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Autogrill

4 partecipanti

Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 1]

1Autogrill Empty Autogrill Mer Set 01, 2021 7:24 pm

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Autogrill
 
Con i calzini, con le ciabatte di pelle, guardo le onde.
Devo evitare di osservare il mare a lungo, per i depressi può essere fatale farlo.
Teresa, nascosta nella sdraio, ha piccoli lampi di vene varicose sulle gambe nude, lisce di crema solare.
Il suo costume,  ha perso tutte le foglie, ora è bianco zuccherino come i capelli. Spostando la sabbia con un piede, trova quella fresca, sotto.
Nel compasso   affiorano  pezzi di vetro levigato, salicornie avariate.
A sessant’anni la promessa più bella che posso fare a Teresa è smettere di invecchiare.
Lei ci ride sopra, e vederla ridere dopo tanta sofferenza mi basta.
Ho capito, dopo la mia vita disordinata, quanto siano importanti i legami famigliari, e Teresa è tutta la mia
famiglia.
 
L’estate è appena cominciata e fa già molto caldo. Cerco un posto all’ombra, non per me,  per la mia Vespa.
Non entro subito nell’Autogrill, bevo una Coca fresca di distributore,  e in preda a una crescente tristezza
studio il parcheggio, solo per fare qualcosa.
Non ho nessun motivo importante per essere lì, la ricerca di un lavoro non è un motivo importante.
Migliaia di uomini sono alla ricerca di un lavoro.  Io sono solo uno di loro.
La zavorra del caldo e uno stravagante timore non mi fanno avvicinare all’entrata.
Lavoro per far asciugare il sudore sotto le braccia, le tengo appena sollevate  sperando in un colpo di vento.
Intanto la Coca ghiacciata fa il suo mestiere nella mia gola.  Butto la lattina vuota nell’incavo di un cestino spaccato.
Mi chiedo se in quel posto ci possa essere qualcosa di carino oltre alle sgommate delle automobili, al rumore dei freni dei Tir, all’odore forte di benzina, alle soste dei pellegrini in pullman, ai cestini spaccati.
La foto di Teresa la conservo nel porta oggetti della Vespa, mischiata a buoni sconto carburante, a  cacciaviti, gomme,  e sigarette leggere.
Nella foto in cucina, il suo sguardo è ancora amoroso e indulgente. Alle sue spalle si intravede una pila di piatti da lavare, un documentario di bomboniere dei matrimoni dei nostri amici, e la nostra vita miserabile.
Dopo lo scatto della foto,  si è messa a piangere, ricordo bene. Piangeva e mi guardava. Io non riuscivo a aiutarla. Per questo merito la morte, se c’è giustizia.
 
