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Il bordo del male

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1Il bordo del male Empty Il bordo del male Ven Set 10, 2021 9:20 am

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan
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Il bordo del male


Il bordo del male
cura del pensiero
l’oscuro morire abituale
in velenoso siero.


È lecito sempre agire
per placare mente iraconda
se mai si trova il finire
in un catino che di melma abbonda.


Or sollazza la visione
in versi o mera prosa
che ne fa dura tenzone
nella causa che si sposa.


S’è tutti in un tondo
parte integra e fondante
pronti per il fare immondo
che ognun diviene viandante.


Chiedesi in tal guisa
cos’è che vuol dir importanza
se ogni istanza vien derisa
e regna sovrana ignoranza.


Son io per passione?
Oppur balda e ignavia tracotanza?
Mesto lo scrivere va nel calderone
che le messi non son abbondanza.


Retorico il richiesto fare
e sembra pur perso verbo
e nulla volge mano all’Amare
sol egoistico riserbo.


Ma chi sei tu che infanghi?
Che della parola ferisci
che esci for dai tuoi ranghi
e mai pena interiore lenisci?


E quando giunge l’ora
pronta è la penna nel calamaio
che odio disseta aurora
e beltà termina in letamaio.


Spingi grasso e opulento
un carretto colmo di lerce granaglie
e intingi lingua a rovistare tormento
che di te i corvi fa cibaglie.


Nero in crudo viso
arranchi nel affannoso cercare
ascolti un falso sorriso
e proferisci adulazione nel declamare.


Te rifuggo oh falsa gente
non afflato e né delizia
provochi in alma gaudente
e di lettura non sia succosa primizia.


______________________________________________________
Le domande non sono mai invadenti, a volte lo sono le risposte...

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