun Ott 04, 2021 3:43 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan
Un bel racconto che non mette troppa carne al fuoco. Hai deciso di raccontare un solo, unico momento, pochi minuti della vita di una persona, e hai fatto bene. In questo modo sei riuscito a descrivere efficacemente, in poche battute, lo stato d'animo di un disabile che non ha ancora elaborato il lutto, la perdita delle sue capacità fisiche e rimpiange quello che potrebbe essere stato e non sarà. Ho molto apprezzato questa scelta.
"La sua compagna era stata meno fortunata di lui, sempre che si potesse parlare di fortuna nel suo caso.' questa, a mio parere, è la frase più bella e più vera di tutto il racconto. Ottima prova, grazie.

9Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Lun Ott 04, 2021 7:14 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Se il tuo titolo all'inizio mi aveva soltanto catturato, con l'ultima frase mi ha fatto esplodere la commozione. 
Sei stato equilibrato nel creare il tuo climax, hai raccontato una moment story che ti entra nel cuore e riesce a parlare. 
Anni fa ho arbitrato una partita di futsal tra sordomuti. Anzi, non era "una partita", ma la finale scudetto. Il silenzio che c'era al Carisport di Cesena era a tratti surreale, perché io stesso mi sentivo surreale a dover sventolare una bandierina piuttosto di fischiare. Lo so che non è lo stesso silenzio che hai raccontato tu, ma in un certo qual modo le due storie si avvicinano, e in me hai aperto di nuovo un mondo di riflessioni e di sentimenti.
Sono contento di aver letto questo tuo racconto, tra l'altro scritto perfettamente.
Grazie, Byron.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

10Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Lun Ott 04, 2021 7:25 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Ricordo un altro tuo racconto, in cui analizzavi il rapporto tra un coach e il suo pugile. È un tema che ti sta a cuore e che sviluppi alla perfezione, con dialoghi credibili e sinceri. La storia è semplicissima, ruota intorno a un concetto singolo e preciso, senza fronzoli, ed è perfetto così. Umano, puro. Bravissimo.

11Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Lun Ott 04, 2021 10:33 pm

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao Byron.

C'è forse una sola informazione inutile nel racconto, ossia che nell'incidente è morta la compagna di Alex. La qual cosa ha sicuramente segnato la vita del tuo personaggio, ma non influenza il resto del racconto.
Il titolo secondo me è fenomenale e rappresenta molto bene lo stato d'animo di Alex. Del resto lo ammette lui stesso, ma la potenza del titolo è anche nel fatto che, solo rileggendolo, rivedo già tutta la storia senza dover ripassare le prime righe. Grazie a te e all'altro racconto sulla pallacanestro in carrozzina ho scoperto un mondo che trovo ben riflesso nel tuo racconto.
Aggiungo che mi piace molto il conflitto che hai rappresentato, che è uguale dall'inizio alla fine e non si risolve. Nemmeno con il finale, dopo la frase del coach, il conflitto si risolve, e secondo me anche questo è un punto di forza in ciò che hai scritto.

Grazie e alla prossima.


______________________________________________________
Scarpe senza voce Badge-2
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12Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Mar Ott 05, 2021 7:12 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
E concludo con il mio amico  @Byron.RN, che anche stavolta ha scritto un bel racconto che, come già notato da altri, è ulteriormente impreziosito dal titolo.
Ancorché ci troviamo di fronte a una storia semplice, la portata emozionale è veramente sconfinata. Non che in altri racconti non lo sia, ma qui ci vedo una marcia in più da questo punto di vista. Sarà, probabilmente, la decisione dell'autore di raccontarci un frame di una storia molto più lunga, ovvero la tensione prima di una partita importante.
Dissento da chi sostiene che l'informazione circa la scomparsa della compagna di Alex nell'incidente non sia necessaria. Vero, non cambia il "sugo della storia" ma semmai, a mio avviso, amplifica la tragedia interiore di Alex, dalla quale uscirà partita dopo partita. 

Sulla scrittura niente da dire.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Gaute da suta Cool!

Scarpe senza voce Senza_12

13Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Mar Ott 05, 2021 11:45 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Molti dei racconti di questa Folgore hanno il pregio di essere veri. E portano al lettore delle emozioni in prima persona. Questo lavoro non fa eccezione. Ben scritto. Per certi versi simile al racconto che avrei voluto scrivere per questa occasione (ma che rimarrà incompiuto in qualche cassetto). Il riscatto.
E poi quel titolo che è pura poesia.
Gran bel lavoro. Complimenti.
Grazie


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

14Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Mar Ott 05, 2021 11:57 am

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
ciao Byron
Mi sembra di ricordare che in un campo di basket in carrozzina ci siano molti altri rumori, la gomma delle ruote sul parquet, il ferro delle carrozzine che sbatacchiano tra loro…
Lo sconforto che hai descritto così bene nel tuo racconto è talmente reale e profondo, come anche le parole che Fanini rivolge al suo Alex. 
Atmosfera intima e carica di emozione.
bello anche il titolo.

Davvero un buon lavoro. bravo

15Scarpe senza voce Empty Re: Scarpe senza voce Mar Ott 05, 2021 3:10 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Ciao Byron,
il tuo racconto ha la capacità di colpire e rimanere impresso: grazie a un perfetto uso dei dialoghi ci fai entrare nel mondo del protagonista, della sua frustrazione, dei suoi fantasmi.
La delicatezza che hai messo nella scelta della parole non è quella lampante, da strappalacrime, ma descrive con toni miti e forse proprio per questo più pungenti, quello che in realtà è un dolore immenso.
La mancanza finale di quel particolare umore, il tentativo, molto umano di riprodurlo con la bocca, mi hanno lasciato dentro tanta tristezza: o forse non è tristezza, ma impotenza che, come per il tuo protagonista è la vera strada da seguire per molte situazioni: non posso farci nulla, ma posso accettare la realtà così com'è.
L'unica strada verso la felicità.

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