IL  vecchio bagno dell’autogrill è un seminterrato animato da numeri telefonici scritti sul muro.  Una piccola agenda  strampalata, volgare, affascinante, democratica.
In versione composta, con mascherina chirurgica, aspetto di essere ricevuto dalla responsabile.
La sua stanza  sta proprio su una gobba di linoleum, accanto ai bagni.
Siedo su un divanetto di plastica del colore della mia camicia, aspetto che un calcio improvviso apra quella porta.  Non mi sono applicato a indagare di che tipo di lavoro si tratta, per  ora mi va tutto bene, anche spazzare per terra. Non sono disperato, ma poco ci manca.
La porta si apre,  una donna in tailleur rosso demolisce ogni mio dubbio con un  sorriso impostato.
- Scommetto che lei è il signor Pietri?
- Sì, sono io.
- Si accomodi pure.
- Muoio dalla curiosità di sapere perché mi avete convocato, spero per un lavoro, ne ho fatto richiesta.
La donna allunga il braccio destro impreziosito da gioielli finti. Ci salutiamo con i gomiti.
- Gilda, per tutti sono Gilda, signor Pietri, e non muoia proprio adesso che sta per essere assunto,
 ha già fatto colazione?
- Ho bevuto un caffè, pure velocemente, in un bar rivale. Faccio finta di ridere.
- Andiamo sopra,  questo ufficio è deprimente, - dice, allungandosi la gonna.
 Le vetrine , le piastrelle, le sedie rosse in plastica sono identiche a mille altre sedie, ma si respira un’aria
diversa, tutto è lindo e luminoso. Il ricordo della zona dei gabinetti sembra appartenere a un’ altra storia.
- Le piace il suo nuovo posto di lavoro?
- Mi piace questa musica.
- Jeaolus Gay,  e la voce di Lennon.
Ho toccato un tasto che non avrei dovuto toccare, i suoi occhi diventano lucidi.
 Sorride, mostrando una fessura degli incisivi imbarazzante, che non ne sminuisce affatto la dolcezza.
- Diamoci del tu, qui tutti ci diamo del tu. - Sentiamo spesso parlare di miracoli, ecco consideralo un
 miracolo occuparti del settore vendite di questo autogrill.
- Ho quasi cinquanta anni, e nella mia vita è accaduto poco e niente, ora perché accade tutto questo?
- Dorando devi tutto alla fama del  tuo bisnonno.
La sua  voce è ossequiosa, rassicurante, carezzevole.
- Mio nonno è stramorto tanto tempo fa.
- Tutti gli autogrill d’Italia  sono amministrati da Brenda Hayes , nipote cinquantenne, single,
 del campione americano Johnny Hayes che nel 1913 vinse la maratona olimpica.
- Quella in cui il tuo celebre bisnonno tagliò per primo il traguardo. – Quando Brenda ha saputo, attraverso
me,  che un discendente del campione rivale di suo nonno chiedeva un lavoro ha ordinato di assumerti
immediatamente.
- Ti devo molto, allora.
- Sono la responsabile del personale, faccio solo il mio mestiere. - Sei veloce come  tuo nonno? - Dice
maliziosa.
Senza aver compreso la battuta rispondo in modo corretto e professionale.
- Acqua passata, Gilda, acqua passata, ma anch’io ho avuto i miei successi sportivi.
 Fuori impazza il rumore dei  Tir, una colonna sonora che, ora, non mi dispiace.
-  A Teresa prenderà un colpo, vero?
-  Come fai a conoscerla?
-  So tutto di te, Dorando, pure che dentifricio adoperi.
-  Con Teresa è storia finita, - dico balbettando la bugia.
-  Come mai non ti credo?
Non le do il tempo di finire la frase, la prendo sottobraccio per convincerla amichevolmente.
Il mio stato di astenia sessuale  viene tramortito dal suo profumo.
Si scompone, ma poco, sa stare al gioco, è una donna vissuta.
- Non sembri uno che fa ancora il filo alle ragazze, uno sfacciato, però, sì. Ride.
Gilda decide di mostrarmi tutto l’Autogrill, prima che la situazione ci sfugga di mano con una piega esagerata.
Devo sforzarmi per tenere il passo dei suoi tacchi alti. Sotto il suo corpicino esile e delicato ci sono ginocchia e polpacci enormi e vibranti. Sembrano appartenere a un’altra persona.
Mi soffermo sempre a guardare le parti insolite di una donna, e più sono imperfette, più mi conquistano.
Convinto di poter amministrare tutte le auto posteggiate, tutti  i clienti al bar, consapevole dell’ingenuità
della gente che compra peluche, caramelle, sigarette, magliette dozzinali, portafortuna, cd musicali, libri da non leggere, mi rendo conto di poter dominare  pure Gilda, se serve a qualcosa.
Si arresta  davanti al lungo e spazioso bancone del bar, afferra  due cornetti e me ne porge uno, il più
vistoso, con un mezzo inchino. 
Arrivano due caffè, fumanti  nelle tazzine di porcellana.
-  Quante  ricerche su internet ho fatto per capire chi sei, - ma ne è valsa la pena, Dorando.
-  Sono un uomo qualunque, conciato pure male.
-  Non mi sembra, in confidenza  sei  come piace a me un uomo, - vuoi che ti presenti al personale?
- Non  dare a tutti la brutta notizia. - No no. Rido.
-  Sei proprio un burlone - dice,  spolverandomi  la mano sporca di zucchero  -  Qui c’è bisogno di allegria, è un brutto momento.
-  Questa nipote americana tanto generosa, com’è? - Chiedo.
-  La conoscerai, ti ho già detto che vive a Firenze?
-  Scusami, sono nel pallone, non ricordo. - Devo rendere la mia testa abitabile, siete tutti gentili, e vi voglio
tutti dentro.
- Pure me?
- Tu soprattutto.
Il barista con uno strofinaccio cancella le impronte dei nostri caffè e del nostro passaggio, ha una divisa
rossa che non nasconde una simpatica faccia da centro sociale.
-  Vieni a fumare una sigaretta con noi, Achille, metti il cartello chiuso.
-  Se lo viene a sapere la ‘Nana con le narici di drago’,  che chiudo il bar, anche per cinque minuti, mi licenzia.
-  Quella sta lontana, ti copro io.
- No, andate, una sigaretta di meno può farmi solo bene, -  ma lui non è il campione di corsa che tutti aspettavamo?
- Indovinato.
- E fuma?
- Sì, oggi fuma.
 Achille fa una smorfia brutta. - Mi deludi  Pietri. E ride.
Faccio schioccare le giunture delle mie dita e chiedo se sia davvero così orribile la ‘Nana’ americana.
- Perché ci hai già fatto un pensierino? -  Replica velenosa, Gilda.
 
Non riesco  a sviluppare una speciale passione estetica per il panorama stradale, ma sto da Dio nel
piccolo monolocale proposto da Gilda, e non ho problemi a raggiungere il mio posto di lavoro, una specie di
container  fuori dal blocco principale.
Mangio e dormo gratis, e il mio conto in banca ha abbandonato il colore rosso in virtù di uno stipendio più
che onesto. Soprattutto lì dentro non riesco a spendere un soldo.
I vini, che prima avevano una posizione di vendita puramente simbolica, sono diventati il punto di forza
dell’Autogrill , insieme ai formaggi a latte crudo e ai salumi della zona. Tutto  grazie alla qualità delle mie
scelte e alla mia perfetta  valorizzazione del territorio.
Non riesco più a limitare le richieste pubblicitarie dei somellier  legati a varie aziende vinicole.  L’Autogrill è  diventato prezioso per tutti.
Passo quasi tutte le sere con la tenerezza  di Gilda, nella mia piccola abitazione. Non servono grandi spazi.
L’ho arricchita con i quadri dipinti. Gilda dice che io sono la versione maschile di Frida Kalo, il mio stile è forte e approssimativo come il suo, e non dipingo sogni, dipingo realtà.
Io credo che non ci sia alcun settore della natura umana più noioso delle mie tele, eppure mi tengono
compagnia, a volte mi  viene voglia di aggredirle, di prenderle a pugni, e penso che sarebbe meglio  passare la notte da solo che con  dipinti che ricordano giorni tristi, colori tristi.
Lo spirito artistico, in un container, non galleggia, affoga.
Dimentico di cenare,  bevo  succhi di frutta e mangio merendine.  
Fumo qualche sigaretta. Scalzo, scrivo nella stanza scura e morta, pensieri  scuri e morti.
Un martedì  qualunque, Gilda,  rossa  come una casa colonica, mi avvisa che nel pomeriggio sarebbe arrivata la ‘Nana’ americana.
Brenda Hayes, incurante del non finito pericolo virale, mi abbraccia senza mascherina.
- Complimenti  Dorando per la tua forma fisica, e per la bontà del tuo lavoro. - Sembra che tu non abbia fatto altro nella vita che triplicare vendite.
Molto diversa da come l’avevo immaginata, e da come  l’avevano raccontata, mi chiede:
- Ti alleni ancora, vero? - Voglio diventare brava nella corsa come te, ma niente sfide.
-  Durante la pandemia la corsa è diventata il mestiere degli idioti, di chi non riesce a star fermo per problemi suoi, ma se vuoi ti mostrerò il mio training giornaliero.
- Solo quello?
- Mi domando come fa una donna giovane come te a avere tutta la responsabilità del tuo lavoro, io perderei  i sensi.
- Sono solo l’amministratrice delegata di Autogrill, nulla di divino.
- A me piacerebbe portarti in un posto dove non si mangia e non si beve caffè.
- Nel tuo letto?
Resto senza parole e senza fiato per un minuto. Ovviamente non intendevo quello.
Gilda, fuori della stanza, sta seduta con le gambe accavallate, per niente sofferente.
Uscendo,  la  ‘Nana’ le urla uno scherzoso: ‘Se si fa crescere i baffoni è identico a suo nonno’.
Passano i mesi,  Brenda mi confessa di non essersi mai sentita così giovane, sono un immaturo che allontana tutti i suoi pensieri tristi.
Però comincia a punzecchiarmi con arrivi improvvisi, e mi bacia davanti al personale.
L’uscita dall’Europa affossa di nuovo l’economia nazionale e cominciamo a essere tutti preoccupati.
La gente riprende a non circolare, si dimentica di fare acquisti. Fioccano i licenziamenti.
Mi  tengo lontano dalle riunioni sindacali. Le riunioni sono troppo brutali, non hanno nulla di
ragionevole.  Risultato? Ne escono tutti più avviliti.
L’Autogrill sembra un castello sotto assedio. Nessuno entra e nessuno esce sorridendo.
Passo sempre più tempo nel mio monolocale, non sopporto gli sguardi dei ragazzi del bar che mi vedono come uno che ha la fortuna di essere al sicuro per la simpatia, e non solo quella, dell’amministratrice.
Dopo una nottata insonne, durante la quale incendiano buona parte dei pneumatici del deposito, decido di dare le mie dimissioni. Non sopporto apparire come lo sguattero della padrona. Non sopporto gli sguardi diventati sgradevoli. Preferisco licenziarmi.
Approfitto del buonumore di Gilda per dirglielo.
Alla notizia, la sua faccia, diventa triste e impenetrabile.
Capisco istantaneamente che per lei  la mia relazione con Brenda,  è stata  un supplizio.
Giusto, ora, il suo disprezzo per me.
Mi alzo alle prime luci del giorno, attraverso il verde delicato del giardino.
Senza esitare metto in moto la Vespa, e mi allontano.
C‘è stato un combattimento che non mi aspettavo, sono distrutto.
Sono tanti anni che mi conosco, sopravviverò. Che vita era? Giorno e notte sopra un’autostrada.
Sono preoccupato, riuscirò a trovare un nuovo lavoro? Sono fuggito come un ladro.
Riconosco l’auto che quasi mi tampona, è la vecchia Wolksvagen di Gilda.
 Mi fa segno di fermarmi nella prima piazzola. Ha il solito tailleur, e il trucco spalmato sul volto.
- Sono stata nella tua camera, - hai lasciato tutto lì, - ma sei scemo?
- Mi sono sentito disprezzato.
- Disprezzato da chi? Quelle quattro teste di cavolo? Quelli ce l’hanno con me , tu che c’entri?
Non ha rabbia, la rabbia sta solo sul mio versante, il suo è dolore puro.
Gilda è proprio una bella persona, e lo scopro solo adesso.
- Dai torna indietro, strapperò le tue dimissioni, sistemeremo tutto.
- No Gilda, non torno indietro. Gli abiti verrò a prenderli tra qualche giorno, i miei dipinti puoi tenerli tu,
sei  la donna migliore di quel posto.
- Che me ne faccio di essere la migliore? - Che me ne faccio?
La stringo a me, la sindone del suo volto resta appiccicata sul mio.
- Chiamami, devi avere la liquidazione, e tutto il resto.
Il pianto ha riempito i solchi profondi del suo viso, non so come, ma cercherò di ricompensare
questo affetto che non mi aspettavo così forte, che somiglia più a quello di una parente stretta, a quello di una madre, di una sorella.
Mentre un volo di cornacchie sega l’orizzonte, e il risucchio di un Tir quasi mi sdraia, la mia Vespa riparte.
Torno nella mia città, dove dovrebbe stare Teresa, ora dobbiamo vedercela tra di noi, sono passati almeno tre anni  senza alcun tipo di comunicazione. Finita una sofferenza ne trovo subito un’ altra.
La chiamo al telefono, le accenno parte della mia storia recente. Voglio il suo punto di vista,  soprattutto per capire se sono stato uno stupido. Non ho detto proprio così.
Dimentico di chiederle se sta bene. Mi racconta che anche il suo lavoro è in bilico, il momento è grave per tutti. Se sono d’accordo vorrebbe vendere il nostro appartamento e tornare a vivere con la madre che ha
problemi di salute. 
Ho la sensazione di scivolare su di un piano inclinato, sempre più in basso.
Decidiamo di incontrarci per mettere a punto la vendita. Scuoto la testa con una insoddisfazione che mi fa male, ho capito che da me non si aspetta altro, oltre la spartizione dell’appartamento.
Devo mettere da parte i sentimenti, ho ancora una piccolissima speranza di poter ricominciare da capo la mia vita, se mi sbrigo.
Il  palazzo in cortina lo riconosco da lontano, anche se ora è più vecchio e più verde.
 Le costruzioni vicine, per un’illusione ottica, hanno cominciato a somigliargli.
Mi tranquillizzo, non può succedere nulla di più drammatico di quello che è già successo.
Suono al citofono. Aspetto.
-  Ah, sei tu? - Sali, ma l’ascensore è rotto.
-  Ancora ce la faccio a fare due piani a piedi.
La sento ridere, la sua voce è rimasta melodiosa e infantile.
Quello che c’è ancora del mio cuore, esplode.
Faccio schifo, ma le voglio bene, molto bene.
Sta sulla porta.
Dal cortile arriva il profumo della corteccia dei pini.
Affonda il suo sguardo nel mio.
Ha ancora un volto luminoso e onesto.
- Entra, - dice.

2Autogrill Empty Re: Autogrill Mer Set 01, 2021 10:02 pm

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Pubblicare cose vecchie è un modo di tenermi compagnia.
Non lo confondete con altro.

3Autogrill Empty Re: Autogrill Gio Set 02, 2021 5:07 pm

FraFree

FraFree
Padawan
Padawan
Il tuo linguaggio è semplice, ma allo stesso tempo così particolare ed efficace nel toccare l'emozionalità. 
Usi le parole come colori e tiri fuori sempre dei bei quadri
To', mi è piaciuto parecchio.


______________________________________________________
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati. (B. Brecht)

4Autogrill Empty Re: Autogrill Gio Set 02, 2021 5:26 pm

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Grazie mille, Fra'

5Autogrill Empty Re: Autogrill Gio Set 02, 2021 11:46 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Bello come la prima volta che l'ho letto.

6Autogrill Empty Re: Autogrill Ven Set 03, 2021 8:34 am

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Grazie Danilo, meriti la colazione al bar, abbondante. Smile

A Danilo Nucci garba questo messaggio

7Autogrill Empty Re: Autogrill Dom Set 05, 2021 10:16 am

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Caro Tommy, ecco uno dei tuoi bei racconti ambientati in autogrill: prossima volta che mi ci fermerò mi guarderò attorno per capire se, chissà, sei capitato lì. Forse sei quell’uomo che fuma una sigaretta come se tutto attorno sia deserto o magari stai chiacchierando con quei camionisti che hanno organizzato un barbecue in attesa della fatidica ora in cui potranno ricominciare a macinare chilometri;  o magari mi fermerò un po’ più a lungo, godendomi la sosta e tutto quello che di solito merita, se mai ha meritato, solo un’occhiata veloce. Di solito, solo se la sosta non è brevissima, o c’è coda alle casse e al bar, mi piace molto osservare le persone: come sono vestite, come osservano la merce in esposizione, come vivono quel momento per tanti ordinaria amministrazione, per altri un momento “diverso”, quasi timorosi di incontrare persone che parlano altre lingue (faccio spesso la Brennero), camionisti tatuati, turisti dall’abbigliamento improponibile, liberatorio magari dopo tante cravatte... Insomma ho fatto sosta in un autogrill ma mi sono dimenticata di comprare un gratta e vinci.
Torniamo al racconto: il linguaggio semplice, normale, propone senza nulla nascondere o ingentilire, una caterva di sentimenti, di emozioni, di dolore e di speranza di poter spazzare via il dolore, ma già con la consapevolezza che tutto sarà solo una tregua. La normalità di una vita che si vorrebbe finalmente diversa, senza più la palla al piede di un passato che finalmente diventi passato e che lasci il posto ad un futuro dove, per la miseria, tutto diventi vivo e ci si senta “vivere”.
 
La prima parte – sulla spiaggia - mi è piaciuta in modo particolare.
A sessant’anni la promessa più bella che posso fare a Teresa è smettere di invecchiare.
Mi soffermo sempre a guardare le parti insolite di una donna, e più sono imperfette, più mi conquistano.  Meriti il Pulitzer per queste frasi.
 
Ora ti faccio qulache piccola nota, da lettrice ovviamente.
-       Ho bevuto un caffè, pure velocemente, in un bar rivale. - Faccio finta di ridere. (qui manca il trattino del fine dialogo
 
diamo del tu. – Sentiamo  Qui, scusami Tommy, non riesco a capire se è una sola frase pronunciata dalla stessa persona oppure se da “Sentiamo” in poi è un pensiero del protagonista.  C’è un altro punto, quando parli dei campioni delle maratone, in cui si ripete la stessa cosa e ho dovuto rileggere più volte il passaggio per immaginare il cambio di voce, ma non sono sicurissima di aver correttamente interpretato. Spesso hai diviso la frase di uno dei personaggi con un trattino e qui il mio neuronedalettura fa scattare un cambio voce, mentre non è così. Prova a togliere quei trattini, in una tua lettura personale ovviamente.
Non te li propongo tutti, questi dialoghi chissà quanto te li sei studiati, quindi la mia è solo una piccola nota appunto da lettrice.
Grazie e al prossimo telepass.
P.s. il mio posto preferito in un autogrill è l’angolo dei libri e non esco quasi mai senza.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

8Autogrill Empty Re: Autogrill Dom Set 05, 2021 1:14 pm

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
L' altro giorno, di ritorno dall'outlet di Valmontone, mia moglie rimase basita per la mia sosta all'autogrill. Con tanti bar che c'erano lì hai sentito il bisogno di bere caffè e fare pipì proprio qui? Disse.
La sua citazione infantile mi fece sorridere, e in quanto al caffè non poteva sapere, lei non ha mai letto un mio racconto.
Grazie, Susanna, le tue perplessità sono anche le mie, riesco a distruggere i miei dialoghi per la pigrizia di non usare le caporali.
Abbraccio.

9Autogrill Empty Re: Autogrill Lun Set 06, 2021 10:18 am

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
@Tommybe ha scritto:L' altro giorno, di ritorno dall'outlet di Valmontone, mia moglie rimase basita per la mia sosta all'autogrill. Con tanti bar che c'erano lì hai sentito il bisogno di bere caffè e fare pipì proprio qui? Disse.
La sua citazione infantile mi fece sorridere, e in quanto al caffè non poteva sapere, lei non ha mai letto un mio racconto.
Grazie, Susanna, le tue perplessità sono anche le mie, riesco a distruggere i miei dialoghi per la pigrizia di non usare le caporali.
Abbraccio.
Non è pigrizia Tom. E' che quando si scrive c'è il bisogno di andare avanti, oltre quel punto. C'è fretta perchè altrimenti le frasi sfuggono, virano, si potrebbero perdere.
Quando mi capita, butto lì i dialoghi solo con un trattino, tanto lo so dove iniziano e chi parla, poi - iniziata la prima lettura critica - inserisco i caratteri che ho scelto per i dialogi (mi sono creata un punto elenco iniziale e un carattere speciale per il finale.)
Questa minima "perdita di tempo" mi aiuta a sentire se il tutto gira.
Come ti ho già detto, se tu ami tanto i tuoi racconti - e si vede tantissimo - amali anche oltre, curandone anche i più piccoli dettagli; qualche spazio a inizio frase che non serve, i trattini... Lo devi anche a te stesso, perchè chi legge può andare spedito, senza essere distrurbato dalle piccole imperfezioni, superabili ovviamente, ma tu sai tenere il lettore, quindi imprigionalo nelle tue storie.
Non te ne avere per queste piccolezze, ma anche se non li commento, i tuoi racconti li leggo tutti. E ci torno.


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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

10Autogrill Empty Re: Autogrill Lun Set 06, 2021 1:48 pm

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Be', se ami una donna l'ami pure se è scapigliata e con le calze sfilate.
Scherzo, eh, ma mica tanto. Io sono contro ogni forma di perfezione. Pure nella vita reale.
Ti confesso una cosa, l'eccessiva leggerezza con cui ho scritto Cicciobello è stata una conseguenza dello scarso successo dei miei racconti precedenti.
Un mio amico con cui giocavo spesso a poker ripeteva sempre la solita tiritera: Volete vedermi ridere e scherzare (lui era un umorista nato), fatemi vincere qualche piatto, no?
Qui accade lo stesso, se becchi solo rimproveri e zero ti scarnifichi, perdi entusiasmo, voglia, e se ne vanno a spasso pure le riletture e i commenti.
Sono stato troppo sincero? Smile
Abbracci a te e a tutti gli altri.
Non porto mai rancore.

11Autogrill Empty Re: Autogrill Lun Set 06, 2021 3:57 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
@Tommybe Qui accade lo stesso, se becchi solo rimproveri e zero ti scarnifichi, perdi entusiasmo, voglia, e se ne vanno a spasso pure le riletture e i commenti.
Sono stato troppo sincero?

In primis la sincerità non è mai negativa, a volte può ferire, ma bisogna anche accettare che qualcuno la pensi diversamente da noi o che abbia altri punti di vista. Meglio una piccola critica sincera che una lode giusto perchè sennò se ne ha a male e si offende. Sincerita Vs ipocrisia 10 a 0.
Qui non mi pare tu abbia solo rimproveri, ma anche complimenti per i bei racconti che scrivi e che penso ti facciano piacere; i "consigli" che arrivano dovrebbero farti altrettanto piacere: a mio parere significa che chi ha letto, ha letto davvero e vuol darti una mano per valorizzare il tuo lavoro. Ovvio che i consigli possono essere scambiati per critiche, ma - e mi è capitato con i racconti dello step - rileggendo i racconti dopo aver letto i commenti, beh in tanti avevate ragione. Incassa, metti da parte e impara. Difficilmente modificherò molto il mio stile, ma gli aggiustamenti che do ai miei lavori dopo la prima stesura, fatti anche in base ai consigli ricevuti, trovo che alla fine giovino. Sarà sempre il mio stile, ma spero con meno difetti.
Alla prossima fermata in autogrill.


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12Autogrill Empty Re: Autogrill Lun Set 06, 2021 5:07 pm

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Da quando sono qui, dieci anni circa, sono migliorato tantissimo nella scrittura e peggiorato tantissimo nel carattere, colpa pure delle ultime vicissitudini di famiglia.
Tu sei troppo forte, sembri stare dalla mia parte e invece mi bastoni, giustamente. Questo tuo atteggiamento lo apprezzo molto.
La prossima settimana la passerò in un bel villaggio nel Salento. Spero di normalizzarmi, che tutto questo astio non mi si addice e nemmeno si sa da dove arrivi.
Abbracci.

13Autogrill Empty Re: Autogrill Lun Set 06, 2021 5:36 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
@Tommybe ha scritto:Da quando sono qui, dieci anni circa, sono migliorato tantissimo nella scrittura e peggiorato tantissimo nel carattere, colpa pure delle ultime vicissitudini di famiglia.
Tu sei troppo forte, sembri stare dalla mia parte e invece mi bastoni, giustamente. Questo tuo atteggiamento lo apprezzo molto.
La prossima settimana la passerò in un bel villaggio nel Salento. Spero di normalizzarmi, che tutto questo astio non mi si addice e nemmeno si sa da dove arrivi.
Abbracci.
Buona vacanza e tranquillo che sto sempre dalla tua parte. Un po' di riposo ti farà bene e ti preparerà per il prossimo step.


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